[Frodi e prolungamento dei lavori. Il caso di una torre nella marina di Cropani]
di Andrea PESAVENTO
(pubblicato su Il Paese nr. 9-10/1993)
Appena andate in vigore le nuove tassazioni del
biennio 1590-1591 vennero appaltate sei nuove torri tra le quali una
nella marina di Cropani. Nel gennaio 1594 la nuova torre, chiamata
Crocchia, č gią in costruzione. Il mastro fabricatore che si č
aggiudicato l'appalto č Adante o Dante Cafaro della cittą di Cava
che alcuni anni dopo costruirą la torre dei Gesuiti nel villaggio di
San Leonardo.
Con le prime perizie iniziano le controversie. Il mastro č accusato
di frode per essersi accordato con il delegato della regia udienza
provinciale alterando le misure del costruito.
In attesa che un ingegnere su incarico della Regia Corte si porti
sul luogo per una verifica, viene concesso un anticipo al mastro
perchč possa procedere nei lavori. Il tempo passa e, poichč č ormai
iniziata la bella stagione, l'ingegnere delegato, il cavalier
Fontana, fa sapere che non intende portarsi sul luogo prima di
settembre per paura dei corsari. Finiti i soldi, si fermano i
lavori. Il Cafaro ai primi di luglio protesta per il danno che il
fermo dei lavori crea a lui ,ai lavoratori ed all'opera. Egli chiede
che nell'attesa venga consegnato un po' di denaro all'universitą di
Cropani per poter proseguire.
"Molto Illustr.
M.ro Adante Cafaro, partitario dela torre di Cropani, fa intendere a
V. E. Ill.mo come essendosi stata fatta mesura de tutta la opera per
esso fatta in quella per lo uomo experto eletto dalla Regia
Audientia Prov.le per ordine dela Cam.a se retrovo creditore in
docati mille cinquecento ottantatre et venendo in Cam.a per lo
debito mandato fu da uno malevolo malignato dicendo che in detta
mesura ci era errore per il che li fu suspetato il pagamento e li
furo pagati a buon conto docati trecento con la plegiaria et che se
fusse servito detta misura per uno deli ingegneri dela regia corte
li quali como che non si poterono conferire, si ordino al cap.no di
Seminara che con experti havessero visto detta mesura et perche S.M.
Ill.ma il detto cap.no voleva docati sexanta da esso supp.te per le
giornati che in cio haveva vacare insieme con detti esperti, alla
quale spesa esso non era altrimenti tenuto come cosa che la
procurava il regio fisco, have havuto unaltra volta recorso in
camera per la quale referete V.S. e stata edmessa detta revisione al
cavalier Fontana, regio ingegniero, et li sono stati pagati altri
docati cento ad buon conto similmente con plegeria. Il quale
cavalier Fontana denega volere andare in questi tempori estivi et
per la suspitione de corsali per lo che esso supp.te pate molto
interesse oltre quello che in cio sino ad questa hora ha patito si
havera perso quasi uno anno de tempo con suoi operarii et animali
che tiene in la opera come in esser andato et venuto tante volte
dalli confini di Calabria per tanto supplica V. S. sia servita
ordinare se paghino almeno docati doicento, deli denari de torri
alla detta universita de Cropani la quale ne sia casera et serva di
spenderlo personalmente per servitio di detta opera senza fare
tocare uno quatrino ad esso supplicante et cio si tanto dura questa
estate non perda tempo perche altramente ci sara perdita di
interesse et in tal caso danno per allora se protesta contro la
regia corte de tutto il danno.."
Datum Neapoli in eadem Reg. Cam. Sum. die 13 mensis Julii 1594.
La richiesta č accolta e si ordina al tesoriere di Calabria Ultra di
consegnare ducati 200, dei denari riscossi per la fabbrica delle
torri, all'universitą di Cropani perchč li utilizzi nella
costruzione della torre. Il versamento č effettuato ai primi di
agosto dal luogotenente del tesoriere che consegna in Crotone il
denaro al delegato dell'universitą di Cropani, Francesco Braczello.
Al th.ro de Cal.a Ultra
Per non posserse conferire in Cropane lo ingegnero cavalier Fontana
sino al sett.ro proximo venturo per revedere la mesura fatta dela
opera della torre che se fabrica in detta terra per mastro Adante
Cafaro .... la Camera debbia delli denari dela fabrica de torri
pagare docati doicento alla d.ta universita con obligatione de
convertirli in fabrica dela istessa torre et de recuperare le
cautele dela spesa per sua indennita et per darne debito al detto
partito accio fratanto non si perda tempo.
Cotrone 3 agosto 1594.
ANC. 49,1594, ff.204-206.(Archivio di Stato di Catanzaro)

