[Disboscamento sulle montagne di Cotronei]
di Andrea PESAVENTO
(pubblicato su Cotroneinforma nr. 70/2002)
Con dispaccio del 2.7.1753 il re ordinava la
costruzione del porto e molo di Crotone incaricando a dirigere
l'opera l'ingegnere militare Giuseppe Laurenti ed utilizzando come
manodopera i forzati.
A Capocolonna, nel maggio 1754, sotto la sorveglianza del
sovrastante piemontese Agostino Mazzia, iniziava il lavoro di
reperimento delle pietre e veniva costruito un piccolo villaggio,
ripristinando la torre Mariello e costruendo abitazioni e la chiesa
di San Carlo Borromeo. I forzati, con "algozzini" e "guardapalco", e
altri lavoratori, eseguendo gli ordini del soprastante Pascale Landi
e del capopeone Dionisio Alfì, con mine, mazze di ferro e picconi
cominciano a spezzare la scogliera e a preparare la pietra, che la
lancia, il sandalo e le marricane scaricano sul luogo dove deve
essere costruito il porto. Presso il regio magazzino della marina
arriva il ferro da Stilo per le zappe, i picconi, le manuelle ed i
cerchi ed il carbone, la pece e le travi.
Affianca il Laurenti nella direzione dei lavori Salvatore Mazza,
mastro falegname di mare che ha operato a Viareggio, e da Napoli per
la verifica giungono gli esperti militari Giuseppe Gonsales,
commissario di guerra, ed il capitano di mare Pietro Fisiero. Con
l’avvio dei lavori, iniziano anche i disboscamenti che si
prolungheranno per molti anni.
Inizio del disboscamento
Da una testimonianza rilasciata il primo settembre 1755 in
Verzino da Gio. Paulo Jannino e Lorenzo Baldino si apprende che
essi, essendo pubblici esperti nelle materie di campagna, su
richiesta Paolo Vitetta, erario della camera marchesale di Cirò, il
29 agosto di quell’anno si erano recati nei boschi di Ferrasima e
Fatagò di proprietà del marchese di Cirò per valutare il danno
causato dal taglio del legname fatto in quei luoghi dai mannesi che,
sotto la direzione del capomastro Salvatore Mazza, erano stati
mandati dalla Regia Giunta del porto della città di Crotone. I due
esperti testimoniarono che il taglio degli alberi continuava ancora
ed il danno ascendeva alla somma di ducati 452 e grana 50 e
riguardava il taglio di 112 querce e 27 ilici e la perdita di 415
tomolate di ghiande1.
L’anno dopo Salvatore Arrighi, segretario della Regia Giunta del
porto, pagava “Vittorio Catanzaro e compagni carbonari di
Policastro” per il carbone ed il suo trasporto nel magazzino della
Marina di Crotone ed annotava l’arrivo alla marina di Crotone di
trenta travi da Policastro e di tavole di abete e di pece da
Mesoraca2. In seguito numeroso legname verrà reperito nei vicini
boschi cedui (querce), situati nelle vicinanze della marina
soprattutto in territorio di Isola e di Cirò e nei boschi d’alto
fusto (castagni, conifere) situati sulle montagne di Cotronei,
Mesoraca e Policastro. Il prolungamento dei lavori per molti anni ed
il fabbisogno di una grande quantità di legname creeranno occasione
di guadagno specialmente nei paesi presilani. Mannesi, bovari e
proprietari di buoi trarranno benefici dalle commesse. Le università
obbligate a fornire i buoi per trasportare il legname tagliato nei
boschi della Sila, invece di mandare i buoi dai loro paesi, si
accorderanno con i proprietari di buoi dei luoghi, dove è avvenuto
il taglio degli alberi. Costoro dietro un compenso stabilito si
obbligheranno a trasportare con i loro buoi il legname dalle
montagne al porto di Crotone.
Disboscamento a Cotronei
Fu durante la costruzione del porto che avvenne uno dei più
estesi disboscamenti sulle montagne di Cotronei. Nel maggio 1764 un
ordine della regia udienza di secreteria comandava ad alcune
università di inviare ognuna un numero prefissato di buoi, per
“abbassare la loro rata di legname”, che si trovava già tagliato
sulle montagne di Cotronei; il legname doveva servire per il porto
di Crotone. Destinato a vigilare, affinché il tutto procedesse
secondo gli ordini, fu incaricato dalla Reale Giunta del porto della
città di Crotone Romualdo Rossi di Crotone, il quale aveva l’ufficio
di soprastare alla “carrea del legname”. Il trasporto del legname,
che doveva essere fatto dalle montagne di Cotronei fino a Molerà e
da questo luogo fino al porto di Crotone, era già avviato alla fine
del maggio 1764, come risulta dalle fedi presentate da alcune
università, le quali avevano dato l’incarico di effettuarlo ad
alcuni bovari e piccoli proprietari del luogo. Tra queste c’era
l’università di Rocca di Neto, la quale aveva stipulato un contratto
con Rosario Bisulca di Cotronei. Il Bisulca con i suoi buoi subito
aveva iniziato il trasporto del legname e porterà a termine la
commissione nel tempo e nei modi previsti e contrattati. Se alcune
università erano state sollecite ed avevano provveduto ad ubbidire
agli ordini superiori, facendo far pervenire la quota prefissata del
legname nei tempi stabiliti da Cotronei al porto di Crotone, altre,
tra le quali quella di Melissa, facendo presente la carestia che
aveva investito gli abitanti, che aveva causato la penuria e la
fame, ottennero di essere esentate. Per tale motivo parte del
legname non fu trasportato e rimasero alla fine del 1764 da
abbassare dalle montagne ben settanta pezzi di legname già tagliato.
L’anno seguente, nuovamente le università destinate, procedettero a
commissionare a gente di Cotronei il trasporto della loro parte di
legname. Il 20 marzo di quell’anno si faceva una nuova ripartizione
per poter trasportare i settanta pezzi di legname rimasti. Tra le
università che dovevano provvedere ci furono quelle di Melissa, S.
Nicola dell’Alto, Strongoli e Rocca di Neto; ad ognuna delle quali
fu assegnata la quantità, che esse dovevano far trasportare secondo
la ripartizione fatta dal Preside di Cosenza. Sappiamo che
all’università di Rocca di Neto fu assegnato l’onere di abbassarne
quattro pezzi, cosa che quella università si premurò subito di fare
eseguire. Nicola Fortunato di Cotronei all’inizio di aprile 1765
aveva già condotto per conto dell’università di Rocca di Neto dalle
montagne di Cotronei al porto di Crotone “legnami colli sudetti bovi
numero quattro”, che corrispondeva alla quantità assegnata a
quell’università. Lo stesso Fortunato dichiarava di essere già stato
pagato al giusto prezzo di grana 50 per ciascun pezzo, come
stabilito dalla Regia Corte. Nonostante la nuova ripartizione, una
parte del legname tagliato rimase ancora sulle montagne. All’inizio
di giugno 1765 una lettera del comandante della regia piazza di
Crotone Giuseppe Friozzi comunicava al preside della provincia di
Calabria Citra che nonostante i continui ordini e richiami affinché
il legname fosse trasportato al porto dove c’era urgente necessità,
una gran parte di esso giaceva ancora sulle montagne di Cotronei.
Alcuni giorni dopo seguiva un ordine del cavaliere Giuseppe Bausan,
Preside e governatore dell’armi nella provincia di Calabria Citra,
diretto alle università di Strongoli, Melissa, Rocca di Neto e S.
Nicola dell’Alto che intimava di inviare entro il 20 giugno ciascuna
un paio di buoi a Cotronei per procedere all’abbassamento del
legname della molirà , “altrimenti voi sud.ti reggimentarii sarete
tenuti de proprio ad ogni danno, spesa ed interesse oltre la
carcerazione”.
Il 23 agosto 1765 in Cotronei veniva stipulato un contratto in
presenza dei testimoni Nicolò Diano, Giuseppe Ponteri e Nicolò
Vetere, Muzio Perri stipulava un atto con il quale Serafino Lupia di
Cotronei si obbligava a levare indenni le università di Melissa, S.
Nicola dell’Alto, Strongoli e Rocca di Neto ed a trasportare il
legname, che esse dovevano, dalle montagne di Cotronei al porto di
Crotone entro e non oltre venti giorni ed il signor Felice Pangalli
di Cotronei, internunzio del signor Gio. Battista Dati di Melissa, a
sua volta rappresentante delle università di Rocca di Neto,
Strongoli, Melissa e S. Nicola dell’Alto, si obbligava a pagare per
questa prestazione il prezzo di ducati 24. Il Pangalli, come da
accordo, il sette settembre dello stesso anno, nella fiera di Molerà
anticipava come caparra al Lupia ducati quindici dei 24 contrattati.
Finalmente il 9 ottobre 1765 Romualdo Rossi commissario della Regia
Giunta del Porto di Crotone destinato a seguire il trasporto del
legname che era stato tagliato sulle montagne di Cotronei
certificava che Serafino Lupia con i suoi buoi “in para quattro”, un
paio per ogni università, aveva trasportato al porto di Crotone
l’ultimo pezzo grosso di legname rimasto sulle monatgne di
Cotronei3.
Note
1. ANC. 447, 1755, 18v- 19, AS. CS.
2. Bilancio e levamento del conto dell’importo della spesa erogata
per ordine della Regia Giunta per la costruzione del porto e molo di
Cotrone dal primo gennaro a tutto decembre 1756, Dip. Som. Fs. 521,
fs. 1., ASN.
3. Regia Udienza Provinciale, Maz. 2, fasc. 37 (1766), AS. CS.

