[Paesaggi crotonesi: La sorgente “bellisssima”, il piccolo porto e la torre “fortissima” del Mariello]
di Andrea PESAVENTO
(pubblicato su La Provincia KR. 8-9/2006)
“Dall’altra parte verso tramontana vi è un’altra
fontana in uno luoco particolare, che si chiama il Mariello, et
questo nome l’è proprio, perche vi è un piccolo porto dove possono
stare alcuni vascelli: quest’acqua è bellissima ancora, che perciò
pochi anni sono, et in questa fontana, et in quella sopra detta
Scifo sono fatte due nuove torre fortissime per guardia di tutto
questo capo, et terri convicine à spese della Regia Corte, come sono
per tutta la riviera del Regno........... nel mezzo (di detto capo)
si và pianamente calando, come in una fossa, dove ci è una fontana
d’acqua bonissima; et è tanto capace questo luoco, che possono
starvi dentro cinquanta cavalli, et ducento huomini imboscati senza
essere visti si chiama volgarmente la fossa dello Lupo, dove li
Crotonesi sogliono fare imboscate à Turchi, quando vengono à mettere
in terra in questo capo per acqua, ò per fare carne, perche sempre
vi trovano animali à pascolare, et ne riportano sempre la vittoria i
nostri, ò di Turchi schiavi, ò di robbe, et qualche volta
dell’istesse galeotte, conforme alla occasione, che vi sopragiunge.”
( Nola Molise G. B., Cronica cit., pp. 64 - 65)
Lo sbarco turco
Dalla cronaca di Nicola Giovanni Basoino, parroco di S.
Salvatore: “Nel qual tempo, che stava detta SS. Immagine nel detto
Capo nella sudetta sua Chiesa dal detto anno 1519 del mese di Giugno
arrivorno al detto lido due Galee di Turchi, che furono intanto le
prime, che alle nostre marine comparvero, e si fermorno al
Marinello, poco distante dalla detta chiesa........ quella presero e
portorno con gran tumulto, gridando tutti ad alta voce sopra il
luogo, ov’erano dette Galee, propriamente sopra la Balza di detto
Marinello, dove fecero ( siccome apertamente fu visto) una massa di
legni e frasche secche, sopra la quale posero detta SS. Immagine per
brugiarla... “ (Juzzolini P., Santuario di Maria SS. del Capo delle
Colonne in Cotrone, Cotrone 1892, pp. 14 -15)
Pietra e calce dal “mariyello”
Durante la costruzione delle nuove fortificazioni della città di
Crotone al tempo del vicerè Don Pedro de Toledo il porticciolo del
“Mariyello” è più volte citato. Esso è il luogo di arrivo e di
carico delle barche che fanno la spola tra il capo Nao e la marina e
porto di Crotone. Da esso parte gran parte della pietra utilizzata
per costruire le nuove mura della città e del castello.“Con la barca
dela corte patronizata per frabitio de marco mercori dela petra delo
mariyello ( agosto 1542 , f. 120); “con la barca dela corti
patronizata per jac.o badolato viaggi mercori dela petra de matteo
man.so de santa S.na allo mariyello (ff. 120, 153) ... (Dip. Som.
Fs. 196, fslo 4 (1542). Sempre in questi anni è attiva in località
“Mariyello” una calcara. La calce, dopo essere stata misurata, è
imbarcata e portata a Crotone, per essere impiegata nella
costruzione delle mura e dei baluardi.
“Addi XXIIII Aprilis 1543. Ad m(ast)ro ant(oni)o politi de cotroni
per haver portato addi VIII Jan(ua)rii 1543 una barcata de calce con
la barca de ditto m(ast)ro ant(oni)o patronizata per bb. de bonalti
de regio dela calcara delo mariyello mesurata et descarricata allo
sponton ditto petro nigro et addi XI ditti un altra barcata et alli
22 ditti un altra barcata con ditta barca che sonno tre barcati et
uni barcata sonno tt.a 400 et fanno summa de tt.a 1200 non se have
pagato per il passato a causa che steva in deposito dela calce che
havea de portar donno frabbicio piccolo et comp(agn)i de cotroni ad
complim(en)to dela meta deveano portare li ditti previti et
comp(agn)o al presente se pagano D. 28 – 4 -0 ( Dip. Som. Fs. 187,
II, flo 3 ff. 165 -166).
La costruzione delle torri
Dopo aver visitato la marina tra il fiume Tacina ed il Capo
delle Colonne, il governatore della provincia de Calabria Ultra, Don
Herrico de Mendocza, e l’ingegnere militare Vincenzo de Rosa
stabilirono che, per difendere il litorale dalle incursioni
turchesche, bisognava costruire le seguenti regie torri: “.. una
nella fiumara de tacina con spesa di ducati 4000: un altra in la
care de dragone e vallone de Reytano con spesa de ducati 2500: un
altra nella cala de posteriore per il preczo ut supra de ducati
2500: un altra nella scalea delle castelle per il preczo ut supra de
ducati 2500: un altra nella cala porcella per il preczo ut supra de
ducati 2500: un altra in lo luoco chiamato sbarcaturo per il preczo
ut supra de ducati 2500: un altra in lo luoco chiamato cafengira
cala de molo et acqua delli burghi rossi per il preczo ut supra de
ducati 2500: un altra nel monte chiamato Alfiero per il preczo ut
supra de ducati 2500: un altra nella cala dela cesa e delle candelle
per il preczo ut supra de ducati 2500: un altra nel luogo chiamato
schifo e capo de piczicarolo per il preczo ut supra de ducati 2500:
un altra nel capo delle colonne dove se dice lo mareyello per il
preczo ut supra de ducati 2500..” (collaterale negotiorum camere
vol. 9, f. 24).
Il bando
Il progetto fu approvato e fu emanato il bando di appalto per la
costruzione delle torri.
“Banno da Parte della Sacra Regia Maestà et della sua Regia Camera
dela Summaria.
Per che li mesi passati la predetta Regia Camera in nome dela
prefata regia Maestà fe publicare banni per la nova edificatione
dele quattordici turri cioè tridici di esse dalo fiume di tacina
fino al Capo dele Colonne et un altra nel fiume di neto dela
provintia di Calabria Ultra deliberarnesi una per una.
Per tanto se notifica ad ciascheduna persona che volera pigliare lo
partito de fare dette torri compara nella detta Regia Camera ad dare
sua offerta che essendo conveniente se accetterà et de poi se
assignerà la giornata per l'allumarse dela candela et liberarsi al
più offerente con declaratione però che chi ha partito dela Regia
Corte o ha fatto plegiaria ad altri partitarij o partecipa in simili
o altri partiti de Corte non possa offerire ne fare offerire per
supposita persona et oltre de cio haverà da essere approbato dal
regio Architetto et prima de allumarsi la candela si ha d'haver
relatione dal architetto a che preczo et fra che termine si possano
fare. Datum Neap. die 14 mensis februarii 1596.
- Don Petrus de Castellet.”
(Sommaria Bannorum ,Vol. 16, pp. 49r-49v, Arch. di Stato di Napoli)
La costruzione della torre del Marrello
L'otto novembre 1600 presso il notaio Annibale Juzzolino in
Catanzaro Minico de Messina di Crotone stipula un contratto con la
Regia Corte per l'appalto dei lavori di costruzione della torre del
Marrello in localita' Nao in territorio di Crotone.
Il contratto prevede la costruzione della torre a ragione di carlini
27 la canna di fabbrica e di ducati quattro la canna di cavamento
piu' altre clausole e condizioni.
Ritrovandosi impedito, sia per infermità che per altri motivi, di
eseguire l'opera come e nei modi pattuiti, il 10 ottobre 1602 il
Messina cede l'appalto della torre allo spagnolo Alonso Corrales,
abitante in Crotone e persona esperta e molto facoltosa, il quale
dispone di mezzi finanziari tali da fare da garante per la
costruzione dell’opera, ed all’esperto mastro fabricatore Renso
Pecoro di Crotone.
Questi ultimi si impegnano a costruire la torre con gli stessi patti
e condizioni sottoscritti dal Messina.
Il Messina all'atto di cessione si assicura che tutta l'opera fatta,
sia di cavamenti che di fabbrica, come anche di materiali che si
trovano nella torre, che erano stati eseguiti fino alla stipula del
nuovo contratto, vadano in suo beneficio.
Inoltre poiche' il Messina al tempo che ebbe l'appalto "fece molte
spese di scripture, perdita di tempo, et altri interessi", si
conviene che i nuovi conduttori Alonso Corrales e Renso Pecoro
debbano versargli ducati 50, dai primi denari che perverranno per la
torre. Tuttavia nel caso che la Regia Corte non accetti la cessione
dell'appalto, il Messina rimane obbligato ad assistere di persona
alla fabbrica, mentre il Corrales ed il Pecoro si obbligano a
pagargli le giornate a ragione di carlini tre e mezzo il giorno,
finché l'opera non sarà portata a compimento. (AN. J. Galatio
Fs.1602,ff.350-352).
I documenti
Minico de Messina, partitario della torre delo Marrello, che si
edifica in territorio di Crotone in località Nao, subappalta la
torre al benestante spagnolo Alonso Corrales ed al mastro
fabricatore Renso Pecoro di Crotone.
“Anno D.ni 1602. Reg(nan)te. Die vero decimo mensis octobris
p(rim)ae Ind(ictioni)s. In Civ(ita)te Crotonis.
Nos fatemur. quod eod.. In n(ostr)a p(rese)ntia p(ersonalite)r
constituti Alonso Corrales hyspano et incola p(raedic)tae
civ(ita)tis et Renzo Pecoro eiusdem civ(ita)tis agentibus ad
infratta pro se ipsis/ parte ex una et mag(ist)ro Minico de Missina
p(raedic)tae civ(ita)tis agente ad infratta pro se ip(se) parte ex
altera. le p(raedic)tae ambe parte asserirno come hogi p(raedic)to
di detto m(agistr)o Minico ha renunciato ceduto et relasciato alli
p(redic)ti Alonso et Renzo il partito dela torre del Marrello
ch’esso tene con la reg(i)a Corte loco detto Nao, con tutti q(ue)lli
patti et conventioni che li ha fatto detta reg(i)a Corte in virtu
d’instrumenti et capitoli, come appare per contratto sopra ciò fatto
per mano di me p(redic)to not(ar)o hogi p(redic)to di, al quale
volsero s’habia relatione, e perche detto m(agistr)o in tempo hebe
detto partito fece molta spesa di scripture perdita di tempo, et
altri interessi, percio si sono convenuti che per dette spese, et
interesse essi Alonso et Renzo havessero pagato et sodisfatto a
detto m(agifi)co Minico d(oca)ti cinquanta, cosi come hogi
p(redic)to di esso Alonso et m(agistr)o Renzo innante ad noi
presentialiter per la c(aus)a p(redic)ta pagorno numerorno, et
consignorno al detto m.o Minico p.nti recipienti et imburzanti d.ti
cinquanta di moneta di proprii dinari di detto Alonso per conto di
dette interesse et dani che detto m.o Minico ha patito in havere
detto partito ut s.a renuntiato, con conditione pero che in casu
detto partito per alcuna c.a dala reg.a corte fosse levato ad essi
novi conduttori, et restasse et ritornasse ad esso Minico in tal
casu detto m.o Minico promese restituire a detti Alonso et Renso
detti d.ti cinq.ta e con cond.ne anco che esso Alonso li p.ti d.ti
cinq.ta se li possa reinburzare in suo benefitio dali primi danari
che li perveneranno dela torre p.ta di servitio faciendo da essi
Alonso et Renso o danari antecipati quia sic et in casu che la reg.a
corte volesse et ordenasse che il p.to partito restasse ad esso m.o
Minico non obstante il detto novo partito et renuntia, esso m.o
Minico in casu p.to sia obligato assistere di persona nel servitio
et partito p.to in fabricare et li p.ti Alonso , et Renso siano
obligati pagarli sue giornate tantum a ragione di carlini tre et
mezo il giorno, insino si finera detta torre, et non altro, et
l’utile che pervenerà di detta fabrica et partito o Dio guardante
danno siano in utile benefitio et danno deli p.ti Alonso et Renso et
promiserunt p.ntem contrattum habere ratum et non contravenire...
P(rese)ntibus pro testibus.
Ottavio Piczuto reg.o ad C. J.
Octavio de Nola
Jo Matteo caparro
Cola Joe Jacomino
Joe Petro Laportella
Oratio Scarnera.”
"Anno D.ni/ 1602 Reg.te/ Die vero decimo mensis octobris Prime Ind.s
In civ.te Crotonis.
Nos/ fatemur/ quod eode./ In n.ri p.ntia p.r constituti mag.ro
Minico de Missina partitario or.e r.a curia turris delo marrello, q.
edificatur in terr.o Crotonis loco dicto Nao, agente ad infrata/ pro
se/ parte ex una, et Alonso Corrales hispano et incola civ.tis
Crotonis, et mag.ro Renso Pecoro eiusdem civ.tis agentibus ad
infrata/ pro se ipsis/ et uno quoq. in solidum, parte ex altera.
Predictus quidem mag.er Minicus sponte coram nobis asseruit
qualitermente l'anni passati in virtu di pubblici incanti piglio il
partito con la Regia Corte di edificare et fare la torre del
marrello nel territorio di Cotrone loco detto Nao a ragione di
carlini vintisette la canna di fabrica, et a ragione di ducati
quattro la canna di cavamento et con altri patti, conventioni et
capituli conforme appare per istrumento sopra cio stipulato per mano
del qm. notaio Aniballe Juczolino di Catanzaro sub die octavo mensis
novembris 1600 in civitate Catanzarii, al quale volse si abia
relatione et s'intenda incluso et inserito nel presente instrumento
e perche esso m.o Minico si ritrova impedito di infermita et altre
cose che l'obstano, per le quali non puo con quella diligenza che si
richiede eseguir et portare in perfectione detta opera, conforme è
obligato e con prestecza, percio s'è convenuto il detto partito di
torre et di fare et edificare detta torre cederlo, renuntiarlo et
relasciarlo al p.to Alonso Corrales come persona diligente prattica
experta et facultosa et al p.to Renso Pecoro come mastro fabricatore
experto similmente et prattico, li quali con ogni sollicitudine et
diligenza faranno detto servitio et volendo ad effetto portare detta
loro deliberatione, hogi preditto di fatta assertione p.ta il p.to
m.o Minico di Messina sponte cedio, relasciò et refutò et per titulo
di cessione et relaxatione concesse haver a detti Alonso Corrales et
m.o Renso Pecoro presenti recipienti et stipulanti pro se ipsis il
p.to partito di edificare, finire et portare in perfectione la p.ta
torre del marrello con tutti et qualsivoglia patti, legi,
conditioni, conventioni, clausole, renuntie, exemptioni, capitoli,
franchezze, pene, obligationi et iuramenti, ch'esso l'ha pigliato et
fatto et convenuto con detta regia corte in virtu del p.to
instrumento, ponendo detto Minico detto Alonso et m.o Renso nel
loco, grado et privilegio suo, et constituendoli procuratori siccome
in cosa propria cedendo alli p.ti ogni sua ragione et actione che ad
esso m.o minico compete et puo competere per la p.ta edificatione in
virtu di detto instrumento non perservandosi esso m.o Minico cosa
alcuna per conto di detto edifitio et partito, et con l'infratti
conventioni/
- Che tutta l'opera che sera fatta in detta torre tanto di
cavamenti, come di fabrica, et cosi anco li materiali che si
ritrovassero in detta torre insino questo presente giorno tutti
siano e vadino in benefitio utile et comodo di detto m.o Minico.
Item che deli danari che la detta regia corte havesse pagato al
detto m.o Minico tanto antecipati come per qualsivoglia modo di
mesure o di altra manera sia obligato esso m.o Minico darne chiaro
et lucido conto, et cavarne indenni et inlesi etiam ante dannum
passum alli p.ti Alonso et m.o Renso, et alloro refare et resarcire
tutti danni spese et interesse che per causa p.ta patissero o
potessero patire delo quale interesse si resti a semplice assertione
con juramento di detti Alonso et m.o Renso.
Item che tutta l'opera et servitio che da hogi innanti si fara in
detta regia torre et partito dali p.ti Alonso et Renso novi
partitari vada in utile, commodo et benefitio di essi novi
partitarii et cosi anco tutti li danari antecipati che si devono
pagare in virtu di detti capitoli et instrumento tanto per via di
antecipatione come per conto di mesure o per qualsivoglia altro
avantagio et modo tutti cedano et siano in utile commodo et
benefitio deli p.ti Alonso et m.o Renso.
Item si conveneno che detto m.o Minico in tempo si faranno le mesure
et pagamenti tanto di antecipationi come di servitio et opera fatta
sia obligato comparere innante il luocotenente del thesoriero et
farse pagare detti danari di antecipatione, o di opera fatta da hogi
innante, et siano in benefitio di essi Alonso et Renso, alli quali
esso m.o Minico sia obligato far procura in generale o in
particolare come bisognera a ricevere et recuparare dette somme di
danari ut. s.a quali restino in benefitio di essi Alonso et Renso,
ad elettione et volunta di essi novi conduttori.
Item conveneno che detti Alonso et Renso in solidum prometteno et
s'obbligano fare et finire detta opera et partito di torre conforme
li capitoli et instrumento p.ti et conforme detto m.o Minico è
obligato, promettendo cavare indenne et inleso a detto m.o Minico
per detta causa et ad esso restituire tutti danni spese et interesse
che per detta causa patisse esso m.o Minico deli quali si ne stia a
semplice assertione et juramento di detto m.o Minico.
Item si conveneno che in casu bisognasse che detto m.o Minico
havesse ad uscire fuora di Cotrone, per differenze di detta torre o
in Monteleone o Catanzaro o altre parti fuora di detta citta, detti
Alonso et Renso promesero pagare carlini sette il di ad esso m.o
Minico, e meczo per cavalcatura sua persona et per ogni altra cosa,
sibene per dentro la citta non siano obligati pagarli cosa alcuna ma
che sia obligato comparere come partitario in ogni differenza
ch'occoresse tanto innante il luocotenente del thesoriero come
sopraintendente di dette torri et innante ogn'altro offitiale et
fare alli p.ti Alonso et Renso procure bastanti senza impedirli in
cosa alcuna, et per magior cautela il detto m.o Minico consignò
innante ad noi lo p.to instrumento p.mentionato del partito p.to con
la regia corte promettendoli anco consignare ogni altra scriptura
che in suo potere si trovasse in favore di detto partito."
(Notaio J. Galatio , Cotrone 10.10.1602, Fs. 1602, ff. 350-352)
Alcuni lavori alla torre
La torre regia del Marrello sarà in seguito chiamata anche
“Mariello”, “Miriella”, “Mariella”, “Nao” ecc.
Nel 1754 per rafforzare la vigilanza delle marine si emana il bando
per la costruzione della nuova torre di guardia o fortino a Capo
Rizzuto e per riparare le regie torri di “Mariello”, Scifo, Capo
Rizzuto e Castella, secondo il piano elaborato dall'ingegnere
militare Adamo Romeo.
Il bando fu emanato in piazza a Crotone il 20.10.1754 ma solo il
27.4.1755 i lavori furono aggiudicati ad una società composta dal
mastro fabbricatore M. Messina e dai mastri ferrari D. D'Oppido e L.
Lucente, i quali si impegnarono a riparare le torri di Scifo, Capo
Rizzuto e Castella ed a costruire la nuova torre di Capo Rizzuto
secondo il disegno dell'ingegnere Adamo Romeo e seguendo le
istruzioni dell'ingegnere Pietro Sbarbi, (ANC. 1125, 1755, 60-81).
La torre detta “Mariella” sarà invece riparata dalle maestranze
addette alla costruzione del nuovo porto di Crotone. Infatti tra il
gennaio ed il marzo 1756, durante la costruzione del porto e molo di
Crotone, il mastro Pietro Asturelli, come sostituto pagatore del
regio tesoriere, fece alcuni pagamenti in favore del capo peone
Dionisio Alfì “ per l’importo delle giornate vacate dalli maestri
muratori, e manuali negli accomodi necessari della torre detta di
Mariella”. (Dip. Som. Fs. 521, fslo 1 , ff. 2-3, ASN.)

