[L’abitato di San Mauro nel Medioevo]
di Andrea PESAVENTO
(pubblicato su La Provincia KR nr. 48/2006)
Abate benedettino e discepolo di San Benedetto,
San Mauro è di solito rappresentato giovane ed in abiti da monaco.
Tra gli attributi vi sono la croce abbaziale, la vanga, che allude
all’abazia di Saint Maur des Fosses, la gruccia, in quanto patrono
di zoppi e gottosi, e la bilancia, utilizzata per pesare il vitto
dei monaci secondo la regola benedettina. Da quanto detto sembra
quindi che la fondazione del casale, aggregato di coloni per la
messa a coltura del territorio, debba essere collocata al tempo
dell’occupazione normanna.
Primi documenti
In età sveva “Sanctus Maurus” è un casale con un suo territorio
nel tenimento di Santa Severina. Esso compare in una lite tra il
monastero di S. Giovanni in Fiore ed il nobile Simone di Policastro.
L’arcivescovo di Santa Severina Dionisio nel 1220 con il consenso
del capitolo aveva donato il territorio a pascolo di Castellace ai
florensi con l’annuo censo perpetuo di sei libbre di cera (Ughelli
F., Italia Sacra, t. IX, 483).
In una sentenza dei giustizieri imperiali del gennaio 1223 si legge
che parte del tenimento di Castellace era stato poi usurpato da
Simone di Policastro, il quale vi aveva fatto costruire un ovile.
Per porre fine alla lite e conoscere la verità, i giudici avevano
fatto convenire alcuni “iuratos ac veteres sapientes et fideles
homines” presso il monastero di S. Pietro di Tacina, obedienza di
Santa Maria Latina. C’erano l’arcivescovo di Santa Severina
Dionisio, il vescovo di S. Leone Filippo, il conte Riccardo Falluca,
l’abate del monastero di San Nicola di Flaiano Leunto, i giudici di
Santa Severina e di Policastro e molti chierici e laici di Santa
Severina, di Policastro, di Rocca Bernarda e del casale “Sancti
Mauri”. ( De Leo P. ( a cura) , Documenti florensi cit., pp. 109 –
112).
Il casale “Sanctus Maurus” con la sua località “Primunturo” (
Permontorio, Promontorio), già messa a coltura con vigne, alberi da
frutto e querce, ritorna in un altro documento, riguardante una
ricognizione di possedimenti del monastero florense, eseguita nel
maggio 1248 dai funzionari imperiali Raynono de Misiano, “imperiale
magistro camerario” di Valle Crati e Terra Giordana e dal suo
assistente Riccardo de Neocastro. I terreni situati “in casale
Sancti Mauri” erano: una terra che era stata di Costa Cothale ed in
località Primuturo, due pezze di vigne che erano state di Basilio
Buchuto, una terra detta di Flata con olivi e melograni ed una terra
con alberi. ( De Leo P.( a cura), Documenti cit., pp. 138 -140).
Ritroveremo "Promonturo", una località abbastanza vicina a dove era
situato il casale e di facile accesso con molte possessioni
all’inizio del Cinquecento. Il luogo infatti risulta attraversato da
vie pubbliche che lo collegano con Santa Severina, con Cutro, con
Scandale e con la "traccia p.ca che va alla Grillusa". Tra i censi
che esigeva il conte Andrea Carrafa c’era quello di Stefanus Mutus e
dell’erede di Luca Mutus per un vignale posto “ad promonturo”. Il
vignale confinava a oriente e a settentrione con la via vecchia che
discendeva da Santo Mauro, a occidente con le terre di Minico e
Nicola Telesio, a mezzogiorno con il vallone “de Promoturo”.
Sempre alla metà del Duecento compaiono i nomi di alcuni abitanti
del casale. Nel marzo 1240 in un‘inchiesta tesa ad accertare se il
monastero di Sant’Angelo de Frigillo dovesse concorrere alle spese
per la riparazione del castello di Santa Severina, vengono
interrogati alcuni abitanti del casale di San Mauro. Essi sono i
“senes”: Nicolaus Cuffari, il presbiter Iohannes Araclius, Theodorus
Mustara, Nicolaus Cundopolus, Theodorus Septempanes, Leo Amasseti,
Lamaro de casale Scuro Iohanne e Nicolaus Curator. ( Pratesi A.,
Carte latine cit., pp. 400-401).
Da Sanctus Maurus a Sanctus Maurus de Caraba
All’inizio dell’occupazione angioina il casale nei documenti
cambia denominazione. Mentre nei documenti ecclesiastici conserva il
vecchio nome di Sanctus Maurus, in quelli del regno troviamo Sanctus
Maurus de Caraba, o Carava. Molto probabilmente il mutamento avvenne
per distinguerlo dall’abitato di Sanctus Maurus presso Corigliano .
Con l’occupazione angioina, essendo casale e quindi parte integrante
del territorio della città di Santa Severina, godette lo stato
demaniale, in virtù dei privilegi concessi alla città sia dal re
Carlo I d’Angiò che dal figlio Carlo II. Tuttavia a volte dovette
subire per brevi periodi la condizione feudale come al tempo della
perdita della Sicilia dopo i Vespri Siciliani quando secondo il
Dito( Dito O., La storia cit., p. 101), il cavaliere provenzale
Giovanni de Montfort, venuto al tempo dell’occupazione, ebbe da
Carlo I d’Angiò, del quale era parente, in Calabria S. Mauro,
Ipsicrò, Fuscaldo, Bollita, Montepavone ed il castello di Belvedere
per compensarlo dei feudi persi nell’isola e quando il re Roberto
d’Angiò riconcesse “sua vita durante” il casale di S. Mauro de
Caraba al familiare Iacuetto de la Petina. In questo caso si sa che
il La Petina aveva già avuto in precedenza il casale ma ne era stato
privato per le proteste della città demaniale di Santa Severina, che
aveva fatto presente che il casale era parte integrante della città.
(Maone P., San Mauro cit., p. 82)
Nella “Cedula subventionis in Iustitiariatu Vallis Grati et Terre
Iordane del 1276” la terra di “S.tus Maurus de Caraba” è tassata per
once 55, tari 27 e grana 12 ( Minieri Riccio C., Notizie storiche
tratte da 62 registri angioini cit., p. 215), che secondo la stima
del Pardi equivale a 2796 abitanti (Pardi G. I Registri Angioni
cit.) .
Situato in diocesi di Santa Severina San Mauro è sede arcipretale.
Nei primi decenni del Trecento tra i censi pagati alla S. Sede
dall’arcidiocesi di Santa Severina troviamo quelli del protopapa di
San Mauro, il presbitero Nicolaus il quale nel 1308/1310 paga due
tari e mezzo e nel 1325/1327 tre tari e cinque grana ( Siberene ,
pp. 294 sgg).
Dai Ruffo al Centelles
L’undici luglio 1426 il papa Martino V confermava i possessi del
marchese di Crotone Nicola Ruffo. Oltre alle città di Catanzaro e
Crotone sono nominate molte terre e casali tra i quali San Mauro de
Caraba, Cutro, San Giovanni de Monacho, Papanichifore, Crepacore,
Apriliano ecc. (Reg. Vat. 355, f 287- 287v). Dai Ruffo passò poi in
potere del marchese di Crotone Antonio Centelles, il quale fu
ribelle al re Alfonso d’Aragona. Ritroviamo il casale in un
documento del 20 novembre 1444, quando il re Alfonso d’Aragona al
tempo della resa della città di Santa Severina concedeva dei
capitoli all’università. Tra questi vi era il riconoscimento dello
stato demaniale sia per la città che per i suoi casali, in parte
distrutti e spopolati a causa delle vicende belliche: “Item supplica
la dicta un(iversita)te che como contene per lo privilegio in
sigillo de auro pendente, che si per volucione de la maesta v(ostr)a
p(redic)ta distrahessino et separassino de lo demanio la dicta
citate de Sancta Severina cum soi Casali, como ei cutro, sancto
joanne monacho et sancto mauro, torlocio, sancto leo, Scandale,
s(anc)to stephano, li quali licet non habiteno che su disfacti et
depopulati intanto che cu li concessioni non habia loro, ansi siano
servati la cita et casali p(redic)ti per mero demanio..”. Sempre in
un altro documento si ricava che tra le terre che furono del
marchese di Crotone Antonio Centelles, alle quali il re Alfonso
aveva concesso all’atto della resa l’esenzione dal pagamento della
tassa sui fuochi per la durata di dieci anni ad iniziare dal mese di
dicembre e conitnuare per tutto il mese di gennaio 1445, vi è Sancto
Mauro, che ha una popolazione composta da 31 fuochi. Il fatto di
aver riconosciuto lo stato demaniale alla città di Santa Severina ed
ai suoi casali e l’esenzione per dieci anni dal focatico, non
impedirà al re di concedere le rendite di molti beni amministrati
dalla regia corte ai suoi vassalli tra i quali ”Johanni Campana et
Spirito Misiano de Pollicastro”, i quali ebbero dal re le rendite
dei due corsi in territorio di San Mauro detti “li tenimenti de
Verdi et Pantano che valeno l’anno D. CXX “.( Pontieri E., La
Calabria cit., pp. 278, 280).
La torre del casale
Sempre in questi anni della metà del Quattrocento è segnalata la
presenza di una torre presso il casale con funzioni fiscali. Il 20
gennaio 1449 da Napoli il re Alfonso d’Aragona ordinava a Gabriele
Cardone di pagare gli stipendi, dovuti e maturati, a “Petro de Boca
de Faro cons. maiori rabosterio regio et quattuor sociis pro
custodia castellania Turris et casalis de Sancto Mauro in pert.
Sanctae Severinae” ( Fonti Arag., I, 73). La funzione fiscale della
torre ed i numerosi soprusi, che perpetravano coloro ai quali era
affidata, sono evidenziati nelle richieste dell’università di Santa
Severina al re Ferdinando. Il re, da Castro Novo nella città di
Napoli il 25 febbraio 1466, accoglieva “che il capitano non possa
essere castellano, e cossi si intenda la torre di S.to Mauro
V(ost)ra M(aes)ta la debbia tenere pro v.ro mero dominio, e la torre
pred.a concedere ad ip(s)a Città la debia destruere attento non.....
utilita nulla si non spesa et à la citta bastia et disfact.ne...”
La scomparsa del casale
Devastata al tempo della ribellione del Centelles e vessata
dalle tasse, la "motta"continuò a decadere e spopolare. Nel 1451 era
quasi "dissabitata", come si legge in una petizione, che in
quell’anno l'università della Motta di Santo Mauro de Caravà, in
pertinenza di Santa Severina, inviò al governatore del ducato di
Calabria Francesco de Siscar. Gli abitanti chiesero che fosse
diminuita la tassa sui fuochi. Dopo aver fatto presente che, al
tempo della ribellione del marchese di Crotone Antonio Centelles
nella numerazione dei fuochi ordinata da re Alfonso d’Aragona ed
eseguita dal regio commissario Iohanni Cassano, la “mocta de Sancto
Mauro de Carava” era stata tassata per 31 fuochi, “cussi nui havimo
pagato et fomme scripti de pagare per li quattro per cento per li
regii commissarii. Mo per li regii commissarii ni e cercato lo sale
per fochi trenta uno et perchi la dicta universita et homini de
Santo Mauro si sentino ingravati de fochi sey quali su in lu nostru
cunto et habitano in la cita de Santa Severina..” Pertanto gli
abitanti di San Mauro de Carava chiesero di non essere tassati per
questi fuochi, in quanto Andrea Figusu, Rellu Niclia, Nardu Chauta,
Joanne Cauczuneri, Perri Basuyno, Dominico de Guardacta e dopna
Amorusa erano andati ad abitare nella città di Santa Severina ed
erano conteggiati nei fuochi di quella città. Fecero inoltre
presente che “la dicta mocta e dissabitata et non habita excepto
fochi vinti”; oltre ai sei fuochi andati ad abitare a Santa
Severina, di altri cinque se ne erano perse le tracce. ( Fonti
Arag., II, 65-67)
La fuga per non pagare le tasse e la perdita di ogni privilegio
concorrono assieme alle pestilenze alla definitiva scomparsa del
casale.
Trent'anni dopo, nel 1482, il feudo di San Mauro de Caravà era
concesso dal re Ferdinando a Lodovico de Rinaldo come casale
"dishabitato" (Maone P., San Mauro cit., pp. 101-102.). Nello stesso
lasso di tempo veniva a mancare anche il vicino priorato di S.
Pietro de Niffis, che in un documento del marzo 1479 è descritto
come ridotto a semplice grancia, nella quale "conventus aut dignitas
non est"(Russo F., Regesto, 12488). Entrambi segni di un generale
declino, dovuto sia alle vicende belliche legate alle rivolte
contadine della metà del secolo, che alla fuga dai centri abitati
per sfuggire alla tasse. San Mauro di Caravà che nel passato aveva
goduto di una certa autonomia da S. Severina, avendo una
giurisdizione separata, con un proprio capitano e banco di
giustizia, all'inizio del Cinquecento diverrà uno dei feudi rustici
del conte di Santa Severina Andrea Carrafa. Bisognerà attendere la
metà del Cinquecento per trovare il castrum di San Mauro, fondato al
tempo di Galeotto Carrafa attorno alla vecchia chiesa di San
Giovanni Battista sul pianoro di una collina a tre miglia dal fiume
Tacina ed a mezzo miglio a tramontana dall'antica chiesa della SS.
Annunciata di Caravà.
I confini del feudo di San Mauro
Così sono descritti i confini del feudo di San Mauro in un
documento di reintegra al tempo di Andrea Carrafa.
“Incipiendo ab oriente a coniunctione cavoneium incantor. qui
descendunt unus a colle dicta de Mihi Basili et alter qui descendit
a Timpono alto ditto de Vulturo supra Petram dittam de Drago et per
dictum cavonum descendentem a dicto timpono ascendit et ferit dictum
timponum versus boream et abinde descendit per terminum dividentem
t.ras Curiae dictas de Troncone Nigro et t.ras de Gullo et ferit ad
vallonum siccaneum descendentem a Troncone Nigro et transit dictum
vallonum et ascendit per directum per cavonum siccaneum et ferit ad
Collem Cupam nominatam de Badulato et a dicta colle descendit per
directum ad vallonem dictum de Gaudiosi et per dictum vallonem
ascendendo et continuando exit per directum ad collem dictam de la
Petrosa et a dicta colle descendit per viam pu.cam et vadit et ferit
ad aquam dictam de la Mortilla versus boream et a dicta aqua
continuando per viam seu traciam publicam ferit ad azoppaturum seu
sequiglium nominatum de Scifo ubi est fons aquae surgentis et per
cursus d.tae aquae vadit et ferit ad locum ubi iunguntur valloni
dicti de li Gorni et de la Grillosa et transit dictos vallonos et
ascendit per directum versus occidentem ad serram dictam de la
Guardia et per cristas cristas dittae serrae vadit et ferit ad
collem dictam de li Tumpari ubi est quaedam Mongioya fabricata et
per viam publicam qua itur ad Civitatem S.tae Severinae a Motta
Cutri et transit viam p.tam per frontes frontes serrae dictae de lo
Solvo continuando vadit et ferit ad viam publicam et ad collem
dictam de Scurojanne et a dicta colle per viam publicam relinquendo
dictam viam et per frontes frontes vallis dittae de mezzo vadit et
ferit ad timponum de lo Piano de le Ficare supra Retharium dictum de
la Valle de la Butte et a ditto timpono descendit per directum ad
vallem transit vallem et per direttum ascendit ad timpas de li
Communi dictas de S.to Nicola de li Millei et ascendit per timpas
timpas et vadit et ferit ad serram ditta de la Cita et per dittam
serram descendit versus meridiem et ferit ad locum dictum de le
Collitelle et per dictum locum descendit per cristonum per directum
ad locum dictum lo Versa.. de lo Suvarello et ab inde descendit et
vadit ad vertaglium dictum de la Scotella et descendit ad locum ubi
dicunt et sunt petrae irtae et per dictas petras irtas descendit et
vadit ad vallem dictam de Manni et per vallem deorsum vadit et ferit
ad viam p.cam de Nimphis et volvit et ferit ad locum dictum La Petra
Scritta et a dicto loco vadit et ferit ad viam pu.cam dictam de la
Conusa et per dittam viam vadit et ferit ad ecc.am dirutam nominatam
de Melle Cucchi et a dicta ecc.a ferit a terminum magnum et vadit et
ferit ad locum ubi erat molendinum ecc.ae S.ti Petri de Nimphis et
per dictum terminum vadit et ferit t.ras S.ti Nicolai de Iagiano et
continuando per eundem ter.num ferit ad t.ras gabellae Cur. dittae
de la Serra Russa et continuando per dictum terminum dividentem
t.ras eiusdem Curiae dictas de l’Umbro et t.ras S.tae Anastasiae
d.tas de le Fosse et ferit ad viam publicam seu Crucem Viae qua itur
versus magazenum dictum de lo Tesaurero et ab inde per viam viam
continuando vadit et ferit ad vallem dictam de Fernello et transit
dictum vallonum et vadit et ferit t.ras Cur. dittas de Canzoneri et
t.ras Belli de Abrutio de t.ra Roccae Bernardae dictas de lo Frasso
termino mediante et ferit ad viam dictam de la Canusa qua itur ad
terram Roccae Bernardae et per dictam viam vadit et ferit ad collem
dictam de li Politi et per eandem viam vadit et ferit ad collem
dictam de Arno et ab inde vadit et ferit ad vallonum dictum de Umbro
de Manno et per viam viam vadit et ferit ad locum dictum lo
Finochietto et per viam publicam p.tam ferit ad t.ras S.ti Ioannis
de Flore et per dittam viam pu.cam quae est iux.a t.ras heredum
Nicolai Marini ascendit et ferit ad collem dictam de Truvaglia et
abinde ascendit ad serram dividentem t.ras Curiae dittas de Saurerio
et t.ras eiusdem Cur. quas tenebat Orlandus Puglianus et descendendo
versus orientem ferit ad locum dictum in pede La Valle de la Corte
et per viam pu.cam qua venitur a casale S.ti Ioannis Minagò ad
Canusam descendendo versus orientem ferit et vadit ad vallonem
Pantani et proprie ad locum dictum Lo Passo de Carrello et ab inde
ascendendo versus boream per cristas seu terminum dividentem t.ras
Curiae dictas Centunze et t.ras burgensaticas No. Laurentii Infosini
ferit ad terras eiusdem Curiae quas tenet idem Laurentius aqua
fundente versus orientem ditto termino mediante et per cristas
cristas serrarum de Centunze vadit et ferit ad serras dictas de lo
Piragino versus boream et ab inde descendit et ferit ad collem
dittam de Mihi Basili et descendit per cavonum siccaneum versus
orientem et ferit ad infurcaturas supra Petram de Drago ad primum
confinem et concludit.
Nel feudo vi erano le seguenti gabelle appartenenti alla curia
comitale
In p.s gabella dicta de Troncone Nigro salmatarum viginti
quinque circa de quibus quindecim sunt cultae et decem incultae et
limitatur sic. ab oriente incipit a serra dicta de lo Vulturo et
descendit per limitem dividentem terrarum illorum de Infosino et
terras dictae gabellae et descendit ad vallonem siccaneum
descendentem da Troncone Nigro a borea et transit dictum vallonem et
ascendit per cavonum dictum de Badulato et vadit et exit ad serrones
et per serrones serrones vadit et exit ad Collichiam ubi est via qua
descendit ad Passum de Gaudiosi et ascendit per dictum vallonem et
transit et ferit timpam in qua sunt gructae et terrula quas tenet a
Curia reddititias Bap.ta Maniscalcus et ascendit per frontes dictae
timpae ad viam pu.cam qua venit de serris de le Caselle versus
occidentem et per dittam viam descendendo versus meridiem vadit et
ferit ad collem dictam de Madamma Nita iux.a terras gabellae dictae
de Moganà piccolo et per terminum dictae gabellae seu cristam
infradittam gabellam de Moganà et vallem de Madamma Nita ascendit ad
timponum magnum iux.a terras Fran.ci Iaquintae quae fuerunt q.o
Bap.ta Basoini et per terminum dividentem dictas terras Fran.ci
Iaquintae et terras Curiae dittas de Madamma Nita et transit cavonum
p.tum et exit ad serram dictam de la Traccia iux.a terras S.ti
Ioannis et per cavonem .. infra dictas terras descendit et exit ad
Umbrum dictum de li Cotrichi infra terras Curiae et terras Bap.tae
Maniscalchi et Fr.res et per dictum umbrum scendit venit et ferit ad
cavoncellum et exit ad serras versus serram planam et per serras
serras descendit ad Collem de Drago et ab inde descendit ad serras
de Drago et per cristas cristas exit ad timponum qui est infra
terras S.tae Anastasiae terras p.tas Curiae dictas de Mihi Basili et
terras burgensaticas dicto Bap.tae et descendit ad collem Mihi
Basili et per cavonum vadit et ferit ad terras dictae ecc.ae S.tae
Anastasiae et per terminum dividentem dictas terras ecc.ae p.tae
S.tae Anastasiae et terras Curiae vadit ad serram planam et per
cristas cristas vadit et concludit ad dictam serram de lo Vulturo
quae gabella solet locari ad usum gabellae pro salmis septem grani
anno quolibet q.n plus et q.n minus et includuntur cum d.ta gabella
sub.ta petia terrarum.
Petium unum terrae salmatarum duarum vel circa cultarum et
incultarum positum in loco dicto Cazi ferula iux.a gabellam
nominatam Mogonà Piccolo quam tenet Domina Antonella Carrapha uxor
Nob. Pirrhy Loysii Novellisii sibi concessa et data per P.tum Ill.
D. Comitem ab occidente ab aliis vero lateribus iux.a terras Curiae.
Petium unum terrae thumulatarum duarum cultarum in loco S.to Paulo
ab oriente iux.a dictam gabellam de Moganà a borea iux.a timpam ab
occidente et meridie iux.a terras monasterii S.tae Mariae de Altilia
dictas Moganà Grande.
Petium aliud terrae thumulatarum duodecim aratoriarum in loco dicto
Cordari ab oriente et borea iux.a vallonem de Moganà ab occidente
iux.a terras p.ti monasterii S.tae Mariae de Altilia dictas de
l’Umbro de Cordari a meridie iux.a vallonum currentem descendentem
de Pantano ubi iungitur cum vallone descendente de Moganà.
Petium aliud t.rae thumulatarum duarum aratoriarum in loco dicto
Pantano ab oriente iux.a terras Andreae de Henrichetta a borea iux.a
viam pu.cam ab occidente et meridie iux.a vallonem de Pantano.
Item Gabella una alia salmatarum quinquaginta vel circa aratoriarum
nominata de Travaglia et pro certa parte inculta ab oriente iux.a
viam pu.cam venientem a casale S.ti Io.is Minagò et euntem ad
Civitatem p.tam S.tae Sev.nae et per (dictam) viam ascendit versus
boream ad viam de Pan... et exit ad Lachicellum de la Valle de le
Frache et traversando per cristas cristas de le Male Colle ab
occidente et ab inde descendit ad viam pu.cam quae venit de la
Conusa versus meridiem et per ... viam vadit et concludit ad dictam
viam quae vadit de S.to Io.e ubi dicitur Homo morto quae gabella
vendi solet ad herbagium pro ducatis triginta anno quolibet.
Item gabella una nominata de Cristaria continens sub.ta membra seu
petia t.rae.
In p.s petium unum t.rae salmatarum septem vel circa de quibus
quatuor sunt cultivabiles et tres nemorosae et rupes positum in
tenimento feudi p.ti in loco dicto La Valle de Cristaria ab oriente
iux.a t.ras ecc.ae S.tae Anastasiae a borea iux.a petium quoddam
t.rae S.ti Ioannis de S.to Mauro ab occidente iux.a t.ras divae
Annunciatae de Caravà et t.ras Fazini Cidaptuli a meridie iux.a
t.ras Bernardini Jemmis de terra Roccae Ber.dae et t.ras S.ti
Nicolai de Iagiano.
Item petium aliud terrae salmatarum quinque aratoriarum vel circa in
loco dicto Galachi ab oriente iux.a petium t.rae R.di monasterii
S.tae Mariae de Altilia et t.ras Iacobelli de Amminò a borea et
occidente iux.a t.ras Ioannis Muti et f.rum a meridie iux.a t.ras
Fran.ci Budini als Puglisii.
Item aliud petium t.rae salmatarum duarum vel circa aratoriarum de
quibus sunt duo thumulatae incultivabiles in loco dicto Laco iux.a
t.ras Curiae mediantibus cristis aqua fundente versus areas dictas
de lo Graco a borea iux.a t.ras S.ti Nicolai de Graco et petium
t.rae ecc.ae S.ti Ioannis de S.to Mauro ab occidente et meridie
iux.a t.ras p.ti monasterii S.tae Mariae de Altilia.
Item petium aliud t.rae salmatarum septem vel circa aratoriarum loco
dicto La Valle de Caladua ab oriente iux.a t.ras S.ti Nicolai de
Iagiano et t.ras Nob. Io. Antonii Susannae de Cotrono a borea et
occidente iux.a t.ras heredis Ioannis Telesii et t.ras Annunciatae
de Carava et t.ras S.ti Ioannis de S.to Mauro a meridie iux.a t.ras
dictis heredis Ioannis Telesii.
Item aiud petium t.rae salmatarum trium aratoriarum de quibus sunt
duae thumulatae incultivabiles in loco dicto Le Manche et vallone de
Ranguilla et Lo Prato de mezzo ab oriente iux.a t.ras Io. Antonii
Susannae de Cotrone a borea terras Io.is Muti et f.rum ab occidente
iux.a t.ras ditti Io. Muti et t.ras S.ti Andreae de Civitate S.tae
Sev.nae a meridie iux.a t.ras eiusdem Iois Muti et f.rum.
Item aliud petium t.rae thomulatarum duodecim aratoriarum in loco
dicto lo Passo de Pantano ab oriente iux.a t.ras monasterii S.tae
Mariae de Altilia a borea et occidente iux.a t.ras Io. Antonii
Susannae de Cotrono a meridie iux.a t.ras S.ti Nicolai de Iagiano.
Item aliud petium t.rae thumulatarum undecim vel circa cultarum cum
arbore una siccomorum prostrata in terra et duabus arboribus ficuum
columbarum et una arbore pirorum magna et una granatorum in loco
dicto sotto la torre de S.to Mauro iux.a t.ras Io. Muti ab oriente a
borea iux.a t.ras S.ti Nicolai de Iagiano ab occidente t.ras Notarii
Ioseph Appoli et f.ris a meridie iux.a t.ras S.ti Andreae.
Item aliud petium salmatarum septem vel circa cultarum de quibus
duae salmatae et media sunt incultae et boscosae positum in loco
dicto Gudello ab oriente iux.a t.ras heredum Urbani de Cutro a borea
et occidente iux.a t.ras Io.is Mauri a meridie iux.a t.ras Curiae
quas occupaverant illi de Guercio de Rocca Bernarda et t.ras Io.
Loysii Bodini et t.ras ecc.ae S.ti Io. de S.to mauro et t.ras
Iacobelli de Aminò ac ecclesiam dirutam nominatam S.ta Maria de
Scala.
Item petium unum t.rae vacuae aratoriae thumulatae unius et mediae
positum in loco disto La Serra de Fazularo ab oriente iux.a vineale
heredum Donati Muti a borea et occidente iux.a vineale Ioannis
Loysii Marchisii Curiae reddititium à m... iux.a t.ras Ioannis Muti.
Quae gabella p.ta de Cristaria una cum sup.tis petiis t.rarum solet
locari anno quolibet pro grani salmis duodecim q.n plus q.n minus.
Item cultura una terrarum nominata la gabella de li Mali Colle
capacitatis salmatarum quinquaginta quae sic confinatur ab oriente
iux.a t.ras Nicolai Iuliani a borea iux.a t.ras Curiae dictas de
Pantano ab occidente iux.a t.ras Curiae dictas La Gabella de
Canzonerio a meridie iux.a terras Abbatiae S.ti Ioannis de Flore
quae solet locari anno quolibet pro grani salmis tresdecim et media
q.n plus q.n minus.
Item gabella nominata de Canzoneri salmatarum septuaginta vel circa
quae sic confinat ab oriente iux.a t.ras Abbatiae S.ti Ioannis de
Flore et vallonum de Umbro de Manno mediante via publica qua itur
Cotronum a borea iux.a t.ras Curiae dictas de lo Feudo iux.a t.ras
Archiepiscopatus Civitatis S.tae Severinae dictas de lo Puzillo ab
occidente iux.a vallonem dictum de Fornello et descendit per dictum
vallonem ad viam pu.cam de la Conusa a meridie iux.a t.ras gabellae
de Bisotta mediante via pub.ca qua itur Cotronum et solet locari
anno quolibet pro grani salmis triginta et thumulis quatuor q.n plus
q.n minus.
Item gabella nominata la gabella ... capacitatis salmatarum sex vel
circa ab oriente iux.a terras archiep.tus S.tae Severinae dictas La
Gabella de li Fossi a borea iux.a vallonem S.tae Letaniae et t.ras
S.tae Caterinae de t.ra Roccae Ber.dae ab occidente iux.a t.ras
feudi de Paparono a meridie iux.a t.ras gabellae p.tae de le fossi
et solet locari pro grani salmis tribus quolibet anno q.n plus q.n
minus.
Item gabella una nominata La Serra Russa salmatarum quinquag.ta vel
circa ab oriente iux.a t.ras S.tae Letaniae quae sunt Martini
Mastedi de Rocca Ber.da a borea iux.a t.ras S.ti Petri de Nimphis
dictas de Docime et simil.r ab occidente et iux.a t.ras S.ti Nicolai
de Fregiano dictas La Gabella de S.to Isidoro et iux.a flumen
Tacinae a meridie iux.a viam publicam qua itur ad collem de Lagonia
et t.ras feudi de Paparone quae solet locari pro grani salmis
viginti anno quolibet q.n plus q.n minus.
Item gabella una nominata de lo feudo et de Messere Ianne salmatarum
quatraginta vel circa ab oriente iux.a t.ras Curiae dittas de
Canzoneri et t.ras Curiae dictas de Piccolo iux.a terras Archiep.tus
S.tae Severinae dittas de La Nuce Masca a borea iux.a t.ras Mattei
Pinnellae et t.ras Dominici Mililli ab occidente iux.a terras
Archipresbi.alis ecc.ae S.Mariae Magnae de Rocca Ber.da et iux.a
t.ras gabellae de li Fossi a meridie iux.a t.ras S.ti Nicolai de
Fragiano dictas de lo Frasso de Missere Ianne et t.ras Curiae dictas
de Canzoneri ... cultura seu gabella est vendita ad herbagium pasqua
servimenti viridis et q.n locaretur ad usum gabellae posset locari
pro salmis decem et otto frum.ti anno quolibet q.n plus q.n minus.
Item gabella una nominata Piccolo continens sub.ta petia t.rae
Petium unum t.rae salmatar. quatuor vel circa positum in loco dicto
La Nuce ab oriente iux.a t.ras Donni Martini Pedaci fuerunt Fran.ci
Arnoni a borea iux.a t.ras Belli de Abrucio ab occidente iux.a t.ras
Curiae dictas de lo Findo de m.s Ianne a meridie iux.a monasterii
t.ras S.tis Ioannis de Flore.
Petium aliud t.rae positum in loco dicto Lo Piano de Richieri
salmatarum duarum vel circa ab oriente iux.a t.ras ecc.ae S.ti
Nicolai de Plastò de t.ra Roccae Ber.dae a borea iux.a Archiepiscop.
S. Severinae ab occidente iux.a t.ras Mattei Cidoptuli a meridie
iux.a t.ras p.ti Archiep.tus dittas de Castellace.
Petium aiud t.rae in loco dicto sopra lo Puczo de Verde salmatar.
unius vel circa ab oriente iux.a t.ras Matthei Pinnellae de t.ra
Roccae Bernardae a borea iux.a t.ras Archiep.tus S. Severinae et
t.ras Iacobi Iemmi ab occidente iux.a t.ras S.ti Nicolai de Plastò
de ditta t.ra Roccae Bernardae a meridie iux.a t.ras Io. Fran.ci
Scigliani et f.rum.
Petium aliud t.rae in loco dicto La Vall..... thumulatarum quinque
vel circa ab oriente iux.a t.ras Iacobo Iemmi a borea iux.a t.ras
Ioannis Moschettae ab occidente iux.a terras Archiep.tus S.tae
Severinae dictas de Castellace a meridie iux.a t.ras Minici Mililli.
Petium unum t.rae in loco dicto La Valle de Maradà thumulatar.
duodecim vel circa ab oriente iux.a t.ras dicti Archiep.tus dictas
de Castellace a borea iux.a t.ras S.ti Nicolai de Plastò ab
occidente iux.a t.ras Curiae dictas de Feudo S.ti Stefani a meridie
iux.a t.ras Simurrae de Simurra de Rocca Ber.da.
Petium aliud t.rae in loco dicto La Destra de Fornello thumulatar.
trium vel circa ab oriente iux.a t.ras feudi de S.to Stefano a borea
iux.a t.ras ecc.ae S.tae Mariae de Rocca Ber.da ab occidente iux.a
t.ras Matthei Cidaptuli de t.ra Roccae Ber.dae iux.a t.ras ecc.ae
S.ti Nicolai de Plastò de t.ra p.ta.
Petium aliud t.rae in loco dicto La Serra de li fossi salmatae unius
vel circa ab oriente iux.a t.ras Matthei Cidaptuli a borea iuxta
serram dictam de li Fossi ab occidente iux.a t.ras dicti Archiep.tus
S. Severinae a meridie iux.a t.ras Alfonsi Portellae de t.ra Roccae
Ber.dae.
Petium aliud t.rae in loco ditto La Colla de Verde thumulatar.
septem vel circa ab oriente pedem unum olivae dittae La Oliva de ...
iux.a t.ras Ioannis Moschetta ab occidente iuxa t.ras Matthei
Cidaptuli a meridie iuxa. t.ras Iacobi Iemmi de Rocca Ber.da.
Quae gabella p.ta de Piccolo solet locali annuatim una cum sup.tis
petiis t.rarum pro grani salmis septem q.n plus q.n minus.
Item gabella una dicta de Cordari salmatarum quatuor vel circa
aratoriar. ab oriente incipiendo ab Umbro dicto de Cordari versus
collem qua itur ad locum dictum de Madama Cita et per cristas
cristas dividentis t.ras gabellae Cur. dictas de Troncone Nigro aqua
fundente versus occidentem et dictam gabellam de Cordari et per
dictas cristas ascendendo versus boream ferit ad terminum dividentem
t.ras dictae gabellae de Cordari et t.ras S.tae Anastasiae et per
dictum terminum descendit versus occidentem et ferit ad cavonum
dictum de Cordari et per dictum cavonum ascendit versus boream et
ferit ad terminum dividentem t.ras p.tas S.tae Anastasiae et dictae
gabellae de Cordari et per eumdem terminum volvit per t.ras Gesaldi
Basoini mediante ditto termino et descendit versus occidentem vadit
et ferit ad viam seu traciam quae descendit de Pergulo et vineale
Nicolai de Roveto et ascendit et ferit ad collem superiorem dictam
de lo Caruso et ad cristas t.rarum Gesaldi Basoini et dittae
gabellae de Cordari per cristas cristas ferit ad collem ubi est via
pub.ca quae descendit ad passum dictum de Caruso et per dictam
collem a... cristas dividentes dittas t.ras gabellae de Cordari et
t.ras S.tae Anastasiae et ab inde descendendo versus meridiem per
cristas ferit ad collem de Cordari et ab inde ad serras dividentes
t.ras dictae gabellae aqua fundenti versus orientem ad dittam
gabellam et continuando per dittas serras vedit et ferit ad t.ras
S.tae Mariae de Altilia mediante crista seu termino et abinde
descendit et ferit ad dictum umbrum de Cordari in quo fuit initium.
Item gabella nominata de Cropayia salmatarum viginti quinque vel
circa in loco dicto Cropayia ab oriente iux.a vallonem descendentem
de Pantano et per vallonem ascendit versus boream et occidentem
ferit ad t.ras feudi de Paparono q.d tenet Io. Petrus Ferraus
mediante termino et ascendit ad serram seu cristam dividentem t.ras
p.tas et vadit et ferit ad viam pub.cam collis dictae de Cropayia et
transit viam et vadit et ferit ad vallottam et per dittam vallottam
ascendit et ferit ad timponum magnum in frontespitio collis de medio
de Pantano qua itur ad Mandras et descendendo per cristas cristas
ferit ad t.ras S.tae Mariae de Altilia in capite vallis de
Carcavechia versus meridie et abinde descendendo versus orientem
vadit et ferit t.ras S.tae Anastasiae dittae de Mihi Basili et per
di.... viam pub.cam et ascendendo versus boream per dictam viam
publicam transit viam et vadit et ferit ad terminum dividentem t.ras
S.tae Mariae de Altilia et dittae gabellae de Cropayia et per dittum
terminum ferit ad Collichiam infra t.ras dictae ecc.ae S.tae Mariae
de Altilia et t.ras dictae gabellae et descendit et ferit ad dictum
vallonum de Pantano unde habuit inicium.
Item gabella nominata de lo Piro de le septe Cendre als de lo Laco
salmatarum otto vel circa aratoriarum et partim incultar. ab oriente
iux.a t.ras S.tae Mariae de Altilia a valle nominata de Carcavechia
et ascendit versus boream ad timponum magnum et per serras seu
cristas cristas iux.a t.ras gabellae Curiae de Cropayia et p.ntis
gabellae et vadit et ferit ad timponum magnum in frontispitio collis
de mezzo de Pantano et descendit versus occidentem per directum ad
viam qua itur ad Mandras Pantani et transit viam et ascendit per
directum ad serras aqua fundente versus orientem ad ipsam gabellam
de lo Piro et per serras serras descendit et ferit ad Lacum dictum
de Galacti et transit et ferit t.ras S.tae Mariae de Altilia versus
meridiem mediante termino et per dittum terminum vadit et ferit ad
t.ras heredum Io. Bodini et ascendit ad cristas versus vallem de la
Mendola et per cristas deorsum vadit et ferit ad locum dictum de lo
Piro de li septe Cendre et a dicto loco vadit et ferit ad vallem
antedictam de Carcavechia unde habuit initium et concludit.
Item petium unum terrae salmatarum quatuor vel circa arator. et
partim incultar. ab oriente iux.a vallonem currentem Pantani et per
dictum vallonem ascendendo ferit ad tenimentum dividentem t.ras
S.tae Mariae de Altilia et t.ras Curiae et per dictum ter.num ferit
ad t.ras S.tae Anastasiae et ab inde per terminum descendit versus
occidentem et ferit ad vallonum p.tum et exit et ferit ad viam
publicam collis de Calacua et continuando per viam p.tam ferit ad
terminum dividentem t.ras S.tae Mariae de Altilia et t.ras Curiae
versus meridiem et per dictum terminum ascendit versus orientem ad
serras et descendit per directum et ferit ad timponum magnum in
frontespitio collis de Pantano et ab inde descendit per directum
versus orientem ad collem de Cropayia et ferit ad viam dictae collis
et transit et ferit ad dictum vallonem Pantani et concludit.
Item petium aliud t.rae thumulatae decem vel circa cultar. et
nemorosar. in loco dicto La Serra de Pergulo ab oriente iux.a t.ras
S.tae Mariae de Altilia a borea iux.a vallem Cur. dictam de Aruso ab
occidente iux.a t.ras Minici Mauri et f.rum prope vallottam et
ascendit ad Aeram et terminum dividentem t.ras d.ti Minici et f.rum
et Curiae p.tae vadit et ferit ad viam pu.cam seu terminum qui
descendit da Pergulo et transit viam p.tam et ferit t.ras Gesaldi
Basoini mediante termino a meridie et vadit et descendit ad ...
aglioniti et t.ras Monasterii S.tae Mariae de Altilia unde habuit
initium.
Item petium unum t.rae thumulatae unius vel circa aratoriae in loco
dicto Lo Passo de Caruso ab oriente et borea iux.a t.ra Gesaldi
Basoini ab occidente vineale S.ti Petri de Grecia a meridie viam
pu.cam quae venit à colle S.ti Blasii et ferit ad passum de Caruso.
Item aliud petium t.rae thumulatae mediae vel circa in loco dicto
vallone de Pantano ab oriente iux.a viam pu.cam de Aeris nominatam
de Donna Chiambra à borea et occidente iux.a t.ras heredum Joani
Telesii et descendit ad vallonem Pantani et ferit ad aliae terrae
dictorum heredum dictae Io.e parte meridiei et per dictar. terar.
ascendit et ferit ad dittas Aeras.
Item continentia una t.rar. triginta quinq. salmatar. vel circa in
loco dicto La Valle de le Frache et de le Mandre cultar. et
incultar. incipiendo ab oriente ab Umbro vallis de le Frache iux.a
t.ras S.tae Mariae de Altilia in loco dicto Lo Laco et ascendit ad
serram versus meridiem et ferit ad timponum magnum qui est contra
mandras Pantani et descendendo vadit ad umbrum ... dictas mandras
ubi iunguntur duo valloni siccanei et ferit ad sciollam albam ubi
est via pub.ca seu tracia mandrar. versus boream et sequendo per
dictam viam ferit ad locum ubi dicitur Lo Piro de Septe Cendre et
ascendit ad timponum vallis mendolae versus occidentem et per dictum
timponum sequendo versus occidentem descendit ad vallem umbro ... de
Mendola et ascendendo per dictum umbrum iux.a t.ras ... terrae
Roccae Bernardae et vadit et ferit ad valle de Mendolae iux.a t.ras
heredis Io. Bodini et transeundo per dictas collem et viam pu.cam
seu traciam exit ad timponem et descendit per terminum iux.a t.ras
Belli de Abrutio et f.rum et ascendit cristam dictar. terar.
dividentem cursus Viridis et Pantani et per cristam cristam versus
meridiem vadit et ferit in capo le Male Colle et ferit in capite
vallis de le Frache et exit ad cristam vallis Curiae et per dictam
cristam descendit versus orientem et vadit ad dictum umbrum primum
confinem quae continentia t.rar. servire solet pro prato agnor.
infri cursus Pantani et includitur dicta continentia una cum sup.tis
gabellis et petiis t.rar. incipiendo a gabella dicta de Cordari in
venditione cursus p.ti qui cursus limitatur modo sub.to et solet
vendi annuatim pro ducatis.
Cursus de Pantano limitatur et dividitur à cursu Viridis existente
in eodem tenim.to feudi S.ti Mauri modo sub.to.
Dictus cursus de Pantano incipit à colle de Travaglia seu Male colle
et per serras serras versus occidentem vadit et ferit ad cristas
t.rar. Belli de Abrutio et f.rum de t.ra Roccae Ber.dae et per
cristas cristas vadit et ferit ad Aeras collis dictae de lo ve....
et continuando per cristas vadit et ferit ad timpar. de S....
gar.... cristas cristas vedit et ferit ad locum dictum .... de
Caravà et descendit ad viam pu.cam quae venit de Casale S.ti Mauri
et per viam viam vadit et ferit ad Mongioiam prope dictam viam
fabricatam als la colla de Tumbari qui cursus p.tus Pantani
intelligitur essere cristis seu serris p.tis aqua fundente versus
orientem et currit dictum tenimentum per infra et usque limites
sup.tos circum circa.
Cursus vero de Veride intelligitur et est a dittis cristis sive
serris aqua fundente versus occidentem et meridiem et currit per
Inf.... tenimentum p.tum de S.to Mauro per limites suprascriptos
circum circa dividentem ipsum tenimentum S.ti Mauri ab aliis
tenimentis feudorum dictae Curiae qui quidem Cursus q.n q.n vendi
solet coniuctim et q.n q.n seperatim nunc vero venditi sunt
separatim. Cursus Pantani pro ducatis.
Item petium unum t.rae aratoriae salmatarum duarum vel circa in loco
dicto Troncone Nigro ab oriente iux.a t.ras Curiae quas occupaverant
illi de Infosino mediante termino à borea iux.a vallonem siccaneum
descendentem à Troncone Nigro ab occidente et meridie iux.a t.ras
gabellae de Troncone Nigro.
Item petium unum t.rarum thumulatar. duodecim vel circa aratoriar.
situm et positum in tenimen.to p.to S.ti Mauri in loco dicto
Badulato ab oriente iux.a t.ras Curiae à borea iux.a t.ras heredum
Nicolai de Sindico ab occidente et meridie iux.a t.ras ipsius
Curiae.
Bona Curiae dicti Civitatis noviter reintegrata.
In p.s gabella una nominata de Centunze salmatar. quatrag.ta vel
circa aratoriar. sita et posita in tenime.to S.ti Mauri pertinentiae
Civit.tis p.tae S.tae Sever.nae ab oriente iux.a t.ras Cur.
reddititias quas tenet Laurentius Infosinus et t.ras eiusdem
Laurentii burgensaticas ... cristis t.rar. et termino dividentibus
dictas t.ras Laurentii et dittas Curiae a borea iux.a t.ras S.tae
Anastasiae ab occidente et meridie iux.a vallonem de Pantano.
Item petium unum t.rae salmatarum trium vel circa pro maiore parte
arenosum nemorosum et incultum positum in tenimento p.to in loco
dicto in Capo Gudelli ab oriente iux.a t.ras ecc.ae Annuntiatae de
Caravà à borea miux.a t.ras Cur. ab occidente iuxta t.ras S.tae
Anastasiae à meridie iux.a terras Curiae dittas Le Manche de la
Gabella de Piccolo mediante vallono in quo petio t.rae est quaedam
domus noviter edificata et duae gructae ad usum porcorum
constructae.
Item Retharium unum columbar. dictum Lo Retario de Godello positum
intus t.ras Curiae et proprie in la Valle de Godello q.d vendi solet
anno quolibet ad incantum pro car.lenis viginti q.n plus q.n minus
una cum parte columbar. quolibet vice quando capiuntur ipsi Curiae
solvenda per emptiones ditti Ratharii ultra pretium d.torum
car.norum viginti.
Il territorio
Situato sulla riva sinistra del fiume Tacina, dove macinano
numerosi mulini, tra i quali quello della Conusa e quello
appartenente al priorato di San Pietro de Nimphis, il territorio di
San Mauro è bagnato da alcuni ruscelli, sorgenti e stagni; tra i
quali Umbro de Cordari, Umbro de Manno, Umbro de la valle de le
Frache, Umbro de li Cotrichi, il vallone currente Pantani, puczo de
Verde, Azoppaturum seu sequiglium de Scifo, ubi est fons aquae
surgentis, Aqua de la Mortilla, Lo Laco, Laco de Galacti, Puzillo,
Pantano.
Il paesaggio è caratterizzato da molti colli ( de lo Caruso, de
Cropayia, S.ti Blasi, de Travaglia seu Male Colle, de li Tumpari, de
la Petrosa, de Scurojanne, de li Politi, de Arno, de Madamma Nita,
de Lagonia, de Mihi Basili, de Badulato, de Verde, Volte S. Pietro
delle Differentie, Collichiam, Collitelle), da timpe e timponi ( de
lo Piano de le Ficare, Magnum, Vallis Mendolae, Alto ditto de
Vulturo, deli Communi dictas de S.to Nicola de li Millei), creste
(de le Male Colle , de valle Curiae, terrarum Gesaldi Basoini,
terrarum Belli de Abrutio et f.rum., Capo Gudelli), da serre (
Russa, de li Fossi, de la Guardia, delo Solvo, de le Caselle, de la
Cita, de Centunze, de lo Piragino, de lo Vulturo, de la Traccia,
Plana, de Drago, de Fazularo, de Pergulo),da “cavoni”( qui
descendunt unus a colle dicta de Mihi Basili et alter qui descendit
a Timpono alto ditto de Vulturo supra Petram dittam de Drago,
siccaneum, de Badulato, de Madamma Nita, de Cordari), da fossi ( La
Serra de li fossi, gabella de li Fossi), da valloni (de li Gorni, de
la Grillosa, de Umbro de Manno, de Pantano, de Fornello, Siccaneo,
de Gaudiosi, de Moganà, de Ranguilla, de S.ta Letania, delli
Monumenta), valli ( Vallotta, de Mezzo, de la Butte, de Manni, de
Fernello, de la Corte, de Madama Nita, de le Frache, de Cristaria,
de Caladua, de Maradà, de Carcavechia, de la Mendola, de Aruso, de
Godello), da alcuni pianori ( de le Ficare, de Richieri), da sciolle
(albam).
Confini territoriali
I confini seguono l’aspetto fisico dei luoghi (colli, timpe,
valloni, corsi d’acqua ecc.), le vie, le trazze ecc. Tra i luoghi
particolari sono da segnalare: “Homo Morto”, “Cazi Ferula”,
“Vertaglium de la Scotella”, , “Caravà”.Vi sono poi alcuni
riferimenti particolari costituiti da “petrae” e “Termini”, messi
evidentemente per dirimere delle liti territoriali: “La Petra
Scritta”, “La Petra de Drago”, “Petrae Irtae”, “Terminum”, “Terminum
Magnum”. Non mancano i toponimi del mondo vegetale: “Gabella de lo
Piro”, “Aqua de la Mortilla”, Timpone de lo Piano de le Ficare”, “Lo
Suvarello”, “Lo Piro de Septe Cendre”, “Valle de la Mendola”, Lo
Finocchietto”, “La Nuce” ecc.
Vi sono poi alcuni toponimi, che rimandano alla prima colonizzazione
del territorio in età bizantina da parte dei monaci greci . Tra
questi ricordiamo: S. Letania, S. Pietro delle Differentie, S.
Nicola de li Millei, S.to Blasio, S.to Paulo, S.to Isidoro e S.
Sodaro.
Passi, Vie e Trazze
Il feudo di San Mauro era attraversato da molte vie pubbliche,
che attraverso i passi (de Carrello, de Gaudiosi, de Pantano, de
Caruso) collegavano i vari abitati . Le più importanti sono: la via
pubblica che dalla Motta di Cutro va alla città di Santa Severina,
la via pubblica detta di Nimphis, la via pubblica detta de la Canusa
che dal casale di San Giovanni Minagò va a Roccabernarda, la via
pubbica che dal casale di San Giovanni Minagò va a Santa Severina,
la via pubblica che va a Crotone, la via pubblica che viene dal
Casale di San Mauro, la via che dalla località “Promonturo” andava a
San Mauro.
Oltre alle vie pubbliche vi sono le trazze percorse dalle mandrie,
che giornalmente si spostano dagli stazzi agli abbeveratoi.
Ricordiamo la trazza pubblica che dal colle de la Petrosa va
all’acqua de la Mortilla e da qui va a Azoppaturo “seu Sequiglium de
Scifo”, dove c’è una sorgente. La trazza che scende dalla località
Pergulo e dal vignale di Roberto de Roveto e sale al colle ed al
passo de lo Caruso. La trazza delle mandrie che dalla località
Sciolla Alba va a lo Piro de Septe Cendre e, salito il timpone della
valle Mendola, scende al torrente nella valle Mendola e seguendo il
torrente si dirige verso i corsi di Verde e Pantano. La trazza tra
le due terre dette di “Madamma Nita” e di San Giovanni, la quale
dalla serra detta “de la Traccia” per un cavone discende ed esce al
torrente detto “de li Cotrichi”.
Il Casale
“Quattro miglia distante da quella Città di S.ta Severina verso
la parte di mezzogiorno si ritrova la terra di Santo Mauro distante
dal casale di Scandale miglia tre, dà S. Gio. Minagò miglia sette,
da Cutro miglia sette, da Papanice miglia otto, da Cotrone miglia
12, dal Fiume Neto miglia sei, dalla Rocca bernarda miglia sei ,...
dal Fiume Tacina miglia tre”( Apprezzo dello Stato di Santa Severina
fatto nel 1687). Anche se ridotto a semplice “tenimento” di
“pertinentia” della Città di Santa Severina, San Mauro come casale,
anche se spopolato, è ancora richiamato all’inizio del Cinquecento.
Nella descrizione dei confini del corso di Pantano si legge “ferit
ad locum dictum .... de Caravà et descendit ad viam pu(bli)cam quae
venit de Casale S.ti Mauri et per viam viam vadit et ferit ad
Mongioiam prope dictam viam fabricatam”. Inoltre Stefanus Mutus
possedeva un vignale posto “ad Promonturo” che confinava ad oriente
con la “viam veterem quae descendebat a S.to Mauro”.
La torre
La torre è richiamata ancora al tempo del conte Andrea Carrafa:
Item aliud petium t.rae thumulatarum undecim vel circa cultarum cum
arbore una siccomorum prostrata in terra et duabus arboribus ficuum
columbarum et una arbore pirorum magna et una granatorum in loco
dicto sotto la torre de S.to Mauro iux.a t.ras Io. Muti ab oriente a
borea iux.a t.ras S.ti Nicolai de Iagiano ab occidente t.ras Notarii
Ioseph. Appoli et f.ris a meridie iux.a t.ras S.ti Andreae.(
Reintegra cit., ff. 52v-53). Dalla descrizione traspare che vicino
alla torre c’era un pezzo di terra di circa undici tomolate
destinato a “giardino”. Al tempo del Carrafa esso era in abbandono,
anche se conservava ancora alcuni alberi da frutto: due fichi, un
pero ed un melograno. Molti decenni dopo tra i “Corpi Burgensatici”,
situati nella terra di San Mauro, censiti dopo la morte del duca
Domenico Sculco, vi è anche una torre “ che al presente serve per
carcere, ed orologgio, sita e posta nel luogo detto lo Spontone, e
proprio dove si diceva la Sala, per la quale torre l’università di
detta terra paga annui ducati 12”( Apprezzo cit.).
Le chiese
All’inizio del Cinquecento, pur essendo il casale spopolato,
rimaneva ancora la vecchia chiesa arcipretale di San Giovanni
Battista. Essa era senza cura ed è citata semplicemente come
“ecclesia S.ti Ioannis de S.to Mauro”; possedeva alcune proprietà
costituite da dei terreni in località “La Valle di Cristaria”,
“Laco”, “La Valle de Caladua” e “Gudello”. (La chiesa matrice di San
Giovanni Battista conserverà al suo interno l’altare dedicato a
Santo Mauro Abbate. Così è descritto nell’apprezzo del 1687 : “ In
d.a nave piccola v’è la cappella del Glorioso Abb.e S.to Mauro
Protettore con ornamento di pietre, ed imagine d’esso S.to. Questa
Capp.a stà ornata di suppellettili di diversi colori, ed in
quell’altare se ci celebra tre volte la settimana, una volta per la
communità, che corrisponde l’un.tà la limosina di duc.ti sei annui,
un’altra per li Benefattori d’essa Capp.a, e corrisponde la limosina
il Proc.re d’essa Capp.a, l’altra per l’anima del q.m Matteo
Milioti, e ne corrisponde la limosina Faustina Schipano”). Altra
chiesa presente sul territorio di San Mauro è quella dedicata alla
“Divae Annunciatae de Caravà”, che aveva alcuni possedimenti nella
“Valle di Cristaria”, in “Valle de Caladua” ed in “Capo Gudelli”.
(La chiesa dell’Annunziata era di iuspatronato della famiglia Modio.
“ Fuori d.a terra distante mezzo miglio verso mezzo giorno v’è
un’altra chiesa piccola sotto tit.o della SS.ma Annunciata
Iuspatronato della Famiglia di Modio, detta volgarm.e d’a chiesa
Annunciata di Caravà, è assai antica, ed ha molte entrade, e tutte
le cose, e suppellettili necessarie, sopra il tetto ci è una campana
piccola, ma senza battaglio, si celebra la messa ogni sabbato dì, e
ne corrisponde la limosina il Rettore di duc.ti sei). Se queste
chiese all’inizio del Cinquecento erano ancora attive almeno come
rendite, altre risultavano abbandonate; è questo il caso della
“Ecclesiam dirutam nominatam S.ta Maria de Scala” in località
“Gudello” e della “ecclesiam dirutam nominatam de Melle Cucchi”,
detta anche “delle Melicuccie di Faravazzo”, sulla via pubblica
della “Conusa” (A ricordo rimarrà il canonicato della metropolitana
sotto il titolo di San Nicola de Melleis). Vi erano poi altre chiese
che, pur non essendo nel tenimento di San Mauro, vi avevano
proprietà: l’arcivescovile di Santa Anastasia ( gabella de le Fosse,
serre de li Fossi, terre de Mihi Basili, Castellace, terre de lo
Puzillo, terre de la Nuce Masca), Sant’Andrea, San Pietro de Grecia
della città di Santa Severina e Santa Caterina, l’arcipretale Santa
Maria Magna e San Nicola de Plastò di Roccabernarda.
I monasteri
Tra i monasteri che avevano proprietà in territorio di San Mauro
sono da ricordare il priorato di San Pietro di Tacina detto anche di
Nimfis, S. Giovanni in Fiore, Santa Maria di Altilia ( Moganà
Grande, terre de l’Umbro de Cordari, terre in capite vallis de
Carcavechia, terre in loco dicto Lo Laco ) e San Nicola di Flaiano o
Jaciano(gabella de S.to Isidoro, terre de lo Frasso, le destre delle
Collitelle).
Particolarmente importante, per la sua antichità ed in quanto
edificato in territorio di San Mauro, è il priorato di San Pietro di
Nimphis. Il priorato possedeva in territorio di San Mauro la gabella
S. Pietro, quattro vignali dentro la gabella San Pietro, la gabella
di Docime, la gabelluzza dell’Acquaro, due vignali in località Serra
Rossa e due vignali nella Colla di Verde. Il monastero era situato
nella gabella S. Pietro.Una platea dei primi anni del Seicento mette
in risalto l’importanza della chiesa e del luogo: “ La cabella di S.
Pietro, dove è fundata la chiesa di S.to Pietro la quale chiesa è
circondata da molte fabriche antiche , et vecchie, e d.a cabella è
di capacità di tt.a 60 inc.a alla grossa sita, e posta nel territ.o
di S. Mauro nel curso di Verde, le quali terre sono cultive, et
incultive, et alborate di molte sciorte d’alberi fruttiferi, come
olive, pera, fico, granata, celsi, querce et altri alberi. Si limita
in questo modo: Incomincia dallo vallone, dove si dice Li Monumenta,
sopra la chiesa detta delle Melicuccie di Faravazzo, e termine
magno, segue lo vallone in sù, che confina con la cabella di Docime
di detto priorato, et per detto vallone in sù l’acqua acqua
continua, et va alla valle boscosa detta S. Domenica, che confina
con la detta cabella di Docime dall’una parte, e dall’altra parte le
terre dette delle Jermanache, e li frunti frunti abascio acqua
fundente à scirocco, confina similmente con le terre delle
Jermanache della università della Rocca Berrnarda, traversa detto
termine delli frunti alla valle di S. Domenica, passa la via , dove
sono essere Arie, e và a ferire alla valle, dico alli frunti della
valle di Mammì, terre dell’Abbadia di S. Nicola di Jacciano
territorio della Rocca Bernarda e li frunti frunti a bascio di
d.etta valle a bascio continuando detto termine ferisce, e và alla
via detta la chiubica de Niffi in piedi di detta valle, per la quale
via si và in Cosenza, e per tutto il marchesato di Cotrone, et in
altri luoghi, e per detta via a bascio và à ferire allo detto
vallone delli Monumenta da dove si incominciò, e finisce”.
Situato vicino al fiume Tacina, il priorato possedeva un mulino che
all’inizio del Cinquecento era in rovina ( locum ubi erat molendinum
ecc.ae S.ti Petri de Nimphis) vicino alla via pubblica della Conusa
e alla chiesa rovinata di Melle Cucchi e alle terre dell’abbazia di
S. Nicola de Jaciano.
Abitazioni
Sulla collina detta “de li Tumpari” presso la via che dalla
Motta di Cutro va a Santa Severina e dove si incrocia con la via che
viene dal casale di San Mauro è stata costruita una “Mongioia”, cioè
una fattoria. Sono segnalate alcune grotte ed abitazioni in terra
nella gabella Troncone Nigro. Nella località il passo de Gaudiosi vi
è una timpa nella quale ci sono alcune “gructae et terrula”
appartenenti alla curia comitale. Esse sono state concesse in fitto
a Baptista Maniscalcus. Una casa da poco edificata e due grotte “ad
usum porcorum” sono segnalate in località “Capo Gudelli”.
L’allevamento di porci è situato all’interno di un piccolo
possedimento di circa tre salmate per la maggior parte arenoso,
selvatico ed incolto. Vicino alla gabella Serra Russa tra le terre
de l’Umbro e le terre dette de le Fosse vi è un crocevia dal quale
si va verso il magazzino detto de lo Tesaurero.
Le gabelle
Le terre che compongono il feudo di San Mauro sono parte
“cultae”, “aratoriae”, “cultivabiles” e la maggior parte “incultae”,
“nemorosae”, “rupes”, “incultivabiles”, “boscosae”, “vacuae”. Esse
sono stimate di circa 450 salmate e quando sono affittate “ad usum
gabellae”, danno una rendita di poco più di cento salme di grano. Da
questo si deduce che le terre adatte a semina sono poco estese e che
la maggior parte del territorio è selvatico e boscoso ed adatto solo
per il pascolo, cioè “ad herbagium” con pagamento in ducati.
Le gabelle sono:
1) La gabella Troncone Nigro di salmate 25, delle quali 15 sono
coltivabili e 10 incolte. Quando si affitta a massaria, cioè ad uso
di gabella, rende di solito circa sette salme di grano e
nell’affitto si includono altri quattro terreni (di salme 2 tra
coltivabili ed incoltivabili, di tomolate 2 coltivabili, di tomolate
12 aratorie in località Cordari, di tomolate due aratorie in
località Pantano)
2) La gabella di Travaglia di circa 50 salmate, parte aratoria ed in
parte incolta; si affitta ad “herbagio”, cioè a pascolo, per ducati
30 annui.
3) La Gabella di Cristaria che è composta da dieci terreni ed è
affittata a massaria per 12 salme di grano annue. I terreni sono
situati : In località la Valle de Cristaria di salmate 7, delle
quali 4 coltivabili e 3 tra selva e rupi; in località Galachi di
salmate 5 aratorie; in località Lo Laco di salmate 2 aratorie, delle
quali tomolate 2 incoltivabili; nella Valle de Caladua di salmate 7
aratorie; nella Valle de Caladua di salmate 7 aratorie; in località
Le Manche et Vallone de Ranguilla et Lo Prato de Mezzo di salmate 3,
delle quali tomolate 2 incoltivabili; in località Lo Passo de
Pantano di tomolate 12 aratorie; un terreno di tomolate 11
coltivabili; in località Godello di salmate 7 coltivabili, delle
quali 2 salmate e mezzo sono incolte e boscose; in località La Serra
de Fazularo di terra vacua aratoria di tomolate una e mezza.
4) La gabella de li Mali Colle di salmate 50, si affitta per 13 ½
salme di grano.
5) La gabella de Canzoneri di salmate 70, si affitta per 30 salme e
tomoli 4 di grano.
6) Gabella di salmate 6, si affitta per 3 salme di grano
7) Gabella La Serra Russa di salmate 50, si affitta per salme 20 di
grano.
8) La Gabella de lo Feudo e de Messere Ianne di salmate 40, si
affitta per salme 18 di frumento.
9) La gabella Piccolo è composta da otto terreni ( La Nuce di
salmate 4, Lo Piano de Richieri di salmate 2, Lo Puczo Verde di
salmate una, La Valle de Maradà di tomolate 5, La Valle di Maradà di
tomolate 12, La Destra de Fornello di tomolate 3, La Serra de li
fossi di salmate una, La colla de Verde di tomolate 7).E data in
fitto per salme 7 di grano.
10) Le gabelle de Cordari di circa 4 salmate aratorie, de Cropaya di
salmate 25, de lo Piro de le Septe Cendre als de lo Laco di salmate
8 in parte aratorie e in parte incolte, di salmate 4 aratorie e
parte incolte, La Serra de Pergulo di tomolate 10 tra coltivabili e
selva, Lo Passo de Caruso di tomolate una aratoria, Vallone Pantano
di tomolate ½, La Valle de le Frache et de le Mandre di salmate 35
tra coltivabili e non coltivabili. Tutte queste gabelle servono “pro
prato agnorum” e di solito si affittano in denaro assieme al corso
di Pantano.
La retara
Vicino al timpone “de lo Piano de le Ficare” c’è il “Retharium”
detto “de la Valle de la Butte”. Un “retario”, cioè il luogo
attrezzato con le reti per la cattura dei colombi, era situato
dentro le terre appartenenti al conte e propriamente nel luogo detto
la Valle de Godello. Di solito questo veniva affittato ad asta
pubblica per circa venti carlini annui ed in aggiunta al prezzo i
compratori dovevano fornire una parte delle colombe catturate.
L’attività dovette essere redditizia se tra le richieste, fatte
dall’università di Santa Severina ed approvate dal conte nel 1525,
al capitolo 18 si legge : “Item supplicano V.S.I. se degne concedere
ad ipsi, et ordinare, che la Retara de Gudello sita, et posita in lo
territ.o dela Città de S.ta Sev.na se abbia ad esercitare per homini
de la Città de S.a Sev.na, pagando però la ragg.ne compete ad la
Comitale Corte super dicta Retara”.
Mandre, Aere, prato, terre comunali
Più volte nel documento sono richiamati gli stazzi, le aie, il
prato degli agnelli e le terre comunali, dove gli abitanti avevano
potuto esercitare i diritti civici e pascolare liberamente con il
loro bestiame. Sugli stessi terreni al pascolo dei pastori seguiva
la semina dei coloni. Dominava il pascolo ma era presente anche la
semina del grano.(Loco dicto Le Manche et vallone de Ranguilla et Lo
Prato de mezzo”, “Loco dicto La Valle de le Frache et de le
Mandre.... servire solet pro prato agnor.”, “Mandras Pantani”,
“Tracia mandrarum”, “Viam pu.cam de Aeris nominatam de Donna
Chiambra”, “Ad Aeram”, “Aereas de lo Graco”, “timpas de li Communi
dictas de S.to Nicola de li Millei”).
Proprietari
All’inizio del Cinquecento rimanevano molti toponimi, riferiti
ai vecchi proprietari dei terreni.
Ricordiamo Canzoneri, Gullo, Mihi Basili, Badulato, Gaudiosi,
Tumpari, Madamma Nita, Donna Chiambra, Lagonia, m.s Ianne ecc.
Possiamo inoltre accertare che parecchi abitanti sia di Rocca
Bernarda che di Santa Severina avevano proprietà nel territorio di
San Mauro; segno evidente che abbandonato il casale molte casate si
erano trasferite nei luoghi vicini, conservando i loro possedimenti.
Per quanto riguarda gli abitanti di Roccabernarda sono nominati
Belli de Abrutio, Bernardino e Matteo Jemmis, Guercio, Martino
Mastedi, Matteo Pinnella, Matteo e Farini Cidoptuli, Simurra de
Simurra, Alfonso Portella, Iacobello de Amminò; di Santa Severina:
Gesaldo Basoino e gli Infosino Vi sono poi alcune proprietà del
nobile Io. Antonio Susanna di Crotone, della Domina Antonella
Carrapha moglie del nobile Pyrrho Loysio Novellisi, di Donno Martino
Pedace, dei notai Laurentius Infosino e Ioseph Appoli, degli eredi
di Nicola Marino, di Ioanne Telesio, di Urbano de Cutro e di Donato
Muto. Altri piccoli proprietari di terre sono:Baptista Maniscalcus,
Andrea de Henrichetta, Ioanne Muto, Francesco e Io. Loysio Bodino,
Ioanne Loysio Marchisio, Nicola Iuliano, Domenico Milillo, Io.
Francesco Scigliano, Ioanne Moschetta, Nicola de Roveto e Minico
Mauro.
Un villaggio scomparso
Nel marzo 1240 in un‘inchiesta tesa ad accertare se il monastero
di Sant’Angelo de Frigillo ha da concorrere alle spese per la
riparazione del castello di Santa Severina, sono interrogati alcuni
abitanti del casale di San Mauro. Tra questi vi è anche un certo
senes Lamaro de casale Scuro Iohanne ( Pratesi A., Carte latine
cit., pp. 400-401).
All’inizio del Cinquecento il villaggio, che era situato ai confini
del territorio di San Mauro sopra un colle sulla via che da Cutro
portava a Santa Severina, era scomparso. In un elenco di “Stazzi,
trazze, e calate d’acqua, e carrere del tenimento della Città di S.a
Severina “ ( Die 7 aprilis X ind.e 1507) la località è ancora
richiamata: “ Item li stazzi della Valle della Botte in capo delli
Ficari ponno calare à Jofari com’è detto sopra, e ponno saglere a S.
Nicola delli Millei per lo Cafaro, e per la Carfiula e saglie a
Scurajanni, e ponno saglere, e descendere alle serre di Monte
Viscardo”.
La descrizione dei confini del feudo di San Mauro, fatta alcuni anni
dopo al tempo del conte Andrea Carrafa, ci dà ulteriori indicazioni
sulla sua ubicazione. Dal colle de li Tumpari per la via pubblica
che, dalla Motta di Cutro si va alla Città di Santa Severina, si
arriva alle serre dette de lo Solvo e continuando al colle detto di
Scurojanne. Il colle è vicino alla valle detta di Mezzo ed al
timpone de lo Piano de le Ficare sopra il Retharium detto della
Valle de la Butte. Nei titoli dei canonici della metropolitana di
Santa Severina troviamo anche il nome della sua chiesa: “Canonicato
sub titulo S. Nicolai de Scurojanni”. Nell’agosto 1601 il papa
Clemente VIII concedeva all’arcivescovo di Santa Severina Alfonso
Pisani la facoltà di concedere alcuni canonicati esistenti nella sua
chiesa, che da molti anni erano vacanti Tra questi vi era anche
quello di S. Nicola de Scuroioanne, che era vacante da 20 anni per
morte di Martino de Mendola (Russo F., Regesto, 25721).

