[Le torri sul territorio costiero tra il Tacina ed il Neto]
di Andrea PESAVENTO
(pubblicato su La Provincia KR nr. 24-25/1997)
L'esistenza di torri sulla fascia costiera tra il
Tacina ed il Neto è segnalata fin dal periodo angioino e aragonese.
La presenza di una torre nell'abitato di Isola già nel Trecento è
evidenziata dalla modifica del nome da "casale de lisola" o "Insula"
(Cutronis)(1269) (1) in "Turris Insule"(1292), nome conservato per
tutto il Quattrocento ed anche in seguito (2).
Da alcuni documenti, risalenti al periodo successivo alla sconfitta
del marchese di Crotone, Antonio Centelles, e alla conseguente
confisca dei suoi possedimenti da parte del re Alfonso, veniamo a
conoscenza di altre torri nel territorio considerato.
Probabilmente esse sorsero con funzioni di controllo territoriale in
abitati che si erano dimostrati ribelli ed erano particolarmente
esposti ad invasioni dal mare.
Si trattava infatti di terre e casali ricaduti in demanio e quindi
amministrati da ufficiali (capitani, castellani o governatori) di
nomina regia.
Così sappiamo che la torre del casale di San Mauro de Caraba nel
gennaio 1449 fu data dal re in custodia a Pietro de Bocca de Faro,
castellano e poi governatore di Santa Severina. Il Bocca de Faro la
custodiva con quattro "soci" o aiutanti, stipendiati tramite il
tesoriere del ducato di Calabria (3).
La torre aveva funzioni fiscali sulla vicina città di Santa
Severina, tanto che nel febbraio 1466, i Santaseverinesi che si
erano liberati del Centelles ed erano ritornati in demanio, tramite
i loro sindaci chiesero al re Ferdinando tra le altre grazie anche
quella di distruggere la torre perchè inutile, costosa ed ostile
(..la torre de S. Mauro Vostra M.ta la debbia tenere per vostro mero
dominio e la torre pred.ta... la debia destruere attento la utilita
nulla, si non spesa, et a la città bastia et disfact.ne) (4).
In un luogo strategico dominante la foce e la bassa valle del Tacina
sorgeva un'altra torre presso la collina chiamata San Luca, vicino
all'attuale frazione di Steccato. La sua costruzione cambiò il nome
dell'abitato da Tachina o Tacina (1426) (5) in quello di Turris
Tacine (1452) (6), denominazione che la terra composta dalla torre,
dal casale e dal "castro seu fortellitio" (7)conserverà fino alla
sua distruzione avvenuta tra la fine del quattrocento e l'inizio del
Cinquecento.
Sempre poco dopo la metà del Quattrocento, tra il 1467 ed il 1469,
Enrico d'Aragona, luogotenente e poi governatore di Calabria,
otteneva dal padre, re Ferdinando, il permesso di poter edificare
una torre con "l'officiali et altro" nel casale di Crepacore,abitato
in spopolamento situato su una collina presso la marina in
territorio di Crotone (8).
Di un' altra torre nella terra di Cutro c'è testimonianza in un atto
stipulato poco dopo la metà del Cinquecento. Sappiamo che nelle sue
vicinanze si riunivano gli erari del duca per mettere all'asta gli
affitti dei beni feudali (9).
Tracce delle torri di Cutro, di San Mauro e di Isola compaiono ancor
oggi sui gonfaloni e nei vecchi sigilli degli atti delle università.
Solamente dopo la metà del Cinquecento abbiamo invece notizie
dell'esistenza di torri regie marittime sulla costa del Crotonese .
Dai pagamenti fatti ai caporali e soci delle torri (10) negli anni
1579-1580 si rileva che nelle marine di Calabria Ultra erano attive
49 torri regie, delle quali due tra il Crocchio ed il Neto in
territorio di Isola: la torre di capo Ricziuto e quella di Manna
(11).
Quest'ultima a fine maggio 1580 era stata assalita dai Turchi che
avevano ferito il caporale che la custodiva (12).
Sul finire del Cinquecento proseguiva la costruzione di torri (13) e
tra queste una alla foce del Crocchio (14), e nel 1596 veniva
emanato il bando per la costruzione di 14 torri: 13 tra il fiume
Tacina e Capo delle Colonne ed una alla foce del fiume Neto.
Sappiamo che, dopo un primo incanto fatto dalla regia corte nel
1598, le torri vennero riappaltate nell'autunno del 1600. All'inizio
del Seicento, mentre esistevano le torri del Crocchio, di Capo
Ricciuto e di Manna, era stata assegnata la costruzione tra i fiumi
di Tacina e di Neto di almeno nove nuove torri di guardia regie e
precisamente quelle di Tacina, Posteriore, Jacopio, Porcello,
Civiti, Zirigotti, Pellegrino, Marrello e Neto (15).
In seguito la carta di Fabio Magini (1602/1620) indica l'esistenza
di queste torri: Alla foce del Nascaro (Crocchio), Tacina, Capo
Rizzuto, Mannà, Scifo e Capo Colonne.
La carta di Mario Cartaro (1613) segnala queste : Cropani, Tacina,
La Carsia, Iacopani, Castelle, Capo Ricciuto, Mannà, Civette,
Capocolonna, Crepacore e Nieto.
Dalla relazione del vicario G. T. Blanch (1638) si ricavano (16):
Crocha, Catenela, in territorio di San Leonardo, di cui hanno cura i
Gesuiti, Castella, posta nel castello (17), pos¬sesso della
feudataria, la principessa di Scilla, Capo Rizzuto, Capo Mannà e le
due torri a Capo Colonne.
Nel 1696 vi erano le torri regie marittime di Crocchia, Capo
Rizzuto, Capo Mannà, Scifo e Mariello (18).
Alla metà del Settecento funzionavano ancora le torri regie di Nao
detta il Mariello e di Scifo in territorio di Crotone (19), di
Caporicciuto e di Manna in territorio di Isola (20), di Le Castella
(21) e di Crocchia in territorio di Cropani (22).
Riassumendo e partendo dal fiume Crocchio fino al Neto, pos¬siamo
indicare le torri marittime regie, nella maggior parte a base
quadrata e di forma tronco piramidale con corpo a parallelepipedo,
precisando che alcune furono terminate ed altre iniziate, andarono
per varie cause in abbandono o furono distrutte.
1) La torre del Crocchio, situata alla destra della foce del fiume
in territorio di Cropani, fu edificata dal mastro fabricatore Adante
Cafaro della città di Cava. In costruzione dal 1594, è indicata dal
Cartaro come torre di Cropani. Della torre rimangono ancora i ruderi
(23).
2) La torre di Tacina, a sinistra della foce del fiume presso il
casale di Santa Maria Maddalena o di Torre di Tacina.La costruzione
venne aggiudicata una prima volta nel 1598 al mastro napoletano
Andrea Jannello il quale associò il mastro Adante Cafaro. Nuovamente
appaltata nel 1600 ad Ascanio Faylla, architetto di Bisignano, la
torre risultava ancora in costruzione nel 1603 ma molto
probabilmente non fu mai finita (24).
3) La torre di Posteriore, a sinistra della foce del torrente
Dragone, in località la Cersa poi Torrazzo di cui rimangono le
massicce mura di fondamenta sopra le quali è stata successivamente
costruita una chiesetta. Aggiudicata nel 1598 al mastro Jo. Battista
Fico di Cutro e riappaltata nel 1600 allo stesso, la torre nel 1604
è ancora in costruzione e non risulta che in seguito sia entrata in
guardia. Indicata dal Cartaro come Car¬zia, come Cazzia dal De Rossi
(1717) e poi erroneamente come torre di San Leonardo dal Guerra
(1789). Il Marafioti così identifica il luogo: " Lasciati li
Castelli.... Appresso incon¬tra nel mare 'l promontorio Posteriono,
dopo 'l qual' entrando nella terra occorre una habitatione chiamata
Cutro" (25).
4) La torre Jacopio nel capo Iacopino in località Campolongo
indicata ora come Brasolo, i cui resti sono evidenti e parte
precipitati in mare.Aggiudicata nel 1600 al mastro Marino de Syo
della città di Cava. Nel 1611 è ancora in costruzione ma non entrerà
in guardia.
5) La torre di Porcello di cui non si è trovata traccia ma è ancor
oggi individuabile la località Porcello che è situata a nord
dell'abi¬tato di Le Castella presso il vecchio porto. Tra le torri
pro¬gettate dal Tortelli ce n'era una al porto delle Castella,
in¬dicata come torre delle Castella dal Cartaro, la località è
indicata sia dal Magini che nel catasto di Le Castella del 1742.
Aggiudicata nel 1598 al mastro Carolo Greco. Non risulta riappaltata
nel 1600 (26).
6) La torre di Capo Rizzuto, costruita e già in guardia nella
seconda metà del Cinquecento (27) è ancora oggi evidente.
7) La torre di Capo Mannà costruita e già in guardia nella seconda
metà del Cin¬quecento (28) sul capo omonimo, ancora esistente nel
1696 (29) ed i cui resti sono ancora visibili.
8) La torre di Civiti alla marina di Manna (30) sul capo anticamente
chiamato Antiopuli o Antiopoli poi Civiti ed ora Ci¬miti alla quale
forse sono da attribuire alcuni ruderi all'ini¬zio del capo sulla
sinistra. Aggiudicata a Marcantonio Sbarra di Catanzaro fu da questo
ceduta nel 1607 ai mastri Ippolito Jordano di Cava e Joanne Andrea
Mannella di Monteleone. In quell'anno era in costruzione ma non
risulta che poi sia entrata in guardia (31).
9) La torre di Zirigotti in località Domine Maria sulla co¬sta in
territorio di Isola presso il confine con Crotone. Della torre non
c'è traccia ma il luogo è in comunicazione visiva con la torre di
Scifo.La torre fu appaltata a Marcantonio Sbarra di Catanzaro che in
seguito cedette l'appalto ai Pallone. Dagli atti non risulta la
costruzione della torre.
10) La torre di Scifo ancora esistente nella località omo¬nima (32)
è la torre di Capo Pellegrino. Il Nola Molise così de¬scrive il
luogo: "Seguendo il camino verso la punta di detto capo delle
Colonne passato Scifo viene un altro piccolo capo detto Pellegrino"
(33) ed il Tortelli tra le torri da costruire una la pone al capo
"della fontana di Siffo" (34).Appaltata a Gio Bernardino de Sena di
Catanzaro, nel 1602 è in costruzione ed in seguito entrò in guardia.
11) La torre di Marrello "alla punta di Maricello" (35) in località
Nao o Capo delle Colonne(36) di recente restaurata. Appaltata nel
1600 a Minico de Messina di Crotone che cedette nel 1602 l'appalto
al facoltoso spagnolo Alonso Corrales ed al mastro Renso Pecoro di
Crotone. La torre in seguito etrò in guardia.
12) La torre di Crepacore è indicata solo dal Cartaro (37).
13) La torre di Neto alla destra della foce del fiume in territorio
di Crotone. Della torre non rimangono resti visibili ma essa è
localizzabile sul vecchio corso.Appaltata a mastro Petruczo de
Franco, nel 1606 risulta ancora in costruzione ma non ci sono
documenti dai quali risulti che sia entrata in guardia.
A queste torri sono da aggiungere una torre smantellata dai Turchi
prima ancora di essere finita a Capo delle Colonne e sempre nello
stesso capo la progettazione di un'altra torre consigliata dal
Tortelli ma mai costruita come rilevava il Blanch (38).
Inoltre a Capo Rizzuto sarà costruita poco dopo la metà del
Settecento un'altra torre regia che verrà denominata "Nuova" o
"Fortino" (39) per distin¬guerla dalla prima (40). C'è anche da
ricordare che le torri furono più volte riparate ed alcune
modificate e che tra la torre del Marrello e quella di Crepacore vi
era la vecchia torre Marchesana, posta dentro il regio castello di
Crotone (41).
Oltre alle torri di guardia marittime, costruite ed amministrate
dalla Regia Corte, esistevano sul ter¬ritorio considerato anche
altre torri.
1) La torre di Magliacane costruita sul feudo omonimo è ancora
attualmente visibile, anche se in degrado. Essa è situata alla
destra e presso la foce del Tacina in territorio di Belcastro (42).
2) la torre del casale di Torre di Tacina. Nel 1644 il ca¬sale è
distrutto e spopolato a causa delle invasioni rimane una torre dove
vi sono an¬cora due o tre soldati per segnalare col fuoco
l'avvicinarsi dei Turchi (43).
3) La torre di San Leonardo nell'abitato omonimo. La costruzione fu
iniziata nel 1597 dai mastri Adante Cafaro, Decio de Mauro e
Ippolito Giordano per conto dei Gesuiti (44), ancora abitata alla
metà del Settecento è ancora oggi in stato discreto (45).
4)La torre detta di Paparone o Papalione nel feudo omonimo in
territorio di Cutro tuttora esistente. Essa è già segnalata
all'inizio del Settecento (46)
5) La torre di Ritani sulle terre che appartenevano alla mensa
vescovile di Isola. La torre esisteva già nel 1648 (47). Ultimamente
è stata in parte distrutta.
6) La torre del Vescovo presso la cattedrale di Isola, costruita
nella seconda metà del Cinquecento(48), è utilizzata attualmente
come campanile.
7) La torre presso il casale San Pietro di Tripani. Nel 1648
rimanevano solo i ruderi dell'abitato e la torre del barone
Ca¬talano (49).In seguito passata alla famiglia Barracco è stata
ultimamente restaurata.
8) La torre di Massanova. Nel 1648 il casale di Massanova è
distrutto vi è solo la torre del barone Doria. Della torre rimangono
ancora oggi alcuni ruderi (50)
9) La torre di Buciafaro nel territorio del vescovo di Cro¬tone.
Alla fine del Seicento "vi è una torre e dui magazeni che servono
per uso di porci". Pochi anni dopo la torre ed i magazzini sono
distrutti (51).
10) La torre di Apriglianello. Esistente già alla metà del Seicento
nel feudo omonimo (52)
A queste bisogna aggiungere la torre di Steccato nel feudo di Tacina
dei Doria (53), che compare in alcuni atti della metà del Settecento
e che forse non è altro che la vecchia torre dell'abitato di Torre
di Tacina.
Oltre a queste torri, che per quanto riguarda la proprietà, possiamo
definire feudali, vi erano numerose torri di uso colonico.
Ricordiamo quella di Bonace (a) (54) presso l'abitato di Isola,
quella di Racchio (b) presso Alfieri (55) e la torre costruita
dall'arcidiacono di Crotone accanto al suo casino vicino alla chiesa
di Capo Colonna (c) (56).
Sempre in territorio di Crotone altre torri di uso colonico
sorgevano tra la foce dell'Esaro, le colline ed il mare, sulla
pianura a sinistra del fiume (57) e lungo la valle Lamposa che al
tempo del Nola Molise era "piena di bellissime vigne, vaghi
giardini, forte torri, acque fresche" (58).
La località con terreni buoni e facilmente irrigabili era divisa in
piccoli poderi, chiusi con fossi e siepi, coltivati a vigneto, orto
ed alberi da frutto.
Quasi sempre accanto alla torre vi era anche una casella ed il
pozzo.
Parte di queste torri furono costruite tra la fine del Cinquecento
(59) ed i primi anni del Seicento e parte dopo la crisi seicentesca
nella prima metà del Settecento.
Le numerose divisioni e riaggregazioni delle proprietà, il mutamento
toponomastico, le finte vendite o donazioni, la esiguità edilizia,
la scomparsa per decadenza o per inglobamento in altre strutture
abitative, rendono spesso difficile tracciare la storia di molte di
esse.
Sono documentate :
d) Torre della Campitella
e) Torre di Zinfano (poi Torretonda)
f) Torre di Mortilletto
g) Torre di Maccuditi
h) Torre degli Schulchi in località Cipolla
i) Torre della Pignera
l) Torre Li Cudi
m) Torre di Potighella
n) Torre dei Mangioni
Note
1- Reg. Ang. IV,159; Maone P.- Ventura P.,Isola Capo Rizzuto,
Rubettino 1981, p.89.
2- Nel 1292 Carlo II concede ad Andrea de Pratis la custodia de
Turris et Insule, Reg. Ang. XXX, 55; Nel 1426 Turris Insule è tra le
proprietà di Nicolò Ruffo, Reg. Vat. 355, f.287, ASV.
3- Fonti Arag., I, 72-73.
4- Siberene, p.167.
5- Reg. Vat. 355, f.287, ASV.
6- Fonti Arag. II, 134, 207.
7- L'undici novembre 1487 re Ferdinando per necessità di difendere
il regno, possedendo le terre confiscate al ribelle di Giovanni Pou,
vende Torre di Tacina, con torre, casale e "cum castro seu
fortellitio, hominibus vaxallorumq..." ed i feudi di Campolongo e
Ferulusello per 7000 ducati a Paolo Siscar, conte di Ayello,
Processo grosso ff. 69- 76, Arch. Vesc. Crotone.
8- Falanga M., Il manoscritto da Como fonte sconosciuta per la
storia della Calabria dal 1437 al 1710, in Rivista Storica
Calabrese, n. 1-2,1993, p.251.
9- L'otto giugno 1578, nella terra di Cutro, gli erari del duca
mettono all'asta l'affitto dei mulini della Canosa "subtus turrim
dicte terre", ANC. 12, 1578, 181.
10- In ogni torre vi erano un caporale ed un socio. Il primo
percepiva ducati 4 al mese, il secondo ducati 2-2-10,Cunto del R.
Thesoriero di Calabria Ultra dell'anno 1579-1580 per la guardia
delle torri, Tesorieri e Percettori Fs. 506,f.li I-II, f.37, ASN.
11- La torre di capo Ricziuto era stata custodita dal settembre 1579
ad agosto 1580 dal caporale Adeco Romano (che era in servizio alla
torre fin dall' 11.3.1576) e si erano susseguiti i soci Jo. La
Monica, Cosimo Pantisano e Antonio Gagliardo. Sempre nello stesso
periodo si erano avvicendati alla custodia della torre di Manna i
caporali Jo. Perez de Raguso e Antonino Ruben ed i soci Alfonso de
Luca, Jo. delo petrobo e Joannes Aquino, Cunto cit. f.37.
12- Al caporale Jo. Perez de Raguso subentrò Antonino Ruben perchè
Jo. Perez "fuit vulneratus a turcis et descessit a custodiendo
sup.tam turrim de manna", Cunto cit. f. 37v.
13- Il 14.2.1596 era stato fatto bando per l'appalto di quattro
torri: due nel territorio di Cetraro, una in quello di Tropea e
l'altra di Pizzo. Aveva proceduto alla visita e alla misura di tre
di esse l'ingegnere della Regia Corte Gabriel Sances, Strazzullo F.,
Documenti del '500 per la storia dell'edilizia e dell'urbanistica
nel Regno di Napoli, in Napoli Nobilissima n.5/6 - 1976; Nel 1598
veniva appaltata, ma iniziava solamente nel gennaio 1601, la
costruzione di una torre nella marina di Bianco in località " a
pigliano". Essa era stata appaltata a Gio. Cesanti e aveva come
soprastante Marco Antonio Franco, ambedue di Bianco, Tesorieri e
Percettori Fs. 550,ff. 114,136, ASN.
14- Mazzoleni J., cit., p.345.
15- Camposano L., Pesavento A., Vincenzo de Rosa e le torri regie
tra il Tacina ed il Neto, in Cutro da scoprire,Soveria Mannelli
1994, pp.159-196.
16- Valente G., Difesa costiera e reclutamento di soldati in
Calabria Ultra al tempo del vicario Giovan Tomaso Blanch,in Atti del
3° Congresso Storico Calabrese, 1963,pp. 620-621.
17- La presenza di un castello (non quello attuale) con una torre
alle Castella è segnalata già in periodo aragonese. Su ordine del
Duca di Calabria per la sicurezza delle marine, il tesoriere
Venceslao Campitelli comanda il 15.3.1487 di riparare il castello
delle Castella. Nella primavera dello stesso anno il castello viene
munito e si costruisce "lo astraco della turri delo spiruni delo
castillo dele Castelle", Dip. Som. Fs.552, I° Serie, f.lo 1,
ff.41-45, ASN.
18- Algranati G., cit., pp. 74-75
19- Cotrone 16.6.1740. " ..qualmente sendo giorni sono capitato in
questa città il cavalier D. Geremia Dean, coronello degli eserciti
di S. M. colla carica di ispettore generale delle marine di questa
ed altre Province del Regno il medesimo tra gl'altre ordinanze e
stabilimenti ordinati espressamente comandò dotassimo le regie torri
di guardia di questa città e site in territorio della me¬dema di
polvere, palle, miccio, ed altro, cioè nella regia torre di Nao
detta il Mariello polvere rotola trenta, nella re¬gia torre di Scifo
polvere rotola cinque e libre due a ciasche¬duno delli cinque
cavallari che devono battere la marina di questa città, ed inoltre
palle di cannoni per detta regia torre di Nao n.venti". Dovendo
eseguire gli ordini, i sindaci ed il mastrogiurato si recano presso
la munizione di guerra della città, posta presso il convento di S.
Francesco d'Assisi, per estrarre la polvere e le palle. ANC.
854,1740,72-73.
20- Nel l735 Clemente Morrone e Antonino Pauci sono torrieri
rispettivamente delle torri di Caporicciuto e di Manna, ANC.
840,1740,5.
21- Nel 1755 vengono appaltati "li ripari delle regie torri di
Marielli, Scifo, Capo Ricciuto e Castelle" secondo il piano
elaborato dall'ingegnere Adamo Romeo, ANC. 1125, 1755, 60- 81.
22- Nel settembre 1719 D. de Laurentis manda i suoi uomini alla
torre di Crocchia dove viene ammassato il grano che i soldati
tedeschi con la forza portano via dalle campagne vicine, ANC.
662,1727,126v.
23- La torre "Crocchia" della quale si era aggiudicato l'appalto il
mastro fabricatore Adante Cafaro risulta in costruzione già
all'inizio del 1594, ANC. 49, 1594, 204- 206.
24- Camposano L. - Pesavento A., Vincenzo de Rosa e le torri regie
tra il Tacina ed il Neto, in Cutro da scoprire, Soveria Mannelli
1994, pp. 159 sgg.
25- Camposano L. - Pesavento A., cit., pp. 159 sgg.; Marafioti G.,
Croniche ...,Padova 1601,p.211.
26- Il fondo Porcella di proprietà del capitolo di Isola nel 1838
confinava verso tramontana ed oriente con il mare. Proprietà del
Capitolo di Isola, 1838, C. 140 AVC.
27- Il primo caporale o castellano della torre di "capo Ricziuto" di
cui abbiamo notizia è Adeco Romano,spagnolo, nominato a
quell'incarico il 23 febbraio 1576, Cunto del Regio Thesoriero di
Calabria Ultra cit.
28- Il primo caporale della torre di Manna di cui abbiamo notizia è
Lopez de Raguczo, spagnolo già in guardia alla torre il primo marzo
1578, ANC. 12, 1578, 156.
29- Algranati G.,cit.,pp. 74-75.
30- Il 28.10.1736 naufraga una tartana "nella marina di Manna loco
d.o Civiti", ANC.840,1738,5.
31 Dip.Som. Fs.552,I° serie cit. ff.1-15,ASN; Camposano L.-
Pesavento A., cit. pp.159 sgg.
32- D. de Silva possiede "la metà del territorio ... denominato
Scifo Vecchio sito in loco d.o il Capo delle Colonne seu Nao entro
il qual territorio si attrova edificata la Regia torre di guardia
detta di Scifo", ANC. 860, 1760, 109.
33- Nola Molise G.B.,cit.,p.64.
34- Pasanisi O.,cit.,p.435; Nell'agosto 1698 la tartana di O. Cota
inseguita dai Turcheschi si rifugia sotto la torre di Scifo. I
marinai con tutto ciò che è possibile portare, si ri¬fugiano nella
torre mentre la tartana è portata via dai Tur¬chi, ANC.
338,1698,94-97.
35- "Dall'altra parte verso tramontana vi è un'altra fontana in uno
loco particolare, che si chiama il Mariello, e questo nome l'è
proprio, perche' vi è un piccolo porto, dove possono stare alcuni
vascelli, quest'acqua è bellissima ancora che perciò pochi anni
sono, e in questa fontana, e in quella sopra detta Scifo sono fatte
due nove torri fortissime per quardia di tutto questo capo, e terre
convicine a spese della Regia Corte", Nola Molise G.B.,cit.,p.64;
Più volte riparata, nel 1756, durante i lavori di costruzione del
porto di Crotone, i mastri muratori e manuali fanno gli accomodi
necessari alla torre detta "Mariella", Dip. Som. Fs.
521,fs.1,f.2,ASN.
36- T. Rinaldo è imprigionato per aver ferito con una schioppettata
, sparata da sopra la torre di "Nau", il man¬driano A. Merenda, ANC.
312,1664,3v-4r;
L'arcidiacono di Crotone, possessore della gabella il Capo di Nao
nelle pertinenze di Capo Colonne, cede a P. Asturello, perchè possa
costruirvi un casino, mezza tomolata di terra infruttuosa di palmi
132X80 ad annuo censo perpetuo e "proprio nella parte laterale della
torre colà esistente e casino nuovamente fattovi edificare
dall'arcidiacono e la via che va verso la colonna", ANC. 915, 1763,
73-80; Nel 1828 "Non vi era altro che la solitaria colonna... una o
due case mal costruite, abitazioni estive di qualche ricco
crotonese, ed una torre di¬roccata", Ramage G.T.,Viaggio nel Regno
delle Due Sicilie, Roma 1966,p.267.
37- La costruzione di una torre nel luogo o feudo detto Crepacore,
in territorio di Crotone, con officiale ed altro è documentata in
periodo aragonese. Tra il 1467 ed il 1469 Enrico d'Aragona ottiene
da re Ferdinando il permesso di costruzione, Falanga M., Il
manoscritto da Como in Riv. Stor. Calab. n. 1/2, 1993, p.251.
38- Il 26 luglio 1803 su proposta del sindaco di Crotone furono
nominati torrieri Gaetano Lettieri per la torre Mariello e Francesco
Saverio Lettieri per quella di Scifo, Lucifero A., Cotrone dal 1800
al 1808, Cotrone 1922-24, pp. 91-92.
39- Il 20 ottobre 1754 nella piazza di Crotone veniva emanato il
bando per la costruzione di una nuova torre di guardia o fortino a
capo Rizzuto e per il restauro delle regie torri di Mariello, Scifo,
Capo Rizzuto e Castella.Dopo vari contrasti i lavori furono
aggiudicati ad una societa composta dai mastri Michele Messina,
Dionisio D'Oppido e Nicola Lucente.I mastri si impegnarono a
riparare le torri di Scifo, capo Rizzuto e Castella ed a costruire
la torre nuova di capo Rizzuto secondo il disegno fatto
dall'ingegnere militare Adamo Romeo e le istruzioni dell'ingegnere
Sbarbi, ANC. 1125, 1755, 60- 91.
Nel maggio 1758 la nuova torre di Capo rizzuto, a cui avevano
prestata la loro opera il mastro fabricatore Domenico Cortese di
Cutro e altri, è quasi finita, ANC. 1372, 1760, 147-148.
40- " Promontorio di Caporizzuto, il quale contiene un'altra torre
di guardia, ed un fortino che fu edificato per ordine della gloriosa
memoria del Re Cattolico Padre del nostro invit¬tissimo Regnante",
Alfano S.M.,Istorica descrizione..., Napoli 1795,p.102.
41- La torre Marchesana deve il nome ai Ruffo, marchesi di Crotone.
In parte demolita e ristrutturata nel 1543, fu più volte
riparata,Dip. Som. fs.196,n.4 a 6,ASN; ANC.335,1681,42; 611, 1714,
77-87; Torri e castelli Vol.47,f.352,ASN.
42- Il feudo di Magliacane passò dai Lazaro ai Matera (1543-1616),
ai Mannarino (1648), agli Anania e ai De Nobile (1692), Mazzoleni
J.,cit.,pp.9 sgg.
43- "Baronatus Tacinae fideicommissum Principis ab Auria, in quo
solum nunc adest turris, in qua adsunt duo vel tres milites, ut
possint ignibus signum dare Turcis advenientibus" Rel. Lim.
Insulan.,1644 ASV.
44- ANC. 17, 1597, 199- 200; San Leonardo, "rus sub forma casalis
cum turri", Rel. Lim. Insulan.,1648.
45- Il "qm. fratello Berardino Vitale" risiedeva nella torre di
S.Leonardo dei Gesuiti, ANC. 694,1738,37v.
46- Il feudo di Paparone appartenne a Domenico Gangis (1466) poi fu
dei Buondelmonte, dei Firrao e quindi degli Oliverio(1629). Nel 1723
Giuseppe Antonio Oliverio vendette alcune terre, facenti parte del
feudo, al principe Giovan Battista Filomarino.
Da questa vendita restarono fuori e quindi in possesso degli
Oliverio, la torre del suffeudo di Paparone, situata nel Piano della
gabella di Pascale, con i casalini adiacenti e quattro tomolate di
terra vicino alla torre, Ref. Quint. Vol. 218, ff. 1-13v, ASN.
47- La chiesa cattedrale di Isola possiede il territorio di Ritani
che "sta fondato in tre terzi in uno de' quali vi sta edificata una
torre", Visita, Isola, 1648,f. 14,C. 139 AVC.
48- Costruita prima del 1594 presso la cattedrale dal vescovo
Annibale Caracciolo (1562 - 1605) per proteggersi dai Turchi.Il
vescovo con la sua famiglia poteva accedervi direttamente e
facilmente dal palazzo vescovile attraverso un ponte di legno.
Nel 1842 fu in parte abbattuta dai mastri Vitaliano Asteriti e
Vincenzo Scaramuzza, incaricati di ridurre "la vecchia torre detta
del vescovo" a campanile con quattro campane,Visita fatta per il
decano di Catanzaro Nicolao Tiriolo, vicario generale di d.o Mons.
Caracciolo nell'anno 1594 consistente in carte scritte cento e
cinq., f.24, AVC.; Rel. Lim. Insulan. 1606-1673; Contratto
sistemazione delle campane da parte di mastri, Isola 2 maggio 1842,
AVC. 118.
49- Rel.Lim.Insulan.,1648.
50- Rel.Lim.Insulan.,1648.
51- Atti della visita di Marco Rama, 1699,ff.67v,74v; Atti della
visita di Anselmo La Pena,1720,f.119.
52- Il feudo rustico di "Brigliarello" fu venduto nell'aprile 1640
da Francesco Campitelli a Gio. Dionisio Suriano che ottenne il
privilegio di poterlo ripopolare e vi costruì un palazzo o torre.
Alla sua morte (1647) passò al figlio Diego e quindi alla figlia di
costui Antonia
Il feudo disabitato "cum eius palatio seu fortellitio" fu acquistato
nel 1698 da Fabritio Lucifero che nel 1700 lo ripopolò e tre anni
dopo ottenne il titolo di marchese di Apriglianello.
Apriglianello con la sua torre o palazzo e altri piccoli edifici,
con le sue terre coltivate e incolte, essendo morto Fabritio nel
1731, passò al figlio Francesco. ANC. 913, 1752, 122; ANC. 229,
1654, 109-114; ANC.335,1687,13-14; Rel. Lim. Crotonen. 1700; ANC.
497,1704,62v; ANC.664, 1732, 38, 43.
53- B. Grattella di Cutro prende in fitto un vignale dell'abbazia di
S. Nicola di Iaciano situato nel corso della gabella della Petirta.
Mentre lo sta arando viene impedito da G. Siryanni, che ha in fitto
la gabella, col pretesto che il vignale fa parte della gabella. Il
Siryanni si reca inoltre nella torre dello Steccato e fa calare il
governatore della Baronia di Tacina e Massanova, il quale minaccia
di carcerare il Gratella nella torre dello Steccato, ANC. 1070,
1757, 34; Nel 1765 il vescovo di Isola segnala l'abitato di "Turris
Steccati", Rel. Lim. Insulan. 1765. Le torri di Steccato e Massanova
all'interno della baronia sono citate anche in un documento del
1746, ANC. 1124, 1746, 24-25.
54- Nel 1759 N. Marzano, erede di L. Marzano, arciprete di Rocca di
Neto,vende una vigna con torre e terre poste a Bonace a F. de
Bona,ANC. 1126, 1759, 70.
55- Nel 1761 A. Pipino cede delle terre con un "diruto casino seu
torre, chiamato volgarmente Racchio", vicino ad Alfieri a G.
Micilotto, ANC. 1342, 1761, 2.
56- Nel 1764 l'arcidiacono R. Torromino possiede il territorio Capo
delle Colonne con chiesa della B. V. del Capo e "torre e casino per
servizio dell'istessa". In seguito la torre e casino passò
all'arcidiacono M. Messina che nel 1779 vi faceva alcuni lavori;
ANC. 862,1764,144; ANC. 917,1770,67;Spese dell'arcidiacono Michele
Messina, Cotrone 8.8.1779, C. 160, AVC.
57- "Pianura detta Palazzo dove sono bellissime vigne e giardini con
ogni sorta di alberi... con torre e acque sorgenti", Nola Molise
G.B., Cronica, Napoli 1649, p. 59.
58- Nola Molise G. B., cit. p. 59.
59- La prima notizia di costruzione di una torre colonica in questa
località risale al 1582. Usurpando un terreno dell'abbazia di
Altilia in località Manca di Cane Gio Teseo Scigliano vi costruì una
torre, Notamento delle rend.te di S. M. di Altilia,MDCLXI, f.
18r,Miscellanea 529,659, B.8, A.S. CZ.

