La cappella di San Dionisio Areopagita nella Cattedrale di Crotone

“Sigillo de’ Signori Nobili del Seggio di S. Dionigi Areopagita della Nobilissima, e fedelissima Città di Crotone” (Nola Molise G. B., Cronica, 1649).

“Chiesa Cattedrale. Cappella di S. Dionigi Areopagita (nel transetto), con altare marmoreo sormontato da busto ligneo secentesco del titolare e da medaglione del sec. XVII; S. Gennaro, busto ligneo pure secentesco, scolpito a tutto tondo e dipinto al naturale. Nell’Episcopio, Martirio di S. Dionigi Areopagita (primo vescovo di Crotone e Patrono della città), buona tela settecentesca dipinta ad olio, con influssi di maniera romana.”[i]

S. Dionigi Areopagita Patrono e Protettore della città di Crotone.

 

L’università di Crotone

Essendo “S. Dionigi Areopagita Sommo Protettore, et defensore della Città di Crotone”, era compito dell’università provvedere alle spese del culto del santo. Di questo abbiamo testimonianza fin dai primi anni del Cinquecento. Nell’elenco delle spese sostenute dall’erario della città nella quinta Indizione (1516/1517) troviamo che “A di 25 maii V.ae Ind.s 1517 … Item ad m.ro ber.no maneri per comperar oglo per la lampa de S. dionisio grana dece 0.0.10.[ii]

Il 9 ottobre di ogni anno si celebrava nella cattedrale ed in città la festa del santo patrono ed era compito dell’università provvedere l’altare del santo “de luminare in Missa sollemni pro ut etiam in primis et secundis Vesp.”[iii]

Festa che sarà rispettata anche durante i lavori di costruzione delle fortificazioni cinquecentesche della città[iv] e per tutto il Seicento. Ad onorare il patrono vi era un quadro grande con la sua effige nel coro della cattedrale[v] ed il vescovo Geronimo Carafa incrementò il culto iniziando a costruire nel 1673 a sue spese un magnifico altare dedicandolo alla Vergine Maria Assunta patrona della cattedrale e a San Dionisio protettore della città.[vi] Altare che sarà solennemente consacrato durante la sua visita pastorale diversi anni dopo nel 1681.[vii] Nel giorno della festa per antica consuetudine si celebrava in cattedrale una messa solenne alla quale dovevano partecipare tutto il clero ed i religiosi dei conventi.[viii]

Cattedrale di Crotone, tela raffigurante il Martirio di S. Dionigi.

 

Il quadro e le statue lignee

Alla fine del Seicento, come si legge nelle “Relazioni” del vescovo di Crotone, lo spagnolo Marco Rama (1690-1709), nell’ala sinistra del corno dell’Epistola davanti alla cappella di Santa Maria di Capo delle Colonne vi erano due piccole statue di legno finemente colorate dentro due volte con apertura vitrea, rappresentanti San Francesco di Paola e San Antonio da Padova, mentre nella tribuna maggiore era appesa l’immagine in tela di San Dionisio Areopagita.[ix]

Dalla visita pastorale compiuta dal vescovo nel 1699 sappiamo che ancora vi era appesa alla parete nel coro l’immagine del patrono della città San Dionisio Areopagita,[x] nella cappella di Santa Maria di Capo delle Colonne vi erano le due statuette di legno di San Francesco di Paola e di Sant’Antonio di Padova[xi] e nella cappella delle Cinque Piaghe un crocifisso ligneo antichissimo, che prima era situato nella cappella di Santa Maria delle Grazie della famiglia degli eredi di Mutio Lucifero.[xii]

 

Le nuove statue lignee

Il 4 agosto 1709 moriva il vescovo di Crotone, lo spagnolo Marco Rama.[xiii] Passeranno quasi sei anni, prima che il 4 febbraio 1715 sia eletto il nuovo vescovo di Crotone, il napoletano Michele Guardia.[xiv] Dopo una breve assenza[xv] il vescovo prese possesso della sua sede, dove rimase fino alla morte, avvenuta il 9 ottobre 1718 nel convento di Santa Maria del Soccorso o dell’Osservanza.

Prima di morire, raccomandando l’anima ai suoi protettori San Michele Arcangelo, San Dionisio e Santa Maria del Capo delle Colonne, per testamento egli lasciò i suoi beni alla chiesa cattedrale.[xvi] Nell’inventario del vescovo troviamo “Quattro Candalieri di Argento, Due assignati à S. Dionisio e due a S. Gennaro”.[xvii]

Il 15 ottobre 1719 era eletto nuovo vescovo di Crotone il benedettino spagnolo Anselmo de la Pegna.[xviii] Il giorno dopo il vescovo compì la visita personale a limina.[xix] Giunto a Crotone, il 18 aprile 1720 iniziò la visita pastorale ai luoghi sotto la sua giurisdizione.[xx]

Dal confronto tra la visita del vescovo spagnolo Marco Rama e quella del vescovo spagnolo Anselmo de la Pegna, possiamo trarre alcune considerazioni sull’operato del vescovo napoletano Michele Guardia.

Il vescovo La Pegna trovò ancora nel coro il grande quadro di San Dionisio Areopagita[xxi] ma le statue di legno erano cresciute di numero. Egli infatti nella sacristia della cattedrale trovò oltre alle due solite statue di San Francesco di Paola e di San Antonio di Padova, altre tre nuove statue lignee portate dal suo predecessore Michele Guardia, cioè quella di San Dionisio, patrono della città di Crotone, quella di San Gennaro, patrono della città di Napoli, e quella di San Michele Arcangelo, protettore del vescovo Michele Guardia.[xxii]

A queste sempre durante il vescovato del La Pegna si aggiungerà quella di Santa Maria del Rosario.[xxiii] Da quanto detto il vescovo Michele Guardia, introducendo nella cattedrale la nuova statua di San Dionisio però decollato, aveva arricchito di nuovi elementi l’immagine di San Dionisio Areopagita, legando quella tradizionale del Santo convertito da San Paolo in Atene con quella di molto posteriore di San Dionigi o San Denis di Parigi.

Cattedrale di Crotone, tela raffigurante “S. Dionigi l’Areopagita, che converte i Crotoniati alla nuova Religione Cristiana” (da Vaccaro A., Kroton, tomo II).

 

I patroni

Il vescovo spagnolo Ioannes Lopez (1595-1598) nella relazione del 29 maggio 1597 afferma che la chiesa cattedrale di Crotone fu fondata sotto il titolo dell’Assunzione della Beata Maria e ha come protettore e patrono San Dionisio Areopagita.[xxiv]

Anche per il successore Thomas de Montibus (1599-1608) sia la cattedrale che la città hanno per protettore San Dionisio Areopagita.[xxv] Lo stesso è ribadito per tutto il Seicento:” Adest ecclesia Cathedralis sub invocatione Assumptionis Beatissimae Mariae Virginis, et sub protectione Sancti Dionysii Areopagitae, qui primus incolas praefatae Civitatis ad fidem Christi convertit”.[xxvi]

Alla fine del Seicento la figura di S. Dionisio come patrono della città[xxvii] ha accanto i due santi patroni meno principali di Sant’Aurelio e di San Feliciano .[xxviii] Nel frattempo ha assunto sempre più importanza la festa di Santa Maria di Capo delle Colonne, tanto che all’inizio del Settecento le feste principali sono Santa Maria di Capo delle Colonne, San Dionisio, Sant’Aurelio e Santo Feliciano.[xxix]

Sempre in questi primi anni del Settecento per il vescovo Marco Rama i patroni principali sono Santa Maria di Capo delle Colonne “patrona primaria” e San Dionisio Areopagita “patrono principale”, mentre si festeggia anche Sant’Aurelio e Santo Feliciano,[xxx] anche se pochi anni dopo lo stesso vescovo afferma, che solamente la festa di San Dionisio era di particolare importanza.[xxxi]

All’arrivo del vescovo Anselmo de la Pegna i patroni della città sono: Santa Maria di Capo delle Colonne, San Dionisio e San Michele Arcangelo, quest’ultimo meno principale e molto probabilmente imposto dal vescovo Michele Guardia. Le loro feste si celebrano in questo ordine: “Illud Beatissimae Virginis de Capite Colomnarum, Dominica in Albis cum ingenti saecolarum concursu, Sancti Dionysii 9 m.s Octobris et Sancti Michaelis die 29 m.s septembris”.[xxxii]

Al tempo del vescovo portoghese Cajetano Costa (1723-1753) per accrescere la devozione verso San Dionisio Areopagita, patrono principale della città, su richiesta del Comune di Crotone il Capitolo ed i canonici ottennero un decreto dalla Sacra Congregazione dei Riti l’indulto di poter, una volta il mese ed in un giorno non impedito, recitare l’officio sotto il rito semidoppio di S. Dionigi Areopagita.[xxxiii] Nella seconda metà del Settecento tra le cappelle della cattedrale ci sono quella “sotto il titolo della M.a SS.a di Capo Colonne Protettrice principale della Città, di natura sua ecclesiastica di cui è Procuratore il R. Canonico D. Raffaele Astorelli” e quella “sotto il titolo di S. Dionisio Areopagita anche protettore principale della Città, di cui ne ha cura l’Università, e per essa i sindici pro tempore, che presentemente sono i Sig.ri D. Gabriele Suriano e D. Federico Lettieri.[xxxiv]

Sigilli della “Arcipretura di Cotrone” e della “Procura di S. Dionigi l’Areopagita” di Crotone.

 

Il beneficio di San Dionisio

Esisteva eretto in cattedrale un beneficio intitolato a San Dionisio Areopagita di iuspatronato della famiglia Perretta senza altare e cappella. Alla fine del Seicento ne era rettore il chierico Francesco Borbona. Il beneficio poteva contare solamente su una rendita annua proveniente dalla gabella detta “La Manca di Scigliano” e vi era l’obbligo di celebrare una messa alla settimana.[xxxv] Durante il vescovato di Anselmo della Pegna ne era rettore il Canonico Dionysius Papallo,[xxxvi] al quale seguì il canonico Giuseppe Messina[xxxvii] e poi il napoletano D. Francesco Paletta.[xxxviii]

 

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Documenti

Una lite tra il vescovo Marco Rama e l’università per il sedile dei governanti cittadini in cattedrale

Nella R.ma Corte Vescovile della Città di Cotrone compare il Canonico D. Antonio Fernandes Promotore fiscale di questa predetta Curia Vescovile e dice come lì’hodierno sindico di questa città Sig. Fabritio Lucifaro contro il dovere ha fatto costruire il sedile del Regimento di questa Chiesa Cattedrale d’altra forma e strottura ch’era prima con haverlo ampiato di larghezza più di quattro palmi incirca e d’altezza più di palmi due con haverci similmente fattovi due gradini e scolture rilevate nella spallera di d.a sedia non ostante il componimento fatto di concordia in tempo di litiggi tra Mons. Ill.mp e questa Università dove espressamente sta registrato nello articolo quanto della seguente forma: D. Mon.s Ill.mo si contenta che il magistrato prefato goda il sedile in chiesa del modo e forma¸che ha goduto da tempo antichissimo e di presente gode senza farsi a d.o sedile alteratione alcuna e come che d.o sedile non solamente occupa quasi la metà della nave della chiesa e trono di Mons. Ill.mo di non poco pregiuditio a questa chiesa catedrale perciò fa istantia che si faccia l’accesso super facies loci e pigliarsene sommaria informatione tanto della forma e strottura era prima d.o sedile quanto del modo forma e strottura al presente si trova et riconosciuta si la verità s’income ordinarsi al sindaco prefato la moderatione di d.o sedile altrimente levarsi dalla chiesa. Cotrone 14 Maii 1694.

 

Visita del Canonico Hieronimo Facente

In arcu maioris navis ecclesiae clare videtur in cornu Evangelii eiusdem Arcus quondam sedile altitudinis palmorum terdecim cum dimidio longitudinis duodecim minus unus tertius latitudinis palmorum sex cum duobus gradinis ex ligno nucis constructum et in pariete sedis eiusdem nonnullas sculturas cum finimenta ex sedile praefatum occupat tronum Ill.mi R.mi Ep.i. Crotone 14 Maii 1694.

Nell’arco maggiore della Nave della chiesa al corno dell’Evangelio attaccato ad Arco uno sedile magnificente di noce in cui vi sono alla spalliera seu son insculte di scultyura che rilevano l’effigie e di S. Dionisio, l’arme del Re e l’effigie di Cotrone ed al bancone dove si siede tre bracciale che divide il luogo a chi siede e con due gradini. Il sedile del magistrato nuovamente fatto in questa chiesa cattedrale è assai differente di quello sedile era prima a causa che quello era di legname ordinaria senza finimenti ed intagli.

 

Note

[i] Barillaro E., Calabria, Pellegrini Ed. 1972, p. 38.

[ii] ASN. Dip. Som. Erario de Cotrone. Fs 532 , f.lo 10, f. 26.

[iii] ASV, Rel Lim. Hieronimo Carafa 26 marzo 1667.

[iv] “Addi VIIII 8bris (1542) nihil luni”. ASN. Dip. Som. 196 A, f. 161.

[v] Nola Molise G. B., Cronica dell’antichissima e nobilissima città di Crotone, 1649, p. 198.

[vi] “Die nona octobris in quolibet anno etiam in eadem Eccla celebratur festum S. dionysii Areopagitae Martiris atque Pontificis est enim praecipuus Patronus Civitatis et sumptibus ipsius tantum providetur Altare eiusdem Sancti de luminare; Ad praesens verò per me erectum fuit propriis expensis magnificum Altare Virgini Assumptae et Martiri Dionisio dicatum. In primis et secundis vesperis, et missa solemni ex antiqua consuetudine convocatur totus Clerus Dioecesis”. ASV. SCC. Rel. Ad Limina B. 271/A. Rel Lim. Hieronimo Carafa, 1 maggio 1673.

[vii] “Die nona octobris quolibet Anno celebratur in ecclesia festum Sancti Dionysii Areopagitae Martyris, atque Pontif. Est enim praercipuus Patronus Civitatis, et sumptibus ipsius providetur Altare de luminare pro illo Die. Altaris erectionem Virgini Assumptae et Divo Dionysio dicatum in praesenti Visitatione patefeci. In primis, et secundis Vesperis, et in Messa solemni ex antiqua consuetudine convocat.r totus Clerus Dioecesis, et omnes Religiosi Conventuum”. ASV. SCC. Rel. Ad Limina B. 271/A, Hieronimo Carafa 15 settembre 1681.

[viii] “Die nona octobris in quolibet anno celebratur in Ecc.a festum Sancti Dionysii Areopagitae Martiris atque Pontificis, est enim praecipuus Civitatis Patronus et sumptibus ipsius providetur altare eiusdem Sancti de luminare pro illa die ad presens verò fuit per me erectum sumptibus propriis dicatum Virgini Assumptae et Martiri Dionysio, in primis , et secundis vesperis et in Missa solemni ex antiqua consuetudine convocatur totus Clerus Dioecesis, et omnes Religiosi Conventuum”. SCC. ad Limina Busta 271/A, Rel. Lim Hieronimo Carafa, 20 8bris 1678.

[ix] “In ala sinistra in Cornu Epistolae adest particularis Cappella … sub invocatione B.M. vulgariter dicta del Capo delle Colonne; in eius parte interiori hinc inde duae asservantur arculae inauratae christallis circumseptae, et ad oculos fidelium expositae in quarum una sunt reliquiae Divi Aurelii Martiris, … In altera S. Martiris feliciani …; in parte verò exteriori, seu ad primum introitum adstant duae statuae lignae supercoloratae in duabus fornicibus cum aperculo vitreo, et una repraesentat S. franciscum de Paula, altera S. Antonium de Padua … In Tribuna maiori adest affixa imago S. Dionysii Areopagitae Martiris Pontificis et Patroni principalis Civitatis, celebratur autem festum ipsius sumptibus Civium, et providetur Altari maiori, quod stat in medio tribunae de luminare pro illo die”. SCC. ad Limina Busta 271/A, Rel. Lim Marco Rama 19 maggio 1692. “ … Nec non duae parvulae statuae decoloratae sanctorum Francisci de Paula, et Antonii de Padua … Ergitur in prospectu tribunae Imago in tela S. Martyris, et praesulis Dionysii Areopagitae …”. SCC Rel. Ad limina B. 271/A, Marco Rama, 26 ottobre 1693.

[x] Dalla visita al Coro del Vescovo Marco Rama: Seduto in mezzo al coro in faldistorio Marco Rama interrogò i presenti “de imagine in pariete sita” risposero che era quella del Divi Dionisii Epi et martiris patroni principalis civ., qui unus ex areopagiris judicibus ad praedicationem pauli ap.li xpi semitam amplexus, civitatem crotonen. À cultu idolorum ad fidem catholicam perduxit ut ex antiquissima traditione per manus accepta, eius autem festum sub ritu dupplici primae classis cum octava celebrat. Die nona mensis octobris … De solemnioribus festis quibus Dignitates et Can.ci in Choro sedent … imago antiquissima Deiparae sub tali nomenclatura quam tradunt dono datam fuisse a S. Dionisio Areopagita E.po, et Martire, cum Athenis Romam progrediens accersitus a Clemente Primo Pontifice, diversit ad Crotoniatas, illosque salutaribus aquis lustravit, imaginemque a S. Luca depictam reliquit.” Acta Sanctae Visitationis ab Illmo ac R.mo D.no Episcopo D. Marco Rama. A.D. 1699 confecta, ff. 7, 19v, Arch. Vesc. Crot.

[xi] De Visitatione Bonorum Cappellae S. M. de Capite Columnarum. Mobilia. Un Bambino di legno colorato à carne donato da Mons.r Pastore vestito d’una Camisella, e due pulsate d’ambricelle con tadema d’ottone indorato in testa Due statuette, una di S. Antonio di Padua e l’altra di S. Francesco di Paula di legno colorato con piedestallo indorato e la corona del Bambino che tiene nelle mani S. Antonio è d’argento. Acta Sanctae Visitationis ab Illmo ac R.mo D.no Episcopo D. Marco Rama. A.D. 1699 confecta, f. 97v, Arch. Vesc. Crot.

[xii] Altare et cappella sub invocatione quinque Plagarum xpi D.ni ubi nunc ex concessione Ill.mi R.mi D.ni Visitatoris adorat Imago Lignea Cucifixi antiquissimae et venerabilis memoriae, quae olim pendebat è pariete in cappellae S. Mae Gratiarum familiae Lucifero ex Mutio, comprobabit translationem.”. Acta Sanctae Visitationis ab Illmo ac R.mo D.no Episcopo D. Marco Rama. A.D. 1699 confecta, f. 6v, Arch. Vesc. Crot.

[xiii] AVC, Liber Mort. Ab anno 1698 usque ad annum 1756.

[xiv] Russo F., Regesto, 52648.

[xv] B.mo P.re/ Monsig.r Guardia Vescovo di Cotrone, dovendo adempire all’obligo di visitare Li SS. lImini per il triennio quadragesimo terzo già scorso, e non visitato, à causa della vacanza della sede vescovale dà sei anni in circa; supplica La S.V. della permissione di poter visitare tanto per il d.o quadragesimo terzo triennio scorso, quanto per il quadragesimo quarto già principiato, con obligo di trasmettere lo stato della chiesa, dopò che haverà visitata la Diocesi … Il vescovo di Crotone Michele Guardia il 17 febbraio 1715“ personaliter visitavit Limina Apostolorum in Sacratissima Patriarchali Basilica S. Pauli Via Ostiensi”. SCC Rel. Ad limina B. 271/A, ff. 186-188.

[xvi] Crotone 5 ottobre 1718. Il notaio Leonardo la Piccola redige il testamento del vescovo di Crotone D. Michele Guardia, che si trovava nel convento dell’Osservanza fuori le mura della città. “Raccomanda l’anima sua all’onnipotente Iddio, et alli gloriosi Santi Michele Arcangelo, S. Dionisio, et alla madre Santissima del Capo Protettori di questa città, e suoi particolari avvocati, e specialmente la raccomanda al glorioso S. Michele proferendo queste parole: O’ Angelo Santo, mio gran Protettore à te voglio à canto …”. Designa come erede universale la chiesa cattedrale. ASCz, Not. Leonardo La Piccola, B. 707, ff. 31-32.

[xvii] Crotone 12 ottobre 1718. Nell’inventario dei beni lasciati dal vescovo Michele Guardia troviamo tra le robbe in argento e oro “Quattro Candalieri di Argento, Due assignati à S. Dionisio e due a S. Gennaro”. ASCz. Not. Leonardo La Piccola, B. 707, f. 40v.

[xviii] Russo F., Regesto, 53891.

[xix] ASV, SCC. ad Limina Busta 271/A, ff. 190-192.

[xx] Anselmus de la Pena ordinis S. Benedicti … Visita. Arch. Vesc. Crot.

[xxi] Nel Coro. “sedens in faldistorio in medio chori interrogavit D.ni Adstantes de’ imagine quae in eius pariete pendet et responsum fuit esse Divi Dionysii Episcopi et Mart. Patroni principalis Civitatis, qui ad praedicationem Sancti Pauli Apostoli Areopagum relinquens Christi fidem amplexus fuit, et ut ex antiqua traditione Crotoniatae acceperunt Civitatem Crotonis ab Idolorum cultu ad veri Dei fidem convertit. Huius festum sub ritu duplici primae classis cum octava celebratur die 9 m.s 8bris … Il 9 ottobre solet celebrare festum Divi Dionysii Episcopi et Martyris Patroni Principalis Civitatis sub ritu duplici p. C. cum octava”. Arch. Vesc. Crot., Anselmus de la Pena ordinis S. Benedicti … Visita, ff. 7, 18v.

[xxii] “Mobilia Sacristiae Cathedralis. Tre statue di legno una di S. Dionisio, una di S. Gennaro con loro reliquie e l’altra di S. Michele Arcangelo. Due statue di legno di S. Francesco di Paola e S. Antonio.” Arch. Vesc. Crot., Anselmus de la Pena ordinis S. Benedicti … Visita, f. 63.

[xxiii] sunt quatuor statuae ligneae coloribus et auro mirè elaboratae; nempe statua Beatiss.ae Mariae de Rosario, alia Sancti Dionysii, alia Sancti Michaelis Arcangeli, et alia Sancti Januarii, quibus solent moribus in festis Altare maius ornat.r”. Anselmus de la Pena 18 maggio 1722, ASV. SCC. Rel. Ad Limina B. 271/A.

[xxiv] “Ecclesia Cathedralis Crotonen. fundata fuit sub titulo assumptionis Beatae Mariae, et eius protector et patronus S.s Dionisius Areopagita cuius festum solemniter cum octava celebratur”. Status ecclesiae Crotonensis 1597, SCC. Relationes 271/A.

[xxv] “Habent et Cathedralis, et ipsa Civitas in summa venerat.ne et in eius P.lem P.ronum Beatum Dionisium Ariopagitam”. SCC. Relationes 271/A., Rel. Ad Lim. 20. 7bris 1603.

[xxvi] ASV, Rel Lim. Carolus Catalanus, 1631, SCC. Relationes 271/A, f. 756.

[xxvii] “In tribuna maiori adest affixa imago S. Dionysii Areopagitae Martiris Pontificis, et Patroni principalis Civitatis”. ASV, Rel. Marco Rama, 1692, SCC. Relationes 271/A.

[xxviii] “in eadem cappella venerantur insignes Reliquiae SS. Mart. Aerelii, et feliciani Patronorum minus Principalium repositae in duabus Arculis ex ligno inaurato cum chrystallis.” ASV, SCC Rel. Ad limina B. 271/A, Marco Rama, 26 ottobre 1693.

[xxix] “Festa propria sunt: Sanctae Mariae de Capite Columnarum sine Officio, quia celebratur Dominica in Albis, licet cum magno vicinarium concursu ob ingentem Devotionem; Sancti Dionysii E.pi, et Martiris Patroni Principalis die nona Octobris, et Sanctorum martirum Aurelii, die tertia Septembris, et Feliciani die 20 Octobris Patronum minus principalium.” ASV, SCC Rel. Ad Lim. Marco Rama. 1700.

[xxx] Celebrantur in hac Civitate solemnitas Sanctae Mariae del Capo di Nao Patronae primariae … festum S. Dionysii Aeropagita Patroni Principalis … Sancti Aurelii Mart. … et Sancti Faeliciani Mart.” ASV, SCC. Rel. Lim. Marco Rama 1703.

[xxxi] “Unus tantum dies festus est de particulari observantia in hac Civitate, nempè S. Dionysii Areopagitae Patroni Principalis …”. ASV, SCC. Rel. Lim., Marco Rama 1706.

[xxxii] ASV, SCC. Rel. Lim. Anselmus de la Pegna, 1722.

[xxxiii] Crotonen. Ad magis promovendam devotionem erga S. Dionisium Areopagitam Patronum Principalem Civitatis Crotonen, Capitulum, et Canonici eiusdem pro Indulto recitandi semel in mense die non impedita sub ritu semiduplici officium eiusdem S. Dionisii Areopagitae Sac, Rituum Cong.ni humillimè supplicaverunt, Et Sac. Eadem Cong.o, audito pnas Informatione Episcopi, ad relationem E.mi et R.mi D. Card.is Sacripantes Ponentis, praedictum Officium recitare, et respectivè Missam celebrare iuxtà petita exceptis tamen temporibus Adventus, Quadragesimae, quatuor temporum, vigiliarum sive ievenio, sive absque ievenio, nec non feria secunda Rogatimum atque illis feriis, in quibus secundum rubricas si … reponendum Officium Dominicae, aut de festo duplici, vel semiduplici translato, oratoribus benigne indulsit, atque concessit. Hac die 20 Septembris 1749. D. F. Card.is Tamburinus Prof.us/ S.R.M. Ho veduto un decreto della Cong.ne de’ Riti de 20 /bre del cor.te anno, col quale si concede al Cap.lo e can.ci l’indulto di poter una volta il mese, ed in un giorno non impedito recitare l’offizio sotto il rito semidoppio di S. Dionigi Areopagita à riserba di alcuni giorni dell’anno in d.o decreto descritti; Sopra del quale si è sup.ta V. M. per lo R.o exeq… Per tanto veduto, e considerato l’affare, inteso in ciò il parere del D. Onofrio Scassa mio Ord.o Cons.re son di voto, che le V. M. può degnarsi concedere il d.o decreto il R.o exeq., Napoli 23 8bre 1749. C. Galiano A… / S. R.M. Il Comune della Città di Cotrone sup.do espone à V. M. come dalla Corte Romana ha ottenuto decr.to di poter celebrare la Messa di S. Dionisio Areopagita, col suo officio e perche desidera di quell’avvalersene sup.ca la M.S. per il R.o exeq. Che il tutto. Archivio Vescovile Crotone, s.c.

[xxxiv] Nota delle Chiese e Luoghi pii Ecclesiastici e secolari esistenti nel distretto della giurisdizione del Regio Governatore della Città di Cotrone. Cotrone 18 Febbraro 1777. Archivio Vescovile Crotone, s.c.

[xxxv] “Beneficium Jurisp.s Fam.ae Perretti sine Altare, et Cappella Tit. S. Dionisii Areopagitae E.pi, et mart: Rector ad p.ns Cl.cus Franciscus Borbona Onera missarum una per hebdomadam … Stabilia non habet, sed tantum. Census Sopra la Gabella d.a la manca di Scigliano annui doc.ti otto.” AVC, Acta Sanctae Visitationis ab Illmo ac R.mo D.no Episcopo D. Marco Rama. A.D. 1699 confecta, ff. 38, 156v.

[xxxvi] “Beneficio di iuspatronato Fam. Pirretta. Beneficio sotto il tiutolo di S. Dionysio Areopagita sine altari et cappella, cuius rector ad p,ns Can. Dionysius Papallo gravatur onere unius missae per hebd.m Habet in bonis. Quattro salmate di terra dentro la gabella detta la manca di Sillano che si possiede da Orazio Zurlo, e Diego Tronca confine la Destra di Siullano in denaro D.ti 10 in grano tt.a 24.” Anselmus cit., f. 44.

[xxxvii] ASN. Cam. Som. Catasto onciario dell’Università di Cotrone del 1743, Vol. 6955, f. 231.

[xxxviii] Catasto Onciario di Cotrone 1793, f. 165v, Arch. Vesc. Crot.

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