[Il Casale di Scandale]
di Andrea PESAVENTO
(pubblicato su La Provincia KR nr. 20-23/2008)
Edificato sopra una Collina chiamata “Gaudiosa
seu difesa delli Chianetti”, i suoi abitanti godevano tutti i
privilegi, le immunità e le giurisdizioni contenuti nei diciannove
capitoli concessi nel 1555 al tempo della fondazione del casale dal
conte di Santa Severina Galeotto Carrafa.
I due casali Gaudioso e Scandale
Il luogo tuttavia non era completamente disabitato, infatti in
una nota a margine del conto di amministrazione del tesoriere di
Calabria Ultra Turino Ravaschieri dell’anno 1564/1565 è scritto che
il casale di Scandale nella antica numerazione dell’anno 1545 in
calce è annotato che fu tassato per un fuoco. In seguito l’antico
casale di Scandale è dato per spopolato, come riporta lo stesso
“Conto”: “in la num(eratio)ne vecchia de Scandali se fa notam(en)to
per li num(erato)ri del anno 1561 come essi sonno andati in d(it)ta
T(er)ra et non ce hanno ritrovato p(er)sona alcuna ne segno di
habitatione tale ditto loco ci e dishabitato” . Da tale descrizione
risulta che dopo l’insediamento della comunità albanese vi erano due
comunità distinte una in località “Gaudioso” composta da Albanesi e
l’altra nel vecchio casale di Scandale dove viveva una famiglia
italiana.
Nella tassazione dell’anno 1564/1565 compaiono ancora sia Scandale
che Gaudioso. Il primo è tassato come nella vecchia numerazione del
1545 per un fuoco italiano e deve contribuire per intero, il secondo
per 25 fuochi, tra cui “un focolare Italo”, deve contribuire per
metà “come Albanesi”. Infatti un ordine della Regia Camera spedito
l’undici ottobre 1564 comanda “che in detto casale si esiga per la
mita deli pagam(en)ti fiscali or(dina)ri et ex(traordina)ri come
Albanesi”. I pagamenti per le varie imposizioni fiscali dovute dal
casale di Gaudioso sono effettuate da Michele Brescia, o Blescio (
Tesorieri e Percettori vol. 4087, anno 1564 – 1565, ff. 51, 62, 137
sgg.).
Da Gaudioso a Scandale
In questi anni avviene la scomparsa del toponimo Gaudioso che è
assorbito dall’antico Scandale.
Nel sinodo di Santa Anastasia del 14 maggio 1564 fu chiamato “Lo
prete greco delo casale de gaudiosi cum censu pullor(um) quindecim.
C(om)p(arui)t et promisit solvere dictos pullos in mense Aug(us)ti
secundum solitum”. Gaudioso compare anche nel “Conto del R(egi)o
Thesoriero di Calabria Ultra dell’anno 1579/1580 per la guardia de
torri” dove è tassato per 31 fuochi ed il 20 settembre 1580 Todaro
Covara versa una rata di ducati 2 e grana 19 e 7/11. Se negli atti
ufficiali il casale di Gaudioso compare ancora, in realtà il
passaggio a Scandale era già avvenuto. In una memoria riguardante la
fondazione della cappellania della SS. Annunziata della famiglia
Franco di Scandale è riportata la copia di un atto del notaio
Marcello Santoro di Santa Severina. Dal documento si desume che il
14 novembre 1571 nella città di Santa Severina Catharina Salomone,
vedova di Henrico Francho, ed i figli Antonio, Salvatore, Domenico,
Nicola e Gio. Domenico fecero una donazione alla “ecclesia sub
vocabulo S.mae Annuntiatae constructae intus casale Scandalis seu
Gaudiosi S(anc)tae Sev(erin)ae Dioc.” per poter celebrare una messa
settimanale per loro ed i loro consanguinei, per meglio ornarla e
fornirla di ogni necessità ed avere lo ius presentandi del
cappellano. La chiesa, detta anche di Santa Maria o della Natività,
era stata fondata e costruita dal predetto Henrico Francho e gli
eredi, per ottenere più facilmente la bolla di concessione dello
iuspatronato della cappella dal cardinale di Santa Severina Giulio
Antonio Santoro, donarono alla chiesa alcune terre in località
“Troncone Nigro”; terre che erano state comprate a suo tempo per
questo scopo da Henrico Francho.
Da alcuni ordini inviati nel 1578 dalla curia arcivescovile al
cappellano del casale di Scandale ricaviamo il nome del prete greco,
si tratta di “donno Gabriele Varipapa”, appartenente ad una famiglia
con altri preti greci.
(In altri documenti troviamo il prete greco Donno Demetrius
Varipapa, nato a “Bellovedere” ed abitante a “Scarfizzi. Iniziato
all’ordine presbiterale dal vescovo greco Machario a Sorrento e poi
a Napoli nella chiesa dei Greci sotto il castello di S.Elmo, celebrò
le prime messe a Carfizzi dove prese moglie (“mi insurai a
scarfizzi... et sposai alla ecclesia, e la pigliai vergine”). Fu poi
“ordinato alla chiesa di Belvedere nominata la trinità et e chiesa
di greci”. Inquisito in Santa Severina dal vescovo di Umbriatico
Emilio Bombino con l’assistenza del vicario generale di Santa
Severina Stefano Quaranta e del vicario generale Antonino Galeoto,
Demetrio Varipapa dichiarò che Gabriele Varipapa era suo “ziano”).
Nel sinodo del 30 maggio 1579 fu chiamato “Lo prete greco de
scandale con il censo di quindici pollastri. Comp(arui)t D. Basilius
Scurcus et obtulit solvere in mense aug(us)ti p(roxim)o futuri”.
Nei sinodi degli anni seguenti la situazione non mutò in quanto
apparve sempre e solo il prete greco di Scandale con i soliti
quindici pollastri.
Nel 1584 troviamo Tomaso Basilico, il quale in un atto del 6 maggio
1589 si firma: “thomasio basilico archipresbitero ditti casalis
Scandalis”. Il prete greco Donno Tomaso Basilico è anche ricordato
in processo inquisitorio svoltosi nel palazzo arcivescovile di Santa
Severina il 18 ottobre 1579 riguardante il prete greco Demetrio
Varipapa, il quale alla domanda se conosceva chierici greci che si
erano sposati dopo aver ricevuto i sacri ordini, rispondeva che “si
e inzurato Donno Tomaso Basilico dopo che ebbe l’epistola”.
Preti greci e latini
“Scandale è casale del distretto, e contado di S. Severina,
habitato da cinquecento Greci, e cento cinquanta Latini. Ha due
chiese greche, et una latina: così anco vi sono dui preti, uno Greco
con dui Diaconi, et uno Latino. Questi Greci vivono catholicamente
per la vigilanza che vi ha sempre usata il Cardinal di S. Severina à
farli ben instruire , e riformare.” ( Relatione dello stato della
chiesa metropolitana di Santa Severina, S.ctae Severinae 22 martii
1589)
Nel 1590 l’arciprete del casale è ancora greco; infatti compare ad
assolvere il censo di Santa Anastasia “D. Thomas Basilico
Archipresb.”.
Bisognerà attendere il sinodo del 30 maggio 1593 per trovare oltre
al prete greco anche quello latino. Il primo col solito censo di
quindici pollastri, il secondo con tre carlini.
L’anno dopo ai due si aggiunse anche il rettore o patrono della
nuova chiesa dedicata a Santa Maria: “l’herede de Henrico Franco per
l’ecclesia della Natività con una libra di cera”. Nel frattempo
aumentano i preti. In un documento del 18 maggio 1597 troviamo che
c’è “In casalis Scandalis Presb.r Joannes Baptista Tagliaferrus”. D.
Joanne Baptista Tagliaferro “curatus latinorum Scandalis” e D.
Marcello de Pace “curatus grecorum Scandalis” compaiono in alcuni
documenti del 1605. Segue l’arciprete Marcello de Pace: “P.ntes
l.rae executoriales p.ntatae fuerunt mihi D. Marcello de Pace
Archipresbitero matric. ecclesiae S.ti Nicolai Scandalis , Scandale
10 Julii 1606”.
La soppressione del rito greco
E’ del 19 settembre 1603 una lettera inviata da Roma dal cardinale
Scipione Borghese all’arcivescovo di Santa Severina Alfonso Pisani,
con la quale si danno delle disposizioni a riguardo ai laici di rito
greco. “Illmo et R.mo Mons. come Fra.llo. è venuto a notizia di
questa sacra Congreg.ne della Inq.ne che in molte città, e diocesi
d’Italia, ove habitano laici del rito greco, si amministra loro il
S.mo Sacram.to dell’Eucharestia sub utraq. specie; di che essendosi
trattato dinanzi a N. S.re l’IIII del pre.nte, la S.ta sua ha
risoluto, che di suo ordine espresso si scriva a tutti quegli
ordinarii, ch’hanno sudditi del detto rito greco, che si faccia ogni
opera di togliere, et prohibire per l’avvenire in ogni modo così
grave, et pernicioso abuso, et s’introduca, et osservi di
amministrarsi il detto sacram.to dell’Eucharestia sotto una specie
solam.te, come anco si è inteso che così rettam.te si osserva
dagl’istessi Greci in molte altre diocesi. Però con questa le fò
sapere a V. S. acciocchè con l’autorità, et prudenza sua eseguisca
nella sua diocesi la risolut.ne di S. B.ne con quella prontezza, et
vigilanza, che si richiede, et se nell’esecut.ne di quet’ordine V.
S. giudicherà che possa trovar difficoltà di momento, ne dia avviso
per farsene relat.ne a S. S.tà. Et non essendo la p.nte per altro,
saluto V.S. con pregarle dal S.re ogni contento. Di Roma à XIX di
Sett.bre DCIII. Di V.S. Ill.ma et R.ma come fra.llo Il Card.le
Borghese.”
Così fino al 1608 sono chiamati nel sinodo sia l’arciprete dei Greci
che il cappellano latino, dal 1609 è chiamato solo l’arciprete del
casale di Scandale con un cattedratico di 15 pollastri, che poco
dopo deve anche assolvere ai tre carlini; segno che ormai a Scandale
esiste il solo arciprete che ha la cura di tutta la comunità. Nel
1610 oltre all’arciprete e al rettore dell’oratorio della Natività è
chiamato anche il cappellano dell’oratorio di S. Maria delle Grazie,
situato dentro la chiesa della SS.ma Annunziata, il quale deve un
cattedratico di una libbra di cera. A questi si aggiungerà nel 1617
il cappellano di Santa Maria del Carmelo dentro la chiesa di San
Nicola con un cattedratico di una libbra di cera.
Nel 1620 è arciprete del casale Rocchus Quercius come si rileva da
alcuni “monitioni di scomunica” emesse dal capitolo di Santa
Severina contro alcuni massari del casale che avevano danneggiato la
gabella di Difesa di Volo. L’arciprete Rocius Quercius è anche
richiamato nel sinodo del 1624 , quando versa “quindecim pullis
gallinaceis et tribus carolenis”.
Un casale popoloso
In seguito ai 25 fuochi Albanesi censiti a Gaudioso nel 1561 si
aggiunsero alcuni fuochi italiani. Nella relazione del 1589 Scandale
è “habitato da cinquecento Greci, e cento cinquanta Latini”.
All’inizio del Seicento il casale raddoppia la sua popolazione.
Tassato nella numerazione dei fuochi dell’anno 1595 per 83 fuochi,
nella numerazione del 1631 ne conta ben 178. La popolazione è
seminomade o scompare all’arrivo dei contatori regi, tanto che in
una relazione dei primi anni del Seicento “Scandale è castello
habitato da cinquecento anime.” , alcuni anni dopo nel 1625
l’arciprete del casale D. Rocco Quercio dichiarerà che il casale è
abitato da circa 1200 anime e nell’anno 1643 sono censiti 98 fuochi,
ma pochi anni dopo “paga per li fuochi 178”. Per spiegare questo
consistente aumento della popolazione bisogna ricordare che nel
secondo decennio del Seicento “sfrattò” e “fallì” il vicino casale
di San Giovanni Monaghò. Gran parte dei 156 fuochi, per la maggior
parte braccianti, che componevano questo casale, situato tra Cutro e
Scandale, trovarono più conveniente andare a ripopolare
quest’ultimo.
L’aumento della popolazione ha anche un riflesso nella fondazione di
nuove chiese, cappelle, oratori e confraternite, soprattutto
all’interno della chiesa matrice e della chiesa dell’Annunziata.
Protagoniste sono le famiglie benestanti ( Peta, Clarà, Parisi,
Melita, Borrelli, Bua, Zizza, Franco, Mannis, Brescia ecc.) che
prendono in fitto dalla chiesa e dal feudatario le terre, che
mettono a coltura a grano. Aumentano anche i preti ed i chierici.
Dalle due chiese esistenti alla fine del Cinquecento a tre
all’inizio del Seicento. “Ha due tre chiese col suo Arciprete, con i
loro preti. Vi è la Confraternita del S.mo Sacramento, et
dell’Annuntiata”.
Il 27 agosto 1624 Paulo Clarà del casale di Scandale ottiene la
concessione da parte dell’arcivescovo Fausto Caffarelli di edificare
una cappella sotto il titolo di Santa Maria del Carmine nella chiesa
matrice e di averne lo ius patronato impegnandosi a dotarla di una
sufficiente dote in beni stabili e di provvederla di ornamenti e di
ogni cosa necessaria al culto e con l’obbligo di celebrare due messe
alla settimana e di offrire due libbre di cera nel giorno della
Dedicazione della metropolitana di Santa Anastasia. “ Ill.mo R.mo
Mons.re. Paulo Clara del casale di Scandale supp.do fa intendere a
V. S. Ill.ma come havendosi ottenuto dal R.mo Arciprete del predetto
casale un luogho dentro la matrice chiesa per farci una cappella con
rompere il muro di detta chiesa, sotto il titolo di S.ta Maria del
Carmine..”. Alcuni anni dopo, il 10 aprile 1637, il fratello, il
chierico Giovanni Francesco, modificando un precedente testamento,
istituisce un legato di ducati 500 in favore della cappella della
Madonna del Carmine, “ accio si ne fondi uno beneficio, e jus
patronato per lo più intimo preite di casa Clarà” col peso di sette
messe alla settimana e presentando per cappellano il prete D.
Francesco Antonio Brescia, figlio della sorella Isabella.
La descrizione delle situazione religiosa di Scandale nel 1625
In p(rimi)s quante anime sono in questo casale di Scandale,
q(ua)li sono numero mille, et duicento incirca.
2o In questo casale sono chiese secolari, et non regolari et la
p(rim)a è la chiesa matrice sotto vocabolo di S. Nicolò Vescovo et
confessore, q(ua)le haverà d’entrata d(oca)ti cento incirca
consistenti in decime di grani, et denari, et piggione di tre case
terrane et una vigna dove ogni dom(eni)ca et festa comandata si
canta messa.
3o Ci sono tre confratie, la p(rim)a è del S.mo Sacram(en)to fondata
dentro la p(redi)tta chiesa di S. Nicola, la 2.a ò della S.ma
Nunciata fundata dentro la chiesa della S.ma Nunciata, la 3.a et
ult(im)a è la confraternità delle Cinque Piaghe di N. S. eretta
nella chiesa della Pietà. Quali confraternità si essercitano in
accompagnare li defonti quando però sono chiemate, et loro è data la
solita elemosina.
La 2.a chiesa è la p(redi)tta chiesa detta della S.ma Nunciata, dove
non c’è entrata alcuna, ma vive d’elemosine. La 3.a è la Pietà,
quale anco campa d’elemosine, et have una vigna q(ua)le s’affitta
tre d(oca)ti l’anno. La 4.a è la chiesa di S.ta Maria juspatronato
delli Franchi quale have una gabelluzza, che l’anno che s’affitta,
si sole affittare grano tt.i (tomoli) venti et in herbaggio d(oca)ti
8. La 5.a è la chiesa di Condoleo beneficio semplice di D.
Dom(ini)co Bua, quale have una chiusa et oliveto et celsi dalli
q(ua)li ne percipe ogni anno d(oca)ti 18 incirca. La 6.a è la chiesa
di S. Maria della Stella senza entrata.
4o Ci sono sette preiti,nove clerici, tre jaconi selvaggi et un
comm(issa)rio. Li preiti, et clerici godono tutta la loro robba, lo
comm(issa)rio di feste gode solam(en)te lo foro, et lo privilegio
clericale, et li jaconi silvaggi godono lo canone per la loro
persona et una bestia di mano.
5o Non ci sono monache di nesciuna sorte.
6o Dell’entrate delle p(redi)tte chiese s’è detto di sopra.
7o Nelle p(redi)tte chiese si cantano vesperi et messe cantate
quando sono le loro festività, et anco messe lette, et nella matrice
tutte le domeniche et feste si legge la dottrina christiana et in
nesciuna chiesa vi è organ(o), ne congregat(io)ne. La confratia del
S.mo Sacram.to vive d’elemosine, et have d’entrata d(oca)ti 18 in
circa, gli q(ua)li pervengono dallo affitto di due case terrane et
due vigne.
8o et ultimo. Non vi sono oblati si bene c’è uno hospitale, quale
riceve poveri, et infermi et quelli li fà medicare, et loro dona da
magnare et medicine.
et questo è q(uan)to m’occorre in risposta del p(redi)tto ordine
ricevuto con la prego à V.S. Ill.ma et R.ma ogni grandezza et salute
et baggio humilmente con ogni rev.a lo genocchio. Da Scandale adi 14
di giugno 1625. D. Rocco Quercio Arcip(re)te.
Dentro la chiesa matrice detta S. Nicola sono l’infra(scri)tte
cappelle, oratorii et confraternità.
In p(rimi)s la cappella del S.mo Sacramento, dove è confraternità,
tiene et possede due case terrane dentro d(ett)o casale, q(ua)li
anno quolibet s’affittano ducati nove et vogliono per reparat(io)ne
ogni anno car(li)ni diece incirca.
Item have due vigne l’una rende alla corte car(li)ni dui l’anno et
l’altra grana quindeci à D. Minico Bua, site et poste nel territorio
di d(et)to casale , quali si locano ogni anno d(oca)ti cinq(ue)
incirca sine onere.
Cola Procopio essendo morto lasciò alla p(redi)tta cappella d(oca)ti
trenta per comprarsi un’organo ò stendardo, q(ua)li hoggie li tiene
in deposito Gio. Dom(ini)co Parise per ordine et voluntà di d(ett)to
testatore fintanto non si farà la p(redi)tta compra sincome dal suo
testamento appare.
L’oratorio di S. Maria della Neve del q(uonda)m Giorgio Peta have
per dote d(oca)ti sessanta q(ua)li tiene dicto Petro Bua di d(ett)to
casale alla raggione di d(oca)ti diece l’anno et ne fà dire et
servire una dommada l’anno , ut clarius apparet ex instrum(en)to et
testam(en)to.
Et a morte di Gioanna Sculco moglie di d(ett)to Giorgio è stata
lasciata per lo d(et)to Giorgio una casa con camerino contiguo alla
p(redi)tta cappella q(ua)le si porria locare ogni anno d(oca)ti
sette incirca.
L’oratorio delli Borrelli possede in d(ett)to casale due case
terrane, q(ua)li si sogliono affittare l’anno d(oca)ti nove con peso
di celebrare una messa la settimana, cioè una dommada l’anno, et
vogliono di reparat(io)ne ogni anno car(li)ni diece incirca l’anno.
L’oratorio del q(uonda)m Giulio Clarà tiene una casa sita dentro
detto casale lasciata per lo d(ett)to Giulio con peso di una messa
la settimana, quale si sole affittare anno quolibet d(oca)ti
cinq(ue) et vole di reparat(io)ne ogni anno car(li)ni cinq(ue)
incirca, come appare per suo testam(en)to.
L’oratorio della famiglia delli Clarà detto S. Pietro tiene per
lassito di Giorgio Clarà con peso d’una messa la settimana una casa
terrana dentro detto casale quale si loca l’anno d(oca)ti cinq(ue)
et vole di reparat(io)ne car(li)ni cinq(ue) come appare per suo
testam(en)to.
L’oratorio della famiglia delli Parisi have una casa terrana sita
dentro d(et)to casale per lassito di Gio. Batt(ist)a et di Gio.
Petro Parise come per loro testam(en)to appare con peso di una missa
la settimana quale si loca d(oca)ti quattro et mezzo l’anno incirca,
et vole di concio da car(li)ni cinq(ue) incirca.
L’oratorio di Tutti Santi di Cicco di Melita iuspatronato, have per
dote una casa terrana posta dentro d(ett)to casale, q(ua)le si
porria locare d(oca)ti cinq(ue) l’anno, et vole per reparat(io)ne
car(li)ni cinq(ue) incirca.
Il q(uonda)m Giorgio Clarà lasciò alla p(redi)tta chiesa di S.to
Nicola d(oca)ti vinti per comprarsi una campana, come appare per suo
testamento.
Il q(uonda)m Minico Calamerà lasciò al suo paroco D. Rocco Quercio
tt.a ( tomolate) due di grano per tante messe.
Il q(uonda)m Cola Condosta lasciò una casa alla chiesa di S.to
Nicola con peso d’una dommada l’anno, quale si alloga d(oca)ti 4
incirca, et vole di riparat(io)ne ogn’anno car(li)ni cinq(ue) l’anno
incirca, et detta dommada si è servita e si serve per q(uan)to
pervene dalla d(et)ta casa.
La chiesa della Pietà confraternità delle Cinque Piaghe N.S. tiene
una vigna dalla quale si ne percipe anno quolibet d(oca)ti tre paga
di censo ogni anno car(li)ni dui.
La chiesa di S. Maria juspatronato delli Franchi have per dote una
gabelluzza in d(et)to casale vicino la gabella di Troncone
Nigro,dalla quale di fertile ed infertile si ne percipe ogni anno
gr(a)no tt.a (tomolate) quindeci.
Nella quale chiesa il S.r Gio. Fran.co Franco per lassito del
q(uonda)m cl(erico) Gio. Dom(eni)co suo padre è obligato far
celebrare cinq(ue) messe la settimana come per suo testamento
q(ua)le chiesa oltre la spesa fatta nel pre(se)nte anno have per
reparatione ogni anno d(oca)ti cinque incirca.
L’Annunciata confraternità tiene l’infra(scri)tti oratorii.
L’oratorio di S. Maria della Gratia juspatronato di Dima Mannis have
due case terrane per dote con peso di due messe la settimana,
s’affittano d(oca)ti diece l’anno et vogliono per reparatione diece
carlini l’anno incirca.
L’oratorio del Carmino di Vincenzo Zizza have una casa terrana
dentro detto casale con peso di una messa letta la settimana,
q(ua)le s’affitta d(oca)ti cinq(ue) l’anno, et vole di acconcio ogni
anno car(li)ni cinq(ue) in circa.
L’oratorio della Concept(io)ne di Petro Bua, have una casa terrana
dentro d(et)to casale con peso di una dommada l’anno s’affitta
d(oca)ti cinq(ue) l’anno et vole di reparatione car(li)ni cinq(ue)
l’anno in circa.
La cappella del q(uonda)m Matteo Franco have una casa terrana per
lassito di Laura Franco con peso d’una messa letta la settimana si
loca per d(oca)ti cinq(ue) et vole l’anno per reparat(io)ne
car(li)ni cinq(ue) in circa.
D. Fran(ces)co Ant(oni)o Brescia olim procur(ato)re della Madonna
della Pietà ancora ha da render conto del suo amministrato.
Platea di S.ta Maria di Condoleo in ferrato
In p.s una coperta d’altare di velluto nigro, una stola, et uno
manipolo.
Item uno coscino di velluto nigro.
Item uno vestimento con la stola e lo manipolo e la cassupra
rangina.
Item uno avante altaro di coiro, et uno paro di coscini di coiro.
Item una pace, et una coperta d’altare di tila.
Item una cassubra vecchia di tila, et diece tovaglie.
Item uno calice indorato, un’altro vestimento et un’altra coperta
d’altare , tre tovaglie.
Item una chiusa con vigne, cenzi, fico, pera, et olivi.
In detta chiesa s’ha da celebrare per obligo una messa ogni
hebdomada.
Scandale alla metà del Seicento
Li Abitanti di detto Casale conforme la numerat(io)ne dell’anno
1595 è fuochi n°. 83 et nell’anno 1631 fuochi 178 e nell’anno 1643
fuochi 98 et al pre(sen)nte paga per li fuochi 178.
E edificato sopra una Collina chiamata Gaudiosa seu difesa delli
Chianetti la quale e piana et nell’ultimo pennino la quale è luoco
aperto et si può intrare da più parte ... Abita(tio)ni sono la
mag(gio)re parte case matte et altre sono Case matte et l’altre a
uno ... Case matte con Cam(er)e sopra fabricate parte di Calce et
parte di Creta reboccate di Calce Coverte al generale di Imbrici le
quali vengono ... strade deritte e stroncatore piane ... Caminare
... d’ogni tempo asciutte et nel ... dove sono più poteche cioe due
poteche ... de Scarpari due barbieri ... uno mandese due fabri
ferrari ... uno fucilaro.
Delli Abitanti ne sono diece persone nobile conditione ... sono
dottori tre notari tre m(ast)ri ... vi è uno m(ast)ro di Scola preti
... sono persone che attengono alli territorii quali ... Industrie
de Vettovaglie et altre Comodità ... Vigne.
Le donne Civile si esercitano al cusire ... lino lane bambace et
tesseno tele ... altri esercitii de loro Case et non ... dormeno al
generale sop(r)a matarazzi ... Comodità di sprovieri trabacche ...
Grecia et altre alla forese ...
di perfettissima aere et vi sono più acque sorgente perfettissime
che per tal Causa l’Abitanti sono di buono aspetto Belli cossi li
huomini Come le donne figlioli et figliole et se può abitare con
Sicurta d’ogni tempo. L’inverno e temperato per essere vicino alle
marine l’estate e fresca et anco perche e guardato dal sole da ogni
parte.
Dal detto Territorio ... perviene ... fertilissimi grani Maioriche
... sorte di legumi lini bambace ... per vitto delli Abitanti che ne
vendeno ... Caccia di lepari Crape Porci Selvaggine d’ogni sorte
conf.e li tempi ... Cefali Aloni Anguille et l’inverno trotte ... li
Pescatori vengono a vendere Pesce di ... et altri a vendere frutti
et altre robbe Commestibili.
Per Comodità di detti terr(itor)i vi sono Bovi aratorii ... Vacche
200 Scofre 150 Crape 200 Animali da Sella ... Somarri Cento.
Si Governa l’università per uno Sindico quattro eletti uno m(astr)ro
Giurato che in ogni anno in publico parlamento nella piazza di detto
Casale si eliggono nella mittà d’Agosto in presenza del m.co
Cap(itan)o et di suo ordine il m(ast)ro Giurato di detto Casale et
poi vengono confirmati dal Utile S(igno)re . Per Comodità di detto
Casale ci sono due ... chiamati l’uno Curso di Gullo et l’altro ...
dove sono gabelle della Corte e della Chiesa ... Santa Severina et
... anni in questa parte sono stati poco ... di Cittadini Secondo
l’ordine et natura di detta ... farli Camere chiuse ne perviene ...
danno a detti Cittadini che dall’esposte ... non essere in detto
Casale per come intendevano p.ma a tempo che si pascolavano li detti
Cursi Secondo la sua natura et ord.e et vi erano in detto Casale
4000 teste di Bestiame baccine oltre ... di Porci armenti di Pecore
Crape ... difesa nominata lo Chietretto ... per pascolo di Bovi
aratorii ... delle massarie campagne ... alla Comitale Corte ...
Corte accio paga et ...contro la forma delli Capitoli della
fondatione.
Segue lo Spirituale sta sotto posto al Arcivescovo di Santa
Severina.
Nella Piazza di detto Casale è la Chiesa madre detta ... Santo
Nicola Vescovo la quale e grande ad ... coverta con intempiatura
repartita con ... con rosoni indorata nell’mezzo e la Cona ... di
buona pittura intesta e l’altare maggiore ... costodia indorata dove
assista il SS.mo ... con Scandi intorno per sedere ... e una Cona
sopra tela con ... alla destra e San Giovanne e S.ta Lucia et alla
Sinistra Santo Nicola e Santa Catherina alla Nave destra sono sette
Cappelle. La prima e la trans figurat(io)ne di N(ostro) S(igno)re .
La 2.a e S.ta M(ari)a dell Carmine alla destra e S.to Dominico et
alla Senistra e Santo Francesco de Padua. La 3.a e la Cona di
N(ostra) S(igno)ra di Porto Salvo con Santo Antonio e S.to Tomase
d’Aquino. La 4.a e la Cona de N(ostra) S(igno)ra della Neve con
Santo Leone e Santa Catherina. La 5.a e la Cona di Santa Ma(ri)a di
Costantinopoli Santo Tomase Apostolo e Santo Dominico. La 6.a e la
Cona della Natività di N(ostro) S(igno)re. La 7.a e una Cappella
sfondata dove è Cona di N(ostra) S(igno)ra dell Carmine alla destra
e Santo Lonardo e San Paulo et alla Sinistra San Dom(ini)co e San
Fran(ces)co de Padua jus patronato di D. Fran(ces)co Bendardo de
Cutri. Nella quale Cappella e il fonte battesimale. Segue alla mano
Senistra ... sette altre cappelle. La p(rim)a e di tutti Santi. La
2.a N(ostra). S(igno)ra del Arco con Santo Carlo e S.to Dom(ini)co.
La 3.a e ... con Santo Antonio e San Gioseppe. La 4.a e N(ostra)
S(igno)ra ... alla destra e Santa Catarina e Santo fran(ces)co de
Padua et alla Sinistra e Santo Pietro et Santo Filippo Nero. La 5.a
e la Cappella del SS.mo Rosario con una bellissima Cona con N(ostra)
S(igno)ra con li quindeci misterii intorno guarnita de ornam(en)ti
de ligname indorato et ornamenti de Colonne con suoi finimenti de
pietra Stuccata nella quale è la confraternita del SS.mo Rosario. La
6.a e la Cona della Consolatione con Santo Agostino e S.ta Monica.
La 7.a e la Cona di Santa M(ari)a della Sanità Santa Lucia e S.
Pietro e Paulo.
Da detto Coro si entra nella Sacrestia dove sono sette pianete di
tutti Colori di seta e di tomasco con dui Chiuviali con li panni
d’altare tre Calici ... suoi finimenti Croce ingensiero dui pal...
... Catabuffa e di tomasco tiene il suo Campanile grande non fenito
con una Campana g... ... orologgio a Campana viene servita ...
arciprete con cinque altri preti ... parte d’essi coniugati li ponno
importare al detto Arciprete tt.i 100 di Grano et alli preti docati
venti cinque l’anno.
Più abasso è un’altra Chiesa grande sotto tit(ol)o della SS.ma
Ann(untia)ta la quale è ad una Nave coverta con intempiatura
repartita con quatri sfondati et nel mezzo è una Cona di N(ostra)
S(igno)re della Assunta intesta e l’altare maggiore con cona di
N(ostro) S(ignore) sotto Sono sei profeti et sop(r)a e il P(at)re
eterno con l’angeli intorno. La quale Cona e di finissima pittura
guarnita con Cornice d’oro attorno ornati con piedi stalli Colonne e
suoi finimenti con Architettura di pietre stuccate et intagliate in
d.o Altare vi sono Seditori con le Spallere per Comodità di
officiare et alla destra della Nave sono tre Cone sop(r)a è la
madonna con San Gio. e S.to fran(ce)co de Paola. La 2.a è N(ostra)
S(igno)ra del Carmine San Dom(ini)co et San Fran(ces)co de Padua. La
3.a è la Circoncisione di N(ostro) S(igno)re alla sinistra e una
Cona de pietra di gran devotione ... la madonna della Gratia con con
santo Gio. e S.to Nicola di pittura a fresco. La 3.a è la
Concett(ion)e con Santo Lonardo e Santo Matteo. In detta chiesa ...
Pulpido tiene tre pianete ordinarie ... d’oro Carmosina con lo panno
di altare ... tutte Comodita per Celebrare nella quale e la
confraternita et si Celebra il Sabbato e la Dom(eni)ca tiene due
Campane et viene Servita dal suo Cappellano.
Poco distante è un’altra Cappella di Santa Maria delli Franchi
Juspatronato della fameglia de Franchi dove è l’altare guarnito di
stucco con Cona di N(ostra) S(igno)ra del Rosario con li misterii
intorno tiene tutte Comodità per Celebrare e vi sono Cinque messe la
Settimana con una Campana.
Fuore dell’Abitato sopra la difesa delli Chiatrelli v’è una Chiesa
sotto nome della difesa et si Celebra il lunedì e la q.le (è) stata
fatta a devotione dell’Uni.tà con tutte le cose che vi bisognano.
Nell’intrare dell’Abitato di detto Casale per la ... da Santo Mauro
alla destra si trova (la) Chiesa sotto titolo delle Cinque piaghe la
... Coverta con intenpiatura repartita con quatri Sfondati ...
pittate intesta e l’altare maggiore con ... schiavatione di N(ostro)
S(igno)re di buona pittura guarnita con ... indorata alla destra è
l’altare con Cona di Santa Cat(erin)a et Santo Marco e sopra Santa
M(ari)a della Gratia di buona pittura alla Senistra è l’altare della
Concett(io)ne con San ... e Santo Nicola tiene il Pulpido con uno
Calice et patena con altre Comodità et una Campana si Celebra nel
Giorno di festa nella quale è la Confraternita.
Distante dall’abitato verso levante per uno miglio dentro il Bosco
di ferrato è una Cappella sotto nome di Santa Maria di Colondeo
nella quale se dicono due messe la settimana lo sabbato et l’altra
ad arbitrio dove assiste uno romito con due Celle con chiusa ...
arborata di frutti olive Celse con Comodità d’acqua viva.
Distante Un altro miglio da detta vi è un’altra Chiesa sotto nome di
Santa M(ari)a della Stella nella quale si Celebra una messa il
martedi per devotione tiene tutte le Comodità per Celebrare con una
Campana.
Dalla parte di Ponente per distanza d’un altro miglio è un’altra
Chiesa sotto titolo di Santa M(ari)a di Buon Calabria dove si
celebra una messa la settimana e tiene tutte le comodità ed una
Campana.

