[Il clero e le chiese di Cutro agli inizi del Seicento]
di Pino RENDE
(pubblicato su La Provincia KR nr. 42/2006)
Il tredici giugno 1625 Donno Fabio Monteleone
mandò all’Arcivescovo di Santa Severina una relazione sullo stato
del Clero di Cutro, dalla quale si evincono, nei particolari, la sua
articolazione e le sue prerogative. Per tale ragione il documento
(Archivio di Santa Severina, Fondo Arcivescovile Vol. 2 A, ff.
197-202) si pubblica come trascrizione integrale.
Ill.mo et Rev.mo S.re e p(at)ron mio sempre oss.mo /
Questa matina 13 del presente hò recevuto una lictera dell’Abbate /
Vezza delli 12 per la quale m’ordina che mandi a V.S. Ill.ma /
relatione in scriptis del Stato dell’anime et altri cose con /
tinente in effetto otto capi che per obedire in conformità / di
quella dico à V. S. Ill.ma capo per capo. / Jn quanto al primo in
questa terra sono anime doimila sei / cento et quattordici, delli
quali ne porta la matrice / chiesa magg.re di San Giuliano et per
essa il suo rettore che / è l’Arcip.te Don Fabritio Foresta e sono
in sua cura anime / 2219 et la parochiale di Santo Nicola che è di
quella / rettore D. Marcello di pace porta il pensiero d’anime / 395
che tutti sono le dette anime n.° 2614./
Al 2° Capo dico come in questa terra sono chiese al n° de /
quattordici Dè quale / Una matrice Archipresbiterato sotto il tit.o
di San / Giuliano che ni è rettore et Arcip.te il detto di foresta /
Un’altra parochiale sotto il tit.o di Santo Nicola et / ni è parocho
il sudetto D. Marcello di pace. / Tre ne sono confraternità cioè /
la chiesa di San Giovan Battista, li confrati della quale van
vestiti / di sacchi turchini / quella della ss.ma Annuntiata che và
vestita di sacchi rossi. / Et quella di S.ta Catherina che và
vestita di sacchi bianchi / le quali confraternità si esercitano in
accompagnar li morti, / escono processionalmente li venerdi di
marzo, e quella di S. Giovan / che non fanno l’altre esci ad
accompagnar il ss.mo Sacram.to nella / solennità della sua festa, il
giorno di pasca e S. Giuliano / viene alla chiesa magg.re, et il di
della beatiss.a Ascentione / fa processione con il Clero, oltre di
più in detta confraternita / vi è stata eretta una congregatione che
si fa ogni sabbato à sera, / et in quella della ss.ma Annuntiata fù
eretta un’altra congregat.ne / ma si tralasciò si bene ogni sabbato
à sera vi si cantano / le lodi di N.ra Sig.ra; et in quella di S.ta
Catherina vi si cantano / ogni domenica à sera le lodi in honor di
quella S.ta. / Vi è anco una chiesa in honor della B. V. sotto il
tit.o della / Visitatione ancorché si chiami S.ta m.a delli martiri
Juspatronato / della famiglia di foresta della quale vi è capp.no à
vita D. Aurelio / foresta dove ogni venerdì si recita l’officio
della S.ta Croce dal / sudetto capp.no con altri di detta famiglia,
et vi è eretta novam.te / la congregatione di cento messe per li
defunti delli quali è procurator / il detto D. Aurelio. / Vi è
ancora una chiesa Juspatronato del dottor Agostino di / mayda sotto
il tit.o di S.ta Maria della pietà dove vi / si celebrano tre messe
la settimana, havendoli detto dottor / fatto una assignatione
d’annui docati dodici sopra una / sua possessione di Celsi posta à
terrano. / Vi è ancora una chiesiula nominata S.ta maria delle vigne
sotto il tit.o dell’Assuntione / grancia dell’Abbatia di S.to Angelo
à frengillo, dove celebrano / li padri di San Domenico una messa
ogni Sabbato per un / pezzo di terra che li diede Mons. Belmusto
all’hora abba / te. / Vi è la chiesa di Santo Stefano la quale non
tiene entrata ma per / devotione li benefattori ci fan celebrar una
messa ogni dom.ca. / Vi è la chiesa di San Blasio che non tiene cosa
alcuna ma per / devozione loro alcuni devoti vi fanno celebrar una
messa ogni dom.ca. / Et vi è la chiesa di S.ta Barbara, la quale ha
due caselle contigue / una delli quali si loca c.ni 25 l’anno et
l’altra serve per / hospidale dove si ricettano molti poveri, nella
quale chiesa / vi si celebrano due messe la settimana per legato del
q.m D. Gio : Vittorio Guercio. / Tutte dette chiese stanno in mano
di laici che vi si creano li / procuratori et priori laici, fuorché
nella Matrice, nella / chiesa di S.to Nicola, et nel Juspatronato
nella famiglia di foresta. /
Vi sono tre monasterij cioè / Uno di padri Capuccinj sotto il tit.o
di S.ta maria d’Assuntione / ancorché la chiamano alcuni S.ta maria
della Sanità. / Un altro di padri reformati sotto il tit.o del ss.mo
Salvatore / et il terzo di padri Domenicani sotto il tit.o di S.ta
maria della gratia. /
Jn quanto al terzo capo si dice che vi sono le prenominate tre /
confraterie cioè di S. Giovanbattista, ss.ma Annuntiata, et S.ta /
Caterina con le predette loro costitutioni et osservanze et
esercitij / spirituali già detti. /
Al 4° capo si dice che il num.o di preti sono in tutto trentasette
n° 37 / Jn sacris vi sono quattro doi diaconi et doi suddiaconi n° 4
/ Clerici in minoribus ottan’uno n° 81 / Clerici coniugati n° tre n°
3 / Jaconi selvaggi n° nove n° 9 / Commissario di feste uno che è
ancora clerico coniugato n° 1/ serviente di Corte n° 1 mastro d’atti
n° 1 / Un’offerto di padri reformati n° 1 / Un’altro offerto di
padri domenicani n° 1/ et un tertiario di padri cappuccini n° 1 / Jn
quanto alle franchezze che godino li preti et clerici / che vivono
unitame.te con loro parenti e fratelli godono / pro virili, quelli
che son capi nelle loro case godono di quanto/ possedino. / Li
Jaconi selvaggi godono il foro, l’immunità della testa / per li
fiscali, il datio della farina et carne et sono esenti / di soldati
et d’ogni altro peso della Terra, et così il comm.o / delle feste et
mastro d’atti, ma li coniugati godono quel che / li concede il
Concilio di Trento, et li Sacri Canoni, ma / l’offerti padri godeno
l’essentioni come li Jaconi salvaggi. /
Al 5° si dice che le monache vezzoche ò di casa sono al num.ro di /
cinq.ta tre. / Delli quali sei ne vestono l’habito di San Domenico,
sidici / l’habito capuccinale, et trent’una l’habito de padri /
reformati di S. fran.co d’Assisi et non godono cosa alcuna / di
franchezza ne anco il foro da certi anni in qua sibeni / prima
godevano ogni franchezza et il foro. /
Al 6° si dice che la chiesa matrice di San Giuliano archipres /
biterale tiene d’entrata tt.a di grano doicento et sessanta / per le
decime ch’esige da parochiani à rag.ne di tre quarti / à parichio et
il bracciale à tre mondella di grano / q.to di censi di vignali. /
Entrata in danari quindici et lo Jus mortuorum delli capi / di casa
à tre car.ni l’uno e figli di famiglia a doi può / importare l’anno
D.ti quindici che sono in tutto D.ti trenta. / Esige la meta
dell’intorci di funerali delle chiese di Cutro / purchè non sia
fig.o famiglia che esigeria il tutto, et / delli monasterij la
quarta. / L’offerta la pasca, il Natale, et la festa di San Giuliano
/ che può importar docati dieci incirca. / Delli matrimonij esige
una gallina et il fazzoletto. / Il servimento di detta chiesa è
questo la messa cantata / ogni festa di precetto et domenica, le
prime Vespire / nelle feste solenni, la settimana santa li divini
officij / et la notte della Natività di N. S. et tiene per serv.o /
dell’administratione di sacram.ti doi capp.ni et il sacrestano / li
quali hanno il loro stipendio in grano cioè tt.a dodici / per
capp.no et il sacrestano octo che sono tt.a 32. /
Di più dentro la detta chiesa matrice vi sta situata la / cappella
del Santiss.o Sacramento dove fu eretta la Archiconfra / ternità con
l’habiti bianchi segnati con il calice et hostia / ma non esce per
la Terra perché è quasi sfatta ne vi è eser / citio perché circa
l’accompagnar del S.mo Sacramento qua / ndo si porta all’infermi
l’accompagnano li Clerici / et tiene d’entrata D.ti cinq.ta cinque
tari 1 et grana 19 / dove vi si celebrano dieci messe la settimana
et ogni / lunedì una messa cantata per lo quale servimento si / dona
al clero dal procuratore d.ti quaranta. /
La parochiale di S.to Nicola tiene in decime ch’esige da / suoi
parochiani alla medesima raggione ch’esige l’Arcip.te / tt.a
quaranta in circa di grano, et dieci altri di censo / da certi
vignali son tutti tt.a cinq.ta 50 / Censi in danari d.ti cinque, et
lo jus mortuorum di suoi pa / rochiani alla medesima raggione
ch’esige l’Arciprete / pùò importare d.ti cinque l’anno che in tutto
10 / La metà dell’intorci di funerali delle chiese di Cutro quando /
non sia fig.o famiglia che li toccheria tutta la cera et / nelli
monasterij la q.a / L’offerta di pasca, Natale et il di della festa
di S. Nicola / può importar d.ti tre / Et esige di più dalli
matrimoni di suoi parochiani una / gallina et il fazzoletto quando
si congiungono in matrim.o. / Tiene una vigna al ponte piantata alle
terre della chiesa / et il frutto poco sopra avanza la spesa. / Il
servim.to è quello che vi si celebra la messa letta tutti li /
giorni di dom.ca e feste di precetto et nelli Solenni la Cantata. /
Tiene per l’administratione di sacramenti il suo cappellano / al
quale dona tt.a nove di grano, et al sacrestano tre che sono / in
tutto tt.a 12. /
La Confraternità di San Giovanbattista tiene d’entrata d.ti /
vintisei per quattro botteghe che loca et tanti censi sop.a alcuni
vignali. / Tiene doi cappellani che celebrano ogni settimana due
messe / per li benefattori in detta chiesa et se li pagano docati
cinque / per uno l’anno, et docati nove al sacrestano che in tutto
sono D. 19. /
La confraternità della ss.ma Annuntiata tiene d’entrata annui / d.ti
sessant’uno tari tre e grana 2 ½ / et un tt.a di grano / Il servitio
che si fà in essa è questo che tiene quattro / cappellani che
celebrano quattro messe la settimana / et cantano le lodi della
Madonna ss.ma ogni sabbato / la sera, seppelliscono li morti
dell’hospidale dove si / recettano li poveri infermi et hanno per
loro elemosina / docati sei per uno che in tutto sono d.ti 24. /
Dove vi è l’organo /
La confraternità di Santa Catherina hà docati venti / quattro
d’entrata in tanti censi e peggioni di case / et botteghe. / Tiene
quattro cappellani che vi celebrano quattro messe / la settimana et
cantano le lodi di detta s.ta ogni / domenica à sera come si è detto
di sopra. /
Santa Maria della pietà Juspatronato del dottor Agostino / di mayda
hà docati dodici annui assegnatieli dal / detto dottore per tre
messe la settimana che fa ser / vire il detto dottor Agostino in la
detta chiesa D. 12 /
Santa Maria delli martiri sotto il tit.o della Visitatione / Jus
patronato della famiglia di foresta tiene d’entrata / docati
dicinove / et tt.a dodici di grano ogni anno che paga Giulio Cesare
/ di fiore / Tiene quattordici fosse et quando si locano sin’hà /
per suo allogherio cioè un tt.o per fossa. / Hà obligo di celebrar
quattro messe la settimana / Dona al sacrestano che serve et scopa
detta chiesa tt.a tre / di grano /
Santa maria delle vigne tiene un pezzo di terra assegna / to come si
è detto dal Cardinal Belmusto all’hora / abbate dell’Abbatia di S.to
Angelo alli padri domenicani / di S.ta Maria della gratia di Cutro
accio ci celebrassero ogni / sabbato una messa la settimana et non
ha altro. /
S.to Stefano non tiene cosa alcuna / et così San Blasio / S.ta
Barbara tiene Carlini 25 d’entrata per allogherio di / una casella
nelle quali tre chiese vi si celebra la messa / per devot.e d’alcuni
devoti preter del legato preditto / del q.m D. Gio: Vittorio guercio
di due messe la settimana in Santa Barbara. /
Al 7.mo si dice che si fanno li sudeti esercitij et servitij nelle /
predette chiese come si è detto di sop.a et in particolare nelle /
chiese di cura cioè San Giuliano et S.to Nicola et nella ss.ma /
Annuntiata vi è l’organo come si è detto, dove ancora / l’anni
passati fù eretta una congregatione sotto il tit.o della /
presentatione della B.V. dove si faceva molti esercitij spi /
rituali ma essendo mancata la devotione e fervore si disfece. /
Jn quanto all’ottavo capo si dice che vi sono doi oblati l’uno /
della chiesa di Santa Maria della gratia di padri Domenicanj, / un
altro di padri reformati di san fran.co d’assisi et un tertiario /
di padri capuccini che godono quelle franchezze che sogliono /
godere li Jaconi salvaggi, et non vi sono altri oblati, / ne meno
dell’Hospidal della ss.ma Annuntiata, dove / si riceveno poveri,
infermi esercitandosi in quelli / l’officio di Charità per quanto si
può. /
Et questa relazione faccio à V.S. Ill.ma conforme l’ordine / che Il
Sig.re Abbate Vezza me hà dato nella sua / quale questa matina m’e
stata data da un correro / ch’andava à giro et per obedire hò
subbito eseguito / quanto mi e stato comandato con che facendo / à
V. S, Ill.ma profondissima rev.a li bacio humilmente / il piede
pregandoli da N.ro S.re Dio ogni vero bene /
Di Cutro à 13 di Giugno 1625
D.V.S. Ill.ma e R.ma
humiliss.o Servo et Creato
D. fabio monteleone

