[Il Monastero di San Giovanni in Fiore a metà Seicento]
di Andrea PESAVENTO
(pubblicato su La Provincia KR nr. 43-45/2001)
Relatione dello Stato del Mon.ro di San Gio. in
fiore della Congreg.ne Cisterciense di Calabria e Basilicata. In
conformità della Constitut.e della Santità di N. S. Papa Innocentio
X.mo.
Il Monast.o di San Giovan. In fiore dell’ord.e Cisterciense situato
nella terra che dal p.to mon.ro, et abb.a trahe il suo origine San
Giovan Infiore s’appella, li suoi cittadini, alla med.a Abb.a, e
Sig.r Abb.e Commend.o sono subditi e vassalli, e di p.nte sta
commendata all’Emmin.mo Sig.r Card.e Rocci, e nella Diocese di
Cosenza sta ascritto.
La primera sua habitatione fu grandiosa per quanto le rovine istesse
dimostrano, anzi molte case di partic.ri cittadini sopra gli
edifitii antichi et anco congionte ad esse, edificate si vedono.
Il p.to Mon.o è in un angolo della p.ta Terra nella parte inferiore
e per una strada publica dell’habitatione di essa viene disgionto.
Fu fondato, et eretto dall’Abb.e Gioachino ma dell’anno preciso non
se have docum.to, si trovano però alcuni privileggii come d’Henrico
sexto Imp.re sotto il di 12 di Marzo nell’anno 1195 che dice
attendendo l’honestà e religione di Gioachino Gen.le Abb.e di San
Giovan in Fiore constituimo perpetuam.te per redent.e dell’anima
n.ra cinq.ta aurei Bizantini sopra l’entrata della salina di Netho
la quale è nel territorio di S.a Severina, la quale rendita di p.nte
anco si possiede dal p.to Mon.o.
Vi sono anco altri privileggii della Reggina Costanza e di Federico
Imp.re nell’anno 1208, e nell’anno 1221 nelli quali appare la
donatione di molti beni, e territorii, che la p.ta Reggina, et
Imp.re a contemplat.ne del sud.o Abb.e Gioachino per la redent.ne
delle loro anime e per mantinim.to del culto Divino donarono volendo
che il p.to Mon.o, Religiosi e beni siano sempre nella loro
Imperiale e Regale protett.ne e li p.ti beni et assignam.ti di
presente anco sono nel dominio e proprietà della sud.a Abb.a e Sig.r
Abb.e Commend.o.
Vi è anco un altro privileg.o di Centio del tit.o di San Lorenzo in
Lucina della S. R. Chiesa Prete Card.e e della S. a Sede Ap.lica
Legato sotto la data del mese di marzo nell’anno 1200 sotto il
Pontificato di Papa Innocentio III che andando in Sicilia e passando
per Calab.a a nome di sua Santità e della S.a Apostolica Sede
conferma il p.to Mon.o dell’abb.e Gioachino preso conf.e
all’Istituto del suo Ord.e e concede ad esso Abb.e et suoi
success.ri e Religiosi molte gratie.
Have la chiesa il tit.o et Invocat.ne di San Gio. Batt.a e
dell’antica struttura ma non di quell’antica magnificenza di lamie
et ornam.to per le rovine grandiss.me patite con la mancanza del
culto Divino, et abandono di Religiosi per l’introdutt.ne delle
Commende.
Conoscendo e considerando il Concilio Lateranense e successivam. la
S.ta di molti Sommi Potefici l’immenso danno che proveniva alle
chiese e mon.rii commendati per la mancanza de Religiosi e per il
mancam.to del culto Divino, per il mantenimento et accrescimento del
quale si erano invano disposti li benefattori largamente a donare e
concedere tanti beni si rtisolsero d’emanare m.te constitutioni come
Pio Papa 4 nell’anno 1563 Pio Papa V nell’anno 1569 Gregorio Papa
XIII nell’anno 1574 et Sixto V nell’anno 1596 con le quali
espressam.te commandarono anzi con rigorossime pene ordinarono che
dalli S.ri Abbati commendatarii si riedificassero li p.ti Mon.rii e
si assignasse la 3.a parte delle rendite alli Monaci Cisterciensi li
quali dovessero ripigliare li p.ti Mon.rii introducendovi in essi
novam.te il debito Div.no culto et il competente num.ro di Religiosi
con espressa facolta che ritrovandosi alcuno di essi occupato da
Relig.si mendicanti prestam.te si discacciassero da quelli o pure
ripigliassero l’habito d’essi Cister.si e dopo il spatio d’un anno
emitessero la professione prestando all’Abb.e Generale, et a tutti
gli altri Sup.ri la dovuta obed.a e rever.a, celebrando il Divino
Officio conforme all’uso Cisterc.se e confermandosi in tutto e per
tutto all’Istituti reg.ri del med.o ord.e.
In virtù delle p.te Constit.ni cominciossi a ripigliare li p.ti
Mon.rii commendati tutti diruti, ma non altrimen.te assignorno la
3.a parte delli frutti di ciasc.a Abb.a e mon.ro ma q.lla parte, che
meglio a loro piacque e così da med.mi Monaci al meglio che si
potette si riedificorno alcune stanze per l’habitatione e così anco
si preparorno le chiese.
La p.ta chiesa di p.nte è tutta restorata, et abbellita stante il
legato fatto dall’Emin.mo Ubaldino b.m. con sua intonicatura,
soffitti et altri abbellimenti è di lunghezza palmi 182 e di
larghezza palmi 39 vi è il suo altare Maggiore magnificamente ornato
congionta ad essa chiesa vi è la sacristia restorata et abbellita
come di sopra e con la pietà di benefattori per la continuatione del
culto divino e con la buona edificatione e fatiche de Religiosi sono
costrutte in essa tredici cappelle di molta devotione, nelle quali
si celebrano le sante messe e tra le altre ve ne sono due molto
magnifiche e di somma devotione l’una è del nostro Padre San
Bernardo e l’altra delle Santissime insigni Reliquie che si
conservano in d.a chiesa nella quale per l’intiera sua dispositione
e bellezza altro non vi manca che l’ornam.to et acconcio delle
solite costumate sedie de monaci nel choro che di presente si trova
con banchi ordinarii e vi è anco un belliss.mo organo nuovamente
construtto. Nella pred.ta chiesa continuam.te si celebrano e si
cantano li Divini officii conforme alle feste occorrenti e
quotidianam.te si canta la Santa Messa Conventuale conforme
all’Istituti della Religione e si esercita l’osservanza regolare.
Congionta ad essa chiesa vi è l’habitatione de Monaci, nella cui
parte inferiore vi è il chiostro triangolato, due parti del quale
sono ornate di belle historie sacre de miracoli del nostro glorioso
Padre San Bernardo e l’altra parte è remasta imperfetta per le
carestie e danni successi in questi anni delle revolutioni del
Regno. Vi è il Capitolo dove si canta la Preciosa e si rendono le
colpe. Per l’intiero ornam.to e necessità del detto chiostro non vi
manca altro che il pavimento e la pittura remasta imperfetta come di
sopra et anco nel mezo del cortile di esso chiostro è necessarissima
una cisterna d’acqua per comodità, e bisogni del monast.o e
Religiosi, essendo di p.nte constretti con scomodità e spesa
prendersi di fuori.
Nell’istessa parte inferiore vi sono molte stanze, et officine,
cucina, refettorio nuovo, dispensa, cantina et altre comodita
necessaria et una spetiaria per li bisogni occorrenti della
infermita.
Per una scala si sale a dui Dormitorii fabricati sopra l’antiche
rovine del pred.o Monastero, nelli quali vi sono tredici stanze
nelle quali si habita. Di sopra il medesimo chiostro vi sono
modernamente fabricati altri Dormitorii che vengono doppi e nelli
quali vengono construtte altre otto camere e per le perfectione
delle sudette camere vi mancano li pavimenti, li muri tra mezi, li
soffitti, l’intonicatura, le porte e le fenestre per mancamento di
dinari e manca ancora il pavimento a doi corridori che sono sopra il
medesimo chiostro.
Non si have documento ne memoria se vi fosse prefisso alcun num.o de
Religiosi e servienti stante che per le successione e varietà de
Sig.ri Abbati Commendatarii e molto più per le rovine successe
nell’edificii per la mancanza de Monaci si sono disperse molte
scritture, privilegii et documenti antichi di presente vi habitano
di famiglia sacerdoti num.ro 6 chierici num.ro 2 conversi professi
num.ro uno, servienti num.ro cinque cioè D. Emanuele Pelusio del
Castelluccio Abb.e de Monaci, D. Silvestro Negro di Noya Priore, D.
Paulo Pozella di San Giovanni Infiore cellerario, D. Antonio
Vertunno di Chiaromonte sacerdote, D. Marcellino Biondi di Altomonte
sacerdote, D. Hilarione Fittipaldi di Lauria sacerdote, fra Giuseppe
della Vigna di San Gio. Infiore chierico, fra Luc’Ant.o Greco di
Scigliano chierico, fra Mattheo Martorano del Castelluccio converso,
Lorenzo Barberio di Aprigliano serviente e Francesco Pesce del
Castelluccio serviente oltre di questi vi sono ancora Gio. Thomase
Salustro di San Gio. Infiore, che attende a carreggiare aqua dalle
fontane al Mon.o per il servit.o necessario di essi Monaci e casa al
quale si somministra il vitto e vestito solamente Fra Domenico
Malandrino de Cacchuri oblato, che avendo per li servitii nella
campagna Egidio d’Ayello del Castelluccio Molettiero, che con il
mulo et altri animali conforme al bisogno attendea carreggiare legna
e l’altre cose necessarie per servitio e comodo di esso Mon.o Cola
di Urso di San Gio. Infiore massaro, che attende all’arte del campo
con li bovi, Gioseppe Barberio di San Gio. infiore che attende alla
cultura e custodia d’un Podere che si chiama il Vordò che è Grancia
antica del pred.o monast.o con chiesa, e casa e Cesare Barberio di
Pietrafitta che custodisce quelle poche vaccine che da quindici anni
in circa si sono introdutte per maggior utile, et commodo del
predetto monastero.
L’assignatione fatta de beni per la sostentatione de religiosi e
pesi è come siegue.
Nell’anno 1570 in virtù delle soprad.e Constitutioni Pontificie
dalli Sup.ri del nostro Ord.ne si venne in accordo con Bernardino
Rota all’hora commend.o per publico Instrumento e constitui per il
vitto, vestito et altre cose necessarie alli Religiosi commoranti in
detto Mon.o D. 220 passò nell’istesso anno a miglior vita il pred.to
Bernardino Rota commendat.o e fu conferita la commenda
all’Eminentiss.o Cardin.e Santoro alias de S.ta Severina b.m. e
volendo metter in esecut.ne il concordato fatto col suo predecessore
assignò li pred.ti D.ti 220 nel modo che se dirà appresso in alcuni
beni e con essi due Grancie con chiese e case: l’una chiesa e casa è
nel podere chiamato Il Vordò nella terra di Caccuri distante da esso
Monast.ro per spatio di sei miglia sotto l’Invocat.ne e titolo di
San Giacomo Apostolo; l’altra Grancia con chiesa e casa è situata
nel territorio della Terra di Rocca di Neto dove la pred.a Abb.a
possiede molti beni et è distante dal pred.o Mon.ro per spatio di
sedeci miglia sotto l’Invocatione di Santa Maria della Terrata con
patto e condit.ne che essi Religiosi celebrassero e facessero
celebrare la santa messa nella predettae chiese.
L’assignatione della sud.a Grancia di S.a Maria delle Terrate non fu
altro che la pred.a chiesa et una casa con un pezzo di terreno d’una
tumulata e meza all’uso del Regno, acciò vi potesse fare una vigna
et in quel tempo la pred.a chiesa era servita da uno Heremita. Molti
anni sono conoscendo li Religiosi di questo Mon.o che la
manutentione della pred.a chiesa era molto spesosa con mantenervi
anco un cappellano per farvi celebrare la Santa messa senza havere
assignam.to de beni con li quali si potesse sopportare tal peso
condescendettero che il loro capit.o vi provvedesse d’alcuno
religioso che ivi comorasse e cosi con la buona edificat.ne et
assistenza di Religiosi con la devotione de popoli e benefattori si
è ampliata quella Grancia la quale è ridotta in forma di monast.o
con alcuni beni et elemosine continuate conforme ampiamente si vede
nella relat.ne e parte del detto luogho di Santa Maria delle Terate.
Furono assignati D.ti sessanta di Regno sopra l’introiti e resposta
della Grancia, e Podere chiamata San Martina de Canale con patto e
conditione nell’istesso Instrumento, che volendo esso Sig.r Abbate
Commend.o per qualsivoglia causa revocare a se medes.o e ripigliarsi
la med.a Grancia e Podere liberam.te che fosse lecito, et in tal
caso fosse tenuto et obligato assignare e fare assignare alli R.di
Padri del detto Mon.o presenti e futuri li pred.ti >D.ti sessanta
delli potiori beni della detta commenda et abbatia.
Si continuò il possesso della pred.a Grancia e resposta delli detti
docati sessanta per tutto il tempo che visse il pred.o Eminentiss.o
Sig.r Card.e de Santa Severina commendata.o et anco per molti anni,
che visse Monsig.r Alfonso Pisani Arcivesc.-o della detta città di
Santa Severina, che fu suo nepote e success.re nella medesima
commenda et Abbatia: successe poi a costui l’Eminentiss.o Ubaldini
b.m. e li suoi Ministri de fatto spogliorno li predetti Religiosi
della detta Grancia e resposta delli detti D.ti sessanta senza
donarle, ne farle donare l’assignam.to. et equivalente di essi in
virtù del sopracitato Instrumento con manifesto aggravio e danno et
insino al presente restano totalmente spoliati di essi annui docati
sessanta.
Item assignò altri D.ti sessanta, li quali devono pagarsi per
ciascun’anno dalli SS.ri Officiali Reggii sopra la salina di Neto
nel territorio di Santa Severina, ne giamai da questi e dalli Reggii
Arrendatori si riceve l’intiera sodisfatt.ne, e quel poco che si
have, e con molte spese di ordini, e provis.ni Reggie di Napoli; di
modo che fatto il calculo solam.te delli sei anni in conformità
della pred.a Constit.ne Ap.lica in molte, e diverse volte si sono
ricevuti docati 48 che l’un’anno per l’altro sono docati 24 – 3 –6 e
gli altri si vanno deperdendo per la renitenza delli predetti
ministri et arrendatori docati 24 – 3 – 6.
Item assignò la Grancia del Vordò dove si trova fundata una chiesa
sotto l’invocatione di San Giacomo Apostolo con una casa come di
sopra con quantità di terreni vacui, vigne et oliveto per annui
docati cento, li quali si vanno percipendo l’un’anno per l’altro con
l’aggregatione e compra fattavi d’alcuni altri terreni contigui per
un legato fatto da un benefattore duc.ti 100.
Di modo che l’assignatione fatta per li predetti ducati 220 come di
sopra alla Mensa Monacale delli beni del predetto Monast.o come
ridoto di presente è ridotta a ducati 124 – 3 - 6.
Item possiede un territorio chiamato Armirò, il quale fu comprato da
Monsig.r Alfonso Pisano Arcivesc.o di Santa Severina, e
Commendatario di detta Abbadia con dinari pervenutri nelle mani di
esso Commendatario dalla vendita fatta d’alcuni alberi inutili del
bosco della Grancia di San Martino di Canale, la quale Grancia fu
per prima assignata dal Sig.r Cardinale Santoro alias de Santa
Severina alli predetti Religiosi come di sopra, et assignata alla
mensa monacale per accrescersi il numero di sacerdoti se ne riceve
l’un’anno per l’altro ducati D.ti 75.
Item possiede un altro territorio chiamato Vallone delle case e con
altri nomi similmente comprato come di sopra con dinari del sudetto
bosco da esso Monsig.re Pisano commendatar.o per accrescimento del
culto Divino, e numero de Monaci rende l’un’anno per l’altro per il
pascolo ducati D.ti 33.
Item riceve per resposta di frumento chiamato germano che in esso si
sementa l’un’anno per l’altro ridotto in dinari D. 20.
Item essendo contigui al predetto territor.o molti boschi di pini da
otto anni a questa parte si è introdotta da essi Religiosi una serra
per segare tavole dalli predetti pini, e dedotte le spese l’un’anno
per l’altro se ne riceve d’utile ducati D. 35.
Item di presente possiede bovi num.ro undeci, li quali sono
impiegati nel servitio della detta serra, l’esercitio della quale
s’adopra solamente per mesi sette , e si riceve dall’utile di detti
bovi l’un’anno per l’altro ducati D. 35.
Item suole ricevere l’anno per l’altro per vendita di frutti
piantati e coltivati nel.a pred.a Grancia del Vordò ducati D. 6.
Item sole ricevere dalla vendita delle frondi di celsi lasciati per
legato fatto da Not.o Pietro Giovanne Oliverio per una messa la
settimana nella cappella di San Carlo fondata nella chiesa di detto
Mon.o l’un’anno per l’altro ducati D. 3-10.
Item possiede un territor.o chiamato Lacane pervenuto ad essi
Religiosi con obventioni di diversi benefattori e sarà da dodeci
tumulate in circa, e si riceve l’un’anno per l’altro per rendita del
pascolo ducati quattro, e quando si sementa e con li bovi del
monast.o et il frumento che si riceve serve per parte del vitto de
Religiosi dico ducati D. 4.
Item possiede dentro il territorio di Lacone alcuni celsi le fronde
di quali l’un’anno per l’altro rendono ducati D. 7.
Item possiede un horto congionto al detto Monaster.o nel quale vi
erano molte fabriche dirute per l’antica habitatione et il detto
horto anco le fu assignato dal Sig.r Abb.e Commendatar.o nel
precitato Instrumento et havendolo li pred.ti Religiosi ridotto in
cultura e remosso tutte quelle fabricaccie, e pietre, et piantato
molti celsi si riceve dal detto horto, e frondi di celsi l’un’anno
per l’altro ducati D. 16.
Item possiede un altro horto con alcuni celsi contiguo al pred.o
loro horto ad essi Religiosi assignato dalli benefattori della
cappella Santiss.mo Rosario fundata nella pred.a chiesa per
celebratione d’una messa la settim.a rende l’un’anno per l’altro
ducati D. 5.
Item possiede una vigna chiamata la civitella contigua alla predetta
Grancia del Vordò comprata con li dinari pervenuti da un benefattore
per legato fatto, che si erigesse una cappella sotto l’invocatione
di San Domenico nella detta chiesa, la quale già sta eretta, e
s’affitta l’un’anno per l’altro ducati D. 3 –2- 10.
Item possiede un territorio chiamato Caria comprato con li dinari
del medesimo Benefattore per il legato fatto della detta cappella di
San Domenico et l’un’anno per l’altro rende ducati D. 15.
Item possiede un territorio pervenuto ad essi Religiosi da un
Benefattore da tumulate dieci in circa nel loco detto Acoretto nel
quale per ogni tre anni si sementa in esso un certo frumento
chiamato germano e nell’istesso tertio anno si ricevono otto tumuli
del medesimo frutto, che ridotto in dinari e raguagliati gli anni
sei sono l’un’anno per l’altro ducati D. 1 – 3-
Item possiede un altro territorio nel loco detto placi da tumuli tre
incirca nel quale per ogni tre anni si semina in esso il medesimo
frumento chiamato germano e di esso frumento si ricevono tre tumuli
per ogni tre anni e raguagliati all’anni sei sono per ciascun’anno
carlini D. 0 –3 –
Item possiede un altro territorio chiamato l’olivaro pervenuto ad
essi Religiosi per legato fatto da un Benefattore, acciò del frutto
di esso si celebrino tante messe nella cappella di San Michele
Archangelo e s’affitta l’un’anno per l’altro docati D. 4.
Item possiede una spetiaria eretta nel detto monast.o dall’anno 1642
con vasi e cose necessarie per occurrenti infermità di essi
religiosi e fameglia mentre per prima erano constretti mandare in
città et terre forastiere lontane con incomodo, e pericolo grande,
vi esercita da spetiale secolare e detratte le medecine della
fameglia et altre spese necessarie si riceve l’un’anno per l’altro
ducati D. 25.
Item possiede un annuo censo sopra una possessione chiamata
Canginati di ducati D. 5.
Item riceve da diversi benefattori per la celebratione di molte
messe imposte da essi settimana per settimana alle sopradette
capelle erette dalli detti nella medesima chiesa annui ducati D. 25.
Item riceve l’annuale elemosina del sale concessa dalla Maestà
Catholica a Religiosi e detratte le spese et il vitto necessario
suol cavare dall’avanzo l’un’anno per l’altro ducati D. 2.
Item raguagliati li predetti anni sei suol cavare d’obventione di
messe manuali di funerali e d’altre elemosine incerte l’un’anno per
l’altro ducati D. 35.
Item possiede pecore num.ro 453 confuse grandi, e picciole le quali
si sono donate in affitto da sei anni incirca a diverse persone e si
è ricevuto dal detto affitto l’un’anno per l’altro D.ti 39.
Item possiede animali porcini confusi maschi e femine grandi e
piccioli num.ro 39 apprezzati da huomini esperti per ducati quaranta
donati in guadagno conforme all’uso del paese ad un particolare, che
li custodisce e governa e detratte le spese se ne riceve l’un’anno
per l’altro l’utile et il comodo della fameglia della carne salata e
saggime e di questi non si fa ne introito ne uscita.
Item possiede vacche num.ro 29 confusamente grandi e piccole
introdotte da alcuni anni per servitio e commodo del detto Monast.ro
et per non esser ancora accresciute a num.ro grande detratta la
spesa de pascoli, et anco le mortalità di presente se n’have
ricevuto e si riceve l’utile e comodo per il mantinimento delli bovi
destinati alla serra delle tavole conforme si è notato di sopra et
anco per il mantinimento delli bovi destinati alla massaria seu arte
del campo et il latticinio ha servito in parte del comodo della
fameglia. Item possiede una cavalla, un cavallo et un mulo per
servitio di d.o mon.ro.
Item possiede altri bovi num.ro quattro destinati alla coltura della
massaria seu arte del campo dalla quale si sogliono havere l’un’anno
per l’altro tumuli 130 di diversi vettovagli li quali consumandosi
per parte del vitto della fameglia non si pone ad introito in
dinari.
All’incontro il detto Monast.ro ha peso di messe perpetue ogn’anno
num.ro 736 et Anniversarii num.ro
Item ha peso di messe temporali ogn’anno ad arbitrio delli
Benefattori delle dette Cappelle construtte in detta chiesa num.ro
136 delle quali vi sono messe cantate per ciascun’anno nume.ro 36.
Le sudette messe tanto perpetue e temporali, quanto manuali e
quotidiane che pervengono alla predetta chiesa sino al presente
giorno sono tutte adempite.
Per elemosina di ciascuna Messa si suol dare un carlino di moneta di
regno.
Item è gravato di resposta d’un canone ogn’anno di grana dicisette 0
–0 –17
Item ha debito di annue contributioni al Padre Procuratore Generale
dell’Ordine in Roma di annui ducati D.ti 15.
Item ha debito d’annue prestationi alla Cassa Comune per il
vestiario et altre spese occorrenti al Padre Presidente della
Congregatione annui doc.ti D.ti 12.
Item ha debito per la visita annuale D.ti 1-2-10.
Item ha debito per il viatico del Padre Presidente, che si destina
dal Padre Generale per ogni quattro anni per superintendere al
Capitolo Provinciale, e raguagliati li detti anni quattro sono per
ciascun anno duc.ti D.ti 3.
Item per li cibarii del detto Capitolo l’un’anno per l’altro ducati
D.ti 2.
Item per la sacristia, cere et per la musica nel giorno solamente
della festività del Glorioso Precursore S. Gio. Batt.a un’anno per
l’altro duc.ti D.ti 18.
Item ha di spesa ordinaria del vitto senza il grano, vino, et altre
cose raccolte ne beni del monast.ro mentre che il grano si raccoglie
dalla massar.a che si fa con li suoi bovi, e di esso si tiene conto
solamente della quantità che si riceve, e che si consuma, ma non del
prezzo, che si vende, e si compra, e così anco del vino,
comprendendosi ancora in detta spesa di vitto li passaggi et alloggi
de superiori, di tutte le persone ecclesiastiche, d’officiali e
d’altri secolari, la quale hospitalità è continuata essendo la
predetta terra e Monast.ro in luogo di continuo passaggio ne di
queste spese si tiene nota particolare, mentre, che si cibano
dellìistesse cose, delle quali si fa la dovuta e competente
provisione ogni anno, cumulando dunque ogni cosa che si compra per
il detto vitto con dinari contanti si calcula che viene confusamente
a raggione di docati dieci per ciascuna bocca, e ridotta la detta
spesa a diecisette bocche come di sopra sono l’un’anno per l’altro
ducati D.ti 170.
Item per vestiari di Religiosi, servienti et oblati,che sono numero
17 a raggione di docati quindeci l’Abbate doc.ti 13, il Cellarario
docati dodeci per ciascun sacerdote docati dieci per chierico e per
converso docati sei l’oblato et altri docati sei per ciascun
serviente e docati tre per vestire ordinariamente quello che
carreggia l’acqua in tutto docati D.ti 127.
Item per salario al Molettiero docati quindeci
Al Massaro, che fa l’arte del campo e massaria docati diecisette. Al
Custode e Garzone della Grancia del Vordò docati sedici. Al
Vaccarello docati dieci in tutto docati D.ti 58.
Item per il Medico ogn’anno D.ti 5
Item per il Barbero 2-2-
Item per la lavandara 2-2-10
Item per opere nel sementare, zappoliare, mietere, scognare, et
altre cose occorrenti alla massaria seu arte del campo l’un’anno per
l’altro ducati 17.
Item per acconcimi della botte nel cellaro per putare, zappare,
refondere, ompalare, e ligare le vigne, piantare nuovi propagini,
vendegnare, carreggiare il musto, e per altre opere necessarie, e
bisognanti nel Podere, e Grancia del Vordò, la quale è distante per
spatio di sei miglia dal detto mon.o, l’un anno per l’altro ducati
D.ti 40.
Item al Cappellano che celebra la Santa Messa in tutte le Domeniche
e feste de precetto nella chiesa della detta Grancia del Vordò per
ciascun’anno ducati D.ti 10.
Item per ferro, che si compra ogn’anno per servitio dell’animali et
massaria, per il m.ro ferraro, per li finimenti, e mantinimento
delli detti animali destinati al servitio del Monast.ro e fameglia
l’un’anno per l’altro ducati D.ti 16.
Item per le spese ordinarie di biancherie mobili di casa, vasi, et
altre robbe di cucina, del furno, del Refett.rio, e simili l’un’anno
per l’altro ducati D.ti 12.
Item ha debito contratto per necessarie reparationi fatte in
fabriche in tetti, in un nuovo Refettorio et in altre necessità da
pagarsi per una sol volta tantum ducati D.ti 170.
Noi Infratti col mezo del n.ro giuram.to attestiamo d’haver fatto
diligente inquisi.ne e recognittione dello stato del soprad.o
Monastero e che tutte le cose espresse di sopra sono vere e reali e
che non si è tralasciato d’esprimere entrata, uscita, o peso di esso
Monastero che sia pervenuta alla n.ra notitia.
Et in fede habbiamo sottoscritto la presente di n.ra prop.a mano e
segnata col solito siggillo di questo ven.le monastero di San Gio.
in Fiore, questo di 7 di marzo 1650.
Io D. Emanuele Pelusio Abb. e affirmo
Io D. Silvestro Nigro sacerdote affirmo quanto di sopra
Io D. Paulo Pozella sacerdote affirmo q.nto di sopra.

