Crotone, 1860: il plebiscito e le proteste post-unitarie

Il plebiscito di Reggio Calabria in una litografia dell’epoca.

Sebbene l’unità del Regno d’Italia venne proclamata ufficialmente il 17 Marzo 1861 [i], il processo di unificazione iniziò concretamente diversi anni prima. Sin dal 1848 numerosi stati della penisola iniziarono a confluire in quello che allora era chiamato Regno di Sardegna [ii]: i primi furono i ducati di Parma e Piacenza, seguiti dalle province lombarde e venete. Erano gli anni dei plebisciti risorgimentali [iii], ed in tutta la penisola si svolsero una serie di votazioni pubbliche alle quali tutti gli uomini avrebbero potuto partecipare.

Questi plebisciti si svolsero anche nel Regno delle Due Sicilie [iv], dove la popolazione maschile venne chiamata al voto il 21 ottobre 1860. Il quesito era il seguente: “Il Popolo vuole l’Italia una e indivisibile con Vittorio Emanuele Re Costituzionale e suoi legittimi discendenti?” [v]. La votazione si svolse in contemporanea in tutto il meridione, e vi parteciparono oltre un milione e mezzo di “elettori” [vi].

Le ombre e i dubbi sull’organizzazione e sullo svolgimento di queste votazioni sono moltissimi, tanto da essere un argomento di dibattito ancora oggi [vii]. I plebisciti di fatto sono accusati, a più riprese, di essere stati delle vere e proprie farse, in quanto non solo non garantivano informazioni certe sul numero dei votanti e sui voti, ma anche perché il voto veniva espresso, di fatto, in modo palese [viii]. Il clima inoltre, specialmente nelle regioni meridionali, era particolarmente teso [ix] non solo per l’avanzata militare ma anche per la fuga di Francesco II [x], che preferì “lasciare Napoli, la mia propria casa, la mia diletta capitale per non esporla agli orrori di un bombardamento” [xi].

La Calabria era già stata interessata dall’avanzata garibaldina [xii], e la profonda spaccatura tra monarchia borbonica e borghesia liberale appariva insanabile [xiii]. Buona parte delle famiglie nobili appoggiava pubblicamente l’annessione, andando anche contro alle indicazioni espresse dalla chiesa [xiv]. A Crotone una delle famiglie più attive in tal senso fu quella dei Barracco [xv], che finanziò con 10.000 ducati la spedizione dei mille e respinse, in più occasioni, le onorificenze – anche economiche – attribuitegli da Ferdinando II [xvi].

Nella provincia crotonese si votò in massa per l’annessione [xvii], e nel capoluogo venne proclamato “sindaco di transizione” Gaetano Cosentini [xviii], che rimarrà in carica fino alla proclamazione del Regno d’Italia l’anno successivo.

La transizione però non fu indolore, e nonostante l’alto numero di voti per l’annessione si registrarono diversi scontri e manifestazioni a sostegno di Francesco II e del regno. Questi avvenimenti, o quanto meno una considerevole parte, vennero segnalati e registrati dalle forze dell’ordine, ed oggi sono accessibili tramite gli Archivi di Stato di Napoli e Catanzaro [xix]. Anche nel crotonese si registrarono diversi scontri di natura “reazionaria” e politica [xx], a partire sin dai mesi successivi alla proclamata annessione. Questi eventi si andarono ad aggiungere all’attività già presente e consolidata di diverse bande di briganti nel territorio, e nella sola città di Cotrone si registrano ben quattro episodi:

“Cotrone. Carattere reazionario e politico assunto dal brigantaggio nel distretto. Segnalazione fatta dal sottogovernatore al governatore. Nota del governatore. 1 dic. 1860.”;

“Cotrone. Sollevazione di circa 4000 falciatori, che minacciano saccheggi ed assassini in nome di Francesco II. Rapporto del Comandante generale dei Carabinieri di Napoli sul brigantaggio in Calabria. Napoli, 2 luglio 1861.”;

“Provincia di Calabria Ulteriore II. Cotrone. Banda di 160 «briganti ed accaniti reazionari», «con bandiera bianca spiegata ed al suono del tamburo, andavano gridando viva Francesco II, morte ai Piemontesi». Scontro con un reggimento di fanteria. Rapporto dell’ispettore generale del corpo dei carabinieri di Napoli. 13 luglio 1861.”;

“Provincia di Calabria Citeriore. Cotrone. Gruppi di briganti compiono attività reazionaria. 1861.”;

Nel mentre, i neoamministratori iniziarono a chiedere maggiori garanzie al neo-regno, lamentando una popolazione impaurita dalle condizioni insostenibili. In questo clima si arrivò dapprima alla proclamazione dello stato d’assedio delle province meridionali [xxi], e successivamente alla commissione di inchiesta parlamentare sul brigantaggio del 1862 [xxii]. Commissione che rimarrà nota alla storia per l’approvazione della controversa Legge Pica [xxiii], che interessò circa 14.000 persone e finì per divenire uno degli elementi più critici della questione meridionale [xxiv].

Il brigantaggio nella provincia crotonese non si estinse, e continuò ininterrottamente fino ai primi del ‘900 pur perdendo il suo carattere reazionario e politico, ma proseguendo nelle scorrerie, nelle estorsioni e nei sequestri.

 

Note

[i] https://it.wikipedia.org/wiki/Proclamazione_del_Regno_d%27Italia

[ii] https://it.wikipedia.org/wiki/Regno_di_Sardegna_(1720-1861)

[iii] https://it.wikipedia.org/wiki/Plebisciti_risorgimentali

[iv] https://it.wikipedia.org/wiki/Regno_delle_Due_Sicilie

[v] https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Statuto_fondamentale_del_regno.pdf/30

[vi] https://it.wikipedia.org/wiki/Plebisciti_risorgimentali#Regno_delle_Due_Sicilie

[vii] https://www.ilmattino.it/blog/controstorie/referendum_e_plebiscito_del_1860-2110484.html

[viii] http://www.ilportaledelsud.org/mr54.htm

[ix] http://www.treccani.it/enciclopedia/i-plebisciti-e-le-elezioni_%28L%27Unificazione%29/

[x] https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_II_delle_Due_Sicilie

[xi] http://www.fondazionefrancescosecondo.it/it/articoli-e-riflessioni-1/francesco-ii-di-borbone-fu-l-ultimo-re-delle-due-sicilie-20

[xii] https://it.wikipedia.org/wiki/Spedizione_dei_Mille

[xiii] https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_della_Calabria#Dai_moti_carbonari_alla_Spedizione_dei_Mille

[xiv] http://www.archiviostoricocrotone.it/urbanistica-e-societa/il-seminario-di-crotone-1669-1860/

[xv] Giovanni Barracco, un barone calabrese: alpinista, parlamentare, mecenate, di Cesare Mulè

[xvi] https://it.wikipedia.org/wiki/Ferdinando_II_delle_Due_Sicilie

[xvii] http://www.mesoracacultura.it/plebiscito-21-ottobre-1860-risultati-provincia-crotone/

[xviii] https://it.wikipedia.org/wiki/Gaetano_Cosentini

[xix] Guida alle fonti per la storia del brigantaggio postunitario conservate negli Archivi di Stato;

[xx] https://it.wikipedia.org/wiki/Brigantaggio_postunitario_italiano

[xxi] Emergenza e tutela dell’ordine pubblico nell’Italia liberale, di Roberto Martucci

[xxii] https://storia.camera.it/organi/commissione-d-inchiesta-parlamentare-sul-brigantaggio-08

[xxiii] https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Pica

[xxiv] https://it.wikipedia.org/wiki/Questione_meridionale

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