Dalle case dei Ventura al palazzo degli Zurlo di Crotone in parrocchia dei SS. Pietro e Paolo

Crotone, il palazzo Zurlo in parrocchia dei SS. Pietro e Paolo.

Nel Seicento gli Zurlo sono elencati tra i nobili della città di Santa Severina,[i] a Crotone Pietro Zurlo ed i suoi fratelli saranno aggregati al seggio nobiliare di San Dionigi solo nel 1737. Il rapporto tra gli Zurlo di Santa Severina con Crotone sarà continuo durante il Seicento.[ii]

Gio. Cesare Zurlo

Gli Zurlo sono già presenti a Crotone all’inizio del Seicento. Gio. Cesare Zurlo, detto anche Gio. Cesare Scazurro, nel 1621 è sindaco del popolo.[iii] Crotone 7 giugno 1626, Gio. Cesare Zurlo e il Reverendo Horatio Zurlo suo figlio, da una parte, e dall’altra Isabella Garofalo, figlia di Gio. Maria Garofalo, e sorella di Domenico Garofalo, sposata con Francesco Licanea. Gio. Cesare Zurlo ha ricevuto da suo figlio ducati 25 che deve consegnare a Isabella Garofalo. Detti denari consistono in “dui duppieri d’oro dui duppieri arang.e et per lo rimanente in danaro di argento 2. una trazza duppia”. La consegna deve essere fatta per ordine del padre e del fratello di Isabella.[iv]

Crotone 2 gennaio 1627, Gio. Cesare Zurlo sposa Vittoria Rigitani, vedova di Gio. Gregorio Coco e figlia del notaio Gio. Francesco Rigitani. Lo sposalizio è celebrato in cattedrale, dal primicerio il reverendo Gio Teseo Syllani su licenza del vicario. Tra i capitoli matrimoniali precedentemente trattati, firmati e conclusi, vi era una dote di ducati 900 così ripartiti: ducati 600 al tempo della raccolta prossima futura, ducati 50 in contanti nella raccolta seconda ventura del 1628. Tali ducati 650 si dovranno investire in compra di uno stabile in questa città. Una catena d’oro e un’altra “catinetta” d’oro, e ducati 150 al dì dell’affidare, assieme a tante robbe, panni di seta, lino, oro e perle.[v]

Il 5. settembre 1629 il papa Urbano VIII ordinava ai vescovi o ai vicari generali di Crotone, Mileto e Catanzaro, di fare restituire al laico Gio. Cesare Zurlo “census, iocalis, gemmas etc.”, che per diritto ereditario gli spettano.[vi] Sempre a Crotone in questi anni vive il canonico Horatio Zurlo, il quale nel gennaio 1639, provvede alla parrocchiale di Santa Margherita.[vii]

A ricordo di Gio. Cesare Zurlo rimase alla fine del Seicento un beneficio senza altare e cappella in cattedrale, di iuspatronato della famiglia del fu Nicola Basoino e del fu Gio. Cesare Zurlo, dedicato a San Tommaso.[viii] Tra i figli di Gio. Cesare Zurlo che morì all’inizio del 1630, e Vittoria Rigitani, sono ricordati Orazio, Gio. Domenico, Francesca e Lucrezia.

Arme della famiglia Zurlo di Crotone (da Wikipedia).

Il Reverendo Orazio Zurlo alias Scazurro

Orazio Zurlo intraprese la carriera ecclesiastica. Crotone 11 gennaio 1630, il Reverendo Horatio Zurlo alias Scazurro UJD, figlio ed erede del m.co Gio. Cesare Scazurro, si reca nelle case dove abitava il padre in parrocchia di Santa Margherita. Orazio, anche a nome del fratello Gio. Domenico Zurlo, che si trova a Napoli, entra nelle case e dichiara che per testamento, lui ed il fratello sono eredi e fanno l’inventario dei beni paterni. Egli dichiara che il padre prima di morire, fece dono alle figlie Francesca e Lucrezia di quello che a loro spettava delle doti della madre Vittoria Rigitani.[ix]

Crotone 17 maggio 1630, il Reverendo Horazio Zurlo UJD e Nicola Maria de Vito, fratello e zio di Francesca Zurlo, trattano il matrimonio da farsi tra Francesca Zurlo, figlia di Gio. Cesare, e Leonardo Telesio. Tra le doti vi è anche la metà della casa palaziata, dove abitava il padre in parrocchia di Santa Margherita.[x]

Crotone 24 gennaio 1642, il Reverendo Horatio Zurlo UJD, fratello di Francesca Zurlo, consegna parte del denaro delle doti concordate a Leonardo Telesio.[xi]

Crotone 13 settembre 1642, Il Reverendo D. Horatio Zurlo, nipote di Nicola Maria de Vite, chiede al capitano Giuliano Rizon dela Cerda il denaro che spetta al De Vite.[xii]

Crotone 10 novembre 1646, Su richiesta fatta da Francesca Zurlo, vedova di Leonardo Telesio, il notaio Protentino si reca in parrocchia di Santa Margherita, nelle case dove abitava il padre Gio. Cesare Zurlo, metà delle quali sono dotali di essa Francesca Zurlo, e l’altra metà appartengono al fratello Orazio Zurlo.[xiii]

Il Dottore Fisico Gio. Domenico Zurlo

Gio. Domenico Zurlo A.M.D. (dottore fisico), figlio di Gio. Cesare Zurlo Scazurro, sposò nel 1651 Laura Gullì, figlia di Lucretia Venturi. Nei capitoli matrimoniali stipulati il 4 marzo di quell’anno, la madre Lucretia promise una dote di 700 ducati. Il 12 giugno la madre consegnò agli sposi ducati 250 di beni, ducati 200 in contanti, ed un annuo censo di ducati 8 per un capitale di ducati 100 sopra le vigne del fu Michele Marzano. Alla stipula dei capitoli matrimoniali intervenne anche il Reverendo Horatio Zurlo fratello di Gio. Domenico.[xiv]

19 settembre 1654, l’A.M.D. Gio. Domenico Zurlo, erede del fratello Reverendo Horatio Zurlo, paga le doti di Lucretia Zurlo, che ha sposato Mutio Manfredi.[xv] Sempre in quel giorno, Gio. Domenico Zurlo A.M.D., dichiara di possedere due vignali detti li Casalini, nel distretto di Castella, e li dona “per amore et benevolentia … in augmentum patrimonii eius”, al Reverendo Gio. Geronimo Zurlo.[xvi]

Fiorenza Zurlo, figlia di Gio. Domenico Zurlo e Laura Gulli, sposò Pelio Petrolillo. Le doti promesse furono di ducati settecento: ducati 450 in denaro contante e ducati duecento cinquanta in tanti beni mobili, oro, perle, ecc.[xvii] Le pestilenze della seconda metà del Seicento colpirono particolarmente la famiglia di Gio. Domenico Zurlo.[xviii]

Crotone 30 ottobre 1672, il dottore fisico Gio. Domenico Zurlo, abitante in parrocchia di Santa Margherita, confinante con la casa degli eredi di Michele Marzano, fa testamento. Sono nominati i suoi figli Diego e Horatio Zurlo, le sue figlie Fiorenza e Caterina, la moglie Laura Gulli e la sorella Francesca Zurlo.[xix]

Crotone, il palazzo Zurlo in parrocchia dei SS. Pietro e Paolo.

La famiglia Venturi

La famiglia Venturi è già presente a Crotone all’inizio del Seicento. Essa occupa un posto importante nella vita politica della città. Durante il Seicento furono sindaci del popolo: Horatio nel 1603[xx] e Prospero nel 1666[xxi] e nel 1670.[xxii] Nel 1622 Gio Domenico Ventura fu eletto del popolo.[xxiii] Essi entreranno nel seggio nobiliare di Crotone solo con Carlo Ventura ed i suoi fratelli, aggregati al sedile di San Dionigi nel 1737.

Crotone 1 settembre 1619, Horatio Venturo tutore di Prospero Venturo, figlio ed erede di Fabio Venturo, da una parte, e dall’altra Gio. Francesco Iuzzolino, fratello uterino di Prospero per parte della fu madre Lucretia Mangia Casale, nonché erede della detta Mangia Casale e del fu Florio Iuzzolino.[xxiv]

Crotone 3 novembre 1619, Horazio Venturo dichiara che il fratello Fabio Venturo è morto senza aver fatto testamento (ab intestato), ed il figlio di costui, Prospero Venturo, è erede della madre Lucrezia Mangia Casale e del padre Fabio Venturo. Horazio Venturo è il nonno di Prospero.[xxv]

5 maggio 1626, Horatio Venturi esercita l’incarico di “m.ro Camerae Curiae” di Crotone.[xxvi]

Le case dei Ventura erano situate in parrocchia di San Pietro,[xxvii] e confinavano con le case dei Cavarretta,[xxviii] e con uno dei palazzi dei Suriano.[xxix]

I Ventura svolsero un ruolo importante nella città, sia perché esercitarono la professione di medico fisico,[xxx] sia per il legame che la famiglia Ventura ebbe con la chiesa parrocchiale di San Pietro e con l’ambiente ecclesiastico.[xxxi] Essi, inoltre, erano imparentati con numerose famiglie del ceto degli “onorati” e con alcuni nobili fuori seggio, tra le quali i Gulli,[xxxii] i Petrolillo,[xxxiii] i Sorbo,[xxxiv] i Quercia, i Maricola, i Tronca e gli Zurlo.[xxxv]

I Ventura e gli Zurlo. Orazio Zurlo

Il nobile Orazio Zurlo, figlio del dottore fisico Gio. Domenico Zurlo e di Laura Gulli, si unì con la nobile Alvinia Ventura. Tra le doti ricevute vi era anche una casa in parrocchia di San Pietro, casa che precedente era appartenuta a Ottavio Piterà.[xxxvi] La casa con orticello confinava con la casa di Ludovico Albanese, e con le case dette del Sorbo.[xxxvii] Oltre alla casa portata in dote, Orazio possedeva anche la casa paterna, dove egli abitava con la sua famiglia in parrocchia di Santa Maria.[xxxviii] Dedito al commercio del grano, tra le sue proprietà vi erano dei vignali in località Li Cudi,[xxxix] la gabella la Manca di Sillano,[xl] ed una bottega in piazza Lorda, che prima era stata dei Venturi.[xli] Orazio è anche ricordato per un’aspra lite che ebbe con Leonardo la Piccola,[xlii] e per aver amministrato assieme al figlio Gio. Domenico, il Monte di Pietà.[xliii]

Crotone, il palazzo Zurlo in parrocchia dei SS. Pietro e Paolo.

Gli eredi di Orazio Zurlo

Da Orazio Zurlo e Alvinia Venturi nacquero i figli Gio. Domenico, Pietro, Fabrizio, Diego, Nicola e Francesco Antonio. Per molti anni i beni lasciati da Orazio Zurlo, morto nel 1722, furono amministrati collettivamente dai figli ed eredi. Solamente dopo la morte di Pietro Zurlo, avvenuta nel 1762, si cominciò a discutere sulla separazione del patrimonio, e nel 1771 fu fatto l’apprezzo, e si incominciò a trattare la divisione dell’intera robba della casa Zurlo, che fu fatta con l’aiuto di periti eletti di comune consenso. Da una parte c’erano l’arcidiacono D. Diego, D. Francesco Antonio, D. Giuseppe e D. Francesco anche in nome di D. Fabrizio; dall’altra D. Baldasarre ed il fratello D. Raffaele, in quanto figli ed eredi di Pietro.

“Per la divisione fra li S.ri Zurlo di Cotrone.

Li figli del q.m D. Orazio Zurlo e D. Alvinia Ventura furono e sono cioè:

D. Gio. Dom.co che nell’anno 1763 morì, ed era decano di q.a Catredal Chiesa. Fece il suo ultimo testamento a 10 Giugno d.o anno per gli atti di N.ro Felice Antico.

D. Pietro che ebbe due figli maschi D. Raffaele e D. Baldasarre e nell’anno 1762 senza testamento morì.

D. Fabrizio che nell’anno 1738 senza figli morì, e fece il suo ultimo testamento a 13 aprile d.o anno per gli atti di N.r Pelio Trioli di Cotrone.

D. Diego Archidiacono di q.a Catredal Chiesa che vive.

D. Nicola che a Gennaio 1777 morì, avendo lasciato tre figli maschi D. Giuseppe, D. Fabrizio e D. Francesco.

D. Francesco Antonio che vive vedovo senza figli.

D. Fabrizio con d.o suo testamento istituì erede il d.o D. Gio. Domenico per disponarne la sua eredità a sua voglia con alcuni pesi, e celebrazioni di messe come dal testamento nel volume separato f. 1 e 2.

D. Pietro morì intestato, e succedono i figli D. Raffaele e D. Baldasarre.

D. Gio Domenico con d.o testamento lasciò l’eredità di d.o D. Fabrizio alli figli di d.o D. Pietro col peso di dovere questi per una vice pagare Duc. 1000 al sud.o D. Nicola; ed istituì suoi eredi D. Diego per una porzione, D. Nicola per l’altra, D. Francesco Antonio per l’altra e D. Raffaele e D. Baldasarre per l’altra con alcuni pesi.

Per locche delle sud.te intere sei porzioni di d.ti sei fratelli ne spettano, cioè:

A D. Raffaele e a D. Baldasarre due porzioni ed un quarto, cioè una spettante a D. Pietro, altra per la porzione di D. Fabrizio, ed un quarto per la porzione di D. Gio. Domenico.

A D. Diego una, ed un quarto, cioè una che li spetta come figlio di D. Orazio, ed un quarto per quella di D. Gio. Domenico.

Ai figli di D. Nicola una porzione ed un quarto.

A D. Francesco Antonio una ed un quarto come il precedente.”

Nell’inventario dei beni troviamo: “Casa attaccata alla casetta del Purgatorio. Casa confine a quella di Nicola Rizzo. Rimessa dirimpetto al portone dei S.ri Zurlo. Palazzo che fu del S.r Ventura. Bottega sotto il palazzo vecchio di S.r Montalcini. Bottega nella piazza affittata al q.m dom.co Mazzeo. Altra di Mondrillo. Casa di Ruggero Beltrani comprata da D. Fran.co Antonio. Casa vicino a quella del S.r Gen.ro Cimino. Casa vicino a quella di Artesi.[xliv]

Crotone, il palazzo Zurlo in parrocchia dei SS. Pietro e Paolo.

Fabrizio Zurlo

D. Fabrizio nel 1738 morì senza figli. Fece il suo ultimo testamento il 13 aprile dello stesso anno per gli atti di notaio Pelio Tiriolo di Cotrone. “D. Fabrizio con d.o suo testamento istituì erede il d.o D. Gio. Domenico per disponarne la sua eredità a sua voglia con alcuni pesi, e celebrazioni di messe come dal testamento nel volume separato f. 1 e 2”.[xlv]

Gio. Domenico Zurlo

“D. Gio. Dom.co nell’anno 1763 morì, ed era decano della Chiesa Cattedrale di Crotone. Fece il suo ultimo testamento a 10 Giugno dello stesso anno per gli atti del notaio Felice Antico. D. Gio Domenico con d.o testamento lasciò l’eredità di d.o D. Fabrizio alli figli di d.o D. Pietro col peso di dovere questi per una vice pagare Duc. 1000 al sud.o D. Nicola; ed istituì suoi eredi D. Diego per una porzione, D. Nicola per l’altra, D. Francesco Antonio per l’altra e D. Raffaele e D. Baldasarre per l’altra con alcuni pesi.”[xlvi]

Il sacerdote Diego Zurlo

Alla fine del Seicento il chierico Didaco Zurlo è rettore del beneficio di juspatronato della famiglia Basoino fu Nicola e Zurlo fu Gio. Cesare, senza altare e cappella in cattedrale, intitolato a San Tommaso Apostolo.[xlvii] Il beneficio passerà poi al canonico Gio. Domenico Zurlo.[xlviii] La casa di Diego Zurlo era situata in parrocchia di Santa Margherita e confinava con le case dei Marzano.[xlix] A D. Diego toccò una parte ed un quarto, cioè la parte che gli spetta come figlio di D. Orazio, ed un quarto per quella di D. Gio. Domenico.[l]

Nicola Zurlo

Nicola morì nel gennaio 1777. Si unì con Maria del Castillo, sorella del canonico Pietro del Castillo. Lasciò tre figli maschi: D. Giuseppe, D. Fabrizio e D. Francesco. Crotone 7 dicembre 1752, Nicola Zurlo è procuratore del fratello Francesco Antonio che si trova a Napoli. Crotone 7 marzo 1759, Gio. Domenico Zurlo decano, Teresa Zurlo figlia di Maria del Castillo, moglie di Nicola Zurlo, fratello del decano. Teresa Zurlo entra nel monastero di Santa Chiara.[li]

Francesco Antonio Zurlo

D. Francesco Antonio vive vedovo senza figli. È ancora in vita nel 1782.

Pietro Zurlo

7 gennaio 1726. In una lite tra Domenico Miriello e Gregorio Cimino intervengono come pacieri Francesco Cesare Berlingieri e Pietro Zurlo.[lii] Ammesso nel 1737 al sedile di S. Dionigi (D. Petrus eiusque frates de Zurlo). Morì nel 1762.

Crotone, il palazzo Zurlo in parrocchia dei SS. Pietro e Paolo.

I palazzi degli Zurlo in parrocchia dei SS. Pietro e Paolo

Sulle case di Orazio Zurlo in parrocchia di San Pietro, portate in dote dalla moglie Laura Gulli, il figlio ed erede Pietro iniziò a costruire il suo palazzo. Infatti, nel catasto onciario dell’università di Cotrone del 1743,[liii] così è censita la famiglia di Pietro Zurlo: D. Pietro Zurlo nobile patrizio di questa città d’anni 35. D. Maria Michela Giannuzzi moglie d’anni 25. D. Marianna figlia d’anni 2. D. Gabriela figlia d’anni 1.[liv] D. Giovanni Domenico Zurlo fratello sacerdote tesoriere d’anni 50 (nel 1731 è arciprete e nel 1743 tesoriere). D. Diego Zurlo fratello sacerdote d’anni 33. D. Nicolò Zurlo fratello d’anni 27. D. Maria del Castillo moglie di detto D. Nicola d’anni 20. D. Francesco Antonio Zurlo fratello d’anni 23. Giuseppe Antonio Zurlo schiavo d’anni 32.

Abita in casa propria in parrocchia dei SS. Pietro e Paolo, e possiede: quattro magazzini fuori le porte di questa città, luogo detto il Fosso, vicino la chiesa della SS.ma Annunciata. Possiede i territori: Le Cudi, La Manca di Scigliano, terre a Casizzone, Le Piane di Nola, Valle di Nigro, parte di Cipolla, parte di Lenza, un comprensorio di terre in comune et indiviso con D. Giovan Battista e fratelli Ventura, nominato il Forno, Linternetto, e Tuvolo. Due botteghe in piazza. Capitali: ducati 300 sopra i beni di D. Margarita Modio; ducati 1200 sopra i beni di D. Nicolò Marzano, duc. 50 sopra la casa di Antonino Mondrillo; duc. 2600 sopra i beni di D. Nicola Passarelli; duc. 1500 sopra i beni di D. Nicola e fratelli Passarelli. Ha anche numerosi animali: bovi aratori n. 60, giovenchi n. 40, vacche d’armento n. 40, giovenche n. 20, pecore grosse n. 700, “Anniglie, seu sciamorte” n. 500, somare per uso di “vatica” n. 15.

Baldassarre e Raffaele Zurlo

D. Pietro Zurlo, sposato con D. Maria Michela Giannuzzi, e figlio di Orazio e di Alvinia Ventura, ebbe due figli maschi Raffaele e Baldassarre, e morì nel 1762 senza aver fatto testamento. Nel 1777 all’atto della divisione dei beni lasciati da Orazio Zurlo, erano già morti Fabrizio nel 1638, nel 1763 il decano della cattedrale Gio. Domenico, e Nicola nel 1777. Rimanevano Francesco Antonio, vedovo senza figli, e l’arcidiacono Diego. A Pietro Zurlo successero i figli D. Raffaele e D. Baldassarre. A costoro all’atto della divisione dei beni, toccarono “due porzioni ed un quarto, cioè una spettante a D. Pietro, altra per la porzione di D. Fabrizio, ed un quarto per la porzione di D. Gio. Domenico”.

Crotone, localizzazione del palazzo Zurlo in parrocchia dei SS. Pietro e Paolo.

Il palazzo di Baldassarre Zurlo

Poco dopo la metà del Settecento Baldassarre iniziò ad acquistare le case vicine alla sua abitazione in parrocchia dei Santi Pietro e Paolo, per costruire ed allargare il suo palazzo. Acquistò dapprima la casa dei Mondrello[lv] e, successivamente, una casa vicina che gli dava fastidio per l’emissione del fumo, che entrava nelle camere del suo palazzo.[lvi] In seguito Baldassarre permuta una sua casa consistente in due membri superiori e inferiori, con quella consistente in tre membri superiore, medio e basso, con scala di fabbrica, di Domenico Pellegrino, che è attaccata al suo palazzo.[lvii]

Una dichiarazione fatta da alcuni cittadini e mastri di Crotone mette in evidenza l’attività economica degli Zurlo legata soprattutto alla concessione di prestiti ed al commercio del grano. Essi, inoltre, elencano coloro che sono al servizio degli Zurlo e tra questi, i massari ed i mastri fabbricatori che stavano costruendo il palazzo ed i casini di campagna. Sono nominati il massaro di campagna Francesco Crocco, il massaro Leonardo Russo, che prende in affitto i buoi, i mastri fabbricatori Domenico e Nicola Scaramuzza, “vedendosi in ogni occorensa fabricare in detto di loro palazzo parimente in ogni tempo, come sono stati ed al presente sono della casa di essi signori Zurlo fabbricandoli casini di campagna”, ed il signor Gennaro Cimino “merciero in questa publica piazza, sempre è stato come lo è sogetto a detti signori di Zurlo per il danaro, che li somministrano in soccorso di dette merci, e come tale di loro debbitore”.[lviii]

Alla fine del Settecento Baldassarre allargherà le sue proprietà acquistando beni dalla Real Soprintendenza per l’esazione dei Reali Lucri e dalla Cassa Sacra.[lix] Il catasto di Crotone del 1793 documenta l’aumento del patrimonio di Baldassarre, dovuto anche ai beni ereditati da Dionisio Ventura, e l’acquisto di alcune case vendutegli dagli eredi del Ventura.[lx]

Crotone, il palazzo Zurlo in parrocchia dei SS. Pietro e Paolo.

Il palazzo di Raffaele Zurlo

Raffaele Zurlo nel 1769 fu sindaco dei nobili di Crotone.[lxi] Crotone 19 novembre 1772, Raffaele Zurlo il 20 settembre 1772, tramite il suo procuratore D. Diego Sindona della città di Messina, affitta ad Andrea Giunta di Cola “tutte le carceri del Sagro Regio Palazzo di Messina con tutte di loro pertinenze, camere, officine, carceri per le donne, la camera della tortura col di lei capo seu fune e l’altre cose a dette carceri spettanti col titolo di vice castellano e con tutti li suoi lucri e emolumenti oneri e pesi per tre anni continui dal primo novembre 1772 in avanti per il prezzo di annue oncie trenta due e queste pagarsino da detto Andrea mese per mese al sudetto signor Sindona suo procuratore”. All’atto sono presenti D. Josepho Zurlo e il mag.co Francisco Zurlo.[lxii]

Ottiene terreni dalla chiesa che poi affitta ai coloni, incassando alla raccolta grano.[lxiii] Svolge numerosi e proficui importanti incarichi. Nel 1795 il patrizio della città di Cotrone Raffaele Zurlo è procuratore del cavaliere gerosolimitano Fra Antonio Lombardo, commendatore della commenda di Cotrone. Come tale oltre che procuratore, egli è anche amministrazione generale della grancia.[lxiv] Il catasto di Crotone del 1793 documenta il notevole patrimonio immobiliare e finanziario, che egli in pochi anni ha accumulato.[lxv]

Crotone, il palazzo Zurlo in parrocchia dei SS. Pietro e Paolo.

Gli Zurlo ereditarono anche i beni e le case dei Ventura

Nel Catasto di Crotone del 1793, gli eredi di D. Dionisio Ventura, D. Bernardo e Carlo Ventura, dichiarano di locare “tre camere e bassi incorporati al Palazzo de’ Sig.ri Zurlo. Dionisio Ventura acquistò i beni di D. Antonio Tronga che erano gravati nel catasto di once 75:20; di questi once 19 gravavano sulla quinta parte del palazzo di Tronga che possedea con Gio. Battista Venturo, dov’era il centimolo, quali once 24 si pagano dalli sig.ri Zurlo alli quali si sono venduti detto Palazzo e casa”.[lxvi]

Note


[i] Nobili sono li modii, infosini, del Sindico, Martini, Severini, Lepari, Gallucci, Barracchi, Zuroli, Teutonichi, Mannarini, Faraldi, Ferreri, Sacco, Lungo, Sosanna et oliverio parte detti sono famiglie antiche et parte sono agregati li quali ne sono da 25 persone esistente in detta Città. AASS, vol. 31A, f. 13r, Apprezzo della città di Santa Severina e dei suoi casali di Santo Mauro e Scandale del 1653.

[ii] “Adì 2 di agosto 1659 passò di questa a miglior vita Gioseppe Zurlo di S. Severina e si sepellì nella catedrale gratis” (AVC, Libro dei Morti). Crotone 5 agosto 1671, contratto tra il Reverendo Nicola Protentino ed il mag.co Petro Zurlo della città di Santa Severina; interviene anche il m.co Hieronimo Petrolillo procuratore del canonico D. Lutio Zurlo. Il Reverendo consegna parte delle doti per lo sposalizio tra Petro Zurlo e Dianora Protentino (ASCz, Not. Pelio Tiriolo B. 253, f.lo 1671, ff. 102v-103).

[iii] Crotone 12 giugno 1622, Diego Monteleone dichiara che nel 1621 i sindaci della città Fabio Pipino e Gio. Cesare Zurlo (detto anche Gio. Cesare Scazurro), lo costrinsero a prestare all’università tomoli 500 di grano “il quale si panizo in piazza alla ragione di carlini dieci il tomolo il prezzo del quale andò in potere di cesare manfredi erario di d.a città”. ASCz, Not. Dionisio Speziale f.lo 1634, ff. 64, 66.

[iv] ASCz, Not. Protentino G. A., Busta 118, f.lo 1626, f. 48.

[v] . ASCz, Not. Protentino G. A., Busta 118, f.lo 1627, ff. 2-4.

[vi] Russo F., Regesto VI, 30447.

[vii] Russo F., Regesto VI, 32956.

[viii] AVC, Acta Sanctae Visitationis ab Ill.mo ac R.mo D.no Episcopo D. Marco Rama, A. D. 1699 confecta, f. 34v.

[ix] ASCz, Not. Protentino G. A., Busta 118, f.lo 1630, ff. 7-14v.

[x] ASCz, Not. Protentino G. A., Busta 118, f.lo 1630, ff. 68v-71.

[xi] ASCz, Not. Protentino F. G., Busta 229, f.lo 1642, ff. 1-3.

[xii] ASCz, Not. Protentino F. G., Busta 229, f.lo 1642, f.31-32.

[xiii] ASCz, Not. Protentino F. G., Busta 229, f.lo 1646, f. 142.

[xiv] ASCz, Not. Protentino F. G., Busta 229, f.lo 1651, ff. 35v-36.

[xv] ASCz, Not. Protentino F. G., Busta 229, f.lo 1654, f. 126r.

[xvi] ASCz, Not. Protentino F. G., Busta 229, f.lo 1654, f. 126v.

[xvii] ASCz, Not. Nicola Francesco Sacco, Busta 333, f.lo 1674, f. 41.

[xviii] “Adi 8 marzo 1655 morse la figlia minore di Gio. Domenico Zurlo e si sepellì in catedrale e pagò.” “Adi 10 giugno 1656 morse lo figlio minore di Gio. Domenico Zurlo e si sepellì nella cattedrale e pagò.” “Adì 26 gennaio 1663 morse la figlia minore del d.no Gio. Domenico Zurlo n. Luccia e si sepelì in catedrale e pagò.” “Adi 26 Agosto 1663 morse Ippolita Zurlo figlia minore di Gio. Domenico e si sepellì in catedrale e pagò.” AVC, Libro dei Morti, Cart. 113.

[xix] ASCz, Not. Pelio Tiriolo, Busta 253, f,lo 1672, ff. 110v-111.

[xx] ASCz, Busta 108, f.lo 1603, f. 120.

[xxi] ASCz, Busta 312, f.lo 1666, f. 174.

[xxii] Prospero Venturi sindaco del popolo il 10 dicembre 1670. ASCz, Not. Pelio Tirioli, Busta 253, f.lo 1670, f. 203.

[xxiii] ASCz, Not. Protentino G. A., Busta 117, f.lo 1622, f. 128v.

[xxiv] ASCz, Not. Protentino G. A., Busta 117, f.lo 1619, f 65.

[xxv] ASCz, Not. Protentino G. A., Busta 117, f.lo 1619, f. 75.

[xxvi] ASCz, Not. Protentino G. A., Busta 117, f.lo 1626, f. 40v.

[xxvii] Crotone 11 gennaio 1655, Pietro Francesco Vezza, erede del fu arcidiacono D. Gio. Martino Vezza, si porta nelle case dove abitava l’arcidiacono, che erano situate in parrocchia di San Pietro “juxa domos delli Venturi et beneficii delli Montalcini”. ASCz, Not. Protentino F. G., B. 229, f.lo 1655, f. 6.

[xxviii] Crotone 5 novembre 1673, le case di Stefano Cavarretta confinavano con le case dei RR.di Ventura nella Parrocchia di S. Pietro, e con le case di Giuseppe Squillace, attualmente possedute da Giuseppe et Felice Antico (ASCz, Not. Pelio Tirioli, Busta 253, f.lo 1673, ff. 95-96). Crotone 23 marzo 1710, il Rev.do Pietro Paolo Venturi, rettore del semplice beneficio dei SS.mi Pietro e Paolo della fam. Pizzuto, possiede “una continenza di case palaziate poste nella parrocchia dei SS.mi Pietro e Paolo confine le case d’Elisabetta e Dianora Cavarretta” (ASCz, Not. Silvestro Cirrelli, Busta 497, f.lo 1710, f. 21).

[xxix] Le case del qm. Bernardo Venturi in parrocchia di San Pietro, confinavano con il palazzo di Violante Suriano (ASCz, Not. Stefano Lipari, Busta 612, f.lo 1719, f. 50). La chiesa parrocchiale di Santa Veneranda esige un censo sopra le case di Lucretia Curcio moglie del q.m Fran.co Truncè, nella par.a dei SS. Pietro e Paolo, conf.e le case di D. Pietro Paolo Venturi, annui carlini cinque (AVC, Acta Sanctae Visitationis ab Ill.mo ac R.mo D.no Episcopo D. Marco Rama, A. D. 1699 confecta, f. 118). Crotone 27 febbraio 1688, il Reverendo Carlo Venturi ed il fratello Gio. Paolo, possiedono una porzione che a loro spetta sopra una continenza di case nella parrocchia di San Pietro, confine le case del q.m Pietro Francesco Vezza e le case di Stefano Cavarretta (ASCz, Not. Antonio Varano, Busta 335, f.lo 1688, f. 5). Il beneficio di San Geronimo possiede un censo sopra le case che furono di Gio. Giacomo, Stefano e Mutio Cavarretta, oggi degli eredi, nella parrocchia dei SS. Pietro e Paolo, confine le case di Bernardo Venturi, e di m.ro Felice Antico carlini 10 (AVC, Acta Sanctae Visitationis ab Ill.mo ac R.mo D.no Episcopo D. Marco Rama, A. D. 1699 confecta, ff. 149v-150). Il capitolo possiede in potere del canonico D. Pietro Paolo Venturi ducati cento, affrancati dalle case di Cavarretta site nella parrocchia dei SS. Pietro e Paolo, confine le case del medesimo Venturi (AVC, Acta Sanctae Visitationis ab Ill.mo ac R.mo D.no Episcopo D. Marco Rama, A. D. 1699 confecta, f. 82). Il beneficio della famiglia Protospatari oggi Girardi, esige annui carlini 10 sopra la casa si dice delli Cavarretti nella parocchia di S. Pietro e Paolo, confine le case delli Venturi e palazzo del fu Dezio Suriano via mediante (AVC, Anselmus de la Pena, Visita, 1720, f. 41).

[xxx] Crotone 13 gennaio 1646, Pietro Paolo Venturi Artis Medicinae Doctor. ASCz, Not. Protentino F. G., Busta 229, f.lo 1646, f. 10.

[xxxi] Crotone 26 agosto 1603 “Presbiter Joannes Dominicus Venturi Ap.s Not.s” (Notaio Apostolico) (ASCz, Not. Spetialis Dionisius, Busta 108, f.lo 1613, f. 132v). Crotone 3 settembre 1633, Jo. Domenico Zurlo risulta già parroco di San Pietro (ASCz, Not. Dionisio Speziale, f.lo 1633, f. 31). Crotone 18 dicembre 1643, il Rev. U.J.D. Gio. Battista Venturi parroco di SS. Salvatore (ASCz, Not. Protentino G. A., Busta 229, f.lo 1643, f. 67v). Crotone 4 maggio 1646, Gio. Domenico Venturi parroco di San Pietro, Gio. Battista Venturi parroco di SS. Salvatore, e Camillo Venturi presbitero. Gio Paolo e Francesco Venturi erano rispettivamente nonno e figlio (ASCz, Not. Protentino F. G., Busta 229, f.lo 1646, f. 50). Gio. Domenico Ventura nel 1647 è parroco della chiesa di San Pietro (ASCz, Not. Protentino F. G. Busta 229, f.lo 1655, f.144). Crotone 26 febbraio 1651, Prospero Venturi dà al figlio il clerico Fabio, che deve ascendere al sacerdozio, una continenza di vigne in località Lampusa (ASCz, Not. Protentino F. G., Busta 229, f.lo 1651, f. 19). Crotone 9 gennaio 1655, il Reverendo Camillo Venturi è rettore e beneficiato del suo juspatronato sotto il titolo di S. Elena, S. Nicola e S. Lucia, posto dentro la chiesa parrocchiale di San Pietro (ASCz, Not. Protentino F. G., Busta 229, f.lo 1655, f. 3). Camillo Ventura canonico (ASCz, Protentino F. G. Busta 229, f.lo 1656, f. 72). Gio. Battista Ventura arciprete della cattedrale di Crotone (ASCz, Not. Pelio Tirioli, Busta 253, f.lo 1674, f. 43). Il beneficio della famiglia Pizzuti intitolato agli Apostoli Pietro e Paolo, senza altare e cappella, ne è rettore il sacerdote Isidoro Venturi (AVC, Anselmus de la Pena, Visita, 1720, f. 87). Pietro Paolo Venturi UJD canonico titolo S. Nicola (AVC, Acta Sanctae Visitationis ab Ill.mo ac R.mo D.no Episcopo D. Marco Rama, A. D. 1699 confecta, f. 18). Il beneficio della famiglia del qm Camillo Venturi con altare e cappella dentro la chiesa parrocchiale dei SS.mi Pietro e Paolo, intitolato a Sant’Anna, S. Vito e S.ta Lucia, ne è rettore l’arcidiacono Pietro Paolo Venturi (AVC, Anselmus de la Pena, Visita, 1720).

[xxxii] Crotone 6 settembre 1675, Lucretia Ventura vedova di Horatio Gulli. ASCz, Not. Pelio Tirioli, Busta 253, f.lo 1675, f. 51.

[xxxiii] Crotone 8 dicembre 1670, i coniugi Geronimo Petrolillo e Prudenza Venturi da una parte, per questioni di dote, e Gio. Battista Venturi arciprete. ASCz, Not. Pelio Tirioli, Busta 253, flo 1670, ff. 202-203.

[xxxiv] Crotone 24 agosto 1659, il R.do D. Jo. Battista Venturi, il R.do canonico D. Camillo e Gio. Francesco Venturi. Intervengono Jo.e Battista Sorbo A.M.D. e la moglie Elisabetta Venturi. ASCz, Not. Pelio Tirioli, Busta 252, f.lo 1659, f. 10.

[xxxv] ASN, Cam. Som., Catasti Onciari, Vol. 6955, Cotrone, 1743, f. 106. D. Giovan Battista Venturi nobile anni 38. Agnesa Maricola moglie d’anni 24. Geronimo Venturi sacerdote canonico d’anni 40. Dionisio Venturi fratello d’anni 37. Laura Quercia madre vedova d’anni 70. Isabella Venturi nipote vergine d’anni 13. Alvinia Venturi nipote d’anni 12. Teresa Venturi nipote d’anni 6. Delia Venturi nipote d’anni 5. Pietro Fasanella servitore d’anni 40. Teresa Morelli serva d’anni 42. Abita in casa propria nella parrocchia di S. Pietro e Paolo …. Una casa locanda nella parrocchia di S. Pietro e Paolo … Possiede in comune con D. Pietro, e fratelli Zurlo, un comprensorio di terre dette Tuvolo (Lampamarello, la Fico, il Furno, il Linternetto, Tuvolo, Cerriello), censi su ducati 70 spettanti a D. Antonio Tronca e Agnesa Venturi per la 5.a porzione della casa fu dell’arcidiacono Venturi nella parrocchia di San Pietro e Paolo.

[xxxvi] La chiesa parrocchiale di S. Veneranda esige un censo di carlini 25 annui, sopra le case dotali di Oratio Zurlo furono d’Ottavio Piterà in par. S. Pietro e Paolo (AVC, Acta Sanctae Visitationis ab Ill.mo ac R.mo D.no Episcopo D. Marco Rama, A. D. 1699 confecta, f. 117v). La chiesa di Santa Veneranda e Anastasia esige un annuo censo di carlini 25 di sopra le case dotali di Orazio Zurlo nella parrocchia di S. Pietro (AVC, Anselmus de la Pena, Visita, 1720, f. 32).

[xxxvii] La chiesa di Santa Veneranda esige un censo di carlini 5 sopra le case oggi di Ludovico Albanese confine l’orticello delle case dotali di Zurlo e le case dette del Sorbo (di Jo.e Battista Sorbo A.M.D. e della moglie Elisabetta Venturi) in par. San Pietro (A.V.C. Anselmus de la Pena, Visita, 1720, f.32).

[xxxviii] Il seminario esige carlini 12 annui al 15 agosto sopra le case paterne di Oratio Zurlo (AVC, Anselmus de la Pena, Visita, 1720, f. 17). Orazio Zurlo abitò in parrocchia di Santa Maria Prothospastariis. Il palazzo alla sua morte passò ai suoi figli ed eredi. Crotone 8 settembre 1743, Laura Antenori possiede “una casetta palaziata consistente in una sola camera superiore ed un basso, seu catojo sita e posta nella Real Parrocchia di Santa Maria de Prothospatariis, confine da una parte la casa fu del Sig. Mimmo Suriano haggi di Domenico Petrolillo dall’altra il palazzo delli figli et eredi del q.m D. Orazio Zurlo” (ASCz, Not. Antonio Asturi, Busta 911, f.lo 1743, f.33).

[xxxix] Il beneficio di iuspatronato della famiglia Petrolillo q.m canonico Peleo, esige ducati quattro e mezzo per capitale di ducati 50 sopra i vignali detti delli Cudi posseduti da Orazio Zurlo (AVC, Anselmus dela Pena, Visita, 1720, f. 42v). Crotone 7 marzo 1720, il patrone Carlo Romito di Positano protesta contro Orazio Zurlo, corrispondente di Francesco Maria Filippello di Cirò, in quanto non ha ancora ricevuto il grano da portare a Napoli (ASCz, Not. Stefano Lipari, Busta 613, f.lo 1720, ff. 44-46).

[xl] Gabella la Manca di Sillano di Orazio Zurlo e Diego Tronca. AVC, Acta Sanctae Visitationis ab Ill.mo ac R.mo D.no Episcopo D. Marco Rama, A. D. 1699 confecta, f. 54.

[xli] Il canonicato dei SS. Rustico e Eleuterio possiede una bottega nella piazza Lorda confine con quello di Orazio Zurlo, A.V.C. Anselmus (AVC, Anselmus dela Pena, Visita, 1720, f. 28) Prima era dei Venturi (AVC, Acta Sanctae Visitationis ab Ill.mo ac R.mo D.no Episcopo D. Marco Rama, A. D. 1699 confecta, f. 140v).

[xlii] Crotone 26 settembre 1717, Denuncia contro Orazio Zurlo incolpato che “havesse buttato sopra di Leonardo La Piccola un vaso di sporchitie”. ASCz, Not. Pelio Tirioli, Busta 659, f.lo 1717, f. 12.

[xliii] Crotone 17 novembre 1722, Orazio Zurlo ed il figlio il canonico Gio. Domenico Zurlo, il 17 giugno 1720 ricevono dal vescovo Anselmo dela Pena ducati 500, al fine di acquistare grano per il monte di pietà, per poi distribuirlo alle persone “con l’avanzo di un quarto a salma”, con condizione che se il denaro fosse ritornato al monte di pietà, i ducati 500 dovevano ritornare al vescovo, altrimenti il vescovo avrebbe dovuto avere “il nome di nuovo fondatore di d.o monte e benefattore de poveri”. A causa dei prezzi troppo elevati non fu possibile spendere tutta la somma per acquistare il grano, tuttavia, in qualche maniera il monte riuscì a recuperare tomoli 877 e mezzo di grano, che il canonico, essendo nel frattempo morto il padre Orazio, e non potendo detto Gio. Domenico Zurlo “governar detto monte per l’occupationi ne’ proprii affari”, consegna al nuovo amministratore del Monte di pietà. ASCz, Not. Pelio Tirioli, Busta 661, f.lo 1722, ff. 264-266.

[xliv] ASCz, Not. Vitaliano Pittò, Busta 1589, f.lo 1777, ff. 60-62.

[xlv] Crotone 6 luglio 1731, Pietro e Fabritio Zurlo assieme ad altri, sono chiamati come esperti per esaminare il grano che il Principe della Rocca deve consegnare al patrone della tartana di Francesco Mosca (ASCz, Not. Spefano Lipari, Busta 614, f.lo 1731, f. 39). Crotone 27 marzo 1736, Fabrizio Zurlo Mastro portolano della paranza di Crotone (ASCz, Not. Pelio Tirioli, Busta 665, f.lo 1736, f. 47).

[xlvi] Giovanni Domenico Zurlo, figlio di Orazio Zurlo e Alvinia Ventura; canonico col titolo di Santa Maria della Scala, U.J.D. (AVC, Anselmus dela Pena, Visita, 1720, f. 18). Rettore del beneficio della famiglia Basoino (Ibidem, f.42). Rettore del Monte di Pietà (Ibidem, f. 54r). Crotone 14 novembre 1721, Gio. Domenico Zurlo procuratore del capitolo, impiega ducati 50 sopra i beni del sacerdote Giuseppe Massaro e, particolarmente, sopra una sua casa palaziata in parrocchia di San Pietro, “confine con quella dei SS.ri Venturi muro mediante da un lato e dall’altro con quello del Palazzo del qm Scipione Suriano hoggi di D. Domenico Rodriguez” (ASCz, Not. Stefano Lipari, Busta 613, f.lo 1721, f. 165).

[xlvii] AVC, Acta Sanctae Visitationis ab Ill.mo ac R.mo D.no Episcopo D. Marco Rama, A. D. 1699 confecta, f. 34v

[xlviii] AVC, Anselmus dela Pena, Visita, 1720, f. 42.

[xlix] Il Seminario esigeva un annuo censo di carlini 12 perpetui sopra la casa di Diego Zurlo nella parrocchia di Santa Margherita (AVC, Acta Sanctae Visitationis ab Ill.mo ac R.mo D.no Episcopo D. Marco Rama, A. D. 1699 confecta, f. 130v). Crotone 4 marzo 1704, largo del cortile del palazzo del chierico Diego Zurlo (ASCz, Not. Annibale Varano, Busta 496, f.lo 1704, f. 12).

[l] Arcidiacono della Chiesa Cattedrale di Crotone. “Nel promontorio di Capo delle Colonne vi è la chiesa della Madonna del Capo di cui ne ha cura l’arcidiacono pro tempore che presentemente è il R. arcidiacono D. Diego Zurlo, e vi tiene un eremita laico.” AVC, Nota delle Chiese e Luoghi pii ecclesiastici, 1777.

[li] ASCz, Not. Felice Antico, Busta 860, f.lo 1759, ff. 46-51. Nicola Zurlo ed i figli Giuseppe e Francesco, possiedono un palazzo in parrocchia di Santa Maria, confine quello di Raffaele Suriano. Il palazzo detto dei Castillo fu donato dal canonico Pietro alla sorella Maria del Castillo, sposata con Nicola Zurlo. Il palazzo “consiste in nove camere incluse la sala e la cucina con altrettanti bassi cortile con entro il pozzo, scala di pietra ed un vignano grande scoverto”. ASCz, Busta 1665, f.lo 1773, ff.16-30.

[lii] ASCz, Not. Stefano Lipari, Busta 614, f.lo 1726, f. 3.

[liii] ASN, Cam. Som., Catasti Onciari, Vol. 6955, f. 179.

[liv] Gabriella Zurlo, sorella di Baldassarre e Raffaele Zurlo, sposò Anselmo Berlingieri. I capitoli matrimoniali furono stipulati il 19 settembre 1771 dal notaio Gerardo de Meo.

[lv] Tra i beni del Monte dei Morti assegnati dal vescovo Bartolomeo Amoroso nel 1769 al seminario, vi era una casa in parrocchia di San Pietro e Paolo che confinava con la casa dei Mondrello oggi del Signor Zurlo. AVC, 1767.

[lvi] Crotone 9 luglio 1787, Baldasarre Zurlo e il Rev. canonico Vincenzo De Vennera, rettore del seminario. Il seminario possiede una casetta in parrocchia dei SS. Pietro e Paolo, attaccata al palazzo dello Zurlo. La casetta è stimata del valore di 30 ducati ed è solita affittarsi per carlini 30 annui. Lo Zurlo la ottiene pagando un censo annuo di carlini 30 (ASCz, Not. Smerz G. Busta 1774, f.lo 1787, ff. 16v-20). Crotone 29 agosto 1787, Baldasarre Zurlo e il Rev.do canonico Vincenzo di Vennera, rettore del seminario. Il seminario possiede “una casetta con alto e basso, attaccata al proprio palazzo d’abitazione di esso Sig.r Zurlo, in Parocchia delli Santi Apostoli Pietro e Paulo, franca e libera d’ogni peso. Esso Sig.r D. Baldasarre per non più oltre affittarsi, caggionandole una evidente servitù per il fume, che s’introduce fin dentro le camere di d.o suo palazzo, à stimato comprarsela … per annui ducati sei”. (AVC, 1787).

[lvii] Crotone Giugno 1785, Baldassarre Zurlo de’ Nobili patrizi di Crotone, permuta una casa con quella di Domenico Pellegrino, figlio del fu Nicola. Lo Zurlo possiede una casa consistente in due membri superiori ed inferiori in parrocchia di San Pietro, confinante con le case dei Villaroja e di Carlo di Perri, pervenutagli per compra fatta dalla Cassa Sacra (tale casa è valutata in duc. 150). Il Pellegrino possiede una casa in tre membri superiore, medio e basso, con scala di fabbrica attaccata al palazzo dello Zurlo, pervenutogli per compra fattane da Michele Miscovo e Rosalia Toscano per il prezzo di ducati 271, come da atto del 25 settembre 1774 del notaio Nicola Rotella (gravato di duc. 5 per capitale di duc. 100 dovuti al capitolo; ASCz, Not. Giuseppe Smerz, Busta 1774, f.lo 1785, ff. 60-62).

[lviii] Il 16 gennaio 1776, Gregorio Paglia, Lorenzo Li Santo ed i mastri Nicolò Bruno e Tomaso Poerio, dichiarano che “Francesco Crocco da molti anni è stato et è al servizio delli signori Arcidiacono et altri fratelli e nipote di Zurlo coll’impiego di massaro di campagna, Leonardo Russo come massaro bisogniuso si serve di prendere a credito bovi di questi signori Zurlo, vedendosi in ogni occorensa fabricare in detto di loro palazzo parimente in ogni tempo li mastri Domenico e Nicola Scaramuzza fabricatori, come sono stati ed al presente sono della casa di essi signori Zurlo fabricandoli casini di campagna così in affitto; il signor Gennaro Cimino poi merciero in questa publica piazza, sempre è stato come lo è sogetto a detti signori di Zurlo per il danaro che li somministrano in soccorso di dette merci, e come tale di loro debbitore”. ASCz, Not. G. Siciliano, Busta 1528, f.lo 1776, f. 1v.

[lix] Nel 1781 ottiene dalla Real Soprintendenza per l’esazione de Reali Lucri un “vacuo” nel luogo detto “li puzzilli”, dietro la chiesa di San Giuseppe e attaccato al baluardo detto l’Armi o Sette Cannoni, per costruirvi un magazzino (ASCz, Busta 1329, f.lo 1781, ff. 24-25). Baldassarre Zurlo compra dalla Cassa Sacra nel 1785, una casa del convento di S. Francesco di Paola in par. Santa Veneranda, e la gabella Cipolla a Capocolonna (AVC, Cassa Sacra, Lista di Carico 1790, ff. 51, 55v).

[lx] Baldasarre Zurlo di anni 43. Possiede i territori: Piani di Nola, porzione di La Lenza, porzione di Tuvolo, porzione di Cipolla, Chiusa a Lampuso, Gabelle delle terre dette Li Piani di Nao col vignale di Scifo e Chianche, Scifo Vecchio, una vigna. Edifici: bottega in piazza, magazzino al Fosso, alcune case vendutegli dagli eredi di Dionisio Ventura, delle quali ne loca alcune camere di sotto, loca altre case di basso. Animali: vacche di frutto n. 18. Capitale: duc. 250 sopra le case degli eredi di Bernardino Scariglia. AVC. Catasto di Cotrone 1793, ff. 18-19.

[lxi] ASCz, Busta 1129, f.lo 1769, f. 108.

[lxii] ASCz, Not. Antonio Asturi, Busta 917, f.lo 1772, ff.98v-99.

[lxiii] Il 2 novembre 1778, per atto del notaio Raffaele Smerz, affitta per tre anni ad ogni uso dalla mensa vescovile due vignali di Nao. AVC, Platea Mensa Vescovile di Crotone, 1781, f. 3.

[lxiv] ASCz, Not. Labonia R., Busta 1667, f.lo 1795, f. 20.

[lxv] Raffaele Zurlo di anni 49. Possiede i territori: porzione di Tuvolo, Madamma Paola, Piterà, Li Cudi, Lisa, il terzo di Berlingieri, li piani di Nao. Edifici: loca una bottega in piazza, loca la metà della casa fu di Dionisio Ventura e Cesare Jannice vicino al suo palazzo, quattro magazzini, metà della casa palaziata della q.m sua zia Lucrezia Zurlo. Capitali: esige duc. 80 per il capitale di duc. 2000 sopra i beni del q.m Nicola Gallucci. Animali: bovi aratori n. 20, giovenchi n. 20, vacche n. 80. Il palazzo di Raffaele Zurlo era vicino alla casa che era stata di D. Dionisio Ventura. AVC, Catasto di Crotone 1793, ff. 117v-119.

[lxvi] AVC, Catasto di Crotone, 1793, ff.35v-37. Giuseppe Zurlo di anni 43 (erede del q.m D. Antonio del Castillo, Platea Mensa Vescovile 1781, f. 29). Sposato con Luiggia Gallucci, figlia di Nicola Gallucci (AVC, Catasto di Crotone del 1793, ff. 73v-76). Francesco fratello di anni 40. Fabrizio fratello di anni 33. Possiede i territori: chiusa, li bucchi, la caracciola, il laganetto, porzione di tuvolo, chiusa la potighella, vignale esaro,, vigna a esaro,la manca di scigliano, porzione di catizzone, parte di zimpano. Tre vignali nella vrica. Edifici: metà della casa palaziata che fu della zia Luccia Zurlo, quattro magazzini al fosso, un membro di case furono del q.m Dionisio Ventura vicino al suo palazzo, casa che comprò da agostino Beltrani, casa che comprò da Giuseppe Federico. Giuseppe e fratelli Zurlo, come eredi di Pietro e Felice del Castillo, possiedono: un palazzo ereditario in parrocchia di Santa Maria, che locano il quarto di sopra, alcuni bassi e la camera superiore dove era il molino, locano una casetta unita a quella di Gennaro Carbone, due camere dirimpetto Micilotto. Animali: vacche di frutto n. 40, bovi n. 24, giovenchi n. 24. Capitali: esige duc. 80 sui beni degli eredi di Nicola Gallucci.

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