Alcune chiese e conventi di Crotone descritti dal tenente Vincenzo Milelli (1784)

Sigillo dell’Università di Crotone.

Descrizione della visita fatta nel 1784 al tempo della Cassa Sacra, dal tenente Vincenzo Milelli al convento degli Osservanti, al convento dei Cappuccini, alla chiesa della Congregazione Laicale dell’Immacolata Concezione ed alla chiesa rurale di Capocolonna.

§§§§§§§

“Annotazione del Convento de’ P. P. Minori Osservanti di Cotrone.

1784 a 22 Maggio

In proseguimento dell’esecuz.ne di R.li ordini essendo io qui sottoscritto ufficiale incombenzato passato ad annotare i beni mobili, ed ogni altro appartenente al convento sud.o coll’intervento delle ordinate persone, convocata l’intiera famiglia del medesimo trovai la stessa consistere nell’infratti individui.

Sacerdoti = P. Vicario Fr. Bonaventura di Fuscaldo. Lettore P. Luigi di Lecce. R.do P. Antonio di Taverna. P. Fran. Antonio di Cariati. P. Antonio di Terranova. P. Giuseppe di Gimigliano. P. Luigi da Paola. P. Fran. Saverio da Paola. Suddiacono Fr. Antonio di Cotrone. Terziario Fr. Benedetto di Palermo.

Alli quali letti i Reali ordini, fu subito secolarizzato il Terziario, ed applicato all’antica sua professione, doppo datagli competente somma di denaro, per provvedersi di vestiti, come al ricevo, lasciando al medesimo il letto e le poche robbe di proprio particolare uso, secondo il suo istituto. Si richiese al P. Vicario la Platea con tutti gli altri libri correlativi al Convento, li privileggi ed ogni altre scritture ad esso appartenenti; e rispose non aver altro libro, che quello delle messe, quale ci esibì, e fu sigillato col sigillo mio proprio, e dell’università impresso in cera di Spagna, con essersi consegnato alla Persona proba eletta, per conservarlo, come gli altri affidatisi; giacchè essendo mendicanti nulla possedeva d.to convento per poterne esistere la Platea.

Libreria

Si passò in seguito alla stanza della libreria e richiesto l’indice rispose ugualmente non averlo, ma che tutti i libri in quella esistenti si trovavano posti alla rinfusa senza notamento, per essere stati sempre così; onde si numerarono de me, trovati nel numero di manoscritti num.ro 5 ed in stampa 373 libri vecchi di diversi autori; quale stanza fu sigillata col sigillo mio proprio, e dell’università impresso in cera di Spagna, e se ne consegnò la chiave alla persona proba eletta.

Nelli Dormitori

Primo Dormitorio

Due finestroni con tre portelli di vetrate. Cassa nel muro con orologgio a Campana. Scaletta di legno. Loggia coperta con tre stanze vuote senza porta all’ultima delle quali il Pozzo. Scala di legno che conduce al campanile.

Stanze diverse per Religiosi n.ro quindici nelle quali

Prima con porta a chiave. Tre sedie di paglia. Un stipo nel muro. Un Buffettino. Due finestre una con vetrate.

Sec.da – con porta a chiave. Due sedie di paglia. Una tavola rotonda. Una finestra con vetrata.

Terza – con porta a chiave. Un stipo al muro. Una Bufetta. Due sedie una. Una vetrata.

4.a – con Porta a chiave. Un stipo nel muro. Un tavolino. Due sedie. Una vetrata.

5.a – con Porta a chiave, senza vetrate. Due sedie ed un stipo al muro.

6.a – con porta a chiave. Un stipo nel muro, due bufette. Tre sedie. Una finestra con vetrata.

7.a – con Porta a chiave. Un stipo nel muro. Una buffetta. Due sedie. Scanzie nel muro senza portelli ed una finestra con vetrata.

8.a – con Porta a chiave. Arcova e finestra con vetrate. Due stipi nel muro, cinque sedie.

9.a – Quartino con tre stanze. Balcone di ferro. Due vetrate. Un tavolino. Quattro sedie un Buroncino ord.rio. Un stipo nel muro. Due scanni e tre tavoli con sua porta a chiave.

10.a – con porta a chiave. Vuota.

11.a – con porta a chiave vuota.

12.a – con porta a chiave. Un stipo nel muro. Vacua.

13.a – con porta a chiave. Vuota.

14.a – con porta a chiave. Un stipo nel muro ed una buffetta.

15.a – La Libreria sigillata.

Secondo Dormitorio con stanze n.ro cinque.

P.ma – con porta a chiave, arcova di legname e stipo sopra di essa. Due stipi nel muro. Finestra con vetrate. Due sedie ed un cassabanco.

2.da – con porta a chiave. Stipo nel muro. Stipetto con scansie. Due sedie.

3.za – con porta a chiave. Una buffetta vecchia. Tre tavole. Due scanni. Un pagliaccio, una manta. Un stipo nel muro. Un cassabanco con scansia sopra. Un banchetto vecchio ed una sedia.

4.o – con porta a chiave. Un stipo nel muro. Tre tavole. Due scanni. Un tavolino. Una sedia.

5.o – con porta a chiave. Un stipo nel muro. Un tavolino. Un ginocchiatoio. Due sedie. Una loggia coperta per intero. Altre due loggie coperte per una sola quarta. Parte con tre travi scoperti.

Nota. In esse stanze si trovarono pure dieci letti corrispondenti all’egual numero de’ Religiosi, quali non si sono descritti perché lasciati a med.mi colle robbe di loro immediato uso a tenore delle istruzioni.

Cucina Prima – vacante con pozzo.

Cucina Seconda – con tre stipi. Una buffetta. Una sedia vecchia.

Utensili di Rame. Tre Caldarotti. Una Pignata. Un Coppo lesionato. Un Coppo sano. Due tegami in peso lordo libbre quaranta nove.

Utensili di ferro. Una Padella. 1 graticola. 3 tripodi. 2 spiedi. 1 paletta. 1 mortaro di pietra con pistello di legno e vari utensili di creta ordinaria.

Refettorio. Una tavola a mano di legname ordinario per portar le vivande. Sette mense colli corrispondenti sedili nel muro.

Cannava. Un stipo grande, altro piccolo, una Buffetta, due scanzie, tutto di legname vecchio ordin.rio pochi utensili di creta ordinaria.

Retro Cannava. Vacante con due forni.

Coro. Una scaletta di legno. Sedili di noce in giro con loro ginocchiatoi. Legio con stipo. Quattro libri di canto. Organo a otto registri. Tribuna di legname sopra la chiesa.

Campanile. Due campane con funi.

Nelle Scale del Convento. Tre stanze per i luoghi.

Chiostro. Con Archi. Cisterna in mezzo. Carrucola di legno, con fune e cato e dieci bassi in giro: Primo e secondo con porta a chiave vacanti.

3.o. Con porta a chiave. La Macchina di legname per l’altare di S. Antonio. Tre pezzi di trave.

4.o. Con porta a chiave. Una buffetta vecchia e tre Botti stimpagnate.

5.a, 6.a, 7.a, 8.a, 9.a e 10.a Senza chiave e vacanti. Uno de’ quali apparisce già per uso di stalla. Due portoni nell’atrio.

Bassi con Porta di fuori al Chiostro n.o tre vacanti.

Nota. Non essersi trovate derrate, o comestibili di verun Genere, perché come mendicanti tiravano i Religiosi il loro mantenimento dalla questua diaria, ed elemosine giornali di messe.

Sacrestia. Due stipi, uno cioè di noce ed altro di legno ord.rio colle supelletili seguenti ed una pietra sacra sciolta. Due cotte di tela usuale. Una cappa e due tonicelle di seta fiorata a color di latte, con galloni di seta gialla e Pianeta. Due tonicelle di seta rossa con Pianeta. Due tonicelle di damasco bianco con gallone moro e Pianeta. Tre Pianete usuali di vari colori. Tre camici di tela usuale. Un umerale di seta bianca e un panno di seta per S. Antonio. Tredici Borse con sette veli di seta di vari colori. Otto coscini di lana per messali. Un ombrello di damasco rosso vecchio. Tre messali usuali e tre di Requiem. Una Croce di legno dorato. Un baldacchino s.le. Un Ginocchiatoio. Un Leggio ed una Croce di legno usuale.

Candelieri n.ro cinquantadue di legname dorato parte in sacristia e parte a respetivi altari della chiesa.

Frasche con loro vasetti n.ro cinquantadue, e più sei vasetti senza frasche. Croci per altari n.ro sette.

Dieci pezzi tra Carte di Gloria, lavabo, ed Evangeli di S. Gio. Tovaglie sette all’altari, e mezze tovaglie due. Sei Palle per li Calici. Sei altri cuscini per messali all’altari. Velo di tela nera con morte dipinta asta e Croce. Asta per panno di S. Antonio.

Due Campanelli, ed altro campanelluccio di bronzo. Una cassa vuota nel Sancta Sanctorum con carte per la Macchina.

Chiesa

Due lampadi di ottone dinanzi all’altare maggiore.

Altare Maggiore di gesso con avanti altare di scagliola. Predella di legno e Balaustrata inanzi di legname. Quadro vecchio grande al muro del coro rappresentante la Madonna del Soccorso.

Cappella S. Antonio. Famiglia Suriano. Statua del Santo di legno dorato con tre lastre di cristallo inanzi e Portiera di seta vecchia. Baldacchino di legno dorato e Predella di legno uguale.

Altare dell’Immacolata. Quadro rappresentante l’Immacolata, S. Bonaventura e S. Gaetano. Predella di legno uguale.

Cappella S. Pietro d’Alcantara. Balaustrata di noce. Quadro del Santo. Urnetta di legno.

Cappella S. Pasquale. Statua del Santo di legno.

Cappella S. Diego. Statua s.le del Santo.

Cappella S. Fran.co. Balaustrata. Statua del Santo, vetrata e Portiera dinanzi.

Cappella della Croce. Croce di legno con due quadri vecchi Gesù all’orto ed alla Colonna.

Altare di S.to Vito. Quadro del Santo.

Più due scabelli di legno, uno dei quali a due, e l’altro a quattro gradini. Tre confessionili, un Pulpito e tredici scanni di legname ordinario. Tredici quadretti di carta per la via Crucis.

Argenti diversi. Incensiere; Navetta; Cucchiarino, Secchietto, Aspersorio, Lampada, e Croce per Processione coll’interno di legno e ferro e coll’estremità e piede d’ottone dorato.

Vasi sacri.

Un calice tutto d’Argento con sua Patena. Due simili con piede d’ottone e Patena d’Argento; altro simile amaccato; una Pisside nella custodia ed una sfera con piede d’ottone.

Beni Stabili.

Il Sud.to Convento possede in titolo di sacristia li seg.ti corpi.

Due Vignali vicino al monastero

Un orto attaccato al medesimo circondato di mura con 46 alberi diversi. Pozzo per sena senza ordegni e poche piante di Tabacco appartenenti a Religiosi.

Rendita di legati pii per messe.

Dalla Casa del Sig.r Principe di Strongoli annui Ducati ventiquattro.

Dalla famiglia Piterà annui d.ti quindici.

Vincenzo Milelli.

In evidenza il convento dell’Osservanza di Crotone (Voyage Pittoresque di Jean Claude Richard Abbé de Saint-Non, Parigi 1781-86).

 

Annotazione del Conv.to de’ P.P. Cappuccini di Cotrone

1784 a 20 Maggio

In proseguimento dell’esecuzione de R.li Ordini essendo io sottoscritto ufficiale incombenzato passato ad annotare i beni mobili ed ogni altro appartenente a questo conv.to sud.o coll’intervento delle ordinate Persone, convocata l’intiera famiglia del medesimo, trovai la stessa consistere nell’infra.tti individui.

Sacerdoti. Guardiano P. Fran.co da Curinga. P. Fran.co Antonio da Cotrone. P. Gio. B.a dell’Olivadi.

Laici Professi. Fr. Michele da Ferolito. Fr. Bernardo da Cotrone. Fr. Antonio da Cortale.

Terziari. Francesco di Pietrafitta. Bonaventura di Pietrafitta. Domenico del Bianco.

Alli quali letti li R.li ordini furono subito secolarizzati li Terziari ed applicati alle loro antiche arti, doppo datagli competente somma di denaro per provvedersi di vestiti, come da respettivi loro ricevi. Indi esplorata da Monsignor Vescovo assistente la volontà de’ tre laici, giusta le istruzioni, perché tutti scielsero la secolarizzazione furono egualmente da me provveduti d’una egual somma di denaro per vestirsi, come da loro ricevi, e parimente impegnati nelle loro prime arti, a riserba di Fr. Michele da Feroleto, che per essere di età decrepita ed acciaccoso non potè impiegarsi a cosa veruna; lasciandosi cosi a Terziari, che a laici le poche robbe di proprio particolare uso, consistenti nei respettivi Pagliacci, schiavine, lettiere, poca biancheria e cose simili secondo il loro istituto.

Si richiese indi al P. Guardiano la Platea con tutti gli altri Libri correlativi al Convento, Privileggi ed ogni altra scrittura ad esso pertinente, ma rispose non averne, perché come mendicanti nulla possedevano.

Libreria

Si passò in seguito alla stanza della libreria, e richiesto l’indice, rispose egualmente non averne, ma che tutti i libri in quella esistenti si trovavano posti alla rinfusa senza notamento, per essere stati sempre così, onde si numerarono da me, trovati in numero di trecento sessanta sei nelle scanzie attorno di legname ordinario. Più due scatoline con n.ro cinque carte vecchie, una cassa con entro una fune. Un stipo vacante vecchio con suoi tiratori. Una sedia di paglia vecchia. Quale stanza fu sugellata col sigillo mio proprio e dell’università impressi in cera di Spagna, e se ne consegnò la chiave alla Persona proba eletta.

Nelli Dormitori

Un piccolo acquasantiere di marmo avanti la porta del coro. Quattro scanni di legno. Sei carte geografiche. Otto sedie di paglia. Un lampiere di legno con vetri. Un orologgio con sua cassa nel muro. Altra cassa d’orologgio pure nel muro vacante. Un martellino di d.o orologgio. Un ferro lungo di portiera.

Celle per Monaci n.ro 16 con Porte e Finestre

Nella pr.ma. Una Scansia. Un tavolino. Banco. Due Scanni. Due Tavole.

Sec.da. Una Scansia. Tavolino. Due Scanni. Una Tavola.

3.za. Una Scansia. Tavolino. Due Scanni. Due Tavole. Un Pagliaccio.

4.a. Due Due Scansie e due Tavolini.

5.a. Una Scansia. Tavolino e banchetto.

6.a. Due scansie. Due Tavolini. Un Banco.

7.a. Due Scanni. Due Tavole. Un Pagliaccio logoro.

8.a. Due Scansie. Due Tavolini.

9.a. Due Tavolini. Una Scansia. Un Banchetto.

10.a. Un Tavolino. Una Scansia.

11.a. Un Tavolino. Tre Tavole. Due Scanni.

12.a. Una Scansia. Tavolino. Due Scanni. Una Tavola.

13.a, 14.a., 15.a, 16.a. Vacanti.

In altra stanza denominata Camera della Comunità.

Una buffetta. Un Cassone grande. Sei casse diverse vacanti. Altra cassa s.le senza coperchio. Tre tavole nel muro. Un canestro vecchio. Cinque setacci. Un urna di legno sfasciata. E pochi vasi di creta di minima considerazione.

Altra stanza denominata li Comuni. Altra simile denominata la Scottola. Vacanti.

Cappella dentro il Dormitorio.

Altarino di Gesso, con piccolo quadro dell’Immacolata di cattivo pennello. Un portierino di setta vecchia. Quattro Candelieri di legno. Quattro vasetti con tre frasche. Due cuscini. Carta di Gloria. Due Ampolline. Una vetrata. Una cassetta vuota. Due Messali ed uno di Requiem. Due scatole vacanti. Due boccali di creta. Tre setacci. Una Gabbia. Due Panieri. Un stipo nel muro di tavole ordinarie. Un quadro nel cielo di detta cappella con S. Antonio e S. Francesco di cattivo pennello. Porta di detta Cappella con sua chiave.

Loggia coperta con Archi

Una Scansia vecchia. Una scatola vuota. Una croce. Una cornice vecchia. Una cassa d’api vacante.

Coro

Un piccolo altarino di legname con quadretto della Madonna di cattivo autore. Un crocifisso di carta pista. Un legio col suo piede di legname ord.rio, a stipo con sette libri d’officiatura. Un piccolo quadretto di carta con crocifisso. Tre finestre con due sole vetrate. Sei cassette di legname per sputare. Sedili e scanni di legno ordinario in giro, con loro genuflessori. Gelosie di legname, che formano tribuna sopra la chiesa.

Nota. In nove stanze

Dell’anzidette sedici per li Religiosi si trovarono pure li corrispondenti letti, composti secondo il loro istituto di due scanni, tre tavole, Pagliaccio e schiavina, ed altro di loro immediato uso, che si rilasciarono a medesimi.

Officine

Cucina.

Due Banconi. Due Tavole. Un stipo vecchio. Due tavole per portar le vivande.

Cucina Secreta.

Un Calderone di rame in peso di C(anta)ra 12, e mezza. Due trepiedi di ferro. Una Paletta. Un coppino. Un Cucchiaio. Una piccola Padella. Un Coltellaccio ed un altro coltello usuale, il tutto di ferro. Un Mortaro di marmo con pistello di legno. Una Scafarea di legname. Due stipi nel muro vacanti. Un stipo a Bancone. Cinque tavole in giro ad uso di scansie. Una luce di ferro appesa e vari utensili di creta di minimo conto.

Altra Officina con Pozzo e Pila.

Una Cassa d’Api vacante. Un Cataletto vecchio e pochi Sarmenti.

Cantina.

Una Buffetta vecchia. Due Quartaroli vacanti. Un Mezzanile di tavole con due travetti per sostegno. Una scala di legno. Due Giarre vacanti. Quattro piccoli pezzi di Travi vecchi. Un’utre vecchio. Vari vasi di creta di minima considerazione.

Quattro mense colli sedili di tavole ordinarie. Due lumi di latta appesi. Due stipi vacanti nel muro. Due finestre con vetrate. Una croce di legno. Sei quadri vecchi affumicati di pessimo autore e logori rappresentanti la Madonna, S. Bonaventura, S. Ludovico, S. Antonio e l’altri due non distinguibili. Più un altro quadro vecchio della Madonna.

Stanza denominata Canneva.

Un Crocifisso. Due stipi nel muro vacanti. Un quartarolo vacante. Un’utre vecchio. Un Bancone. Tre Tavole per scansie.

Cannava secreta con Pozzo.

Un stipo grande di legname ordinario con tiratori. Altro stipo nel muro. Un quartarolo vacante. Una Cassa vacante. Trenta tra Tiilli e piccoli pezzi di legno. Due Betoni di funicelle. Un setaccio. Un sportone appeso con fune. Poche robbe di creta di minimo valore.

A quali officine tutte esistono le loro respettive porte e chiavi, non essendosi trovati in essi comestibili e derrate di sorte alcuna giacchè disse d.to P. Guardiano, che il mantenimento de Religiosi si ritraeva dalla questua diaria.

Più due quadri vecchi nel Passetto avanti al Refettorio non distinguibili per la vecchiaia e fumo.

Stalla.

Un mulo con sua Barda l’istesso che fu mandato nella prossima scorsa Fiera di S.to Ianni per vendersi, e fu da me sequestrato e fattone la consegna a D. Bernardino Suriano.

Due altri Bassi attigui ad essa stalla vuoti per uso di Paglia.

Orto attacco al Convento.

Fuori del med.mo dentro un piccolo vaglio una stanza terranea per la macina del tabacco. Una Tavola usata. Molinello a mano per detta macina. E Forno.

L’orto sud.to circondato di mura con pozzo, col Trabucco, e cato di legno cerchiato di ferro con catena per tirare l’acqua. Il med.mo alberato di piante diverse, e con poche piante di Tabacco attinenti a Religiosi.

Chiostro.

Il med.mo arcato, con cisterna in mezzo, e tre stanze corrispondenti nello stesso.

P.ma vuota per alloggio de’ Poveri.

Sec.da per commodo de Luoghi.

Terza per Foresteria con una lettiera composta di tre tavole e due scanni ed un Pagliaccio vecchio. Un Banco e due sedie di paglia ed una Buffetta di tavola ordinaria usata. Tre quadri vecchi uno di S. Francesco e l’altro il Salvatore di cattivo pennello ed una Croce di legname.

Dentro l’istesso Chiostro vicino alla Porteria

Un stipo nel muro di legname ord.rio. Una campanella con fune.

Sacristia

Un stipo in giro con scanzie di legname ord.rio e sopra di esso due piramidette di marmo nero negli angoli. Un quadro rappresentante il P. Ant.o d’Acri di malo pennello. Altri due quadri vecchi sim.li rappresentanti la B. Solomea e S. Lucia. Due piccoli quadretti con vetri. Un triangolo di legname per la Settimana Santa. Due aste con croci di Processione e con loro veli di tela dipinta. Un legio. Una tavola vecchia. Cinque Balaustri di legname per cancellata. Una Croce di legno ordinario. Un secchio con aspersorio di stagno. Un incensiere d’ottone con navetta. Un messale usuale e tre di Requiem. Reliquario d’ottone di S. Fedele. Un stipo nel muro con due lucerne di latta e vari vasi di creta per fiori. Due fanaletti di latta. Un ferro per ostie. Due sedie di paglia. Due tovaglie di tela per le mani.

Suppellettili Sacre

Un’ombrella di damasco rosso. Una cotta di tela usuale. Tre camici simili co’ loro amitti e cingoli. Quaranta sette purificatori. Quindici Palle per sopra calice. Una pianeta di seta vecchia fiorata. Sette altre simili di lana di colori diversi. Sette Borze e sette veli per calici. Una tovaglia di seta v.a a più colori.

Argenti

Reliquario ovale con catena lunga pal. 4 del P. Ant.o d’Olivadi. Due calici con loro patene tutti d’argento. Due altri simili col piede d’ottone. Una piccola Pisside nella custodia. Una sfera con piede d’ottone. Tre fila di coralli rossi, una lunga e due corte con ventidue migliuzzi d’oro, e piccola crocetta d’argento ed un anelluccio d’oro con piccolissima pietra rossa in mezzo.

Chiesa con sei Altari

Altare Maggiore, colli gradini di legno impellicciati di noce. Un quadro grande rappresentante N.ra Sig.ra con sua portiera di tela. Un avanti altare di Pelle fiorata. Sei candelieri e sei vasetti di legname ord.rio con fiori di talco. Le solite tre carte di Gloria; lavabo. Una custodia di legno ord.rio con panno di seta. Una tovaglia di tela. Due lampieri di legno con vetri. Un campanello per la messa.

Altare della Madonna di Porto Salvo. Famiglia Berlingieri.

Una tovaglia. Due candelieri con quattro fiori. Le solite tre carte di Gloria. Un quadro di N.ra Sig.ra con sua portiera di tela. Due statue di legno di S. Ant.o e di S.ta Rosa. Due ginocchiatoi sim.li. Due quadri vecchi di S. Anna – Sant’Ant.o e S. Fran.co. Un lampiere di vetro.

(Le due statue e quadro asserisce il Marchese Berlingieri esser proprii)

Altare di S. Anna. Famiglia Suriano

Un quadro di S. Anna. Due simili ovati nel mura in tela ad olio di S. Bernardino e S. Filippo Neri. Una Croce di legno dorata con due candelieri e due fiori. Le solite carte di Gloria. Una tovaglia Due cuscini per messale. Due ginochiatoi ord.ri. La statua di S. Anna di legno. Un lampiere di vetro.

(La Statua di S. Anna assieme colli tre quadri asserisce D.n Raffaele Suriano esser proprii)

Altare del Crocifisso del Convento

Crocifisso Grande di legname colla Vergine Addolorata vestita di nero. Due gradini di legno dipinti. Una Croce con quattro candel.ri di legno. Le solite carte di Gloria. Un quadretto dell’Anime del Purg.rio. Una tovaglia di tela. Due lampieri di legno con vetri.

Altare di S. Fedele. Famiglia Lucifero.

Una croce con quattro candelieri di legname dorato, e Carte di Gloria. Una tovaglia di tela usuale. Il quadro del Santo con portiera di tela. Una Ninfa di cristallo di pertinenza del Marchese Lucifero.

(Il quadro e la Ninfa di cristallo asserisce il Marchese Lucifero esser proprii)

Altare dell’Immacolata. Famiglia Oliverio

Un quadro della B.V. Due candelieri di legno dorato. Cinque fiori e solite carte di Gloria. Una tovaglia usuale.

Nel Corpo della Chiesa

Sette scanni di legno ordinario. Due confessionili e Pulpito simile. Dieci quadri mezzo ovati in giro sul cornicione per la Via Crucis e dieci altri sotto di essi affumicati non distinguibili. Un stipo con con nove avanti altari di tela dipinta. Altro simile con due cuscini di Calancà. Ventotto fiori di talco con loro vasetti. Quindici candelieri di legno dorato. Tre carte di Gloria. Due piccoli acquasantieri di marmo nel muro.

Sopra la Chiesa. Piccolo campanile con una campana e sua fune.

Atrio della Chiesa. Sette nicchie di fabrica con altrettante croci grandi di legname tinte in olio.

Vincenzo Milelli.

Crotone, convento dei Cappuccini.

 

16 luglio 1789 Cotrone.

Robbe che erano nel Monastero di S. Francesco di Paola cioè: Una custodia di Legno dorata. Tre pietre Sagre. Due quadri, uno rappresentante S. Michele e l’altro Maria Santissima.

Il monastero degli Osservanti e quello dei Cappuccini evidenziati nella “Plan de Crotone” (sec. XVII) conservata alla Biblioteque Nationale Paris Part. 83; Div. 13 n. 1.

 

Annotazione della Congregazione Laicale dell’Immacolata Concezione.

Cotrone 31 Maggio 1784.

In proseguimento de’ Reali ordini , essendomi io qui sottoscritto Offiziale incombensato portato nella Casa di Monsignor Vescovo D. Giuseppe Capocchiani in unione ed intervento non men che del med.mo, che delle altre nominate persone, ed ivi chiamato il Proc.re, e Cassiere D. Antonio Rizzuto, al quale Lette le Reali ord.ni, ordinai esibirmi la Platea delle rendite, Libri d’introito ed esito, ed ogni altra scrittura, Privileggio, ed obblighi di d.a Congregazione, riguardantino i di lei averi, come ancora tutti gli argenti relativi al rivelo dell’anno passato 1783, come si attrovano in Processo. Il med.o Proc.re subbito esibì le scritture seguenti, che sono:

Un Libro delle rendite d’essa Congregazione. Altri quattro Libri consimili più antichi. Privileggio coll’assenso regio per detta congregazione; quali scritture furono da me numerate, e suggellate col suggello proprio, e quello dell’università impressi con cera di Spagna, quali consegnai alla persona proba eletta per conservarli ed esibirli ad ogni ordine.

Chiesi a detto Procuratore similmente esibirmi li sud.i argenti, quale prontamente mi esibì, che sono li seguenti:

Una Sfera. Una Lampada. Un secchio con una spegoria. Un lampiero. Navetta e cucchiaro. Due Calici con Patene d’argento. Altro calice col piede d’ottone e patena d’argento. Tre carte di Gloria. Una cassetta d’argento per la questua, de quali argenti 2 vasi sacri consistenti ne’ tre calici passai a consegnarli al sud.o Vescovo Monsignor Capocchiani, come da di lui ricevo, che in fino di questo s’inserisce, ed il resto degl’argenti passai a consegnarli a D. Rafaele Suriano, come dal di lui ricevo, che anche in fine s’inserisce.

Si passò unitamente colle sud.e ordinate persone alla chiesa di d.a Congregazione, ad inventariare, ed annotareli suppelletili ed ogni altro ornamento sacro, che in essa chiesa si attrovava, che sono li seguenti:

Suppellettili

Una Cappa di damasco bianco, con due tonicelle, stola e manipola. Cappa di portanuova nera usata. Pianeti uguali di vari colori numero dieci colli corrispondenti stole e manipoli. Una Cappa magna con due tonicelle di color nero colli corrispondenti stole, e manipoli. Sei tovaglie d’altare di tela uguale. Quattro commei consimili colli corrispondenti amitti, ed un cingolo. Una veste nera di Preite. Numero quattro messali. Quattro coscini per Altare. Un stendardo vecchio di damasco celeste. Un pannetto simile per la croce. Sette borse di colore diverso. Sei veli per calici di vari colori. Due corporali. Due palle. Dodeci porificaturi.

Quali sud.e suppellettili passai a consegnarli al riferito Monsignor Vescovo, come dal di lui ricevo, che infine di questo si inserisce.

Ornamenti Sacri

Numero trenta tre vesti di confratelli di tela bianca usuale, con trenta tre mozzette di seta color celeste. Numero sei altri abbiti rossi. Un strato di panno verde. Due apparati di fiori, candeliere e croce di legno indorati corrispondenti. Quattro coscini per altare. Un panno di seta per avanti la statua dell’Immacolata. Una coperta e coscino di velluto torchino con francette d’argento per seppellire i morti. Numero sedici scanni di legno ordinario.

Corpo della Chiesa

Altare Maggiore di marmo. Una statua di legno dell’Immacolata. Due statue ne’ i nicchi laterali di S. Fran.co e S. Antonio.

Nella Cappella laterale quatro di S. Cosma e S. Damiano.

Altra Cappella laterale quatro del SS. Crocefisso.

Alle pareti in giro otto medaglioni ad oglio rappresentanti li mestieri di Maria SS.ma. Orchesta con organo. Un campanello alla Sacrestia. Tre piccoli per le messi. Sei cornacopie di legno indorato.

Campanile

Tre Campane, la prima grande, la seconda mezzana e la terza piccola.

Quali sud.ti ornamenti sacri ed utensilie si sono rilasciate consegnati al Priore Sig. Nicola Coccari di detta Congreg.ne per farci esercitare a quelli, che la componevano gl’atti d’ pietà coll’ordine di non di non potersi questuare, sciogliersi assolutamente il corpo morale.

Vincenzo Morelli.

(Giuseppe Vescovo di Cotrone. Alesandro Castriota Scanderberg Regio Governatore. Benardino Albani. Antonio Rizzuto Procuratore. Nicola Coccari)

Crotone, chiesa della SS.ma Immacolata.

 

Chiesa rurale di Capocolonna.

Cotrone 11 Giugno 1784.

Certifico io sotto scritto Ten.te D.n Vincenzo Milelli off.le destinato alle cose infrascritte in unione de’ soggetti come avendo chiamato il R.do Archidiacono D. Michele Messina Procuratore di d.a Chiesa rurale per esibirmi il Calice attinente alla med.a, ed ogni altra scrittura riguardante la di lei rendita. Il med.o rispose, che riguardo a scritture di rendita non ne teneva, per essere questa chiesa un romitorio eretta per divozione dentro un podere di detta Dignità, e che per sua divozione ne prendeva la cura, e che riguardo al Calice che fu quello stesso che rivelò l’anno passato, prontamente mi esibì, quale passai a consegnarlo a Monsignor Vescovo D. Giuseppe Capocchiani.”

(Il quadro è vecchissimo, ed inservibile)

Vincenzo Milelli.”

ASCz, Cassa Sacra, busta 383.

Crotone, chiesa di S. Maria di Capocolonna e Torre Marrello.

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