[Il palazzo ducale di Caccuri in un inventario (1781)]
di Andrea PESAVENTO
(pubblicato su La Provincia KR nr. 29-30/2001)
Nella sala, che comunica in due quarti del Palazzo
Ducale vi è uno scenario, cioè l’ossatura ed il frontespizio di esso
in tela e pittura agguazzo, senza scene, un tosello anche di tela e
pittura agguazzo coll’insegna della casa, sotto il quale vi stà una
sedia di appoggio di pelle, vi sono dippiù due casciabanchi di
tavola vuoti ed una boffetta; parimenti vi sono sette quadri grandi
rappresentanti le persone dell’antichi monarchi spagnoli, altro
quadro mezano con un ritratto di un antenato della Casa, ed un altro
con paesaggio, ed altri tre quadretti piccoli inpergamena, un
riposto di legname intagliato, con dentro due piatti reali ed un
mezano, ed una soppiera, tutti di porcellama ed ancora vi sono sei
candilieri di ottone, come pure nella detta sala vi sono due
portieri di tela pittata a guazzo nelle due porte che comunicano
alli due quarti.
Nella prima antecamera del quarto ad oriente, vi e un letto
consistente in un matarazzo di lana ed un pagliaccio con cortinagio
di terantola verde, e trabacca di ferro, tre sedie di appoggio, di
calamo; due scrittorj con otto tiratori per cadauno, vuoti pittati
in vetro, sedici quadri mezani e piccoli rappresentantino diverse
ninfe con cornici di legno e profili indorati: vi sono ancora due
ritratti rappresentanti, l’uno il Re Cattolico D. Carlo Borbona, e
l’altro la Reggina Sua Moglie; altro quadro rappresentante un Sommo
Pontefice. Altro quadro mezano con cornice di legno e profili
indorati coll’effigie di S. Domenico.
Nella prima camera di detto quarto vi abita il Cavaliere
Gerosolimitano, D. Antonio Cavalcanti Fratello del fu Duca D.
Rosalbo, ed il mobile che in quella vi è, appartiene al medesimo.
Nella seconda camera vi e un letto consistente in un matarazzo di
lana ed un pagliaccio, due lenzuoli, quattro coscini, un imbottita
ed una coperta salernitana, con cortinaggio di terantola verde,
lettiera e scanni di legno, un alcanterano di legno con quattro
tiratori e boccole di ottone, vuoti, una panca a scrivania con diece
tiratori anche vacui, un boffettino rotondo portabile, un
inginocchiatoro con altri tre tiratori, con boccolette di ottone,
anche vacui, sopra del quale vi stà un pannetto di recamo in seta
con cornice indorata, e nel mezzo un quadretto dirametta
coll’effigie di S. Giovanni Battista, due sedie di appoggio di
calamo, e tre di paglia indorate: un bacile di rame con piede di
legno, tre quadri grandi due con cornice di legno tutte indorate,
l’uno coll’effigie di S. Francesco di Paula, e l’altro S. Francesco
di Assisi, ed il terzo colla sola cornice di legno che rappresenta
una Città; due quadri mezani con cornice indorata rappresentanti
l’uno D. Dom.co Andrea Cavalcanti Arcivescovo di Trani, e l’altro D.
Fran.co Antonio Cavalcanti fu Arcivescovo di Cosenza. Altri due
quadri dell’istessa grandezza anche con cornici indorate che
rappresentano, uno D. Antonio Cavalcanti, e l’altro il fu Duca D.
Rosalbo: Altri due quadri più grandi con cornici di legno senz’oro
rappresentanti, l’uno il fu Balì di Malta, e l’altro il fu D.
Rosalbo in età giovanile, altri due quadretti piccoli con sola
cornice di legno, rappresentanti l’uno il Re Cattolico e l’altro la
Reggina fu sua Moglie. Altri quattro quadretti piccoli con sole
cornici di legno, l’uno coll’effigie di Maria SS.ma Addolorata, e
l’altri tre con pitture di fiori, e boscareccie dippiù ad una parte
del letto uno stipo dentro il muro, coll’affacciata di legname di
castagna, vacuo.
Nella terza Camera o sia Galleria vi è una lettera con scanni di
legno, e di sopra un pagliaccio, e quattro matarazzi di lana, due
alcanterani grandi impellicciati con tre tiratori grandi e due
piccoli per cadauno con boccole e bocchini di ottone, dentro i quali
vi sono li seguenti abiti del fu Duca : Una giamberga e giubino di
Pilone a color caffè, un'altra di castorino a color cannella con
asole, e bottoni di argento, altra di castoro a color di carne con
calzoni di velluto e guarnita di gallone a punta di Spagna in
argento, altra di stamina, ed altra giamberga con giubbino di tela
di Francia con bottoni in argento, una giamberga e giubbino di felba
nera, altra giamberga con giubino e calzoni di seta a color di
polce, giamberga, e giamberghino di saja di Venezia nera, giamberga
e calzoni di amuer celeste rigato; giamberga, giubino e calzoni di
griscetto fiorato, giamberga, giubino e calzoni di griscetto a lama
di argento; giamberga, giubino e calzoni di barracana color
biancaccio con asole e bottoni in argento, un giubino di drappo in
oro ed argento, un giubbino di raso in seta cremesi, con gallone, e
bottoni in oro altro giubbino di scarlato con terzilla e bottoni in
oro, altro giubino di pilone fiorato, tre para di calzoni, due di
amuer nero, ed uno di raso nero. Un cappotto di scarlato usato, ed
un capriolé di panno blò guarnito con terzille in oro, una spada di
argento con fiocco ed uno sciabulotto con manico di frincisbecco.
Più in detta Galleria vi è una scrivania impellicciata con diece
tiratori pieni di carte vecchie inservibili, sei sedie di appoggio
di felba blò, e due di paglia indorate, un conopè di pelle, un
cembalo, ventisei quadretti piccoli con cornici indorate, esprimenti
veri paesaggi e fiori: due quadri grandi con cornici di legno e
profili indorati, che rappresentano, uno la Natività e l’altro
L’adorazione de Maggi, di nostro Sig.re Gesù Cristo; Altri due
quadri mezani uno con cornice indorata che rappresenta un Gran
Maestro di Malta, e l’altro con cornice a profili indorati,
coll’effigie di S. Nicolò di Bari; uno specchio piccolo con cornice
indorata, due guantiere di legno con sei chicchere, e piattini di
tartuca ma rotti; un cuojo di Bue Marino con francia di seta attorno
colle armi della Casa di recamo in lana nel mezzo: altro panno di
recamo in lana colle insegne della Casa, che servono ambedue per
cavalli di rispetto.
Nella Sala del quarto a Tramontana vi è un cassone di noce grande, e
dentro vi sono. Sette pezzi di tela fina paesana componentino da
quindeci canne l’uno, ed altri due pezzi di detta tela ma
incominciati di canne nove l’uno e così tutta la sudetta tela liscia
è circa canne cento ventitrè. Tre pezzi di tela a piperello e
schinapisci di canne sedici l’uno, lavorati in tovaglie, misali, e
servietti, Altri tre pezzi di tela a piperello più ordinarj da canne
diece l’uno, anche lavorati in tovaglie, misali e servietti, e più
un pezzo di tela a dublettina di canne quattordeci e meza. Più in
detta Sala vi è una scrivania con dodeci tiratori piccoli vacui, ed
una panca portabile. Quattro sedie di pelle, cinque quadri con
cornici di legno esprimenti vari paesaggi.
Nella prima Camera di detto quarto vi sono due panche, una indorata,
e l’altra impelicciata, ambedue portatili, due sedie di appoggio di
portanova verde, e tre sedie di paglia con profili indorati; tredici
quadri piccoli con cornici indorate rappresentanti diversi vasi di
fiori, un quadro mezano, anche con cornice indorata, coll’effigie di
Maria SS.ma Addolorata, altri due più grandi con profili indorati
rappresentanti anche la Vergine SS.ma sotto diversi titoli. Nella
finestra vi è un portiere di portanova verde. A fianco di detta
camera vi è un camerino dove esiste un letto con tre matarazzi di
lana ed un padiglione di calamo, un inginocchiatoro di noce ed una
panca portatile, tre sedie di paglia con profili indorate, cinque
quadretti con cornici indorate rappresentanti diversi fiori e
paesaggi, altri cinque quadretti con vetro e cornici con profili
indorate con diverse effigie.
Nella seconda Camera, un letto con due matarazzi di lana ed un
pagliaccio, cortinagio di calamo, scanni e lettiera di legno, una
carriola di legno pittata vacua, due panche di legno con tiratori, e
bocche di ottone, ambedue vacue, un genoflessorio impellicciato, con
tiratori, e boccolette di ottone, con sopra un pannetto di molla
gallonato, cinque quadri senza cornici, due grandi rappresentanti
uno Maria SS.ma del Rosario e l’altro la Vergine Immacolata, tre
mezzani uno rappresenta S. Gaetano colla Madonna, e l’altri due, uno
rappresenta un Gran Croce, e l’altro un gran Maestro di Malta; altri
sei quadrini piccoli con diverse effigie, della Madonna, di Gesù
Cristo, di S. Vincenzo, e di una Santa Martire; dippiù vi è al muro
attaccato, uno stipo, dentro il quale vi è un arcileuto.
Nella Camera del forno vi sono, due majille, o siano marture grandi
ed altra piccola, tavole ed altri ordegni necessarj appartenenti al
forno in un angolo di detta camera vi è un piccolo camerino, con
dentro diece piatti ed una zuppiera di fajenza, sette bicchieri
piccoli, e tre grandi di cristallo.
Nella Cocina vi è uno stipo grande, con dentro, due zuppiere di
fajenza, e ventidue piatti grandi e piccoli, e nel mezo vi è una
panca, cinque cassole di rame colli di loro coperchi, un marmitto
grande ed uno piccolo di rame con coperchi, quattro tielle di rame,
un forno di campagna di ferro, una stofarola di ferro, due coperchi
di tielle anche di ferro, una pignata di rame, un bagano, due
caldare grandi, ed altri tre bagani piccoli ed un caccavo tutti di
rame, quattro fissure fi ferro, una bragiera piccola ed un coppino
di rame; otto treppiedi di ferro, grandi e piccoli, un grattacascio,
un mortaro di marmo, ed altro di bronso, otto barili per uso di
accqua, una tavola per lavorar pasta, due craticole, e quattro spiti
di ferro, ed altri stigli.
Vi è una Cappella publica, con tutti li sacri arredi necessarj al
S.o Sacrificio.
Nel passetto della Cocina al altro quarto vi è un cassone grande per
uso della farina, due stipi grandi con dentro ci è nel primo,
quattro sprovieri di lana, due coscini di damasco verde, una cortina
di velo di seta, quattro piene di coscina di lana, un gonnellino di
amuer verde gallonato in argento, una fascia di seta rossa ed un
barrettone di felba colla impresa di argento, tutte per uso del
volante., due portieri di seta torchina, altro di seta verde, cinque
panni di arazzo, due coperte una di lana, e l’altra di straccio, tre
coscini vecchi di damasco rosso, una cortina intiera di ordichella
per letto di campagna. Nell’altro stipo vi sono cinque imbottite,
tre coperte salernitane, un padiglione di tela di Persia, due
portieri di pizzillo bianco con fodera, una cortina bianca vecchia,
uno sproviero di tela paesana, una librea biancaccia di panno, con
calzoni, e giamberghino rosso anche di panno, un portiere vecchio di
portanova, un altro portiere per uso della finestra, una coperta di
color rosso. Nel detto passetto vi è un alcanterano con quattro
tiratori, e boccole di ottone, dentro di quali vi è una cortina
bianca, sei coscini foderati di taffità a color di rosa, Parimenti
in detto passetto vi è un baguglio con dentro quattro pezzi di tela,
cioè due di tela liscia uno di canne venti, e l’altro di canne
diecesette, e l’altri due uno a piperello di canne sedici circa,
lavorato per tovaglie, e l’altro col lavoro detto il specchio per
una cortina intiera.
Nella Camera del quarto verso mezogiorno vi è, un loroncino piccolo
impelliciato, collo specchio di sopra, e due fiaschetti di
cristallo, e vi sono tre tiratori, con dentro carta da scrivere ed
altre scritture due Boroncini a cappella di noce con due tiratori
per cadauno con dentro alcune scritture, dodeci sedie di paglia con
profili indorati, una scrivania con dieceotto tiratori con dentro
alcune diverse cose cioè spago, ferrofilato, medicamenti ed altre
cose simili una panca rotonda portatile con di sopra un panno di
sajetta verde, uno specchio grande, cinque quadri grandi con cornici
e profili indorati che rappresentano uno La Vergine Immacolata, il
secondo l’Annunciazione della Stessa, il terzo l’Addolorata, il
quarto S. Antonio ed il quinto S. Domenico, più altri cinque quadri
mezani con cornici e profili indorate, il primo rappresenta la
Visitazione di Maria, il secondo il Sepolcro di nostro Sig.re, il
terzo l’Annunciazione, il quarto Maria Santissima delle grazie, ed
il quinto Santa Pollonia; Altri sei quadretti piccoli con vetro
innanzi e dentro diverse reliquie di Santi, altri nove quadretti con
cornici indorate, che rappresentano vasi di fiori, nela finestra la
zinefa col suo portiere di tela, un capofuoco, molla e paletta di
ferro, due portieri di portanova verde usati nella porta che
corrisponde all’arcovia, dentro la quale vi sono alcuni mobili col
letto appartenenti e proprj della Sig.ra Duchessa, da dove poi si
passa in una retrocamera dove vi sono quattro bagugli, in uno de
quali vi sono, misali damascati numero tre, servietti damascati
numero otto, misali fini forastieri grandi n.° quattro, misali
paesani n.° quattro, servietti paesani n.° diecennove, servietti
paesani a piperello n.° cinquanta, servietti forestieri n.° sei,
tovaglie di faccie paesane a piperello n.° venti, servietti ordinari
n.° venti, misali ordinari n.° due, tovaglie ordinarie n.° diece,
quali porsione sono usati, e porsione nuovi. Nel Secondo Baguglio vi
sono lenzuoli fini di tela forestera usati n.° sei, due de quali
sono picoli per letto di campagna, lenzuoli fini di tela paesana
para sette n.° quattordici, coscini di tela battista con pizzillo
para due n.° quattro, coscini di tela Costanza ed urletta para
quattro n:° otto, coscini di tela di casa fina para otto n.° sedici,
coscini piccoli fini para sei n.° dodeci, lenzuoli di tela ordinaria
para otto n.° sedici, coscini di tela ordinaria para sei n.° dodeci.
Nel terzo Baguglio vi sono lenzuoli fini usati para quattro n.°
otto, lenzuoli per letti di campagna anche usati para tre n.° sei,
coscini fini para diece n.° venti anche usati, lenzuoli ordinarj
usati para sei n.° dodeci, più coscini ordinari grandi e piccoli
para otto n.° sedici. Nel quarto Baguglio vi sono biancherie di
tavola giornaliere, cioè misali n.° sei, servietti n.° venti,
tovaglie di faccia n.° dodeci. In detta retrocamera vi è un lettino
piccolo per uso della cameriera con un matarazzo di lana ed un
pagliaccio; uno stipo con due tiratori, dentro li quali vi sono un
pezzo di tela per dublettini di canne dodeci, ed un altro
dell’istesso dublettino di canne due, altri due pezzetti di tovaglie
e servietti di canne otto, cinque coperte bianche di tela lavorata,
due coperte di lana ordinarie colorite, un pezzo di tela lavorata
ordinaria di canne quindici, un pezzo di doblettino ordinario per
volanti di canne diece, ed una coperta di tela lavorata in tocco,
una scatula con un panno recamato per uso di battesimo, con quattro
coppolini semplici.
Nella detta camera vi è un altro camerino ove abita l’odierno Duca,
dentro il quale vi è un lettino con due matarazzi di lana, lenzuoli,
coscini e coperte, un studiolo con diversi libri, una panca
portatile, con di sopra abiti dell’istesso Duca, un pannetto di
molla a canto del letto, con un Crocefisso di ottone ed un quadretto
rappresentante Gesù Bambino, due quadri mezani con cornici indorate
che rappresentano uno il Cardinale Ferraù, e l’altro il fu
Arcivescovo di Cosenza, e altro quadretto rappresentante il fù Balì
Cavalcanti, cinque scopette, una fiammata di argento, altra di
acciaretto, e tre di ottone.
Nell’ultima Camera che sporge alla prima Sala vi sono due scrittorij
ad otto tiratori l’uno con dentro alcune scritture di casa, una
panca portatile, sei sedie di appoggio di velluto cremesi, cinque
sedie di paglia indorate, un commò ed un burò impellicciati con tre
tiratori l’uno vacui, due specchi grandi con cornici e profili
indorata, quattro quadri grandi che rappresentano cioè il primo li
cinque sensi del corpo, il secondo il Re Assuero colla regina Ester,
il terzo la Decollazione di S. Giovanni Battista, ed il quarto
Alessandro Magno con Deogine, tutti colle cornici e profili
indorati, altri due quadri mezani con cornice indorate, che
rappresentano due gran Maestri di Malta, altri quattro quadri più
piccoli, che rappresentano quattro Sommi Pontefici, ed altri diece
quadretti con cornice indorate con diversi vasi di fiori, ed un
quadro mezzano con cornice indorata che rappresenta il re nostro
Signore, alla porta di mezzo un portiere di calamo, alle due
finestre le zinefe colli portieri di tela, e tre gabie di uccelli.
Nella sudetta camera attaccati vi sono due Camerini, in uno de quali
vi sono dieci pise di lino, e nell’altro vi è una panca di noce,
quattro sedie di paglia con profili indorati, un braggiere di rame
con piede di noce, ed altri due bragieri senza piedi, due quadretti
piccoli di marmo con due scherzi, con cornici indorate, altri due
con pittura in vasi di fiori, altro quadro senza cornice che
rappresenta il ritratto di D. Antonia Gallucci, uno specchio
piccolo, uno stipo con canterano, dentro il quale vi sono alcuni
vetri e cristalli, e nelli tiratori vi sono, sopracammicie usate con
pulzini di diverse specie al numero di quattordeci, sottocammicie
usate numero ventidue, sottocalzono usati n.° dodeci, sottocalzette
usate para otto n.° sedici, dodeci cammisciole di tela e di
cottoncino, calzette di seta di diversi colori para quattro n.°
otto, un paro di fibie di argento di scarpe e calzoni, un orologgio
di sacca con cassa di frincisbecco indorato.
Nella dispenza vi sono una panca portatile uno stipo grande con
dentro tre sportoncini di pasta di diverse qualità, un pezzo di
lardo, venti forme di cascio, una giarra con oglio della capacità di
litre quindeci, quattro raschi, e due provole, sei posate di
argento, con un forchettone tutte di peso libre quattro ed oncie
quattro con tutte le lame di ferro, una cafettiera di argento del
peso di diece oncie.
Nelli bassi di detto Palazzo vi esistono cioè in uno di essi tre
Bagugli, dentro de quali vi sono un sproviere di tela lavorata, otto
piene di coscini di lana ed un copertino di calamo colorato, otto
coperte bianche anche di tela lavorata.
Nell’altro basso vi sono due bagugli ed una cassa, entro li quali vi
esistono, quattro imbottite, due sprovieri bianchi di tela lavorata,
quattro coperte di lana ordinaria, due coperte salernitane, altra di
calamo e seta, ed altra coperta bianca ordinaria; Parimenti un
cassone con dentro da circa mezo tumulo di fave, ed un sportone di
maccaroni della costa di circa venti rotola, più vi sono diece
giarre otto de quali son vuote, una piena ed un'altra mezza di oglio
ambedue in litre quaranta, altre quattro giarre mezane vacue, uno
stipo grande con dentro diverse robbe inutili di fajenza, corde, ed
altro commodo per la massaria, due caldare grandi di rame, ed un
bragiere.
In altri due bassi vi sono diece sportoni di canna, e due di nocella
tutti vuoti, due casse con dentro tre tumula di simenza di lino, una
tina di legno dentro la quale vi esistono quattro tumula di grano,
due giarre vacue, ed una conca di rame.
In un altro basso vi esistono sei selle da cavallo tre utili e tre
inutili, un guarnimento usato di scarlato gallonato, due briglie, e
dui capizzoni. In un altro basso vi si ritrova paglia ed alcune
legne
Nel vaglio di detto Palazzo si trovano cinque altre camere, una
delle quali sta per uso di un maestro falegname, un'altra con dentro
alcune pezze di legname, un'altra per commodo ed uso de soldati,
dove vi è un letto compito, ed altre due camere servono per
foresteria, dove esiste un letto, una panca, due specchi e due stipi
vuoti.
Nel detto vaglio vi è la stalla con una mula vecchia, ed a fianco
una cisterna di accqua per uso e commodo di detta stalla.
Nelli bassi delle Camere della Foresteria stà situata la cantina,
dove esistono dodeci botti di vino, delle quali otto sono sono
vuote, e quattro piene di vino in dodeci some, in barili
settantadue, otto damigiane di vetro, e quattro barili vacui.
(ANC. 1737, 1781, 11-20)

