Appalti e contratti di lavoro per la costruzione delle torri

torre iacopio

Resti della torre di Jacopio in territorio di Cutro.

Capitoli stipulati il 12 e il 13 novembre 1600 in Catanzaro tra mastro Gio. Batt.a Fico di Cutro e Sancio de Miranda, regio auditore di provincia di Calabria Ultra e commissario deputato per la Regia Camera della Sommaria per l’appalto delle nuove torri da farsi tra il Tacina ed il Neto, riguardanti la costruzione della torre di Posteriore come da ordine della Regia Camera e conforme al disegno fatto dall’ingegnere militare Vincentio de Rosa.

“In p.s esso m.o Gio. Batt.a Fico offerse per la fabrica et factura dela torre chiamata de Posteriore posta al territorio delle Castelle a carlini vintitre et mezzo la canna ad uso et costumi di Napoli et per la canna dela factura conforme la fabrica pr.tta.
Item che la Regia Corte sia tenuta mesurare il vacante per pieno maturato massiccio senza levar materiale non ob.nte la prag.ca.
Item che bisognandovi pali, trovandosi acqua per poter fare le cascie, che siano pali di carpino, quercia o cariglio, o ulmi di lunghezza palmi otto luno et di grossezza doi terzi di palmo et posti in opere a spese di esso mastro, le si paghino a raggione di cinque carlini luno, essendoci ordine dell’ingegniero.
Item che facendosi cisterna, la tunica a mazzocculo a carlini quindici la canna piccola, et a cocchiara a carlini cinque la canna.
Item per la canna deli astrachi, conforme la fabrica.
Item per il palmo.
Item che li si diano per la regia corte anticipatamente docati cento per detta fattura di torre, scomputandi poi detti docati cento a ragione di diece per cento et scomputati detti docati cento a detta ragione di diece per cento se li paghino altri docati cento da scomputarseli alla med.a raggione et che tutto il pagamento le sia fatto in policastro o vero in Cotrone.
Item che li sia dato mesuratore a dispese della corte con farsi scandaglio ad ogni rechiesta di detto m.o Gio. Batt.a et se le faccino mesure finali ogni sei mesi, o almeno da doi in doi mesi lo scandaglio.
Item che se la fabrica le fosse diroccata da turchi o da qualsivoglia fortuna di mare di frane o di pioggia sia tenuta essa corte a pagargliela et ne debbia stare a fede delli suprastanti et delli sindaci della terra piu convicina.
Item che li si diano tutte le franchezze di gabelle, scafe, dohane, passi, bollettini et d’ogn’altra sorte d’angarie ordinarie et extraordinarie et che possa pascolare, et fare pascolare animali boi cavalli, giumenti,muli et ogni altra sorte che ritenesse in servitio di d.a fabrica et factura di torre in tutti li boschi dove ce fa piu’ comodo, et fandono danno a biade o victuvaglie o herbagi che non sia tenuto a ratuto alcuno , se non al danno liquidando tantum et che non siano presi carcerati li soi animali, dandose per esso m.o Gio. Batt.a pleggeria di pagare il danno extimando, et che possa tagliare et fare tagliare legnami et frasche infruttifere et precise lentischi et cavar pietra ,arena et ogn’altro materiale per servitio di detta fabrica et in ogni loco ,tanto regio come di barone, et di qualunque persona senza pagari alcuno.
Item ch’esso mastro Gio. Batt.a et compagni lavoranti et operarii soi in detta torre non possano esser conosciuti da nesciuno officiale tanto regio come baronale per nesciuna causa, tanto civile o criminale se non dalla predetta regia camera o regia audienza provinciale o da commissarii loro, purche prima loro costi per inform.ne.
Item che possa pigliare bovi, carra, cavalli, muli et bagaglie per carriyar pietra, calce, arena, frasche, ligname et qualsivoglia altro bisogno per detta torre mediante salario da ogni persona che vole di sua propria autorita’ alli prezzi correnti tra citatini alle terre convicine.
item che cavandosi gisterna sopra sassi o scogli, se li paghi alla ragione sopradetta, et la pietra o cantone che nascesse sia di esso mastro.
Item che cadendo ripe dalli cavamenti che si faranno dali fossi o gisterne ractandosi o rifandosi da esso mastro Gio. Batt.a se li paghi di novo alla medesma ragione di cavamenti come di sopra.
Item che fandosi in detta torre terrapiena o di dentro o di fore se li paghi a ragione di carlini otto la canna piccola.
Item che volendo essa corte spianare alcun monte di vricciaro o di pietra, o fandosi spianare di boschi vicini per ordine di regii ingegnieri o altri seli paghi conforme sara’ stimato per essi.
Item che debbia fare la calce dell’istesse pietre che si cavano nel loco vicino di detta torre delle meglio delle quali il duca di Nocera ha fatto la fabrica nello castello delle Castelle.
Item che dandosi da essa Corte il dinaro a tempo, che esso m.o Gio. Batt.a debbia complire detta torre fra uno anno et mezzo senza pero’ disturbo di turchi o altro legitimo impedimento.
Item che occorrendo nella edificatione di d.a torre alcuna cosa non compresa alla presente capitulatione sen’habbia di stare allo apprezzo di regii ingegnieri o altri prattichi.
Item che sia lecito a detto m.o Gio. Batt.a et soi compagni et operaii in d.a torre di posteriore et possano mentre che assisteranno alla fabrica et factura di essa torre, di stare et andare armati di notte e di giorno di ogni sorte d’armi et scopette et focili et altre non prohibite per regie pragmatice per defensione di loro persone ,tanto da foresciti come da turchi et cosi anco all’andare come al retorno che si fara’ da detto loco et torre di posteriore et cosi’ ancora per tutta questa provincia di Calabria Ultra senza esserli dato fastidio ne impedimento alcuno da persona nesciuna tanto regia come baronale.” (ANC.61, 1601, 17-25).

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Contratto di lavoro stipulato in Cutro il 26 agosto 1603 tra il partitario Ascanio Fayilla ed il lavorante Francesco Surdano.

Francesco Surdano di Nicastro, abitante in Mesoraca, in presenza di Ascanio Fayilla, partitario della fabbrica della nuova regia torre di Tacina, afferma che “loco’ la sua persona e si accordo’ di servire a detto m.o Ascanio per lo spacio di uno anno cominciando dal primo di settembre p.o futuro insin allo ultimo di agosto dell’anno intrante 1604 sotto li patti e conditioni:
– che esso Francisco s’obbligo’ servire a spese vitto vestito et calsamenti soi di servire fidelmente et con diligenza al detto m.o Ascanio, tanto alli servitii di fabrica di detta regia torre, cioe’ di fabricare, cosere calcare, acconzare petra, come anco di fare altri ammaniamenti di petra, frasca et ogn’altro servitio pertinente a detta fabrica et cosi’ di mastro come di manipolo et operario et in ogn’altro servitio di fabrica tanto in detta torre come altrove, et servire fidelmente et lealmente di giorno et di notte et nelle hore solite et consuete et da ditti servitii non partirsi per qualsivoglia raggione et mancando o desistendo da detti servitii per colpa et defetto di esso Francesco dumodum sia per occasione di infirmita esso m.o Ascanio per l’enteresse si possi scomputare dal salario di d.o Francesco tre carlini per giorno che mancasse o cessasse di servire quia sic.
Promettendo anco con giuramento di non commeter inganno o frode, ne di far commeter inganno o frode, ne di far comettere nelle robbe di d.o m.o Ascanio altramente sia tenuto a tutti danni spese et interesse.
Viceversa esso m.o Ascanio promese per salario di detto anno al detto Francesco presente ducati quaranta quattro consignandi hoc modo : docati cinqui al di primo di settembre ut supra che entrera’ detto Francisco a servire et li restanti pagarli mese per mese pro rata dicti salarii.
Et anco promese di seminare con soi boi dui tumula di grano del grano di esso Ascanio nel territorio di Mesoraca, quale grano ci lo dona franco et circa la cultura sia a spese di d.o Francesco.
Nec non promise di non amover a detto Francesco intra detto tempo da sua compagnia et servitii et amovendolo sia tenuto pagarli il salario predetto et in ogni caso che fosse renitente a pagar detto salario fra delli casi ut s.a espressi sia obligato a tutti danni et cosi’ si convennero.” (ANC.61, 1603, ff.53-54).

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Lettera della Regia Camera al tesoriere di Calabria Ultra, Camillo Romano, nella quale si comunica che il castellano di Crotone, Antonio dela Motta Villegas, è stato nominato sopraintendente alle nuove torri che si edificano dal Tacina al Neto al posto dell’auditore Sancio de Miranda.

“Mag. Vir. Perche a questa Regia Camera ha parso ordinare al m.co castellano del regio castello in Cotrone, che da qua in avanti habbia particolar pensiero de fare continuare et attendere alle fabriche delle nove torri, che da pross.mo si sono or.te fare dal fiume tacino sino a quel di Neto, tenendovi la totale sopraintendentia senza mercede alcuna così come l’ha tenuta, e tiene della fortificatione di quella città di Cotrone per vacare detto carrico di torri, stante che l’auditor Miranda che l’havea ha deposto l’off.o et non ci ha parso concederlo ad altro auditore ne a tutta la regia audienza havendono considerato essere assai più comodo alli partitarii per lo negotiare che haveran da fare come più vicino a lor Cotrone, che Catanzaro ove risiede la regia Audienza, anzi come sapeti bona parte di esse torri sono situate nel proprio territorio di Cotrone et de lochi convicini, et che apportano molto impedimento le mutationi del supraintendimento per non potere essere lo moderno subbito informato di quanto sarà occorso da principio, e talvolta poterà essere inganato, lorchè non sarà in la persona del ditto castellano per esser officiale in vita, et non anuale, et così con facilità potrà dare relat.ne di quanto sarà passato, oltre che si eviterà di havere a dare alcuna merdcede per tal causa, sincome la pretendea detto olim Auditore Miranda, et l’haveriano pretesa ancora gli suoi successori, poichè com’è detto si è concesso ditto carrico al preditto castellano senza mercede alcuna. Pertanto ve dicimo et ord.mo che da qui avanti debiati con certificat.e di esso m.co castellano sopraintendente ut s.a fare li pagamenti che averranno farsi a partitarii di esse torri pagandono de denari della fabrica de torri et in defetto di quelli vi avanzeranno della guardia …
Datum Neap. die 18 junii 1602.” (Tesorieri e Percettori Fs.550, f.50, ASN).

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Lettera della Regia Camera della Sommaria al tesoriere di Calabria Ultra che conferma Gio. Andrea Fattizza della città di Cutro come soprastante della torre di Jacopio con un salario di ducati 3 al mese.

“M.co Viro R.nti off.m Regii The.rii Prov.e Calabrie Ultra sive eius locum.ti
Mag. Vir. como sapeti per ordine del Ill.mo qm Don Gio. de Zunica olim Prencipe de pietra persica vicere in questo regno se incomenciorno ad fabricare alcune turre di guardia in diverse marine di detto regno li quali torri accio si fossero fabricate con quella diligentia et prestezza che conveniva parse al m.co et circospetto R.te Ribera all’hora luocotenente di questa regia camera fare ponere in ciascuna torre una persona per soprastante et lo trattò con detto Ill.mo Sig.r per lo quale fu comandato che tali soprastanti si fossero deputati con lo soldo di docati quattro il mese li quali havessero servuto mentre dette torri si fabbricavano come suprastanti tantum et quantum poi fossero state in difensa li perceptori seu tesaureri provinciali fossero stati obligati advisare la Ecc.a del Regno acciò chavesse possuto provedere di caporali et perchè in questa prov.a si diede a partito li mesi passati per li olim auditori Miranda ex delegatione huius regiae camerae la torre di Jacopio in territorio di cutro quale è una di quelle che si hanno da edificare dal fiume di tacina sino al capo delle colonne e stato in tale opera deputato per soprastante Gio. And.a Factiza dela medesima cita di cutro dali stesso olim auditore miranda ma che ne havesse da tirare salario sino a tanto che fosse stabilito da questa regia camera sincome apare per copia autentica di patente in sua persona spedita li 8 di 7bre 1600 lo quale ne ha fatto supp.re lo confirmassimo in detto carrico et li stabilissimo il salario solito darsi alli altri soprastanti di torri con ordine che li fosse pagato tanto per lo tempo servito come per quello che servera et havendoci parso confirmarlo cossi come per lo presente lo confirmamo per soprastante a detta torre vi dicemo et ordinamo che delli dinari de limpositione dela fabrica di torri debiati pagarli ducati tre il mese di salario inche sono stati modificati per questa regia camera tali salarii decurrendo in suo benefitio dal di che ne haverà presa possessione et che se ci sarà lavorato del quale servitio ne starete a fede in scriptis del capitano sindaco et eletti dela detta cita di cutro et cussi continuarete per ladvenire atteso con li detti farete la polissa di soluto et la copia autentica dela presente si faranno boni a vostri conti ordinandomo alli detti officiali presenti et futuri in solidum che li faccino dette fide senza pagamento et che per tali lo tractino et reputino faccino tractare et reputare da ogni altro et signanter dal partitario di detta torre et acciò che stia meglio informato del modo shaverà da regolare se li sono consignate le instruczioni in scriptis solite darsi a tutti altri soprastanti di torri non fandono lo contrario si amati la gratia regia et sotto pena donze 25 – Datum neapoli ex eadem reg.a cam.a summaria die 14 mensis julii 1602.” (Significatoria ricevuta dal tesoriere di Calabria Ultra, Camillo Romano, per i residui a. 1601-1602, Tesorieri e Percettori Fs. 550, f.115, ASN).

torre iacopio 3

Ruderi della torre di Jacopio in territorio di Cutro.

 

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Dai pagamenti fatti al caporale e all’aiutante di ciascuna torre di Calabria Ultra negli anni 1579-1580 possiamo ricavare il numero ed il nome delle torri regie in esercizio come si presentano nelle due versioni.

1) Turris capitis ogliastri – torre del capo d’Ogliastri
2) Turris condure torre del capo del Condure
3) Turris amati torre d’Amato
4) Turris lacconie torre de Lacconi
5) Turris S.te Veneris torre de S.ta Vennera
6) Turris S.ti Petri – torre de S.to Petro
7) Turris imperialis – torre de Briatico
8) Turris zambroni torre de Zambroni
9) Turris S.te Dom.ce torre de S.ta Domenica
10) Turris vatticani – torre de Vaticano
11) Turris S.te M.e Ricadi – torre de S.ta Maria Ricadi
12) Turris capitis pietti – torre de capo de Pietto
13) Turris messime torre de Messima
14) Turris gioye torre de Gioya
15) Turris delle prete negre – torre delle Petre Negre
16) Turris capitis rocchi – torre de capo de Rocchi
17) Turris della volpe – torre della Volpe
18) Turris catone torre dela Catona
19) Turris depellaro – torre de Pellaro
20) Turris del capo d’arme – torre de capo de l’Arme
21) Turris del saldo della vecchia – torre del Salto dela Vecchia
22) Turris S.ti Jo. davolo – torre de S.to Gio. Davolo
23) Turris broczane torre de Bruzzano
24) Turris capitis spaventi – torre de Spartivento
25) Turris portus palitii – torre de porto de Palizi
26) Turris de monte spelingari- torre de monte Speli
27) Turris degiambari – torre de Giambari
28) Turris dela spina – torre dela Spina
29) Turris decamillari – torre de Camillari
30) Turris hierarii torre de Yrace
31) Turris placarici – torre de Pracanici als de Stilo
32) Turris devedere torre de Vetere
33) Turris caminisi torre de Caminili
34) Turris de castellone torre del Castellone
35) Turris decasamone torre de Casamone
36) Turris de monte manà – torre de monte de Manna
37) Turris S.ti Ant.nii – torre de S.to Antonio
38) Turris de mesulari torre de Mesulari
39) Turris stallati torre de Stallati
40) Turris roccelle torre de Roccella
41) Turris Catanzarii – torre de Catanzaro
42) Turris decapo ricciuto – torre de capo Ricziuto
43) Turris de manna torre de Manna
44) Turris desimari torre de Simari
45) Turris S.ti Francisci – torre de S.to Francesco
46) Turris del cavallo – torre del Cavallo
47) Turris ravagnise – torre de Ravagniti
48) Turris mileti torre de Melito
49) Turris gallici torre de Gallico
(Cunto del R. Thesoriero di Calabria Ultra dell’anno 1579-1580 per la guardia delle torri, Tesorieri e Percettori Fs. 506,fli I-II, ff. 42v-43, ASN).

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“Banno ad osserendum per lo partito dele dette quattordici turri cioè tridici dal fiume di tacina fino al Capo dele Colonne et un altra nel fiume di Neto di Calabria Ultra.
Banno da Parte della Sacra Regia Maestà et della sua Regia Camera dela Summaria.
Per che li mesi passati la predetta Regia Camera in nome dela prefata regia Maestà fe publicare banni per la nova edificatione dele quattordici turri cioè tridici di esse dalo fiume di tacina fino al Capo dele Colonne et un altra nel fiume di neto dela provintia di Calabria Ultra deliberarnesi una per una.
Per tanto se notifica ad ciascheduna persona che volera pigliare lo partito de fare dette torri compara nella detta Regia Camera ad dare sua offerta che essendo conveniente se accetterà et de poi se assignerà la giornata per l’allumarse dela candela et liberarsi al più offerente con declaratione però che chi ha partito dela Regia Corte o ha fatto plegiaria ad altri partitarij o partecipa in simili o altri partiti de Corte non possa offerire ne fare offerire per supposita persona et oltre de cio haverà da essere approbato dal regio Architetto et prima de allumarsi la candela si ha d’haver relatione dal architetto a che preczo et fra che termine si possano fare. Datum Neap. die 14 mensis februarii 1596.
– Don Petrus de Castellet.” (Sommaria Bannorum, Vol. 16, pp. 49r-49v, Arch. di Stato di Napoli).

Cotrone 16.6.1740.
“qualmente sendo giorni sono capitato in questa città il cavalier D. Geremia Dean, coronello degli eserciti di S. M. colla carica di ispettore generale delle marine di questa ed altre Province del Regno il medesimo tra gl’altre ordinanze e stabilimenti ordinati espressamente comandò dotassimo le regie torri di guardia di questa città e site in territorio della medema di polvere, palle, miccio, ed altro, cioè nella regia torre di Nao detta il Mariello polvere rotola trenta, nella regia torre di Scifo polvere rotola cinque e libre due a ciascheduno delli cinque cavallari che devono battere la marina di questa città, ed inoltre palle di cannoni per detta regia torre di Nao n.venti”. Dovendo eseguire gli ordini, i sindaci ed il mastrogiurato della città si recano presso la munizione di guerra della città, posta presso il convento di S. Francesco d’Assisi, per estrarre la polvere e le palle.” (ANC. 854, 1740, 72-73).

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