Documenti riguardanti le torri di Nao e di Manna

Torre Nao e chiesa

La torre Nao presso la chiesa della Vergine di Capocolonna.

Francesco Maria Carrafa, duca di Nocera, luogotenente generale di guerra nelle Province di Calabria, nomina il caporale della torre di Manna in territorio di Isola.

“P.hus Dei gra. Rex. Fran.co Maria Duca di Nocera luog.te Gen.le di
Guerra nelle Prov.e di Calabria.
Juan Domech, figlio di Jo.e, spagnolo Reg. Fideli.
Perche vaca la torre di guardia della torre di Manna ter.o dellIsola per
morte di Geromo Sanaco cap.le di essa et convenendo al ser.o di S. M.ta per
l’incoveniente che potria succedere per d.o mancamento providerla sub.o in
persona diligente et atta a d.o ser.o et essendo informati della diligenza,
integrita et fidelita vostra c’ha parso eliger a voi sincome per la p.nte
vi eligemo, creamo et deputamo per caporale di detta torre per l’interim
insino a tanto che da noi o da S. Ex.a non sara altrim.ti provisto con
tutti li gagi, lucri et emolumenti salario et prerogative a d.o uff.o
spettanti et pertinenti. Incaricandovi et ordinandovi che debbiate
assistere di giorno et di notte alla guardia di detta torre et scoprendo
vascelli d’inimici et corsari per queste marine debbiate con ogni cura
fare li debiti segni di fochi et fumi accio le terri convicini possano
difendersi dall’assalti et invasioni repentini ordinando a tutti off.li
magg.ri et minori cosi Regi come di baroni et sig.ter al Cap.no et altri
off.li,sindaci et Reg.ti della citta dellIsola che debbiano tenervi et
reputarvi per Caporale di detta torre et prestarvi ogni agiuto et favore
necessario et opportuno et al sind.co di d.a citta che a nome nostro celo
metta in possesso et non faccia il contrario sotto pena della regia disgr.a
et altri ca.i a nostro arbitrio et serbate la p.nte resti al presentante.
Data in Cutro li venti quattro di maggio 1619. Fran.co Maria Duca di
Nocera. locus sigilli per ord. del Duca mio sig.re Gio. Pietro Monteleone.”
(Atti Notarili Arch. di Stato di Catanzaro Cart. 117, 1619, f. 26)

Minico de Messina,partitario della torre delo Marrello che si edifica in territorio di Crotone in località Nao, subappalta la torre al benestante spagnolo Alonso Corrales ed al mastro fabricatore Renso Pecoro di Crotone.

Minico de Messina asserisce “qualitermente l’anni passati in virtu di
pubblici incanti piglio il partito con la Regia Corte di edificare et fare
la torre del marrello nel territorio di Cotrone loco detto Nao a ragione di
carlini vintisette la canna di fabrica, et a ragione di ducati quattro la
canna di cavamento et con altri patti, conventioni et capituli conforme
appare per istrumento sopra cio stipulato per mano del qm. notaio Aniballe
Juczolino di Catanzaro sub die octavo mensis novembris 1600 in civitate
Catanzarii, al quale volse si abia relatione et s’intenda incluso et
inserito nel presente instrumento e perche esso m.o Minico si ritrova
impedito di infermita et altre cose che l’obstano, per le quali non puo con
quella diligenza che si richiede eseguir et portare in perfectione detta
opera, conforme è obligato e con prestecza, percio s’è convenuto il detto
partito di torre et di fare et edificare detta torre cederlo, renuntiarlo
et relasciarlo al p.to Alonso Corrales come persona diligente prattica
experta et facultosa et al p.to Renso Pecoro come mastro fabricatore
experto similmente et prattico, li quali con ogni sollicitudine et
diligenza faranno detto servitio et volendo ad effetto portare detta loro
deliberatione, hogi preditto di fatta assertione p.ta il p.to m.o Minico di
Messina sponte cedio, relasciò et refutò et per titulo di cessione et
relaxatione concesse haver a detti Alonso Corrales et m.o Renso Pecoro
presenti recipienti et stipulanti pro se ipsis il p.to partito di
edificare, finire et portare in perfectione la p.ta torre del marrello con
tutti et qualsivoglia patti, legi, conditioni, conventioni, clausole,
renuntie, exemptioni, capitoli, franchezze, pene, obligationi et iuramenti,
ch’esso l’ha pigliato et fatto et convenuto con detta regia corte in virtu
del p.to instrumento, ponendo detto Minico detto Alonso et m.o Renso nel
loco, grado et privilegio suo, et constituendoli procuratori siccome in
cosa propria cedendo alli p.ti ogni sua ragione et actione che ad esso m.o
minico compete et puo competere per la p.ta edificatione in virtu di detto
instrumento non perservandosi esso m.o Minico cosa alcuna per conto di
detto edifitio et partito, et con l’infratti conventioni/
Che tutta l’opera che sera fatta in detta torre tanto di cavamenti, come
di fabrica, et cosi anco li materiali che si ritrovassero in detta torre
insino questo presente giorno tutti siano e vadino in benefitio utile et
comodo di detto m.o Minico.
Item che deli danari che la detta regia corte havesse pagato al detto m.o
Minico tanto antecipati come per qualsivoglia modo di mesure o di altra
manera sia obligato esso m.o Minico darne chiaro et lucido conto, et
cavarne indenni et inlesi etiam ante dannum passum alli p.ti Alonso et m.o
Renso, et alloro refare et resarcire tutti danni spese et interesse che per
causa p.ta patissero o potessero patire delo quale interesse si resti a
semplice assertione con juramento di detti Alonso et m.o Renso.
Item che tutta l’opera et servitio che da hogi innanti si fara in detta
regia torre et partito dali p.ti Alonso et Renso novi partitari vada in
utile, commodo et benefitio di essi novi partitarii et cosi anco tutti li
danari antecipati che si devono pagare in virtu di detti capitoli et
instrumento tanto per via di antecipatione come per conto di mesure o per
qualsivoglia altro avantagio et modo tutti cedano et siano in utile commodo
et benefitio deli p.ti Alonso et m.o Renso.
Item si conveneno che detto m.o Minico in tempo si faranno le mesure et
pagamenti tanto di antecipationi come di servitio et opera fatta sia
obligato comparere innante il luocotenente del thesoriero et farse pagare
detti danari di antecipatione, o di opera fatta da hogi innante, et siano
in benefitio di essi Alonso et Renso, alli quali esso m.o Minico sia
obligato far procura in generale o in particolare come bisognera a ricevere
et recuparare dette somme di danari ut. s.a quali restino in benefitio di
essi Alonso et Renso, ad elettione et volunta di essi novi conduttori.
Item conveneno che detti Alonso et Renso in solidum prometteno et
s’obbligano fare et finire detta opera et partito di torre conforme li
capitoli et instrumento p.ti et conforme detto m.o Minico è obligato,
promettendo cavare indenne et inleso a detto m.o Minico per detta causa et
ad esso restituire tutti danni spese et interesse che per detta causa
patisse esso m.o Minico deli quali si ne stia a semplice assertione et
juramento di detto m.o Minico.
Item si conveneno che in casu bisognasse che detto m.o Minico havesse ad
uscire fuora di Cotrone, per differenze di detta torre o in Monteleone o
Catanzaro o altre parti fuora di detta citta, detti Alonso et Renso
promesero pagare carlini sette il di ad esso m.o Minico, e meczo per
cavalcatura sua persona et per ogni altra cosa, sibene per dentro la citta
non siano obligati pagarli cosa alcuna ma che sia obligato comparere come
partitario in ogni differenza ch’occoresse tanto innante il luocotenente
del thesoriero come sopraintendente di dette torri et innante ogn’altro
offitiale et fare alli p.ti Alonso et Renso procure bastanti senza
impedirli in cosa alcuna, et per magior cautela il detto m.o Minico
consignò innante ad noi lo p.to instrumento p.mentionato del partito p.to
con la regia corte promettendoli anco consignare ogni altra scriptura che
in suo potere si trovasse in favore di detto partito.”
(Notaio J. Galatio, Cotrone 10.10.1602, Fs. 1602, ff. 351-352)

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