Il palazzo ducale di Caccuri in un inventario (1781)

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Caccuri (KR).

 

Nella sala, che comunica in due quarti del Palazzo Ducale vi è uno scenario, cioè l’ossatura ed il frontespizio di esso in tela e pittura agguazzo, senza scene, un tosello anche di tela e pittura agguazzo coll’insegna della casa, sotto il quale vi stà una sedia di appoggio di pelle, vi sono dippiù due casciabanchi di tavola vuoti ed una boffetta; parimenti vi sono sette quadri grandi rappresentanti le persone dell’antichi monarchi spagnoli, altro quadro mezano con un ritratto di un antenato della Casa, ed un altro con paesaggio, ed altri tre quadretti piccoli inpergamena, un riposto di legname intagliato, con dentro due piatti reali ed un mezano, ed una soppiera, tutti di porcellama ed ancora vi sono sei candilieri di ottone, come pure nella detta sala vi sono due portieri di tela pittata a guazzo nelle due porte che comunicano alli due quarti.
Nella prima antecamera del quarto ad oriente, vi e un letto consistente in un matarazzo di lana ed un pagliaccio con cortinagio di terantola verde, e trabacca di ferro, tre sedie di appoggio, di calamo; due scrittorj con otto tiratori per cadauno, vuoti pittati in vetro, sedici quadri mezani e piccoli rappresentantino diverse ninfe con cornici di legno e profili indorati: vi sono ancora due ritratti rappresentanti, l’uno il Re Cattolico D. Carlo Borbona, e l’altro la Reggina Sua Moglie; altro quadro rappresentante un Sommo Pontefice. Altro quadro mezano con cornice di legno e profili indorati coll’effigie di S. Domenico.
Nella prima camera di detto quarto vi abita il Cavaliere Gerosolimitano, D. Antonio Cavalcanti Fratello del fu Duca D. Rosalbo, ed il mobile che in quella vi è, appartiene al medesimo.
Nella seconda camera vi e un letto consistente in un matarazzo di lana ed un pagliaccio, due lenzuoli, quattro coscini, un imbottita ed una coperta salernitana, con cortinaggio di terantola verde, lettiera e scanni di legno, un alcanterano di legno con quattro tiratori e boccole di ottone, vuoti, una panca a scrivania con diece tiratori anche vacui, un boffettino rotondo portabile, un inginocchiatoro con altri tre tiratori, con boccolette di ottone, anche vacui, sopra del quale vi stà un pannetto di recamo in seta con cornice indorata, e nel mezzo un quadretto dirametta coll’effigie di S. Giovanni Battista, due sedie di appoggio di calamo, e tre di paglia indorate: un bacile di rame con piede di legno, tre quadri grandi due con cornice di legno tutte indorate, l’uno coll’effigie di S. Francesco di Paula, e l’altro S. Francesco di Assisi, ed il terzo colla sola cornice di legno che rappresenta una Città; due quadri mezani con cornice indorata rappresentanti l’uno D. Dom.co Andrea Cavalcanti Arcivescovo di Trani, e l’altro D. Fran.co Antonio Cavalcanti fu Arcivescovo di Cosenza. Altri due quadri dell’istessa grandezza anche con cornici indorate che rappresentano, uno D. Antonio Cavalcanti, e l’altro il fu Duca D. Rosalbo: Altri due quadri più grandi con cornici di legno senz’oro rappresentanti, l’uno il fu Balì di Malta, e l’altro il fu D. Rosalbo in età giovanile, altri due quadretti piccoli con sola cornice di legno, rappresentanti l’uno il Re Cattolico e l’altro la Reggina fu sua Moglie. Altri quattro quadretti piccoli con sole cornici di legno, l’uno coll’effigie di Maria SS.ma Addolorata, e l’altri tre con pitture di fiori, e boscareccie dippiù ad una parte del letto uno stipo dentro il muro, coll’affacciata di legname di castagna, vacuo.
Nella terza Camera o sia Galleria vi è una lettera con scanni di legno, e di sopra un pagliaccio, e quattro matarazzi di lana, due alcanterani grandi impellicciati con tre tiratori grandi e due piccoli per cadauno con boccole e bocchini di ottone, dentro i quali vi sono li seguenti abiti del fu Duca : Una giamberga e giubino di Pilone a color caffè, un’altra di castorino a color cannella con asole, e bottoni di argento, altra di castoro a color di carne con calzoni di velluto e guarnita di gallone a punta di Spagna in argento, altra di stamina, ed altra giamberga con giubbino di tela di Francia con bottoni in argento, una giamberga e giubbino di felba nera, altra giamberga con giubino e calzoni di seta a color di polce, giamberga, e giamberghino di saja di Venezia nera, giamberga e calzoni di amuer celeste rigato; giamberga, giubino e calzoni di griscetto fiorato, giamberga, giubino e calzoni di griscetto a lama di argento; giamberga, giubino e calzoni di barracana color biancaccio con asole e bottoni in argento, un giubino di drappo in oro ed argento, un giubbino di raso in seta cremesi, con gallone, e bottoni in oro altro giubbino di scarlato con terzilla e bottoni in oro, altro giubino di pilone fiorato, tre para di calzoni, due di amuer nero, ed uno di raso nero. Un cappotto di scarlato usato, ed un capriolé di panno blò guarnito con terzille in oro, una spada di argento con fiocco ed uno sciabulotto con manico di frincisbecco. Più in detta Galleria vi è una scrivania impellicciata con diece tiratori pieni di carte vecchie inservibili, sei sedie di appoggio di felba blò, e due di paglia indorate, un conopè di pelle, un cembalo, ventisei quadretti piccoli con cornici indorate, esprimenti veri paesaggi e fiori: due quadri grandi con cornici di legno e profili indorati, che rappresentano, uno la Natività e l’altro L’adorazione de Maggi, di nostro Sig.re Gesù Cristo; Altri due quadri mezani uno con cornice indorata che rappresenta un Gran Maestro di Malta, e l’altro con cornice a profili indorati, coll’effigie di S. Nicolò di Bari; uno specchio piccolo con cornice indorata, due guantiere di legno con sei chicchere, e piattini di tartuca ma rotti; un cuojo di Bue Marino con francia di seta attorno colle armi della Casa di recamo in lana nel mezzo: altro panno di recamo in lana colle insegne della Casa, che servono ambedue per cavalli di rispetto.
Nella Sala del quarto a Tramontana vi è un cassone di noce grande, e dentro vi sono. Sette pezzi di tela fina paesana componentino da quindeci canne l’uno, ed altri due pezzi di detta tela ma incominciati di canne nove l’uno e così tutta la sudetta tela liscia è circa canne cento ventitrè. Tre pezzi di tela a piperello e schinapisci di canne sedici l’uno, lavorati in tovaglie, misali, e servietti, Altri tre pezzi di tela a piperello più ordinarj da canne diece l’uno, anche lavorati in tovaglie, misali e servietti, e più un pezzo di tela a dublettina di canne quattordeci e meza. Più in detta Sala vi è una scrivania con dodeci tiratori piccoli vacui, ed una panca portabile. Quattro sedie di pelle, cinque quadri con cornici di legno esprimenti vari paesaggi.
Nella prima Camera di detto quarto vi sono due panche, una indorata, e l’altra impelicciata, ambedue portatili, due sedie di appoggio di portanova verde, e tre sedie di paglia con profili indorati; tredici quadri piccoli con cornici indorate rappresentanti diversi vasi di fiori, un quadro mezano, anche con cornice indorata, coll’effigie di Maria SS.ma Addolorata, altri due più grandi con profili indorati rappresentanti anche la Vergine SS.ma sotto diversi titoli. Nella finestra vi è un portiere di portanova verde. A fianco di detta camera vi è un camerino dove esiste un letto con tre matarazzi di lana ed un padiglione di calamo, un inginocchiatoro di noce ed una panca portatile, tre sedie di paglia con profili indorate, cinque quadretti con cornici indorate rappresentanti diversi fiori e paesaggi, altri cinque quadretti con vetro e cornici con profili indorate con diverse effigie.
Nella seconda Camera, un letto con due matarazzi di lana ed un pagliaccio, cortinagio di calamo, scanni e lettiera di legno, una carriola di legno pittata vacua, due panche di legno con tiratori, e bocche di ottone, ambedue vacue, un genoflessorio impellicciato, con tiratori, e boccolette di ottone, con sopra un pannetto di molla gallonato, cinque quadri senza cornici, due grandi rappresentanti uno Maria SS.ma del Rosario e l’altro la Vergine Immacolata, tre mezzani uno rappresenta S. Gaetano colla Madonna, e l’altri due, uno rappresenta un Gran Croce, e l’altro un gran Maestro di Malta; altri sei quadrini piccoli con diverse effigie, della Madonna, di Gesù Cristo, di S. Vincenzo, e di una Santa Martire; dippiù vi è al muro attaccato, uno stipo, dentro il quale vi è un arcileuto.
Nella Camera del forno vi sono, due majille, o siano marture grandi ed altra piccola, tavole ed altri ordegni necessarj appartenenti al forno in un angolo di detta camera vi è un piccolo camerino, con dentro diece piatti ed una zuppiera di fajenza, sette bicchieri piccoli, e tre grandi di cristallo.
Nella Cocina vi è uno stipo grande, con dentro, due zuppiere di fajenza, e ventidue piatti grandi e piccoli, e nel mezo vi è una panca, cinque cassole di rame colli di loro coperchi, un marmitto grande ed uno piccolo di rame con coperchi, quattro tielle di rame, un forno di campagna di ferro, una stofarola di ferro, due coperchi di tielle anche di ferro, una pignata di rame, un bagano, due caldare grandi, ed altri tre bagani piccoli ed un caccavo tutti di rame, quattro fissure fi ferro, una bragiera piccola ed un coppino di rame; otto treppiedi di ferro, grandi e piccoli, un grattacascio, un mortaro di marmo, ed altro di bronso, otto barili per uso di accqua, una tavola per lavorar pasta, due craticole, e quattro spiti di ferro, ed altri stigli.
Vi è una Cappella publica, con tutti li sacri arredi necessarj al S.o Sacrificio.
Nel passetto della Cocina al altro quarto vi è un cassone grande per uso della farina, due stipi grandi con dentro ci è nel primo, quattro sprovieri di lana, due coscini di damasco verde, una cortina di velo di seta, quattro piene di coscina di lana, un gonnellino di amuer verde gallonato in argento, una fascia di seta rossa ed un barrettone di felba colla impresa di argento, tutte per uso del volante., due portieri di seta torchina, altro di seta verde, cinque panni di arazzo, due coperte una di lana, e l’altra di straccio, tre coscini vecchi di damasco rosso, una cortina intiera di ordichella per letto di campagna. Nell’altro stipo vi sono cinque imbottite, tre coperte salernitane, un padiglione di tela di Persia, due portieri di pizzillo bianco con fodera, una cortina bianca vecchia, uno sproviero di tela paesana, una librea biancaccia di panno, con calzoni, e giamberghino rosso anche di panno, un portiere vecchio di portanova, un altro portiere per uso della finestra, una coperta di color rosso. Nel detto passetto vi è un alcanterano con quattro tiratori, e boccole di ottone, dentro di quali vi è una cortina bianca, sei coscini foderati di taffità a color di rosa, Parimenti in detto passetto vi è un baguglio con dentro quattro pezzi di tela, cioè due di tela liscia uno di canne venti, e l’altro di canne diecesette, e l’altri due uno a piperello di canne sedici circa, lavorato per tovaglie, e l’altro col lavoro detto il specchio per una cortina intiera.
Nella Camera del quarto verso mezogiorno vi è, un loroncino piccolo impelliciato, collo specchio di sopra, e due fiaschetti di cristallo, e vi sono tre tiratori, con dentro carta da scrivere ed altre scritture due Boroncini a cappella di noce con due tiratori per cadauno con dentro alcune scritture, dodeci sedie di paglia con profili indorati, una scrivania con dieceotto tiratori con dentro alcune diverse cose cioè spago, ferrofilato, medicamenti ed altre cose simili una panca rotonda portatile con di sopra un panno di sajetta verde, uno specchio grande, cinque quadri grandi con cornici e profili indorati che rappresentano uno La Vergine Immacolata, il secondo l’Annunciazione della Stessa, il terzo l’Addolorata, il quarto S. Antonio ed il quinto S. Domenico, più altri cinque quadri mezani con cornici e profili indorate, il primo rappresenta la Visitazione di Maria, il secondo il Sepolcro di nostro Sig.re, il terzo l’Annunciazione, il quarto Maria Santissima delle grazie, ed il quinto Santa Pollonia; Altri sei quadretti piccoli con vetro innanzi e dentro diverse reliquie di Santi, altri nove quadretti con cornici indorate, che rappresentano vasi di fiori, nela finestra la zinefa col suo portiere di tela, un capofuoco, molla e paletta di ferro, due portieri di portanova verde usati nella porta che corrisponde all’arcovia, dentro la quale vi sono alcuni mobili col letto appartenenti e proprj della Sig.ra Duchessa, da dove poi si passa in una retrocamera dove vi sono quattro bagugli, in uno de quali vi sono, misali damascati numero tre, servietti damascati numero otto, misali fini forastieri grandi n.° quattro, misali paesani n.° quattro, servietti paesani n.° diecennove, servietti paesani a piperello n.° cinquanta, servietti forestieri n.° sei, tovaglie di faccie paesane a piperello n.° venti, servietti ordinari n.° venti, misali ordinari n.° due, tovaglie ordinarie n.° diece, quali porsione sono usati, e porsione nuovi. Nel Secondo Baguglio vi sono lenzuoli fini di tela forestera usati n.° sei, due de quali sono picoli per letto di campagna, lenzuoli fini di tela paesana para sette n.° quattordici, coscini di tela battista con pizzillo para due n.° quattro, coscini di tela Costanza ed urletta para quattro n:° otto, coscini di tela di casa fina para otto n.° sedici, coscini piccoli fini para sei n.° dodeci, lenzuoli di tela ordinaria para otto n.° sedici, coscini di tela ordinaria para sei n.° dodeci. Nel terzo Baguglio vi sono lenzuoli fini usati para quattro n.° otto, lenzuoli per letti di campagna anche usati para tre n.° sei, coscini fini para diece n.° venti anche usati, lenzuoli ordinarj usati para sei n.° dodeci, più coscini ordinari grandi e piccoli para otto n.° sedici. Nel quarto Baguglio vi sono biancherie di tavola giornaliere, cioè misali n.° sei, servietti n.° venti, tovaglie di faccia n.° dodeci. In detta retrocamera vi è un lettino piccolo per uso della cameriera con un matarazzo di lana ed un pagliaccio; uno stipo con due tiratori, dentro li quali vi sono un pezzo di tela per dublettini di canne dodeci, ed un altro dell’istesso dublettino di canne due, altri due pezzetti di tovaglie e servietti di canne otto, cinque coperte bianche di tela lavorata, due coperte di lana ordinarie colorite, un pezzo di tela lavorata ordinaria di canne quindici, un pezzo di doblettino ordinario per volanti di canne diece, ed una coperta di tela lavorata in tocco, una scatula con un panno recamato per uso di battesimo, con quattro coppolini semplici.
Nella detta camera vi è un altro camerino ove abita l’odierno Duca, dentro il quale vi è un lettino con due matarazzi di lana, lenzuoli, coscini e coperte, un studiolo con diversi libri, una panca portatile, con di sopra abiti dell’istesso Duca, un pannetto di molla a canto del letto, con un Crocefisso di ottone ed un quadretto rappresentante Gesù Bambino, due quadri mezani con cornici indorate che rappresentano uno il Cardinale Ferraù, e l’altro il fu Arcivescovo di Cosenza, e altro quadretto rappresentante il fù Balì Cavalcanti, cinque scopette, una fiammata di argento, altra di acciaretto, e tre di ottone.
Nell’ultima Camera che sporge alla prima Sala vi sono due scrittorij ad otto tiratori l’uno con dentro alcune scritture di casa, una panca portatile, sei sedie di appoggio di velluto cremesi, cinque sedie di paglia indorate, un commò ed un burò impellicciati con tre tiratori l’uno vacui, due specchi grandi con cornici e profili indorata, quattro quadri grandi che rappresentano cioè il primo li cinque sensi del corpo, il secondo il Re Assuero colla regina Ester, il terzo la Decollazione di S. Giovanni Battista, ed il quarto Alessandro Magno con Deogine, tutti colle cornici e profili indorati, altri due quadri mezani con cornice indorate, che rappresentano due gran Maestri di Malta, altri quattro quadri più piccoli, che rappresentano quattro Sommi Pontefici, ed altri diece quadretti con cornice indorate con diversi vasi di fiori, ed un quadro mezzano con cornice indorata che rappresenta il re nostro Signore, alla porta di mezzo un portiere di calamo, alle due finestre le zinefe colli portieri di tela, e tre gabie di uccelli. Nella sudetta camera attaccati vi sono due Camerini, in uno de quali vi sono dieci pise di lino, e nell’altro vi è una panca di noce, quattro sedie di paglia con profili indorati, un braggiere di rame con piede di noce, ed altri due bragieri senza piedi, due quadretti piccoli di marmo con due scherzi, con cornici indorate, altri due con pittura in vasi di fiori, altro quadro senza cornice che rappresenta il ritratto di D. Antonia Gallucci, uno specchio piccolo, uno stipo con canterano, dentro il quale vi sono alcuni vetri e cristalli, e nelli tiratori vi sono, sopracammicie usate con pulzini di diverse specie al numero di quattordeci, sottocammicie usate numero ventidue, sottocalzono usati n.° dodeci, sottocalzette usate para otto n.° sedici, dodeci cammisciole di tela e di cottoncino, calzette di seta di diversi colori para quattro n.° otto, un paro di fibie di argento di scarpe e calzoni, un orologgio di sacca con cassa di frincisbecco indorato.
Nella dispenza vi sono una panca portatile uno stipo grande con dentro tre sportoncini di pasta di diverse qualità, un pezzo di lardo, venti forme di cascio, una giarra con oglio della capacità di litre quindeci, quattro raschi, e due provole, sei posate di argento, con un forchettone tutte di peso libre quattro ed oncie quattro con tutte le lame di ferro, una cafettiera di argento del peso di diece oncie.
Nelli bassi di detto Palazzo vi esistono cioè in uno di essi tre Bagugli, dentro de quali vi sono un sproviere di tela lavorata, otto piene di coscini di lana ed un copertino di calamo colorato, otto coperte bianche anche di tela lavorata.
Nell’altro basso vi sono due bagugli ed una cassa, entro li quali vi esistono, quattro imbottite, due sprovieri bianchi di tela lavorata, quattro coperte di lana ordinaria, due coperte salernitane, altra di calamo e seta, ed altra coperta bianca ordinaria; Parimenti un cassone con dentro da circa mezo tumulo di fave, ed un sportone di maccaroni della costa di circa venti rotola, più vi sono diece giarre otto de quali son vuote, una piena ed un’altra mezza di oglio ambedue in litre quaranta, altre quattro giarre mezane vacue, uno stipo grande con dentro diverse robbe inutili di fajenza, corde, ed altro commodo per la massaria, due caldare grandi di rame, ed un bragiere.
In altri due bassi vi sono diece sportoni di canna, e due di nocella tutti vuoti, due casse con dentro tre tumula di simenza di lino, una tina di legno dentro la quale vi esistono quattro tumula di grano, due giarre vacue, ed una conca di rame.
In un altro basso vi esistono sei selle da cavallo tre utili e tre inutili, un guarnimento usato di scarlato gallonato, due briglie, e dui capizzoni. In un altro basso vi si ritrova paglia ed alcune legne
Nel vaglio di detto Palazzo si trovano cinque altre camere, una delle quali sta per uso di un maestro falegname, un’altra con dentro alcune pezze di legname, un’altra per commodo ed uso de soldati, dove vi è un letto compito, ed altre due camere servono per foresteria, dove esiste un letto, una panca, due specchi e due stipi vuoti.
Nel detto vaglio vi è la stalla con una mula vecchia, ed a fianco una cisterna di accqua per uso e commodo di detta stalla.
Nelli bassi delle Camere della Foresteria stà situata la cantina, dove esistono dodeci botti di vino, delle quali otto sono sono vuote, e quattro piene di vino in dodeci some, in barili settantadue, otto damigiane di vetro, e quattro barili vacui.
(ANC. 1737, 1781, 11-20)

 

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