La Ripartizione dei Demani di Isola

Isola la piazza

Gioachino Napoleone. Re di Napoli, e di Sicilia, Principe, e Grande Ammiraglio dell’Impero Francese. Angelo Masci Commissario del Re, per la ripartizione dei Demani nella Calabria Ulteriore. Nella causa tra il Comune d’Isola, e l’ex Feudatario Signor Alfonso Barracco, ed altri interessati per la ripartizione delle Terre Demaniali site in quel Luogo. Vista la requisizione fatta al Demanio, e la sua risposta, f. 1 a 6. Vista la requisitoria spedita all’ex Feudatario Signor Barracco, e la sua risposta f. 9. Vista la perizia fol. 11 seg.te. Viste le risposte del Ricevitore del Regi Demani, e dell’Economo della Mensa Vescovile di Cotrone fol. 1 a 29 processo di Cotrone. Vista la notifica fatta a tutti gl’interessati di assistere nelle discussioni avanti il Commissario fol. Sentito il parere del Signor Luca Minieri Giudice della Corte di Appello di Catanzaro, e Salvatore Masini Sotto- Intendente di questo Distretto. Intese le parti cioè il Sindaco Signor Antonio d’Ippolito e Signor Nicola Sempiterno Incaricato dal Decurionato, il Signor Luigi Barracco per suo padre Signor Alfonso, il Signor Marchese Berlingieri, ed il Cantore di Cotrone, intervenendo per lui il nipote. Considerando che di accordo nelle discussioni si è appurato, che il Demanio ex Feudale detto Corso della Ventarola à aperto agli usi dei Cittadini da 8 Maggio, a 8 Ottobre; e le Gabbelluccie del Vescovo dell’Isola, sono aperte dal di primo Maggio al di 8 Ottobre, Considerando, che le vaste tenute aratorie dette Puzzelli, del Cantorato di Cotrone, Domine Maria, e S. Andriella del Decanato di Cotrone, Buggiafaro della Mensa Vescovile di Cotrone, Forgiano della Badia di S. Nicola Jaciano, oggi censita al Marchese Berlingieri, Le Terre del Beneficio di S. Maria degli Angeli dette Comunelli, oggi venduti al Signor Gaetano di Perri, Tutte le terre della Badia del Carrà, e del Patire, e Santa Barbara della Mensa Vescovile d’Isola, sono aperte in tutti i tempi dell’anno. Considerando che dell’istessa maniera è aperta in tutti i tempi dell’anno la vasta tenuta ex Feudale detta Bosco co’ suoi vari membri , chiamati S. Barbara, Vermica, Finocchiara, Acquafredda e Gabella di S. Pietro, come altresi il Corso detto S. Andrea. Considerando, che la Gabella chiamata Antiopoli, Mannà, Pititto, Meolo, e le Rose, e la Gabella di S. Pietro sono corpi Burgensatici, come costa non solamente dal Catasto fol… m’anche dall’Apprezzo fatto nel 1633 per ordine della Regia Camera fol….. Considerando, che l’attesa immensa vastità de’ Demani ripartitili nell’Isola, le offerte dei Canoni fatte dal Signor Barracco per la Ventarola, e per S. Andrea; e dal Signor Berlingieri per Forgiano, non sono da rifiutarsi. Il Commissario, aderendo al parere de’ sudetti due Funzionari pubblici, decide, che : Tutte le colonie site in tutt’i Demani sopra indicati restino salve ed a tenore dell’art. 19 delle Reali Istruzzioni, non entrino in ripartizione, ma i coloni paghino a rispettivi Proprietari delle terre il decimo de prodotti della principal coltura annuale, esclusi i Legumi. Il Corpo della Ventarola dell’Ex Feudatario Signor Barracco, e le Gabelluccie della Mensa Vescovile dell’Isola, si mettano in ripartizione con darsi il quarto al Comune. Il Demanio ex Feudale detto S. Andrea, e le parti non occupate da colonie nel Demanio ex Feudale detto Bosco, e ne’ Demani Ecclesiastici chiamati Puzzelli del Cantorato di Cotrone, Domine Maria, e S. Andriella del Decanato di Cotrone, Buggiafaro della Mensa Vescovile di Cotrone, Forgiano della Badia di S. Nicola Jacianop, oggi del Marchese Berlingieri, nelle Terre del Beneficio di S. Maria degli Angioli, oggi del Signor Gaetano di Perri, nelle Terre della Badia del Carrà e del Patire, oggi del Regio Demanio, e finalmente il fondo detto Santa Barbara della Mensa Vescovile dell’Isola, si dividano in dodici parti dandosi al Comune quattro parti, e mezza, restando il dippiù ai Possessori. Tutte le porzioni di terreno, che attualmente si trovano alborate di alberi fruttiferi, site dentro i mentovati Demani, restino salve ai possessori, senza obbligo di compenso. Il Canone offerto dal Signor Barracco corrispondente al quarto della Ventarola, ed al terzo di S. Andrea, il Canone offerto dal Marchese Berlingieri, corrispondente al Terzo di Forgiano, ed il Canone offerto dal Signor Gaetano di Perri, corrispondente al terzo delle terre di S. Maria degli Angioli, si ammettano, colla condizione però, debba esser franco, ed immune di qualunque peso imposto, ed imponendo, e non soggetto alla retenzione del quinto, e salva ancora l’approvazione del Decurionato. Restino salve le ragioni al Signor Barracco da sperimentarle presso i Giudici competenti, per essere indennizzato dal Venditore del sudetto ex Feudo, come sarà giusto, di tutti ciocchè colla presente decisione viene a soffrire di danno. Egualmente restino salve al Signor Marchese Berlingieri le raggioni per la riduzzione del Canone. Egualmente restino salve le porzioni di tutti gl’indicati Demani, che vanno a spettare al Comune, si suddividono a Cittadini a norma delle Reali Istruzzioni, eccetto i Boschi e le parti assolutamente incoltivabili. E l’Istesso si prattichi per gli Demani Comunali. E così si esegua. Fatto in Catanzaro il di ventisei Marzo 1811. Angelo Masci.Regio Commisario Camillo Sarlo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*