Provvisioni e Cautele nel Crotonese

Santa Severina 5

Il paesaggio del Marchesato Crotonese presso Santa Severina (Archivio ARSAC).

La peste (1656), il terremoto (1659), le cavallette ed i bruchi (1661/1662), la carestia (1668), l’epidemia e la carestia (1670/1673), l’invasione di locuste (1678), la siccità ed i bruchi (1679/1680), il terremoto (1691/1693), annate scarse (1694, 1695 e 1697).

Crucoli e Rocca di Neto
“Dec.to per le Univ.ta di Cruculi et Rocca di Neto mediante instrumento tra d’esse celebrato precedentino loro conclusioni, le quali per haverno la communità et promiscuità de territorii a aquare legnare et pascolare hanno stabilito per utile et commodo commune di loro cittadini et evitare alcuni danni et differenze che potranno soccedere che li cittadini di detta T.ra di Rocca di Neto godano il d.o beneficio nell’inverno nelli territorii della d.a T.ra di Cruculi et quelli di Cruculo godano nell’istati in quelli di Rocca di Neto servata la forma di d.o istrumento et conclusioni”.
Prov. Caut. Vol. 192, f. 384 (1654)

Cutro
“Dec.to per l’università di Cutro precedente sua conclusione sopra l’impositione et esattione delle suddette gabelle … proposte mediante Regio Decreto per pagar la Regia Corte suoi assignatarii credirorii istrumentarii et altri suoi pesi servata la forma della Regia Pram.ca.
(Sia lecito ai sindici e agli eletti imporre et esigere dai loro abitanti eccetto stranieri, chierici et ecclesiastici le gabelle et impositioni proposte)”.
Prov. Caut. Vol. 208, f. 45 (1665)

Melissa, Strongoli, Casabona, Monte Spinello
“Dec.to per le Università di Melissa, Strongoli, Casabona, Monte Spinello per convalidatione delle sud.te sue conclusioni circa il contentamento per esse dichiarato della dispositione fatta per il q.m Ill.e D. Fran.co Campitello Princepe di d.a città di Strongoli delli sud.ti Duc. 13.000 dotali della q.m Ill.ma D. Fran.ca Pisciotta Principessa di d.a città sua moglie per assuntione del testamento fatto per d.a qm Principessa servata la forma delli ord.i.”.
(Prov. Caut. Vol. 215, f. 91 (1669).

Cutro
“Dec.to per l’università di Cutro precedente sua conclusione sopra l’esatione delle suddette impositioni per pagare li Regii pesi fiscali alla Regia Corte, assignatarii, arrendatorii , justimentarii et per li pesi di essa università.”.
Prov. Caut. Vol. 225, f. 47 (1673).

Cutro
“Dec.to per l’università di Cutro per convalidatione della sud.a sua conclusione circa la sud.a destinatione da farsi per il R.o Thesoriero di d.a Prov.a in detta Terra tanto per la confetione quanto per l’esatione del catasto univ.le di essa università et impositione da farsi per ciascuno cittadino di duplicare il fuoco et robbe servata la forma del solito e di d….e che d.to R.o Thesoriero ne f.a sodisfare in primo luoco alla R.a Corte.”.
Prov. Caut. Vol. 225, f. 220 ( 1673)

Papanice
“… dal m.co Gio. Gregorio Franco hodierno sindico sanno le SS.e V.V.re come lo apprezzo uni.le in quest’anno non ascende più che D. 600 circa, somma che appena basta per sodisfare la Regia Corte in parte del molto li si deve et con le molte spese forsose che corrono ad essa Uni.ta e per .. delle vessationi del com.rio destinato da Procuratori del Collegio Imperiale di Madrid assegnatario di maggior somma d’essa uni.tà con il parere del S.re V.re quanto di molti cittadini s’è dato mano all’effetto d’impositione con dirsi che tolto il com.rio s’haverebbe preso qualche espediente et con la speranza sud.a si sono obligati molti cittadini nomine proprio ad proc.re in Duc. 200, pagabili alla raccolta pr.ma et convenendo levar indenne detti particolari cittadini obligati perche altrimenti sarebbe impoverirli con evidente rovina di essa università et concorrendo anche la necessità di complire le somme che habbiamo preso da d.e impositioni in pregiudicio dell’assignamento fatto per le spese forsose. Pertanto vedano le SS.e V.V.re di pigliare quell’espediente che giudicate più necessario per servitio di questo Publico. Et intesa la propositione pred.tta fu concluso unanimiter et pari voto nemine discrepante che nella prossima raccolta s.a la d.a impositione ordinaria s’imponesse un altro terzo per darsi ad esiggere con ogni ripare acciò dall’esatione di d.a impositione facienda si potesse sodisfare d.o Procuratore per mezzo del quale s’ottenghi la cessatione dell’obblighi fattili dalli pasrticulari cittadini et il remanente si converta per le spese forsose et acciò in d.a impositione non s’incorresse a qualche sospetto di non haversi possuto fare senza il beneplacito di S. E. che s.a ciò s’impetrasse il Regio Assenso.

L’uni.ta et Regimento della T.ra di Papanici Prov.a di Calabria Ultra supp.do humilmente rappresentano a V. E. ritrovarsi in attrasso di grossa somma tanto alla Reg.a Corte quanto alli reggii consegnatarii et non possendono complire con la tassa ordinaria per esser tenue a rispecto di quanto si deve annuatim alli sudecti et non potendono riparare alle spese forsose et ordinarie. Perloche vengono vessati da commissarii et perche Ecc.mo Sig.re per levarse di d.e vessationi si fece obligo al Proc.re del Collegio imperiale di Madrid da particolari cittadini di D. 200 et per reintegrare il speso fatto dalla tassa ordinaria assignata alla Reg.a Corte s’è concluso per pubblico parlamento copia del quale impronto presentano che alla raccolta prossima s’imponesse un altro terzo d’esigersi per riparare alla sodisfatione di d.o Procuratore et levar indenne li poveri cittadini obligati et il di più rimbursarlo alla Regia Corte a rispecto dell’altre spese forsose da noi fatte …”.
Prov. Caut. Vol. 240, f. 53 (1679)

Melissa
“Ser.ti delle Case di Melissa o di qualsivoglia altra in solidum vi significhiamo come essendo da noi emanati bandi ad istanza del Sind.co di cotesta terra Dom.co Antonio di Mutio sopra l’estratione de grani fuori di d.o territorio durante il tempo che d.ta Uni.ta deve provedersi dell’annona e sia in esecutione della prohibitione di S. E. e suo Reg.o Collaterale Cons. del tenor seguente: Ecc.mo Sig.re l’un.tà della terra di Melissa Calabria Citra supp.do espone a V. E. come per la penuriosa annata ch’in d.te parti corre de grani in questa p.nte raccolta causata si per la siccità, come per il danno dei brucoli, c’hanno devastato, e destrutto li seminati, loro è necessario anticipatam.te per vitto de cittadini andarsi facendo le proviste per il futuro inverno acciò non patiscano di fame; perciò ricorre da V. E. e la supplica si degni restar servita ordinare che in d.to suo territorio nessuna persona, tanto ecclesiastica quanto secolare, e d’ogni stato, e conditione si sia, possa, e debba estrarre grani p.ma che sia d.a Uni.tà provvista del suo vitto necessario per tutta l’annata futura sino alla nova raccolta, et in ciò s’includino anco li forastieri, che tengono seminati in d.to suo territorio, essendo essa Uni.tà di ragione preferita ad ogn’altra persona pagando però il giusto valore di d.ti grani, et in conformità di communi prezzi, ch’in d.to luogo corre, et il tutto essendo di giusto lo ritenerà anche a gratia da V. E. e gra. Deus. (20. 6. 1680) Et inteso per noi d.to memoriale c’è parso far il pre.nte, col q.le vi dicemo et ordinamo che non dobbiate far vendere ne amovere li grani, che si perciperanno dalli territorii della sud.ta Un.ta supp.te, se prima l’Un.tà predetta non sarà provista di tutti quelli grani, e vettovaglie, che tiene di bisogno per vitto, e mantenimento de suoi cittadini, pagando però il giusto prezzo d’essi, in caso d’inoservanza ordinamo con questa alla Reg. Aud.za Pro(vincia)le che così facci puntualmente eseguire, che tanto è la n.ra volontà. Datum Neapoli die 21 m.s Junii 1680. (Il marchese del Velas …)”.
Prov. Caut. Vol. 243, f. 167 (1680)

San Nicola dell’Alto
“L’università di S. Nicola dell’Alto casale della Terra di Casabona in Prov.cia di Calabria Citra sup.do dice a V. E. come non havendo la supp.te territorii proprii per poter seminare e raccogliere le vettovaglie necessarie per il loro vitto hanno soluto i suoi cittadini seminare nelli territorii di Strongoli e Melissa, che confinano e sono più vicini all’uni.tà supp.te e come che nel presente anno per causa della siccità, e de bruchi hanno molto poco raccolta, non sufficiente al vitto di essi cittadini e per la loro povertà non hanno altro modo da procurarsene in altri luoghi e standono li poveri cittadini per la causa oradetta afflitti e travagliati l’è sopragionto ordine fattoli dal Governatore di Strongoli e Melissa precedente provisione di Coll.e nella quale perche sia commessa l’osservanza alla Reg.a Aud.a con tutto ciò l’ordine è stato fatto a cittadini senza sapersi il come che non debbano ammovere il grano et altre vettovaglie se prima la terra di Strongoli e Melissa non sarà provista per tutta l’intiera annata suplicandosi la d.a provisione che ciò s’intende tanto per li cittadini quanto per li forestieri che hanno seminato in detti territorii di Strongoli e Melissa quando che le d.te università per l’ampiezza de loro territorii e del seminare di cittadini hanno il loro bastante e quando li mancasse hanno altro modo di potersene provedere che per lo contrario la povera sup.te e suoi cittadini con essere privati de loro grani, e vettovagli sementati, e di quello, che con le loro continue fatighe e sudori hanno raccolto, non li resta affatto altro modo come vivere ne può caminare per ogni rapp.to che havendo li cittadini della sup.te posta la semente e fatte tutte le fatighe necessarie, e pagando ildebito terragio com’è solito se l’impedischi poter condurre nelle loro proprie case quello che si ricava per il sustentamento e vitto loro necessario quando che essendo la sup.te di fuochi cinquanta in c.a, e dall’esluse copie di provis.ri che presenta a V. E. appare l’ordine sta fatto dal d.o Gov.re a focata cittadini per nomi specificati e poi nell’ultimo colla clausola generale e compagni con che viene ad abbracciare tutta la cittadinanza, ò mag.or parte di essa, in sustanza altro non è che levare à tutti il modo di vivere. Ricorre perciò da S. E. e la sup.ca comandare, che non ostantino le d.e provis.ri di Coll. et ordini fattili dal Gov.re possano e debbiano li Cittadini della sup.te estrahersi dalli d.i territorii tutto il grano ch’hanno raccolto, e stanno raccogliendo con altre vettovaglie, con pagar solam.te il solito e debito terragio e tutt’il grano e altre vettovaglie che si ritrovasse haver pigliata la d.a terra di Strongolie Melissa o altra q.ualsivoglia persona in loro nome dalli cittadini della sup.te ce lo debbiano sub.to restituire nell’istesso grano o altra specie di vettovaglie che havessero preso con commettere alla Reg.a Aud.a di Calabria Citra e Reg.o Gov.re di Cotrone in solidum che facci sub.to eseguire quanto si è … a V. E. altrimenti destinino Com.o à … delle d.e Uni.tà contravenientino che debbia assistere la fin a tanto non sarà stata consignata l’intiera raccolta e restituito tutto e quanto se retrovassero havessino pigliato dalli poveri cittadini della supp.te, ut deus.”.
Prov. Caut. Vol.243, f. 167 (1680)

Santa Severina
“L’univ.ta di S.a Sev.na et suoi Cittadini supp.do fanno intendere a V. E. come nell’ultima elett.ne fatta sotto li 25 del pres.te pas.to Mese di Luglio delli sind.i et eletti univ.li che dovranno governare dal primo di 7bre pros.mo furno eletti fra l’altri D. Fran.co Villani per sind.o de Nobili Geronimo Caporino con Cesari Villi per eletti de Nobili et Gioseppe del Porto per eletto de Cittadini a li q.li viene prohibita l’administratione del loro governo per la Reg.a Prag.ca poiche non anchora hanno compito il triennio dal d.o loro governo, et perchè Ecc. Sig.re essa Uni.tà supp.te è stata necessitata ad eligere d.i sud.i per molti suoi utili, si anchora per il loro giusto, e santo governo già esperimentato, come a V. E. per la saviezza, anzi perche in d.a Uni.ta non …”.
Prov. Caut. Vol. 243, f. 190 (1680).

Papanice
“… nella prossima passata stagione stando in detta città in gravissima strettezza di grani et vi e di quelli una penuria grande a segno che non tengono quasi modi di vivere. Per lo che a fine di rimediare hanno risoluto di quelli comprare et far comprare da altri per loro provista nelle città, terre et altri luochi di questo regno dove li sara più comodo per espediente a miglior prezzi et poi quelli condursi in d.a università per mare o per terra come li sarà più facile et il tutto li viene vietato dalli Presidi delli provincie et altri officiali havendo per l’effetto predetto fatti ordini rigorosissimi di non comprarsi et estrahersi grani qualunque in detti luochi ve ne sii abondantia il tutto anco per esecutione delle Regie Prammatiche et Bandi sopra detta materia emanati et pubblicati con li quali sta il tutto prohibito ne cio se li permetterà senza licenza di V. E. che però a farche d.a povera università non debbia morirsi di fame supplicano la benignità di V. E. concedersi licenza esserli lecito di comprare et per mezzo d’altri far comprare a loro istanza tutte quelle quantità de grani che teneranno di bisogno nelle città tutte et luoghi del presente Regno dove meglio ne potranno esser provisti et quelli poi estrahersi et condurseli in d.a loro università per mare o per terra nel miglior modo li riuscirà comodo et ordinare alli Presidi delle Provincie et altri officiali di qualsivoglia luoco che permettano alli supplicanti o altri in loro nome che possino far detta compra de grani et quelli condurseli per mare o per terra al miglior modo li sarà comodo et che all’effetto non li diano molestia alcuna ne ce ne faccino da altri dare dispensando per l’effetto predetto a tutte et qualsivogliano pragmatiche banni e ordini in contrario che non ostacolino quelli dei supplicanti o altri in loro nome et sia lecito far detta compra de grani et estrattioni di quelli per mare o per terra.”.
Prov. Caut. Vol. 243, f. 200 (1680)

Papanice
“L’Università della Terra di Papanice in Calabria Ultra, et per essa il suo sindico Reggimento et Cittadini supp.do rappresentano a V. E. come per morte di D. Giorgio Diaz y Orosso olim Regio Governatore di d.a Terra restò servita l’Ecc.a sua dare la carica di d.o Governo al q.m Domenico Rodiguez olim R.o Castellano del castello della Città di Cotrone per l’interim, quale per l’assenza di D. Pietro Abbad hebbe ancora la carica del governo di d.a città di Cotrone et successivamente per la morte del medesimo restò d.a carica a D. Gioseppe Suriano sindico della d.a città di Cotrone il quale per privileggio di d.a città soccede al governo di quella et pretendeva anco soccedere Governatore di d.a Terra di Papanice. Et per l’effetto predetto se ne fece spedire la patente in sua persona dal Preside di Catanzaro del che li supplicanti s’hebbero ricorso alla R.a Aud.a et presentati li privileggii demaniali con li quali sta concesso che per l’assenza o morte del R.o Governatore lo d.o officio et la Giurisdittione di d.a Università si eserciti dal Mastro Giurato pro tempore di d.a Terra di Papanice et conosciutasi la giustitia grande della supp.te fu ordinata la deroga della patente spedita in persona di d.o Suriano sindico di Cotrone. Et perche Ecc.mo Sig.re essi supp.ti non possono resistere alle continue vessationi che sempre sotto li sud.i pretesti se li danno tanto dall’officiali quanto dalli particulari della sud.a citta di Cotrone quali non cessano continuamente di usurparsi cum r.a la giurisdittione della supp.te et spogliarla delle prerogative et privileggii concessali dalla Gloriosa memoria del Re nostro Signore Filippo Quarto et in particulare nell’anno 1638 quando la supp.te ottenne di R.o Demanio con haversi ricomprata per Duc. diecemila quali furono pag.ti nella R.a Cassa militare come il tutto appare per publici instrumenti et fedi della R.a Camera et Coll.e Conseglio con le quali prerogative li sta concesso mediante… et esborso di D. Diecemila che in assenza o morte del R.o Governatore l’eserciti la giurisdittione …
Supplica che la Giurisditione di essa s’eserciti dal suo mastro giurato che pro tempore sara a quali ministri giustitia et nelli casi suddetti di mancanza ordinare che nella giurisditione della supp.e non si intromettano ne in nessun modo s’in…. l’officiali governatori o altri particolari di d.a città di Cotrone.”.
Prov. Caut. Vol. 248, f. 324 (1682)

Santa Severina
“Il sindaco, eletti, et altri del governo della Città, et stato di S.ta Severina di Calabria Ultra supp.do rappresentano a V. E. come havendo il D.r Antonio Maria de Luca esercitato l’officio di Gov.re di d.a Città et Stato per più anni, ultimam.te ha dato sindacato di tutto il tempo della sua administratione, et ha ottenuto li lettere liberatoriali inconformità della R.a Prag.ca stante le quali ha ottenuto nova patente dall’Ill.e duca di d.o stato in sua persona per seguitare d.o governo al quale dall’università è stato acclamato viva voce et nemine discrepante nella maniera che si degnerà V. E. far conoscere dalla copia della conclusione universale che si presenta, che però supp.no V. E. sia servita( stante tutto ciò) sia servita ordinare che d.o d.r Antonio Maria de Luca possia et debbia continuare il governo sud.o non obstantono qualsivoglia provisioni spedite o spediende forse incontrario ad istanza di persone poco amorevoli, sentendosi il publico ben sodisfatto della sua retta administratione, che ut deus.”.
Prov. Caut. Vol. 248, f. 290, (1682)

Verzino
“Il puovero sacerdote D. Michel Angelo Delorenzo della terra di Virzini in Calabria Citra sup.do espone a V. Ecc.a come da molti anni il supp.te con tutta la sua puovera famiglia va ramingo dalla d.a sua Patria per le tirannie del Barone di d.a terra nomine Nicola Cortese di vilissima conditione il quale invaghitosi della sorella del supp.te voleva quella per forza dishonorare alla quale sfacciataggine essendosi il supp.te opposto li fu per ordine di d.o Barone carcerato con molta ignominia miseram.te il padre e lo tenne carcerato per spatio di sei mesi e dopo tanti dispendii e trapazzi lo liberò a plegeria acciò non si fusse partito da detta sua terra ne per questo tiranno si satiò ma essendosi d.a sorella accasata con Marcello Dardano persona honorata di d.a terra cominciò a perseguitare il medesimo e lo tenne per lungo tempo carcerato miseramente che puoi dopo infiniti dispendii fu liberato dalla R.a Audientia Provinciale. Ne in questo d.o Barbaro si fermò ma cercava in ogni muodo uccidere il supp.te sincome un giorno mandò dui assassini nomine francesco e Giacinto Magnio di d.a t.ra et un suo sbirro nomine Filippo Benincasa per assassinare d.o puovero supp.te, il quale miracolosamente scampò la vita mentre vi si ritrovò presente molta gente e lo difesero. Quali tirannie et persecutioni non puotendo il supp.te più soffrire e vedendo in evidente pericolo il suo honore fu costretto fuggirsene con tutta la sua puovera famiglia e detta sorella e marito altrove lasciando in abandono la Patria et ogni loro havere, qual fuga conosciuta dal detto Barone fè per sdegno rovinare tutti li loro beni stabili prohibendo a tutti di comprarli e che se ne perdesse la memoria e di tante barbarie il supp.te mai ha possuto ottenere giustitia benche havesse assistito per dui anni continui appresso il predecessore di V. Ecc.a dal quale benche quella più volte li fusse stata promessa, mai però n’ha visto alcun effetto e per l’impieghi più importanti che l’hanno tenuto occupato o per la soverchia povertà del supp.te che non ha possuto corrispondere ad alcuna spesa per aversi la dovuta giustitia poichè havendo perduto ogni suo havere è restato privo del proprio patrimonio col quale si era ordinato et havendone il supp.te li mesi passati havuto ricorso da S. E. senza ordinare l’esecutione della giustitia il supremo Collaterale et percè Ecc. Sig.r in quel tribunale vi bisognaria spesa per ottenere le debite provisioni et il supp.te non puol corrispondere essendo restato privo di ogni suo havere pertanto ricorre di nuovo a suoi piedi e la supp.a di restar servita ordinare a qualche ministro della Prov.a di catturare sopra quanto s’espone informatione con astringer detto Barone e rifare tanto al supp.te quanto al d.o cognato per danni patiti con pagare ancora li beni tengono in d.a sua terra li quali hanno lasciato in abandono. Et accio resti V. Ecc.a informata della vita indegnia che mena detto Barone li si rappresenta parte delle operationi di quella acciò vi riceva ripari con la sua gra. giustitia et in tutto ricevera da V. Ecc. gratia.
In primis s’espone come detto barone non fa altro se non che a muodo di sbirro camina la notte per la d.a terra tentando violentare l’honore delle sue vassalle senza haver riguardo a conditione di persone sin come fece in persona d’Isabella Fittante di d.a terra. L’honore della quale volendo detto barone violentare e quella come honorata ripudiando li fe dare dalli suoi sbirri cinquanta bastonate, come ancora fece in persona d’Elisabetta Giuranna la quale oppugnandosi alla sfacciataggine di detto barone il medesimo un giorno imperiosamente salì con molta gente nella casa di d.a donna e con le sue proprie mani li diede molte bastonate come fece alla madre della detta dopo questo la carcerò dentro le carceri del suo palazzo dove le tenne per spatio d’un mese. Il simile ancora ha fatto in persona d’Anna Moranello vergine la quale recusando il suo libidinoso appettito un giorno detto barone fe condurre dentro il suo palazzo la madre di detta vergine e con minacce li chiedeva il suo desiderio e perche la detta madre anche recusò la fece appicare per le braccia dentro una camera e la tenne così sospesa per un giorno intiero la quale dopo esser stata liberata se ne fuggì da detta terra e non havendosi possuto sostener di fuora fu astretta ritornarsene con d.a figlia et il d.o barbaro hebbe il suo intento come ancora ha levato honore e verginità a Hippolita Granieri e ad altre per le quali non si narrano per non render stufa la mente di V. E. Ancora si notifica a V. Ecc.a come il detto barone ha mandato in rovina l’università di d.a terra mentre vuole che il sindaco e Regimento si facci a modo suo e non secondo la volontà delli cittadini acciò maneggi a gusto suo le entrade di d.a università la quale sempre ha pagato le spese che haveria dovuto fare detto Barone il quale continuamente è stato inquisito nella Regia Audientia e per li ministri che sono andati in d.a terra è stato necessario sempre soccorrere nelle spese la detta università dalla quale ancora vuole per forza ogni Natale, Capo d’anno pasca e prima di maggio il regalo che è di qualche consideratione e doppo li puone in denaro e ne vuole l’interesse come ancora ogn’anno si piglia le difese di detta università e doppo la sodisfà a suo modo che forse non ne sodisfarà la quarta parte come ancora tiene molti stabili e bestiami li quali come robbe burgensatiche spettaria pagarne li fiscali in beneficio di d.a università e non paga, similmente s’ha serrato dentro il suo giardino dui pezzi di terra del publico senza licenza di detta università. In somma quanto se ne perderà la memoria quandoche con la sua carità V. Ecc.a non vi desse il riparo come si spera e s’haveria a gratia, ut Deus.”.
Prov. Caut. Vol. 251, f. 171 (1683)

Papanice
“L’università della Terra di Papanici supp.do espone a V. E. come nelli 15 del mese di Agosto del corr.te anno 1685 essendosi col intervento del Regio Governatore proceduto all’elettione del Sindico fu viva voce et senza ostaculo veruno confermato per un altro Anno Gio. Gregorio de Franco, quale nel passato anno esercitò la medesima carica di Sindico il tutto per haver conosciuto che il Governo di quello sii di sommo utile a d. povero Publico, et per esser quello persona di somma bonta, et habilità per quelli, et come che le d.e confirme vengono prohibite dalle Leggi et pragmatiche di questo Regno che però a finche il retto resti validamente fatto ricorre da V. E. et la supp.ca che dispensando a d.e Leggi et pragmatiche in contrario si degni interponere il suo Regio Assenso et beneplacito sopra d.a confirma di sindico fatta per un altr’anno in persona di d.o Gio. Gregorio de Franco con spedirse li l’ordini necessarii a fin che resti il tutto approvato, et confirmato dall’Assenso et beneplacito di V. E. et che d.o sindico possa leggitimamente esercitare il d.o Officio non ostante che l’habbia esercitato l’anno passato dispensando alle pragmatiche, et altro vi fusse in contrario et l’havera a gratia ut Deus.”.
Prov. Caut. Vol. 256, f. 177 (1685)

Papanice
“Il Sindico e regimento della terra di Papanici Provincia di Cal.a Ultra supp.do rappresentano a V. E. come per molte spese forzose occorse nell’administratione del sindico suo predecessore e rimasto scoverto un terzo pagabile alla Reg.a Corte, e colleggio Imperiale di Madrid assignatario di fiscali ascendente alla somma di d.ti duecentoquaranta della qual somma d.o sindico predecessore s’è esibito et obligato pagarne d.ti cento quaranta, et esso supp.te et Università mediante conclusione fatta à 16 gennaro di questo corrente anno 1688 per li restanti d.ti cento non havendo altri effetti ha proposto in publico parlam.to e con consenso di tutti i cittadini imporsi tassa generale ultre catastum per detta somma di d.ti cento. Pertanto supp.ca V. E. restar servita concedereil suo beneplacito e Reg. Assenso per poter cio eseguire sopra le cautele tanto fatte a tal effetto, quanto faciende, e lo riceverà a gra. di V. E. ut deus.”.
Prov. Caut. Vol. 263, f. 69 (1688)

Santa Severina
“Per la nascita del primogenito del Duca i sindaci et eletti e la maggior parte dei cittadini congregati il 12 agosto si è deciso che questa università non ha muodo pronto per poter dimostrare il suo affetto per l’impotenza et pesi che portano se non che di farli rilascio delli 26 docati annui che l’istesso Ill.e Duca deve pagare per raggione di bonatenenza dell’effetti burgensatici che tiene in d.a città et tenimento che per essa somma tenue non viene ad apportar niun danno ne incommodo ad essa supp.te et suoi cittadini stante massime a protettione per averne che tiene il med.o Ill.e Duca tanto più che in tempo quello prese il possesso dello stato sud.o la supp.te non fece niuna dimostratione ne donativo …”.
Prov. Caut. Vol. 282, f. 56 (1696).

Verzino e Savelli
“Le università, e cittadini di Verzino e Savelli in Prov.a di Calabria Citra sup.no S. E. rappresentandole come nel p.nte anno per la sterilissima raccolta si è fatta da loro cittadini tanto poco grano, che a pena, e scarsam.te puol bastare per il loro bisogno, e perche alcuni di d.i Cittadini si trovano di haver ricevuto danaro da forastieri massime della Città di Cotroni et altri Luoghi con oblighi, e cautele di tenerli pag.re in grano che quelli comprano per industria, e mercantia. L’universita prevedendo la loro estrema necessità hanno trovato chi le ha prestato il danaro per comprarsi il grano tanto da loro cittadini quanto al bisogno proprio, intendendo essere preferite per lo stesso prezzo: et ciò fanno, perche estraendosi d.o grano alli compratori forastieri resteranno d.e terre condannate a morire certam.te di fame però ricorrono alla gran pietà e giust.a di S. E. , che sup.no voglia ord.re che sia lecito ritenersi il grano de sudetti suoi cittadini e che li mercanti, e comprat.ri forastieri si debbiano ricevere il danaro dato ad alcuni di essi Cittadini per caparra di d.o grano, che impronto se li offerisce in contanti e fedi di credito, e non possano per tal causa molestare d.i Cittadini in nessuno Luogo, o fiera, dove capitassero, degnandosi di ordinare alla R.e Aud.e Provinciali di Calabria Citra et Ultra che cossi facciano esseguire, che oltre avere di giusto la prelatione di d.e Uni.ta nelli grani de suoi cittadini, in caso poi di tanta necessità, sarà cosa degna della Pietà, e zelo di V. E. che … dal suo felicissimo Governo non habbiano….. a morire di fame…e che d.i grani fatti da suoi cittadini debbiano servire all’avidità de negotianti che comprano per mercantia e per angariare nelli prezzi li poveri vassalli di S. M. che Dio guardi e lo riceveranno da d.a E. Sua a gratia , ut Deus.”.
Prov. Caut. Vol. 283, f. 28 (1696)

Cotronei
“L’uni.tà delli Cotronei di nuovo ricorre a V. E. e supp.do l’espone, come essendosi per il suo Reg.o Coll.e ordinato, che la supp.te non fusse molestata dal utile suo P.ne e sua Corte nel rifarse un’ogliara, seu trappeto, che da più secoli ha posseduto, e anco che gli suoi poveri citt.ni non fussero molestati nell’andare à macinare le loro olive cosi nelle proprie ogliara, come in quelle delle Cappelle del SS.mo Rosario, et S.to Antonio e non ostante d.ta prov.ne di V. E. pretende la Baronessa e per essa il m.co Roggiero Cavaselice suo marito non solo molestare per mezzo della sua Corte la supp.te, e suoi citt.ni, ma si vanta volere demolire l’ogliara della supp.te, procurando sorretitiam.te cum r.a, ottenere ordini in contrario d’altri tribunali per opprimere cosi le ragg.ni, come la libertà della supp.te, e suoi citt.ni col semplice supposto di tenere jus proibendi, quando da tempo immemorabile, la supp.te, e suoi citt.ni è stata, e sta in possesso cosi di tenere e edificare d.ti trappeti, come ancora di tutti e qualsivogliano atti facultativi. Però ricorre da V. E. e la supp.ca degnarse ordinare, che d.to utile P.ne e sua Corte, come ancora la Reg.a Aud.a Provinciale non molestino la supp.te, e suoi citt.ni nelle cose sud.te ed essere mantenuta nel possesso, nel q.le si trova non ostante qualunque ord.ne in contrario di qualsiasi tribunale, ed il tutto ut Deus.”.
Perov. Caut. Vol. 294, f. 156 (1698).

Mesoraca
“L’erario dell’Ill.e Duca Altemps nel Stato di Mesuraca, il Capitano di Giustitia di d.o Stato, et il Coadiutore della Corte del medesimo supp.do espongono a V. E. come li mesi passati da Giacinto Faraco naturale vassallo di d.o Ill.e Duca fu occiso Gio. Ant.o Brizzi della medesima Terra, et nel territorio di essa con colpi di Bastone et di Pietra, del quale delitto dalla sud.a Corte si prese informatione, et si carcerò Isabella Arena moglie dell’occisore per alcuni inditii di complicità in d.o delitto, et mentre la sud.a Corte stava procedendo in d.a causa a lei spettante come foro del Delitto et dell’origine e domicilio de Rei; Gio. Batt.a figlio del sud.o occiso persona potentissima per pregiudicare la Giurisdittione di d.o Ill.e Duca fece comparire nella R.a Aud.a della Prov.a Domenico et Giacinto Brizzi suoi figli asserendoli Pupilli di d.o occiso, et fece eligere d.a R. Aud.a per loro foro, et ne ottenne la destinatione di un scrivano a prendere l’Informatione di tal delitto; quale conferitosi in d.a Terra si fece consignare da d.a Corte il Processo e trasportollo insieme con d.a Isabella Arena in d.a R.a Aud.a nella quale essendo comparso il Proc.re di d.a Corte e fatta instanza per la Remissione di d.a causa per non competere a d.i Dom.co et Giacinto privileggio alcuno di eligere il foro non essendo Pupilli; ma tenendo d.o loro Padre al quale appartiene la querela di tal delitto, il medesimo Gio. Batt.a continuando ad imbarazzare la Giurisditione di d.o Ill.e Duca fe comparire nella medema R.a Aud.a in nome di Dianora Brizzi pure sua figlia impubere; et come vergine fece di nuovo eliggere il foro di d.a R.a Aud.a e perche pure si conosceva non competente tale elettione di foro non solo perche la opinione più soda de Dottori roborata varie giudicature non concede il Privilegio della L. unica (quando Imperator alla vergine che ha padre se non solo nel caso che il Padre fosse negligente, et havesse rimesso; ma perche essendo d.a Dianora di anni sette non puo dichiarare il suo volere se non per la voce del medemo Padre, onde si vede chiaramente la collusione. Per tanto per dilatarne la speditione si è tenuta notitia che si sii ricorso da V. E. et procurato ordine che d.a R.a Aud.a ne faccia Relatione. Per lo che si ricorrono da V. E. et la supp.a che attenta la verità pura di tutto.”.
Prov. Caut. Vol. 294, f. 174 (1698)

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