Relazioni dei conventi domenicani di Altomonte, Stilo, Catanzaro, Taverna, Nicastro e Bagnara (1650)

Altomonte (CS) chiesa di S. Maria della Consolazione.

Relazioni del 1650 dei conventi domenicani di San Domenico di Altomonte, di Santa Maria di Stilo, di San Domenico di Catanzaro, di San Domenico di Taverna, della SS.a Annunziata di Nicastro e di Santa Maria dei Dodici Apostoli di Bagnara. ASV, S. C. Stat. Regul. Relationes, 25.

Altomonte (CS) Convento S. Domenico.

Convento di Santo Domenico di Altomonte

 

[n. 10 f. 383r]

Relatione del Monastero di Santo Domenico della Terra d’Altomonte, Diocese di Cassano, Provincia di Calabria Citra dell’Ordine de’ Predicatori

Il Monast.o di S. Domenico dell’Ord.e de Predicatori situato nella Terra d’Altomonte, Diocese di Cassano, stà eretto nel principio di d.a Terra, et unito con quella, et essendo la chiesa Parochia, che ministra li sacramenti à laici, è frequentata da tutti.

Fu fondato, et eretto nell’Anno 1444 col consenso, et autorità Apostolica, à tempo della fel. Mem. di Papa Eugenio quarto, co’l consenso dell’Ill.mo Ordinario Gioacchino Vescovo di Cassano, del Clero, et Università, con la concessione della Sig.ra Covella Ruffa, Contessa di d.a Terra; dalla quale fu d.o Convento eretto, et dotato di molti beni et co’l Sig.r Don Antonio Sanseverino suo figlio unitam.te fu renunciato al Iuspadronato, che detti Sig.ri havevano di nominare, et presentare il Cappellano pro tempore, per administrare li SS.mi Sacramenti alli Parochiani di d.a Chiesa.

Il tutto fu Confirmato à beneficio della Religione dalla fel. Mem. di Papa Eugenio Quarto.

Ha la Chiesa antichissima sotto il titolo di S. Maria della Consolatione, di struttura, e grandezza, d’altezza di palmi 80. Lunghezza di palmi 160 et larghezza palmi 45, oltre le cappelle fonde. Dentro della quale vi è l’Altare maggiore, con la custodia lavorata di diverse pietre: dentro la quale si conserva di continuo il Sant.mo Sacramento con due Pisside d’argento dorate, una si porta dal P.re Cappellano per il viatico à gl’infermi, et l’altra resta di continuo in d.a custodia, con le lampadi accese necessarie. Vi sono anco due Cappelle fonde ornate à modo di Croce con l’Altare Magg.e, et quattro altre Cappelle fonde di diversi Santi; fra le quali una è del SS.mo Rosario ornata, con quattordici altre cappelle, nelle quali si celebrano le messe quotidianamente, con li loro avant’altari, et altre cose necessarie. Vi è anco in d.a Chiesa il Fonte Battismale di bellissima Pietra, co’l Ciborio, et tutti li vasi necessarii d’Argento. Vi è anco l’organo à nove Registri co’l piede di Noce intagliato. Il Campanile antichissimo, con quattro campane grandi, et una piccola, vi è il Tempiato all’antica con bellissimo artificio. Il Choro è dietro all’Altare Maggiore fatto à Lamia dell’istessa altezza con la chiesa quadrato di palmi 28 di Lunghezza, et altrettanti di Larghezza con ventitre sedie maggiori d’inanzi alle quali sono le sedie minori proportionate, tutte lavorate di Noce. Nel mezzo vi è il Pulpito grande, ove si conservano tutti li libri chorali necessarii per le Messe, e per li Divini Officii Notturni, Diurni.

La Sacristia stà unita con la chiesa addobbata di diversi paramenti all’antica, et alla moderna. Tiene calici à sufficienza, due croci d’Argento, una alla moderna, et l’altra all’antica, un incenziero, e tre lampadi d’Argento. Dentro la d.a sacristia vi è il luogo, ove si conservano l’ogli Santi dentro li vasi necessarii d’Argento.Vi è il Reliquario nel quale si conservano diverse Reliquie insigni procuratici dalli Sig.ri Sanseverini Principi di Bisignano, et alcune di quelle sono ornate, et inclastrate in Argento.

Il convento è quadrangolare unito con detta chiesa, tiene due chiostri, uno di sotto, et l’altro di sopra. Ha quattro Dormitorii con ventiquattro celle. Di più tiene un altro Dormitorio unito co’l Monastero ma separato dall’habitatione de frati professi, con altre undici camere per li Novitii, in conformità de’ Decreti della fel. mem. di Papa Clemente Ottavo, dove sono anco tutte l’altre cose necessarie per comodità di detti Novitii. Tiene anco un altro Dormitorio con tre altre celle per l’oblati. Vi sono tutte l’officine necessarie, cioè Refettorio grande, Hospitio, Cocina, Furno, Dispense, Cellaro, Granari, e stalle. Tiene anco una piccola spetiaria per commodità de’ frati infermi. Ha due loggie, una delle quali è ornata con pergole di diverse uve, et ha l’horto per recreatione de’ frati, et altre officine, et stanze, che per brevità si tralasciano.

Nell’anno 1603, alli 15 di Maggio fu prefisso il numero de’ frati in detto Convento dalla fel. mem. di Clemente 8° con la previa relatione dell’Ill.mo vescovo di Cassano, come in d.o Con.to si viveva Regolarmente, che in detto dovessero alimentarsi diece Padri Sacerdoti, due Studenti, diacono, e suddiacono, diece Novitii semplici et quattro conversi laici, che in tutto fanno il numero di ventiquattro frati, prefisso, come di sopra, si come appare dal Breve autentico, che si conserva nella Cassa del Comune Deposito.

 

[f. 383v]

Et nell’Anno 1628 in virtù de Decreti della Sac. Congreg.ne sotto il titolo, de celebratione Missarum, con la previa perquisitione dell’entrate del Conv.to fu dal N.R.P.M.ro fra Gio. Domenico Scoppa dà Napoli all’hora Provinciale con li suoi assistenti in d.o Con.to prefisso il numero di trenta bocche, cioè di dodici Sacerdoti, dieci Novitii, et otto conversi, quali hoggi attualmente habitano in d.o Con.to, et sono l’infrascritti/

P. Sacerdoti

Il P.re Maestro fra Ludovico Rinaldi della Saracena Provinciale attuale

Il P.re Bacc.re fra Gioseppe d’Altomonte Priore

Il P.re Maestro fra Giacintho Donati da Layno

Il P.re Maestro fra Ludovico d’Altomonte

Il P. fr. Giacinto da Cassano sottopriore

Il P. fr. Gioseppe della Cellara Cappellano, et M.ro de’ Novitii

Il P. fr. Giacinto d’Altomonte

Il P. fr. Tomaso Gaetano d’Altomonte

Il P. Lett. Fr. Gioseppe Pendino di Montalto lettore Morale

Il P. fr. Henrico da Roggiano

Il P. fr. Giacinto da Morano

Il P. fr. Francesco da Castrovillare

Novitii Chierici Semplici

Fra Diego Francavilla d’Altomonte

Frat’Ottavio Bono della Saracena

Fra Grisostomo Caputo da Mendicino

Fra Tomaso Sciabino da Lattaraco

Fra Pietro Gallo della Saracena

Fra Ludovico Rossi da Mormando

Frat’Antonino Scelba da Calopizzato

Conversi Professi

Fra Scipio Pisciotta d’Altomonte

Fra Gio. Paolo d’Altomonte

Fra Marc’Antonio d’Acri

Fra Tomaso da Mendicino

Fra Vincenzo della Grotterea

Fra Pietro da Santo Donato

Fra Raimondo d’Acri

Fra Gioseppe da Castrovillare

Conversi Novitii

Fra Domenico da Montalto

Fra Francesco da Layno

In oltre il sudetto Con.to alimenta sei altri servienti, seu famuli, cioè due nelli servitii, et fatiche delle vigne et dell’horto, due altri per servitio delle mule, et due altri per la guardia dell’animali Porcini.

Il d.o Convento possiede in p.sd un casale de’ Greci, chiamato Firmo, sito, et posto nel territorio della sud.a Terra d’Altomonte con la giurisditione Civile, et mista, et il Jus Vassallorum, la Doghana, e Palo; et la giurisditione criminale si in atto litigando co’l Barone dell’altro Casale convicino, nel Sac. Consiglio di Napoli. Di più in detto Casale il Convento ci have la Decima delli grani, orgi, germani, legumi, et lini, che si seminano nel territorio di d.o Convento, et anco ha la decima nell’animali Porcini, Pecorini, Caprini, li casalinaggi e giornate

 

[f. 384r]

et una gallina per ciascheduno vassallo, che habita in detto Casale, et il Regalo una volta l’anno dall’Università. Dalle quali entrade, deduttene le spese, che si fanno al Capitanio, et altri, che ivi dimorano à nome del Convento, se ne percipe un Anno per l’altro da sei anni in qua d.ti cento 100

Item possiede in d.o Casale alcuni horticelli di celsi, la cui fronda si dona à metà, per non trovarsi à vendere, et se ne percipe un Anno per l’altro libre di seta diece, che ridotta in denaro fa la somma di d.ti dodici 12

In oltre have d.o Con.to nel sud.o Casale grano de censi, che li perviene da alcuni territorii dati in emphyteusim quolibet Anno t.la trentatre, quali un anno per l’altro, ridotti in moneta romana d.ti trentatre 33

Item possiede il d.o Con.to molti pezzi di terre aratorie, et non aratorie, che sono l’infrascritte:

Nel luogo dove si dice l’Agummaretto, un pezzo di terre aratorie di tumulate otto in circa.

Nel luogo detto Le Serre dello Citro, un pezzo di terre aratorie, et non aratorie di tumulate cinquanta in circa.

Nel luogo detto Puzzicello, due pezzi di terre aratorie di diece t.late in circa.

Nel luogo detto La Serra dello Surbo, uno pezzo di terre aratorie di tumulate venti in circa.

Nel luogo detto La fico Lattarula, uno pezzo di terre aratorie di t.late diece in circa.

Nel luogo detto La Bocca di Recupo uno pezzo di terre aratorie di t.late diece incirca.

Nel luogo d.o la Valle , e Serre di Recupo, terre parte aratorie, et parte non aratorie t.late cento incirca.

Nel luogo detto Lo Piano delle Rose, terre aratorie, et non aratorie t.late cinquanta incirca.

Nel luogo detto le Serre di Pignatella, terre aratorie, et non aratorie t.late quaranta incirca.

Nel luogo d.o La Macchia dello Ceraso, terre aratorie et non aratorie t.late trenta incirca.

Nel luogo detto La Scalicella terre aratorie, et non aratorie t.late venti incirca.

Nel luogo detto Li Pendenti di Fedulo, terre aratorie t.late otto incirca.

Nel luogo d.o L’Argentera, terre aratorie t.late diece incirca.

Nel luogo d.o La Matina, terre aratorie, t.late trenta incirca.

Nel luogo d.o Canna Lauta, terre parte aratorie, et parte non aratorie, t.late quaranta incirca.

Nel luogo detto Domalino, terre aratorie una tumulata.

Nel luogo detto Montino, terre aratorie, et non aratorie, che sono boschose, t.late cento cinquanta in circa.

Nel luogo detto Capo di Gatto terre aratorie et non aratorie, t.late vinti in circa.

Nel luogo detto Lo Piano di Jacobo, terre aratorie et non aratorie, t.late trenta incirca.

Nel luogo detto Santa Theodora, terre aratorie et non aratorie t.late sessanta incirca.

Nel luogo detto Sant’Angelo di Fiumicello, terre aratorie et non aratorie, t.late quindici in circa.

Nel luogo detto Galati terre aratorie et non aratorie, t.late trenta in circa.

Nel luogo detto La Grotta dell’Ascosa terre aratorie et non aratorie, t.late quindici in circa.

Nel luogo detto La Serra dell’Oliva, terre aratorie et non aratorie tum.te diece in circa.

Nel luogo detto La Pietra di Paladino terre aratorie t.late diece incirca.

Nel luogo detto Le Manche di Focarello, terre aratorie, et non aratorie t.late ntrenta incirca.

Nel luogo detto Li Jersi, terre aratorie t.late quaranta in circa.

Nel luogo d.o Acquafredda terre aratorie t.late vincinque in circa.

Nel luogo d.o Cacciavillano, terre aratorie, t.late diece in circa.

Nel luogo d.o Stapazzuolo, terre aratorie t.late trenta in circa.

Nel luogo detto Li Lombardi, terre aratorie et non aratorie, t.late cinquanta in circa.

Nel luogo d.o Santo Caloyero, terre aratorie et non aratorie t.late vinti in circa.

 

[f. 384v]

Nel luogo d.o Santo Brancato, terre aratorie et non aratorie, t.late vinti in circa.

Nel luogo d.o L’Acqua de Lisse terre arat.e, t.late trenta in circa.

Nel luogo d.o Santo Lazaro. Terre arat.e et non arat.e, t.late sessanta incirca.

Nel luogo d.o Le Manche di Sant’Andrea, terre arat.e et non aratorie, t.late vinti incirca.

Nel luogo d.o Madermo, terre aratorie, et non aratorie, t.late vinti incirca.

Dalle quali terre, alcuni pezzi si donano à seminarsi à diversi coloni, à ragione di mezo Tomolo per tomolata, et per mancanza di agricoltori, se ne seminano pochissime. Il Convento ne riceve da dette terre un anno per l’altro di grano t.la cento, che ridotti in denaro fanno la somma un anno per l’altri di d.ti cento 100

D’orgio l’un anno per l’altro t.la quindici, che ridotti in denari fanno la somma di d.ti sette e mezo 7 – 2 – 10

Di germano t.la diece che ridotti in denaro, sommano docati otto 8

Di miglio un anno per l’altro t.la quindici, che ridotti in denaro sommano d.ti sette 7

Di fave, et altri legumi t.la otto, che ridotti in denari sommano d.ti otto 8

Item d.o Monast.o possiede molti altri pezzi di terre in diversi luoghi di q.a Terra, che tengono alcuni in emphyteusim, dalli quali se ne riceve quolibet anno di grano t.la cinquant’otto che ridotti in denari fanno la somma l’un anno per l’altro di d.ti cinquant’otto 58.

Item possiede nella Terra di Malvito terre aratorie, et non aratorie t.late vinticinque incirca, et per mancamento di coloni, non se ne percipe cosa alcuna.

Item possiede alcuni altri pezzi di terre vicino l’habitatione di d.a Terra d ‘Altomonte di tumulate cinquantacinque in circa, nelle quali il Monast.o fa la masseria con due para di Bovi, et ci semina con un massaro che tira la parte in d.a masseria di grano, orgio, fave, lino, et altri legumi, dalli quali ne percipe un anno per l’altro, deduttene le spese, per la parte del Monast.o di grano t.la cento, che ridotti in moneta l’un anno per l’altro, fanno la somma di docati cento 100

Item d’orgio tumula sessanta, che ridotti in denaro, fanno la somma l’un anno per l’altro di d.ti trentacinque 35

Item di Germano t.la diece, che ridotti in denari sommano d.ti otto 8

Item fave, et altri legumi, t.la vinti, che ridotti in denari fanno la somma di d.ti diece 10

Item di lino pise vinti, che ridotte in denaro sommano d.ti diece 10

Item possiede il d.o Convemto nel territorio di d.a Terra una masseria nel luogo detto Pantalia con terre aratorie arborata di Fichi, Noci, et altri alberi, dalla quale per mancanza d’affittatori, da sei anni in qua non si percepisce più di docati otto l’anno 8

Item possiede il Con.to una vigna grande arborata de viti, et altri alberi, dalla quale ne percipe un anno per l’altro, deduttone li casi fortuiti di grandini, di vino barili num.o trecento, che ridotto in denari, deduttene le spese della cultura, che si fa in d.a vigna, fanno la somma di d.ti cento trenta 130

Di più in detta vigna vi è un horto, dal quale il Con.to ne ha per tutto l’anno la comodità di foglie conforme alli tempi per il vitto de’ frati che l’un anno per l’altro sommano docati quaranta 40

Item possiede molte altre vigne piccole, quali si donano ad affitto à diversi, dalle quali tutte l’un anno per l’altro, per mancanza de’ genti, ne percipe docati trenta 30

Item possiede alcune case, et botteghe dentro d.a Terra d’Altomonte, quali per mancamento de’ populi non si locano, con tutto ciò se ne percipe l’un anno per l’altro d.ti quarantacinque 45

Item possiede d.o con.to due molini macinanti, l’uno nella d.a Terra d’Altomonte, et l’altro nella Terra di Corigliano, dalli quali l’un anno per l’altro, deduttene le spese, ne percipe ogn’anno (salva la macina del convento)

 

[f. 385r]

grano t.la sessanta che ridotti in denari fanno la som, ma di docati sessanta 60

Item possiede un altro molino seu trappeto d’oglio, nel quale si macinano l’olive, donde un anno per l’altro, deduttene le spese, ne percipe d’oglio pignate cento ottanta, che ridotte in denari, fanno la somma di docati diece otto 18

Item possiede censi, et livelli redimibili in d.a Terra d’Altomonte, et altre Terre convicine in più partite ascendentino alla somma di docati duecento cinquanta 250

Item de’ censi perpetui, et emphiteotici in più partite in diversi luoghi ascendentino alla somma di docati ottant’uno e grana vintisei 81 – 1 – 6

Item tiene de’ censi redimibili, altri docati quaranta, quali non si esiggono.

Item de’ censi emphiteotici altri docati due, quali non s’esiggono.

Item riceve dalla sacristia per elemosine di messe votive, un anno per l’altro docati trenta 30

Item per il Ius Parochiae, et funerali de’ morti dalli Parochiani di d.a n.ra chiesa l’un anno per l’altro docati quaranta 40

Item per le Decime de’ nostri Parochiani l’un anno per l’altro esigge di grano t.la quindici e di denari carlini vinti che unitamente fanno la somma di docati diecesette 17

Item possiede molti horti de’ celsi, dalle fronde de’ quali ne percipe la seta, et per mancamento di compratori di d.a fronda si donano à metà, et il con.to ne percipe l’un anno per l’altro di seta libre cento, quale ridotta in moneta fa la somma di docati cento e vinti 120

Item nella sop.ta Terra di Corigliano possiede due giardini arborati di Citrangoli, lomie, celsi et altri alberi, li quali s’affittano l’un anno per l’altro docati trentasette 37

Item possiede molti oliveti, l’olive de quali si donano à cogliersi da diversi al terzo, et per le due parti che toccano al Monastero se ne percipe l’un anno per l’altro, deduttine li casi fortuiti, pignate d’oglio quattrocento, quali dedotte in moneta fanno la somma, l’un anno per l’altro di d.ti quaranta 40

Item possiede nella Terra di Santo Donato un castagneto con alcuni piedi di castagne, dalle quali per mancanza de’ genti non se ne percipeno più che carlini dodici 1 – 1 – 0

Item possiede animali vaccini tra piccoli, e grandi numero quarantacinque, li quali si donano à guardarsi à metà delli frutti, e per la metà che tocca al Con.to se ne percipe un anno per l’altro d.ti trenta 30

Item possiede per la masseria Bovi num.o cinque.

Item possiede animali pecorini, e caprini, num.o cinquecento, quali si donano à terzo delli frutti, cioè due parti al Monastero et una alli pastori, et il convento per le due parti sue ne percipe ogn’anno docati trenta 30

Item possiede animali porcini num.o vinticinque tra grandi e piccoli, dalli quali, deduttene la spesa delle ghiande, et herbaggi, ne percipe l’un anno per l’altro docati quaranta 40

Item dalla Spetiaria, oltre le medicine per li frati ne percipe ogn’anno docati vinti 20

Quali partite tutte unite insieme fanno la somma di docati mille, cinquecento sessanta quattro, tarì uno, et grana sei salvo semper m.ri calculo 1564 – 1 – 6

 

[f. 385v]

Pesi et oblighi, che tiene il sudetto Monastero di Santo Domenico d’Altomonte

All’incontro il prefato Monast.o di S.to Domenico d’Altomonte ha peso di Messe perpetue sette Messe il giorno.

Item tiene obligo di cento settantadue altre Messe perpetue, per ogn’anno, quale stanno assegnate in due Messe per settimana, conforme sta notato nella Tabella.

Item riceve per Messe votive alla giornata l’un anno per l’altro peso di seicento messe, quali si sodisfano nel medesimo tempo, che si riceve l’elemosina, et per ciascheduna d’esse in q.a Diocesi per ordinario si donano grana cinque.

Item paga per censi perpetui l’infrascritta somma:

Paga alla Mensa Vescovale di Cassano t.la quattordici di grano che ridotti in denari fanno la somma di docati quattordici 14

Item all’istessa Mensa rende ogn’anno d’orgio t.la quattro, che ridotti in denaro l’un anno per l’altro fanno la somma di carlini vinti 2

Item al Beneficio di Santa Catharina di q.a Terra annui carlini dieceotto 1 – 4

Item al Beneficio di Santa Maria della Calcosa di q.a Terra annui car.ni diecenove e grana sei 0 – 4 – 7

Item al d.o Beneficio annui barili quindici di Musto, che ridotti in denaro, l’un anno per l’altro fanno la somma di docati quattro e mezo 4 – 2 – 10

Item alla commenda di S.to Nicola della Serra di q.a Terra annui car.ni nove, et uno grano 0 – 4 – 2

Item alla detta commenda di Santo Nicola annue quattordici mezanelle di Musto, che ridotte in denaro l’un anno per l’altro fanno la somma di car.ni cinque grana tre e mezo 0 – 2 – 5 ½

Item rende all’Abbatia d’Acquaformosa annue grana undici, e mezo, et quattro mezanelle di musto, quali insieme fanno la somma di grana vintisei et mezo 0 – 1 – 61/2

Item rende alla Comital Corte di q.a T.ra annui docati sei 6

Item alla d.a Corte annue t.la tre meno uno stuppello di grano, che in denaro l’un anno per l’altro, fanno la somma di carlini vint’otto e grana sette e mezo 2 – 4

Item paga di censi redimibili à diverse persone docati quattro e mezzo 4 – 2 – 10

Item per contributione della medesima Religione, cioè per la propina del R.mo P.re Gen.le, P.re Procuratore dell’Ordine, ricatto de’ pieghi da Napoli, vestiario del P.re Provinciale, e compagni, e spese per li cavalli della Provincia, per la celebratione de’ capitoli generali et provinciali l’un anno per l’altro d.ti quindici 15

Item per la fabrica, et reparatione, et resarcimenti tanto della chiesa, quanto del Monastero, oltre l’essercitii delle genti di casa, si suole spendere l’un anno per l’altro docati cento 100

Item per la sacristia, sacri supellettili, cere, incenso, et altre cose l’un anno per l’altro d.ti sessanta 60

Item per la spesa ordinaria del vitto per li Padri, e frati di grano, vino, et altre cose necessarie a d.ti ventidue per uno l’un anno per l’altro fa la spesa di d.ti seicento sessanta 660

Item per il vestiario de’ Religiosi, à docati diece per uno comprendendoci le scarpe, pianelli e calzetti l’un anno per l’altro, spende docati ducento e vinti 220

Item per il salario, vestimenti, scarpe, et vitto per due mulettieri l’un anno per l’altro d.ti sessanta 60

Item per il salario, vestimenti, scarpe et vitto à due porcari l’un anno per l’altro docati trenta 30

Item per vitto, vestito, salario, e scarpe à due hortolani docati quaranta 40

Item per salario, scarpe, vestimento, et vitto per il bifolco della Masseria l’un anno per l’altro d.ti quaranta 40

 

[f. 386r]

Item per ferro per le mule, per accorciarsi le vomeri accette, zappe l’un anno per l’altro d.ti dieceotto 18

Item per Medici, fisici et chirurgi l’un anno per l’altro docati quindici 15

Item paga alli Barbieri l’un anno per l’altro docati sei 6

Item paga alli Mastri calzolari l’un anno per l’altro d.ti sette et mezo 7 – 2 – 10

Item per viatici per andarsi alli Capitoli et altre occorenze l’un anno per l’altro d.ti quindici 15

Item per le spese del vitto à tempo de’ visite de superiori l’un anno per l’altro docati diece 10

Item per reparatione, et necessità del Novitiato l’un anno per l’altro d.ti vinti 20

Item per l’infermi l’un anno per l’altro docati diece 10

Item per la nuova fabrica del settimo Dormitorio necessarissimo, quale si farà per la gratia di Dio fra sei anni in circa, docati cinquanta 50

Item per le liti del Convento, et massimè per causa del nostro Casale di Firmo ad Advocati, e Procuratori, e altre spese l’un anno per l’altro, docati sessanta 60

Item per l’herbaggio delle pecore, e vacche l’un anno per l’altro docati quindici 15

Item per hospitationi de’ Religiosi e fuorastieri l’un anno per l’altro docati cinque 5

Item per spese estraordinarie, cioè biancherie, letti, suppellettili di casa appartenenti al Refettorio, cucina, dispenza, e simili l’un anno per l’altro docati quaranta 40

Quali partite unite insieme fanno la somma di docati mille cinquecento, trentanove, tarì quattro, e grana quattro e mezo, salvo t.n meliori computo 1539 – 4 – 4 ½

Noi infrascritti col mezzo del n.ro giuram.to, attestiamo d’haver fatto diligente inquisit.e e recognitione dello stato del monasterio sudetto, e che tutte le cose espresse di sopra e ciascuna di esse sono vere, e reali, e che non habbiamo tralasciato di esprimere alcuna entrata ò uscita, ò peso del medesimo Convento, che sia pervenuto alla n.ra notitia. Et in fede habbiamo sottoscritto la presente di n.ra propria mano, e signata con il solito sigillo del p.fato n.ro Con.to di S. Domenico d’Altomonte A dì 24 di Marzo 1650.

Io f. Giuseppe Altm.te Bacc.ro Priore del Conv.to

Io fra Giuseppe delle Cellara Deputato

Io fra Tomaso Caitano Deputato

Altomonte (CS) Cappella dei Sanseverino.

Convento di Santa Maria di Stilo

 

[n. 49 f. 586r]

Relatione del stato del loco della Città di Stilo, Diocesi di Squillace Prov.a di Calab.a Ultra dell’ordine de Predicatori in conformità della Constit.ne della Santità di N.ro Sig.re Papa Innocentio X.

E stato questo loco della Città di Stilo dell’ordine de Predicatori eretto nell’anno 1560 il terzo giorno di Pascha di Resurrett.ne med.te l’assenso dell’Ordinario, ch’à quel tempo era Mons.r Marcello Sirleto di questa Città, med.te ancora il consenso del P.re Pro.le di d.a Prov.a ch’à quel tempo era il P.re Maestro fra Marco Lauro di Tropea. Eresse la Croce, e fondò d.o loco il P.re fra Dionigio di S. Geniti Predicatore di quella Quatragesima in d.a Città, e vissero li frati per molto tempo sol co’ elemosine quotidiane, non essendo stato fondatore, ne assignate entrade.

Fu d.o loco edificato sotto le muraglie della p.tta Città inanti la Porta detta di S. Gioanni à canto la strata publica, e dall’istesso Ordinario li fu ivi concessa una chiesa sotto il titulo di S. Aghata V. M. e dopo fu eretta nova chiesa sotto l’invocat.ne di S. Maria de Giesù, la quale è di palmi 115 di Lunghezza e 44 di Larghezza, escluso il choro, il quale è capacissimo e proportionato; et è ornata la chiesa di molti quadri; tiene il suffitto lavorato alla moderna, un Organo novo di nove registri, tre campane, una di sei cantara, l’altra di uno e mezzo, e l’altra di mezzo. Tiene la Sacrestia con sufficienti Param.ti per le solennità, et osservanza delle rubriche, calici, pisside, sfera, seu tabernacolo, incensiero, e croce di argento.

La Pianta del Convento sta in piano, ove v’è un Dormitorio à proportione di conventi formati, con nove celle, due delle quali si stanno in atto coprendo, l’altre sono co’ li loro suffitti co’ le fucine di sotto, e tiene proportione di conventi formati formando un Braccio del Claustro la chiesa, e l’altro il Dormitorio co’ una Cisterna in mezzo.

 

[f. 586v]

Questo loco da venti anni in qua, cioè da quando cominciò ad avanzar di rendite sempre ha tenuto nove Persone di famiglia, cioè Quattro Sacerdoti, e l’altri Conversi, e famuli. Adesso attualm.te sono. Il P.re fra Tomaso Cosenza di Badolato Vicario, il P.re frat’Andrea Fiorentino di Bivongi Maestro, e figlio di d.o Conv.to, il P.re fra Domenico Caruso di Stilo, il P.re fra Dom.co di Chiaravalle assignato, e non venuto in convento insino adesso invece del P.re fra Geronimo Loare di Badolato. Conversi Professi fra Giacomo Romagnino di Stilo, fra Gio. Batt.a Pacecca di Guardavalle, fra Dom.co Princi di Guardavalle, fra Gio. Batt.a Minniti di Guardavalle oblato, Salvatore Zolea di Stilo famulo.

Introyto di Possessioni Censi, et Affitti di d.o Convento

Dalle Possessioni

Tiene di fronda cantara cento vinti otto, ch’à rag.ne di carlini cinq. Per cantaro rispetto li tempi calamitosi che corrono docati sessanta quattro 64

Dall’Olive un anno per l’altro secondo la regola dell’anno 1644 in qua dedutta ogni spesa litre cento sessanta otto ch’à ragione di grana 25 la litra importano d.ti quarantaquattro e mezzo 44 – 2 – 10

Di Ghiande, e Boschi tiene docati nove un anno per l’altro 9

Dalle Terre aratorie importanti in tumulate trenta quattro un anno per l’altro s’hanno tum.a diecesette di grano bianco, quale à rag.ne di car.ni dudici il tum.o importa d.ti vinti e tt.i doi 20 – 2 – 0

Dalli fichi un anno per l’altro dedotta la commodità del Convento docati sei 6

Dalle Vigne Vino salmi diece quali importano Barili sessanta non facendo altra spesa Il Convento per concio di d.a

 

[f. 587r]

vigna mentre l’acconcia l’oblato, e famulo à rag.ne de carlini vinticinque la salma importa d.ti vinticinque 25

Dall’Api Miele, e Cera docati sette 7

Dal loco dove si lavorano le tegole un anno per altro d.ti quattro 4

Dal loco dove si lavorano le funi car.ni diece 1

Dall’horto vicino al Convento si percipe di fogliami docati cinq. 5

Piggioni di Case

Un anno per l’altro dedutto l’acconcio si percipe docati venti quattro        24

Annui Censi

Pervenuti al Convento per heredità di frati figli del Convento docati ottanta e grana sidici 80 – 0 – 16

Per legati senz’obligo di messe docati trenta uno tt.i doi e gr. Cinque 31 – 2 – 5

Con obligo di messa docati cento e diece e tt.i doi 110 – 2 – 0

Sacrestia

Per messe votive un anno per l’altro secondo il calculo fatto docati quindici 15

Processioni di morti e campane un anno per l’altro d.ti diece 10

Cera nelli funerali secondo il calculo un anno per l’altro docati venticinque 25

Elemosine per la Città

Oglio un anno per l’altro d.ti cinque 5

Grano tum.a doi 2 – 2 – 0

Dal pane si mantiene al securo un frate ch’à rag.ne d’una mezzarola il mese importa d.ti sette e tt. uno 7 – 1

Elemosina di seta un anno per l’altro libre cinque quale à car.ni dudici la libra essendono li tempi calamitosi sono d.ti sei 6

 

[f. 587v]

Dalla Università elemosina di carne la Pascha car.ni diece 1

Da Particolari Patroni di Cappelle tari quattro 0 – 4 – 0

Tiene il Convento un famulo con uno Asinello dal quale si ne riceve di utile di legni et altre cose necess.e docati quarantacinque 45

Tiene due scrufe dalle quali una tiene sei porcelli appresso perche son state comperate pochi mesi sono non ha percepito ancora utile il Convento.

Di più

Dal quale introyto s’avverte che d.ti trenta pervennero al Convento nell’anno 1645. D.ti vinticinque pervennero per l’oblatione di fra Gio. Batt.a Minniti nell’anno 1649 e d.ti cinquantacinque pervenuti d’effetti di figli del Convento nell’anno 1549. In modo che dall’anno 1649 à questa parte avanzò il Convento d.ti cento e diece di entrada.

Somma di moneta di Regno di tutto l’introyto ascende à d.ti cinquecento quaranta nove tt.uno e gr. undici 549 – 1 – 11

Di Romana scudi cinquecento vinti uno e giulii otto 521 – 2

 

[f. 588r]

Esito del p.tto Convento

Vestiari di frati docati sessanta uno 61

Grano bianco per frati hospiti et elemosine tum.a sessanta docati settanta doi 72

Vitalitio per una Donna che dono la sua robba in convento d.ti dudici 12

Scarpe per li frati famulo con mastria d.ti quindici e mezo 15 – 2 – 10

Vino salmi quindici d.ti trenta sette e mezzo 37 – 2 – 10

Legumi e riso docati diece 10

Vasi di creta e servitio di cocina refettorio e commodità di frati docati quattro 4

Per biancheria per la sacrestia refett. E cocina d.ti quattro 4

Ferro e mastria di zappe et altre cose necess.e d.ti quattro 4

Biada per la venuta del P.re Provinciale et hospiti 4

Per medico medicine un anno per altro d.ti tridici 13

Per pollami per ammalati un anno per l’altro fatto il computo docati otto 8

Carta e sapone per li frati del Convento d.ti tre 3

Vetri per la chiesa refett.o e commodità di frati d.ti doi 2

Barbiere e lavandara d.ti cinque 5

Lardo e strutto d.ti diece 10

Collette tanto ordinarie quanto estraordinarie fatto il computo un anno per l’altro d.ti diece 10

 

[f. 588v]

Aromati come Pepe Zuccaro Zafarana et altri car.ni trenta 3

Sale perche dopo le revolutioni si comprò un anno per l’altro d.ti tre 3

Fogliame cipolle cocozze et altre cose docati quindici 15

Viaggi del P.re Vicario un anno per l’altro d.ti cinque 5

Reparatione di letti d.ti otto 8

Atti di Corte e Notarii per istrumenti d.ti tre 3

Istrumenti di servitio di convento car.ni diece 1

Corrieri al P.re Provinciale et altri lochi car.ni vinti 2

Oglio litre sessanta d.ti quindici 15

Candeli per servitio della chiesa rot.a tridici 13

Candeli pere servitio del refett.o et altri lochi car.ni dudici 1 – 1 – 0

Pietanza includendo il salume un anno per l’altro d.ti cinquanta due 52

Formaggio d.ti dudici 12

Per un rot.o di incenso sepolcro e per le solennità d.ti sette 7

Reparatione di chiese, dormitorio et officine in fabrica et altre reparat.ni d.ti quindici 15

Spesa per mantenim.to di un famulo et asinello annui d.ti quarantacinque 45

Censi passivi enfiteotici à diversi lochi sopra territorii e possessioni di d.o convento d.ti diece tt. quattro 10 – 4 – 0

V’è anco un altro censo bullale di d.ti diece e car.ni otto l’anno quale dall’anno 1644 in qua non s’è pagato per una certa pretendenza del convento e q.ns venesse il

 

[f. 589r]

Convento condennato à pagarlo s’ha da beneficare co’altro credito del medesmo Convento contro la medesima parte in modo che non s’ha da fare esito

Obligo di messe

Secondo il computo di censi e poderi per obligo di messe che sono d.ti cento quaranta quale di moneta romana importano scudi cento trenta tre r giuli tre quali ripartiti a rag.ne di baiocchi sidici quntuni tre et un terzo per messa importano messe due il giorno due la settimana e due e mezza il mese.

Di più libre due di cera bianca l’anno al Convento di San Stefano.

Somma di moneta di Regno de tutto l’esito ascende a d.ti quattrocento ottanta sei 486

Di Romana scudi quattrocento sessanta uno giuli sei e baiocchi diece 461 – 3 – 10

Noi infra.tti fra Thomaso Cosenza di Badolato Vicario, fra Andrea Fiorentino di Bivongi Maestro , fra Dom.co Caruso di Stilo Deputati facciamo piena et indubitata fede con giuramento d’haver fatto diligente perquisitione e recognit.ne del stato del nostro Convento e che tutte le cose espresse di sopra e ciascheduna di esse sono vere reali e che non habbiamo tralasciato di esprimere alcuna entrata o uscita ò peso del d.o Convento che sia pervenuta

 

[f. 589v]

alla nostra notitia, et in fede habbiamo sott.a la p.nte di n.re pp.e mani e segnata col solito sigillo del Convento. Data in Stilo li 24 di febraro 1650.

Io fra Thomaso Cosenza di Vadolato Vicario dico come sopra.

Io fra And.a Fiorentino da Bivongi M.ro et deputato dico come sopra.

Io fra Dom.co Caruso di Stilo Deputato dico come sopra.

Stilo (RC), in evidenza la chiesa di S. Domenico.

Convento di Santo Domenico di Catanzaro

 

[n. 50 f. 592r]

Relat.e del Monast.o di S.to Dom.co della Città di Catanzaro del’Ord.e de Pred.ri della Prov.a di Calabria Ultra.

Il Monastero di S.to Dom.co dell’Ord.e de Pred.ri e situato nel mezzo della Città di Catanzaro, Diocesi di essa Città. Fu fondato, et eretto l’Anno 1401 dal P. fra Paolo da Mileto, col consenso et autorità del Sommo Pontefice Bonifacio VIIII con peso ch’ogn’anno si presentasse al Vescovo di d.a Città una lib. di cera, per essere stato il luogo prima Ospidale.

Ha la chiesa sotto il titolo et invocatione dell’Annunciata, e di struttura inferiore alla grandezza, et autorità del luogo, per esser il secondo della Prov.a. Vi sono tre piccoli dormitorii, nelli quali non vi sono più, che 30 camere. Si è incominciata una nuova fabrica, dodeci anni sono con la quale il d.o Conv.to riceverà una nuova, e miglior forma, con mag.re capacità, dovendo il vecchio andar in terra; tanto che fra diece mesi in circa si puotranno habitare 9 camere d’uno quarto d’essa nuova fabr.ca. Vi fu prefisso il num.o di 28 Religiosi. Nel presente vi sono di famiglia 16 Sacerdoti. 3 Chierici. 9 Conversi e 2 Terzini / Priore il P. fra Tomaso Tolamo da Catanzaro Baccelliero, Sottopriore il P. fra Silvestro Himeneo da Soriano, P. fra Giacinto Capicchiano da Papanici Bacc.ro, P. fra Pietro Brancati da Catanzaro Bacc.ro, P. fra Dom.co Faylla da S.ta Catharina Pred.re G.le, P.re fra Gio. Battista Coniglio da Bivongi Lettore, P. fra Vincenzo Scalfaro da Catanzaro Lettore del Conv.to, P. fra Raymondo Romano da Stalattì Lettore, P.re fra Ludovico Rosso da Longobucco Lettore, P.re fra Pietro Martire Iozzi da Chiaravalle Lettore, P.re fra Dom.co Catania da Catanzaro, P. fra Dom.co Maggio da Soriano, P. fra Andrea Oliverio da Sinopoli, P. fra Michele Cancelli da Candidoni, P. fra Ignatio Assente da Layno, P. fra Reginaldo Trombetti da Polonia.

Chierici Professi. Fra Tomaso Torchia da Catanzaro, fra Vincenzo Caraffa da Taverna, fra Giuseppe Lotelli da Squillace. Conversi Professi. Fra Mario Marcellina da Mayda, fra Ludovico Mirabelli da Catanzaro, fra Dom.co Rocca da Catanzaro, fra Andrea Sacco da Santa Severina, fra Gio. Battista Morrone della Sellia, fra Tomaso Agostini dalla Grotteria, fra Dom.co Cuzzari da Soriano, fra Gio.Battista Grandi da Chiaravalle, fra Dom.co Covelli da Tiriolo Novitio. Terzini fra Tomaso Scutetta da Castiglione, fra Dom.co Camuti da Caccuri. Uno Mulattiero et uno Garzonello.

Robbe che possiede d.o Convento

Possiede 232 tumulate di terre aratorie in circa fuori e dentro il territorio di d.a Città, dalle quali in sei anni sene sono ric.ti tumola 660 di grano, che l’un anno per l’altro, sono tumola 110, che di moneta Romana à giulii 9 il tumolo sono 100 . 0 . 0

Possiede Vigne Arborate di diversi frutti da 24 tumolate in circa, in sei anni se ne sono ric.ti 420 salme di Musto, quali alla rag.e di giulii 7 e due baiocchi la salma, sono per ogn’anno scudi 50 . 2 . 0

 

[f. 592v]

Possiede Oliveto, ghiande, Castagne, con boschi da 50 tumolate in circa, in sei anni se ne sono ric.ti scudi cento, che per ogn’anno sono scudi 18 . 1 . 13

Possiede Giardini di fronde di 85 cantara in circa ch’in sei anni sene sonorec.ti computata la fronda à giulii 5 e mezzo lo cantaro scudi 245.2.0 che per ogn’anno sono scudi 45 . 4 . 10

Case in affitto dalle quali in sei anni se ne sono rec.ti scudi 225.2.0, che per ogn’anno sono scudi 35 . 0 . 0

Una Spetiaria dalla quale in sei anni sene sono ric.ti scudi 2010, che per ogni anno sono scudi 335 . 0 . 0

Censi Bullali dalli quali in sei anni sene sono ric.ti scudi 4980 e sono in diverse partite che ogn’anno sono scudi 830 . 0 . 0

Ne riceve Vitalitii ogn’anno scudi 27 . 0 . 0

Dalli Vitalitii 18 ricusano pagarli, sotto pretesto, che si possiede il fondo e scudi 30 delli Bullali non si pagano dalla Città, sotto pretesto, che si perderono per le revolutioni.

Dalla Sacristia in sei anni si sono rice.ti per messe quotidiane, Processioni di morti, et altre elemosine, scudi 1283.2.0, che per ogn’anno sono scudi 213 . 4 . 10

Dalla fera dell’Annunciata in 6 anni si ricevono scudi 54.3.0, che per ogn’anno sono scudi 9 . 0 . 10

Per venditione della caniglia in 6 anni scudi 27.0.0 che per ogn’anno sono scudi 4 . 2 . 10

Per la Cerca del Pane, che si fa una volta la settimana in sei anni, si sono ric.ti scudi 66.0.0. che per ogn’anno sono scudi 11. 0 . 0

Per venditione di Vino in 6 anni sono ric.ti scudi 18, che per ogn’anno sono 3. 0 . 0

Per l’industria di due para di bovi, che tiene il Convento per coltivare le possessioni ogn’anno scudi 13 . 2 . 10

Possiede ancora una Mula, et una Bagaglia, che servono per portar legni giornalmente per la cocina e furno.

Pesi che tiene d.o Convento

Il Convento delli Censi Bullali nominati di sopra tiene ogn’anno scudi Romani 420 col peso di messe perpetue, quale rendita se si calcola a rag.e di scudi 63 per una, conforme costuma questa Diocesi, dopo la promulgatione del Breve, ha d’obligo messe 7 il giorno, se si farà a rag.e di scudi 50 Romani, conforme concesse la Sede Apostolica al Convento di Genova de’ PP. Paolini, quale Comunicat.e s’estende a nostro beneficio conf.e dice il P. Deana Marchin Cludovico Caspense Cesaragustano Capuccino, vengono 8 il giorno, e 15 il mese se si calcola conforme concesse la Sede Apostolica al Capitolo delli PP. Franciscani, che sono 60 scudi

 

[f. 593r]

per ciascheduna, sono otto il giorno, ma pigliandosi conforme furono ric.ti quando si godeva il Mare magnum, che si puoteva in una messa sodisfare à nove elemos.e vengono 13 il giorno, e 15 il mese. Si che alla p.a rag.e per il libro del presente Priore, non essendovi altro, superano le messe celebrate alle messe d’obligo così perpetue, come quotidiane in 425. Se si piglia à rag.e di scudi 50 Romani, restano da sodisfarsi 132 Messe. Se si fa il calcolo à rag.e d’otto messe il giorno, superano le celebrate à quelle d’obligo in 60. Ma se il calculo si fa secondo, che furono ric.te p.a della notitia del Breve, quando si ricevevano per poca elemos.a restano da celebrarsi 2684.

Per ogni messa quotidiana si sogliono dare d’elemosina baiocchi 9

Paga il Convento ogn’anno di censi perpetui annuali scudi 8 – 0 – 0

Ne paga Vitalitii ogn’anno scudi 130 – 0 – 0

Alla Lavandara scudi sei e mezzo l’anno 6 – 2 – 10

Al Barbiero scudi 9 – 0 – 0

Al Notaro scudi 5 – 2 – 10

Al Dottore scudi 9 – 0 – 0

Per visite delli PP. Provinciali, che sono scudi 4 per ogn’anno. Collette per li Capitoli Provinciali, e Generali, e cavalcature per li Capitoli Provinciali in 6 anni scudi 95 che per ogn’anno sono scudi 15 – 4 – 3

Per la fabrica e struttura del nuovo Convento in 6 anni si sono spesi scudi 2020 che per ogn’anno sono scudi 337 – 0 – 0

Quale fabrica, à giuditio degl’esperti, puotrà finirsi, sequitandosi conforme s’è cominciato fra 30 anni in circa.

Per debiti contratti l’anno passato, per la penuria dell’annata, che si devono pagar una sol volta ad Ago.to pro.o furono scudi 130 – 0 – 0

Per debito lasciato dall’Antecessore Priore, per pagarsi una sol volta scudi 203 – 3 – 0

Spese che fa il d.o Convento

Per Suppellettili nella Sagristia, musiche, e cera, et altre cose in 6 anni sono spesi scudi 1251 – 0 – 0 che per ogn’anno sono scudi 208 – 2 – 10

Per suppellettili del Convento in 6 anni scudi 100 per ogn’anno scudi 18 – 0 – 0

Per tovaglie per lo Refettorio, criva e sacchi per lo forno, Pignate, e Piatti per la Cocina, cerchi, e Mastria per lo Cellaro, e botti ogn’anno scudi 18 – 0 – 0

Per Carta e sapone ogn’anno scudi 20 – 0 – 0

Per 240 tumola di grano per il vitto de’ PP. E Frati nel computo di 6 anni à giulii 9 il tumulo, scudi 218 – 0 – 0

 

[f. 593v]

Per l’huomeni della fabrica et altri faticatori ogn’anno tum. 60 scudi 54 – 0 – 0

Per oglio in 6 anni si sono spesi scudi 274 – 1 – 6 per ogn’anno scudi 45 – 3 – 17

Per formaggio in 6 anni si sono spesi scudi 300 per ogn’anno scudi 50 – 0 – 0

Per musto in 6 anni si sono spesi per ogn’anno 125 salme, ch’à 7 giulii, e due baioocchi sono scudi 89 – 1 – 0

Per la Cocina in 6 anni per la Pitanza, e foglie si sono spesi scudi 1458 che per ogn’anno sono scudi 223

Per Grasso ogn’anno scudi 13 – 0 – 0

Per candele di sevo ogn’anno scudi 7 – 0 – 0

Per diversi Legumi ogn’anno scudi 15 – 0 – 0

Sole, Pelli, Spaco,, inforre, e M.ro ogn’anno scudi 50 – 0 – 0

Per li Calzetti delli P.P. e fr.i ogn’anno scudi 20 – 0 – 0

Per li Vestiarii delli PP. e fri che sono à 6 scudi e 3 giulii per uno in 6 anni scudi 820 per per ogn’anno sono scudi 140 – 0 – 0

Per Medico, e medicine ogn’anno scudi 40 – 0 – 0

Noi infrascritti col mezzo del n.ro giuram.to, attestiamo d’haver fatto diligente inquisit.e e recognitione dello stato del monasterio sudetto, e che tutte le cose espresse di sopra e ciascuna di esse sono vere, e reali, e che non habbiamo tralasciato di esprimere alcuna entrata ò uscita, ò peso del medesimo Convento, che sia pervenuto alla n.ra notitia. Et in fede habbiamo sottoscritto la presente di n.ra propria mano, e signata con il solito sigillo questo di 21 di febr.o 1650

Io f. Tomaso Tolamo da Catanzaro Bacc.re e Priore aff.o e riferisco come di sopra

Io f. Pietro Brancati da Catanzaro Bacc.e e deputato aff.o come di sopra

Io fra Dom.co di S.ta Catarina pred.re g.le et deputato aff.o come di sopra.

Taverna (CZ) S. Domenico (da italiasebastiano.canalblog.com).

Convento di Santo Domenico di Taverna

 

[n. 50 f. 596r]

S.  Domenico della Città di Taverna in Calabria

Il Monastero di S. Domenico dell’Ordine de Pred.ri, situato nella Città di Taverna, Diocesi di Catanzaro in Calabria dentro la città medesima nella strada publica, fu fondato dal Venerabil Padre F. Paolo da Mileto ad istanza di d.a Città, con l’autorità, e Breve di Paolo Secondo nel 1464.

Ha la Chiesa sotto il titol sud.o di S. Domenico Grande e capace; in cui si predica la Quaresima e si fanno altre fontioni universali della Città.

Ha due Dormitorii fatti di nuovo, con 14 Celle, et officine necessarie di sotto, et un altro picciolo separato con tre Celle, che serve per Professorio. Con chiostri, ma non finiti di tutto punto.

L’Anno 36, o 37 sotto Urbano 8° gli fu stabilita la famiglia di 14 frati, et al p.nte tanti vene dimorano, cioè, sei sacerdoti Il P. f. Teotonico da Taverna M.ro Priore. Il P. fra Paolo Faraò da Taverna Suppriore. Il P. fra Paolo Barbuto da Filogaso, Lettore del Convento. Il P. f. Raimondo Perrello da Taverna Lettore. Il P. f. Mattia Nicolò da Taverna. Il P. f. Domenico Pittello della Torre Spatula. Tre Novitii Professi, Studenti f. Ignatio de Sanctis da Filogaso, f. Girolamo Monsolino da Reggio e f. Alano de Guida da Morano. Quattro Conversi Professi f. Tomaso da Tropea, fra Domenico da Rogliano, f. Gio. Battista da Suriano, f. Andrea dalle Cellare. Et un Tersiario non Professo, f. Antonio da Chiaravalle.

Possiede terreni lavorativi nella Marina in più partite che s’affittano un anno per l’altro grani bianchi t.la 85 l’Anno, calcolati à 10 Giulii il tumulo. Ma dedotte le spese in condurli à casa, donano ogn’anno scudi 79

Di più altri terreni pur lavorativi, et in più e diverse partite nelle Montagne di grani neri tumula 240 l’anno, uno per l’altro à sette Giulii il t.lo, e dedutte le portature scudi 157

Item possiede più partite di frondi per li Vermi della Seta, che si affittano un anno per l’altro dedotte le spese in coltivarli scudi 75 – 2 – 10

Item più partite di Vigne, che un anno per l’altro, donano da 120 Barili in circa, che apprezzandosi di vino fatto sette giulii e mezzo il Barile, e deducendosi poi la spesa, ch’è esorbitante per cagion del Paese scosceso e petroso rendono l’anno scudi 60 – 0 – 0

Item più partite de Castaneti, dedutte le spese ogn’anno scudi 14 – 2 – 10

Item alcune poche olive, ogn’anno scudi 3 – 0 – 0

 

[f. 596v]

Item alcune selve con quercie et altri albori selvaggi, che servono per pascoli di capre perlopiù un anno per l’altro scudi    4 – 0 – 0

Item mezzo Molino, che da un anno per l’altro nove t.la d’affitto, sei bianchi e tre neri; alli prezzi sudetti, ma dedotte le spese, che vi vanno, scudi 7 – 0 – 0

Item alcune case e botteghe, un anno per l’altro, dedotte le spese, scudi 12 – 0 – 0

Item l’officio della Mastridattia della Bagliva e della Catapania della Città e suoi Casali, datigli dall’istessa Città, un anno per l’altro, scudi 54 – 0 – 0

Item di censi, parte perpetui, ma lo più Bullali de’ i quali pero dà 108 scudi sono dificilis.mi ad essigersi massime dopo le revolutioni, scudi annui 351 – 0 – 0

Item di elemosine estraordinarie, dalla Sacrestia e Ros.o cioè proces.ni de Morti, Mortorii, pochs.e messe, seta, et altre oblationi alla Vergine Santis.a in tutto annui scudi 40 – 0 – 0

857 – 0 – 0

Quest’anno medesimo un mese si fà è posta una Spetieria per la quale sono spesi scudi ducento, e diece di semplici per commodità de’ frati, la quale non sappiamo che donerà di risparmio, per le medicine per l’avvenire. Le quali però non si calcoleranno fra le spese.

Item un horto sotto il Convento, che dà le foglie, come anco i frutti, le vigne, per la commodità della Casa.

Item un Mulo, et un Asino da portar legna, et altre bisogne.

All’incontro d.o Monasterio ha peso di messe cinque ò cinque e mezza al più al giorno, calcolate ad uno Giulio l’una (come si dona ancora per le messe manuali) tutte sodisfatte.

Item paga ogn’anno sopra i soprad.i poderi di censo scudi 9 – 3 – 10

Item per l’annua contributione, o Colletta al P.re Rev.mo G.le, P.re Procurator dell’Ordine, P.re P.le, e compagni, e piego di Roma scudi 4 – 2 – 10

 

[f. 597r]

Item per Cera, oglio, e sacri superlettili per la Chiesa, e Sacrestia un anno per l’altro scudi trenta 30 – 0 – 0

Item per vitto de i sudetti 14 frati à quaranta scudi per bocca, compresavi ogni cosa necessar.a anco il grano, vino, et ogn’altro, che ha il Conv.to annui scudi 560 – 0 – 0

Item per Vestiario dell’istessi à 7 scudi l’uno, li professi e cinque il Tersiario scudi 96 – 0 – 0

Item per Medici, Barbiero, Pro.re Lavandara, e cerner il grano, Scarparo, Forgiaro scudi in tutto 22 – 2 – 10

Item per Viatico del P.re Priore, e Compagni nell’andar à Capitolo, e Contributione per d.o Capitolo P.le, che si celebra ogni due anni e per quella del Capitolo mG.le, che si celebra ogni tre; compartite à tanto l’anno, scudi 4 – 0 – 0

Item per spese Vittuali dei Provinciali, Visitatore, e hospiti annui scudi 6 – 0 – 0

Item per biancherie, letti, vasi et altre necessità per la Cocina, Refettorio, Cellaro scudi annui 15 – 0 – 0

Item per Salario del Garzone Secolare, che mena i sudetti mulo et asino e spese dei sud.i animali, cioè orgio, feno, ferri, basti, annui scudi 55 – 0 – 0

Item per la fabrica à finire il Convento e specialm.te à far uno spontone gagliardo di sotto, dove ha fatto un poco motivo con pericol di rovinar tutto. Quale à spendervi scudi 40 l’anno potrebbe finirsi in venti anni, annui scudi 40 – 0 – 0

Ha da fondersi La Campana grande, che si è rotta l’anno passato e ci andaranno da scudi 140 in circa

Ha da pagare il Convento per un maritaggio della sorella del P.re fra Mattia per altri cinque anni scudi diece l’anno.

842 – 3 – 10

 

[f. 597v]

Noi infrascritti col mezzo del n.ro giuram.to, attestiamo d’haver fatto diligente inquisit.e e recognitione dello stato del monasterio sudetto, e che tutte le cose espresse di sopra e ciascuna di esse sono vere, e reali, e che non habbiamo tralasciato di esprimere alcuna entrata ò uscita, ò peso del medesimo Convento, che sia pervenuto alla n.ra notitia. Et in fede habbiamo sottoscritto la presente di n.ra propria mano, e signata con il solito sigillo. Hoggi 13 di febraro 1650

Ita est fr. Silvester Theut.s à Tabernis Mag. et Prior

Ita est fr. Raymondus Perrello à Tabernis lector et deputatus

Ita est fr. Matthias à Tabernis deputatus

Taverna (CZ), S. Domenico (da www.viaggiart.com).

Il convento della SS.ma Annunziata di Nicastro

 

[n. 42 f. 548r]

Il Monasterio della SS.ma Nuntiata dell’Ordine di Predicatori, situato nella Città di Nicastro Diocesi di Nicastro in Calabria, dentro la Città stessa, e proprio nella strada maestra di quella; fu fondato nel 1402, sotto il Pontificato di Alessandro sesto di consenso, e con autorità di Francesco Vescovo di d.ta Città, e Castellano di S.to Angelo, liberamente, e senza peso, e obligo alcuno.

Era prima Convento quasi finito, con Chiesa, e quattro Dormitorii, ma nel 1638 dal terremoto, che distrusse la Città, fu diruto funditus, e si è poi andato redificando, à segno che hoggi la Chiesa è finita, grande e capace come prima, e così parimente è finito un Dormitorio con otto celle, et officine sotto et un altro ridotto alla mità con quattro celle, e tutto il resto del Convento è chiuso à torno da i suoi Dormitorii portati sino al primo pavimento delle celle.

Da Clemente Ottavo previa relatione di Monsig.r Montorio all’hora Vescovo fu assignato per uno dei Novitiati della Provincia e poi nel 1629 nel Capitolo Generale di Roma per secondo studio generale di quella, e solea tenere da venti di famiglia, ma dopo fu ridotto il numero à 14 solamente intorno al 1636 o 37 per ordine della Sacra Congregat.ne e massimè dopo il sud.to terremoto e di presente vene dimorano 13, cioè Il P.reFra Giacinto da Badolato Lettore e Priore. Il P.re Fra Domenico Filogasio Maestro. Il P.re Fra Marco da S. Giorgio Superiore. Il P.re Fra Tiberio da Polistena, Il P.re Fra Ambrosio di Nicastro Lettore e Predicatore generale. Il P.re Fra Ludovico da Polistena Lettor morale del Clero della Città per commissione di Monsignor Vescovo, et il P.re fra Domenico di Chiaravalle (tutti sette Sacerdoti) Fra Natale da Suriano. Fra Fran.co da Nicotera. Fra Laurenzo da Suriano e Fra Gregorio da Suriano, qual mantiene in Napoli Procuratore ad esiger alcune rendite dovute dal Sig.r Principe di S.to Buono (tutti quattro Conversi professi) e Fra Fran.co da Briatico e Fra Domenico da Nicastro Tertiarii non professi.

 

[f. 548v]

Possiede terreni lavorativi in più partite da salmate 40 in circa; quali però per mancanza di coltivatori dopò il terremoto non rendono più che 34 tumula di grano mischio l’anno, che posson valere un anno per l’altro 8 giuli il tumulo franchi d’ogni spesa, che fanno in tutto scudi 26

Ha di più altri 19 tumula di grano bianco di cenzo perpetuo ogni anno, che vagliono à dieci giuli il tumulo franchi simil.te 19

Ha giardini di olive, che fruttano un anno per l’altro litre 200 in circa, che à tre giuli la litra fanno franchi di spesa scudi 55

Ha alcuni alberi di celsi per li vermi della seta, che danno ogni anno franchi scudi 10

Ha una vigna, che rende un anno per l’altro salme 12 di vino, che s’apprezzano tre scudi la salma vino fatto; ma dedotte le spese puo importare franche l’anno scudi      20

Ha una quantità di quercie, che puoco, ò niente fruttano, e così non riendono cosa alcuna.

Ha un Giardino à torno il Convento con frutti, e che dona le foglie con abondanza, coltivato da uno delli sud.i Tertiarii.

Ha un paro di Bovi, che servono à portar legna per la casa, pietre per la fabrica, et altri bisogni, guidati da un Garzone secolare.

Ha in danari, cenzi annui parte perpetui e parte bullali scudi 645 dei quali 285 ne paga il Sig.r Principe di S.to Buono, che sono un puoco difficili à riscuotersi massime dopo le rivolutioni, dico scudi 645

Dalla Sacrestia, ò per messe manuali, o per processioni di morti entrano un anno per l’altro in circa da scudi 10

La Città elemosinaliter dona mezo porco l’anno, e così alcun altre elemosine e pitanze li Sig.ri Ecc.mi Aquini Padroni di d.tta Città, delli quali non può assegnarsi certa quantità stabile ne di momento.

785

 

[f. 549r]

Al incontro d.to Monasterio ha peso di 6 messe perpetue il giorno,calculate ad un giulio l’una (come si dà ancora per le messe manuali) e tre Anniversarii l’anno; tutte sodisfatte.

Item paga ogn’anno sopra li sud.ti poderi di cenzo perpetuo scudi 9 . 2 . 10

Item per l’annua contributione, o colletta per il P.re Re.mo Generale, Padre Procurator dell’Ordine, P.re Provinciale e Compagni e piego di Roma in tutto scudi 4 . 2 . 10

Item per cera, oglio e sacri supellettili per la Chiesa e sacrestia un anno per l’altro scudi 30 . 0 . 0

Item per vitto delli sud.ti 13 frati à scudi 40 per bocca compresavi ogni cosa necessaria scudi 520 . 0 . 0

Item per vestiario delli sud.ti 13 frati, li professi à 7 scudi l’uno, li tertiarii à cinque in tutto scudi 87 . 0 . 0

Item per Medici, Medicine e Barbiero annui scudi 21 . 0 . 0

Item per viatico del P.re Priore e Compagni quando si va à Capitolo, e per contributione del istesso Capitolo, che si fa ogni due anni una volta, et ancora per lo Generale, che si fa ogni 3 anni compartite per ogni anno scudi 4 . 0 . 0

Item per spese vittuali di Provinciale, Visitatori, et hospidi, che vi concorrono in gran numero, si per esser luocho di passagio, come per occasione dell’ordinatione, che tiene sempre questo Ill.mo Prelato un anno per l’altro scudi 20 . 0 . 0

Item per Biancherie, letti, vasi, et altri bisogni per la casa, cocina, refettorio, cellaro e simili un anno per l’altro scudi 10 . 0 . 0

Item per vitto e salario del Garzone, che mena li bovi scudi 25 . 0 . 0

Item per la fabrica scudi 50 l’anno, benche per lo passato se ne habbino spesi più per alcuni danari decorsi, che havea da esigere il Convento special.te dal sud.o Sig.r Principe di S.to Buono et havendosi fabricato con minore spesa per occasione delle fabriche antiche dirute, che davano le pietre, il che non è per l’avenire e cosi non si può determinatamente assegnare il tempo da potersi compire totalmente il Convento, cioè con tutti li Dormitorii, Chiostri et officine necessarie; Choro, et Organo nella Chiesa com’erano prima del sud.to terremoto 50 . 0 . 0

 

[f. 549v]

Noi infrascritti col mezzo del n.ro giuram.to, attestiamo d’haver fatto diligente inquisit.e e recognitione dello stato del monasterio sudetto, e che tutte le cose espresse di sopra e ciascuna di esse sono vere, e reali, e che non habbiamo tralasciato di esprimere alcuna entrata ò uscita, ò peso del medesimo Convento, che sia pervenuto alla n.ra notitia. Et in fede habbiamo sottoscritto la presente di n.ra propria mano, e signata con il solito sigillo questo di 8 di febraro 1650

Io fra Giacinto di Badolato let.re et priore

Io fra Marco di Sangiorgio sotto priore

Io fra Ambrosio di Nicastro lettore et Predicatore generale.

Nicastro (CZ), S. Domenico (da www.beweb.chiesacattolica.it).

Convento di Santa Maria dei Dodici Apostoli di Bagnara

 

[n. 60 f. 645r]

Relatione del Convento della Bagnara del Ordine di Predicatori della Provincia di Calabria Ultra di Niuna Diocesi.

Il Monasterio di S.ta Maria di Dodici Apostoli dell’Ordine di Pred.ri situato nella Città della Bagnara, e proprio dentro li mura, esposto nella strada publica, il cui Priore è Ordinario, di niuna Diocesi, e come tale detta Chiesa è Matrice, et in quella da detti Padri si ministrano a fedeli i Santissimi Sacramenti; e detto Priore Ordinario è sogetto alla S.ta Sede Apostolica; fu fondata detta Chiesa dal Conte Roggerio, e nell’anno 1583 nel tempo del Pontificato della Santità di Gregorio 13 detta Chiesa era dalli Signori Canonici della Chiesa di S. Gio. Laterano, e perche il Padrone di detta Città era l’Ill.mo Don Giacomo Ruffo, il quale ottenne breve, dalla Buona memoria di Gregorio 13 che detta Chiesa si donasse alla Religione di S. Domenico, e suoi Padri, con l’assenso, et intervento di detti Canonici, e Capitolo di S. Gio. Laterano, e così nel dì di S.ta M.a Madalena alli 22 di Luglio prese la Religione il possesso con queste conventioni e Capitoli.

In primis d.o Don Giacomo Ruffo ha promesso alla Religione docati cento vinti nove per ogni anno della moneta del Regno di Napoli, e tumola cento di grano per ogni anno, con questo patto che nel d.oMonasterio di detta Città stiano di famiglia dodeci frati, con patto ancora che si ricuperando il Sig.r D. Giacomo Ruffo in Sicilia li suoi successori alcuni stabili che teneva d.a Chiesa nel Regno di Sicilia detti signori Ruffi havessero da donare la terza parte di stabili che doveano recuperare, sibene il Convento insino adesso non hebbe niente, perche non habbiamo havuto notitia che d.ti Signori habbino recuperato cosa alcuna insino adesso.

Di più ch’il Convento per ogn’anno habbia da pagare due libre di cera bianca lavorata al Capitolo di S. Gio. Laterano, e questi patti, e conventioni furno fatti nel tempo ch’era Generale deii’Ordine di S. Domenico il Rever.mo P.re Constabile da Ferrara, e Vicario Generale della Provincia di Calabria Ultra il P.re Maestro Fra Gioseppe Dattilo da Cosenza.

Di più il Priore tiene giurisditione ordinaria, così temporale, come spirituale, et ministra i Sacramenti, eccettuandone però il Sacramento dell’Ordine, e della Confirmatione, per concessione di molti Sommi Pontefici, et il Priore come Ordinario non è sogetto à Prelato nessuno, se non che immediatamente alla Sede Apostolica, talmente, che non può esser conosciuto, ne visitato da Prelato nissuno, se prima non ottiene special autorità sopra detto Convento; per privilegi concessi da molti Sommi Pontefici, come dalla Santità di Gregorio 13 confirmati dalla Buona memoria di Sisto quinto, e di Paolo quinto.

Tiene privilegi dalle Santità di Calisto, e di Leone decimo di poter chiamare per esaminare i popoli. Al d.o Priore, et Ordinario sogetti qualsivoglia Prelato ch’al d.o Priore, et Ordinario piacerà.

Ha la Chiesa sotto il titolo, et invocatione di S.a Maria di Dodeci Apostoli, è di struttura grande qual è capace per tutto il popolo di detta Città, con due cappelloni che formano una Croce.

Il Convento tiene due dormitorii, l’uno con sette camere, e l’altro con quattro che si habitano dalli frati e sotto detti dormitorii vi è il Refettorio, dispenza, e cantina, e cocina, et due altre stanze, et una carcera, vi è anco gionto nel Dormitorio con sette Camere due altre camere mezze fatte, quali si finiranno fra quattro anni in circa. Vi è anco il 3° dormitorio principiato dove verranno quattro camere, e due officine di sotto, quale potrà finirsi fra lo spatio d’anni vinti in circa.

Vi stanno di famiglia cinque sacerdoti, e quattro fratelli conversi professi, et un serviente laico, e quantunque hoggi siano solamente cinque sacerdoti, è per la scarsezza che vi è nella Provincia però sempre son stati per il passato al numero di otto, e di sette sacerdoti, è nel capitolo Provinciale

 

[f. 645v]

sempre il Priore, e Compagno ha dato il voto, et in particolare in q.o ultimo Capitolo per esser stato il numero di dodeci frati.

Li nomi delli frati che al presente si ritrovano, sono l’infra.tti / Padri sacerdoti. Il P.re Lettore fra Martino Mazzotta di Suriano Priore et ordinario, il P.re fra Tomaso Ursano da Tiriolo sotto Priore, il P.re fra Nicolò di Blasi della Bagnara, il P.re fra Stefano Tripodio della Bagnara, il P.re Lettore fra Giacomo Vela di S.to Procopio.

Li nomi de’ fratelli Conversi sono/ fra Agostino Passaniti di Castelvetere, fra Mario Donato di S. Procopio, fra Stefano Carroccia di Suriano, fra Dieco Benevento di Anoia. Il nome del serviente laico si chiama Giacinto Cesario della Bagnara.

Il Monasterio possiede un pezzo di terra aratoria di tumolate otto in circa la quale ci rende tumola otto di grano l’anno.

Item tiene frondi di celsi per nutrir il verme che fa la seta tanto nel sopra detto territorio come in un altro giardino nel lido del mare d’una tumolata in circa et in altri pezzotti di celsi toltone le spese che si fanno per acconcio, rendono dette frondi scudi di Roma secondo il computo fatto da sei anni in qua per ogn’anno scudi vinti sette 27 – 0 – 0

Item tiene una vigna d’una tumolata di terra in circa con una costera arborata d’albori selvaggi della quale sene ricevono scudi tre, e listesso si spende per accorciarsi.

Item tiene dui giardini di poma da tre tumolate di terra in circa che quando s’affittano un anno per l’altro detratte le spese sene riceve scudi sei di Roma 6 – 0 – 0

Item tiene quattro case quali sono affittate, e trattone le spese secondo il compoto di sei anni in qua rendono ogn’anno scudi sei di Roma 6 – 0 – 0

Item tiene una casa vacua, che quando si affitta un anno per l’altro scudi quattro di Roma 4 – 0 – 0

Item tiene un casalino del quale il monasterio non ne riceve nissuna entrata.

Item tiene un lochetto di castagne del quale il Monasterio da hoggi inanti ne perciperà un scudo di moneta romana 1 – 0 – 0

Item tiene di cenzi perpetui, e bollali sopra case, vigne, giardini di fronde, di poma e sopra le cappelle della nostra Chiesa scudi di Roma trecento quaranta quattro 344 – 0 – 0

Item riceve in grano ogn’anno tumola cento, e tumola otto sopra nominati dal pezzo di terra di tumolate otto quale un anno per l’altro secondo il compoto di sei anni in qua vale scudi di Roma cento trenta tre 133 – 0 – 0

Item riceve ognanno secondo il calculo di sei anni in qua dalla sacrestia cioè maritaggi, esequie, banditioni di matrimonii, casette che vanno per la chiesa, banditioni d’escomuniche, messe cantate e lette, et altre cose pertinenti alla stola scudi di Roma secondo il computo di sei anni in qua scudi centoquattordici l’anno 144 – 0 – 0

Item tiene di cenzi falliti che non si pagano di molt’anni scudi quindici e mezzo di Roma.

635 – 0 – 0

 

[f. 646r]

All’incontro

Detto Monasterio tiene obligo di messe perpetue per tutto l’anno numero mille e cinquanta, che per arrivare a tre messe d’obligo il giorno, ne mancano quaranta cinque messe. In tutto l’anno di messe quotidiane manuali che se ne ricevono l’elemosine che vanno con l’introito della sacrestia secondo il computo di sei anni in qua arrivano al numero di duicento, e dette messe manuali sene riceve per ogn’una un carlino di Regno di Napoli.

Item tiene obligo di cantar due messe l’anno d’anniversario del quale se ne ricevono giulii dicennove l’anno in perpetuo e detti 19 giulii vanno anco con l’annue entrate.

Item paga detto Monasterio di cenzi passivi scudi tre e giulii quattro per ogn’anno 3 – 4 – 0

Item paga per ogn’anno al Capitolo di S. Gio. Laterano di Roma libre due di cera bianca lavorata giulii sette 0 – 7 – 0

Item paga ogn’anno per le collette di Capitoli, Provinciali, Generali, collette del Generale, del Procurator dell’Ordine e de Provinciali, equiparato un anno per l’altro da sei anni in qua scudi di Roma otto l’anno 8 – 0 – 0

Item per le spese che fa il Priore, e compagno, fra cavalcature e barche per andare e venire dalli Capitoli Provinciali equiparato un anno per l’altro scudi di Roma l’anno quattro 4 – 0 – 0

Per cavalcature tanto per il Priore quanto per altri frati che caminano per negotii, e bisogni del Convento un anno per l’altro scudi diece di Roma 10 – 0 – 0

Item per viatichi di Priori quando vengono Priori novamente, e quando se ne ritornano da d.o Convento un anno per l’altro scudi quattro di Roma 4 – 0 – 0

Item per la Candilora che si fa ogn’anno a devoti scudi tridici di Roma 13 – 0 – 0

Item per candele per le messe, et officii, e per il cereo, e per incenzo scudi vinti di Roma 20 – 0 – 0

Item per il medico, barbiero, cirurgico, e medicine un anno per l’altro scudi vinti di Roma 20 – 0 – 0

Item per reparatione per la sacrestia un anno per l’altro scudi sei di Roma 6 – 0 – 0

Item per reparatione di letti di frati un anno per l’altro scudi quindici di Roma 15 – 0 – 0

Item per reparatione delle fabriche un anno per l’altro scudi quaranta cinque di Roma l’anno 45 – 0 – 0

Item per vestiarii di frati, scarpe, calsette e pianelli, sapone e carta ogn’anno scudi cento e diece di moneta di Roma 110 – 0 – 0

Item per oglio per mangiare, per le lucerne di frati e per le lampe di dormitorii ogn’anno scudi venti dui di Roma 22 – 0 – 0

Item per lardo di porco ogn’anno per farne sagime scudi sei di Roma 6 – 0 – 0

Item per legumi , cioè fave, ceci, fasoli et altre sorte di legumi scudi otto di Roma ogn’anno 8 – 0 – 0

Item per la pitanza ordinaria, e per la menestra di fogliame, di riso, maccaroni, et altre cose per tutto l’anno scudi cento di Roma 100 – 0 – 0

Item per grano che si mangia da frati, del convento et hospiti tumola sessanta dui l’anno ch’importa secondo il compoto di sei anni in qua scudi ottanta sei di Roma l’anno 86 – 0 – 0

Item per vino per tutto l’anno per li frati del Convento et hospiti e messe scudi ottanta quattro di moneta di Roma per ogn’anno 84 – 0 – 0

565 – 1 – 0

 

[f. 646v]

Item per formaggio per tutto l’anno scudi diece di Roma 10 – 0 – 0

Item per pepe, cannella, zafarana e zuccaro per ogn’anno scudi quattro di Roma 4 – 0 – 0

Item per piatti, pignate et altri stigli di cocina per ogn’anno scudi tre di Roma 3 – 0 – 0

Item per legni per far la Cocina e far il pane ogn’anno scudi trenta di Roma 30 – 0 – 0

Item per candele di sivo, per la tavola e camere scudi quattro di Roma 4 – 0 – 0

Item per governo dell’infermeria un anno per l’altro scudi diece l’anno di Roma 10 – 0 – 0

Item per li hospiti per pietanze et altre elemosine che si fanno per ogn’anno scudi otto di Roma 8 – 0 – 0

69 – 0 – 0

565 – 1 – 0

634 – 1 – 0

Noi infrascritti col mezzo del n.ro giuram.to, attestiamo d’haver fatto diligente inquisit.e e recognitione dello stato del monasterio sudetto, e che tutte le cose espresse di sopra e ciascuna di esse sono vere, e reali, e che non habbiamo tralasciato di esprimere alcuna entrata ò uscita, ò peso del medesimo Convento, che sia pervenuto alla n.ra notitia. Et in fede habbiamo sottoscritto la presente di n.ra propria mano, e signata con il solito sigillo questo di 14 di Marso 1650.

Io Fra Martino da Soriano Lettore e Priore affermo come di sopra.

Io Fra Stefano della Bag.ra Deputato aff.o quanto di sopra.

Io Fra Nicolò della Bag.ra deputato affermo quanto di sopra.

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