La chiesa “Matrice” di S. Nicola “de Casale” di Mesoraca

Mesoraca, chiesa del Ritiro. Ex voto raffigurante l’intercessione divina contro il terremoto del patrono San Nicola sulla soglia della chiesa Matrice.

L’esistenza della chiesa Matrice di Mesoraca dedicata a S. Nicola Vescovo, comincia ad essere documentata già alla metà del Trecento, quando un atto del novembre 1359, menziona la “vineam Sancti Nicolai de casale Mesurace”.[i]

Si riferiscono invece al periodo compreso tra la fine di questo secolo e gli inizi di quello successivo, i primi atti che documentano i diritti vaticani su questa chiesa parrocchiale di Mesoraca, che consentivano al papa di nominare il rettore destinato ad amministrare i suoi beni che, anticamente, dovettero essere particolarmente cospicui. Diritto che il papa conserverà ancora in epoca Moderna ed eserciterà fino alla metà del Settecento.

Il 17 aprile 1398, durante il papato di Bonifacio IX, al posto di Thomasio Gletto, eletto vescovo di Catanzaro, era nominato rettore della chiesa parrocchiale di “S. Nicolai de Mesuraca”, Henrico cardinale presbitero di S. Anastasia,[ii] tempo in cui la rendita della parrocchiale dovette diminuire sensibilmente. Il primo gennaio 1427, infatti, papa Martino V concedeva l’indulgenza di due anni a tutti coloro che, dando il proprio aiuto, avessero visitato la chiesa di “S. Nicolai de Casali Mesurata”, durante la Quaresima e nel giorno della festa di S. Nicola, dai primi ai secondi vespri, concedendo al marchese di Crotone Nicolao Ruffo, feudatario del luogo, di poter eleggere un idoneo confessore durante il periodo quaresimale e negli altri giorni in cui si osservava il digiuno con l’astinenza dalle carni, dai latticini e dagli altri cibi pasquali.[iii]

Lo stato poco florido della chiesa di S. Nicola di Mesoraca in questo periodo, risulta confermato anche successivamente, attorno alla metà del secolo, quando ne era rettore il presbitero Antonio de Sindico di Santa Severina.[iv] Il 21 ottobre 1447, per cercare di migliorare la situazione, si dava mandato ai vescovi di Corone e di Crotone, nonché all’abbate di Sant’Angelo de Frigillo, affinché il De Sindico, rettore della “parochialis ecclesiae S. Nicolai de casali Mesuracae”, fosse provvisto con la chiesa vacante di Santa Maria Magna di Santa Severina unita alla precedente,[v] mentre, qualche anno dopo, il 7 ottobre 1452, si concedeva allo stesso il Decanato di Santa Severina, dignità maggiore dopo quella pontificale, la cui rendita veniva unita a quella della chiesa parrocchiale di “S. Nicolai de casali Mesoracae” per disposizione della sede apostolica.[vi] Il 3 giugno 1520, la carica di rettore della chiesa parrocchiale di “S. Nicolai de casalis” fu provvista a Nicolao de Raynaldo, essendo stata rassegnata da Nicolao de Alessio.[vii]

 

I diritti arcivescovili

Essendo Mesoraca un luogo posto nella sua diocesi, l’arcivescovo di Santa Severina vi esigeva i propri diritti, a cominciare dallo jus mortuorum dovutogli per le sepolture dei morti,[viii] che si realizzavano principalmente presso la chiesa Matrice di S. Nicola, dove operava a tale scopo l’importante confraternita del SS.mo Sacramento.[ix]

Nella copia di un atto stipulato il 5 settembre 1501, leggiamo che, in merito ad alcune “differentia” riguardanti la sepoltura dei defunti nella chiesa del monastero di Santa Maria dei Frati di Mesoraca, che aveva posto gli Osservanti in contrasto con l’arcivescovo di Santa Severina “Alexandrum de Marra de Neapoli” ed il clero secolare locale, l’arcivescovo aveva fatto affiggere un “interdictum in foris Ecclesiae Sancti Nicolai de Casali p(a)r(occhia)lis Eccl(es)iae ipsius T(er)rae”, che vietava di procedere a nuove sepolture. In questa occasione, per sbloccare la situazione, il sindaco di Mesoraca Joannes Vito, sotto pena della scomunica e del pagamento di cento oncie, si obbligava “in forma Camerae” a nome dell’università, impegnandosi in futuro a non arrecare molestie in alcun modo, a non favorire i detti frati e a non intromettersi.[x]

Durante la prima metà del Cinquecento, oltre a comparire in occasione del pagamento delle decime alla Santa Sede,[xi] la chiesa Matrice di Mesoraca compare anche relativamente al pagamento all’arcivescovo della quarta beneficiale, come rileviamo attraverso il “Libro de tutte l’intrate de lo arcivescovado de’ s(a)nta Anastasia”, dove sono registrati i pagamenti in denaro durante il quadriennio 1545/1548 e nel 1566, relativi alle quarte beneficiali corrisposte dagli ecclesistici di “Mesuraca”, tra cui troviamo quella relativa a “s.to nicola de lo Casale” che risulta il beneficio di gran lunga più gravato: 6 ducati all’anno pagati dal parroco del tempo Gio. Paolo Campanaro,[xii] come è confermato anche durante il secolo successivo.[xiii]

In questo periodo il “Rector santi nicolai de mesoraca” risulta tra quelli chiamati a comparire davanti all’arcivescovo per pagare il cattedratico, come riscontriamo in occasione del sinodo diocesano del 1564, quando non comparve, ne altri lo fecero per lui legittimamente, mentre in seguito, non risulta più chiamato.[xiv]

 

La Matrice alla metà del Cinquecento

Risale al 10 giugno 1559, tempo in cui ne era cappellano D. Jo. Paolo Campanaro, una prima descrizione della “Matrem ecc.am parrocchialem sub invocatione S.ti Nic.ai delo Casale” (cui era annessa quella di S. Cataldo),[xv] nella quale si custodiva il SS.mo Sacramento che si trovava “in muro prope altare maius in parte destra in una fenestra ornata lapidibus albis”, chiusa con serratura e coperta con una “tobalea Cum imagine aureata parva gloriosiss.e virginis”.

Al suo interno era riposta una “Casciula lignea” coperta di “rasi paunazi” in cui si trovava il “S.mum Corpus Xpi”, mentre in alcuni vasi di creta erano riposti gli oli sacri: “Sanctum Crisma, oleum S.tum et oleum CatheCuminorum”, custoditi da parte dei confrati della cappella del SS.mo Sacramento.

L’altare maggiore “fabricatum” provvisto di altare portatile, posto in “una Cap.la a lamia dealbata per totum”, era dotato di tre tovaglie, due cuscini ed un “Coperim.to” di diversi colori, mentre sopra di esso si trovava una “imago salvatoris n(ost)ri vulgo dicta La pietà in tela, Cum omnibus misteriis sacrae passionis d(omi)ni N. Jh(es)us Xpi” appartenente alla confraternita del SS.mo Sacramento, posta sopra uno “scabellum ligneum”. Sempre sopra l’altare si trovava una “Cruce argentea deaurata” con due “Candelabra magna ferrea”.

L’altare era dotato anche di altri due candelabri di ferro, di alcuni “scanna ad modum chori” per sedere e di un “Campanile parvuum” con due “Campanellis”, mentre davanti ad esso si trovava un “lamparum Cum lampade accense”. “Prope dictam capp.lam”, in mezzo all’arco che sosteneva la sua lamia, c’era una immagine del Salvatore “in Cruce pendentis in tela”.

La chiesa priva di intempiatura, possedeva il fonte battesimale fatto di cantoni lapidei con copertura lignea di tavole e serratura, era dotata di una sacristia e di un campanile con tre campane.

In un’arca conservata in sacrestia, si trovavano riposti: due calici d’argento con tre patene d’argento di cui una diruta, una croce d’argento “parvulam”, un “turibulum de auri Calco”, sei vestimenti sacerdotali completi, una “pianetam” di seta figurata rossa, una “Casulam” di seta “Cum frisis”, un’altra casula di seta figurata “Cum frisis”, due altre casule, una di velluto verde e l’altra di velluto “rubeo”, un’altra casula di velluto lacera, due altre casule, una con croce nera e l’altra bianca, un “baldacchinum sericum” di vari colori “Cum frisis”, un “ante altare” di seta giallo ed un altro “de mayuto”, un “pallium” di seta “parvuum lavoratum”, un’altra casula “dublecti” turchina nuova, due “Tonicella” di seta, una rossa e l’altra di diversi colori, un’altra tonicella di seta “veterrimam”, un “piviale” di “broccatello”, nove tovaglie e quattro “mandilia”, un altare portatile e una “planetam” di tela con croce nera.

Sempre in sacrestia erano conservati alcuni libri: un “graduale” in pergamena “veterrimum”, un “antifonarium” e due “missalia”, uno in carta e l’altro “in Corio”. In un’altra arca si trovavano sedici “plumacios diversos” e quattro “lanternas” appartenenti alla confraternita del SS.mo Sacramento.

Oltre all’altare maggiore, all’interno dell’edificio sacro ne erano eretti numerosi altri. L’altare fatto di “tabularum” del SS.mo Sacramento, ossia del SS.mo Corpo di Cristo, con la cappella che era dietro l’altare, sopra il quale si trovava una “imago Salvatoris nostri in Cruce pendentis parva de relevo”, coperta da un “mandile”. L’altare era dotato di tre tovaglie un “Coperim.tum altaris pictum de mayuto”, due cuscini, un calice d’argento con patena d’argento e piede dorato e un vestimento sacerdotale completo, tutti tali beni erano riposti in un’arca.

Seguivano l’altare lapideo (della chiesa) di S. Bartolomeo “cum uno quatro veterrimo” e con due colonne. L’altare di fabbrica (della chiesa) sotto l’invocazione della Trasfigurazione di nostro Signore Gesù Cristo, e l’altare di “S(anc)ti pet.i marthyris”[xvi] di jus patronato della famiglia Tropiano dove serviva D. Francesco Tropiano. Questo altare consacrato “sed cum altari portatili” e fabricato, possedeva un coperimento di altare di tela “ad occhicello”, tre tovaglie, un “messalem” e un vestimento sacerdotale di tela completo.

A questo seguivano l’altare di fabbrica intitolato a Tutti i Santi, non consacrato, con sopra una “imago in tela”, di jus patronato della famiglia Capicchiano, di cui era rettore D. Jo. Paolo Campanaro. Possedeva una casula di seta verde, un vestimento in tela sacerdotale completo, tre tovaglie e una piccola arca. L’altare di fabbrica (della chiesa) detto del Santissimo con un arco e due pilastri lapidei e immagine al muro della Gloriosa Vergine. L’altare “sine vocabulo” con l’immagine di S. Luca “in muro” che si trova “discopertum”, senza patroni e senza vestimenti. L’altare di fabbrica di S. Giuseppe, posto in una cappella a lamia di jus patronato della famiglia Panevino che lo aveva edificato anticamente, e di cui era cappellano D. Jo. Paolo Campanaro che riceveva dai patroni una elemosina di sei carlini all’anno. L’altare dei Sette Santi della famiglia Campanaro fatto di tavole e privo di vestimenti, dove serviva D. Jo. Paolo Campanaro per devozione. L’altare di fabbrica di Santa Maria del Carmine, dove il N. Nicola de Capua faceva servire come cappellano D. Jo. Paolo Campanaro. L’altare di fabbrica (della chiesa) di S. Nicola, e l’altare realizzato recentemente da Rosa de Abbruzzi, dove serviva un cappellano. Concludeva il nutrito gruppo, un altare di fabbrica della chiesa coperto da un “Coperimentum tele turchine Celendrate”, “in q.o est pergamila in tabula cum indulgentiis s.mi sacram.ti”.[xvii]

Da altri documenti sappiamo che in questo periodo, la Matrice possedeva un castagneto in località “matonteo”.[xviii]

 

Rettori e parroci

Dopo essere lungamente detenuto da Gio. Paolo Campanaro, che viveva ancora nel 1577, quando fu sanzionato per simonia,[xix] la carica di rettore della Matrice fu concessa al clerico di S. Severina Carlo Antonio Gallucci (1574),[xx] dopo il quale pervenne a Gio. Berardino Arena di Mesoraca (1621)[xxi] che ne fu curato.[xxii]

Il 20 maggio 1630 l’ufficio di cantore fu conferito a Joannes Dom.co Gotella, presbitero di Mesoraca, nonchè “Parocho S.ti Nicolai dello Casale nuncupati matricis Ecc.ae T(er)rae p(raedi)ctae”,[xxiii] mentre in occasione della visita alle chiese di Mesoraca compiuta dall’arcivescovo Francesco Falabella (1660), sappiamo che, secondo le affermazioni che rilasciò in quella occasione il suo cappellano D. Thomas Dardano, quest’ultimo ricopriva la carica di rettore del beneficio da circa un decennio,[xxiv] oltre ad essere parroco ossia cappellano maggiore della chiesa con la dignità di cantore.[xxv]

Consente di mettere in luce una situazione diversa, che pone in rilievo l’evidente commercio del beneficio, una provvista vaticana del novembre 1670, attraverso cui, a seguito della morte di Io. Bernardino de Arena, avvenuta oltre un decennio prima, la carica di rettore fu concessa a Serafino Puglise di Mesoraca,[xxvi] mentre un’altra provvista dell’aprile 1673, riferisce che, a seguito della morte di Thomas Antonio Dardano, defunto nel passato mese di gennaio, fu nominato rettore Petro Antonio Schipano approvato “in concursu”.[xxvii]

 

Convicino e parrocchia

Alla fine del Cinquecento, la terra di Mesoraca contava sei parrocchie con la cura delle anime ancora “distinta per famiglie”, anche se “due di quelle sono molto diminuite per essere estinte le famiglie”, “che all’una sono solam.te quindeci anime, et all’altra una sola”[xxviii] così, a seguito della drastica riduzione della popolazione che, durante la seconda metà del Cinquecento si dimezzò, scendendo dai 1108 fuochi del 1545 ai 577 del 1561,[xxix] ed ai 573 del 1578, nel corso del secolo successivo le parrocchie furono ridotte da sei a tre, e a ciascuna fu assegnato un ambito territoriale stabilito mediante confini.

Gli atti notarili stipulati localmente in questo periodo, infatti, accanto all’uso del termine “convicino” o “convicinio” utilizzato nei documenti più antichi, per esprimere genericamente, la prossimità di un’abitazione ad una chiesa oppure ad un altro edificio caratteristico,[xxx] evidenziano anche l’uso di “parrocchia” o “parocchia”, con riferimento all’esistenza di precisi confini territoriali.

Rileviamo così che nel convicino della chiesa Matrice, caratterizzato da diversi orti, si trovavano i beni di Sansone e Joannes Hijeronimo Salerno, quelli di Petro Paula Serra, cognato di quest’ultimo, e la casa di D. Fabritio Ungaro,[xxxi] nelle vicinanze della casa e dell’orto del notaro Andrea Basilio,[xxxii] delle case e dell’orto che Fabritio Scoraci vendette ad Andrea Vince e dell’orto di Marcello Caivano.[xxxiii]

Sempre nelle vicinanze della Matrice, si trovavano la casa che Laura Maria Venneri portò in dote a Joannes Vincenzo Girivasio, confinante con quella del notaro Bartolo Tavernese,[xxxiv] e la casa di Joannella de Giglio in cui era allestito un “tarpeto d’oglio”, che confinava con la casa di Marc’Ant.o Giurlandino e quella di Caterina Vince.[xxxv]

Anche la casa appartenente metà alla dote di Lucretia Vince e metà a Salvatore Lamanna, era “nello convicino di S. Nicolò”,[xxxvi] come la casa che Aurelia Benincasa portò in dote a Francisco Chiaromonte, confinante con le case di D. Gio: Berardino d’Arena, quella di Massentio Martino,[xxxvii] e quella di Isabella Prospero.[xxxviii]

Nelle vicinanze troviamo anche la casa di Didaco Benincasa e Camilla Russo, confinante con le case di Minico de Vona, Joannes Arango e Minico de Stefano,[xxxix] quella del clerico Gio. Dom.co Girvasio confinante con la casa di Vitaliano Tavernise,[xl] e quella di D. Giovanni Francesco Rizzuto.[xli]

In questo periodo non mancano neanche i documenti che identificano alcune abitazioni dei cittadini di Mesoraca esistenti “in Parrochia Santi Nicolai”, come la continenza di case del clerico Joannes Thomas Caccuri, confinante con la casa del quondam Camillo de Giglio e quella di Joannes Berardino Dardano,[xlii] e come la casa che Nicolao Antonio Giurlandino di Fran.co vendette a Laurenzo Petirra, confinante con la casa di Didaco Vito, quella di Jo. Dom.co Gatto e quella di Jo. Giurlandino.[xliii]

In parrocchia della chiesa Matrice, nel luogo detto “la piraijna”, si trovavano invece le case di Matteo Capicchiano, confinanti con la casa di Feliciana Carbone e quella degli eredi di Petro Ferrazzo,[xliv] e la casa confinante con quella di Laura Cavallo, che Lucrezia Mirabello donò a sua nipote Camilla Prospero quando sposò Marco Ant.o Manfreda.[xlv] Edifici entrambi posti nelle vicinanze della casa che Magna Ungaro vendette a Luca Rotella.[xlvi] In “loco detto la piraijna” si trovava anche la casa terranea confinante con quella di Fran.co De Diana, che Lucrezia Morello portò in dote a Gio. Paolo Lettello alias Foresta.[xlvii]

Mesoraca (KR), in evidenza la localizzazione della chiesa Matrice di S. Nicola Vescovo.

 

La Matrice alla metà del Seicento

La riduzione che interessò le parrocchie di Mesoraca nel corso del Seicento, attorno alla metà del secolo determinò la soppressione di quella di “S.ti Michelis Arcangeli”, che l’arcivescovo Gio. Antonio Paravicino incorporò “pro medietate et equali purtione”, alla chiesa arcipretale di S. Pietro Apostolo, ed a quella di S. Nicola, dove Thomas Antonio Dardano ricopriva la carica di “Curatus” della “Ecc.ae Matricis S.ti Nicolai Ponteficis alisque Archip.r ”.[xlviii]

Contro il decreto di unione di questa chiesa parrocchiale vacante, dato in Catanzaro l’11 novembre 1659,[xlix] si schierò una parte del clero di Mesoraca, come evidenzia una memoria anonima fatta pervenire all’arcivescovo Francesco Falabella in occasione della sua visita pastorale compiuta alle chiese di Mesoraca nell’agosto del 1660, quando ci viene decritto dettagliatamente lo stato della Matrice.

Questa “Visitatio Realis et Personalis” delle chiese poste nella terra di Mesoraca compiuta dall’arcivescovo Francesco Falabella, cominciò il 22 agosto, giorno di domenica, dalla “Ecclesiam Matricem Divi Nicolai prefati oppidi”, retta dal “R.s Cantor et Rector Matricis Ecc.a S. Nicolai D. Thomas Ant.o Dardano”. A quel tempo, le sue rendite certe ascendevano a 45 ducati annui, a cui si sommavano quelle incerte, derivanti dalle “decimis colonum”, dalla riscossione di censi infissi su alcuni pezzi di terra, e dalla celebrazione di funerali e nozze.

Dalla descrizione della chiesa fornitaci in questa occasione, sappiamo che, alla destra dell’altare maggiore, si trovava la cappella del SS.mo Sacramento dell’omonima confraternita. Qui si conservava il SS.mo Sacramento in un “ciborio”, costituito da una custodia lignea dorata posta nella parte posteriore dell’altare di questa cappella. Tale cappella “aedificata sub fornice antiquis picturis sacris” era decentemente ornata, ed era provvista di un cancello ligneo nella parte anteriore.

Sopra l’altare maggiore posto ad oriente, a cui si aveva accesso attraverso tre gradini, due di pietra e l’ultimo ligneo, provvisto di sei candelabri lignei dorati e di un “Baldachinum ligneum”, si trovava una “Icona antiquam depicta in Tela cum imaginibus B. Mariae Angelorum nuncupatae, a latere dextro imago S. Francisci de Paola, a latere sinistro Imago S. Nicolai”, mentre “supra dictas imagines” vi erano “aliae devotae picturae”: “in medio Depositio a Cruce D(omi)ni n(ost)ri Jesu Christi, et S(ancto)rum Apostolorum  Petri, et Paoli a lateribus”, con cornici dorate vetuste e corrose.

Alla sinistra dell’altare maggiore s’incontrava l’altare di S. Francesco di Paola, sopra il quale erano un baldacchino ligneo dipinto con fiori, ed un “pallio lineo depicto” di vari colori, con l’immagine di S. Francesco di Paola e due candelabri dorati, mentre “in pariete”, si trovava una “icona cum tela” con l’immagine di S. Francesco di Paola. Alla sinistra dell’altare maggiore era anche la Sacristia dove si conservavano diversi paramenti, oggetti e libri sacri.

Nella parte posteriore dell’altare maggiore esisteva il coro con i “Banchi” in cui sedevano i sacerdoti ed il “Sacrarium”. La confraternita del SS.mo Sacramento aveva una propria sacristia dove si conservavano le suppellettili sacre della società, posta alla sinistra della propria cappella.

Il “Corpus ecc.e que est longitudinis circa pedes septuaginta et latitudinis sexaginta”, aveva un pavimento “stratum” fatto con “Cimento et lapidibus”, dove erano state realizzate alcune sepolture.

Il fonte battesimale era posto al lato sinistro della chiesa “prope Portam Maiorem” ed era coperto con un tabernacolo di legno. All’interno di questo tabernacolo erano conservati gli oli sacri: “Sanctum Chrisma, Oleum Cathecumenorum et Infirmorum” contenuti in “Vasculis plumbeis” riposti in una “Capsula lignea”. Al disopra del fonte battesimale si trovava un organo sistemato mediante travi e tavole di legno infisse nella parete della chiesa.

Nel campanile posto alla destra della porta maggiore, si trovavano due campane piccole ed una grande rotta che era dell’università di Mesoraca a cui spettava il compito del rifacimento della stessa. L’edificio della chiesa “quae est posita in insula” non era sottoposto ad alcuna servitù, ma si trovava libero “circum circa”.[l]

 

Altre notizie seicentesche

Questo stato della Matrice, ben costruita e dotata di sufficienti entrate, risulta confermato dalla relazione arcivescovile “ad Limina” del 1675, che ribadisce l’esistenza della cappella del SS.mo Sacramento, decentemente ornata e provvista del necessario, sottolineando l’attività dei suoi presbiteri: il “Parochus” detto anche “Cappellanus Maior” che esercitava la cura delle anime dei parrocchiani, e i presbiteri “simplices” che vivevano “in communi”, servendo in chiesa nei giorni festivi e nelle altre occasioni solenni, e celebrando le messe ricevute per legato.[li]

Risalgono invece agli ultimi anni del secolo le notizie che c’informano relativamente al trasferimento della cappella del SS.mo Sacramento nell’altare maggiore. Il 6 novembre 1698, dopo la votazione unanime dei confrati della cappella del SS.mo Sacramento posta nella chiesa Matrice, l’arcivescovo Carlo Berlingieri (1679-1719), accogliendo la supplica di Gio: Battista Brizzi di Mesoraca, gli concedeva la “Cappellam, in qua prius manebat tabernaculum tunc traslatum ad Aram princip.em d.ae Eccl(esi)ae”, affinchè vi possa edificare una nuova cappella intitolata alla SS.ma Annunziata e alla S. Anastasia Vergine e Martire, secondo le pie disposizioni del Cl.co Gio: Antonio suo padre.[lii]

Qualche anno più tardi troviamo la concessione ad Antonino Alessio di Mesoraca da parte dello stesso arcivescovo, di poter utilizzare una vecchia sepoltura “serrata” dal nuovo pavimento laterizio della chiesa. A seguito dell’esposto del detto Antonino, il quale affermava “ritrovarsi dentro la Matrice Chiesa di S. Nicolò di d.a T(er)ra e prop.e nell’Ala magg.re vicino il sedile del Magistrato una sepoltura à d.a Chiesa devoluta senza lapida, e serrata dalla nuova costruttione del pavim.to laterizio, che però sup.a V. S. Ill.ma concederli licenza di poterla aprire, ed accomodarla per se, e suoi heredi, e succ.ri, e agg.to che have ottenuto il consenso del R. Capp.no magg.re”, il 20 luglio 1709 l’arcivescovo Carlo Berlingeri gli concedeva benignamente la detta sepoltura.[liii]

 

Il catasto onciario

Dopo essere stata affidata alla cura del parroco Tommaso Longobucco, morto nel mese di gennaio del 1734, la chiesa parrocchiale o cappellania maggiore di S. Nicolao di Mesoraca, detta anche chiesa “Madre”[liv] o “Madrice”,[lv] il cui frutto “cum incertis” era di 60 ducati annui, nel successivo mese di febbraio fu concessa ad Antonio Lamanna approvato “in concurso”.[lvi]

Secondo quanto fu appurato il 29 novembre 1744, al tempo della compilazione del catasto onciario, la Venerabile chiesa del “SS.mo Sacram.to” di cui D. Antonino La Manna era “Paroco Mag.re”,[lvii] esigeva da diversi cittadini per “annue entrate, e Censi Enfiteotici”, annui ducati 36 e grana 57. Più esigeva per la celebrazione di messe ducati 4 e ½. Più esigeva in tre partite nel casale di Marcedusa tomoli 3 e ½ di grano che sono carlini 24 e ½. Al tempo possedeva i seguenti beni.

Una gabelluccia detta “S. Nicola” di terra seminativa con querce, di capacità 16 tt.a, confine la Camera Ducale e le terre di S. Francesco di Paola. Un vignale nel luogo detto “S. Maria della grazia” con quercie e olive di capacità tt.a 3, confine il Beneficio di S. Antonio Abate e D. Nicola Pironzi. Un vignale nel loco detto “li Codicini” di capacità tt.a 4, confine la Camera Ducale e la strada pubblica. Un vignale detto “S. Francesco” di capacità tt.a 3, confine il mag.co Nicolò Longobucco e la via pubblica. Una gabelluccia in comune ed indiviso con il R.do parroco D. Domenico Brizzi detta “Andreanella” di capacità tt.a 24, confine il mag.co Gio. Filippo di Grazia e la Camera Ducale. Un vignale loco detto “li Campanari” alberato di querce di capacità tt.a 6, confine il mag.co Gio. Battista Brundolillo e la strada pubblica. Un vignale loco detto “Lavaturo” con pochi piedi di querce di capacità tt.a 2, confine il R.do D. Nicola Pironzi e la via pubblica. Un vignale nel loco detto “Pipino”, alberato di querce e olivi, di capacità tt.a 3, confine il mag.co Nicolò Longobucco e il fiume Reaci. Tre vignali nel loco detto “S. Zaccaria” alberati con quercie e olivi, di capacità tt.a 3, confine il R.do arciprete D. Francesco Puglise e la via pubblica. Un vignale detto “il Spirito Santo” di capacità ½ tt.o, con un piede di olivo, confine gli eredi di Marc’Antonio Molinaro. Un vignale nel “Molino della grecia” con noci e celsi neri, di capacità 1 quarto, confine il detto molino e il fiume. Un vignale nel loco detto “la Scala” con fichi, di capacità tt.a 4, confine il R.do D. Nicodemo Pollizzi. Un orticello con gelsi neri e olivi, “addietro le mura di d.ta Chiesa”, di capacità 1 quarto, confine il mag.co D. Saverio del Sindico. Un vignale “nelli Reaci” con gelsi neri di capacità ½ quarto, confine mastro Domenico Spinelli e la via pubblica. Un vignale “in Fiorello” di capacità 1 quarto, confine il mag.co Giuseppe Andali. Due vignali con querce e castagne nel loco detto “il Putamo”, di capacità tt.a 5, confine Gio. Gregorio Bruno e il fiume. Un vignale in loco detto “Carpitella” terre corse, in comune con il R.do D. Domenico Rotella, di capacità tt.a 12, confine la Camera Ducale e il fiume. Due vignali “nell’Agrillo” terre corse, di capacità tt.a 6, confine la Camera Ducale. Un vignale di terre corse nel loco detto “Jenò” di capacità tt.a 8, confine la Camera Ducale. Un vignale nel loco detto “Ciarcellina” terre corse, di capacità tt.a 6, confine la Camera Ducale. Un vignale di terre corse nel loco detto “Santa quaranto” di tt.a 14, confine la Camera Ducale. Un vignale detto “Carpitella” di capacità tt.a 5, confine le terre di S. Giovanni Battista e la Camera Ducale.

I pesi invece risultavano i seguenti. Al R.do Clero di Mesoraca per la celebrazione di messe legate sopra le medesime rendite, annui ducati 65. Al sagrestano annui ducati 10. Per cera e incenso che bisognavano “in dies, et Festa del Corpus D(omi)ni”, annui ducati 30. Per l’olio necessario al mantenimento della “Lampa”, annui carlini 15. Per il vino necessario alla celebrazione delle messe, annui carlini 17.[lviii]

Mesoraca (KR), panorama.

 

In mezzo all’abitato

Alcune informazioni utili a identificare e descrivere il luogo in cui sorgeva la chiesa di S. Nicolò Pontefice, che sappiamo posta “in mezo la terra”[lix] e ad un tiro di scopetta dalla piazza vecchia,[lx] sono contenute nel catasto onciario del 1746, compilato al tempo in cui si verificarono gli eventi rovinosi del terremoto di quell’anno.

Queste notizie evidenziano che la parrocchia di S. Nicola si estendeva comprendendo tutta la parte alta dell’abitato di Mesoraca, dalla chiesa della SS.ma Annunziata, dove giungeva il limite della parrocchia di S. Giovanni Battista,[lxi] fino alla luogo detto “S. Margherita”,[lxii] comprendendo la località detta “la piraghina” o “la Pirayna”, dove si trovavano la casa del mag.co D. Nicolò Longobucco affittata a Gio. Dom.co Gentile, e una possessione alberata di gelsi neri dello stesso D. Nicolò,[lxiii] che confinava con un pezzo di terra olivetato che il bracciale Luca Barletta possedeva in comune ed indiviso con i suoi fratelli bracciali Tomaso e Pietro Gio. Barletta.[lxiv]

La chiesa Matrice in cui era eretta la cappella del SS.mo Sacramento,[lxv] sorgeva presso il confine con la parrocchia di S. Pietro, in prossimità della “publica strada, che si và alla chiesa della SS.ma Ann.ta”,[lxvi] dove l’edificio sacro era circondato da alcuni orti, in cui predominavano gelsi neri e olivi inframezzando le abitazioni: “avanti la chiesa” si trovavano un piede di gelso nero appartenente al nobile Bartolo Capochiano,[lxvii] e un orticello appartenente al nobile Gennaro Salamone, gravato di un censo enfiteutico della cappella del SS.mo Sacramento, che confinava con la strada pubblica e la casa del R.do D. Dom.co Salamone,[lxviii] casa posta entro i termini della parrocchia di S. Pietro Apostolo.[lxix] Posteriormente invece, “addietro” le sue mura, ossia “Sotto la Chiesa di S. Nicolò”, si trovava l’orticello del mastro calzolaro Gio. Fran.co Rotella, che confinava con l’orticello della Matrice.[lxx] Quest’ultimo confinava con l’orto del mag.co D. Saverio del Sindico posto in loco detto “La Grecia”.[lxxi]

 

Unita a S. Giovanni

A seguito della morte del suo predecessore, nel 1746 divenne parroco di S. Nicola Francesco Longobucco[lxxii] che, precedentemente, deteneva la Penitenzieria della cattedrale di Santa Severina,[lxxiii]  ma il nuovo “cappellano maggiore”,[lxxiv] trovò la sua chiesa distrutta dal terremoto che, dal dicembre 1743, si prolungò per buona parte del 1744, distruggendo anche le case vicine.

Le celebrazioni delle funzioni solenni della Matrice furono così spostate nella chiesa dell’Annunziata, dove furono portati il suo fonte battesimale con i sacri oli e il tabernacolo con la sacrosanta eucarestia.[lxxv]

In ragione del suo stato, gli atti prodotti in occasione delle visite arcivescovili compiute a Mesoraca tra il 1762 e il 1779,[lxxvi] non fanno più menzione della chiesa Matrice, mentre documenta il suo definitivo abbandono e l’unione all’altra parrocchiale di S. Giovanni, una provvista vaticana attraverso cui apprendiamo che, alla morte di Domenico Brizi, parroco della parrocchiale di S. Giovanni e S. Nicola unite canonicamente, avvenuta nel luglio 1777, gli seguirono Francesco Lombardo, che morì nell’agosto 1783, e Pasquale Talarico nominato nel settembre 1787.[lxxvii]

A causa della indisponibilità di altri edifici sacri, la parrocchiale trovò sede nella chiesa di Santa Maria della Candelora o della Purificazione di Maria, mentre un “Notamento di beni appartenenti alla Parocchia di S. Nicola, e S. Gio: Battista di q.a Terra di Mesoraca” compilato verso la fine del secolo, quando fu amministrata da D. Vincenzo Frandina in qualità di economo curato,[lxxviii] c’informa che questa possedeva i seguenti corpi stabili: “S. Nicola e Riviati (sic), Don Irene, Umbro Salso, Cersulla, Meliti, Agrillo, Cansoniere, Santiquaranta, Santo Vito, Rotunda, Galzarani, Camino, Ienò, Bardaro, S. Angelo, Arangia, Agrillo (sic), Tripparella, La Motta, Bujafaro, Strittora e Polello, Castagneto d.o La Croce.”[lxxix]

Il 25 ottobre 1905, su incarico del parroco sacerdote Nicola Periti, l’ingegnere Giacomo Foti “Direttore dei Lavori di Risanamento di Mesuraca”, si recò nella chiesa di “S. Nicola Protettore di Mesuraca e S. Giov. Battista sotto il titolo della S.S. Purificazione”, posta nella “Piazza Candelora” e nelle adiacenze del “Fiume Vergari”, per valutare i danni causati dal recente terremoto.[lxxx]

Mesoraca, pianta della chiesa di “S. Nicola Protettore di Mesuraca e S. Giov. Battista sotto il titolo della S.S. Purificazione” (1905).

 

§§§§§§§§§

 

Appendice

 

Attraverso lo stato delle anime della parrocchia di S. Nicola Pontefice di Mesoraca dell’anno 1765-66, fatto dal “Parocho, et Cappellano Majore” R.do Fran.co Longobucco, risulta che la parrocchia contava 809 “Viventi”, 289 maschi e 390 femmine, cui si aggiungevano i nati durante l’annata (28 maschi e 32 femmine), 16 tra preti e chierici, nonché i religiosi e frati appartenenti al clero regolare (6 Domenicani, 30 Francescani Riformati e 18 Cappuccini). I “Morti” durante la stessa annata invece, erano stati complessivamente 93, di cui 25 maschi e 27 femmine, a cui si aggiungevano i deceduti tra i nuovi nati (20 maschi e 20 femmine). AASS, 49A, ff. 96v-103v.

“Status animarum Paroeciei S(an)cti Nicolai Pontificis”

… Maria Andreoli, 71.

… Frandina, 44; … Galtieri, 42.

… Di Simone, 71; … Rossi, 51; … Di Simone, 30; … Di Simone, 28; … Ferrazzo, 19; … Di Simone, mesi 5.

Francesco Foresta, 28; [Margh]erita Di Simone, 26; [Giac]into Foresta, 4; …a Foresta, 1.

…no Caputo, 44; …na Caputo, 6; Giuseppant.o Caputo, 2.

…o Rotella, 44; [Cate]rina Rotella, 50; Filippo Schipano, 29; …a Fico, 20; [Ana]stasia Schipano, 4; [Giuse]ppe Maria figlio, 1.

[An]tonino Frandina, 54; …ida Talarico, 49.

… Pierro, 49; [Lau]donia Benincasa, 36; … ida Simeri, 60; … Pierri, 22; [Mi]chele Pierri, 11; …o Pierri, 9; [Mar]ia Pierri, 4.

Giacinto Ferrazzo, 58; Elisabetta Pucciarelli, 37; Joanne Ferrazzo, 16; Nicola Ferrazzo, 13.

D.r Fis.co Nicola Brizzi, 46; m.ca Aurelia Caputo, 39; Sor Chiara Brizzi, 61.

D. Nunziato Sacerd.e Lamanna, 40; D.r Fis.co D. Ant.o Lamanna, 47; Sor Rosaria Lamanna, 38; D. Rosa Capocchiano, 41; Sor Maria Lamanna, 23; Ch.co Dom.co Lamanna, 18; Tomaso Lamanna, 14; Cabrieda Lamanna, 17; Giuseppe Lamanna, 11; Pietro Lamanna, 9.

D. Pietro Capocchiano, 32; D. Serafina Cropanese, 40; Paolo Capocchiano, 11; Giuseppe Capocchiano, 7; Dom.co Capocchiano, 5; Filippo Anania, 22.

Gennaro Frandina, 45; Gloria Marzano, 41; Rosa Frandina, 22; Teresa Frandina 17; Nicola Frandina, 15; Vittoria Frandina, 11; Concetta Frandina, 7.

Camilla Vercillo, 50; Francesco Corea, 28; Anastasia Venneri, 21; Sudd.no Giuseppe Corea, 25; Tomaso Corea, 21.

Caterina Venneri, 53; Agostino Campanaro, 20.

Vittoria Caputa, 43; Vincenzo Chiaramonte, 22; Elisabetta Chiaramonte, 16.

Caterina Pollizzi, 49.

Antonio Brizzi, 64.

Elisabetta Ruberto, 39; Anastasia Migale, 15.

Giulia Cortese, 52; Elisabetta Cortese, 45; Pasquale Frontera, 30; Laura Cavarretta, 28; Candida Frontera, 4; Domenico Cavarretta, 25.

Giulia Rotella, vedova 48.

Dom.co Rossi, 42; Lucrezia Frandina, 36; Nicola Rossi, 17; Lucrezia Campanaro, 24; Teresa Rossi, 12; Caterina Rossi, 10; Giuseppe Rossi, 8; Agostino Rossi, 6.

Giuseppe Corea, 32; Vincenza Andali moglie, 26.

Nunziato Martino, 61; Caterina Varca, 44; Costantino Scavello, 28; Barbara Martino moglie, 22; Rosa Scavello figlia, 1; Bernardo Martino, 19; Anna Martino, 15; Filippo Martino, figlio 13; Savad.re Martino, 8.

Angela Varca, 31; Dom.co Caputo, 36; Marchese Curazzo, 36; Beatrice Caputo, 24; Bruno Caputo, 8; Gio. Andrea Caputo, 3.

Isabella Blasco, 44; Serafino Misiano, 14; Fran.co Pedaci, 36; Tersa Misiano, 27; Elisabetta Pedaci, 6.

Rosaria Misiano, 17.

Isabella Marinaro, 30; Elisabetta Marinaro mesi 2.

Candida Marinaro, 27; Nicola Marinaro, 18; Anna Marinaro, 20; Rosa marinaro, 22; Caterina Marinaro, 16.

Brigida Blasco, 60.

Fran.ca Londino, 40.

Caterina Mazzaccaro, 39; Giacinto D’Ippolito, 12; Gatano D’Ippolito, 10.

Mag.co Bruno Rossi, 36; Agostina di Trapadi, 30; Maruzza Rossi, 16; Diana Rossi, 13; Fran.co Rossi, 11; Rosaria Rossi, 9; Giulia Rossi, 7; Giuliano Rossi, 1.

Carmine Vinci, 40; Cecilia Di Simone, 36; Cleria Vinci, 16; [Pa]olo Vinci, 14; [An]tonino Vinci, 11; … Vinci, 9; … Vinci, 7; … Vinci, 6; …antonio Vinci, 3.

… Frandina, 42; … Saporito, 22; … Saporito, 16; … Saporito, 14; Saporito, 11; … Saporito, 8; Saporito, 4.

… Crupi, 54; [Ana]stasia Cozza, 41; … Curto, 30; [Elisa]betta Crupi, 20.

…cino Dattilo, 35; …la Crupi, 25.

[Anast]asia Gualtieri, 53; [Cat]erina Gualtieri, 24; Dom.co Gualtieri, 16; …etta Gualtieri, 10.

…one Torchia, 50; …illa Mazzei, 37; [Giov]anni Torchia, 22; [An]gela Torchia, 17; [Ter]esa Torchia, 13; [Giu]seppe Torchia, 9; [R]osa Torchia, 6.

[R]osa Lucanto, 60; Maria Parise, 14; Saverio Parise, 5.

Pietro Blasco, 32; Elisabetta Dragone, 24.

Giuseppe Rossi, 66.

Tomaso Curcio, 49; Costanza Rotella, 30; Serafino Curcio, 15; Palumba Curcio, 15; Angela Curcio, 8; Filippo Curcio, 5; Anastasia Curcio, 2.

Pasquale Quaresima, 30; Chiara Tropiano, 28; Giavanni Quaresima, 11.

Nunziato Schipani, 41; Livia Paterno, 37; Elisabetta Schipano, 11; Giuseppe Schipano, 13; Isabella Schipano, 8.

Antonio Blasco, 30; Anna Pollizzi, 36; Isabella Blasco, 6; Carmine Blasco, 1; Feliciana Pollizzi, 48.

Santa Ruberto, 64; Caterina Gentile, 32.

Nicola Vercillo, 44; Anastasia Nigro, 42; Teresa Vercillo, 24; Anna Vercillo, 19; Caterina Vercillo, 17; Agostino Vercillo, 13; Filiciano Vercillo figlio, 8.

Filippo Martino, 25; Isabella Misiano, 21; Rosaria Martino, 1.

Giuseppe Misiano, 38; Lucrezia Pollizzi, 31; Elisabetta Misiano, 10; Teresa Misiano, 6; Dom.co Misiano, 5; Anastasia Rosa Misiano, 1.

Elisabetta Vennere, 58; Anastasia Cortese, 36; Ignazio Cortese, 18.

Matteo Femio, 44; Terisa Cortese, 41; Rosaria Femio, 12; Prudenza Femio, 50.

Andrea Schipano, 39; Isabella Foresta, 34; Caterina Schipano, 20; Cecilia Schipano, 16; Tomaso Schipano, 4.

Giovanne Anania, 51; Rosa Schipano, 45; Giuseppe Anania, 29, Antonio Anania, 22; Chiara Anania, 20; Alessandro Anania, 18; Anna Anania, 16; Caterina Anania, 12; Pasquale Anania, 12; Giacinto Anania, 6.

Antonio Saporito, 30; Teresa Gabriele, 19; Dom.co Saporito, 4.

Antonio Vercillo, 50; Anna Vercillo figlia, 8.

Rosa Faraco, 25.

Elisabetta Puglise, 38; Francesca Vercillo, 25; Caternella Vercillo, 9; Bruno Vercillo, 5; Caterina Vercillo, 1.

Mastro Ferdinando Grande, 40; Elisabetta Tassitano, 22; Fran.co Grande, 4; Gennaro Grande, 1.

Rosa Chiaramonte, 44; Giuseppe Rossi, 22; Anna Rossi, 16; Lonardo Schipano, 25; Caterina Rossi, 14.

Antonina Cortese, 42.

Dom.co Grimaldi, 30; Caterina Maijda, 51; Marco Pasquale, 16; Teresa Pasquale, 12; Elisabetta Grimaldi, 9.

Felice Cropanese, 39; Caterina Cropanese, 13.

Fran.co Scandale, 53; Candida Scandale, 22; Antonio Scandale, 17; Giuseppe Scandale, 16; Maria Scandale, 15; Isabella Foresta, 51.

Giuseppe Ant.o Brizzi, 56; Vittoria Fico, 46; Sudd.no Felice Brizzi, 30; Dom.co Brizzi, 17; … Brizzi, ….

Tomaso Vennere, 46; … Vennere, 15; [Mi]chele Vennere, 13; [R]osa Vennere, 9; … Venere, 5; … Vennere, 40; … Pittarella, 25; … Vennere, di mesi 9.

… Gangale, 56; … Caputo, 43; [Giuse]ppe Gangale, 22; … Gangale, 16; … Gangale, 12.

[Il Sacerd.e] D. Santo Le Chiare, 57; [To]maso Le Chiare, 52; … Le Chiare, 50; … zzuto, 43; …le Le Chiare, 27; … Vincenzo Le Chiare, 23; …na Le Chiare, 17; … cantonio Le Chiare, 11; …a Le Chiare, 9; …la Le Chiare, 46.

… Cavarretta, 49; …le Cozza, 33; … Russo, 25; … Cozza, 30; … Cozza, 24; …aro Cozza, 17.

… Gurguraci, 40; …a Rizza, 30; …e Gurguraci, 11; …no Gurguraci, 5.

… Londino, 58; …a Cozza, 34; …o Cozza, 27; …sa Cozza, 23; [Giuse]ppe Cozza, 17.

…; Anastasia Mangano, 40; Antonia Mele, 63.

Rosa Pollizzi, 59; Dom.co Vaccaro, 36.

Gloria Cordua, 54; Prudenzia Cordua, 44.

Sor Maria Artese, 38; Anna Artese, 30; Innocenza Artese, 27.

Lorenzo Londino, 41; Teresa Perrò, 39; Ignazio Iannone, 15; Giuseppe Iannone, 10.

Teresa Alessio, 44; Vincenzo Campanaro, 28; Dom.ca Cropanese, 16.

Pietr’angelo Britti 41; Margarita Lafico, 40; Carlo Britti, 18; Teresa Martino; Cecilia Britti, 14; Anna Maria Britti, 11; Nicola Britti, 6.

Dom.co Schipano, 34; Anastasia Curto, 28; Vittoria Cortese, 48.

Marco Magrì, 40; Caterina Schipano, 34; Teresa Macrì, 5; Rosaria Macrì, 3.

Isabella Elia, 39; Nicola figlio, 4; Rosa figlia, 2.

Caterina Foresta, 60.

Agostino Elia, 27; Caterina Rotella, 25; Vittoria Rotella, 19; Anastasia Elia, 2.

Liborio Schipano, 30; Caterina Fico, 29; Isabella Schipano, 11; Fran.co Schipano, 7; Tomaso Schipano, 4.

Donato Paterno, 37; Rosa Neto, 38.

Antonio Bonaccio, 44; Catarina Cavarretta, 40; Nicola Bonaccio, 34; Agostino Bonaccio, 20; Elisabetta Bonaccio, 12; Berardino Bonaccio, 8.

Giacomo Politano, 64; Rosa Politano, 29; Matteo Politano, 22.

Fran.co Gurguraci, 29; Laura Pollizzi, 24.

Andreana Rossi, 49; Catarina Misiano, 29; Prudenza Misiano, 20; Vincenzo Pudia, 5.

Il Sacerd.e D. Dom.co Salamone, 58; Saverio Salamone, 49; D.r fisico Gio. Andrea Salamone, 42.

Il Sacerd.e D. Dom.co Rotella, 64; Caterinella Rotella, 44; Isabella Prezio, 14.

Antonino Matarise, 66; Gaetano Matarise, 40; Caterina Dattilo, 36; Angela Matarise, 11; Isabella Matarise, 8; Elisabetta Matarise, 5.

Giacinto Matarise, 34; Anastasia Dattilo, 38; Maria Matarise, 8; Nicola Matarise, 5.

Santo Dragone, 26; Antonia Dragone, 21; Dom.co Blasco, 6.

Maria Dardano, 51; Tomaso Frontera, 40; Anna Nicotera, 30; Anastasia Frontera, 6; Vincenzo Nicotera, 22; Caterina Nicotera, 20.

Leone Caputo, 46; Vittoria Martino, 45; Teresa Caputo, 25.

Fran.co Saporito, 37; Gennaro Saporito, 30; Ippolita Saporito, 44; Rosa Saporito, 39.

Sor Rosa Gradia, 50; Bruno Frandina, 47; Isabella Nasta, 31; Concetta Frandina, 14; Tomaso Frandina, 12; Filippo Frandina, 9; Carmine Frandina, 4.

… Fico, …; … Grimaldi, 40; … Fico, 20; … Fico, 17; … Fico, 13; … Fico, 10; … Fico, 6; [Tom]aso Gregorio Fico, 10.

… Foresta, 39; … Morelli, 37; [Ana]stasia Foresta, 20; [Giusep]pe Foresta, 14; … Foresta, 13; … Foresta, 7; [Tom]aso Foresta, 4.

… Lombardo 55; …lia Dattilo, 24; … Dragone, 20; … Dragone, 18.

[Pa]olo Lombardo, 49; [Cat]erina Bova, 37; … Lombardo, 20; …enzo Lombardo, 18; … Lombardo, 15; … Lombardo, 12; … Saverio Lombardo, 9.

[Fe]lice Ruberto, 39; … Scandale, 30; Dominico Ruberto, 8; [Cate]rina Ruberto, 5.

[Pros]pero Gentile, 46; … Oliverio, 40; [Cate]rina Gentile, 23; [Giuse]ppe Gentile, 16; [Lucr]ezia Gentile, 12; [Vin]cenzo Gentile, 8; [Tom]aso Gentile, 5.

[Ana]stasia Marinaro, 56; … Prezio, 24; … Prezio, 20; …, 14.

m.co Dom.co Cavarretta, 51; Rosa Cavarretta, 16; Giuseppe Cavarretta, 9.

Il Sacerd.e D. Antonino Pittarella, 54; Nicola Pittarella, 30; Lorenzo Pittarella, 22; Serafina Pittarella, 17; Vincenzo Pittarella, 14.

Antonio Cuvello, 61; Anna Maria Tafano, 39; Dom.co Cuvello, 21; Caterina Civello, 14; Antonio Cuvello, 6.

Vincenzo Marzano, 20; Giacomo Marzano, 16; Laura Marzano, 21.

Antonino Catanzaro 49; Rosa marzano, 44; Pasquale Pollizzi, 16.

Giulia Femio, 46; Pasquale Lerose, 19; Nicola Lerose, 16; Anastasia Lerose, 26.

Domenico Lobello, 45; Elisabetta Torchia, 36; Antonino Lobello, 2.

Francesca Campanaro, 44; Caterina Chiaramonte, 22; Anastasia Chiaramonte, 19; Rosa Chiaramonte, 16; Dom.co Chiaramonte, 12.

Giuseppe Chiaramonte, 25; Angela Suppa, 24.

Nicola Grimaldi, 34; Francesca Marinaro, 30; Michelangelo Grimaldi, 9; Angela Grimaldi, 4.

Rosa Majorana, 49; Fran.ca Majorana, 44; Caterina Majorana, 39; Fran.co Pollizzi, 24; Antonino Pollizzi, 19.

Teresa Martino, 39; Antonio Pollizzi, 17; Tomaso Pollizzi, 14.

Caterina Ruberto, 42; Nicola Schipano, 7.

Domenica Bolotta, 40; Vincenzo Terranova, 12; Bruno Terranova, 9.

Elisabetta Marzano, 52.

Giuseppe Foresta, 34; Anastasia Blasco, 36.

Lorenzo Mazzei, 44; Angela Mazzei, 38.

D.r fisico Fran.co Greco, 52; D. Nunziata Sorari, 34; Caterina Greco, 15; Antonio Greco, 9; Rosa Greco, 4; Dom.co Greco, 2.

Dom.co Squilletta, 62.

Mastro Saverio Pettinato, 62; Felice Garofalo, 50; Teresa Pettinato, 20; Michele Pettinato, 10; Vincenzo Pettinato, 3.

Caterina Grimaldi, …; Pietro Gangale, 23; Anna Grimaldi, 10.

Felice Brizzi, 39; Candida Foresta, 34; Fran.co Brizzi, 10; Marianna Brizzi di giorni 20; D. Pietro Foresta sacerd.e, 40; Nicola Foresta, 45; Luca Foresta, 35; Agostino Foresta, 28.

Mag.co Not.r Alessandro La Rosa, 53; Anastasia Caputo, 36; Diac.o D. Giuseppe La Rosa, 30; Geltruda La Rosa, 30; Pietro Vincenzo La Rosa, 15; Costanza La Rosa, 10; Filippo La Rosa, 8; Maria La Rosa, 5; Annantonia La Rosa, 3; Rafaelantonio La Rosa, 1.

Sor Teresa La Rosa, 46; Teresa Cuda, 39.

Mag.ca Isabella Pangalli, 34; Sor Maria Angela Pangalli, 29.

Caterina Fico, 26.

Pietro Paolo Scaccia, 58; Rosa Cortese, 50; Andrea Scaccia, 13.

Ignazio Dragone, 30; Rosa Musca, 25; Dom.co Dragone, 6; Tomaso Dragone, 4.

Nicola Braccio, 28; Elisabetta Torchia, 20.

… Londini, 24; … Tignanelli, 22; [Isab]ella Londini, 2.

[Ant]onino Milissa, 29; … Puglise, 30; [Giuse]ppe Milissa, 11; [Ana]stasia Milissa, 4.

[Giuse]ppe Mantea, 40.

…antonio Carvello, 35; … Vercillo, 32; [Miche]langelo Carvello, 6; … Carvello, 5; … Carvello, 45.

[D.] Pasquale Rotella Sacerd.e, 35; Bernardo Rotella, 60; Teresa Petirro, 57; [Ma]ria Rotella, 30; [An]astasia Rotella, 30; [Gio]vanna Rotella, 20; [Isa]bella Rotella, 16; … Rotella, 12.

[Sal]vatore Brizzi, 45; … Maria Perito, 59.

[An]drea Schipano, 35; … Barletta, 25; [Fe]lice Schipano, 10; [Gius]eppe Schipano, 6; …sa Schipano, 1.

[Ana]stasia Brizzi, 46; [Do]m.co Andali, 19; …a Andali, 10.

[Giuse]ppe Paunissa, 41; … Scuraci, 35; …ant.o Paunissa, 12.

Gaetano Torchia, 42; Orsola Pagliuso, 43; Dom.co Torchia, 18; Aquila Torchia, 9; Teresa Torchia, 5; Vincenzo Torchia, 6.

Giuseppe Schipano, 30; Caterina Gentile, 25; … Schipano, …; … Gentile, 20; [Giuse]ppe Schipano di mesi 18.

… Marinaro, 61; [Giuse]ppe Barletta, 30; … Barletta, 25.

… Cimicata, 53; Vincenzo Cavarretta, 22; [Fe]lice Cavarretta, 18; [Do]m.co Artese, 15; … Artese, 12; … Artese, 10.

[Ma]uro Sacerd.e Cimicata, 57; [Elisa]betta Cimicata, 46; [Mich]elangelo Crupi, 27; … Crupi, 20; … Marcant.o Rossi, 37; [Ce]cilia Nicotera, 33; [An]drea Rossi, 8.

[Mich]ele Frandina, 38, [Cat]arina Frandina, 32; [Giuse]ppe Frandina, 25.

… Grimaldi, 31; … Rizza, 32; [Anto]nino Grimaldi, 16; [Giuse]ppe Grimaldi, 10; … Grimadi, 10; [Ana]stasia Grimaldi, 7; [Mich]elangelo Grimaldi, 9.

[An]astasia Foresta, 73; … Ruberto, 43.

[Carm]ine Cavarretta, 40; [Lucre]zia Gangale, 30; Nicola Cavarretta, 6; Francesco Cavarretta, 1.

Nicola Mantea, 50; Lucrezia Fontana, 39.

Tomaso Lonetto, 66; Isabella Lonetto, 25.

Ferrante Falbo, 58; Fran.ca Falbo, 15; Rosa Falbo, 12.

Anastasia Sisca, 44.

Anastasia Grimaldi, 41; Giuseppe Toscano, 19; Vittoria Toscano, 15; Palma Toscano, 12; Pasquale Toscano, 3.

M.co Antonio Solella, 67; Anastasia Cropanese, 56.

Catarina Sisca, 56; Isabella Longo, 15; Teresa Longo, 12.

M.co Antonino Solella, 56; Teresa di Ciccio, 45; Angela Frandina, 15.

Bruno Perito, 41; Prudenza Lonetto, 39; Stefano Perito, 20; Michelangelo Perito, 17.

Gio. Dom.co Lonetto, 71.

Felice Carcello, 46; Laura Blasco, 36.

Santa Ruberto, 50; Andrea Tignanelli, 30; Salvad.e Tignanelli, 19.

…, 25; Anna Cozza di mesi 6; Vincenzo Falbo, 18; Caterina Falbo, 10.

Caterina Schipano, 40; Rosa Crupi, 17; Fran.co Crupi, 10.

Giovanne Scandali, 35.

Rosa Puglise, 35; Caterina Barletta, 28; Candida barletta, 24; Martino Barletta, 22; Felice Barletta, 18; Elisabetta Barletta, 16.

Lorenzo Rizzuto, 38; Teresa Manfreda, 31; Giuseppe Rizzuto, 6; Antonino Rizzuto, 1.

Vittoria Toscano, 55; Giacomo Grande, 45; Rosa Toscano, 30; Fran.ca Grande, 2.

Tomaso Russo, 49; Teresa Schipano, 43; Anna Russo, 20; Anastasia Russo, 16; Antonino Russo, 15; Elisabetta Russo, 12.

Saverio Vercillo, 43; Teresa Tassone, 37; Caterina Vercillo, 16; Gennaro Vercillo, 13; Tomasina Vercillo, 3.

… Simbari …

… Truscia, 55; [Tom]aso Mangano, 26; [Anas]tasia Ruberto, 30; …io Mangano, 1.

… Foresta, 40; … Maria Foresta, 15; [Giusep]pe Foresta, 13; … Foresta, 10; [Elisa]betta Foresta, 6.

[Lau]donia Valente, 37; [Vince]nzo Dragone, 16; … Dragone, 12; … Dragone, 9.

[An]tonino Fico, 46; …a Berardi, 35; …a Fico, 16; …no Fico, 10.

… Ferrazzo, 26; … Fico, 20; … Fico, 1.

… Torchia, 35; … Torchia, 6.

… Gentile, 30; Cavarretta, 16.

[Bal]dasarre Di Fazio, 30; [Vinc]enza Dragone, 32; … Di Fazio, 8; … Dragone, 45; … Paterno, 17; … Paterno, 21.

[Nico]la Toscano, 42;

Il R.do D. Carm.e Cropanese, 47; Mag.co Vincenzo Cropanese, 31; Mag.ca Maria Tallarico, 36; M.ca Fran.ca Tallarico, 25; Barbara Schipano, 57.

Mag.ca Rosa Benencasa, 65; Mastro Serafino Poerio, 63; M.ca Cecilia Vitetta, 40.

Caterina Vercillo, 38; Andrea Fico, 15; Filippo Fico, 8.

Angela Nicotera, 60.

Caterina Caputo, 46; Vincenzo Blasco, 25; Fran.co Blasco, 16.

Mastro Fran.co Parise, 41; Anna Musca, 39; Giacomo Parise, 3.

Bruno Rotella, 45; Caterina Giglio, 39; Vincenzo Rotella, 12; Caterina Rotella, 6; Nicola Rotella, 5; Lucrezia Rotella, 3.

Anastasia Dragone, 44; Antonio Vinci, 28; Gaetano Vinci, 17.

Mastro Bartolo Bisciglia, 33; Caterina Di Vona, 25; Teresa Bisciglia, 1.

Anastasia Blasco, 70.

 

Note

[i] Caridi G., Ricerche sul Monastero di S. Angelo de Frigillo e il suo Territorio, in “Archivio Storico per la Sicilia Orientale”, LXXVII (1981), pp. 345-383. Caridi G., Agricoltura e Pastorizia in Calabria, 1989, pp. 78-80. Brasacchio G., Storia Economica della Calabria, pp. 342-343.

[ii] 17 aprile 1398. “Henrico, tit. S. Anastasiae presbyt. Card., providetur de parochiali ecclesia S. Nicolai de Misorata, [S.] Severinae dioc., quam Thomasius Glettus, Cathacen., tempore suae promotionis per papam hodie factae ad ecclesiam cathacen., possidebat.” Russo F., Regesto II, 8695. 17 aprile 1398. “Thomas Glettus, rector ecclesiae S. Nicolai de Mesuraca, S. Severinae dioc., fit episcopus Cathacen.” Russo F., Regesto II, 8696.

[iii] 1 gennaio 1427. “Visitantibus et manus porrigentibus adiutrices ecclesiae S. Nicolai de casali Mesuratae, S. Severinae dioc., concedit indulgentiam duorum annuorum et totidem quadragenarum in festo eiusdem S. Nicolai a primis usque ad secundas vesperas.” Russo F., Regesto II, 9753. 1 gennaio 1427. “N.V. Nicolao Ruffo, Marchioni Cotroni, indulget quod possit eligere confessarium idoneum, qui cum eo dispenset in diebus quadragesimalibus et aliis diebus, in quibus sunt jejunia per Ecclesiam instituta, ab esu carnium, lacticiniorum et aliorum ciborum pasqualium.” Russo F., Regesto II, 9754.

[iv] Nel 1468, su richiesa di Antonio, Francesco e Ruggero de Sindico, l’Arcivescovo Antonio Cantelmo concede loro di erigere nella chiesa arcivescovile lo juspatronato di S. Francesco. Scalise G.B., (a cura di), Le Cappelle di Patronato nella Metropolitana, in Siberene, Cronaca del Passato per la Diocesi di Santaseverina – Crotone – Cariati, p. 156.

[v] 21 ottobre 1447. “Coronen. et Cotronen. Episcopis et Abbati monasterii S. Angeli de Fringillo, S. Severinae dioc., mandat ut Antonio de Sindico, presbytero, Rectori parochialis ecclesiae S. Nicolai de casali Mesuracae, S. Severinae dioc., provideant de parochiali ecclesia S. Mariae Magnae, Sanctae Severinae, certo modo vac. et eidem auctoritate ordinaria collata.” Russo F., Regesto II, 11073.

[vi] 7 ottobre 1452. “Archiepiscopo Sanctae Severinae. Cum redditus et proventus Decanatus ecclesiae S. Severinae, quae est dignitas maior post pontificalem, adeo tenues sint ut ipse Decanatus ex eis vix sustentari possit, mandat ut Antonio de Sindico, Decano dictae Ecclesiae, provideat de parochiali ecclesia S. Nicolai de casali Mesoracae, dictae dioc., per dispositionem Sedis Apost. dicto decanatui unita.” Russo F., Regesto II, 11285.

[vii] 3 giugno 1520. “Nicolao de Raynaldo providetur de parochiali ecclesia S. Nicolai de casalis, terrae Mesuracae, S. Severinae dioc., vac. per resignationem Nicolai de Alexio, rectoris, per Iohannem Faranda, clericum Bellicastren., procuratorem suum, factam et admissam; cum mandato Asculan. et Casertan. episcopis ac Vicario generali Arciep.i S. Severinae de executione.” Russo F., Regesto III, 16161. 5 luglio 1520. “Nicolao de Raynaldis, clerico S. Severinae dioc., providetur de parochiali ecclesia S. Nicolai de Catanzis, (sic) terrae Mesuracae, dictae dioc., vac. per resignationem Nicolai de Alexio, rectoris.” Russo F., Regesto III, 16170. 10 luglio 1520. “Die X Iulii 1520, d. nicolaus de Alexio, rector par.lis eccl.e S. Nicolai de Catanzis, (sic) terre mesurace, S. Severine dioc., per d.num Io. Fronda, procuratorem suum, ut ex publico instrumento sub die 2 iunii 1520 subscripto et in Curia recognito, in manibus S.D.N. ppe dictam par.lem eccl.am resignavit, in favorem nicolai de Raynaldis, cl.ci supradicte dioc.”. Russo F., Regesto III, 16175.

[viii] 17 maggio 1545. Dal “Libro de tutte l’intrate de lo arcivescovado de’ s(a)nta Anastasia”: “Da donno Joanpaulo vic.rio de misoraca per conto de iure mortuorum … d. 2.1.15”. AASS, 3A, f. 24v.

[ix] Gli atti del notaro Gio. Andrea Basile, evidenziano che agli inizi del Seicento, le sepolture di Mesoraca avvenivano principalmente presso la chiesa Matrice di S. Nicola e la sua cappella del SS.mo Sacramento. 22 ottobre 1616. Lucrezia Pane della città di Isola ma incola in Mesoraca dispone di essere seppellita nella chiesa di S. Nicola di detta terra. ASCZ, Notaio Basile G. A., 1616-1617, protocollo 433, f. 5v. 15 novembre 1616. Feliciana Campanaro dispone di essere sepolta “alla Chiesa di S.to Nicola” nella “sepoltura delli Campanari”. ASCZ, Notaio Basile G. A., 1616-1617, protocollo 433, ff. 6-6v. 15 dicembre 1616. Violante Paterno dispone di essere sepolto nella cappella del SS.mo Sacramento. ASCZ, Notaio Basile G. A., 1616-1617, protocollo 433, f. 7v. 2 gennaio 1617. Petro Scuraci dispone di essere sepolto “alla Chiesa di S. Nicola di d.a t(er)ra”. ASCZ, Notaio Basile G. A., 1616-1617, protocollo 433, f. 8. 3 gennaio 1617. Perpetua Greco dispone di essere sepolta nella cappella del SS.mo Sacramento. ASCZ, Notaio Basile G. A., 1616-1617, protocollo 433, f. 8v. 8 febbraio 1617. Minica Salamone dispone di essere sepolta nella cappella del SS.mo Sacramento. ASCZ, Notaio Basile G. A., 1616-1617, protocollo 433, f. 9v. 25 aprile 1617. Fran.co Vito dispone di essere sepolto nella cappella del SS.mo Sacramento. ASCZ, Notaio Basile G. A., 1616-1617, protocollo 433, f. 11. 14 giugno 1617. Salvatore Venneri dispone di essere sepolto nella cappella del SS.mo Sacramento. ASCZ, Notaio Basile G. A., 1616-1617, protocollo 433, f. 17. 13 dicembre 1617. Masi Morello disponeva di essere sepolto nella chiesa di S. Nicola di detta terra. ASCZ, Notaio Basile G. A., 1616-1617, protocollo 433, f. 19.

[x] AASS, 124B, ff. s.c.

[xi] In una copia compilata nel 1601, di un elenco riferibile a verso la metà del Cinquecento, relativo al pagamento della decima dovuta alla Santa Sede, da parte dei membri del clero della diocesi di Santa Severina, troviamo: “[R.to da] D. gio. paulo Campanaro per S.to Nicola de Casali terre [Mesoracae] per x.ma d. 1.3.0”. AASS, 2 A, f. 105v.

[xii] “De donno jo: paulo camp.ro d. 6.0.0” (1545), AASS, vol. 3A, f. 32. “Da donno Joanpaulo Campanaro per s.to nj.la de lo casale d. 6.0.0” (1546), Ibidem, f. 38. “Da donno Joanpaulo Campanaro de misoraca per s.to nicola de lo Casale d. 6.0.0” (1547), Ibidem f. 48. “Da donno Joanpaulo Campanaro per la quarta de s.to nicola de locasale d. 6.0.0” (1548), Ibidem, f. 76. “La ecc.a de S(an)cto Nic.a dello casale pagha lo anno per quarta d. 6.0.0” (1566), Ibidem, f. 12. “Io. Paulo Campanaro, pbro, terrae Mesuracae, S. Severinae dioc.” (27 gennaio 1556). Russo F., Regesto IV, 20399.

[xiii] 16 ottobre 1630. “Introito di danari essatti dal Rev.do D. Marco Clarà delle rendite della Mensa Arciv.le”, “Il Capp.no di S.to Nicola dello Casale d. 6.0.0”. AASS, 35A f. 177v. “Capell.o di S. Nic.a de Casali d. 6” (1654). AASS, 35A f. 223v. 25 agosto 1654. “Introito fatto per me D. Tomaso Ant.o Dardano doppo la venuta di Mons.r Ill.mo Gio. Antonio Paravicino”, “Per la 4.a della Parocchia di S.to Nicolò di Mesoraca d.ti sei, d. 6.0.0”. AASS, 35A, ff. 196-196v.

[xiv] AASS, 6A, f. 4.

[xv] AASS, 16B, f. 67.

[xvi] Al margine del documento troviamo annotato posteriormente da altra mano: “San Pietro Martire titolare dell’Arcidiaconato della Metropolitana di S.a Sev.a.”

[xvii] AASS, 16B, ff. 60v-63.

[xviii] “Item la detta Ecc.a tene uno castagnito loco ditto matonteo con certe terre a presso confine le castagne de S.to Nicola delo casale le castagne de federico, Lorenzo dorante et la via pup.ca et sonno Pedi decenova.” “Item yomfrida petrora tiene uno Castagnito posto a matonteo con certo terreno a torno iuxta le castagne de nardo greco le castagne de S.to Nicola delo Casale le castagne de Joanne greco, la via pup.ca et lo vallone Corrente”. Platea della chiesa di S. Pietro di Mesoraca (1575), AASS, 17B, f. s.n.

[xix] 20 dicembre 1577. “Archiep.o S. Severinae datur facultas absolvendi, fructus condonandi perceptos et dispensandi super irregularitate Francisco Curti, pbro terrae Mesuracae, suae dioc., qui parochialem ecclesiam sive cappellam S. Nicolai de Papaleis, dictae dioc., per resignationem Pauli Campanari, simoniace obtinuit.” Russo F. Regesto V, 22915.

[xx] 13 febbraio 1574. “Carolo Antonio Gallutii, clerico S. Severinae, rectori parochialis ecclesiae S. Nicolai, in casali terrae Mesuracae, dictae dioc., datur licentia recipiendi maiores ordines extra tempora.” Russo F., Regesto V, 22582.

[xxi] Gennaio 1621. “Io. Bernardo Arena providetur de parochiali ecclesia Nicolai, terrae Mesuracae, S. Severinae dioc., cuius fructus XXIIII duc.”. Russo F., Regesto VI, 28385.

[xxii] “D. Gio: Berardino Arena Curato” figura in una “Nota de RR. Preti della Terra di Misuraca” che fu “raggiustata” il 22 marzo 1650 ma risulta più antica. AASS, 16A, f. 31.

[xxiii] AASS, 4D fasc. 3, ff. 26v-27.

[xxiv] 22. agosto 1660. “Rector Ecc.ae p(raedi)ctae est D. Thomas Ant.s Dardano a decennio citra, ut asserit.” AASS, 37 A, f. 6.

[xxv] 1662. “S.to Nicolò Chiesa parocchiale magg.re”. AASS, 16A, f. 80. “Il Rev.o D. Tomaso Ant.o Dardano Cantore Cappellano mag.re”. AASS, 16A, f. 79.

[xxvi] Novembre 1670. “De parochiali ecclesia S. Nicolai, terrae Mesuracae S. Severinae dioc., cuius fructus 24 duc., vac. per ob. Io. Bernardini de Arena, a decennio et ultra def., providetur Serafino Bogliese (sic), pbro oriundo.” Russo F., Regesto VIII, 42144.

[xxvii] Aprile 1673. “De parochiali ecclesia S. Nicolai, terrae Mesuraca, S. Severinae dioc., cuius fructus 24 duc., vac. per ob. Thomae Ant. Dardano, de mense Ianuarii def., providetur Petro Ant. Supano, pbro oriundo, approbato in concursu.” Russo F., Regesto VIII, 42809.

[xxviii] “Mesoraca è Terra di tre milia, e cinquecento anime, lontana da S. Severina dieci miglia, posseduta dal nepote dell’Ill.mo S.r Cardinale Altaemps. ha sei parocchie con la cura pur distinta per famiglie, e due di quelle sono molto diminuite per essere estinte le famiglie vi è l’Arciprete e Cantore con diciotto preti.” ASV., Relatione ad Limina Santa Severina 1589, ff. 24-24v. “Mesoraca è terra di tremilia, e cinquecento anime; Ha sei Parochie con la cura pur distinta per famiglie, e due di quelle sono tanto diminuite che all’una sono solam.te quindeci anime, et all’altra una sola. Vi è l’Arcip.te e Cant.re con 18 preti.” 1591, AASS, 19B, f. s. n.

[xxix] ASN, Tesorieri e Percettori Vol. 4087 (ex 485), f. 32v.

[xxx] In alcuni casi troviamo anche altre espressioni che mettono in evidenza questa vicinanza. D. Onofrio Arena possiede una casa posta “prope Ecc.am Divi Nicolai” (1660).  AASS, 37 A, f. 32.

[xxxi] 15 agosto 1617. Sanzone Salerno di Policastro vende a D. Antonello Giorlandino della terra di Mesoraca, il “Casalenum” posto nella terra di Mesoraca, nel convicino della chiesa “parochialis”  di “santi nicolai”, confine la domus di detto Antonello, il casaleno che era appartenuto al quondam Joannes Hijeronimo Salerno e che al presente possedeva Hijeronimo Migale “alias la figlia di monzica”, la via pubblica ed altri fini. ASCZ, Notaio G. B. Guidacciro, Busta 78 prot. 291, ff. 35-35v.

14 marzo 1623. Hijeronimo Salerno della terra di Mesoraca, ma al presente “habitator” in Policastro da molti anni, dona a Petro Paulo Serra suo cognato, alcuni beni tra cui una continenza di case poste dentro la terra di Mesoraca nella parrocchia di “Santo nicola”, confine la casa di D. Fabritio Ungaro ed altri fini. ASCZ, Notaio G. B. Guidacciro, Busta 79 prot. 294, ff. 82v-83v.

[xxxii] 26 settembre 1625. Petro Paulo Serra e Hijeronimo Salerno di Policastro vendono al not.o Andrea Basilio di Mesoraca, un orto o ortale arborato con “uno pede Citrangoli et uno pede sicomi” ed altri alberi, posto dentro la terra di Mesoraca nel convicino della chiesa Matrice di “santi nicolai”, confine la domus di detto notaro, la via pubblica ed altri fini, per il prezzo di ducati 20. ASCZ, Notaio G. B. Guidacciro, Busta 79 prot. 295, ff. 149-150.

[xxxiii] 28 gennaio 1631. Fabritio Scoraci della terra di Policastro, abitante in Mesoraca, vende ad Andrea Vince la “Continentiam Domorum” sita dentro la terra di Mesoraca “in convicino Ecc.ae S. Nicolai Terre p(raedi)tte” con la metà del “Cortilio et horto”, confine la domus del R. D. Fabritio Ungaro vinella mediante, l’orto di Marcello Caivano, la via pubblica ed altri fini. ASCZ, Notaio Biondi G. F., 1630-1631, Busta 651, ff. 53-54.

[xxxiv] 28 aprile 1630. In relazione al matrimonio tra Joannes Vincenzo Girivasio e Laura Maria Venneri, Marco Ant.o Venneri padre della sposa, promette agli sposi una casa palaziata consistente in più membri inferiori e superiori, “nel convicino di Santo Nicola”, confine le case dell’erede del q.m notar Bartolo Tavernese. ASCZ, Notaio Rotella A., 1629, protocollo 621, ff. 61v-65.

[xxxv] 28 agosto 1632. Joannella de Giglio vedova del q.m Florio Iannici, possiede una casa con “tarpeto d’oglio” posta dentro la terra di Mesoraca loco detto “allo Convicinio di S. Nicola”, confine la casa di Marc’Ant.o Giurlandino, la casa di Caterina Vince, la via pubblica ed altri confini. ASCZ, Notaio Biondi G. F., 1632, Busta 652, ff. 25v-28.

[xxxvi] 12 marzo 1646. Alla dote promessa ad Andrea Schipano e alla vedova Lucretia Vince, appartiene una metà di casa posta dentro detta terra di Mesoraca “nello convicino di S. Nicolò”, confine l’altra metà di casa di Salvatore Lamanna con l’entrata del catoio. ASCZ, Notaio Basile G. A., 1646, protocollo 434, ff. 13-13v.

[xxxvii] 28 dicembre 1643. Thoma Benincasa di Mesoraca, debitore per ragione di residuo di dote nei confronti di Francisco Chiaromonte di Policastro ma “commorante” in Mesoraca, marito di Aurelia Benincasa figlia di detto Thoma, gli assegna una casa palaziata con “Camera” posta dentro la terra di Mesoraca “nel convicinio della Parochiale Matrice Chiesia”, confine le case di D. Gio: Berardino d’Arena, Massentio Martino ed altri fini. ASCZ, Notaio G. M. Guidacciro, Busta 182 prot. 802, ff. 111-112.

[xxxviii] 11 giugno 1645. Isabella Prospero abita in una casa confine Fran.co Chiaramonte e altri fini. ASCZ, Notaio Biondi G. F., 1644-1646, Busta 655, ff. 26v-28.

[xxxix] 11 giugno 1647. I coniugi Didaco Benincasa e Camilla Russo della terra di Mesoraca, posseggono una casa posta nella terra di Mesoraca nel convicino della chiesa parrocchiale di “Sancti Nicolai”, confine la domus di Minico de Vona, Joannes Arango, Minico de Stefano ed altri fini. ASCZ, Notaio G. M. Guidacciro, Busta 182 prot. 806, ff. 67v-68v.

[xl] 28 settembre 1654. Il Cl.co Gio. Dom.co Girvasio di Policastro, “p(er) reparo delle Case della Sacrestia di d.a Chiesia”, dona alla chiesa di “S.ta Maria dell’Angeli eretta in d.a Terra di Mesuraca, et pp.o nel Monasterio detto li Capuccini”, la casa palaziata con “Camera, e Casaleno contiquo” posta nella terra di Mesuraca nel convicino della chiesa parrocchiale di “S. Nicolò”, confine la casa di Vitaliano Tavernise, la via pubblica ed altri fini, così da poterla vendere e comprare calici, pianete ed il necessario per servizio della sacrestia. La casa era affittata. ASCZ, Notaio F. Cerantonio, Busta 196 prot. 879, ff. 128-129v.

[xli] D. Giovanni Francesco Rizzuto possiede una casa posta nel loco detto “in Convicinio S. Nicolai” (1660). AASS, 37 A, f. 36.

[xlii] 22 maggio 1623. Per consentirgli di ascendere all’ordine sacerdotale, Caterina Casizzune della terra di Mesoraca, vedova del quondam Salvatore Caccuri, dona al clerico Joannes Thomas Caccuri, suo figlio, nato a Policastro ma assente nella città di Napoli, alcuni beni tra cui: la continentia domorum palaziata consistente in due membri posta dentro la terra di Mesoraca nella parrocchia di “santi nicolai maioris Ecc.e”, confine la domus del quondam Camillo de Giglio, la domus di Joannes Berardino Dardano, la via pubblica ed altri fini. ASCZ, Notaio G. B. Guidacciro, Busta 79 prot. 294, ff. 92-92v.

[xliii] 2 settembre 1646. Nicolao Antonio Giurlandino di Fran.co vende a Laurenzo Petirra una domus palaziata sita e posta “intus t(er)ram p(redi)ttam in Parrochia Santi Nicolai”, confine la Domus di Didaco Vito, la domus di Jo. Dom.co Gatto, la domus di Jo. Giurlandino, la via pubblica e altri fini. ASCZ, Notaio Basile G. A., 1646, protocollo 434, f. 41.

[xliv] 31 dicembre 1657. “in Aedibus Mattei Capicchiano” sita nella terra di Mesoraca, “de Parocchia S. Nicolai eiusdem T(er)rae loco ditto la Pirayna”, confine la domus di Feliciana Carbone, la domus degli eredi del quondam Petro Ferrazzo ed altri fini. AASS, 33A, f. 95.

[xlv] 28 gennaio 1629. In relazione al matrimonio tra Camilla Prospero e Marco Ant.o Manfreda, Lucrezia Mirabello ava della detta Camilla, gli promette una casa palaziata posta dentro la terra di Mesoraca loco detto “la piraijna”, confine la casa di Laura Cavallo, Giuseppe Montisano, la via pubblica e altri fini. ASCZ, Notaio Rotella A., 1629, protocollo 621, ff. 5-6.

[xlvi] 14 settembre 1637. In precedenza, Magna Ungaro aveva venduto a Luca Rotella una casa sita dentro detta terra loco detto “lo Casale”, confine la casa di Lucrezia Mirabello, la casa degli eredi di Laura Cavallo, la via pubblica e altri fini. Al presente, venute le parti a lite, il detto Luca cede la casa a detta Magna. ASCZ, Notaio Biondi G. F., 1637, Busta 653, ff. 30-30v.

[xlvii] 11 giugno 1645. In relazione al matrimonio tra Gio. Paolo Lettello alias Foresta e Lucrezia Morello, Marcello Morello e Isabella Prospero padre e ava della detta Lucrezia, gli promettono una casa terranea “loco detto la piraijna”, confine Fran.co De Diana e altri confini. ASCZ, Notaio Biondi G. F., 1644-1646, Busta 655, ff. 26v-28.

[xlviii] AASS, 4D fasc. 3, ff. 71v-72.

[xlix] AASS, 37 A, ff. 46-47.

[l] AASS, 37 A, ff. 4v-8v.

[li] “Est alia Ecc.a Parochialis sub titulo Sancti Nicolai Pontificis bene constructa et sufficientibus redditibus dotata, Curam exercet Parochus, qui etiam dicitur Cappellanus Maior. Intus dictam Parochialem est Cappella SS.mi Sacramenti decenter ornata, et de necessariis provisa. Praesbyteri vero simplices vivunt in communi celebrando missas eis legata; Inserviunt tantum dictae Ecc.ae Sancti Nicolai in diebus festivis sollemnioribus.” ASV, Relatione ad Limina Santa Severina 1675.

[lii] “Ill.mo e Rev.mo Sig.re / Gio: Batt(ist)a Britti della T(er)ra di Mesuraca supplicando espone a V. S. Ill.ma / come li Confrati della V(e)n(erabi)le Cappella del SS.mo Sacram.to di q.esta T(er)ra / havendono convocata fra di loro parlam.to ad ist.a del m.co Proc.re / secondo l’ordini dati da V. S. Ill.ma à tal effetto per la Concess.ne suppli / cata da esso Orat.re della Cappella sita nella Chiesa Matri / ce di d.a T(er)ra, e prop.o quella med.a, dove prima si conservava / il SS.mo Sacram.to con una delle quattro sepolture esistenti in d.a / Cappella, dovendo rimanere l’altre delli Confrati. É stato unani / miter, et poi voto conchiuso da d.ti Confrati che si concedesse la / Cappella p(rede)tta, ed una delle sepolture ad esso Orat.re con li pat / ti dal med.o offerti nel primo libello supplicatorio, che sono di / ornare e tenere semp.e ornato l’altare di palliotti, tovaglie, cu / sini e pianeta, e Camiso, Candilieri, fiori, quadro nuovo di S. Anastasia, e li Balausti dell’ingresso della Cappella sud.a com / plire la pittura della Cappella, fare l’ammattonata nuo / va, e somministrar candele per la messa che si celebre / rà in d.a Cappella secondo la pia disposit.ne del q.m Cl.co / Gio: Antonio Brizzi, Padre d’esso Orat.re, che ordino di / celebrarsi una messa la settimana in p(er)petum nella / Cappella sud.a, come dal suo Testam.to, dal q.le Dice di fare tutti / l’altri repari, et ornam.ti necessari, e contribuire pro una vice tan / tum doc.ti cinque per la fabrica della Sacristia, che però supplica / V. S. Ill.ma ordinare al m.co Proc.re, che ne facesse l’assignatione / per publico intrum.to colle clausule, e condit.ni enunciate come sop.a / e che in avvenire d.a Cappella si possa intitolare della SS.ma Ann.ta e S. Anastasia Verg.ne e martire, che il tutto l’haverà à gr(ati)a di V. S. Ill.ma / ut Deus.” AASS, 4D fasc. 3, ff. 122v-123.

[liii] AASS, 11D fasc. 6, f. 237v.

[liv] “la terra d.a li Campanari del dominio della Chiesa M(ad)re di Mesoraca” (1728). AASS, 4D fasc. 3, f. s. n.

[lv] Al tempo dalla visita arcivescovile effettuata a Mesoraca il 9 giugno 1723, risulta “La Chiesa Madrice parochiale di S. Nicolò Pon[tefice]. AASS, 49A, f. 12v.

[lvi] Febbraio 1734. “De parochiali seu cappellania maiori S. Nicolai, loci Mesuraca, S. Severinae dioc., cuius fructus cum incertis 60 duc., vac. per ob. Thomae Longobucco, de mense Ianuarii def., providetur Antonio Lamanna, pbro oriundo, in concursu approbato.” Russo F., Regesto XI, 58150.

Novembre 1734. “De canonicatu theologali cathedralis S. Severinae, cuius fructus 24 duc., vac per traslationem Antonii Lamanna ad parocchialem S. Nicolai loci Mesuraca, eiusdem dioc., providetur Xaverio Vetere, pbro, canonico poenitentiario, cum decereto vacationis poenitentiariae.” Russo F., Regesto XI, 58363.

[lvii] ASN, Regia Camera della Sommaria, Patrimonio, Catasti Onciari, 6980, f. 145.

[lviii] ASN, Regia Camera della Sommaria, Patrimonio, Catasti Onciari, 6980, ff. 227-231.

[lix] AASS, 37A f. 50v.

[lx] AASS, 37 A, f. 21v.

[lxi] Carmino Brizzi bracciale, abita in casa in affitto sita in parrocchia di S. Giovanni Battista, confine la chiesa della SS.ma Annunziata, per la quale corrisponde di affitto a Venanzio Andali carlini 20. ASN, Regia Camera della Sommaria, Patrimonio, Catasti Onciari, 6979, f. 98. Diego Pilò mastro barrilaro, abita in casa in affitto in parrocchia di S. Nicolò Pontefice, confine la chiesa della SS.ma Annunziata e la strada pubblica, pagando l’affitto di carlini 24 a mastro Tomaso Alessio. Ibidem, f. 153.

[lxii] Il mag.co Antonino Pittarella nobile vivente, possiede una casa dove abita di 6 membri, 3 superiori e 3 inferiori, nel loco detto “S. Margarita”, confine i beni del mag.co Gio. Paulo Salamone e la strada pubblica. Più possiede un giardino nel loco detto “S. Margarita” di capacità un tt.o e mezzo, alberato di gelsi e altri frutti, confine il R.do D. Nicolò Marzano e la strada pubblica, sopra il quale paga carlini 5 al SS.mo Sacramento e carlini 2 alla chiesa della SS.ma Purificazione per censi enfiteutici. ASN, Regia Camera della Sommaria, Patrimonio, Catasti Onciari, 6979, ff. 23 e 23v. D. Nicola Marzano sacerdote, possiede una casa in parrocchia di S. Nicola, consistente in 6 membri, 3 inferiori e 3 superiori, confine il mag.co Ant.o Pittarella e la strada pubblica, che affittandola percepirebbe ducati 4. Più possiede un pezzo di terra ortale con olive e gelsi neri, loco detto “S. Margarita”, di capacità tt.a 4, confine il mag.co Antonino Pittarella e la strada pubblica. ASN, Regia Camera della Sommaria, Patrimonio, Catasti Onciari, 6980, ff. 189-189v.

[lxiii] Il mag.co D. Nicolò Longobucco, possiede una casa nel loco detto “la piraghina” parrocchia di S. Nicola, affittata a Gio. Dom.co Gentile per carlini 18. Più possiede una possessione nel loco detto “la piraghina” di capacità tt.o 1 e ½ alberata di gelsi neri, confine Sor Rosa Gradia e Luca Ant.o Barletta. ASN, Regia Camera della Sommaria, Patrimonio, Catasti Onciari, 6980, ff. 8-11v. Gio. Dom.co Gentile bracciale, abita in casa d’affitto in parrocchia di S. Nicolò Pontefice, confine Rosa Gradia e la via pubblica, pagando di affitto al mag.co Nicolò Longobucco carlini 20. ASN, Regia Camera della Sommaria, Patrimonio, Catasti Onciari, 6979, f. 358.

[lxiv] Luca Barletta bracciale, possiede un pezzo di terra con olive nel loco detto “la Pirajna”, comune e indiviso con Tomaso e Gio. Pietro Barletta di capacità tt.o 1, confine il mag.co Nicolò Longobucco e la strada pubblica, sopra il quale pagano annualmente alla chiesa di S. Maria dello Rito 2 litre di olio che sono carlini 4. ASN, Regia Camera della Sommaria, Patrimonio, Catasti Onciari, 6979, f. 305. Tomaso Barletta bracciale, possiede un pezzo di terra in loco detto “la Piraina” con olive, comune ed indiviso con Luca, Pietro Gio. Barletta e Giuseppe Alessio, di capacità tt.o 1, confine il mag.co Nicolò Longobucco e la strada pubblica, sopra la quale pagano annualmente alla chiesa di S. Maria delo Rito 2 litre di olio che sono 4 carlini. ASN, Regia Camera della Sommaria, Patrimonio, Catasti Onciari, 6980, ff. 112-112v. Pietro Gio. Barletta bracciale, possiede un pezzo di terra nel loro detto “La Pirayna” con olive, comune ed indiviso con i fratelli Tomaso e Luca Barletta, di capacità 1 tt.o, confine il Mag.co Nicolò Longobucco e la strada pubblica, per il quale pagano annualmente alla chiesa di S. Maria dello Reto 2 litre di olio che sono carlini 4. ASN, Regia Camera della Sommaria, Patrimonio, Catasti Onciari, 6980, f. 80. La cappella di S. Maria delo Rito esige da Tomaso Barletta sopra le sue olive loco detto “la Pirajna” annue litre 3 di olio che sono carlini 6. ASN, Regia Camera della Sommaria, Patrimonio, Catasti Onciari, 6980, f. 240v.

[lxv] ASN, Regia Camera della Sommaria, Patrimonio, Catasti Onciari, 6979, f. 383.

[lxvi] 5 novembre 1705. La casa del notaro Luca Foresta era sita in Mesoraca “nella Parochia di S. Nicolò nella publica strada, che si và alla chiesa della SS.ma Ann.ta”. AASS, 60A f. 182.

[lxvii] Il mag.co Bartolo Capochiano N. V., possiede un piede di gelso nero avanti la chiesa di S. Nicola. ASN, Regia Camera della Sommaria, Patrimonio, Catasti Onciari, 6979, ff. 74-76

[lxviii] Il mag.co Gennaro Salamone N.V., possiede un orticello “avanti la Chiesa Matrice di S. Nicola” con pochi frutti, confine il R.do D. Dom.co Salamone e la strada pubblica, sopra il quale vi è un censo enfiteutico alla cappella del SS.mo Sacramento di annui grana dieci. ASN, Regia Camera della Sommaria, Patrimonio, Catasti Onciari, 6979, ff. 290-290v.

[lxix] D. Domenico Salamone sacerdote, possiede una casa in parrocchia di S. Pietro, confine Dom.co Nicotera detto Acquarello e la via pubblica, affittata al mag.co Dom.co Leto di Catanzaro per ducati 4 e ½. ASN, Regia Camera della Sommaria, Patrimonio, Catasti Onciari, 6980, f. 152. Domenico Nicotera bracciale, possiede una casa dove abita in parrocchia di S. Pietro Apostolo, confine Antonio Bevacqua e la strada pubblica. ASN, Regia Camera della Sommaria, Patrimonio, Catasti Onciari, 6979, f. 126. Antonino Bevacqua mastro sartore, possiede una casa dove abita nella parrocchia di S. Pietro, confine Fran.co Migali e Dom.co Nicotera. Ibidem, f. 27. Francesco Migali massaro, possiede una casa dove abita in parrocchia di S. Pietro Apostolo, confine m.ro Antonino Bevacqua e la strada pubblica. Ibidem, f. 180.

[lxx] Gio. Fran.co Rotella mastro calzolaro, possiede un orticello “Sotto la Chiesa di S. Nicolò”, con due piedi di gelsi neri, confine i beni della cappella del SS.mo Sacramento e la strada pubblica. ASN, Regia Camera della Sommaria, Patrimonio, Catasti Onciari, 6979, f. 389. La Venerabile chiesa del “SS.mo Sacram.to” possiede un orticello con gelsi neri e olivi, “addietro le mura di d.ta Chiesa”, di capacità 1 quarto, confine il mag.co D. Saverio del Sindico. ASN, Regia Camera della Sommaria, Patrimonio, Catasti Onciari, 6980, ff. 227-231.

[lxxi] Il mag.co D. Saverio del Sindico N. V., possiede un orto nel loco detto “La Grecia” di capacità 1 quarto, confine l’orto della cappella del SS.mo Sacramento, e la strada pubblica. Più possiede “nelli Casaleni della Grecia”, 2 piedi di gelsi neri. ASN, Regia Camera della Sommaria, Patrimonio, Catasti Onciari, 6980, f. 93-95v.

[lxxii] 1746. “Francisco Longobucco providetur de parochiali S. Nicolai, loci Mesuracae, S. Severinae, vac. per ob.” Russo F., Regesto XI, 61400. AASS, 15D fasc. 1-2, f. s. n.

[lxxiii] 20 maggio 1747. “Roccho Godano providetur de canonicatu poenitentario ecclesiae S. Severinae, vac. per dimissionem Francisci Longobucco, cui parochialis S. Nicolai, loci Mesuracae, eiusdem dioc., collata est, cum decreto recipiendi gradum Magistri in Theol. vel doctoris, aut licentiam in decretis in approbata universitate.” Russo F., Regesto XI, 61528.

[lxxiv] “S. Nicolò, in cui vi è il paroco, e cappellano maggiore”.  Fico G. A., Notizie Storiche della Patria di S. Zosimo, 1760, p. 109.

[lxxv] “Tres pariter sunt in hoc Oppido Paroeciales Ecclesiae, quarum una quaeque suum habet Curatum Rectorem, qui respectivam suorum Parochianorum gerit curam. Matrix Ecclesia pluribus ab hinc annis cum aliis finitimis domibus Terrae motu diruta est, ideo functiones omnes sollemnes, et Cleri totius Conventus peraguntur in Ecclesia B. Mariae Virg.s ab Angelo Annunciatae, quae in locum Matriciis pro nunc suggecta reperitur, et in ea Tabernaculum cum Sacrosancta Eucharistia, et Fontis Baptisimalis cum Sacris Oleis detinentur pro subjectis dictae Matrici sub titulo Sancti Nicolai Pontificis. Praeter altare majus quinque alia sunt in ea Altaria, quae reguntur partim per Patronos, partim per Ecclesiae Procuratorem. Animarum Cura geritur in ea per R(everen)dum D. Franciscum Longobucco, sollemnitates vero, ad quas totus Clerus, et reliqui Curati conveniunt, peraguntur per R(everen)dum Archipresbyterum, qui caput est Cleri.” ASV, Relatione ad Limina Santa Severina 1765, f. 6.

[lxxvi] AASS, 77A.

[lxxvii] Settembre 1787. “De parochiali SS. Bartholomaei (sic, ma S. Giovanni Battista) et Nicolai terrae Mesuracae, S. Severinae dioc., invicem canonice unitis, quarum fructus 24 duc., vac. per ob. Dominici Brizi, de mense Iulii 1777 def., et postmodum Francisci Lombardi, de mense Augusti 1783 def., providetur Paschali Talarico, pbro, in concursu approbato.” Russo F., Regesto XII, 68063.

[lxxviii] “D. Vincenzo Cant.re Frandina Economo Curato della vacante Parocchia di S. Nicola, e S. Gio: Batt(ist)a” (1 agosto 1796). AASS, 86A, f. 16v. “Parr.a di S. Nicola vacata sino a 4 8bre” (1796). AASS, 86A, f. 26.

[lxxix] AASS, 49A, f. 218.

[lxxx] AASS, 34B, ff. s.n.

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