Cronotassi dei metropoliti e degli arcivescovi di Santa Severina (dalle prime notizie fino al 1453)

Museo Diocesano di Arte Sacra di Santa Severina (KR). Mitra, pastorale, croce e anello vescovile (foto di Pino Barone).

I primi nomi dei pastori di Santa Severina emergono tra la seconda metà del sec. X e gl’inizi di quello successivo, quando il metropolita (μητροπολίτoυ) Stefano, risulta menzionato in un episodio del bios di San Nilo che si fa risalire al 970 c.a,[i] mentre, attraverso gli atti dei patriarchi costantinopolitani, risultano metropoliti di Santa Severina: Basilio (21 febbraio 997)[ii] e Giovanni (aprile 1032).[iii]

A quest’ultimo periodo risalgono anche le due epigrafi, una delle quali datata (1036), che si conservano al Museo Diocesano di Arte Sacra di Santa Severina, dove si menziona il vescovo (ἐπισκόπoυ) Ambrosio.[iv]

 

La gerarchia feudale

Dopo la conquista normanna, il metropolita di Santa Severina compare ancora a Costantinopoli tra il 1081 e il 1084,[v] ma nel 1089 risulta presente al concilio di Melfi, sottomettendosi al papa Urbano II.[vi]

Il metropolita Costantino compare negli antichi privilegi dell’abbazia di Calabro Maria (1099, 1115 e 1149),[vii] e si ritiene che egli, o il suo successore, possa essere identificato con l’arcivescovo greco di Santa Severina, presente al concilio di Guastalla (1105) e a quello Lateranense (1112),[viii] quando fu tra coloro che sottoscrissero l’annullamento del privilegio per le investiture, concesso l’anno prima dal papa all’imperatore Enrico V.[ix]

Il 20 febbraio 1118 l’arcivescovo di Santa Severina Giovanni fu presente alla consacrazione di papa Gelasio II,[x] mentre, secondo il Pirro, che lo riporta nella sua “Sicilia Sacra” (1733), “Joannes Sancta Severina Archiepiscous”, fu tra i presenti alla incoronazione di Ruggero II, il giorno di Natale del 1130.[xi]

Dopo di lui, in un privilegio latino tradotto dal greco dell’abbazia di Santa Maria del Patire di Rossano, datato “anno Mundi 6636. qui erat Christi 1132” (sic),[xii] compare l’arcivescovo Romano, mentre risale al periodo 1151-1152 (a.m. 6660), XV indizione, l’atto con cui il metropolita (μητροπολίτης) Andrea fece alcune concesioni all’abbazia della Sambucina.[xiii] Entrambi sono ricordati successivamente, nel privilegio concesso da papa Lucio III all’arcivescovo Meleto nel 1183.[xiv]

Risale invece agli ultimi anni del secolo, il tentativo di Marcovaldo di Annweiler di fare eleggere il latino Giovanni alla guida della chiesa greca di Santa Severina, operazione contro la quale si schierarono i canonici del capitolo cattedrale in difesa delle proprie prerogative.

Nell’occasione, accogliendo le richieste del capitolo, che si opponeva all’intromissione di un intruso latino, il papa concedeva ai canonici la libertà di eleggere l’arcivescovo, secondo gli statuti e l’antica consuetudine della chiesa di Santa Severina,[xv] e qualche giorno dopo (9 febbraio 1198), dava mandato agli arcivescovi di Capua, Reggio e Palermo, di rimuovere l’“intrusus barbarus ab ecclesia S. Anastasiae”, in maniera tale che il capitolo potesse celebrare liberamente l’elezione,[xvi] scrivendo anche alla regina Costanza, affinché non frapponesse ostacoli all’elezione del nuovo pastore.[xvii]

Il 10 agosto 1199 Giovanni, che era stato eletto alla chiesa di Santa Severina e che aveva ottenuto da Marcovaldo l’amministrazione di quella di Salerno, fu scomunicato dal papa.[xviii]

L’epigrafe bizantina che ricorda il vescovo Ambrogio (Museo Diocesano di Arte Sacra di Santa Severina).

 

Al tempo degli Svevi

Questo stato d’incertezza relativo alla elezione dei vescovi, dovuto ai contrasti tra il Papato e l’Impero, caratterizzò anche i primi anni del nuovo secolo, come testimoniano le prime notizie riguardanti il greco Dionisio,[xix] la cui elezione si fa risalire al 1210 c.a.[xx]

Ciò sulla base delle notizie contenute in un documento databile tra l’ottobre 1204 e il 10 luglio 1208, dove il “metropolitanum” di Santa Severina risultava “iam consecratum”,[xxi] mentre in un atto del 31 agosto 1211, si menziona la circostanza precedente in cui, il “metropolitanus eorum, videlicet archiepiscopus S. Severinae”, aveva confermato il possesso del monastero di Calabro Maria al monastero cistercense di Corazzo, il secondo giorno dopo la sua consacrazione. In questa occasione si riferiva che, successivamente, il feudatario di Santa Severina aveva concesso il monastero di Calabro Maria ai Florensi di San Giovanni in Fiore, provocando l’opposizione dei canonici di Santa Severina, mentre l’arcivescovo si trovava ancora presso la Sede Apostolica.[xxii] Risale al 1209 la donazione del territorio di Castellace all’abbazia di San Giovanni in Fiore da parte dell’arcivescovo di Santa Severina.[xxiii]

Ricordato per la sua discutibile condotta (1218),[xxiv] e per le sue concessioni all’abbazia di Sant’Angelo de Frigillo (1219),[xxv] e a quella di San Giovanni in Fiore (1220),[xxvi] Dionisio, metropolita, ovvero arcivescovo di Santa Severina, risulta menzionato successivamente, in atti del 1220-1221 (a.m. 6729),[xxvii] 1223,[xxviii] 1223-1224 (a.m. 6732),[xxix] 1224,[xxx] 1226 (a.m. 6734),[xxxi] 1227,[xxxii] 1228 (a.m. 6736),[xxxiii] e 1229 (a.m. 6737).[xxxiv]

Risale invece ad un momento successivo alla sua morte, la notizia registrata sotto l’anno 1230, riguardante il rinnovo della “Donazione” del tenimento di Castellace all’abbazia di San Giovanni in Fiore,[xxxv] da parte del suo successore Bartolomeo. Il 27 febbraio 1233 papa Gregorio IX confermava questa donazione che risaliva ai tempi del defunto metropolita Dionisio,[xxxvi] come si ricorda anche il 22 novembre dell’anno dopo.[xxxvii]

L’arcivescovo metropolita (ἀρχιεπίσκoπoς μητροπολίτης) Bartolomeo, che compare in un atto scritto in greco riguardante il monastero di S.to Stefano de Vergari datato giugno 1202,[xxxviii] evidentemente falso, di cui si conservano anche le versioni latine,[xxxix] risulta il primo arcivescovo di Santa Severina ad essere stato insignito del “pallio”: una striscia con frange terminali fatta di lana bianca, attualmente recante sei croci di colore nero, portata attorno al collo e pendente d’avanti sul petto e, posteriormente, tra le spalle, prerogativa solo del papa e degli arcivescovi.

Nel 1235, infatti, Bartolomeo, in qualità di “archiepiscopus Sancte Severine”, ricevette il pallio da Opizone, arcivescovo di Cosenza, secondo il mandato del papa, giurando così la propria fedeltà alla chiesa romana come si riportava per iscritto “de verbo ad verbum”. In questa occasione gli si concedeva che, in luogo dell’obbligo di visita alla Sede apostolica prevista annualmente, egli potesse invece recarvisici ogni tre anni.[xl]

 

I pastori latini

Nonostante che per consuetudine, fino a quel momento, la chiesa di Santa Severina fosse stata sempre retta da “praelatos graecos”, il 9 novembre 1254 fu affidata al magister Nicola “de Sancto Germano”, clerico di Iohannis Moro, camerario del regno di Sicilia[xli] che, successivamente, è ricordato per le sue concessioni al monastero di San Giovanni in Fiore (1258).[xlii]

A questo primo presule latino successe Giovanni “de Caramanita”,[xliii] che è menzionato durante il breve periodo 1263-1264, impegnato come teste in occasione di sentenze pronunciate lontano da Santa Severina,[xliv] a cui seguì Angelo, che ebbe la chiesa di Santa Severina al tempo di Manfredi, durante le burrascose vicende degli ultimi anni del regno svevo. Dopo la sconfitta e la morte di quest’ultimo (26 febbraio 1266), cui seguirà quella di Corradino, (29 ottobre 1268), Ugone, priore del Santo Sepolcro che, già era stato consacrato dal sommo pontefice, il 20 giugno 1268 fu fatto arcivescovo di Santa Severina, vacante per la morte di Angelo.[xlv]

Nominato successivamente dal re, suo procuratore e nunzio speciale,[xlvi] il francese Ugone “de Nissun”,[xlvii] fu un fedele uomo di corte di Carlo I d’Angio che, nel periodo 1269-1270, per adempiere agl’importanti incarichi affidatigli da questo sovrano, visse sempre lontano dalla propria sede arcivescovile,[xlviii] con i favori regi.[xlix] Morì l’11 agosto 1271,[l] ed al suo posto il capitolo di Santa Severina elesse Ruggero, canonico della stessa cattedrale. Una elezione che fu molto contrastata.

Il primo giugno 1273, infatti, il papa incaricava il vescovo di San Marco e quello di Cassano, nonché il ministro dell’ordine dei Frati Minori in Calabria, di accertare se rispondessero al vero le insinuazioni riguardanti il nuovo eletto e, in questo caso, d’impedire la conferma della elezione e la sua consacrazione.[li]

Le accuse nei suoi confronti evidenziavano che Ruggero era in difetto dei requisiti di età e d’istruzione necessari per accedere alla carica, e che, da laico, durante il periodo di sede vacante, grazie al suo potere, si era fatto promuovere agli ordini minori (subdiaconato) e quindi, eleggere arcivescovo. Si diceva, inoltre, che fosse stato un fautore di Corradino e che avesse personalmente militato nell’esercito dei ribelli.[lii]

Tali accuse, evidentemente, dovettero cadere presto nel nulla. Troviamo infatti Ruggero “Dei gr(ati)a Archiep.i S. Severine” al concilio di Lione (1274),[liii] agli inizi di un lungo vescovato che lo vedrà alla guida della chiesa di Santa Severina fino agli ultimi anni del secolo.[liv]

 

La croce e la spada

Esponente di una famiglia del luogo, quella degli “Stephanizzi”, di cui abbiamo notizia già nel corso della seconda metà del secolo precedente,[lv] Ruggero si distinse subito nella difesa dei diritti della sua chiesa,[lvi] assolvendo sia agli incarichi nell’ambito ecclesiastico,[lvii] sia a quelli ricadenti nella sfera diplomatica affidatagli dalla corona, come in occasione del “solenne ricevimento di Clemenza, figliuola dell’imperatore Rodolfo”,[lviii] o come quando, sulla base della sua prudenza e della sua competenza, assieme a Ludovico de Poerio, fu incaricato di ricevere da Niceforo I despota d’Epiro, l’omaggio e il giuramento di fedeltà, al tempo in cui questi si schierò dalla parte di Carlo I d’Angiò, in qualità di vassallo, contro l’imperatore bizantino Michele VIII Paleologo.[lix] Condotta che gli consentì di ottenere dal sovrano angioino importanti privilegi, come quelli a riguardo del diritto di decima sulla bagliva di Santa Severina e sulla salina di Neto.[lx]

In ragione della sua comprovata fedeltà, al tempo della guerra del Vespro, Ruggero fu nominato “capitano di Crotone «a flumine Neti usque ad Tacinam»” (1283),[lxi] ed avendo ricevuto laute donazioni,[lxii] assieme a suo fratello Lucifero, vescovo di Umbriatico, di Ruggero vescovo di Strongoli, e del vescovo di Crotone Nicolò di Durazzo, si oppose strenuamente con le armi all’esercito di Pietro d’Aragona che, nel 1284, aveva varcato lo stretto invadendo la Calabria.

Per tale attaccamento alla causa angioina e per i danni subiti, papa Nicolò IV dava mandato al Legato nel Regno di Sicilia, il vescovo prenestino Bernardo (1289), di affidare a lui e a suo fratello, un’altra cattedrale o altra chiesa, nell’ambito della sua legazione,[lxiii] mentre il sovrano provvedeva a destinargli denaro per il suo sostentamento e per quello dei suoi familiari.[lxiv] Come dimostrano anche in seguito, i provvedimenti regi nei confronti di Giovanni, figlio del quondam Alessandro suo fratello,[lxv]  e di Riccardello, figlio dell’altro suo fratello morto Riccardo.[lxvi] Ruggero stesso riceveva dal sovrano terre in diverse località vicine, in territorio di Crotone, Strongoli e Santa Severina.[lxvii]

Arme dell’arcivescovo Ruggero de Stefanizzi. “E finalm.te avendo perquisito il Volume, dove stà registrata la Cronologia degli Ar(civesco)vi di d.a Città di S. S(everi)na hò ritrovato al num.o 17 la seguente particola = Rogerius de Stephanutia Caroli I., et II. Neapolis Regis Consiliarius, ac familiaris, successit Bernardo, Anno 1274, et a Bonifacio VIII. ad Consentinam Ecclesiam fuit translatus Anno 1295.” AASS, 093A, f. 43v.

Da fratello a fratello

Essendo rimasto vacante l’arcivescovato di Cosenza, il 15 agosto 1295 Ruggero fu trasferito a quella chiesa, come risulta reiterato il 14 novembre 1296,[lxviii] mentre il 23 dicembre di quello stesso anno, Lucifero, fratello di Ruggero, fu traslato dal vescovato di Umbriatico alla chiesa di Santa Severina.[lxix]

Disposto quanto necessario per il suo giuramento,[lxx] il 15 febbraio 1298 si dava mandato all’arcivescovo di Rossano ed al vescovo di Cerenzìa, di conferire il pallio al nuovo arcivescovo di Santa Severina, attraverso Tommaso, abbate del monastero di Fonte Laureato e nunzio designato dalla Santa Sede.[lxxi]

Ricordato per le sue concessioni al monastero di San Giovanni in Fiore (1301),[lxxii] Lucifero compare successivamente, negli atti dell’abbazia di Sant’Angelo de Frigillo (1304 e 1316),[lxxiii] ma era già morto l’11 luglio 1319. Quel giorno, infatti, il nuovo eletto Giovanni prometteva “pro suo communi servitio”, il pagamento di 160 fiorini d’oro “et quinque servitia” dovuti alla Camera apostolica.[lxxiv]

Il 31 maggio 1320 l’elezione di Giovanni, canonico della chiesa di Santa Severina ed in possesso degli ordini minori, era confermata,[lxxv] ed il 16 giugno seguente gli si dava facoltà di ricevere la relativa consacrazione da un sacerdote di sua scelta.[lxxvi] Il 22 giugno 1321 gli fu assegnato il pallio, della cui consegna fu incaricato l’arcivescovo di Rossano.[lxxvii] Ancora in riferimento alla documentazione vaticana, l’Ughelli riporta che il 2 luglio 1320, Giovanni promise di pagare al Sacro Collegio, il solito sussidio caritativo.[lxxviii]

 

La sospensione di Giovanni

Le prime notizie circa Giovanni “de Policastro” risalgono al tempo in cui era presbitero, in occasione della reintegrazione del pagamento delle due decime dovute alla Santa Sede per gli anni 1310-1311,[lxxix] mentre, dopo la sua elezione, risultano i pagamenti in suo nome alla Camera apostolica, fatti ratealmente nel corso della primavera-estate del 1321, attraverso i suoi intermediari bancari (Acciaiuoli di Firenze, ecc.).[lxxx]

In seguito, invece, sappiamo che fu sospeso dal papa.[lxxxi] Il 5 febbraio 1322, si dava mandato all’arcivescovo di Cosenza, e ai vescovi di Bisignano e di Cerenzìa, di pubblicare la sospensione “in spiritualibus et temporalibus” per tre mesi di Giovanni de Policastro che, avvalendosi della sua potenza, si era fatto eleggere intimorendo i canonici del capitolo, con molta gente armata e soldati, e sapendo che Guglielmo vescovo di Umbriatico, era morto a seguito di naufragio, mentre si recava verso la Sede Apostolica per ricevere la conferma della sua elezione, fatta da 39 canonici, aveva fabbricato falsi documenti, e si era fatto confermare, consacrare e insignire del pallio dalla Santa Sede, così ingannata, alla presenza di Ruggero vescovo di Strongoli.[lxxxii] Lo stesso giorno il pontefice affidava l’amministrazione “in spiritualibus et temporalibus” della chiesa di Santa Severina, al tesoriere Guglielmo de Hugolecto e a Tommaso de Massanova, canonici della stessa chiesa.[lxxxiii]

Trascorso questo periodo di frizione con la Santa Sede, l’8 marzo 1322, accertato che non si dovesse procedere contro l’accusato, comparso personalmente innanzi al pontefice, per la fabbricazione dei falsi documenti, la sospensione nei suoi confronti venne rimossa e gli fu concessa licenza di lasciare la curia.[lxxxiv] Negli anni seguenti, infatti, Giovanni compare ancora in carica in occasione del pagamento delle decime dovute alla Santa Sede per l’anno 1325,[lxxxv] 1326,[lxxxvi] e 1327,[lxxxvii] in un atto dell’abbazia di Sant’Angelo de Frigillo del 4 marzo 1330,[lxxxviii] e in alcuni regesti vaticani successivi.[lxxxix]

Di un arcivescovo Giovanni fanno menzione una iscrizione greca esistente nella chiesa di San Giovanni Battista della città e altre due iscrizioni greche ormai perdute, ancora esistenti in cattedrale nella prima metà dell’Ottocento.[xc]

Museo Diocesano di Arte Sacra Santa Severina (KR). Gioiello medievale (foto di Pino Barone).

 

Dalla metà del Trecento alla metà del Quattrocento

Alla morte di Giovanni, l’elezione del suo successore Pietro “de Sicilia” si svolse a Roma, dove quest’ultimo, avendo rassegnato il proprio canonicato della chiesa di Santa Severina, insieme con Nicola de Roqua di Tropea, et Nicola Malopera, canonici della chiesa di Cosenza, ma in discordia con Salvo Assanti, presbitero di Isola, fu promosso arcivescovo il 23 maggio 1340, ricevendo la consacrazione da parte di Annibaldo vescovo di Frascati e, successivamente, l’assegnazione del pallio “in Curia”, da Napoleone e Jacobo, rispettivamente, cardinale di S. Adriano e cardinale di S. Gregorio ad Velum Aureum.[xci] Al fine di poter essere recepito in regno, lo stesso giorno si dava mandato d’informare della sua promozione Roberto re di Sicilia.[xcii]

Il 19 luglio di quell’anno, Pietro prometteva per il suo “servitio” comune, il consueto pagamento alla Camera apostolica, impegnandosi a corrispondere la somma per l’avvenire, metà nel giorno di Pasqua e l’altra metà in quello dell’Assunta, ed il restante per l’anno in corso entro quattro mesi.[xciii]

Le notizie successive (1344-1345), evidenziano il ruolo assegnato a Pietro dalla Curia romana, in occasione  delle vicende del famoso vescovo di Gerace Barlaam, maestro di greco del Petrarca, che, negli ultimi anni dell’episcopato di quest’ultimo, lo videro in disputa con il metropolita di Reggio,[xciv] mentre il 17 febbraio 1346 risulta il pagamento della decima dovuta alla Santa Sede per la sua Mensa arcivescovile di Santa Severina.[xcv]

Il 3 ottobre 1348, per la morte di “Petri de Sicilia” presso la Sede apostolica, il subdiacono Guglielmo, decano della cattedrale di Santa Severina, fu promosso al suo posto.[xcvi] Pochi giorni dopo, quest’ultimo prometteva di pagare il consueto servizio comune, promesso ma non pagato dal suo predecessore, impegnandosi a versare la somma in due rate, metà alla festa di Ogni Santi dell’anno 1349, e metà alla Pasqua seguente. Allo stesso modo, per il proprio servizio, s’impegnava a versare la stessa somma alle stesse scadenze.[xcvii]

Guglielmo ricorre, successivamente, in documenti del 28 aprile 1365,[xcviii] del 7 aprile 1366[xcix] e del 16 luglio 1373.[c] Risultava invece ormai già morto il 3 agosto 1377, quando Amico che, in un primo momento, era stato fatto vescovo di Telese, perché si supponeva erroneamente, che quella chiesa fosse vacante, fu trasferito alla chiesa di Santa Severina.[ci] Il 23 settembre di quell’anno “D.nus Amicus, Archiep.us S.te Severine” prometteva di pagare alla Camera apostolica, i soliti 160 fiorini d’oro dovuti per il suo servizio.[cii]

Alla morte di Amico, risulta che fu fatto arcivescovo di Santa Severina Johannes “de Ebulo”, professore dell’ordine dei Minori, ma la data relativa riportata nel regesto vaticano pubblicata dal Russo appare errata,[ciii] come dimostra un documento precedente del 14 agosto 1386 conservato all’Archivio di Stato di Firenze, dove risulta che, a quella data, Matteo era già arcivescovo di Santa Severina.[civ] Secondo il Fiore, Matteo morì “l’anno 1399”.[cv]

Alla data del 17 settembre 1399, Gerardo che, precedentemente, era stato arcivescovo di Rossano, risultava già trasferito alla chiesa di Santa Severina,[cvi] mentre il 28 ottobre di quell’anno, si dava mandato ai vescovi di Cerenzìa e di Umbriatico di ricevere in nome della Santa Sede, il giuramento di fedeltà dal nuovo arcivescovo.[cvii]

Il 14 marzo dell’anno seguente, Gerardo prometteva il consueto pagamento di 160 fiorini d’oro e dei cinque “servitia” dovuti alla Camera apostolica per il servizio comune,[cviii] che il suo procuratore pagò in parte, il 20 marzo ed il 20 maggio di quello stesso anno.[cix]

Alla data del 7 ottobre 1400 però Gerardo era già morto. Quel giorno, infatti, Jacobo che, precedentemente era stato vescovo di San Leone, fu trasferito alla chiesa metropolitana di Santa Severina, mentre gli si concedeva di poter mantenere i benefici ecclesiastici che possedeva in diocesi di Martirano, Cosenza ed altre.[cx] Qualche giorno dopo, come era consueto, Jacobo prometteva personalmente, i 160 fiorini d’oro e i cinque servizi dovuti alla Camera apostolica.[cxi]

Egli risulta tra coloro che sottoscrissero un atto del 7 aprile 1403 dato in Cosenza,[cxii] e sappiamo che era ancora in vita al tempo di Innocenzo VII (1404-1406).[cxiii] Risultava invece ormai già morto il 13 marzo 1410, quando il suo spoglio fu concesso a Bartholomeo arcivescovo di Rossano, che fu incaricato anche di recuperare tutti i beni del defunto da coloro che li detenevano ingiustamente.[cxiv] Incarico che, successivamente, fu affidato al decano della cattedrale di Cosenza.[cxv]

Il 19 dicembre 1412, Angelo arcivescovo di Sorrento, fu trasferito alla chiesa di Santa Severina vacante per la morte di Jacobo,[cxvi] che, qualche giorno dopo, promise il consueto pagamento per il servizio comune.[cxvii]

Angelo risulta menzionato in atti del 2 agosto 1416,[cxviii] 11 ottobre 1416,[cxix] 19 giugno 1419,[cxx] e 7 giugno 1420,[cxxi] mentre, un atto del 14 ottobre 1429, quando era già morto, ricorda una sua concessione fatta precedentemente ai frati Minori dell’Osservanza in territorio di Mesoraca.[cxxii]

Attraverso una decisione presa qualche giorno prima “in consistorio secreto”, il 23 dicembre di quell’anno, il crotonese[cxxiii] Antonio “de Stricagnolis” che, precedentemente, era stato vescovo di Strongoli, fu trasferito alla chiesa metropolitana di Santa Severina, vacante per la morte di Angelo, mentre fu dato mandato ai vescovi di Isola e di Cerenzìa, di ricevere il suo giuramento di fedeltà nella forma prevista.[cxxiv]

Dopo aver ottenuto dalla Santa Sede la licenza d’intestarsi i propri beni non ecclesiastici,[cxxv] il 27 febbraio 1430 Antonio si obbligò a pagare alla Camera apostolica i soliti 160 fiorini d’oro per il servizio comune, corrispondendo in seguito quanto dovuto.[cxxvi]

Egli è menzionato in atti del 5 aprile 1445,[cxxvii] del 15 febbraio 1446,[cxxviii] e del 10 ottobre 1452,[cxxix] mentre risultava ormai morto il 17 settembre dell’anno successivo, quando Simone “de Blondo”, professore dell’ordine dei Predicatori e maestro di Sacra Teologia, fu fatto arcivescovo di Santa Severina,[cxxx] e gli fu data facoltà di ricevere la relativa consacrazione e di pronunciare la formula del giuramento di fedeltà, nelle mani di un qualunque sacerdote da lui prescelto.[cxxxi]

Il giorno di Natale di quell’anno, Ruggero Cundopuli di Santa Severina, vicario della cattedrale e procuratore dell’arcivescovo Simone, in possesso del mandato di questi, obbligava il suo principale, promettendo il pagamento consueto di 160 fiorini d’oro e dei “quinque minuta servitia”, impegnandolo a pagare quanto dovuto alla Camera apostolica per il servizio comune, metà entro sei mesi e l’altra metà entro i sei mesi successivi alla prima scadenza.[cxxxii]

Arme dell’arcivescovo di Santa Severina Simone Biondo.

 

Note

[i] Vita et conversatio sancti et deiferi patris nostri Nili, 45, in Migne J. P., Patrologia graeca, CXX, cap. VIII, coll. 95-104.

[ii] Migne J. P., Patrologia graeca, CXIX, col. 741.

[iii] Kehr P. F., Italia Pontificia X, 1975, pp. 124-125. Il Russo riporta invece Simeone: “… troviamo a Costantinopoli, accanto al Patriarca, per la promulgazione di alcuni canoni su alcuni impedimenti matrimoniali, anche Basilio, Metropolita di S. Severina; similmente nel 1032 e nel 1039 sono a Costantinopoli i due Metropoliti Stefano di Reggio e Simeone di S. Severina.” Russo F., Storia della Chiesa in Calabria dalle origini al Concilio di Trento, p. 214.

[iv] Rende P., La cattedrale di Santa Severina dedicata a Santa Anastasia Romana tra Alto e Basso Medioevo, www.archiviostoricocrotone.it

[v] Migne J. P., Patrologia graeca, CXIX, 860.

[vi] Kehr P. F., Italia Pontificia X, 1975, pp. 125-126.

[vii] 31 maggio 1099 (a.m. 6607). “beatissimo Metropolitano nostro Constantino Praesule Metropoli S. Severinae”, “dilectissimo Metropolitano nostro Constantino”, “quod non habeant licentiam, seu potestatem amodo aliquis de Metropolitanis, qui in ipsa Metropoli sint, ac possit de Sancta Severina inferre aliquando contrarium”, “tam ipsi Metropoli S. Severinae statutum et confirmatur à beatissimo Metropolitano nostro Constantino”. Ughelli F., Italia Sacra tomo IX, Venezia 1721, cc. 476-477.

1 giugno 1115 (a. m. 6623). “Domino dilectissimi Metropolitae S. Severinae Domino Constantino”, “Metropolitani Dom. Constantini in magna Ecclesia Metropolitana”. Ibidem, cc. 477-478.

18 ottobre 1149 (a. m. 6653). “Domino Constantino Metropolitano S. Severinae”, “Metropolitano Domino Constantino”. Ibidem, c. 478.

[viii] Russo F., L’Episcopato calabrese nei Concili, in Almanacco Calabrese, anno XII, n. 12, 1962, p. 78.

[ix] “Edicto Synodali de «pravilegio» subscribunt, inter alios, Archiepiscopi Sennes Capuan, Landulfus Beneventan, Amalfitan, H. Regitan, Hidrontin, Brundusinus, Compsam (als Consentin), Girontin, et graeci archiepiscopi Rossanen et Sanctae Severinae.” Russo F., Regesto I, 258 e nota n. 86.

[x] “Consecrationi Gelasii II papae, Caietae celebratae, intersunt Archiepiscopi Sennes Capuanus, Landulfus Beneventanus … J(ohannes) Sanctae Severinae … et quamplures alii de Apulia et Calabria, cum Guillelmo Troiano et diversarum regionum episcopis. Russo F., Regesto I, 269. Una carta latina pubblicata dal Pratesi, sospetta di falso, traduzione di un documento greco deperdito, menziona il “sanctissimus metropolitanus dominus Gregorius” nel novembre di quello stesso anno. Pratesi A., Carte Latine di Abbazie Calabresi provenienti dall’Archivio Aldobrandini, 1958, pp. 27-30.

[xi] Pirro R., Sicilia Sacra, 1733 tomo I, p. XIV-XV.

[xii] Ughelli F., Italia Sacra, t. IX, 481-482.

[xiii] Guillou A., Les Actes Grecs des Fonds Aldobrandini et Miraglia XI-XIII s., Biblioteca Apostolica Vaticana 2009, p. 95-97.

[xiv] AASS, Pergamena 001.

[xv] 6 febbraio 1198. “Capitulo Sanctae Anastasiae. Ex illo singularis excellentie privilegio quod unigenitus Dei Filius Jesus Christus Apostolorum Principi concessit, sanctorum patrum postmodum instituta manarunt, ut maiores cause ad sedem apostolicam perferrentur; quatenus quod super eis deberet statui, circumspecta ipsius responsio declaret. Cum igitur in ecclesia vestra, quae sub obedientia sedis apostolice perseverans, Graecorum hactenus et ritum servavit et linguam, per laicalem potentiam preter nostram auctoritatem et electionem vestram non tam latinus quam barbarus sit intrusus; nos de fratrum nostrorum consilio intrusionem ipsam irritam decernentes, ne diutius pastoris solatio vestra careret ecclesia, vobis humiliter postulantibus secundum statuta canonum et antiquam eiusdem ecclesie consuetuddinem liberam concedimus licentiam eligendi; per apostolica scripta vobis mandantes quatenus talem vobis in pastorem electione canonica preferatis, qui non minus prodesse desiderat et noverit quam preesse.”  Russo F., Regesto I, 446.

[xvi] 9 febbraio 1198. “(Mathaeo) Capuano, (Guilelmo) Rheginen. et (Bartholomaeo) Panormitano archiepiscopis mandat, laborent ut intrusus barbarus ab ecclesia S. Anastasiae removeatur et ab ipsius capitulo electio possit in ea libere celebrari.” Russo F. Regesto I, 447.

[xvii] 9 febbraio 1198. “Constantiae, imperatici Romanorum, mandat quatenus nullius impedimeni obstaculum interponat in electione Pastoris ex parte capituli S. Anastasiae.”  Russo F., Regesto I, 448.

[xviii] 10 agosto 1199. Universis archiepiscopis, episcopis, comitibus, baronibus, civitatibus et universo populo in regno Siciliae consistentibus, nuntiat conversionem Marcovaldi, olim infestissimi hostis Constantiae imperatricis et Friderici regis Siciliae. «Item excomunicamus J. quondam electum Sanctae Severinae, qui eidem Marcovaldo adhaerens, administrationem Salernitanae ecclesiae de ipsius manu recepit».” Russo F., Regesto I, 486.

[xix] Dionisio arcivescovo di Santa Severina, sottoscrive in greco un atto in cui manca la data. Pometti F., Carte delle Abbazie di S. Maria di Corazzo e di S. Giuliano di Rocca Fallucca in Calabria, in Studi e Documenti di Storia e Diritto anno XXII, 1901, p. 289.

[xx] “… al fine del quale il primo a comparire egli è DIONIGI, eletto l’anno 1210 …”. Fiore G., Della Calabria Illustrata II, p. 534. “DIONYSIUS S. Severinae Archiepiscous ille fuit, qui sub Innocentiii III. circa annum Domini 1210 electus …”. Ughelli F., Italia Sacra, t. IX, 483. “Dionysius el. c. 1210”. Gams P. B., Series Episcoporum Ecclesiae Catholicae, p. 922. “Dionysius el. c. 1210”. Eubel, Hierarchia catholica medii aevi, I, p. 448. “1210 – Dionisio”. Taccone-Gallucci, Regesti dei romani pontefici, p. 425.

[xxi] Pratesi A., Carte Latine di Abbazie Calabresi provenienti dall’Archivio Aldobrandini, 1958, pp. 214-220.

[xxii] De Leo P. (a cura di), Documenti Florensi 2001, pp. 047-049.

[xxiii] “Donatio Castellacii facta per archiepiscopum S. Severinae con consensu capituli, anno 1209.” De Leo P. (a cura di), Documenti Florensi 2001, p. XXXV.

[xxiv] 21 maggio 1218. “(Lucae) Archiepiscopo Cusentino et Abbati de Fringillo, Sanctae Severinae dioc., mandat ut inquirant et referant de archiepiscopo Sanctae Severinae, qui «multipliciter dilapidare videtur ecclesiae suae bona, matrimonia legitima, pecunia mediante, dissolvere et coniungere dissolvenda, ordinare clericos extra tempora constituta et infra aetatem legitimam constitutos, contra generalis concilii statuta, et alia multa committere».” Russo F., Regesto I, 619.

[xxv] Nel giugno del 1219, “Dionisius divina miseratione archiepiscopus Sancte Severine”, concede all’abbate e al convento dell’abbazia di Sant’Angelo de Frigillo, la chiesa di San Giovanni de Monticello posta in tenimento di Policastro. Pratesi A., Carte Latine di Abbazie Calabresi provenienti dall’Archivio Aldobrandini, 1958, pp. 282-284.

[xxvi] “Dionisius, archiepiscopus S. Severinae, concedit, cum consensu Capituli, monasterio S. Iohannis Florensis territorium Castellacii, sub annu censu 6 librarum cerae.” Russo F., Regesto I, 666.

[xxvii] Guillou A., Les Actes Grecs des Fonds Aldobrandini et Miraglia XI-XIII s., Biblioteca Apostolica Vaticana 2009, p. 77-80.

[xxviii] De Leo P. (a cura di), Documenti Florensi 2001, pp. 109-112. “Sententia pro territorio Castellaci in favorem monasterii (Florensis) auditis archiepiscopo S. Severinae et capitulo iussu Federici [II] Romanorum imperatoris, anno 1223.” De Leo P. (a cura di), Documenti Florensi 2001, p. XXX. “Transumptum sententiae pro territorio Castellacii in favorem monasterii, auditis archiepiscopo S. Severinae et capitulo, iussu Federici Romanorum imperatoris, anno 1233.” (sic) De Leo P. (a cura di), Documenti Florensi 2001, p. XXXIII.

[xxix] Guillou A., Les Actes Grecs des Fonds Aldobrandini et Miraglia XI-XIII s., Biblioteca Apostolica Vaticana 2009, p. 83.

[xxx] Pratesi A., Carte Latine di Abbazie Calabresi provenienti dall’Archivio Aldobrandini pp. 314-317.

[xxxi] Trinchera F., Syllabus Graecarum membranarum 1865 pp. 376-377 n. CCLXXIV.

[xxxii] “Gregorius papa mandat venerabilibus Reginensi, Cusentinensi, Russanensi et S. Severinensi archiepiscopis et eorum suffraganeis, necnon abbatibus, rectoribus, decanis ut ad instantiam domni abbatis et conventus S. Marie Fontis Laureati, excomunicent omnes detentores bonorum et legatorum decedentium usurpatores Dat. Anagnie, V idus iulii, a. I. [11.VII.1227].” De Leo P. (a Cura di), Documenti Florensi Abbazia di Fonte Laurato e altri monasteri dell’Ordine, 2004, pp. 13-14.

[xxxiii] Trinchera F., Syllabus Graecarum membranarum 1865 pp. 384-386 n. CCLXXIX.

[xxxiv] Trinchera F., Syllabus Graecarum membranarum 1865 pp. 389-390 n. CCLXXXIII.

[xxxv] “Donazione del tenimento di Castellaccio dell’arcivescovo di S. Severina, anno 1230.” De Leo P. (a cura di), Documenti Florensi 2001, p. XXXVIII.

[xxxvi] “Bulla Gregorii papae VIIII confirmationis donationis factae per b. m. Dyonisium metropolitam S. Severinae”. De Leo P. (a cura di), Documenti Florensi 2001, p. XXVIII. “Bulla Gregorii papae VIIII confirmationis donationis factae per b.m. Dyonisium metropolitam S. Severinae et capitulum territorii de Castellaci et suis finibus limitatur, sub censu librarum cerae sex, anno quolibet metropolitanae ecclesiae persolvendo, in anno 1220 tempore Federici [II] imperatoris. Expedita Laterani III kalendas martii, pontificatus sui anno VII.” De Leo P. (a cura di), Documenti Florensi 2001, p. XXVIII.

[xxxvii] 22 novembre 1234. “… significat se eis confirmare licentiam ipsis datam a Bartholomeo, eiusdem Dionisii successore, … data eis et eorum successoribus ab eodem B. archiepiscopo …”. Russo F., Regesto I, 755.

[xxxviii] Guillou A., Les Actes Grecs des Fonds Aldobrandini et Miraglia XI-XIII s., Biblioteca Apostolica Vaticana 2009, pp. 101-106.

[xxxix] Pratesi A., Carte Latine di Abbazie Calabresi provenienti dall’Archivio Aldobrandini pp. 168-171 e 172-175.

[xl] 1235 “«Barthomolaeus, archiepiscopus Sancte Severine, recepto pallio ab Obizone, archiepiscopo Cusentin., secundum mandatum domini pape, iuravit fidelitatem ecclesie Romane, sicut continetur adnotatum, adiecto quod ubi dicitur «singulis triennis» visitabit Sedem Apostolicam, ibi continetur «de singulis annis». Et haec constiterunt per litteras ipsius archiepiscopi sancte Severinae, cuius potentes litteras idem transmisit, iuramentum fidelitatis de verbo ad verbum expressum in eis».” Russo F., Regesto I, 784.

[xli] 9 novembre 1254. “Capitulo Sanctae Severinae in Calabria. Mgrum Nicolaum de Sancto Germano commendat, clericum Iohannis Mori, Camerarii regni Siciliae, quem, ab Amalfitano Archiepiscopo ecclesiae Sanctae Severinae praefectum, ipse eidem ecclesiae praefecerit in archiepiscopum et pastorem, nonobstante quod per praelatos graecos dicta ecclesia regi consuevit.” Russo F., Regesto I, 884.

[xlii] “Bulla Nicolai archiepiscopi S. Severinae concessionis factae monasterio Florensi sumendi aquam a flumine Neethi et deducendi ad molendinum monasterii, cum facultate reedificandi aliud molendinum in terris ecclesiae, si flumen alveum proprium mutaverit, anno 1258.” De Leo P. (a cura di), Documenti Florensi 2001, p. XXVIII.

[xliii] Kamp N., Kirche und Monarchie im staufischen Königreich Sizilien, Monaco 1975, p. 888.

[xliv] 13 marzo 1263: “Iohannes, Archiepiscopus S. Severinae” (Russo F., Regesto I, 964). 10 luglio 1263: “Iohannes, Archiepiscopus S. Severinae” (Ibidem, 965). 3 aprile 1264: “Iohannis, Archiepiscopi S. Severinae” (Ibidem, 973). 9 aprile 1264: “Iohanne, archiepiscopo S. Severine” (Ibidem, 974). 17 giugno 1264: “Iohannes, archiepiscopus S. Severinae” (Ibidem, 979).

[xlv] 20 giugno 1268. “Hugonem, Priorem S. Sepulchri, iam a Summo Pontifice consecratum, praeficit ecclesiae S. Severinae in archiepiscopum, vac per ob. Angeli.” Russo F., Regesto I, 1044. Ughelli F., Italia Scara IX, 483.

[xlvi] 01.10.1269. “Re Carlo elegge a suo procuratore e nunzio speciale Ugo arcivescovo di Santa Severina …”. Minieri Riccio C., Alcuni fatti riguardanti Carlo I di Angiò tratti dall’Archivio Angioino di Napoli, 1874, p. 74. 04, 05 e 10.04.1270. “Re Carlo nomina suoi procuratori speciali H. arcivescovo di Santa Severina, …”. Minieri Riccio C., Alcuni fatti riguardanti Carlo I di Angiò tratti dall’Archivio Angioino di Napoli, 1874, pp. 109 e 111.

[xlvii] Kamp N., Kirche und Monarchie im staufischen Königreich Sizilien, Monaco 1975, p. 889.

[xlviii] 1269. “Ven. H. Archiepiscopo S. Severine, provisio pro susceptione Ecclesie sue et bonorum omnium “in nostram protectionem, quia ipse moratur in servitiis in Lombardia”. Reg. Ang. IV, 1266-1270, p. 148. Minieri Riccio C., Brevi Notizie intorno all’Archivio Angioino di Napoli 1862, p. 94.

24 settembre 1269. “Archiepiscopus Sancte Severine destinatur pro servitiis regiis, sub dat. XXIV septembris XIII ind.” Reg. Ang. V, 1266-1272, p. 141.

1 ottobre 1269. “Karolus etc. Universis fidelibus Ecclesie Romane ecc. Per has patentes licteras notum facimus omnibus … quod Nos, de prudentia et fide ven. patris Hugonis D. g. Archiepiscopi Sancte Severine plenam fiduciam optinentes, ipsum constituimus et ordinamus procuratorem nostrum et nuntium specialem ad tractandam et faciendam bonam pacem et condordiam inter ven. patrem R., D. g. Episcopum Cumanum et Commune Mediolanense et Neapolitanum de la Turre Rectorem perpetuum Populi Mediolanensis et Franciscum de la Turre dil. mil. nostrum et alios dominos de la Turre, ex una parte, et Potestatem Comunis Bryxie et ipsum Commune et parte Ecclesie dicte civitatis et districtus, ex altera; et ad ordinandum et pronuntiandum super omnibus questionibus, que inter eos vertuntur vel verti possunt aliqua ratione, sicut Nosmet facere possemus ex forma compromissi facti in Oddonem de Brayda et Bertandum de Montiliis, ambassatores nostros …, mandantes dictis partibus … ut sibi sicut persone nostre debeat obedire; et ad faciendam concordiam inter Mantuanos et etiam inter alios fidelis Ecclesie, inter quos esset aliqua discordia, propter quam fidelibus Ecclesie posset periculum et scandalum evenire. In cuius rei etc. Datum Melfie, primo octubris XIII ind.” Reg. Ang. V, 1266-1272, p. 107.

1 ottobre 1269. “Il Re ordina ai Custodi dei Passi di Terra di Lavoro e d’Abruzzo di lasciar liberamente transitare gli ambasciatori di Milano e di Brescia, i quali, accompagnati dall’Arcivescovo di Santa Severina, debbono recarsi alla presenza di esso Re, con dodici persone di seguito e coi loro cavalli. Raccomanda di vigilare affinchè con essi non entrino nel Regno i nemici. Datum Melfie, primo octubris XIII ind.” Reg. Ang. V, 1266-1272, p. 156.

5 ottobre 1269. “Karolus etc. Ven. in Christo patri Hugoni Archiepiscopo Sancte Severine etc. De prudentia et fide vestra plenam fiduciam optinentes, damus vobis liberam potestatem ut, facta concordia inter nob. Virum Franciscum de la Turre, dil mil., et Commune Bryxie et parte Ecclesie intrinsecam Bryxie super regimine ipsiu civitatis, et recepta nostro nomine Potestaria dicte civitatis et districtus, et post factam concordiam supradictam, possitis constituere Anzaldum Lavandarium, civem Placentie, vel Raymundum Vitalem de Digna, mil. et fam. Nostros, Vicarios loco Nostri ad regendum dictam civitatem, districtum et homines eorundem … Et … mandamus quod quicumque eorum per vos … fuerit constitutus, auctoritate nostra posset dictum officium … exercere. Datum Melfie, V octobris XIII ind.” Reg. Ang. V, 1266-1272, p. 108.

4 aprile 1270. “Archiepiscopus Sanctae Severinae, fr. Iacobus Prior S. Magdalenae Parmensis, Bertrandus de Pugeto mil., Vicarius Brixie, et Petrus Imberti, iuris civilis professor et iudex appellationum Magne Curie, habent a Rege potestatem tractandi et completi pacta et conventiones cum Potestatibus Capitaneis Consiliis et communibus civitatum Bononie, Parme, Regii, Mutine et Mantue. Datum Capue, IV aprilis XIII ind.” Reg. Ang. V, 1266-1272, p. 51.

5 aprile 1270. “Universis fidelibus Ecclesie etc. Per has patentes licteras volumus esse notum quod Nos, de prudentia et fidelitate ven. patris H. Archiepiscopi Sancte Severine, Bertrandi de Pugeto mil., ac Petri Imberti, iuris professoris, judicis appellationum in Magna nostra Curia, … plenam fiduciam obtinentes, damus eis plenariam potestatem recipiendi dominium et signoriam ac iura et redditus civitatis Brixie, nostro nomine et filii nostri, qui post Nos primogenitus invenietur, prout convenerint cum Brixsiensibus et Syndicis eorundem, et ad promictendum eis nostro nomine ea que ipsi Archiepiscopi et aliis utilia videbuntur. Ita quod si omnes non possent personaliter interesse, duo ex eis predicta omnia possint facere et complere. In cuius rei etc. Datum Capue, V aprilis XIII ind.” Reg. Ang. V, 1266-1272, p. 51-52.

10 aprile 1270. “Scriptum est ven. patri H. Archiepiscopo Sancte Severine fr. Iacobo Priori S. Marie Magdalene Parmensis, Bertranno de Pugecto mil., et Petro Imberti iudici appellationum M. Curie … De prudentia et fide vestra plenam fiducia obtinentes, recipiendi nostro nomine iuramenta a Communibus et Sindicis communium Parme Regii Mutine et Mantue de observandis capitulis propositis in parlamento aput Cremonam mense augusti p.p. celebrato, iurandi etiam et firmandi capitula ipsa … plenam et liberam vobis quatuor, vel tribus aut duobus vestrum, concedimus … potestatem. Ratum habituri etc. In cuius etc. Datum Neapoli, X aprilis XIII ind.” Reg. Ang. V, 1266-1272, p. 56.

[xlix] 1269-1270. “Archiepiscopo Sancte Severine, provvisiones pro pacifica possessione suorum bonorum.” Reg. Ang. V, 1266-1272, p. 141. 1270. “Archiepiscopo Sancte Severine potestatem concedit Rex recipiendi mutuo usque ad summam LX vel LXXX unc. auri.” Reg. Ang. V, 1266-1272, p. 95.

[l] Kamp N., Kirche und Monarchie im staufischen Königreich Sizilien, Monaco 1975, p. 889. 26 maggio 1272. “Scriptum est Straticoto Salerni, in forma de capienda tertia parte bonorum mobilium Landulfi de Paulo de Salerno et annotandis reliquis bonis suis, pro eo quod non comparuit in R. Curia in termino sibi dato ad respondendum mag. P. de Raione, … executori testamenti qd. ven patris Episcopi Sancte Severine, super eo quod idem Episcopus … deposuit penes eundem Landulfum cifum unum de argento deauratum ad pedem, ponderis II unciarum, et idem Landulfus cum ipso cifo recessit et illum sibi reddere contradicit … Dat. ap. Nuceriam Christianorum, XVI madii XV ind.” Reg. Ang. VIII, 1271-1272, p. 294.

[li] 1 giugno 1273. “(Mirabello) S. Marci et (Marco de Assisio) Cassanensi episcopis ac Ministro Fratrum Minorum in Calabria mandat, ut super iis, quae contra Rogerium canonicum, in Archiepiscopum S. Severinae electum, sibi insinuata sunt quaeque, si vera essent, confirmationem electionis impedirent, diligenter inquirant veritatem et, si eorum aliquod, per quod electio debeat irritari, invenerint esse verum, electionem ipsam cassent, alioquin, electionem confirmantes, electo faciant munus consecrationis impendi.” Russo F., Regesto I, 1060.

[lii] “Mortuo archiepiscopo quidam laycus manifestum patiens in etate et litteratura defectum, cum esset potens in terra, ecclesia ipsa vacante, se fecit in subdiaconum promoveri, qui postmodum ellectus fuit. Et dicitur fuisse fauctor Conradini et personaliter cum armis fuisse in exercitu rebellium.” Kamp N., Kirche und Monarchie im staufischen Königreich Sizilien, Monaco 1975, p. 890, nota n. 73.

[liii] 14 luglio 1274. “+ S(igillum) ROG(ERII D)EI GRA ARCHIEP.I S. SEVERINE”. Russo F., Regesto I, 1063.

[liv] Ruggero risulta menzionato esplicitamente o implicitamente in qualità di arcivescovo di Santa Severina: 17 settembre 1274 (Russo F., Regesto I, 1072), 15 marzo 1275 (Ibidem, 1078), 21 marzo 1277 (Ibidem, 1086), 13 luglio 1279 (Reg. Ang. XX, 1277-1279, p. 244 e XXI, 1278-1279, p. 13), 5 ottobre 1281 (Russo F., Regesto I, 1228), 3 luglio 1289 (Ibidem 1270), 7 novembre 1290 (Ibidem, 1289), 13 dicembre 1290 (Ibidem, 1298), 20 febbraio 1292 (Ibidem 1317 e 1318), 17 giugno 1295 (Ibidem, 1330), 11 luglio 1295 (Ibidem, 1336).

[lv] Trinchera F., Syllabus Graecarum membranarum 1865 pp. 285-287 n. CCXVIII. Una tarda tradizione locale lo identificherà invece come frencese/fiammingo: “Rogerio di Stefanuzia o sia Stevenswort fiamengo, Consigliere del Re Carlo I e Carlo II d’Angiò.” AASS 084A, f. 44v. “Si distinse fra gli altri nella divozione verso detta gloriosa Protettrice Rogerio di Stefanuzia o sia Stevenswort nella Ghalhia oggi Francese eletto Arcivescovo sin dall’anno 1274.” AASS 084A, f. 49.

[lvi] 1274. “… abbiamo la revoca della scomunica lanciata da Ruggero, Arcivescovo di S. Severina, contro i monaci florensi a causa della tenuta di Castellazzo” (Russo F., Gioacchino da Fiore e le Fondazioni Florensi in Calabria 1959, p. 107). 1278. “Mandatum pro Archiepiscopo Sancte Severine contra vassallos monasteri Sancti Georgi quod est dicti Archiepiscopi, qui sunt angararii” (Reg. Ang. XX, 1277-1279, p. 247).

[lvii] 15 marzo 1275. “Rogerio, archiepiscopo S. Severinae, mandat ut bona monasterii S. Maria de Patiro, O.S.Bas., Rossanen. dioc., contra iniuste invasores et detentores defendat.” Russo F., Regesto I, 1078.

21 marzo 1277. “Archiepiscopo S. Severinae committit ut examinet electionem Rogerii de Mileto in abbatem monasterii S. Trinitatis, O.S.B., Militen. et, si idoneum invenerit, confirmet eidemque munus benedictionis impertiatur.” Russo F., Regesto I, 1086.

5 ottobre 1281. Rhegino et S. Severinae archiepiscopis mandat quatenus, cum per clamorem prioris et conventus monasterii S. Trinitatis Militen. O.S.B., audiverit quod Rogerius pro abbate eiusdem monasterii se gerens, et dissolutam, simoniaca labe pollutam, vitam ducens, enormes variosque excessus in preiudicium dicti monasterii committeret, prefati archiepiscopi supradictum monasterium visitent, corrigant et reforment, ita ut remedium opportunum adhibeatur.” Russo F., Regesto I, 1228.

[lviii] “Nel 1281, al solenne ricevimento di Clemenza, figliuola dell’imperatore Rodolfo e sposa di Carlo Martello, nipote di Carlo I, fu mandato all’incontro a Bologna, con altri notabili del Regno, l’Arcivescovo di S. Severina, Ruggero di Stefanuzio, per accompagnarla con solenne cavalcata a Napoli.” Dito O., La Storia calabrese e la dimora degli Ebrei in Calabria dal secolo V alla seconda metà del secolo XVI, 1989, p. 116.

[lix] 10 aprile 1279. “Scriptum est universis presentibus etc. De prudentia et legalitate ven. patris Rogerii Archiepiscopi Sancte Severine et Ludovici de Roerio mil. fam. et fid. Nostri plenam fiduciam obtinentes recipiendi nomine nostro a magn. viro dom. Nichiforo despoto Commino duce homagium ligium et iuramentum fidelitatis nec non et iuramentum etiam de observandis conditionibus inter Nos et ipsum habitis, prout in eisdem conventionibus continetur, plenam et liberam concedimus eisdem Archiepiscopo et Ludovico … potestatem, ratum habituri et firmum quicquid per eosdem Archiepiscopum et Lodovicum factum fuerit in pred. et singulis pred. In cuius rei testimonium presentes licteras exinde fieri et sigillo Maiestatis nostre iussimus communiri. Dat. ap. Turrim S. Herasmi, die X aprilis VII ind.” Reg. Ang. XXI, 1278-1279, p. 64.

[lx] “Nel Rogito sopracennato dell’anno 1308 si leggono ancora due Diplomi di conferma delle dette Decime Regie quali avea spedito il Re Carlo I di Angiò. Uno conchiude: Datum Brundusii anno Domini millesimo ducentesimo septuagesimo quinto die secundo Marti tertiae Indict. Regni nostri anno nono; l’altro finisce: Datum Romae anno Domini millesimo ducentesimo septuagesimo octavo die vicesimo quarto madii sextae Indict. Regnorum nostrorum Ierusalem secundo, Siciliae duadecimo. A chi non è noto che Carlo I di Angiò chiamato per la conquista de due Regni di Sicilia giunse in Roma nel mese di maggio dell’anno 1265, dove fu decorato della Dignità Senatoria, da lui poi rinunciata nell’anno 1278. (…) e che ottenne il titolo di Re di Gerusalemme nell’anno 1277 per cessione di Maria Principessa d’Antiochia. (…) Con aver egli asseverato ne dui Diplomi che di dette Decime sulla bagliva di S. Severina e Salina di Neto ne avea fatto l’esazione: tam ipse (cioè il ricorrente Arcivescovo Rogerio) quam Praedecessores sui a temporibus Catholicorum Regum Siciliae usque ad nostra tempore fece conoscere aver confirmato le Decime donate dai Cattolici Re di Sicilia, cioè Normanni, perché i Svevi eran in cattiva opinione religiosa creduti allora.” AASS, 084A ff. 37v-38.

[lxi] Russo F., Regesto I, p. 190 nota n. 36.

[lxii] 1282-1283. “Archiepiscopo Sancte Severine donantur nonnulle descripte terre laboratorie” (Reg. Ang. XXVI, p. 41). 1283-1284. “Archiepiscopo Sancto Severino donantur nonnulle descripte terre laboratorie” (Reg. Ang. XXVII, p. 167). 1283-1284. “Archiepiscopo Sancte Severine usque ad regium beneplacitum donantur nonnulle terre laboratorie” (Reg. Ang. XXVII, p. 406).

[lxiii] 3 luglio 1289. “Bernardo episcopo Praenestino, Ap. S. Legato, mandat quatenus ecclesiam cathedralem vel aliam in terris suae legationis, Rogerio archiepiscopo S. Severinae vel L(ucifero), episcopo umbriaticensi, fratri eius, quorum bona a Cathalanis consumpta sunt, commendari faciat.” Russo F., Regesto I, 1270.

[lxiv] 10.09.1289. “Ven. patri Archiepiscopo Sancte Severine consiliario, provisio pro solutione an. unc. 100 pro substentatione sua, ac filiorum q.d Alessandri Stefanicii mil. fratris sui”. Reg. Ang. XXXII, p. 256.

[lxv] 1292-1293. “Notatur concessio Ioanni filius Alexandri Stefanitii, militis nepoti archiepiscopi Sancte Severine annuis unciis 60.” Reg. Ang. XLV, 1292-1293, p. 40. 1293-1294. “Notatur Iacobo de Oppido militi familiari commissio terre Cutroni cum annui gagiis unciarum 80 super baiulatione dicte terre, amota annua provvisione unciarum 60 super eadem quam tenet Ioannes Stephanicius miles nepos venerabilis R(ogerii) archiepiscopi Sancte Severine, que situetur super baiulatione Sancte Severine.” Reg. Ang. XLVI, 1276-1294, p. 170.

[lxvi] 1292-1293. “Karolus secundus etc. Tenore presentis privilegii notum facimus universis presentibus et futuris quod nos recentes grata plurium et accepta servicia que quondam Riccardus Stephanici, miles olim dum viveret celsitudini nostre prestitit et que Riccardellum Stephanici, filium suum, fidelem nostrum speramus in posterum prestiturum contemplacionem quoque venerabilis in Christo patris R(ogerii) archiepiscopi Sancte Severine, dilecti consiliarii, familiaris et fidelis nostri, patrui Riccardelli predicti, eidem Riccardello et suis heredibus utriusque sexus ex suo corpore legitime descendentibus in perpetuum bona omnia que fuerunt quondam Thomasie Forisimiri, uxoris quondam Adde de Ulmis militis, sita in iusticiaratu Vallis Gratis et Terre Iordane in alio privilegio nostro faciendo exinde destinguenda ex obitu ipsius Thomasie absque legitimis filiis mortue ad manus curie nostre rationabiliter devoluta cum hominibus et vassallis, si qui in eis sunt ac iuribus, iurisditionibus, rationibus et pertinenciis eorum ominibus que de demanio in demanium et que de servicio in servicium pro annuo redditu unciarum aurum quatraginta et sub duobus militaribus serviciis proinde per predictum Riccardellum et dictos heredes eius curie nostre in mediate et in capite iuxta regni nostre Sicilie usum et consuetudinem exhibendis concedenda duximus de liberalitate mera et gratia speciali; dono siquidem per virum magnificum dominum Robertum comitem Atrebatensem, consanguineum nostrum carissimum, facto prefato quondam Riccardello, vel prenominato eius filio, de predictis bonis aut quibuslibet aliis ac etiam quacumque alia provisione ipsos vel eorum alteri per nos, aut eundem comitem, vel quempiam alium capitaneum, aut officialem curie nostre facta renunciatis per eundem Riccardellum et per nos evacuatis ac penitus irritatis ac …”. Reg. Ang. XLV 1292-1293, p. 39-40.

[lxvii] 1292-1293. “Notatur quod archiepiscopo Sancte Severine donantur quedam terre laboratorie in Sancto Mauro, Cutrono et Strongolo.” Reg. Ang. XLV, 1292-1293, p. 36.

“Si è conservato ancora in momumento della generosità del Re Carlo II di Angiò in un diploma spedito fin dal di 11 Aprile dell’anno 1293. Reso pago egli della fedeltà e servizii prestati dall’Arcivescovo Rogerio tenutosi lontano dalla Fazzione degl’Aragonesi di Sicilia, che in quel tempo bellicava nella Calabria, concesse alla Chiesa Metropolitana col titolo di una tenuissima prestacione di tre reali e mezzo vari fondi Fiscali siti ne Territori di Cotrone in vicinanza del vallone Ysari; di Strongoli lungo le rive del fiume Neto; e nel Territorio di S. Severina al luogo detto volgarmente la Conusa, dove più si accosta il fiume Tacina.” (…) AASS, 084A f. 28v.

“… Archiepiscopus ipso in perpetuum habent et tenent ad opus suum praedictas culturas seu terras quarum fines sunt hii videlicet praedictae culturae de Laconusa ab una parte ipsius est flumen Tacinae, ab alia vallonus … Mantii, ab alia terra Archiepiscopatus S. Severinae, et si qui alii sunt confines, et reliquarum duarum culturarum quae sunt in flomaria Neti ab una parte ipsarum est cultura de Cacomeli, ab alia parte flumen Neti, et si qui alii sunt confines. Nec non et habent in perpetuum culturas quae dicuntur de puteo ante Cotronum prope vallonem Ysari ex una parte et Suburbium Cotroni ac montem de bliga ex altera et prope terram Carbonari. Item terra quae dicitur de Apotheca et alia parte ysari. Item Cascinum unum terra Curiae quam tenuit Gualcerius Nas… proditor prope vineas quondam Angeli de Vito. Item vineas quae fuerunt Rogeri Calabria de Cotrono proditori sitas in pertinentiis Cotroni; pro quibus omnibus solvere teneatur anno quolibet pro hiis scilicet quae sunt in territorio Cotroni in baiulatione Cotroni Regalia duo quae sunt tari decem et octo; pro hiis quae sunt in territorio S. Severinae Regale unum; et pro hiis quae sunt in territorio Strongyli Regale medium … Datum apud Meledunum … anno Domini millesimo ducentesimo nonagesimo tertio undecimo Aprilis sextae Indictionis Regnorum nostrorum anno nono.” AASS, 084A f. 39v.

[lxviii] 15 agosto 1295. “Rogerio, archiepiscopo Cusentino. Ipsum de ecclesia S. Severinae ad archiepiscopatum Cusentinum, vac. per ob. Adae, quondam electi Cusentini, transfert eique pallium mittit.” Russo F., Regesto I, 1340. 21 agosto 1295. “Rogerius, archiepiscopus S. Severinae …” Russo F., Regesto I, 1341. 14 novembre 1296. “Rogerium (de Stephanitia), archiepiscopum S. Severinae, ad Cusentinam ecclesiam, vac. per ob, Adae electi, transfert.” Russo F., Regesto I, 1357.

[lxix] 23 dicembre 1296. “Landulfo, S. Angeli diac. card., Ap. S. Legato. Cum Rogerius, archiepiscopus S. Severinae, ad ecclesiam Cusentinam traslatus esset, Lucifer episcopus Umbriaticen. et germanus eiusdem ad ecclesiam S. Severinae transfertur”. Russo F., Regesto I, 1359.

[lxx] 13 febbraio 1298. “Assignatur pallium pro Lucifero, Archiepiscopo S. Severinae.” Russo F., Regesto I, 1366. 13 febbraio 1298. “Forma iuramenti pro Lucifero, archiepiscopo S. Severinae.” Russo F., Regesto I, 1367.

[lxxi] 15 febbraio 1298. “Archiepiscopo Rossanen. et episcopo Geruntin. mandat ut conferant Lucifero, archiepiscopo S. Severinae, pallium, per Thomasium, abbatem monasterii Fontis Laureati, nuncium eius, postulatum.” Russo F., Regesto I, 1368.

[lxxii] “Bulla Luciferi archiepiscopi S. Severinae concessionis factae monasterio Florensi sumendi aquam a flumine Neethi et deducendi ad molendinum monasterii, cum facultate redificandi aliud molendinum in terris eiusdem, si flumen alveum proprium mutaverit, anno 1301.” De Leo P. (a cura di), Documenti Florensi 2001, p. XXXIII.

  1. 01.09.1301. Santa Severina. “Luciferus Dei gratia Sanctae Severinae archiepiscopus”, con il consenso del capitolo, concede per 5 anni all’abbate e al convento del monastero di Fiore, la libera e piena potestà “sumendi, trahendi ac ducendi aquam pro molendinis dicti monasterii vestri a flumine Neti per terras ecclesiae nostrae, quae sunt in flumaria Neti, videlicet a vallone Castellacii inferius etiam per terras eiusdem ecclesiae nostrae laboratorias”, dietro il pagamento dell’annuo censo nel mese di Ottobre nella festa di Santa Anastasia, di 2 oncie d’oro. De Leo P. (a cura di), Documenti Florensi 2001, pp. 161-162.

[lxxiii] 2 dicembre 1304, Mesoraca. “Luciferus archiepiscopus Sancte Severine” (Pratesi A., Carte Latine di Abbazie Calabresi provenienti dall’Archivio Aldobrandini, Documenti non Pubblicati, p. 450, n. 226). 30 ottobre 1316, Santa Severina. “Luciferi Archiepiscopi Sanctae Severinae”. (Ibidem, p. 451, n. 234).

[lxxiv] 11 luglio 1319. “«Item, eadem die dominus Johannes, electus S.te Severine, promisit pro suo communi servitio CLX fl. Auri et quinque servitia per solvere ad Kal.as maii proxime futuras». Russo F., Regesto I, 2507.

[lxxv] 31 maggio 1320. “Iohannis, canonici ecclesiae S. Severinae, in minoribus constituti, electio in Archiepiscopum eiusdem ecclesiae, vac. per ob. b.m. Luciferi, confirmatur.” Russo F. Regesto I, 2522.

[lxxvi] 16 giugno 1320. “Iohanni, electo S. Severinae, datur facultas recipiendi munus consecrationis a quacumque maluerit catholico antistite.” Russo F., Regesto 2526.

[lxxvii] 22 giugno 1321. “Iohanni (de Policastro), archiepiscopo S. Severinae, assignatur pallium, per archiepiscopatum Rossanen. tradendum”. Russo F., Regesto I, 2552.

[lxxviii] “Joannes electus promisit sacro Collegio solitum charitativum subsidium die 2 Julii anno 1320 cujus meminit et Reg. Vatic. Joanni XXII. epist. 927. anni 4. caetera ignorantur.” Ughelli, Italia Sacra VIII, p. 484.

[lxxix] “In provincia S. Severine et eiusdem Diocesis”, “Presbiter Iohannes de Pollicastro eo iure tar. VII gr. XV”. Vendola D., Rationes Decimarum Italiae nei sec. XIII e XIV, 1939, p. 203. Russo F., Regesto I, 2356. Scalise G.B. (a cura di), Siberene, Cronaca del Passato per le Diocesi di Santaseverina – Crotone – Cariati, 1999, p. 280.

[lxxx] 8 maggio 1321. «Facta fuit quitatio d.no Bartholomeo, archiepiscopo S.te Severine, de LXXIII florenis auri de summa LXXXXIII fl. cum dimidio, in quibus LXXX dict.rum tenetur camere et XIII cum dimidio pro III fructibus familiaribus, clericis dicte camere pro parte ipsius communis servitii dicte camere, solutis per manus Gerardi p. fati, de societate Azaiolorum de florentia.»” Russo F., Regesto I, 2546.

30 agosto 1321. “Die XXX mensis Augusti (1321) a d.no Archiepi.o S. Severine, per manus Nicolai Fineth, proc.rem suum, pro complemento sui communis servitii VII fl. auri.” Russo F., Regesto I, 2554.

5 settembre 1321. «Facta fuit quitatio Iohanni archiep.o S.te Severine, de VII fl. auri, pro complemento sui communis servitii, et de XIIII fl. et XII solidis Viennen. pro III fructibus familiaribus, solutis per manus mgri Nicolai de fractis (sic, ma Fineth), procuratoris sui, cum absolutione et dispensationi quia incurrerat.” Russo F., Regesto I, 2555.

[lxxxi] “fu sospeso donec Pontifex melius informetur perché aveva assunto in sede vacante, due anni prima, le funzioni di Arcivescovo di S. Severina”. Sisca D., Petilia Policastro, 1964 rist. 1996, p. 217-218, che cita: Archivio Vaticano 8F. 73 EP. 431.

[lxxxii] 5 febbraio 1322. “Archiepiscopo Cusentin. et Bisinianen. ac Gerentin. Episcopis mandat ut publicent suspensionem in spiritualibus et temporalibus, ad tres menses, Iohannis de Policastro qui, multarum gentium et peditum armatorum potentia fultus, in archiepiscopum ecclesiae S. Severinae, per ob. Luciferi vac., a quibusdam dictae ecclesie canonicis per impressionem se eligi procuravit et sciens quod Guillelmus, episcopus Umbriaticen. dum ad Sedem Apostolicam pro confirmatione postulationis per 39 ex dictis canonicis de eo factae accederet, fuerat per naufragium in mari submersus, fabricatis falsis documentis, electionem suam confirmari et ipsum cosecrari ac pallio insigniri a dicta Sede, sic decepta, obtinuit, instante Rogerio, episcopo Strongulen.” Russo F., Regesto I, 2578.

[lxxxiii] 5 febbraio 1322. “Thesaurario Guillelmo de Hugolecto ac Thomasio de Massanova, canonicis ecclesie S. Severinae. Commissio administrationis in spiritualibus et temporalibus archiepiscopatus S. Severinae, donec de veritate eorum, quae sunt proposita contra Iohannem de Policastro, qui se gerit pro archiepiscopo, plenius informatus, Pontifex aliter ordinaverit.” Russo F., Regesto I, 2577.

[lxxxiv] 8 marzo 1323. “Decernitur quod non est procedendum contra Iohannem, archiepiscopum S. Severinae, de quibusdam falsis instrumentis, ab ipso productis, accusatum et personaliter coram Pontifice comparentem. Amovetur suspensio, contra ipsum prolata eique conceditur licentia recedendi e Curia.” Russo F., Regesto I, 2606.

[lxxxv] “«In civitate ed dyocesi S.te Severine». «D.nus Iohannes, Archiep.us civitatis, solvit unc. quatuor, tar. decemocto». Russo F., Regesto I, 4887.

[lxxxvi] “Item in provincia ac civitate et dyocesi S. Severine. Dominus Iohannes archiepiscopus dicte civitatis unc. duas et tar. quindecim.” Vendola D., Rationes Decimarum Italiae nei sec. XIII e XIV, Apulia-Lucania-Calabria, 1939, p. 205. Russo F., Regesto I, 5473.

[lxxxvii] “«In civitate ed dyocesi S.te Severine» (clerici 30). «D.nus Iohannes, archiep.us dicte civitatis, uncias duas, tarenos quindecim». Russo F., Regesto I, 5906.

[lxxxviii] “Iohannes (de Policastro) archiepiscopus Sancte Severine”. Pratesi A., Carte Latine di Abbazie Calabresi provenienti dall’Archivio Aldobrandini, Documenti non Pubblicati, p. 452, n. 240.

[lxxxix] 10 settembre 1330. “Thomae, (sic) archiepiscopo Severinae.” (Russo F., Regesto I, 6356). 3 marzo 1331 (Ibidem, 6370), 26 luglio 1333 (Ibidem, 6410 e 6411).

[xc] Rende P., La cattedrale di Santa Severina dedicata a Santa Anastasia Romana tra Alto e Basso Medioevo, www.archiviostoricocrotone.it. Rende P., Dall’ordine della “Militiae Templi” a quello Gerosolimitano, la chiesa di San Giovanni di Santa Severina (sec. XII-XIV), www.archiviostoricocrotone.it.

[xci] 23 maggio 1340. “Promotio Petri, Canonici ecclesiae Sanctae Severinae, ad archiepiscopatum eiusdem ecclesiae, per ob. Iohannis et cessionem eiusdem Petri, una cum Nicolao de Roqua, Tropien., et Nicolao Malopera, Cusentin. ecclesiarum canonicis, ac Salvo Assanti, presbytero Isclan. dioc. in discordia electi, apud Sedem Apostolicam, praevia generali reservatione vacantem, cum testimonialibus consecrationis eidem Petro per Annibaldum, episcopum Tusculan. impensae ac assignationis pallei ipsi factae in Curia per Napoleonem, S. Adriani, et Jacobum, S. Gregori, ad Velum Aureum, Cardinales.” Russo F., Regesto I, 6504.

[xcii] 23 maggio 1340. “Mandat pro receptione praefati Archiepiscopi Sancate Severinae cum hortatoria Roberto, regi Siciliae, super transmissa.” Russo F., Regesto I, 6505.

[xciii] 19 luglio 1340. “«Eisdem anno Indict. pontif. etc. dominus petrus Archiepiscopus S.te Severine in Calabria promisit pro suo communi servitio CLX fl. et quinque servitia consueta, solvendo medietatem ad festum Resurrectionis domini et aliam medietatem ad festum assumptionis b.te marie ex tunc proxime sequuturum, alioquin infra quattuor menses».” Russo F., Regesto I, 6506.

[xciv] 25 giugno 1344. “Archiepiscopo Sanctae Severinae committit executionem mandati, quo Barlaam, episcopus Giracen., eximitur ad vitam a jurisdictione Metropolitae Rhegin.” Russo F., Regesto I, 6654. L’arcivescovo era Pietro Ughelli IX, 684. 1345. “Archiepiscopo Sanctae Severinae committitur ut Barlahae, episcopo Giracen., super quibusdam appellationibus faciat iustitiae complementum.” Russo F., Regesto I, 6846.

[xcv] 17 febbraio 1346. «Item die XVII eiusd. Ibidem, a d.no petro, Archiep.o S.te Severine, de decima p[re]libata pro mensa sua archiep.li unc. II». Russo F., Regesto I, 6854.

[xcvi] 3 ottobre 1348. “Promotio Guillelmi, Decani ecclesiae Sanctae Severinae, in subdiaconatus ordine constituti, ad archiepiscopatum eiusdem ecclesiae, per ob. B.m. Petri de Sicilia apud Sedem Apostolicam vacantis.” Russo F., Regesto I, 7056.

[xcvii] 23 ottobre 1348. “«Guillelmus, electus S.te Severine in Calabria de regno, promisit pro petro predecessor suo pro servicio promisso et non solute CLX fl. et V servicia, solvendo medietatem in festo omnium sanctorum an. MCCCXLIX et aliam medietatem in festo Pasche ex tunc secuturo». «Item dicta die promisit pro suo communi servicio promisso et non solute CLX fl. et V servicia solvendo medietatem in festo omnium sanctorum an. MCCCXLIX et aliam medietatem in festo pasche extunc secuturo». Russo F., Regesto I, 7060.

[xcviii] 28 aprile 1365. “Guillelmus, archiepiscopus S. Severinae.” Russo F., Regesto II, 7762.

[xcix] 7 aprile 1366. Napoli. “venerabilis patris Guill(ielm)i Archiepiscopi dicte Civitatis S(an)cte Severine”. AASS, Pergamena 072.

[c] 16.07.1373. Santa Severina. “d(omi)nus d(omi)nus Guill(elm)us dei et ap(osto)licae sedis gr(ati)a santae severinae Archiep(iscop)us”. ASV, Instr. Misc. 2788. Salerno M., Toomaspoeg K., L’inchiesta Pontificia del 1373 sugli Ospedalieri di San Giovanni di Gerusalemme nel mezzogiorno d’Italia, 2008, pp. 109 e 265-267.

[ci] 3 agosto 1377. “Amicus, in episcopum ecclesiae Thelesinae, quae falsa suppositione creditur vacasse, praefectus, transfertur ad Ecclesiam Sanctae Severinae, vac. per ob. Guillelmi.” Russo F., Regesto II, 8361.

[cii] 23 settembre 1377. «D.nus Amicus, Archiep.us S.te Severine, promisit pro suo communi servitio fl. auri CLX».” Russo F., Regesto II, 8365.

[ciii] 21 febbraio 1388. “Johanni, tit. S. Cyriaci in Termis presb. Card., mandat ut Johannem de Ebulo, Ord. Min. professorem, in archiepiscopum ecclesiae S. Severinae vac. per ob. Amici, praefeciat.” Russo F., Regesto II, 9072.

[civ] 14.08.1386, Policastro. “Reverendus in xpo pater d(omi)nus Math(e)us archie(pisco)pus s(anc)te Severine”, “Nos Matheus dei gr(ati)a Archiep(iscop)us S(anc)te Severine interfui et me subscrisse”. www.archiviodistato.firenze.it

[cv] Fiore G., Della Calabria Illustrata II, p. 535.

[cvi] 17 settembre 1399. “Nicolaus, episcopus Tricaricen., olim archiepiscopus Rossanen., denuo transfertur ad Rossanen. ecclesiam, vac. per translationem Gerardi ad ecclesiam Sanctae Severinae.” Russo F., Regesto II, 8747.

[cvii] 28 ottobre 1399. “Gerentin. et Umbriaticen. Episcopis mandat ut nomine Ecclesiae Romanae, recipiant fidelitatis iuramentum in forma a Gerardo, quem nuper de Archiepiscopatu Rossanen., ad Archiepiscopatum Sanctae Severinae transtulit.” Russo F., Regesto II, 8759.

[cviii] 14 marzo 1400. “«Rev.dus d.nus Gerardus Archiep.us S.te Severine in Calabria per discretum virum d.num Iacobum de piperno, procuratorem suum, promisit… pro communi servitio centum Septuaginta (sic) fl. auri de camera et quinque servitia consueta».” Russo F., Regesto II, 8783.

[cix] 20 marzo 1400. “«Reverendus in X.ro p.er d.nus Gerardus, dei Gratia Archiep.us S.te Severine in Calabria, pro parte partis sui comunis servitii Quindecim fl. auri de camera per manus hon. viri Iacobi de piperno, procuratoris dicti d.ni Archiep.i.».” Russo F., Regesto II, 8790.

20 maggio 1400. “«Die vicesimo mensis maii, Reverendus p.r d.nus Gerardus, Archiep.us S.te Severine, solvit pro parte partis sui communis servitii duodecim fl. auri de camera ».” Russo F., Regesto II, 8802.

[cx] “XXX. Iacobus olim Episcopus S(an)cti Leonis hanc Ecclesiam regendam accepit nonis Octobris 1400, ac tredecim omnino annos laudabili virtutum fama Pontificatum gessit.”

7 ottobre 1400. “Jacobus, olim Episcopus Sancti Leonis ecclesiam metropolitanam Sanctae Severinae transfertur, vac. per ob. Gerardi.” Russo F., Regesto II, 8818.

7 ottobre 1400. “Jacobo, olim S. Leonis episcopo in arciepiscopum Sanctate Severinae electo, conceditur quae possit usque ad pacificam assecutionem bonorum suae ecclesiae, beneficia ecclesistica recipere et retinere, quae in Marturanensi, Cusentin. et aliis dioecesibus tenet.” Russo F., Regesto II, 8819.

[cxi] 19 ottobre 1400. “«Rev,dus d.nus Jacobus dei gratia Ep.us (sic) S.te Severine in Calabria personaliter promisit centumsexaginta fl. auri de camera et quinque servitia consueta».” Russo F., Regesto II, 8820.

[cxii] 7 aprile 1403. Cosenza. Tra coloro che sottoscrivono l’atto, ritroviamo: “Nos Jacobus dei gr(ati)a Archiep(iscopu)s s(anc)tae severin(ae) testamur”. ASCS, fondo Pergamene, in ASMM, www.archividelmediterraneo.org; Russo G., Documenti Inediti di Archivi e Biblioteche Calabresi (sec. XII-XVII), Castrovillari, 2006, p. 349.

[cxiii] “… cuiusdam rescripti directi d(omi)no R.do Jacobo Archiep(iscop)o Sanctae Severinae per quondam bonae memoriae dominum Innocentium Papam Septimum …”. AASS, 007A.

[cxiv] 13 marzo 1410. “Bartholomaeo, archiepiscopo Rossanen. concedit spolia b.m. Jacobi, archiepiscopi Sanctae Severinae.” Russo F., Regesto II, 9231.

13 marzo 1410. “Bartholomaeo, archiepiscopo Rossanen. mandat ut recuperet ab iniuste detinentibus omnia bona quae fuerunt quodam b.m. Jacobi, archiepiscopi Sanctae Severinae.” Russo F., Regesto II, 9232.

13 agosto 1410. “Bartholomaeo, archiepiscopo Rossanen., et Nicolao episcopo Theanen., committit ut assignent quaedam bona mobilia, quae fuerunt quodam Lacobi, Archiepiscopi S. Severinae, et Petri episcopi Alatrin., Francisco electo Mathonen., Thesaurario S.R.E.” Russo F., Regesto II, 9258.

[cxv] 5 febbraio 1411. “Decano ecclesie Cusentin. Commissio super bonis Jacobi, b.m. archiepiscopi S. Severinae.” Russo F., Regesto II, 9284.

[cxvi] 19 dicembre 1412. “Angelus, Archiepiscopus Surrentin., transfertur ad Ecclesiam Sanctae Severinae, vac. per ob. Jacobi.” Russo F., Regesto II, 9364.

[cxvii] 30 dicembre 1412. “Angelus, Archiepiscopus S. Severinae, obtulit pro suo communi servitio fl. CLX.” Russo F., Regesto II, 9368.

[cxviii] 2 agosto 1416, Cosenza. “d(omin)um angelum Archiep(iscop)um s(anc)te severine”. AASS, pergamena 073.

[cxix] 11 ottobre 1416, Santa Severina. “d(omi)ni d(omi)ni Ang(e)li Archiep(iscop)i s(an)te sev(er)ine”. AASS, pergamena 006.

[cxx] 19 giugno 1419. «Pro parte Rev. in X.o patris et d.ni Angeli, Archiepiscopi Sancte Severine, nobis exposita que ipsum ad solvendum servitium quo camere Apostolice taxatur servis et familiaribus et officialibus … attento maxime quod dictam ecclesiam Sancte Severine noviter exitet assecutus, auctoritate nobis incumbente, terminum faciende solutionis ad unum annum proxime futurum a die dicta prorogatur …».” Russo F., Regesto II, 9484.

[cxxi] 7 giugno 1420. “Archiepiscopo Sanctae Severinae indulget quod tabellionatus officium concedere possit Nicolao de Martino de Caccurio, subdiacono Gerontin. Dioc.” Russo F., Regesto II, 9503.

[cxxii] 14 ottobre 1429. “Episcopo Insulan. significat quod ecclesiam S. Mariae de Misericordia, Terrae Mesuracae quam b.m. Angelus Archiepiscopus Sanctae Severinae, Fratribus Ord. Min. de Observantia concesserat, ipse auctoritate apostolica confirmat et v…ut in perpetuum eisdem concedatur cum omnium et singulis privilegiis, quibus Fratres de Observantia gaudent.” Russo F., Regesto II, 9884.

[cxxiii] “ANTONIUS Sanguagalus, (sic) alias de Molino Crotonensis ex Strongulensi Ecclesia ab hanc S. Severinae transitum fecit 12 Kal. Junii 1430. Praefuit ann. 24. defunctus anno 1454. Ex Actis Consist.” Ughelli F., Italia Sacra VIII, 484.

[cxxiv] 16 dicembre 1429. “Predicta die [Veneris XVII Kal. Januarii an. XIII], in consistorio secreto transtulit D.num Antonium, Episcopum Strongulen. ad ecclesiam metropolitanam Sancte Severinae, vac. per ob. Angeli.” Russo F., Regesto II, 9892.

16 dicembre 1429. “Insulanen. et Gerontin. Episcopis mandat ut ab Antonio, translato ab ecclesia Strongulen. ad archiepiscopatum Sanctae Severinae, iuramentum fidelitatis in forma recipiant.” Russo F., Regesto II, 9893.

23 dicembre 1429. “Eadem die X Kal. Ianuarii 1429, transtulit Antonium Ep.um Strongulen. ad Ecclesiam metropolitanam Sancte Severine.” Russo F., Regesto II, 9896.

[cxxv] 15 febbraio 1430. “Pro Antonio, Archiepiscopo Sanctae Severinae, licentia testandi de bonis non per ecclesiam acquisitis.” Russo F., Regesto II, 9903.

[cxxvi] 27 febbraio 1430. “Antonius Sanguagalus, (sic) translatus a Strongulen. ad ecclesiam Sanctae Severinae, obligatus pro servitio communi fl. auri del camera CLX.” Russo F., Regesto II, 9904.

6 marzo 1430. “«Rome die sexta mensis Martii, D.ni Antonius, Archiep.us S.te Severine, solvit L fl. fuit promotus Rome pontif. d.ni Martini pape quinto Anno XIII.»” Russo F., Regesto II, 9906.

16 aprile 1432. “Antonius, Archiepiscopus Sanctae Severinae, promotus anno 13 Martini V, Solvit.” Russo F., Regesto II, 10061.

[cxxvii] 5 aprile 1445, Santa Severina. “Reverendissimi in xpo patris et domini d(omi)ni Antonii de Stricagnolis dignissimi Archiep(iscop)i p(re)dicte Civitatis Santeseverine”. AASS, pergamena 004.

[cxxviii] 15 febbraio 1446. “Privilegium eiusdem Regis Alfonsi primi ad instantiam Ant.i Archiepiscopi S.tae Sev.nae”. AASS, 2A.

[cxxix] 10 ottobre 1452. “… audito Antonio Archiepiscopo S. Severinae loci Metropolitano …”. Russo F., Regesto II, 11286.

[cxxx] 17 settembre 1453. “Symon de Blondo, Ord. Fr. Praed. professor et in S. Th. Magister, fit Archiepiscopus Severinae, per ob. Antonii extra R.C. def…”. Russo F., Regesto II, 11309.

[cxxxi] 19 settembre 1453. “Pro Symone de Blundo, Electo S. Severinae, facultas recipiendi munus consecrationis a quocumque maluerit catholico antistitecum formula juramenti fidelitatis.” Russo F., Regesto II, 11311.

[cxxxii] 24 dicembre 1453. “«Dicta die, pbr Rogerius Cundopulus de civitate sancteseverine, vicarius maioris eccl.e sancteseverine, procurator et procuratorio nomine Rev.di p.ris Simonis Blundi archiep.i sancteseverine, ut de suo mandato constat per instrumentum, manu Thome dicti loci, d[ie] XII p[re]sentis mensis decembris, obligatur fl. auri de camera centumsexaginta et quinque minuta servitia consueta, solvendo medietatem infra sex menses et aliam medietatem infra alios sex menses extunc secuturos».” Russo F., Regesto II, 11319.

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