[Il Capitolo dell’Assunta]
di Andrea PESAVENTO
(pubblicato su La Provincia KR nr. 32-45/2007 )
Nella chiesa cattedrale di Crotone sotto il
titolo dell’Assunzione della SS.ma Vergine Maria per consuetudine
fanno parte del capitolo anche i semplici sacerdoti, i quali in ogni
funzione, soprattutto nell’elezione del vicario capitolare, hanno
anche voce attiva e passiva, purché abbia il titolo di dottore il
vicario da eleggersi (Rel. Lim. 1675).
Petro Paulo Venturi, canonico sotto il titolo di Santo Nicola e
procuratore del Capitolo di Crotone, alla fine del Seicento così ne
descriveva i diritti : “Il R.mo Capitulo di Cotrone ha il jus
d’amministrar Giustitia Civile, criminale, e mista a tutti i
Cittadini, ed habitanti Laici di questa Città ogn’anno il p(ri)mo
Giorno di Settembre, da lunga, pacifica ed immemorabile possessione,
della quale non vi è memoria in contrario. Di più nel p(redi)tto
Giorno assegna i prezzi, e dona la meta à tutte le cose venali. Di
più esigge dà macellari il capo di ciaschedun bove, vacca e vitella,
o altro animale, che si macellasse, e se tal giorno di settembre non
si macella per esser giorno prohibito, l’esigge quel giorno non
prohibito, che siegue mediatam(ent)e, ò immediatam(en)te. Di più dà
ogni cosa venale ne esigge il jus edilis, che s’intende l’istessa
portione di robba che si doverebbe pagare alla Catapania, e ciò dà
oglio, vino, frutti, foglie, e simili vittuarii.
L’Autorità poi d’assignar detti prezzi ed esiggere le prenom(ina)te
portioni spetta al can(onic)o eddommodario di quella settimana, che
corre la prima di settembre. L’amministrat(io)ne della Giustitia
spetta al R.mo Vicario di Mons.r Vescovo, ed a’ tempo di Sede
Vacante al Vicario Cap(itola)re, in qual giorno il R(egi)o
Gov(ernato)re della Città cede la verga del comando à chi amministra
detta Giustitia. (Questo diritto apparteneva fin dall’antichità al
vescovo di Crotone, come evidenzia la conferma fatta dal re Alfonso
d’Aragona al vescovo di crotone Cruchetto il 25 febbraio 1445: “..
prima die Septembris ipse Episcopus cum ceteris suis clericis, pro
tribunali sedeat, jusque Unicuique tam clericis quam laicis reddat,
supplendo omnes defectus....ipse Episcopus cum eius clericis possit
sedere pro tribunali primo die septembris jus ut predicitur et
justiciam tam ecclesiatsicis quam secularibus tribuendo..”., Zangari
D., Capitoli cit., pp. 5 - 6)
Il secondo Jus è di esiggere dà ciasched(u)no morto di età maggiore,
cioè di sette anni avanti car(li)ni venti, eccettuatene madre, e
padre di Preti Cotronesi.
Il terzo jus è quello che si chiama del Pedatico, cioè associatione
del cadavere in età maggiore come sopra, ed in questo jus qual hora
si sonano tre tocchi di campana à mortorio, ha il capitolo
possessione di richiedere maggiore, ò minore elemosina; qual hora se
ne sonassero due convengono due sole giornate, cioè Lunedì col
Giovedì, martedì col venerdì, e mercordì col sabato. Qual hora se ne
sonasse una conviene quella giornata sola, nel quale il morto si
sepelisce.” (Acta cit. ff. 80 -81)
La Massa Capitolare
Le entrate del Capitolo provenivano da territori, case e
magazzini, censi e dallo “jus mortuorum”. Nel 1691/1692 esse
assommavano a 237 ducati e nel 1699/1700 erano di ducati 249.
Durante il primo trentennio del Settecento aumentarono: nel
1703/1704 erano di 311 ducati e nel 1730/1731 di ducati 439, anche
se l’aumento non fu costante come in certe annate di carestia, come
quella del 1719/ 1720 quando l’introito fu di 264 ducati. In tale
periodo crebbe leggermente la rendita proveniente dall’affitto dei
terreni da ducati 112 a ducati 123, ma diminuì la sua incidenza sul
totale dal 36% al 28%. Anche la rendita dell’affitto delle case
passò da ducati 11 del 1703/1704 a ducati 33 del 1730/31 (da 4 % a
8% sul totale); l’incremento fu determinato da un lascito per messe
in suffragio di Tommaso Guerra. Rimase stabile lo Jus Mortuorum a
ducati 57 ( 13%), mentre quasi raddoppiarono i censi. Stabili nel
numero e nella rendita durante il primo ventennio del secolo, in
seguito aumentarono di numero da 16 a 26 e la loro rendita da ducati
133 a 226 (da 42% al 51%). Nonostante la forte espansione
creditizia, i procuratori pro tempore del capitolo iniziarono a
trovare difficoltà a collocare i capitali affrancati allo stesso
tasso che nel passato. Fin dalla metà del Seicento diversi censi con
una rendita dell’otto, del nove ed anche del dieci per cento del
capitale, furono estinti. Il denaro ritornò al procuratore del
Capitolo in attesa di essere reinvestito allo stesso tasso. Le
condizioni del mercato dei capitali però mutavano velocemente e
spesso il denaro rimaneva inoperoso nel deposito del Pio Monte
dentro al monastero di Santa Chiara, in attesa di poter essere
impiegato anche ad un tasso molto minore; dal sette al sei per cento
all’inizio del Settecento, poi al cinque ed anche al quattro. Altre
volte era trattenuto per scopi privati in mano ai procuratori pro
tempore. Nel primo ventennio del Settecento il denaro inoperoso
quasi raddoppiò, passando da ducati 275 a ducati 470.
I terreni
Alla fine del Seicento il capitolo poteva contare solo sulle
rendite provenienti dalla gabella detta Santi Quaranta, che nel
passato era stata annessa al Capitolo da un vescovo, unendo un
semplice beneficio, dal vignale detto Scinello e dal vignale di
Orlando, lascito del nobile Scipione d’Orlando. La prima dava 17
salme di grano e 2 di orzo quando era affittata a semina e ducati 50
quando a pascolo; il secondo due salme di grano o circa ducati sei
ed il terzo tre salme di grano o ducati 6. Nel 1691 la rendita dei
terreni era di ducati 62 che rappresentava il 26% delle entrate.
Durante il vescovato di Marco Rama ( 1690 – 1709), per testamento
rogato dal notaio Avarelli il 18 agosto 1695, Prospero e Domenico
Gallucci lasciavano al Capitolo la gabella li Bonelli, che in grano
dava 130 tomoli ed a pascolo ducati 60. Cinquanta anni dopo, il 27
aprile 1750, il canonico Muzio del Castillo, come procuratore del
capitolo, acquistava la gabella Li Virdogni per ducati 930,
utilizzando per l’acquisto tre capitali: due dei quali, di ducati
450 e di ducati 300, provenienti da affrancazioni e ducati 180, dati
dal vescovo Gaetano Costa (1723 - 1753). Il vescovo Bartolomeo
Amoroso ( 1766 – 1771), nella visita ai luoghi pii sotto la sua
giurisdizione, il 13 aprile 1768 emanò un decreto col quale
assegnava ed incorporava al Capitolo per le distribuzioni quotidiane
parte dei beni e delle rendite del Pio Monte dei Morti con tutte le
messe e suffragi per le anime dei benefattori del Monte. Si trattava
di una rendita valutata in circa cinquecento ducati annui con i
rispettivi fondi e capitali. Tra i terreni vi erano la gabella
Nugale di circa 60 salme, salme dodici e mezza di Armerì, il vignale
Spina Santa ed una salma e mezza della gabella S. Stefano.
Case e Magazzini
Alla fine del Seicento il capitolo possedeva una casa con due
membri in parrocchia di S. Maria Protospataris, lasciata da Isabella
Garofalo, dalla quale percepiva annui ducati cinque di affitto ed
una continenza di case in parrocchia di S.ta Margarita lasciata da
Isabella Pastore, che dava ducati 18. In totale dall’affitto
pervennero ducati 23, che rappresentò solo il 10 % delle entrate.
Per atto del notaio Avarelli del 3 febbraio 1696 il Capitolo
vendette per ducati 400 a Domenico Venturi la continenza di case.
L’acquirente si impegnò a pagare annui ducati 24, finché non si
fosse trovato un nuovo stabile adatto da acquistare. All’inizio del
Settecento al Capitolo rimaneva la casa lasciata da Isabella
Garofalo ed una casa in Piscaria che era stata di Luca Maffeo. Dalla
prima percepiva ducati 6 dall’altra ducati 5 e mezzo.( Totale
dell’affitto ducati 11 e mezzo). Nel 1720 il Capitolo possedeva due
case ed un casalino diruto con un introito di ducati 12. Nel 1730 il
patrimonio immobiliare aumentò a cinque case (lasciti di Laura
Mazzei, di Elisabetta Garofalo, due di Tomaso Guerra, ed un’altra)
che davano 33 ducati. In seguito sempre per un lascito di Tomaso
Guerra pervennero al Capitolo due magazzini ed acquisì un’altra casa
per legato di Scipione di Vennera; così nel 1743 ricavava 37 ducati
( casa di Laura Mazzei, di Elisabetta Garofalo, case lasciate da
Tomaso Guerra, altra casa, casa Scipione di Vennera, due magazzini
di Tomaso Guerra). Nel 1752 due case lasciate da Tomaso Guerra
furono vendute ed il capitale rimase infisso sulle case. Nel 1758 il
capitolo possedeva due case e tre magazzini con un’entrata di 39
ducati. (casa di Elisabetta Garofalo, casa Scipione di Vennera, due
magazzini di Tomaso Guerra, altro magazzino)
Censi
I censi costituivano la risorsa maggiore del Capitolo. Nel
1691/1692 essi erano 19 e davano una rendita di 114 ducati, cioè il
48 % dell’introito. L’anno dopo erano 18 e davano il 50% delle
entrate. In seguito si assiste ad un aumento del loro numero ma ad
una diminuzione continua della loro rendita. Nel 1703/1704 erano 16
e davano il 42%.
Già nel 1691 il procuratore Fabio Junta annotava che non era stato
possibile reinvestire un capitale affrancato al vecchio tasso del
nove per cento: “Li docati novanta, perché non si sono trovati
d’applicarsi conforme stanno notate le cartelle più volte esposte in
questa publica piazza, li tiene il canonico Sig.r D. Francesco
d’Oppido, olim procuratore”. Il 5 settembre 1691 i ducati 90 saranno
dati a censo all’otto per cento. All’inizio del Settecento i censi
rendono tra l’otto ed il nove per cento del capitale ; venti anni
dopo oscillano intorno all’otto per cento. Nella platea dell’anno
1704/1705 il procuratore Pietro Paulo Venturi annota che alcuni
capitali sono stati affrancati e sono stati dati a censo al sette
per cento, mentre altri, non trovandosi da applicare, sono in
deposito presso il procuratore. Nel 1730/31 i censi erano saliti a
26 con un capitale impegnato di circa 3400 ducati e davano 226
ducati, cioè il 51% delle entrate, ma la loro resa in media
oscillava tra il sei ed il sette per cento. In seguito si assiste ad
una diminuzione del numero dei censi ed ad una diminuzione del
capitale impiegato, segno che molti capitali, infissi da lungo tempo
a tassi elevati, erano stati affrancati. La platea del 1743/1744
elenca 15 censi per un capitale complessivo impiegato di circa 2250
ducati, che davano una rendita di quasi 140 ducati, cioè il 6% del
capitale. Per far fronte alla nuova situazione il Capitolo rinegoziò
i vecchi censi e cominciò ad impiegare i capitali ad un tasso
inferiore. L’attività creditizia del capitolo aumentò. Per frenare i
numerosi affranchi di capitale, per atto capitolare i tassi sui
capitali impegnati erano stati ridotti al 5%. Sempre in questi anni
il capitolo usufruì di due sostanziosi lasciti: uno di ducati 600
del vescovo Gaetano Costa (1723 - 1753) con l’onere di una messa
alla settimana da celebrarsi nell’altare della Beata Vergine del
Capo ed uno di ducati 600 dell’arcidiacono Domenico Suriano col peso
di tre messe la settimana da celebrarsi nell’altare della Beata
Vergine dell’Immacolata Concezione. Nella platea del 1758/1759 i
censi sono 31 con un capitale impegnato di circa 5320 ducati, che al
5% danno poco più di 273 ducati annui. Questa robusta attività
creditizia subirà un aumento vistoso nel 1768 con l’assegnazione
fatta al Capitolo dal vescovo Bartolomeo Amoroso di altri censi
appartenenti al Monte dei Morti. Si trattava di 15 annui canoni
redimibili, infissi sopra terreni e case, per un capitale impegnato
al 4 e al 5 % di 3293 ducati, che dava una rendita teorica annua di
circa 156 ducati.
Ius Mortuorum
La rendita derivante da questo antico diritto era quanto mai
incerta, in quanto soggetta alla decisione del procuratore e legata
al variare della popolazione ed alle epidemie. Il pagamento
oscillava dai due ducati a mezzo ducato a seconda della qualità
della persona e dell’età. Erano esenti i poveri, i religiosi ed i
loro familiari. Per avere un’idea dell’andamento di questa rendita
basta considerare alcune annate. Nell’annata 1691/1692 su 93 morti
solo 38 (40%) pagarono; nel 1692/1693 i morti furono 45 e solo 14
(31%) pagarono e nel 1693/1694 i morti furono 67 e 26 (39%)
pagarono, nel 1703/1704 i morti furono 99 e metà pagò. La rendita di
questo diritto variò dai 38 ducati del 1691/92 ai 14 del 1692/93,
per risalire nel 1693/94 a 34 ed ai 55 ducati del 1703/04, quando
costituì il 18% delle entrate. Nel 1730/31 la rendita fu di 57
ducati, il 13% delle entrate.
I residui
Alle entrate teoriche corrispondevano delle entrate effettive di
molto inferiori. Anzi possiamo affermare, che, per buona parte del
Seicento, il Capitolo vantò sempre un credito superiore all’introito
annuo. Il canonico Fabio Junta eletto per procuratore del capitolo
nell’anno 1691/1692 annota i residui lasciati dal precedente
procuratore il canonico Francesco Oppido. La nota comprende 22
debitori per un totale di 628 ducati. Di questi circa un terzo (
duc. 209) devono versare gli eredi dell’aristocratico Detio Suriano,
morto circa venti anni prima. L’anno dopo lo stesso procuratore
affermava che i debitori erano scesi a 17 per un totale di ducati
594, più di un terzo della somma era dovuta dagli eredi Suriano, il
cui debito nel frattempo era aumentato per gli interessi maturati
(duc. 221). In seguito anche se lentamente i residui diminuirono, in
quanto i procuratori del capitolo, pur di incassarne una parte,
fecero degli sconti ai debitori . Dieci anni dopo al tempo del
procuratore Pietro Paulo Venturi i debitori si sono ridotti a 11 per
un totale di ducati 203. In seguito, nonostante alcuni accordi con i
debitori, i crediti aumentarono. Il primicerio Raimondo Torromino,
procuratore per l’annata 1729/1730, nel 1730 lasciò 14 residui per
un totale di ducati 560, dei quali quasi la metà cioè ducati 285
dovevano pagare ancora gli eredi Suriano. Il nuovo procuratore di
questi 560 ducati ne incasserà nell’annata successiva solo ducati
130, cioè nemmeno un quarto. Circa venti anni dopo nel 1758/59 il
procuratore Muzio del Castillo annota 16 “partite decotte” per un
totale di 130 ducati. Di questi recupererà solo 4 ducati. Per
l’impossibilità di recuperare alcuni crediti, l’anno precedente il
capitolo era stato costretto indebitarsi per ducati 100 al 10 % col
pio monte dei Morti, per poter pagare il caritativo sussidio al
nuovo vescovo Mariano Amato. La situazione non mutò nel tempo
nonostante i numerosi richiami dei vescovi, i quali incitavano i
procuratori a perseguire i numerosi debitori, non solo rivolgendosi
ai tribunali laici, ma anche minacciando sentenze di scomunica da
parte della curia vescovile.
Le spese
Il capitolo aveva l’onere di celebrare le messe per i legati dei
benefattori e per ogni 10 messe celebrate spendeva un ducato. Le
messe di solito erano celebrate nell’altare maggiore e nell’altare
della Beata Vergine. Poiché erano molto numerose, spesso non erano
celebrate, così negli anni il loro numero aumentava, in attesa che
qualche vescovo non intervenisse periodicamente per chiederne una
riduzione. Nel 1699/1700 esse erano 988 ma alla fine della sua
amministrazione il 14 agosto 1705 il procuratore Pietro Paolo
Venturi annotava che c’erano 855 messe da celebrare, cioè 19 messe
per ognuno dei 45 capitolari. Nell’annata 1730/1731 il peso delle
messe era 867; se ne celebrarono 269 e rimasero 598,che il
procuratore del capitolo il 14 agosto 1731 suddivise per i 46
capitolari ed ad ognuno toccò il peso di 13 messe. Nel 1743/1744 il
peso delle messe era salito a 1103.
Le spese riguardavano quelle necessarie per l’amministrazione ed il
culto. Le più importanti erano costituite dai pesi di messe, spese
di cancelleria e di amministrazione, spese per la sacrestia (vino,
maiorca per l’ostie ecc.), riparazioni di case e magazzini, acquisto
e riparazione di scanni e tavoli, stipendio e “strine” al
sacrestano, “elemosine di cinque grana per ogni ebreo, schiavo e
calvinista “fatto cristiano”, jus cattedratico, decime papali, spese
di guardiania ai fondi rustici ecc..
Non mancano interventi straordinari come quando il 13 gennaio 1672 i
capitolari, visti i bisogni e le necessità della chiesa cattedrale,
intervengono in aiuto del vescovo Geronimo Carrafa, in modo che
possa sostenere le spese per terminare la costruzione della
cattedrale. In tale circostanza essi concessero “li docati sessanta
che devono conseguire dal clerico Peleo Raymondo come conduttore
della gabella capitolare di Santi Quaranta”. (ANC: 334, 1672, 6).
Tolte le spese il rimanente il 14 agosto di ogni anno era suddiviso
per i componenti del capitolo. ( il 14 Agosto 1705 sono ripartiti
circa ducati 225 ed ad ogni sacerdote del capitolo toccò poco più di
ducati 5).
Mobilia
Il Capitolo possedeva pochi mobili: “Un sigillo grande d’argento
con suo piede di legno con l’Imagine dell’Assuntione della B.V. che
sta in potere del Procuratore pro tempore. Un orologio di ottone à
campana per uso della sacristia lasciatoli dall’Ill.mo e R.mo
Mons.re Carafa. Un panno di saya verde per apparato del Presbiterio.
Cinque banchi di legno con l’iscrittione CAPITULO”.( Acta, f. 85v)
Il procuratore
Di solito i capitolari si riunivano al suono della campana nella
sacristia della cattedrale per discutere, decidere, approvare ecc.
le questioni più importanti riguardanti la vita religiosa ed
economica.
Ogni anno, il 15 agosto, festa dell’Assunzione, titolare della
chiesa crotonese, dopo la messa solenne il capitolo era convocato
nella sacrestia della cattedrale al suono della campana media e per
schede segrete i capitolari eleggevano, o confermavano, il
procuratore, o rettore, a maggioranza di voti. L’eletto prendeva in
consegna il sigillo grande d’argento con piede di legno con
l’immagine dell’Assunzione della Beata Vergine ed amministrava le
rendite del capitolo per un anno intero fino all’agosto dell’anno
successivo. Alla fine dell’anno di amministrazione il procuratore
per antico statuto doveva presentare pubblicamente ai canonici i
conti, che dapprima erano affissi per note pubbliche in sacrestia e
poi erano analizzati da due capitolari scelti dalla curia vescovile,
che dopo la verifica sottoscrivevano il decreto di libertà.
La gestione del potere
La conferma del procuratore per più anni, frequente durante il
Seicento ed il Settecento, denota un uso privato dei beni della
massa comune da parte di un ristretto gruppo di canonici,
espressione delle famiglie nobili della città, i quali attraverso il
procuratore pro tempore gestirono a loro piacimento gli affitti dei
fondi, il prestito dei capitali ecc.. Fabio Junta rimase in carica
almeno dal 1691 al 1694; Pietro Paulo Venturi dal 1697 al 1705 ecc..
Spesso i capitali affrancati non erano subito reinvestiti e
rimanevano in deposito al procuratore, il quale poteva usarli senza
nulla versare alla massa capitolare. Così nel 1699/1700 il capitolo
aveva in deposito cinque capitali affrancati per il valore
complessivo di ducati 275. Tre per il valore di ducati 225 erano in
potere del procuratore Pietro Paulo Venturi, gli altri due, uno di
ducati 40 e l’altro di duc.10, erano detenuti dai precedenti
procuratori, i canonici Francesco Oppido e Fabio Junta. Nel
1720/1721 il capitolo aveva in deposito 7 capitali affrancati per il
valore complessivo di ducati 445. Il canonico Raimondo Torromino ne
deteneva quattro per il valore di ducati 315, l’arcidiacono Venturi
uno del valore di ducati 50 e due per il valore di ducati 115 erano
in mano al procuratore del tempo Andrea Quercia. Per tentare di
contrastare il potere che alcune famiglie nobili della città
detenevano nel capitolo il vescovo Marco Rama nel dicembre 1699,
durante la visita ai luoghi pii della città sotto la sua
giurisdizione, decretò che chi non era ancora costituito nei sacri
ordini, non doveva avere voce passiva nell’elezione del procuratore
capitolare. Lo stesso vescovo stabilì, per chi non ottemperava al
suo ordine, la pena di libre 50 di cera bianca per usi pii, oltre
alle pene previste dai sacri canoni.
Anche il vescovo Gaetano Costa tentò più volte di moralizzare la
vita del Capitolo, colpendo i canonici che si assentavano dalle
funzioni sacre. Per tale motivo fu continuamente contrastato e
perseguitato dalla nobiltà locale. Egli cercò inoltre di
incrementare la massa capitolare sia con denaro, che unendo due
oratori situati fuori le mura della città a due prebende canonicali.
“In primis diebus mei ad hanc ecclesiam adventus, animadverti
aliquos ex canonicis, et beneficiatis choro non interesse, ea freti
ratione nullum esse stipendium, aut distributionem, desides
negligentes, in die suae obligationis, suspensione compes cui, per
edictum ordinando, ut si aliquis ex iuxta causa sextariae interesse
non posse, alium canonicum, beneficiatum,seu cappellanum, suio loco
destinaret, ne officia Divina, et sacrum, quod solemniter quotidie
canta; sine debita assistentia persolverent; nulla nisi
infirmitatis, vel necessittatatis admissa excusatione, si in
festivis diebus personaliter non interesset”. ( Rel. Lim., 1727).
“Il vescovo Gaetano Costa accenna d’aver riferito nelle passate
relazioni un disordine nel servizio del coro per sestaria; d’avere
avuto ordine dalla S. Congregazione di mandare una nota distinta di
tutti i proventi delle dignità, e canonici, onde al presente la dà
nel foglio annesso alla Relazione più esatta che à potuto, mentre
alcuni proventi sono quasi incerti, principalmente dopo il
Concordato colla Corte di Napoli, che soggetta anche gli
Ecclesiastici al pagamento de pesi generali.
Riferisce che ognuno il quale abbia la prima tonsura è obbligato a
servire la Chiesa Cattedrale, ed ognuno che sia sudiacono, si reputa
come capitolare, ed à il voto in Capitolo; ed essendo la massa
capitolare tanto scarsa, che appena arriva a cinque ducati per uno,
oltre i pesi delle messe, non sa mons.r vescovo donde poter ricavare
le distribuzioni quotidiane, mentre i benefici semplici che vi sono
sono di iuspatronato laicale, onde non possono toccarsi se non nel
caso dell’estinzione delle famiglie, che di rado succede”(Rel.Lim.
1750).
La carenza di distribuzioni quotidiane sarà denunciata come uno dei
mali persistenti della chiesa crotonese anche dal vescovo Domenico
Zicari, il quale “..chiede che sia fatta eseguire, acciocchè li
sacerdoti, e tutti gl’addetti al coro siano obbligati, quantunque
non vi sieno ne punto ne poco le Distribuzioni cotidiane; crederebbe
egli assolutamente ciò necessario atteso il numero scarsissimo di
tre soli Canonici, e una dignità tenuti ad intervenire
all’uffiziatura, e tra questi appena ve ne sarebbero due in istato
di comparire, restando tutti li altri dispensati, o dall’età, o
dalle infermità attuali à causa dell’aria mal sana” ( Rel. Lim.
1754).
La piramide feudale
Durante il periodo svevo una buona parte della popolazione e del
clero crotonese manteneva la lingua ed il rito greco. Il 9 aprile
1217 il papa Onorio III, considerando che la diocesi di Crotone era
abitata da popolazione sia di lingua greca che latina, concedeva al
vescovo di Crotone Giovanni, esperto nelle due lingue, di celebrare
in modo da non generare pregiudizio a nessuno e tanto meno ai
canonici greci ( Russo F., 594). Alla metà di quel secolo perdurava
ancora questa situazione, se il papa Innocenzo IV consacrava nel
1254 vescovo di Crotone Nicola di Durazzo, pratico nella lingua
greca e latina ( Russo F., 868). All’inizio del Trecento le dignità
della chiesa crotonese erano: l’arcidiacono, il decano, il cantore,
il tesoriere ed il cartulario e nelle decime del giugno/luglio 1328
sono annoverati nove canonici ( Russo F., 6198).
Alla fine del Cinquecento le dignità della chiesa crotonese erano
sei: La prima era l’arcidiaconato, la seconda il decanato, la terza
il cantorato, la quarta il tesorerato, la quinta l’arcipretato alla
quale era unita la prebenda penitenziaria ( che prima era distinta)
e la sesta il primiceriato. I canonicati erano quattordici con vari
titoli, dei quali tredici con prebenda ed uno senza.( Status
ecclesiae Crotonensis, 1597). Secondo il vescovo Thomas de Montibus
( 1599 – 1608) le rendite annue erano: Mensa Vescovile ducati 1500,
Arcidiaconato duc. 150, Decanato duc. 300, Cantorato duc. 600,
Tesorerato duc. 40, Arcipretato duc. 50, Primiceriato duc. 40.
Quelle dei canonicati variavano dai 15 ai 25 ducati e la mensa
capitolare appena ascendeva a circa 50 ducati ed oltre ad essere
gravata da un grandissimo onere di messe, doveva versare ogni anno
ducati 100 alla Camera Apostolica per l’esenzione degli spogli (Rel.
Lim. 1603). Il vescovo Didacus Cavella de Vacca (1623 – 1626) nel
sinodo diocesano portò a 18 il numero dei canonici, dei quali
tredici con prebenda e cinque senza. Il vescovo seguente Nicephorus
Melissenus Commenus ( 1628 – 1632) fornì a due di questi la
prebenda. Secondo questo vescovo le rendite delle dignità erano :
arcidiacono duc. 200, decano duc. 400, cantore duc. 600, tesoriere
duc. 60, arciprete duc. 70 e primicerio duc. 50. ( Rel. Lim. 1631)
Dei 18 canonici 14 avevano delle prebende di circa 40 ducati, i
rimanenti quattro “ sunt potius in herbis, sive in verbis”. Tuttavia
i valori delle rendite erano solo indicativi in quanto, trattandosi
principalmente di fondi rustici, variavano in maniera molto
consistente da annata ad annata: “Redditus mensae E.palis,
Dignitatum, Canonicorum, Parochorum, et Beneficiatorum Eccl.arum,
adeo vagi sunt, ut de eis certa regula dari non possit, siquidem
percipiuntur a pascuis agrorum, quorum conductio crescit, et
decrescit annuatim, hoc unum certum est, quod sunt tenues”.
“Redditus adeo vagi sunt, ut certa dari non possit corrispondentia;
consistunt siquidem in pascuis, et frumento, quorum pretium ad annum
variatur. Hoc unum est certum esse tenues, et onera gravia”.
Nel 1631 quattro dignità erano in possesso della laurea nei due
diritti e tre tra i canonici. Nel 1640 solo un canonico non era
digiuno di lettere (Rel. Lim. 1640). Il numero delle sei dignità e
dei diciotto canonici, di cui almeno quattro senza prebenda (sei
secondo il vescovo Caraffa, Rel. lim. 1667), resterà per molto tempo
invariato. La presenza di forti disparità di rendita tra le dignità,
quasi tutte gravate da pensioni, e soprattutto tra i canonicati,
distinti in “honorarii”e “numerarii”, determinerà una forte mobilità
interna. Frequenti e temporanei sono i passaggi per promozione dai
canonicati onorifici, o con prebenda carente, a quelli prebendati e
le dimissioni dei canonicati meno remunerativi e le traslazioni a
quelli con rendite maggiori. Lo stesso, anche se in maniera minore,
avviene per le promozioni dai canonicati alle dignità e dalle
dignità minori a quelle maggiori; in quest’ultimo caso il passaggio
avviene quasi sempre per morte del titolare della dignità. Oltre
alla rendita proveniente dal patrimonio sacro, il canonico poteva
contare sui frutti del canonicato, sulle distribuzioni e su altre
funzioni e privilegi. Così nel 1777 il canonico Vincenzo Smerz era
economo della mensa vescovile, procuratore del monastero delle
clarisse, cappellano del regio ospedale e rettore delle cappelle
nella cattedrale dello SS. Crocifisso e di Santa Maria del Rosario;
il canonico Prospero Gallucci era procuratore delle cappelle in
cattedrale della Madonna del Carmine e dell’Immacolata Concezione,
il canonico Antonino Morelli era rettore del seminario, cappellano e
confessore della chiesa e monastero di S. Chiara e rettore della
chiesa della SS.ma Annunziata , ecc.
Le distribuzioni da tempo immemorabile nella chiesa crotonese
avvenivano per singola persona e secondo i servizi ecclesiastici
prestati. Così nello stesso modo partecipavano alla distribuzione
l’arcidiacono, che era la prima dignità, quanto l’ultimo che aveva
voce nel capitolo, anche se questo non era ancora asceso agli ordini
sacri.
Nobili e honorati
Durante il Medioevo e per buona metà del Cinquecento le dignità
ed i canonicati della chiesa di Crotone sono stati appannaggio di
chierici e prelati forestieri, soprattutto napoletani e romani.
Questi mantennero anche in seguito, dopo l’obbligo alla residenza
stabilito dal Concilio Tridentino, il privilegio di prelevare su
alcune dignità una parte delle rendite come pensioni annue.
“Archidiaconatus, Decanatus, et Cantoratus gravantur pensionibus ex
canonicis quatuor sunt sine praebenda. Dignitates vero,
Archidiaconatu, Decanatu et Cantoratu exceptio, quinquaginta huius
neapolitanae monetae scuta vix percipiunt. Archidiaconmatus
centumquinquaginta, Decanatus supra quingenta, Cantoratus vero
octingenta, et amplius sacra possident (Rel. Lim.,1735)
In seguito l’accesso alle dignità ed ai canonicati fu un privilegio
riservato solo ai figli cadetti dell’aristocrazia cittadina, i quali
lo mantennero almeno fino al Settecento. Con il venir meno delle
rendite e la diminuzione del clero, alcuni forestieri ed alcuni
“honorati” cittadini potettero accedere ai gradi superiori
ecclesiastici.
Diritti
Nel coro le dignità sedevano nello stallo fisso ed in ordine
prefissato: l’arcidiacono a destra ed il decano a sinistra, dopo
l’arcidiacono c’era il cantore e quindi l’arciprete; dopo il decano
il tesoriere e il primicerio. I canonici erano parte a sinistra e
parte a destra e dovevano seguire il celebrante quando entrava e
seguirlo quando usciva.
Il vescovo Hieronymus Caraffa ( 1664 – 1683) poiché mancava del
tutto il coro “in quo cantare et Deus laudari”, lo fece costruire:
Esso era formato da tre ordini di stalli distinti gradualmente.
Negli stalli superiori sedevano le dignità, i canonici ed i parroci,
in quello subito inferiore i semplici sacerdoti ed in quello più
basso i chierici.
L’arcidiacono, prima dignità dopo la pontificale e la cui collazione
sempre spettava alla Sede Romana, presiedeva il capitolo, aveva il
primo ed il più onorifico posto nel coro e distinto stallo nella
cattedra vescovile. A lui spettava dare il segnale dell’inizio
dell’ufficio ed a lui doveva chiedere venia, chi si assentava dal
coro. Aveva la prima voce nelle azioni capitolari. Al suono della
campana media convocava il capitolo, ne difendeva i diritti,
proponeva qualsiasi tipo di causa ai capitolari e dava il primo
voto. Rendeva pubblici i giorni festivi durante la settimana, i
contratti matrimoniali e le sentenze di scomunica. Tutto questo lo
faceva per antica consuetudine con un sostituto, scelto a suo
piacere, il quale anche notificava le promozioni a tutti gli ordini.
Lo stesso arcidiacono assieme ad altri esaminatori sinodali
esaminava ed approvava quelli che dovevano essere promossi
all’ordine ed ai benefici. Era anche rettore e cappellano della
chiesetta di S. Maria di Capo delle Colonne, situata nel capo. Per
ogni pubblicazione di matrimoni, di promozione all’ordine e di
scomunica il vescovo Giovanni Lopez assegnò all’arcidiacono cinque
grana e dieci grana “pro necessaria fide”.
Al decano spettava cantare nei pontificali, sia nei vespri sia nella
messa, quando il vescovo era impedito, o assente, e nel caso che la
sede era vacante. Il cantore intonava il coro ed aveva il privilegio
di compilare le tabelle di coloro che dovevano recitare gli uffici
divini, quelle dei diaconi e dei subdiaconi nella messa cantata e
dei chierici che dovevano assistere alla messa; similmente faceva la
nota nella settimana santa. ( Tuttavia tali tabelle, e nota dovevano
essere firmate dal Vicario generale). Era inoltre prerogativa del
cantore designare colui che doveva cantare nel coro le antifone e le
lezioni.
Il tesoriere era il “sacrista maior”. Curava la sacrestia e
conservava i vasi sacri d’argento ed ogni altra cosa dedicata al
culto divino, sia ornamenti che vesti. Tuttavia demandava ogni cosa
ad un suo sostituto, scelto a suo piacimento e confermato dal
vescovo, il quale doveva essere un semplice sacerdote. Comandava di
suonare le campane quando si tumulavano i cadaveri dei defunti. Per
tale ufficio riceveva per diritto antichissimo grana cinque e nel
suonare festivo delle campane per tumulare infanti esigeva dieci
grana. Inoltre per la bara, volgarmente detta “lettica”, esigeva un
carlino e per la tomba, detta volgarmente “ceraletto”, sei carlini.
Questo gli spettava sia che le esequie avvenissero in cattedrale sia
nelle altre chiese, sia dentro che fuori città, tenute tanto dai
secolari che dai regolari. A tale riguardo da tempo immemorabile
godeva del diritto che nessuna torre, sia di regolari che di
secolari, poteva dare il suono del mortorio, se non fosse stata
preceduta dalla torre della cattedrale.
La fornitura delle corde per le campane spettava al vescovo. In
verità c’era la consuetudine che quando pulsava la campana maggiore
a colpo per i defunti, gli eredi fornivano la corda, che poi
riprendevano finita la funzione. Il tesoriere aveva inoltre il
diritto di esigere due carlini per ogni fede che si estraesse dai
libri dei battezzati e dei morti, che erano conservati in sacrestia.
L’arciprete sostituiva il decano impedito o vacante. Aveva unito
l’onere della penitenzieria; questo per quanto stabilito dal
concilio diocesano durante il vescovato di Sebastiano Minturno (1565
– 1570). Per tale motivo godeva tutte le preminenze che competevano
ai penitenziari, tra le quali la maggiore di essere il primo parroco
e sacerdote dei forestieri presenti nella città e nella diocesi.
Inoltre era rettore e percepiva le offerte che provenivano dalla
cappella di S. Antonio Abate, situata fuori le mura della città, nel
giorno della festa del santo.
Il primicerio ordinava e presiedeva tutte le sacre cerimonie nelle
messe, nei vespri e negli uffici processionali, sia nella chiesa
cattedrale che nelle altre chiese secolari, in quanto era il primo
maestro di cerimonie. A lui spettava preparare gli oli sacri, la
nota degli assistenti nelle messe pontificali e di quelli che
dovevano servire il vescovo celebrante. Per antica consuetudine
esercitava tale diritto per un sostituto, eletto a suo arbitrio, il
quale partecipava alle elemosine ed agli emolumenti, che apportavano
tali funzioni.(Acta cit., ff. 20 -22)
Insegne
Era privilegio dei canonici di intervenire nel coro, nelle
processioni ed ovunque, indossando l’abito canonicale che era
composto dalla cotta e sopra la cotta l’almuzia con il cappuccio di
colore viola, ricoperto con seta di colore rosso ( “Opens serici
intus tectum serico coloris rubri cum orbiculis coloris rubri
pariter”). Nei pontificali o col vescovo solennemente celebrante, le
dignità sopra la cotta e l’amitto indossavano il pluviale, che anche
conservavano nella processione del “Corpus Domini”; i canonici in
verità sopra la cotta e l’amitto, se sono seniores indossavano la
pianeta, per gli “iuniores” in verità parte indossavano la dalmatica
e parte la tonacella, in modo che almeno due sembrassero diaconi e
due subdiaconi. ( Acta cit. f. 23v)
Sia le dignità che i canonici “ super cottam deferunt almutium cum
caputio violacei coloris “ ( Rel. Lim. 1675) “Omnes induunt cottam,
et almutium violaceum cum caputio” ( Rel. Lim.1700)
Habitus ecclesiasticorum in Choro non distinguitur inter Dignitates
et Canonicos, omnes siquidem induunt cottam, et almutium violaceum
cum caputio ( Rel. Lim. 1700). Vi era poi una antica consuetudine
che stabiliva il posto che doveva occupare il canonico onorario e
senza prebenda quando era promosso ad una più ricca: “Consuetudinem
in Capitulo huius Cathedralis Ecclesiae inveni, videlicet quod
quando aliquis Canonicus honorarius, parvavè praebenda preditus, ad
pinguriorem Canonicatum promovebatur, ad ultimum locum casistali
eiusdem, (in quo fixa, et determinata sedilia non aliis quam
Dignitatibus destinantur) descendere deberet. Consuetudo ista nullo
superiori decreto, quod nobis innotescat roboratur. In elapso m.
7.mbris vacantem Canonicatum cuidam, jam à duodecim annis honorario
can.co contuli. Pluries quippe à Capitulari Corpore instantias
accepi, ut Can.novo Canonicatui insigniti, à loco, in quo à prima
eorum promotionis die reperiebantur, non amoverentur. Ne bene
perpensa per edictum mandavi, ut ita in posterum exequiretur,
cogitans pinguiores canonicatus, non in poena, sed in premium
benemeritis conferri (Rel.lim. 1738). Il 18 novembre 1845 il papa
Gregorio XVI su richiesta del vescovo Leonardo Todisco Grande
concedeva ai canonici del Capitolo della cattedrale di Crotone di
portare la cappa con l’ermellino ( Russo F., 76245)
Dignità e canonicati
Non abbiamo notizie sicure sul titolo di alcuni canonicati delle
dignità. Possiamo tuttavia fare delle ipotesi. Certo è che
all’arcidiaconato è unito il canonicato di Santa Maria del Capo
delle Colonne e all’arcipretato quello di Santa Maria della Brica.
Incerto il decanato al quale sembra legato quello di Santo Andrea.
Rimane il dubbio per quanto riguarda il tesorerato, il cantorato ed
il primiceriato.
I canonicati con prebenda erano: SS.ma Annunciazione, S. Francesco
d’Assisi e delle Cinque Piaghe, S. Paolo, S. Basilio, S. Silvestro,
SS. Vincenzo e Anastasio, S. Carlo secondo o S Marco Evangelista,
SS. Rustico e Eleuterio, S. Maria della Scala, S. Nicola, S. Blasio,
S. Cataldo, SS. Filippo e Giacomo e S. Sofia. Quelli onorifici: S.
Giovanni Battista, S. Giuseppe, S. Antonio da Padova e S. Carlo.
Le Dignità
Oltre al vescovo, le dignità della chiesa di Crotone, più
importanti per la loro rilevanza sia religiosa che economica, erano
l’arcidiaconato, il decanato ed il cantorato. Le tre dignità si
differenziavano nettamente dalle altre e dai canonicati. Tutte e tre
erano dotate di vasti territori, dove erano situati anticamente
insediamenti rurali. I loro possedimenti, specie quelli situati dove
si estendeva la foresta regia di Isola di Crotone, denotano
l’origine feudale. La mensa vescovile possedeva il vasto
possedimento feudale di Bucciafaro, l’arcidiaconato possedeva il
Capo delle Colonne, dove anticamente c’era il tempio dedicato a Hera
Lacinia e poi l’insediamento romano e il decanato il vasto demanio
feudale di Santo Andrea e di Domine Maria, confinante con il Bosco
dell’Isola. Il tenimento di Sancto Andrea nelle pertinenze di
Crotone è ricordato in una concessione di re Carlo I d’Angiò: “
Mandatum pro Gregorio de Genitocastro, cive Cutroni, pro pacifice
possessione cuiusdam tenimenti sui, dicti de Sancto Andrea, in
pertinentiis Cutroni” ( Reg. Ang., Vol. IX, 1272 – 1273). La natura
feudale del territorio corso di Santo Andrea è evidenziata anche da
un altro ordine del re, col quale comanda al giustiziere di Val di
Crati di provvedere a riparare il castrum di Crotone. Alle spese
devono concorrere coloro che hanno feudi nel territorio della città
e tra questi compare anche Gregorio di Comito Castro (Genitocastro)
,il quale assieme al vescovo e agli eredi di Stefano devono
restaurare la torre che è “ante hostium” ( Reg. Ang. Vol. VI,(1270 –
1271),pp. 109 – 110). Il cantorato possedeva la vasta tenuta detta
Le Puzzella ( S. Maria delle Puzzella ?) ed il Cantorato Grande. In
quest’ultima località sono segnalate tracce di un insediamento del
primo impero ed è stato rinvenuto un solido aureo bizantino.
Per le loro rendite le tre dignità furono particolarmente richieste
e gravate da pensioni a favore di vescovi e chierici romani e
napoletani. Lo stesso vescovo di Crotone Marcello Maiorana si
rivolgeva nel 1581 al cardinale Sirleto, perchè intervenisse presso
il papa per ottenere il possesso del Cantorato, che era stimato del
valore di 300 scudi annui. (Russo F., 23256).
Le sei dignità avevano terreni, case, botteghe e censi. L’attività
principale era l’affitto dei terreni, mentre scarsa e marginale era
l’attività creditizia e l’affitto delle case e delle botteghe. Per
tale motivo le entrate delle dignità variavano, ed anche di molto,
secondo l’annata, l’affitto dei terreni, se a semina o a pascolo, e
l’andamento del mercato del grano. (L’affitto dei terreni era in
grano se a semina ed in denaro se a pascolo. Di solito la rotazione
dei terreni era triennale ed il prezzo dell’affitto a semina era un
terzo di più di quello a pascolo, però nel primo caso il primo anno
era franco a maggesare.) Per avere un’idea, basta comparare alcune
rendite in denaro della fine del Seicento, al tempo del vescovo
Marco Rama, con quelle riportate venti anni dopo nella visita del
vescovo Anselmo de la Pena ( 1719 – 1723). Nel 1699/1700
l’arcidiacono presenta un introito annuo di circa 150 ducati, venti
anni gli stessi terreni rendono circa ducati 180; nello stesso
ventennio l’affitto dei terreni del decanato dai circa 240 ducati
passa a duc. 380 ecc. La dignità più dotata di terreni, quindi
quella che poteva vantare una rendita maggiore, era il Cantorato,
che ne possedeva ben 14 ( Il Cantorato Grande, Vignale, Il
Laganettello, Il Pirayno, Il Cantoratello delle Ficazzane, La
Ferrarella, La Volta del Cantore, La Ferrara, Vignale a Crepacuore,
Li Puzzelli, L’Abbate, 2 vignali a Nao, Li Minioli); da questi
territori nel 1720 ricavava circa 740 ducati. Seguiva il Decanato
con 10 tra gabelle e vignali ( Il Decanatello, La Cucugliata, Domine
Maria, La Fico, La Croce, Il Decanato Grande, S. Andrea, Lagani);
dall’affitto nel 1699 ricavava ducati 244 che salgono a duc. 379 nel
1720. Terzo per proprietà fondiaria era l’arcidiaconato con tre
vaste gabelle ( Il Capo delle Colonne, l’Irticello, la Falcusa),
dalle quali nel 1699 ricavava 140 ducati e duc. 170 nel 1720. Segue
l’arcipretato, che possedeva 5 piccoli vignali, ( La Brica, La
Carrara, Bernabò, L’esca, Spataro), che davano nel 1720 una rendita
di circa 120 ducati. Infine vi era il primiceriato con due piccoli
terreni ( S. Ambrosio ed un vignale), che davano nel 1699 ducati 36,
ed il tesorerato con parte di un territorio ( Il Mortilletto), che
dava ducati 6.
L’attività creditizia, anche se rilevante a volte per il numero di
censi, non incideva in maniera significativa sulla rendita annua
delle dignità, variando il ricavato dai 10 ai 20 ducati:
l’arcidiaconato esigeva 16 censi, che davano complessivamente poco
più di 10 ducati annui, il tesorerato ne aveva 11 dai quali ricavava
ducati 16, l’arcipretato 10 per 11 ducati, il primiceriato 6 per
ducati 22.
Il patrimonio immobiliare era quasi inesistente, trattandosi di una
casa palaziata ( tesorerato), di una casa e di due botteghe
(primiceriato).
I Canonicati
Se i canonicati onorifici non possedevano nulla, poco avevano
quelli con prebenda. Alla fine del Seicento i 14 canonicati con
prebenda avevano complessivamente una trentina di terreni, quasi
tutti piccoli vignali e parti di gabella, che affittati davano a
seconda dell’annata una rendita annua di circa duecento ducati.
Esigevano 33 censi che fruttavano circa 50 ducati ed affittavano 7
tra case e magazzini per un canone annuo di ducati 45. La rendita
annua complessiva ascendeva quindi a circa trecento ducati, che
divisi per i 14 canonicati dava in media un introito di 20 ducati
annui per ciascuno; variando dai nove ducati del canonicato di S.
Carlo Secondo ai 50 ducati del canonicato di SS. Vincenzo e
Anastasio. (S. Carlo Secondo duc. 9, S. Maria della Scala duc. 12,
S. Nicola e S. Francesco d’Assisi duc. 13, S. Basilio Magno duc. 14,
SS. Filippo e Giacomo duc. 15, S. Cataldo e SS. Rustico e Eleuterio
duc. 20, S. Blasi duc. 21, L’Annunziata duc. 23, S. Sofia duc. 24,
S. Silvestro duc. 28, S. Paolo duc. 36 e SS. Vincenzo e Anastasio
duc. 49)
Le chiese rurali
Numerose erano le chiese rurali senza cura sul territorio
crotonese durante il Medioevo, come evidenzia sia la documentazione
storica, che i toponimi agiografici. Alcune costituivano un
beneficio, altre una prebenda. Ricordiamo le chiese senza cura di
Santa Maria delo Mare, Santo Antonio, Beata Maria della Scala, Santo
Andrea, Santo Iacobo, Beata Maria Annunciata, Santa Catarina, Santa
Cecilia, Santa Domenica, Santa Sofia, Santo Marco, Santo Nicola,
Santo Stefano, Santo Giovanni, S. Sivestro, S. Juliano, S. Leonardo,
Santa Ursula, Santa Maria de Mirtis, ecc. (16508, 19436, ecc.)
Numerosi sono i toponimi: S. Basilio, S. Biase, S. Elia, S. Giorgio,
S. Gusmano, S. Polito, S. Martino, S. Morello, S. Pietro di
Perrotta, S. Soste, Santoquaranta, Valle della Chiesa, Tre Chiese
ecc.
Ogni canonicato con prebenda era dotato di fondi rustici, dove era
situata anche una chiesa rurale. La fondazione di questi luoghi di
culto sembra risalire al Medioevo, in parte al tempo in cui vigeva
il rito greco ( S. Sofia, S. Cataldo, S. Basilio ecc.); in parte in
epoca più recente ( S. Carlo Secondo, S. Francesco d’Assisi). Al
presente si conservano pochi di questi edifici. L’arcidiaconato
possedeva nel Capo delle Colonne la chiesa di Santa Maria del Capo(
“ In esso Promontorio vi è una chiesa sotto il titolo della Mad.a
del Capo, di cui ne ha cura l’arcidiacono pro tempore della chiesa
cattedrale, e vi tiene un eremita”); il Decanato quella di “S.
Andrea”, l’arcipretato Santa Maria dela Brica sul colle omonimo, il
canonicato di Santa Maria dela Scala la chiesa di Santa Maria della
Scala (questa chiesa è documentata fin dal Cinquecento e di essa
sono ancora visibili alcuni resti sopra il colle omonimo vicino al
territorio di Bernabò. Così è descritta in una relazione
dell’Attendolo della seconda metà del Cinquecento “Sta ancho dopo li
detti tre monti un altro monte tanto alto che non solo discopre lo
detto belguardo, ma tutta la città: pero questo è distante da esso
belguardo canne cinquecento, et camina tutto piano per altre canne
cento fin dove sta una chiesa detta S. ta Maria de la Scala” , E.
1065 -62, A.G. Simmancas), il canonicato di Santa Sofia la chiesa di
Santa Sofia, che fu distrutta nell’estate del 1542 durante i lavori
di costruzione delle fortificazioni di Crotone. (“Addi XIII augusti
1542 . Mastri frabbicatori manipuli et devastatori che hanno
fatigato... ad sderropare li mura vechi dela cortina, la turri delo
vento et santa Sufia” , Dip. Som. 196/4, f.109, ASN.), il canonicato
di S. Silvestro la chiesa di San Silvestro, che è annotata nel
pagamento delle decime del 1310/1311, quando “Pbr. Philippus,
cappellanus eccl.e S.ti Silvestri” versò due tari. ( Russo F.,
2338). Sempre nello stesso anno “Pbr. Martinus” era cappellano della
chiesa di San Nicola ( Russo F., 2335).Ancora alla fine del
Settecento l’arciprete possedeva la chiesa di Santo Antonio Abate,
il canonicato di Santo Cataldo la chiesa dell’Annunziata, il
canonicato di Santo Carlo quella della SS.ma Pietà, tutte situate
lungo la strada che dalla città si dirigeva verso l’Esaro. Sempre
nelle vicinanze c’era la chiesa di San Marco Evangelista. La chiesa
del canonicato di SS. Vincenzo e Anastasio era situata nel casale di
Crepacore ecc..
Il Capitolo tra Sette e Ottocento
Il vescovo Ludovico Ludovici (1792 -1797) così nella sua
relazione del 1795: “Nella Cattedrale vi sono sei dignità, cioè
l’arcidiacono che è la prima dopo la pontificale, il decano, il
cantore, il tesoriere, l’arciprete e il primicerio, diciotto
canonici, quattro parroci, venti preti, tre diaconi, cinque
suddiaconi, e molti altri iniziati nell’ordini minori. Eccettuati
questi ultimi, tutti gli altri compongono il Capitolo della sua
cattedrale, osservano le loro costituzioni e nelle cose ad esso
pertinenti hanno voce attiva e passiva.
In quanto poi al servizio del Coro tutto il Capitolo, compresi i
novizii ed i seminaristi, assiste in Coro tutte le Domeniche, nelle
Feste Solenni dell’anno e nella Settimana Santa. Nell’altro servizio
poi eddomadale del rimanente dell’anno alternativamente la sola
terza parte del Capitolo, comprese le Dignità, e Canonici,
interviene con una puntatura fedele però dei mancanti, della quale
il Vescovo ogni Domenica si fa render conto.
Tra le dignità vi è l’Arciprete, il quale oltre alle funzioni
spettanti alla sua dignità, amministra i sacramenti ed ha la cura
delle anime di tutti l’abitanti che sono situati fuori le mura della
città, come i marinai, i contadini, i pastori, i vignaioli ed altri.
Egli esercita questa cura sia personalmente, quanto utilizzando un
altro sacerdote, detto economo. Oltre a tutto ciò alla detta
Arcipretura è annessa anche da tempo antichissimo la Prebenda
Penitenziaria. Sia la cura extra moenia che la Penitenziaria
l’arciprete le ottiene senza un preventivo concorso. Per quanto
riguarda la Prebenda Teologale, essa è conferita dal vescovo ad un
canonico tra i più dotti, anche questa senza il preventivo concorso,
in quanto tale prebenda gode di una rendita tenue, che non arriva a
40 ducati annui, ed è inoltre “ammovibile ad nutum” ( Rel. Lim.
1795).
Una supplica del Capitolo e del clero di Crotone al Re per
conservare la sede vescovile.
“Sire
Il Capitolo, e Clero della Chiesa Cattedrale della v.ra Città di
Cotrone in Calabria Ulteriore 2a supplichevole a pie del Real Trono
espongono alla M. V., che nel g(iorn)o 13 del cor.te mese gli è
stata data comunicazione delle Lettere Apostoliche del g(iorn)o 3
del med.o mese in ord.e alla nuova circoscriz(io)ne delle diocesi di
questi REgali Domini da farsi in esecuz(ion)e del art. 3 del
Concordato de 16 Feb. del corrente anno, affinché, avendo interesse
in tal operaz(ion)e producessero le ragioni della propria Chiesa.
Il Corpo supplicante convinto, che giusta l’articolo 3 del med.o
Concordato l’oscurità de’ Luoghi, o la troppo scarsezza delle
rendite delle Sedi Vescovili può offrir motivo alle di loro
soppressioni, oppure unioni, rassegna in accorcio all’alta
considerazione della M. V. le circostanze luminose antiche, e
presenti di q.a v.ra Città, e lo stato delle rendite di q.a Sede
Vescovile, per benignarsi in accordo con sua Santità il Som.
Pontefice determinare la conservazione d’essa Sede in preferenza
dell’altre convicine.
La Città di Cotrone è celebre in tutte le Istorie per la sua
antichità, e magnificenza, per gli giuochi Olimpici, per le gloriose
gesta de’ suoi Cittadini. Sede di Pitagora, e della Scuola
Pitagorica fu la maestra dell’Italia, e di Roma ancora allorchè sul
principio di q.lla Republica, al dir di Tito Livio, di Einnecio, di
Giannone, somministrò le leggi a’ di lei decenviri.
Ella sebbene non conservasse per le vicende de’ tempi il suo antico
splendore, non è però inferiore alle più cospicue Città della
Provincia. Abitata da circa cinque mila anime, s.do l’ultimo stato,
resta in una preminenza sul mare, dal quale è bagnata nelle basi
delle forti, ed alte muraglie, che la circondano; è piazza d’arme
col suo Forte; è Capoluogo sede della Sotto Intendenza, e centro del
Distretto; è Città di commercio di terra , e di mare, provveduta
d’un gran porto, fatto dall’arte, conta moltissime famiglie nobili
cospicue, e ricche; ed è abitata da gente educata, e socievole.
Per quel che appartiene alla Religione, ed istituti Religiosi,
Cotrone convertita alla fede cristiana dal Principe degli Apostoli
nel di Lui passaggio da Taranto a Reggio, a rapporto di Ughelli, di
Marafioti, del P.re Fiore, ebbe per suo primo vescovo S. Dionigi
Areopagita, Principale Protettore di q.a Città, stato discepolo di
S. Paolo; dal quale primo vescovo cominciò la successione de’
vescovi di Cotrone, non mai stata interrotta sin a questi tempi. Ha
un Capitolo disciplinato, composto da dieceotto Can.ci, e sei
Dignità con dodeci sacerdoti Mansionarii. Ha nel suo seno cinque
Parochi con le rispettive Parocchie: E’ provveduta d’una Cattedrale
magnifica, di un vasto e ben messo Episcopio, e di un gran seminario
per le rendite in annui duc. 1200 c.a e pel locale capace di circa
cento convittori.
Sebbene la di Lei chiesa vescovile avesse sofferto qualche discapito
nella ripartizione delle terre fatta nel 1811, pure conserva una
rendita ancora di duc. tremila ed ottocento circa, come li Supp.ti
comprovano in pronto alla M. V. con validi documenti estratti da
publici registri, rendita piucchè bastevole pel mantenimento del
vescovo a termine dell’aqrt. 4 del med.o Concordato. E se il
Ricevitore de’ Demani di Cotrone porta la rendita d’essa Mensa in
somma minore, ciò è derivato da di lui intrighi per aver dato fin
dal 1813 in affitto de fondi a rag.ne di grana 55 il moggio, quando
il loro merito era estremamente maggiore, e per aver trascurato di
esiggere le decime d’un fondo specioso, detto Buciafero, di moggia
1800 tutto in coltura, che la chiesa di Cotrone possiede nel vicino
territorio di Isola. E ancor da rimarcarsi, che la rendita effettiva
della sud.a Mensa sorpassa di molto li duc. 3800 giacchè la rendita
imponibile ne’ registri publici fu assegnata con molto riguardo
della stessa chiesa.
Sire, se non è da dubitarsi dello splendore di questa vo.ra Città
per tutti li riguardi; se la rendita della di Lei Mensa Vescovile è
più che sufficiente per trattam.to del vescovo; e se la M. V. nel
circoscrivere le due Calabria nel 1816 si benignò di onorarla e
destinarla per Capoluogo del distretto, non è da aspettarsi dalla
V.ra Real Munificenza, che la Città di Cotrone, considerata pel
politoico e pel commercio come la Metropoli de’ Paesi, che la
circondano, restasse degradata dalla sua Sede Vescovile, e soggetta
ad una delle sedi de affatto paragonabilik con lei paesi convicini.
Le diocesi convicine a Cotrone sono quelle di Umbriatico, di
Cerenzia già unitaa quella di Umbriatico, di Strongoli, di
Belcastro, di Isola , di S.a Severina. Queste tutte oltrecchè fan
parte del Distretto di Cotrone, il che indica la di loro
inferiorità, son piccoli paesi senza coltura menochhe negli
Ecclesiastici, son tutti baronali, abitati quasi per intero da gente
addetta alla pastorizia, ed alla coltura de campi, scarsi di tutti
gli oggetti di necessità e di comodo della vita, senza clero e senza
Seminario, e dove la dignità vescovile non può sostenersi con
l’appena decenza.
E se S.a Severinaè Sede Arcivescovile, non può negarsi che è un
paese baronale di 900 anime, senza clero, sequestrato perchè situato
alla cima d’un monte è quasi inaccessibile; e di aria incostante, e
micidiale, poichè posto prossimamente sul fiume Nieto, per cui in
pochi mesi dell’anno era ivi la residenza del Arcivescovo.
Li Supp.ti pertanto umilmente implorano dalla M. V. di sovranamente
ordinare in concerto con la S. Sede la conservazione della Sede
Vescovile di Cotrone in preferenza delle altre convicine e
l’avranno.
Cotrone 17 Aprile 1818”
I terreni passano ai baroni
Già durante il Decennio francese con la ripartizione di un
quarto e la quotizzazione dei demani parte delle terre
ecclesiastiche erano passate ai comuni ed ai latifondisti.
Dopo l’Unità d’Italia le proprietà del clero furono incamerate
dall’Asse ecclesiastico e poi messe all’asta dal demanio. Uno dei
maggiori acquirenti fu il barone Luigi Berlingieri, il quale
nell’aprile del 1868 si aggiudicò i seguenti fondi provenienti dal
Capitolo: Il Cantorato Grande, Nao, Irticello, Donatello, Pitato o
Capuccino, vignale di Nao, Vignale in Capocolonna, Pipinello,
Vignale Fico e Vignale Priorati.
Dignità
Arcidiaconato prima dignità (Santa Maria del Capo delle Colonne)
(1324 – 1328) Iohannes/ 2 settembre 1418 – ( 9441) Archidiacono
Squillacen. mandat ut Francisco Pepe, clerico Squillacen., provideat
de Archidiaconatu ecclesiae Cotronen., quae est dignitas maior post
pontificalem, vac. per ob. Johannis de Spena, extra R.C. defuncti /
27 febbraio 1475 – (12280) Providit Clementi de Georgiis de
Archidiaconatu Cotronen., vac. ex eo quod Ghirardus Canoselli
archidiaconus libere et sponte, per Agapitum de Amelia, procuratorem
suum, resignavit/ 15 marzo 1508 – (15181) Antonius (Lucifero),
archidiaconus ecclesiae Cotronen., fit episcopus Cotronen./ 23 marzo
1508 – (15183) Iohanni Mattheo Lucifero providetur de Archidiaconatu
ecclesiae Cotronen./ 27 marzo 1525 - (16508) Bartholomeo Lucifero,
archidiacono ecclesiae Cotronen., providetur de ecclesiis s.c. B.
Mariae de Lomare et S. Antonii et B. Mariae de la Scala et S.
Andreae, Cotronen. dioc. , vac. per resignationem Alfredi
Severii(?)/ 3 dicembre 1525 – (16550) Iacobo Marco Lucifero, clerico
Cotronen., providetur de Archidiaconatu ecclesiae Cotronen. et de
parochiali ecclesia B. Mariae de Prothonotariis, Cotronen., vac. per
liberam resignationem Io. Matthaei Lucifero/ 3 febbraio 1526 –
(16561) Iacobo Antonio Lucifero providetur de Archidiaconatu
ecclesiae Cotronen. et de parochiali ecclesia S. Mariae de
Prothonotariis, Cotronen.,vac. per resignationem Io. Matthaei
Luciferi, episcopi Cotronen./ 1531 – (16965) - Iacobus Antonius
Luciferus, archidiaconus ecclesiae Cotronen., in XXVI aetatis anno
constitutus, fit episcopus Umbriaticen./ 17 marzo 1531 (16961)
Camillo Lucifero, clerico Cotronen., providetur de Archidiaconatu
ecclesiae Cotronen. et de parochiali ecclesia,nunucupata B. Mariae
de Prothonotariis/ 18 ottobre 1538 – ( 17992) Decano ecclesiae
Cotronen. mandat ut Prospero Busal provideat de archidiaconatu
ecclesiae Cotronen. vac. per privationem Camilli Luciferi, de
homicidio accusato/ 21 gennaio 1542 – ( 18484) Litterae patentes pro
Nicolao Lucifero, Archidiacono ecclesiae Cotronen..../ 11 dicembre
1554 – ( 20239) Iacobo Vitali providetur de archidiaconatu ecclesiae
Cotronen. vac. per cessionem Bernardini Card.lis Mapphei, amoto
Nicolao Capistro, qui se gerit pro clerico et illa indebite tenet
occupata/ 22 novembre 1557 – ( 20560) Iacobus Vitalis, archidiaconus
eccelsiae Cotronen., consensit resignationi dicti archidiaconatus in
favorem Hieronimi Poterici ( Portico)/ 1 settembre 1558 – ( 20629)
Hieronimo del Portico providetur de archidiaconatu ecclesiae
Cotronen. vac. per cessionem Io. Baptistae de Milanesiis ( o
Miliaresiis)/ 22 maggio 1566 – ( 215839) Prospero Suriano providetur
de archidiaconatu ecclesiae Cotronen., amoto Hieronimo de Portico,
qui se gerit pro clerico/ 1568 – ( 21869) Marcus Antonius Maffeus,
archiep.us Theatin., S.mi D.N. ppe Datarius, cui als pensio annua 30
duc. auri in auro de camera super archidiaconatus ecclesiae
Cotronen., quam d.nus Prosper Soranus obtinet, fructibus, reservata
existit, presens consensit cassationi et extinctioni pensionis
huiusmodi in manibus S.mi D.N. pp.e/ (1573 – 1587) Prospero Suriano/
5 agosto 1596 – ( 25165) Mario Fabii Saxi, nepoti Card.lis Saxi,
providetur de Archidiaconatu ecclesiae Cotronen., qui inibi est
dignitas post pontificalem maior, vac. per ob Petri (?) Suriani, et
de semplici beneficio in ecclesia S. Michaelis, Nolan. dioc., vac.
per ob. Diomedis Romani/ 1606 – (26371) Pro Iacobo Vena (Veza),
Archidiacono ecclesiae Cotronen., licentia se absendandi a dicta
ecclesia et percipiendi fructus sui archidiaconatus/ Maggio 1626 –
(29540) De Archidiaconatu ecclesiae Cotronen., vac. ex eo quod
Ioannes Martinus, de eo provisus, magisterium seu doctoratum Theol.
non suscipit, cuius fructus CLX duc., providetur Io. Baptistae
Tirolo, clerico nobili Cathacen./ Gennaio 1627 – (29723) Io. Antonio
Vizza, clerico Cotronen., providetur de Archidiaconatu ecclesiae
Cotronen., vac. per resignationem Io. Iacobi Vizza, in manibus SS.mi
factam et admissam/ 24 settembre 1639 – (33292) Io. Martino Vella
(Vezza) providetur de archidiaconatu ecclesiae Cotronen., vac. per
resignationem Io. Iacobi Vella (Vezza)/ 2 giugno 1655 – ( 37507)
Octavio Vezza, I.U.D. , providetur de Archidiaconato ecclesiae
Cotronen., vac. per ob. Io. Martini Vezza, de mense octobris anni
praeteriti ex. Ro. Cu. def. / Aprile 1656 – (37850) De
archidiaconatu ecclesiae Cotronen., vac. per ob. Octavii Vezza, de
mense ianuarii def., providetur Mutio Suriano, pbro nobili I.U.D./
(1660 – 1663) – Mutio Suriano/ Aprile 1674 – ( 43107) Hieronimo
Suriano providetur de Archidiaconatu ecclesiae Cotronen., vac. per
promotionem Mutii Suriani ad ecclesiam S. Severinae/ (1687 – 1694)
Geronimo Suriano/ (1694 – 1699) Diego Domenico Leone/ Gennaio 1704 –
( 50162) De Archidiaconatu ecclesiae Cotronen. cuius fructus cum
distributionibus 90 duc., gravati pensione antiqua 60 duc., vac. per
promotionem Didaci Dominici Leone ad Cantoratum eiusdem ecclesiae,
providetur Dominico Facente, primicerio eiusdem ecclesiae/30 marzo
1719 – ( 53748) Iohanni Bertoni, pbro Neapolitan., reservatur annua
pensio super fructibus Archidiaconatus ecclesiae Cotronen., solevda
a Felice Suriani, cui hodie de dicto Archidiaconatu, c.m. vac.
providetur/ (1719 – 1720) Pietro Paolo Venturi/ 28 giugno 1741 –
(59989) Dominico Hieronimo Suriano , I.U.D. Thesaurario ecclesiae
Cotronen., providetur de Archidiaconatu eiusdem ecclesiae, vac. per
ob. Petri Pauli Ventura/ 1743 - Domenico Geronimo Suriano/ Settembre
1755 – ( 63688) De Archidiaconatu cathedralis Cotronen., cuius
fructus 70 duc. cum distributionibus 120, gravati pensionibus, una
22 duc. cum dimidio pro Carolo Francisco de Mari et alia duc. 7 cum
dimidio pro dominico Giardino, episcopo Nicomedien., vac. per ob.
Dominici Hieronimi Suriano, providetur Dominico Torromini, pbro
oriundo an . 79, cum decreto vacationis Decanatus/ (1763 – 1764) -
Raimondo Torromino/ 1772 – vacante/Febbraio 1774 – ( 66679) De
Archidiaconatu cuius fructus 70 duc. , gravati pensione annua duc.
22 cum dimidio favore Caroli Franc. de Meo, et alia duc. 7 cum
dimidio favore Dominici Giordano, Patriarchae Antiocheni, vac. per
ob. Raimundi Torromini, providetur Didaco Zurlo, pbro nobili, cum
decreto vacationis Primiceriatus/ 1777 – Diego Zurlo/ Agosto 1778 –
(67235) De Archidiaconatu cuius fructus 70 duc. gravati pensione 30
duc., pro Iosepho Capocchiani, moderno ep.o Cotronen., et altera 22
cum dimidio pro Carolo Franc. de Muro et reliqua duc. 7 cum dimidio
pro Domenico Giordano, vac. per ob. Didaci Zurlo, providetur
Michaeli Messina, cum decreto vacationis Archipresbyteratus cum
annexo officio poenitentiarii/ (1779 – 1793) – Michele Messina/
Aprile 1795 – ( 68825) De Archidiaconati vac. per ob. Michaelis
Messina, providetur Michaeli Labonia, cum decreto vacationis
Thesaurariatus/ Giugno 1801 – (69192) De Archidiaconatu vac. per ob.
Prosperi Mariae Gallucci , providetur Vincentio Siniscalchi, cum
decreto vacationis Archipresbyteratus/ ( 1801 – 1809) – Vincenzo
Siniscalco/ 11 agosto 1820 – (71635) Thomae Bruno providetur de
Archidiaconatu vac. per ob. Vincentii Siniscalchi, de an. 1819 def.,
cum decreto dimittendi Thesaurariatum/ ( 1821 – 1824) Tommaso Bruno
/ 23 gennaio 1837 – (74714) – Petro Bottazzi, pbr Laquedonien.,
providetur de archidiaconatu vac. per ob. Thomae Bruno / (1837 –
1845) Pietro Bottazzi/ 13 gennaio 1846 – (76285) Fabritio Zurlo Soda
providetur de archidiaconatu vac. per promotionem Petri Bottazzi ad
ecclesiam Larinen./ 26 febbraio 1853 – ( 77569) Fideli Carvelli
providetur de archidiaconatu vac. per ob. Fabritii Zurlo Soda/ 1853
– Fedele Carvelli/ 1896 – Gerolamo Caloiro/
Decanato seconda dignità
(1324 – 1328) D.nus Laurentius/ 1 agosto 1424 – (9644) Andreas de
Donato/ 13 ottobre 1530 – ( 16916) D. Felix Moronus, cl.us Firman.,
obligavit se pro annata Decanatus Cotronen., vac. per ob. Antonii
Martini , ex Cu. def., cuius fructus 100 duc., et providetur eidem
sub dat. bononie, quarto Id. martii, an. septimo/ 11 marzo 1531 –
(16957) Felici Moroni, secretario Andreae Card.lis de Valle,
reservantur fructus Decanatus ecclesiae Cotronen., solvendi a
Hieronimo Busal, Decano/ 11 maggio 1531 – (16988) Felici Morono,
clerico Firman., qui cessit Decanatui ecclesiae Cotronen. in manibus
Andreae card.lis de Valle, administratoris, reservatur regressus ad
dictum Decanatum/ 5 agosto 1531 – ( 17002) Felix Moronus, cl.us
Firman., consensit resignationi Decanatus ecclesiae Cotronen., in
favorem Hieronimi Busal, clerici Cotronen./ 30 gennaio 1545 –(
18913) Prospero Busal providetur de Decanatu ecclesiae Cotronen. et
commendatur monasterium S. Laurentii de Arena et S. Constantini de
Panaghia, cum retentione monasterii S. Honuphrii/ 27 febbraio 1561 –
( 20921) D. Prosper Busal, canonicus Tropien., per d. Brunonen
busal, IUD, laicum Neapolintan., procuratorem suum, consensit
resignatione decanatus ecclesiae Cotronen. in manibus S.mi D.N. pp.e
et in favorem d.ni Felicis etiam Busal, clerici Neapolitan./ 4 marzo
1561 ( 20923) Felice Busal recede in favore di Prospero Busal/ 1571
Agatio Trombatore/ 1598 – Jacobo Epitropo/ 1603 - Io. Baptista
Olivarius /20 maggio 1606 – ( 26266) Vicario generali episcopi
Cotronen. mandat ut Io. Paulo Pelusio, perpetuo cappellano ad altare
Nativitatis D.N.I.C., situm in ecclesia Cotronen., provideat de
Decanatu eiusdem ecclesiae, vac. per resignationem Io. Baptistae
Oliverii/ Agosto 1576 – ( 22779) De Decanatu ecclesiae Cotronen. ,
cuius fructus LXX duc., vac. per ob. Antonii Tramlatori, de
praesenti mense augusti def., providetur Iacobo de Pitropo, clerico
Cathacen./ Settembre 1614 – ( 27443) De Decanatu ecclesia Cotronen.,
cum onere celebrandi Missam episcopalem nuncupatam et alia officia,
absente episcopo, vac. per privationem Io. Pauli Pelusii, providetur
Io. Francisco Pipino I.U.D. , cum decreto dimittendi Thesaurariatum
eiusdem ecclesiae/ (1636 – 1637) Jo. Paulus Pelusio/ 1662 – Homobono
Leone/ (1668 – 1678) – Homobono Leone/ 1690 – Homobono Leone /
Giugno 1690 – ( 46218) De Decanatu ecclesiae Cotronen., vac. per ob.
Homoboni Leone , de mense Aprilis, cuius fructus cum
distributionibus 100 duc., gravati pensione 80 duc. pro Antonio
Pelusio,clerico, providetur Io. Baptista Sisca, cum decreto , quod
canonicatus, quem obtinet, per huiusmodi provisionem, vacet/ (1690 –
1719) Giovanni Battista Sisca/ 1743 – Filippo Suriano/ 1750- Filippo
Suriano/ 11 luglio 1754 – ( 63435) Io. Dominico Zurlo providetur de
Decanatu... vac. per ob. Philippi Suriani, de mense praeteriti anni
def. / 1754 – Gio. Domenico Zurlo/ (1793 – 1809) Michele
Capocchiani/ 31 luglio 1819 – (71359) Nicolao Berlingieri providetur
de decanatu vac. per ob. Michaelis Capocchiani de an. 1815 def./ 15
marzo 1827 – (73049) Iosepho Sculco, de nobili genere procreato,
providetur de decanatu vac. per promotionem Nicolai Berlingieri ad
ecclesiam Neocastren./ 1832 – Giuseppe Maria Sculco/ 11 agosto 1853
– ( 77663) Paulo Messina providetur de decanatu per dimissionem
Fidelis carvelli, qui archidiaconatum assecutus est/ 1896 –
Beniamino de Mayda/
Cantorato terza dignità
(1310 – 1326) Johannes/ 8 ottobre 1425 – (9700) Nicolaus de Alettis/
21 aprile 1457 – (11477) Vicario Episcopi Catacen. in spiritualibus
generali. Pro Nicolao Sagonisi nova provisio Cantoriae Crotonen.,
vac. per ob. Cruceti, eiusdem Ecclesiae Episcopi, qui eam, ex
dispensatione apostolica, obtinebat/ 1486 – Nicola Sagorrisi/ 12
maggio 1492 – (13444) Johanni, Episcopo Cotronen., commendatur
Cantoria ecclesiae suae Cotronen., vac. per liberam resignationem
Angeli Thomae, factam in manibus Pontificis/ 29 aprile 1493 –
(13543) Ad futuram rei memoriam. Monitorium contra Thomam Thomasii
de Materdonia, qui se gerit pro clerico Neapolitan. et occupavit et
occupatam tenet cantoriam ecclesiae Cotronen., de qua fuerat
provisum Iohanni , Episcopo Cotronen., per liberam resignationem
Angeli Thomae cantoris/ 29 novembre 1496 – ( 13849) Angelo
Gerardino, in vigesimoquarto aetatis suae constituto, Ascanii
Mariae, tit. S. Viti in Macello Card., S.R. E. Vicecancellarii,
perpetuo commensali, providetur de Cantoria ecclesiae Crotonen.,
vac. per ob. Iohannis Viterbien., episcopi Crotonen., in R. S. def./
1497 – Angelo de Gerardinis/ 26 gennaio 1520 – (16129) Andreae de
Valle, Card.li S. Priscae, reservantur fructus et regressus ad
cantoriam Cotronen., quam resignavit/ 5 ottobre 1520 – (16189)
Andreae, tt. S. Priscae pbro Card.li (de Valle), commendatur
Cantoria ecclesiae Cotronen., vac. per resignationem Angeli de
Geraldinis/ 26 gennaio 1521 – (16236) Iohanni Petro Lucifero,
clerico Cotronen., providetur de Cantoria ecclesiae Cotronen., vac.
per cessionem Andreae de Valle, qui in commendam obtinebat/ 30
novembre 1523 – (16366) Pro Io. Petro Lucifero absolutio a sententia
excomunicationis, quia Cantoriam ecclesiae Cotronen., vac. per
cessionem Andreae de Valle , simoniace, ut fertur, obtinuerat/ 1528
– Petro Lucifero/ 23 aprile 1531 – (16980) Hieronimo Busal, in
minori aetate constituto, providetur de cantoria ecclesiae
Cotronen., vac. per resignationem Felicis Moroni/ 16 ottobre 1531 –
(17016) mandat ut Iacobo Antonio Lucifero, electo Umbriaticen.,
Cantoriam ecclesiae Cotronen., vac. per ob. Petri Luciferi,
conferant/ 8 aprile 1535 – (17467) Antonio Lucifero providetur de
Cantoria ecclesiae Cotronen., vac. per cessionem Iacobi Antonii
Luciferi, electi Umbriaticen./ 16 giugno 1554 – ( 20194) Octavio
Lucifero, in XIII aetatis suae anno constituto, providetur de
cantoria ecclesiae Cotronen., vac. per resignationem Antonii
Luciferi/ (1569 – 1570) – Antonio Lucifero/ 1573 – Hieronimo
Valente/ 1584 – ( 23737) Vito Toraldo providetur de cantoria
ecclesiae Cotronen., vac. per ob. / 12 agosto 1595 – (25027) Io.
Baptistae Mortio, clerico Romano, reservatur annua pensio 70 duc.
super fructibus Cantoriae ecclesiae Cotronen., solvenda ab Ascanio
Formosa, pbro Casertan., cui dicta Cantoria collata est, per ob.
Hieronimi Valente, ex Ro. Cu. de mense Iulii def./ 12 giugno 1603 –
(25893) Episcopo Cotronen. Pro Paulo Montalcino, Cantore ecclesiae
Cotronen., in 23 aetatis suae anno constituto, indultum percipiendi
fructus dictae Cantoriae in absentia, causa studii sacrorum canonum
in aliqua civitate, in qua sit Studium Generale, ad quinque annos/
1612 - Jo. Paulo Montalcino/ Aprile 1623 - ( 28752) De Cantoratu
ecclesiae Cotronen, cuius fructus CCC duc., vac. per ob. Ioannis
Montalcini, de mense Martii, sede episcopali vac. def., providetur
Mgro Pompeo Mangiono, pbro Cotronen., in U. S. Ref., reservata
pensione CC scut. monetae Romanae pro Ill.mo Marco Antonio
Gozzadino/ Agosto 1626 – ( 29611) De Cantoratu ecclesiae Cotronen.,
vac. per dimissionem Pompei Mangiono, in U. S. Ref. et SS.mi
familiaris, cum reservatione annuae pensionis pro Mutio Mangiono,
nepote suo, providetur Aegidio Mangiono, clerico Cotronen./ 4
dicembre 1632 – (31246) Causarum Camerae Aplcae Auditori generali et
Thesaurario ecclesiae Cotronen. ac Vicario Generali episcopi
Cotronen. mandat ut Iacobum Mangiono, clericum Cotronen., immittant
in corporalem possessionem Cantoriae ecclesiae Cotronen, eidem
collatae per ob. Io. Francisci etiam Mangiono/ 1651 – ( 36652)
Didaco Prenedio de Rosales providetur de Cantoratu ecclesiae
Cotronen. / 31 marzo 1662 – ( 39485) Vicario generali episcopi
Cotronen. mandat ut Francisco Gerace U.I.D. provideat de Cantoratu
ecclesiae Cotronen. per ob. Io. Iacobi Mangione, de mense Aprilis
anni praeteriti def. / 1668 – Gio. Francesco Gerace/ 4 marzo 1683 –
( 44890) Iosepho Eusanio, ep.o Porphirien., reservatur annua pensio
60 scut. super fructibus Cantoratus ecclesiae Cotronen., solvenda ab
Horatio Berlingieri, cui collatus est per ob. Io. Francisci Gerace,
de mense Februarii def. / 1683 – Oratio Berlingieri/ (1683 – 1688)
Gaetano Gerace/ (1688 - 1699) - Diego Berlingeri/ Gennaio 1704 – (
50161) De Cantoratu ecclesiae Cotronen., cuus fructus cum
distributionibus 180 duc., gravati pensione 18 duc. pro Hieronimo
Pieri et alia 38 duc. pro Petro Brunetti, vac. per ob. Didaci
Berlingieri, de mense Augusti praeteriti anni def., providetur
Didaco Dominico Leone, archidiacono eiusdem ecclesiae/ Gennaio 1711
– ( 51718) De Cantoratu ecclesiae Cotronen., cuius fructus 24 duc.,
cum distributionibus 180 duc., gravati pensione 60 pro Antonio Mario
Rangoni, SS.mi familiari, et altera 30 duc. pro Petro Brunetti, et
aliqua 30 duc. pro Hieronimo Pieri, vac. per ob. Didaci Leone, de
mense septembris praeteriti anni def., providetur Paulo Petro Albano
/ 1719 – Felice Suriano/ 18 maggio 1721 – ( 54265) Paulo Cesi,
clerico Romano, familiari suo, reservatur annua pensio 25 scut.
super fructibus Cantoratus ecclesiae Cotronen.,solvenda a Francisci
Drani(?), cui provisum est de dicto Cantoratu, vac. per ob. Felicis
Suriani, de mense Iulii praeteriti anni/ (1743 – 1754) Vincenzo
Amalfitano/ Dicembre 1756 – ( 63956) De Cantoratu, cuius fructus 180
duc. , vac. per ob. Vincentii Amalfitani, providetur Tiberio
Rosselli, pbro, SS.mi Cubiculario honoris/ (1777 – 1793) –
Bernardino Lamannis/ 27 luglio 1819 – ( 71353) Pro Vincentio Vencia
(Vennera) nova provisio de cantoratu vac. per ob. Bernardini Lamanna
de mense maii 1813 def./ 21 marzo 1828 – ( 73236) Antonio Lucifero
providetur de cantoratu vac. per ob. Vincentii de Vennera, de mense
Iunii 1827 def./ 13 agosto 1846 – (76378) Bernardino Milelli
providetur de cantoratu vac. per ob. Antonii Lucifero, de mense
aprilis 1845 def./ 1896 – Pasquale Juzzolini/
Tesorerato quarta dignità
(1310 – 1311) Iohannes/ (1325 – 1327) Rogerius/ 1 dicembre 1467 –
(11914) Vicario Episcopi Cutronen. inspiritualibus generali. Pro
Prospero Azzariti, presbytero Cutronen., proviso de abbatia
nuncupata S. Mariae de la Sana, Catacen. dioc., et de Thesauraria
ecclesiae Cutronen., per litteras gratiae expectativae Nicolai pp.
V, nova provisio de dicta abbatia et thesauraria, cum dubitet de
legitimitate huiusmodi provisionis/ 1486 Thomas/ (1569 – 1570)
Laurentio Calabrese/ 1571 – Antonio Mangione/ (1585 – 1587)
Grandonio Syllano/ Settembre 1606 – ( 26322) De Thesauraria
eccelsiae Cotronen., cuius fructus XXIIII duc., vac. per ob.
Guardini (Grandonio) Sillani, spoliorum collectoris, de mense martii
1605 def., et Ioannis Cropalati, pbri Cotronen., de illa litteris
non confectis, proviso, providetur Io. Francisco Pipino/ Ottobre
1644 – ( 34538) De Thesauraria ecclesiae Cotronen., vac. per ob.
Francisci Pipini de praesenti mense octobris def., providetur
Annibali Sillano, pbro oriundo nobili/ Settembre 1653 – ( 37124) De
Thesauraria ecclesiae Cotronen., cuius fructus 24 duc. , vac. per
promotionem Hannibalis Sillani ad ecclesiam Castren., providetur
Nicolao Franc. Tiriolo, pbro oriundo/ Ottobre 1653 – ( 37151) De
thesauraria ecclesiae Cotronen., vac. per promotionem Hannibalis
Sillani ad ecclesiam Castren., providetur Io. Iacobo Sillano,
canonico dictae ecclesiae, nobili I.U.D., cum decreto dimittendi
canonicatum/ 1657 – Gio. Jacono Syllano/ 1668 – Gio. Giacomo
Syllano/ Settembre 1670 – ( 42091) De thesaurariatu ecclesiae
Cotronen., vac. per ob. Iacobi Sillani, de mense Augusti def. ,
providetur Io. Paulo Valente, cum decreto dimittendi canonicatum/
Agosto 1698 – (47945) De Thesauraria ecclesiae Cotronen., cuius
fructus cum distributionibus 40 duc. , vac. per ob. Ioannispauli
Valente, de mense Martii def., providetur Isidoro Pelusio, pbro et
canonico, Decano dictae ecclesiae et nobili oriundo , 60 an., cum
decreto quod Decanatus vacet/ (1699 – 1719) Giovanni Francesco
Duarte/ 31 luglio 1741 - (60017) Io. Dominico Zurlo, pbro Crotonen.,
providetur de Thesaurariatu eccelsiae Cotronen., vac. per
promotionem Dominici Hieronimi Soriani ad Archidiaconatum/ 1743 –
Gio. Domenico Zurlo/ Luglio 1754 –(63461 ) Raimundo Torromini,
providetur de Thesaurariatu .. vac. per promotionem Io. Dominici
Zurlo ad Decanatum eiusdem ecclesiae/ 1754 – Raimondo Torromino/
Novembre 1756 – ( 63940) De Thesaurariatu cathedralis Cotronen., de
quo als cuidam Iosepho Capocchiani, asserto clerico, apla
auctoritate provisum fuit, cum decreto se conferendi ad residentiam
infra spatium duorum mensium; quia decreto huiusmodi non paruit,
providetur Thomae Capocchiani, pbro oriundo 52 an., cum decreto
vacationis canonicatus , quem obtinet/ Settembre 1758 – (64336) De
Thesaurariatu ecclesiae Cotronen., vac. per ob. Thomae Capocchiani,
providetur Felici Messina da Rossano/ 1760 – Felice Messina/ Aprile
1781 (67498) De Thesaurariatu vac. per ob. Dionisii Arzeri, de mense
Februarii def., providetur Michaeli Labonia/ 1793 – Michele
Labbonia/ Luglio 1795 – (68852) De Thesaurariatu vac. per
promotionem Michaelis Labonia ad Archidiaconatum, providetur
Prospero Mariae Gallucci, pbro nobili, cum decreto vacationis
canonicatus/1819 – Tommaso Bruno/ 19 settembre 1820 - ( 71647/c) –
Iosepho Sculco, pbro nobili, providetur de thesaurariatu per
promotionem Thomae Bruno ad archidiaconatum, cum decreto vacationis
canonicatus/ 1824 – Giuseppe Maria Sculco/ Marzo 1827 – ( 73069) De
thesaurariatu vac. per promotionem Iosephi Mariae Sculco ad
decanatum providetur Antonio Lucifero, pbro Patritio oriundo ex
Marchionibus Aprilianelli, cum decreto vacationis primiceriatus/ 26
agosto 1830 – ( 73579) Vincentio Mariae Talamo providetur de
thesaurariatu vac. per dimissionem Iosephi Mariae Scrugli ( Sculco),
cui a Leone XII de Decanatu provisum est/ 1832 – Vincenzo Maria
Talamo/ 5 dicembre 1850 – ( 77150) Caietano Sculco providetur de
thesaurariatu vac. per ob. Iosephi Ant. Perillo, de mense iunii
def./ 1896 – Gabriele Rizzuto/
Arcipretato (Canonicato di Beata Maria de la Bricha) quinta
dignità
26 maggio 1546 – ( 19130) Gregorio Cusentino providetur de
archipresbyteratu Cotronen., et B. Mariae de la Bricha nuncupata
praebenda, et de ecclesiis S. Antonii prope conicella, prope et
extra muros Cotronen., vac. per ob. Bartholomaei Luciferi, ex R. C.
de mense octobris anni praeteriti def./ (1569 – 1570) Leodegario de
Labbrutis / Agosto 1577 – (22885) De archipresbyteratu ecclesiae
Cotronen. vac. per ob. Leonardi Labruti, de mense Iulii def.,
providetur Francisco Sillano, pbro Cotronen./ 1612 – Julio Franco/
Febbraio 1624 – ( 28929) De archipresbyteratu ecclesiae Cotronen.,
vac. per ob. Ioannis Franchi, de mense septembris anni praeteriti
def., providetur Io. Andreae Azzarito, clerico S. Severinae dioc.,
I.U.D./ Maggio 1635 – ( 31887) Petro Ant. Bombini providetur de
archipresbiteratu ecclesiae Cotronen./ Settembre 1640 – (33652) De
archipresbyteratu, cum illi annexa poenitentiaria, ecclesiae
Cotronen., quorum fructus XIIII duc., vac. per ob. Petri Antonii
Bombini, de mense augusti def., providetur Fabritio Bonello I.U.D.,
nobili, in LX aetatis suae anno constituto/ 1641 – Fabrizio Bonello/
Ottobre 1664 – ( 40365) De Archipresbyteratu vac. per ob. Fabritii
Borrelli ( Bonelli), de mense aprilis praeteriti anni def.,
providetur Io. Baptistae Venturi, pbro oriundo, I.U.D. cum decreto
dimittendi parochialem ecclesiam S. Salvatoris/ 1668 - Gio .
Battista Venturi/ 1699 - Gennaro Pelusio arciprete e penitenziere/
1719 – Antonio Puglise/ Novembre 1723 – ( 54950) De
Archipresbyteratu cum annexa poenitentiaria, vac. per ob. Antonii
Pugliese, providetur Io. Dominico Zurlo, cum decreto vacationis
canonicatus quem obtinet/ 1743 – Donato Oliverio/ Maggio 1753 – (
63175) De Archipresbyteratu, .. cum annexa poenitentiaria, vac. per
ob. Dominici Rinardi, providetur Dominico Avarello, pbro oriundo,
cum decreto vacationis canonicatus , quem obtinet/ 1754 – Domenico
Avarelli/ Agosto 1774 – ( 66764) Michaeli Messina providetur de
Archipresbyteratu/ 1777 – Michele Messina/ Agosto 1778 – ( 67236) De
Archipresbyteratu vac. per promotionem Michaelis Messina ad
Archidiaconatum, providetur Antonio Morelli, cum decreto vacationis
canonicatus SS. Annuntiationis et S. Cataldi, quem obtinet/ 1793 –
Antonino Morelli/ Settembre 1801 – (69241) De Archipresbyteratu, cum
annexa cura animarum, vac. per promotionem Vincentii Siniscalchi ad
Archidiaconatum, providetur Thomae Bruno, cum decreto vacationis
parochialis S. Venerandae/ 1807 Tommaso Bruno/11 settembre 1819 –
(71402) Vincentio Mariae Talamo providetur de Archipresbyteratu cui
est annexa Poenitentiaria cum cura parochianorum, vac. per
dimissionem Thomae Bruno, qui thesaurariatum assecutus est/ ( 1819 –
1821) Vincenzo Maria Talamo/ 18 giugno 1831 – (73681) Benedicto
Avarellis providetur de archipresbyteratu, cui annexa est cura
parochianorum et poenitentiaria, vac. per dimissionem Vincentii
Taramo(Talamo), cui a Pio VIII thesaurariatum collatum est/ 1832 –
Benedetto Avarelli/ 5 maggio 1838 – (74934) Vincentio Smerz
providetur de archipresbyteratu vac. per ob. Benedicti Avarelli, de
mense aprilis 1833 def./ 13 agosto 1846 – (76376) Caietano Sculco
providetur de archipresbyteratu vac. per ob. Vincentii Smerz, de
mense februarii 1841 def./ 1847 – Gaetano Scalco/ 20 giugno 1864 –
(77781) Gabrieli Rizzuto providetur de archipresbyteratu vac. per
dimissionem Caietani Sculco, qui thesaurariatum adeptus est/ 1888 –
Diego Avarelli/ 1896 – vacante/
Primiceriato sesta dignità
14 settembre 1551 – (19836) Antonio de Valle, familiari suo,
providetur de primiceriatu ecclesiae Cotronen. vac. per ob.
Francisci Zafaro/ (1569 – 1570) Tomaso Gatto/ Dalla Visita del
vescovo Marcello Maiorana si sa che il primiceriato aveva l’onere di
far celebrare una messa perpetua settimanale nell’altare maggiore
come onere del semplice beneficio di libera collazione sotto il
titolo di Santa Cecilia che era stato unito alla dignità ( Anselmus,
f. 25)/ 20 febbraio 1590 – (24145) Vicario generali episcopi
Cotronen. mandat ut Labuino de Offela provideat de Primiceriatu
ecclesiae Cotronen., vac. per ob. Io. Thomae Gattis / Settembre 1611
– ( 26970) De Primiceriatu eccelsiae Cotronen., vac. per ob. Io.
Matthei Pipini , de mense Iulii def., providetur Io. Thomae
Barquino, pbro Cotronen./ (1614 – 1617) Io. Thomas Basoinus/ Agosto
1616 - (27800) De Primiceriatu ecclesiae Cotronen., vac. per ob.
Thomae Basciani, de praesente mense Augusti def., providetur Ioanni
Cropalato, pbro Cotronen./ Agosto 1619 – ( 28193) Io. Theseo Sillano
providetur de Primiceriatu ecclesiae Cotronen./ Gennaio 1636 – (
32034) De primiceriatu ecclesiae Cotron., vac. per ob. Io. Thesei
Sillani, de praesente mense Ianuarii, def. , providetur Iosepho
Thelesio, pbro oriundo I.U.D./ 1657 – Jo. Paulo de Labrutis/ Gennaio
1673 – ( 42745) De Primiceriatu ecclesiae Cotronen., vac. per ob.
Io. Pauli de Labrutis, de mense Novembris def., providetur Horatio
Berlingieri, pbro nobili Cotronen./ Marzo 1683 – (44902) De
Primiceriatu ecclesiae Cotronen., vac. per promotionem Horatii
Berlingieri ad Cantoratum, providetur Lucae Ant. Manfredi, pbro
oriundo/ (1686 – 1694) Luc’Antonio Manfredi/ 1699 - Geronimo Facente
/ Gennaio 1704 – (50163) De Primiceriatu ecclesiae Cotronen., vac.
per promotionem Hieronimi Facente ad archidiaconatum eiusdem
ecclesiae, providetur Paulopetro Albano/ Aprile 1711 – ( 51761) De
Primiceriatu, cuius fructus cum distributionibus 60 duc., vac. per
promotionem Pauli Petri Albani ad Cantoratum, providetur Carolo
Presterà/ Luglio 1716 – ( 53070) De Primiceriatu ecclesiae
Cotronen., vac. per ob. Caroli Presterà, de mense Iunii def.,
providetur Antonio Marturano, canonico/ 1719 – Geronimo Suriano/
Gennaio 1726 – ( 55644) De primiceriatu vac. per ob. Dominici
Suriani, providetur Raimundo Torromini, pbro oriundo 50 an.,
canonico praebendario/ 1743 – Raimondo Torromino/ 13 luglio 1754 – (
63436) Alphonso del Castillo providetur de Primiceriatu.. vac. per
promotionem Raimundi Torromini ad Thesaureriatum eiusdem ecclesiae/
1754 – Alfonso del Castillo/ Dicembre 1760 – ( 64782) De
Primiceriatu cuius fructus 6 duc. , vac. per ob. Alphonsi del
Castillo, providetur Dionisio Azeri/(1767 – 1772) – Diego Zurlo/
Aprile 1774 – (66702) De Primiceriatu vac. per promotionem Didaci
Zurlo ad Archidiaconatum, providetur Francisco Riccio, cum decreto
vacationis canonicatus S. Basilii/ 1793 – Francesco Riccio/ 1818 –
Nicola Berlingieri/ 18 agosto 1819 – (78389) Antonio Lucifero, de
nobili genere procreato, providetur de Primiceriatu vac. per
dimissionem Nicolai Berlingieri, qui Decanatum eiusdem ecclesiae
assecutus est/ Marzo 1827 – (73068) De Primiceriatu vac. per
promotionem Antonii Lucifero ad thesaurariatum, providetur Michaeli
Caruso/ 26 agosto 1830 – (73580) Antonio Pizzuto (Rizzuto)
providetur de primiceriatu vac. per dimissionem Antonii Lucifero,
cui a Leone XII de cantoratu provisum est/ 1832 – Antonino Rizzuto/
13 agosto 1846 – ( 76377) Iosepho Greco providetur de primiceriatu
vac. per ob. Antonii Rizzuto, de mense aprilis 1845/ 1896 – Aloisio
Covelli/
Canonicato della SS. Annunciazione ( Annunciata)
Possedeva la gabella “Le tre chiese” ed esigeva due canoni sopra due
vignali ( Acta , f. 138v).
22 maggio 1472 – ( 12125) Vicario Episcopo Cotronen. in
spiritualibus generali. Pro Stephano Incoronato, canonico Cotronen.,
Rectori Cappellano seu beneficiato nuncupato, confirmatio
iurispatronatus super ecclesia S. Mariae Annuntiatae extra muros
Cotronen., ab ipso de bonis suis aedificatae seu reparatae, cum
consensu Antonii, Episcopi Cotronen./ Maggio – giugno 1640 – (33527)
Io. Francisco Gerace providetur de canonicatu et praebenda SS.
Annuntiatae in ecclesia Cotronen./ Luglio 1662 – ( 39619) De
canonicatu et SS. Annuntiationis nuncupata praebenda ecclesiae
Cotronen., vac. per dimissionem Io. Francisci Gerace, providetur
Carolo Caesari Scarnera, pbro oriundo/ 1699 - Carlo Cesare Scarnera/
1719 – Domenico Suriano/ 16 settembre 1739 – ( 59641) Antonio
Cirrelli providetur de canonicatu et Annuntiationis B.M.V. nuncupata
praebenda in ecclesia Cotronen., vac. per ob. Ignatii Cosenza, de
mense Iulii def., cum decreto dimittendi canonicatum S. Francisci de
Assisi et Quinque Plagarum, quem obtinet)/ 1743 – Antonino Cirrelli/
1752 – Felice Messina/ Aprile 1768 – ( 66073) De canonicatu
Annuntiationis, cuius fructus 24 duc., vac. per ob. Iosephi Messina,
providetur Antonio Morelli, cum decreto vacationis canonicatus, quem
obtinet/ Gennaio 1776 – (66901) De canonicatu SS. Annuntiationis
vac. per translationem Francisci Morelli ad canonicatum S. Cataldi,
providetur Vincentio Smers, canonico Quinque Plagarum et S.
Francisci Assisiensis/ Vincenzo Siniscalco/ 1793 – Vincenzo
Siniscalco/ 27 novembre 1850 – ( 77143) Vincentio Carvelli
providetur de canonicatui SS. Annuntiationis B.M.V. vac. per ob.
Iosephi Scaramuzza, de mense februarii def./
Canonicato (onorario) di S. Giuseppe
1699 - Francesco Oppido (S. Giuseppe senza prebenda)/ 1719 –
Giovanni Tommaso Vennera ( S. Giuseppe senza prebenda)/ 1743 –
Pietro del Castillo ( canonicato ad honorem e senza prebenda)/
Settembre 1773 – (66640) De canonicatu honorario S. Ioseph, cuius
fructus 6 duc., vac. per translationem Christophari Giaquinta ad
canonicatum Quinque Plagarum et S. Francisci Assisiensis, providetur
Gregorio Pugliese/ Giugno 1775 – (66819) De canonicatu honoris S.
Ioseph, cuius fructus 24 duc., vac. per translationem Christofari
Giaquinta ad canonicatum numerarium, providetur Francisco Astorelli/
Luglio 1777 – (67104) de canonicatu S. Ioseph, cuius fructus 6 duc.,
vac. per ob. Francisci Astorelli, de mense Maii def., providetur
Vincentio de Vennera/ Aprile 1785 – (67881) De canonicatu S. Ioseph
cuius fructus 6 duc., vac. per ob. Valeriani Campisani (Camposano?)
de mense Ianuarii def. providetur Iosepho de Luna/ 1793 – Felice
Maccarrone ( ad onore absque praebenda)
Canonicato di S. Maria della Scala
Possedeva la nona parte della gabella “La Colla di Zaccano”, la
settima parte del territorio di Gramati, la metà di un vignale ed un
vignale davanti alla porta della chiesa di Santa Maria della Scala (
Acta, f. 139)
Novembre 1672 – ( 42682) De canonicatu et S. Mariae de Scala
nuncupatra praebenda ecclesiae Cotronen., vac. per ob. Io. Francisci
Facente, de mense Septembris def., providetur Antonio Galasio (
Galasso) , pbro oriundo, cum dispensartione retinendi simplex S.
Bartholomaei in eadem ecclesia/ 1699 - Antonio Galasso/ 1719
–Giovanni Domenico Zurlo/ Novembre 1723 – ( 54951) De canonicatu
ecclesiae Cotronen. vac. per promotionem Io. Dominici Zurlo ad
Archipresbyteratum eiusdem ecclesiae, providetur Ignatio Foggia/
1743 – Domenico Avarelli/ Novembre 1756 – (63942) De canonicvatu S.
Mariae de Scala vac. per translationem Dionisii Azeri ad canonicatum
SS. Vincentii et Anastasii providetur Francisco Torrone, cum decreto
vacationis canonicatuis S. Mariae Pietatis et S. Caroli / Marzo 1757
– (64058) De canonicatu S. Mariae de Scala vac. per translationem
Dominici Azeri ad canonicatum S. Dionisii(?) in eadem ecclesia,
providetur Michaeli Messina, cum decreto vacationis canonicatus S.
Nicolai/ Settembre 1758 – ( 64337) De canonicatu praebendato vac.
per promotionem Felicis Messina da Rossano ad thesaurariatum,
providetur Mutio del Castillo/ Febbraio 1785 – (67860) De canonicatu
S. Mariae de Scala vac. per ob. Francisci Albani, de mense Novembris
praeteriti anni def. providetur Vincentio Montefusco,pbro oriundo,
cum decreto vacationis canonicatus honorarii/ 1793 – Vincenzo
Montefusco/
Canonicato (onorario) di S. Antonio da Padova
Maggio 1623 – ( 28773) Iohanni Suriano providetur de canonicatu et
praebenda S. Antonii, in ecclesia Cotronen., quorum fructus XXIIII
duc./ Maggio 1631 – ( 30938) De canonicatu et praebenda S. Antonii,
in ecclesia Cotronen., vac. per ob. Lutii Suriani de mense Aprilis
def., providetur Fabritio etiam Suriano, clerico nobili, I.U.D., cum
dispensatione retinendi beneficium aimplex ad altare Assumptionis
B.M.V. in eadem ecclesia/ Agosto 1681 – ( 44690) De canonicatu et S.
Antonii nuncupata praebenda ecclesiae Cotronen., vac. per ob.
Scipioni Scarpea, de mense Augusti praeteriti anni def., providetur
Petro Silvo ( Silva)/ 1699 - Pietro Silva (S. Antonio da Padova
senza prebenda)/ Aprile 1706 – ( 50677) De canonicatu S. Antonii de
Padua ecclesiae Cotronen., cuius fructus 2 duc., vac. per
translationem Petri de Silva ad alium canonicatum eiusdem ecclesiae,
providetur Mattheo Pipino, pbro nobili/ 1719 – Francesco Ricciolillo
( S. Antonio da Padova senza prebenda)/ Marzo 1736 – ( 58777) De
canonicatu.. vac. per dimissionem Francisci Ricciolillo in manibus
SS.mi factam, providetur Io. Dominico Faneli, pbro oriundo/ Dicembre
1738 – ( 59465) De canonicatu S. Antonii de Padua in cathedrali
Cotronen., cuius fructus 24 duc., vac. per non publicationem
resignationis Francisci Roviolillo (Ricciolillo) favore Io. Dominici
Fanele factae, providetur Felici Asturelli, pbro/1743 - vacante (
canonicato ad honorem e senza prebenda)/ Maggio 1748 – ( 61836) De
canonicatu S. Antonii vac. per dimissionem Dominici Favale,
providetur Dominico Soda, licet quidam Felix Astorelli litteras
apostolicas expedire neglexit/ Giugno 1775 – ( 66823) – De
canonicatu honoris S. Antonii Patavini, cuius fructus 6 duc., vac.
per translationem Francisci Montefusco ad alium canonicatum,
providetur Carolo Galluccio/ 26 settembre 1821 – ( 71780) – Aloisio
Schiavo provideant de canonicatu et S. Antonii nuncupata praebenda
vac. per dimissionem Nicolai Berlingieri, qui Primiceriatum
assecutus est/ 21agosto 1852 – (77464) Vincenti de Venera providetur
de canonicatu S.Antonii vac. per ob. Aloisii Schiavo, de mense
Martii 1835 def./
Canonicato di S. Silvestro
Possedeva un vignale davanti alla porta della città detto “Spina
Santa”, un vignale nel Capo di Nao, due vignali a Lampamaro, un
vignale in località Galluccio ed un vignale a Maccoditi. Esigeva un
canone sopra un giardino. (Acta, f. 139v).
3 settembre 1663 – ( 39972) Antonio Cerredo ( Cirrello) providetur
de canonicatu S. Salvatoris ( Silvestro) in ecclesia Cotronen., vac.
per ob. Bartholomaei Ciuranna, demense Maii ex R. C. def: / 1689 –
Antonino Cirrello/ Dicembre 1689 – ( 46092) De canonicatu et
praebenda S. Stephani ( S. Silvestro)in ecclesia Cotronen., vac. per
ob. Antonii Carrelli ( Cerelli), de mense Mai def. , providetur
Carolo Presterà, pbro nobili oriundo I.U.D./ (1690 – 1699) - Carlo
Presterà/ 1719 – Matteo Pipino/ 1743 – Antonio Foggia/ Settembre
1756 – (63915) De Canonicatu S. Silvestri, cuius fructus 24 duc.,
vac. per ob. Iosephi de Sanda, providetur Petro del Castillo, cum
decreto vacationis alterius canonicatus, quem obtinet/ Agosto 1773 –
(66629) De canonicatu S. Silvestri, cuus fructus 24 duc., vac. per
ob. Petri de Castillo, de mense iulii def., providetur Francisco La
Piccola, cum decreto vacationis canonicatus S. Blasii, quem obtinet/
11 giugno 1775 - (66808) Franciscus La Piccola, provisus de
canonicatu S. Silvestri, supplicatione signata et datata, litteris
Aplcis non expeditis, cessit iuri suo in dicto canonicato in manibus
SS.mi in cancelleria/ Giugno 1775 – ( 66816) De canonicatu S.
Silvestri, cuius fructus 24 duc., cui als per ob. Petri del
Castillo, Francisco La Piccola provisum fuit, vac. per cessionem
eiusdem Francisci, providetur Christopharo Giaquinta, canonico
honoris, cum decreto vacationis dicti canonicatus/ 1793 – Cristofalo
Giaquinta/ 23 agosto 1830 – ( 73578) Michaeli Varisano providetur de
canonicatu et S. Silvestri nuncupata praebenda, vac. per ob. Falicis
Macherone, de mense Ianuarii 1829 def./
Canonicato di S. Sofia
Possedeva quattro salmate nella gabella La Colla di Zaccano ed
esigeva un canone sopra un pezzo di terra vicino al convento dei
cappuccini ( Acta, f. 139v-140r).
Marzo 1672 – (42517) De canonicatu S. Sophiae in ecclesia Cotronen.,
vac. per ob. Dominici Pizzuti, de mense Ianuarii def., providetur
Carolo Bonello, pbro Cotronen., cum decreto vacationis parochialis
ecclesiae S. Salvatoris/ 1699 - Domenico Caivano/ Aprile 1716 – (
53003) De Canonicatu et praebenda S. Sophiae vac. per ob. Francisci
de Oppido , de mense Maii praeteriti anni def. , providetur Antonio
Pugliese, pbro oriundo 53 an./ 1719 – Domenico Messina/ 1743 –
Tomaso Capocchiano/ 1793 – Prospero Maria Gallucci/ Settembre 1801 –
(69240) De canonicatu S. Sophiae vac. per promotionem Iosephi De
Luna ad Primiceriatum, providetur Benedicto Siniscalchi, cum
decvreto vacationis canonicatu/
Canonicato di S. Paolo
Possedeva la gabella S. Basilio, due salmate nella gabella il
Mortilletto e due case. Esigeva due censi ( Acta, f. 140).
Giugno 1630 – ( 30713) De canonicatu et S. Pauli nuncupata praebenda
ecclesiae Cotron., vac. per ob. Io. Petri Borghesii, de mense Maii
def., providetur Petro Ant. Bombino, pbro diocesano, praesentato a
pluribus annis/ 1699 - Domenico Antenori/ Agosto 1703 – (50049) De
canonicatu et S. Pauli nuncupata praebenda ecclesiae Cotronen., vac.
per ob. Dominici Antinori, de mense Maii def., providetur Petro
Silva/ 1719 – Pietro Silva/ 8 marzo 1725 – ( 55363) Alphonso de
Castillo providetur de canonicatu et praebenda ecclesiae Cotronen.
quorum fructus 24 cum distributionibus 40 duc., vac. per ob. Petri
Silva, de mense octobris prateriti anni def./ 1743 – Alfonso del
Castillo/ 15 luglio 1754 – (63438) Felici Asturelli providetur de
canonicatu eccelsiae Cotronen., cuius fructus 24 cum
distributionibus 40 duc., vac. per dimissionem Alphonsi del
Castillo, qui Primiceriatum eiusdem ecclesiae assecutus est/ Giugno
1775 – ( 66818) De canonicatu S. Pauli, cuius fructus 24 duc., vac.
per promotionem Michaelis Messina ad archipresbyteratum, providetur
Francisco Montefusco, cum decreto vacationis canonicatus honoris S.
Antonii Patavini/ 1793 – Francesco Montefusco/ 18 agosto 1819 – (
71391) Antonio Asturi providetur de canonicatu et S.Pauli nuncupata
praebenda vac. per ob. Bartholomaei Olivieri, de mense Febriuarii
1813 def./
Canonicato di S. Cataldo
Possedeva due vignali contigui detti Pietro Negro (Acta , f. 140v).
Il canonicato di S. Cataldo possedeva la chiesa della SS. Annunziata
situata fuori le mura della città.
4 aprile 1664 – ( 40171) Io. Paulo Valente providetur de canonicatu
et S. Cataldi nuncupata praebenda ecclesiae Cotronen., vac. per ob.
Hieronimi Petrosilli ( Petrolilli), ex R. C. sede Cotronen. vac.
def. / Giugno 1693 – ( 46784) De canonicatu et praebenda S. Cataldi
Cotronen., vac. per ob. Scipionis Bernale, de mense Maii def. ,
providetur Fabio Iunta/ 1699 - Fabio Junta/ 1719 – Ignazio Caranza/
1743 – Domenico Rinaldi/ 1752 – Felice Messina/ Settembre 1759 – (
64522) De canonicatu S. Cataldi, vac. per ob. Mutii del Castillo,
providetur Francesco Torrone, pbro oriundo 57 an., cum decreto
vacationis canonicatus S. Caroli/ Gennaio 1776 – (66900) De
canonicatu S. Cataldi, cuius fructus 24 duc., vac. per ob. Francisci
Torrone de mense Octobris praeteriti anni def., providetur Antonio
Morelli, canonico Ss. Annuntiationis, cum decreto vacationis dicti
canonicatus/ 1777 – Antonino Morelli/ Agosto 1778 – (67237) De
canonicatu SS. Annuntiationis et S. Cataldi vac. per promotionem
Antonii Morelli ad Archipresbyteratum, providetur Francisco La
Piccola, cum decreto vacationis canonicatus S. Blassi/ 1793 –
Francesco La piccola/ 18 agosto 1819 – ( 71392) Nicolao Pollinzi
providetur de canonicatu et S. Cataldi nuncupata praebenda vac. per
ob. Brunonis Sacco, de mense Iulii 1813 def./ 7 luglio 1825 –
(72682) De canonicatu S. Cataldi et Annuntiationis B.M.V. vac. per
ob. Nicolai Pollinci, de mense aprilis def., providetur Iosepho Ant.
Perillo, cum decreto vacationis canonicatus S. Francisci de Assisio
et Quinque Vulnerum/
Canonicato di S. Carlo
Il canonicato di San Carlo possedeva la chiesa della SS. Pietà
situata fuori le mura della città.
1683 – Antonio Peretti / Maggio 1694 – (47021) De canonicatu,
praebenda carente, ecclesiae Cotronen., cuius fructus 24 duc. , vac.
per promotionem Didaci de Leone ad Archipresbyteratum, providetur
Dominico Suriano, pbro nobili, oriundo, ab ordinario commendato/
1699 - Domenico Suriano di Domenico (S. Carlo senza prebenda)/ 1719
– Giovanni Sylva ( S. Carlo senza prebenda) / 1743 – Gio. Francesco
de Silva ( S. Carlo o della Pietà)/ Novembre 1756 – ( 63943) De
canonicatu S. Mariae Pietatis et S. Caroli vac. per translationem
Francisci Torrone ad canonicatum S. Mariae de Scala, providetur
Michaeli Messina, cum decreto vacationis canonicatus S. Nicolai/
Maggio 1759 – ( 64459) - De canonicatu S. Caroli, vac. per
translationem Francisci Torrone ad canonicatum S. Cataldi,
providetur Dominico Terranova, cum decreto vacationis canonicatus
SS. Philippi et Iacobi/ 1777 – Domenico Terranova/ 1793 – Vincenzo
di Vennera ( S. Carlo e la SS. Pietà)/
Canonicato di SS. Rustico e Eleuterio ( Eleoterio, Eutero)
Possedeva un vignale a Mutrò ed una bottega nella piazza Lorda.
Esigeva quattro canoni. ( Acta, f. 141)
Il vescovo di Crotone Marcello Maiorana con decreto del 29 dicembre
1580 unì al canonicato un semplice beneficio sotto il titolo di San
Bartolomeo della famiglia Bonite. In seguito i patroni del beneficio
ricorsero al vescovo di Crotone Tomaso delli Monti, il quale rese
nulla l’unione con decreto del 26 gennaio 1602 ( Acta , f. 141v)/
Agosto 1653 – ( 37097) De Canonicatu et praebenda ecclesiae
Cotronen., quorum fructus 24 duc. vac. per ob. Iuliani Russo, de
mense Iulii def. providetur Nicolao Fran.co Tiriolo, pbro oriundo/
Dicembre 1653 – ( 37190) De canonicatu et SS. Rustici et Eleuterii
subdiaconali nuncupata praebenda ecclesiae Cotronen., vac. per ob.
Iuliani Russo , de mense Octobris def., providetur Iulio Morano,
clerico oriundo, in 21 aetatis suae anno constituto/ Settembre 1657
– ( 38251) De canonicatu et praebenda SS. Rustici et Eleuterii in
ecclesia Cotronen., vac. per ob. Iulii Morani, de mense Iulii def.,
providetur Fabio Venturi/ 1671 – Francesco Longobucchi/ Giugno 1697
– ( 47644) De canonicatu ecclesiae Cotronen., cuius fructus 4 duc.,
vac. per ob. Francisci Longobucco, de mense Martii def., providetur
Leonardo Cirrello, pbro oriundo, Priori cappellae, plenis suffragiis
electo/ 1699 - Leonardo Cirrelli/ 1719 – Vincenzo Foggia/ 1726 –
Filippo Suriano/ Luglio 1728 – (56639) De canonicatu vac. ex eo quod
Philippus Suriano, in coadiutorem Decanatus deputatus, nulla de
dicto canonicatu facta est mentio, providetur Iosepho Suriano/
Settembre 1766 – ( 65851) De canonicatu SS. Rustici et Eleuterii,
vac. per ob. Iosephi Suriano, providetur Dominico Soda, cum decreto
vacationis canonicatus SS. Philippi et Iacobi/ 1743 – Giuseppe
Suriano/
Canonicato di SS. Vincenzo e Anastasio (Crepacore)
Possedeva la gabella La Falcusella, tre vignali a Crepacore, un
vignale a Li Martorani ed una casa. Esigeva un censo sopra la
gabella de Negri ( Acta, f. 142v).
1683 – GaetanoGerace/ Dicembre 1684 – ( 45224) De canonicatu et SS.
Vincentii et Anastasii nuncupata praebenda ecclesiae Cotronen., vac.
per promotionem Caietani Gerace ad Cantoratum eiusdem ecclesiae,
auctoritate apla anno 1683 factam, providetur Io. Hieronimo Facente/
1684 - Geronimo Facente / Gennaio 1698 – (47807) De canonicatu
ecclesiae Cotronen., vac. per promotionem Io. Hieronimi Facente ad
Primiceriatum eiusdem ecclesiae, providetur Io. Andreae Cavarretta,
pbro oriundo, dictae ecclesiae canonico, cum decreto quod
parochialis ecclesia S. Venerandae eoipso vacet/ 1699 - Giovanni
Andrea Cavarretta/ 1719 – Giuseppe Rizzuto/ 1743 – Giuseppe Rizzuto
Risale al periodo in cui il feudo appartiene a Giuseppe Antonio
Oliverio un atto in cui il canonico Giuseppe Rizzuto, rettore e
possessore del canonicato dei SS. Vincenzo e Anastasio, afferma di
possedere un vignale nel feudo di Crepacuore con chiesa diruta e
confinante con le terre Ponticelli e Foresta. Il canonico cede il
vignale al feudatario per un annuo canone di ducati 8 con la
condizione che la chiesa diventi di patronato del barone ANC. 666,
1743, 31-34./ Novembre 1756 – ( 63941) Dionisio Azeri providetur de
canonicatu SS. Vincentii et Anastasii, vac. per promotionem Thomae
Capocchiani ad Thesaurariatum eiusdem ecclesiae, cum decreto
vacationis canonicatus S. Maria de Scala / Dicembre 1760 – ( 64781)
Didaco Zurlo providetur de canonicatu SS. Vincentii et Anastasii,
vac. per translationem Dionisii Azeri ad Primiceriatum/
24.1793 – Rafaele Asturelli/ 23 settembre 1835 – ( 74451) Fabritio
Zurlo providetur de canonicatu SS. Vincentii et Anastasii vac. per
dimissionem Antonini Rizzuto, a Pio VIII de primiceriatu eiusdem
ecclesiae provisi/ 29 settembre 1850 – ( 77120) Gabrieli Rizzuto
providetur de canonicatu et SS. Vincentii et Anastasii nuncupata
praebenda vac. per dimissionem Fabritii Zurlo Soda, qui
archidiaconatum adeptus est/ 21 novembra 1856 – ( 78307) Michaeli
Giglio providetur de canonicatu SS. Vincentii et Anastasii vac. per
dimissionem Gabrielis Rizzuto, qui archipresbyteratum adeptus est/
Canonicato di S. Blasio (S. Basilio)
POssedeva sette salme e mezzo della gabella La Colla di Zaccano,il
vignale la destra dell’agliastro. Esigeva quattro canoni (Acta f.
143).
1699 - Giovanni Battista Papasodaro/ 1719 – Raimondo Tauromina/
Febbraio 1726 – ( 55672) De canonicatu ecclesiae Cotronen. vac. per
promotionem Raimundi Torromini ad Primiceriatum eiusdem ecclesiae
providetur Benedicto Avarelli/ 1743 – Alessandro Albani/ Maggio 1764
– ( 65474) – De canonicatui S. Blasii, cuius fructus 10 duc. , vac.
per ob. Alexandri Albani, providetur Francisco Lapiccola, cum
decreto vacationis canonicatus S. Marci/ Agosto 1773 – (66630) De
canonicatu S. Blasii, cuius fructus 24 duc., vac. per translationem
Francisci La Piccola ad canonicatum S. Silvestri, providetur
Vincentio Greco, cum decreto vacationis canonicatus Quinque Plagarum
et S. Francisci Assisiensis, quem obtinet/ Agosto 1778 – (67239) De
canonicatu S. Blasii cuius fructus 10 duc., vac. per translationem
Francisci La Piccola ad canonicatum SS. Annuntiationis et S.
Cataldi, providetur Pompeo Mariae Gallucci, cum decreto vacationis
canonicatus SS. Philippio et Iacobi/ 1793 – Carlo Gallucci/ Novembre
1793 – ( 68654) De canonicatu S. Basilidis vac. per ob. Caroli
Galluccio, providetur Iosepho Astarelli, cum decreto vacationis
alterius canonicatus/ Dicembre 1801 – ( 69265) De canonicatu S.
Blasii, vac. per ob. Iosephi Astarelli, de mense Augusti def.,
providetur Antonio Malena, cum decreto vacationis canonicatus/ 2
dicembre 1842 – (75764) Bernardino Milelli providetur de canonicatu
et S. Basilidis nunucupata praebenda vac. per ob. Brunonis Musco, de
mense ianuarii 1838 def./
Canonicato di S. Carlo secondo o di S. Marco Evangelista
Possedeva una casa ed esigeva due censi (Acta, f. 143v).
1699 - Domenico Geronimo Suriano di Fabritio/ Il vescovo Marco Rama
alla fine del Seicento mutò il titolo del canonicato di San Carlo
secondo, che spesso era confuso con quello di San Carlo, dandogli il
titolo di San Marco Evangelista ( Acta, f.143)/ Gennaio 1706 –
(50618) De canonicatu vac. per translationem Hieronimi Suriani ad
alium canonicatum providetur Fabritio Santoro/ Novembre 1712 –
(52094) De canonicatu et S. Caroli nuncupata praebenda vac. per ob.
Fabii Lentari, de mense Septembris def., providetur Dominico Ursano/
1719 – Domenico Ursano (S. Caroli vel S. Marci)/ 1743 – Gio.
Francesco Albani/ Giugno 1764 – ( 65484) De canonicatu S. Marci,
vac. per translationem Francisci Lapiccola ad canonicatum S. Blasii,
providetur Io. Baptistae Schipano/ 1793 – Giuseppe Astorelli/
Novembre 1793 – (68655) De canonicatu S. Marci Evangelistae, cuius
fructus 6 duc., vac. per translationem Iosephi Astarelli ad
canonicatum S. Basilidis, providetur Iosepho de Luna, cum decreto
vacationis canonicatus honoris/
Canonicato di S. Nicola della Capperrina
Possedeva il vignale “La Valle della Chiesa”. Esigeva quattro censi
.
(1579 – 1583) Canonicato detto S.to Nicola de la Capperina.
13 Agosto 1648 – ( 35476) Vicario generali episcopi Cotronen. mandat
ut Laelio Marzano, pbro Crotonen., provideat de canonicatu et S.
Nicolai nuncupata praebenda in ecclesia Cotronen., vac. per ob.
Alphonsi Sillani, de mense Iulii ex Ro. Cu. def./ Settembre 1698 –
(47965) De canonicatu et S. Nicolai nuncupata praebenda ecclesiae
Cotronen., vac. per promotionem Isidori Pelusio ad Thesaurariatum
eiusdem ecclesiae, providetur Petropaulo Venturi, pbro oriundo 37
an., I.U.D./ 1699 - Petro Paolo Venturi/ 1719 – Dionisio Papallo/ 5
febbraio 1721 – (54239) Alphonso del Castillo providetur de
canonicatu ecclesiae Cotronen., vac. per dimissionem Dionisii
Papallo, qui primiceriatum eiusdem ecclesiae adeptus est/ 19 gennaio
1725 – ( 55308) Thomae Copalciano( Capocchiano) providetur de
canonicatu et praebenda ecclesiae Cotronen. vac. per translationem
Alfonsi de Castillo ad alium canonicatum in eadem ecclesia/ 1743 –
Matteo Arrighi/Gennaio 1744 – ( 60609) De canonicatu S. Nicolai
cathedralis Cotronen., cuius fructus 6 duc., vac. per ob. Matthaei
Arrighi, providetur Felici Cavaliere/ 1755 – Michele Messina/
Novembre 1756 – ( 63944) De canonicatu S. Nicolai vac. per
translationem Michaelis Messina ad canonicatum S. Mariae Pietatis e
S. Caroli , providetur Io. Dominico Fanele(?)/ Giugno 1775 – (
66821) De canonicatu S. Nicolai, cuius fructus 6 duc. vac. per ob.
Iosephi Farina, providetur Dominico Olivieri, cum decreto vacationis
canonicatus honoris S. Ioannis Baptistae/ Maggio 1783 – (67681) De
canonicatu S. Nicolai, cuius fructus 6 duc., vac. per ob. Dominici
Olivieri, de mense Februarii def. providetur Iosepho Giaquinta/ 1793
– Giuseppe Giaquinta/
Canonicato (onorario) di S. Giovanni Battista
Settembre 1698 – (47966) De canonicatu dictae ecclesiae, vac. per
translationem Petripauli Venturi ad canonicatum S. Nicolai eiusdem
ecclesiae, providetur Iosepho Favara/ 1699 - Giuseppe Favara (S.
Giovanni Battista senza prebenda)/ 1719 – Ignazio Foggia ( S.
Giovanni Battista senza prebenda)/ 1743 – Giuseppe de Sanda (
canonicato ad honorem e senza prebenda)/ Aprile 1755 – ( 63612) De
canonicatu S. Ioannis Baptistae cuius fructus 6 duc., vac. per ob.
Iacobi Ramirez, providetur Michaeli Messina/ Luglio 1755 – ( 63656)
De canonicatu S. Io. Baptistae vac. per translationem Michaelis
Messina ad Canonicatum S. Nicolai in eadem ecclesia , providetur
Dominico Terranova/ Settembre 1756 – (63917) De canonicatu S. Io.
Baptistae.. vac. per translationem Dominici Terranova ad alium
canonicatum eiusdem ecclesiae, providetur Laelio Mariae Montalcino,
pbro nobili oriundo 34 an./ Marzo 1766 – (65758) De canonicatu
honorario S. Ioannis Baptistae , cuius fructus 6 duc., vac. per
translationem Gabrielis Messina ad canonicatum S. Francisci
Assisiensis et Quinque Plagarum, providetur Antonino Morelli /
Settembre 1767 – ( 65985) De canonicatu cuius fructus 6 duc., vac.
per promotionem Antonii Morelli ad canonicatum S. Francisci
Assisiensis et Quinque Plagarum, providetur Iosepho Farina/ Giugno
1775 – ( 66820) De canonicatu honorario S. Ioannis Baptistae, cuius
fructus 6 duc., vac. per translationem Dominici Oliveri ad
Cantoratum, providetur Paulo Varano/ 1793 – Bartolo Oliverio ( ad
onore absque praebenda)/ 1793 – Giuseppe de Luna ( ad onore absque
praebenda)/ 8 agosto 1822 – ( 71985) Caesari Cavaliere providetur de
canonicatu et S. Io. Baptistae Decollati nuncupata praebenda vac.
per dimissionem Vincentii Mariae Talamo, qui archipresbyteratum
assecutus est/
Canonicato di S. Francesco d’Assisi
Possedeva una casa palatiata ed esigeva cinque censi (Acta, f. 144)
Marzo 1610 – ( 26754) De Canonicatu et praebenda ecclesiae
Cotronen., quorum fructus XXIIII duc., vac. per ob. Iacobi Cadice,
de mense februarii def., providetur Io. Francisco Petrolillo, pbro
oriundo, praesenti in Curia/ Giugno 1630 – (30717) De canonicatu et
praebenda ecclesiae Cotronen.,vac. per ob. Io. Francisci Petrolilli,
providetur Io. Iacobo Sillano, pbro oriundo/ 2 gennaio 1654 – (
37203) Ianuario Pelusio providetur de canonicatu et S. Francisci de
Assisio nuncupata praebenda ecclesiae Cotronen. vac. ex eo quod Io.
Iacobus Sillanus thesaurariatum eiusdem ecclesiae assecutus est/
(1699 – 1719) Andrea Quercia (S. Francesco d’Assisi con unione delle
Cinque Piaghe)/ 1739 – Antonio Cirrelli ( S. Francesco d’Assisi e le
Cinque Piaghe)/ 1743 – Giuseppe Messina ( S. Francesco d’Assisi e le
Cinque Piaghe)/ Giugno 1748 – ( 61856) Paulo Bruno providetur de
canonicatu et S. Francisci de Assisio et Quinque Plagarum nuncupata
praebenda vac. per translationem Iosephi Messina ad alium
Canonicatum in eadem ecclesia/ Marzo 1766 – (65756) De canonicatu S.
Francisci Assisiensi et Quinque Plagarum vac. per ob. Philippi
Manfredi, providetur Gabrieli Messina, pbro oriundo 34 an., jamdiu
canonico supranumerario S. Ioanni Baptistae/ Settembre 1767 – (
65984) De canonicatu S. Francisci Assisiensis et Quinque Plagarum
vac. per translationem Gabrielis Messina ad parochialem SS.
Venerandae et Anastasiae, providetur Antonio Morelli/ Aprile 1768 –
(66074) De canonicatu praebendario S. Francisci Assisiensis et
Quinque Plagarum, cuius fructus 6 duc., vac. per translationem
Antonii Morelli ad canonicatum Annuntiationis, providetur Vincentio
Greco/ Agosto 1773 – ( 66631) De canonicatu Quinque Plagarum et S.
Francisci Assisiensis , cuius fructus 24 duc., vac. per
Translationem Vincentii Greco ad canonicatum S. Blasii, providetur
Christopharo Giaquinta, cum decreto vacationis canonicatus
honorarii, sub titulo S. Ioseph, quem obtinet/ Gennaio 1776 –
(66903) De canonicatu Quinque Plagarum et S. Francisci Assisiensis
vac. per translationem Vincentti Smers ad canonicatum SS.
Annuntiationis, providetur Raphaeli Vetrella/ Novembre 1792 –
(68538) De canonicatu SS. Quinque Plagarum cuius fructus 6 duc. ,
vac. per ob. Raphaelis Vetrella, de mense Maii def. , providetur
Felici Maccarone, cum dcreto vacationis canonicatus honorarii / 1793
– Felice Maccarone ( S. Francesco d’Assisi e Le Cinque Piaghe)/ 24
luglio 1839 – (75177) Antonio Lettieri providetur de canonicatu
Sacrarum Quinque vulnerum vac. per dimissionem Brunonis Masci, qui
alium canonicatum adeptus est/
Canonicato SS. Filippo e Giacomo
Possedeva una casa ed un vignale. Esigeva un censo (Acta, f. 144v).
14 settembre 1640 – ( 33644) Io. Franciscus Gerace, provisus,
auctoritate aplca, de canonicatu et SS. Annuntiatae nuncupata
praebenda ecclesiae Cotronen., iuxta decretum dimisit parochialem
ecclesiam ( canonicatum) SS. Philippo et Iacobi eiusdem civ. , in
cancelleria / 14 settembre 1640 – (33645) De parochiali ecclesia (
canonicatu) SS. Philippio et Iacobi Cotronen., sic dimissa, cuius
fructus X duc. , providetur Io. (Scipio) Scarnera, pbro oriundo/ 1
febbario 1641 – ( 33748) Scipio Scarnera, pbr Ariminen., cui
provisum fuit de canonicatu et SS. Philippi et Iacobi nuncupata
praebenda in ecclesia Crotonen., litteris non expeditis nec
possessione habita, cessit iuri in illos sibi sompetenti/ 1 febbraio
1641 ( 33749) De canonicatu et SS. Philippi et Iacobi nuncupata
praebenda ecclesiae Cotronen., vac. per cessionem Scipionis
Scarnera, providetur Francisco Caparra, pbro oriundo/ Marzo 1646
(34877) De canonicatu et SS. Philippi et Iacobi nuncupata praebenda
ecclesiae Cotronen. vac. per dimissionem Io. Francisci Ierace, in
manibus Urbani VIII factam, providetur Lucae Antonio Manfredi,
subdiacono oriundo/ 27 giugno 1678 – ( 44055) De Canonicatu et SS.
Philippi et Iacobi nuncupata praebenda ecclesiae Cotronen., vac. per
ob. Andreae Urso, de mense Ianuarii def., providetur Hieronimo
Facente, pbro oriundo/ 1684 – Geronimo Facente/ 1685 – Francesco
Cirrello/ 1699 – Paolo Pietro Albani/ Aprile 1704 – ( 50236) De
canonicatu et praebenda vac. per promotionem Paulo Petro Albano ad
primiceriatum providetur Orontio Compeliti/ Gennaio 1706 – ( 50616)
De canonicatu vac. per ob Orontio Compoliti , a quatuor annis de
mense novembris def. providetur Io. Paulo Siciliani/ Gennaio 1706 –
(50614) De canonicatu vac. per translationem Io. Pauli Siciliani ad
alium canonicatum providetur Ioanni Pipino/ 1719 – Annibale Pipino/
1743 – Girolamo Venturi/ Settembre 1756 – (63916) De Canonicatu SS.
Philippi et Iacobi cathedralis Cotronen., vac. per translationem
Petri del Castillo ad canonicatum S. Stephani (?) in eadem ecclesia
providetur Dominico Terranova, cum decreto vacationis alterius
canonicatus , quem obtinet/ Maggio 1759 – ( 64460) De canonicatu SS.
Philippi et Iacobi vac. per translationem Dominici Terranova ad
canonicatum S. Caroli, providetur Michaeli Tesoriero/ Novembre 1766
– (65865) De canonicatu SS. Phippi et Iacobi , cuius fructus 6 duc.,
vac. per translationem Dionisii Soda ad canonicatum SS. Rustici et
Eleuterii, providetur Pompeo Maria Gallucci, pbro nobili, cum
decreto vacationis alterius canonicatus , quem obtinet/ Agosto 1778
– (67240) De canonicatu SS. Philippi et Iacobi cuius fructus 6 duc.,
vac. per translationem Pompei Mariae Galluccio ad canonicatum S.
Blasii, providetur Paulo Varano, primo canonico honorario, cum
decreto vacationis dicti canonicatus honorario/ 1793 – Domenico
Rizzuto/ 18 agosto 1819 – (71393) - ..mandat ut Antonio Scicchitano
provideant de canonicatu et SS. Philippi et Iacobi, vac. per ob.
Philippi Cavaliere, de mense Iunii 1813 def./
Canonicato di S. Basilio Magno con unione S. Gregorio
Possedeva tre vignali ed esigeva sei censi ( Acta, f. 145).
Nel Seicento al canonicato di Santo Basilio Magno era stato
aggregato Santo Gregorio. ( Acta, f. 145)/ 1699 – Giovanni Battista
Petrolillo/ 1719 – Isidoro Jannice/ 1743 – Muzio del Castillo/
Aprile 1774 – (66703) De Canonicatu S. Basilii, cuius fructus 24
duc., vac. per promotionem Francisci Riccio ad Primiceriatum,
providetur Antonino Morelli, pbro nobili, cum decreto vacationis
canonicatus SS. Annuntiatae/ 11 giugno 1775 – (66809) Antonius
Morelli, cui als de canonicatu S. Basilii Magni, auctoritate apla
provisum fuit, supplicatione signata et datata, litteris aplcis non
expeditis, cessit iuri suo in dicto canonicatu/ Giugno 1775 –
(66817) De canonicatu S. Basilii Magni de quo als per promotionem
Francisci Riccio ad Primiceriatum Antonio Morelli provisum fuit,
vac. per cessionem ipsius Antonii, providetur Gregorio Pugliese/
1793 – Paolo Varano/ 18 agosto 1819 – (78390) Ianuario Lopez
providetur de canonicatu et S. Basilii Magni nuncupata praebenda
vac. per ob.Pauli Novarro ( Varano) de mense Novembris 1814 def./
Canonicato di Santa Maria del Mare
25 giugno 1572 – ( 22417) Episcopo Cotronen. mandat ut Iosepho
Oliverio provideat de canonicatu et S. Mariae de Mari nuncupata
praebenda in ecclesia Cotronen., vac. per resignationem Antonii
Oliverii/ Luglio 1612 – ( 27100) De canonicatu et praebenda
ecclesiae Cotronen., quorum fructus XXIIII duc., vac. per ob.
Iosephi Oliverii , de mense Martii def., providetur Iosepho
Condello, pbro Cotronen./ Dicembre 1616 – ( 27863) De canonicatu et
S. Mariae de Mare nuncupata praebenda in ecclesia Cotronen., cuius
fructus XXIIII duc., vac. per ob. Iosephi Oliverii, de an. 1612 def.
, providetur Mutio Catizono, clerico diocesano.
Questo canonicato in seguito non compare. La chiesa situata sopra
uno scoglio presso il molo durante il Seicento fu abbandonata e la
cura ed i beni furono aggregati alla chiesa di San Leonardo, situata
fuori e presso le mura della città. La chiesa assunse così il titolo
di San Leonardo e di Santa Maria del Mare e vi era fondato un
semplice beneficio di libera collazione del vescovo.
Capitolari dell’Assunta
- 6 novembre 1569 -
Sacerdoti, diaconi e chierici
Laurentio Calabrese tesoriere
Leodegario de Labbrutis arciprete
Tomaso Gatto primicerio
Francesco Syllano penitenziere
Cataldo de Adamo canonico
Antonello de Martuso canonico
Hieronimo Bagliono canonico
Notio de Messina canonico
Antonino Oliverio de Palma canonico
Nicolao Crapisto canonico
Antonino Oliverio canonico
Jo. Jacobo Cadea canonico
Grandonio Syllano canonico
pbro Cesare Severino
pbro Tomaso de Monte
pbro Camillo Pullisio
pbro Silvestro Mixaxio
pbro Dionisio Siminara
pbro Paulo de Seda
pbro Petro Antonio Melle
pbro Jo. Dominico de Morano
pbro Minico de Garotto
pbro Iosepho Oliverio
pbro Marco Antonio Androna
pbro Stefano Fattizzi
pbro Cataldo de Seglatio
pbro Bello Scuro
subdiacono Jo. Battista Cepsi
clerico Marco Antonio Cummestabile
clerico Scipione Montacino
clerico Julio Jaccino
- 13 aprile 1570 -
Sacerdoti, diaconi e chierici
Laurentio Calabrese tesoriere
Antonio Lucifero cantore
Leodegario de Labbrutis arciprete
Tomaso Gatto primicerio
Francesco Syllano penitenziere
Cataldo de Adamo canonico
Antonello de Martuso canonico
Hieronimo Bagliono canonico
Jo. Battista Cavarretta canonico
Jo. Jacobo Cadea canonico
pbro Jo. Dionisio Siminara
pbro Camillo Pullisio
pbro Francesco Caparra
pbro Galieno di Masello
pbro Jo. Dominico Catacosa
pbro Thomaso de Monte
pbro Stefano Fattizzi
pbro Josepho Olivero
pbro Cataldo de Seglatio
pbro Marco Antonio Androna
pbro Nicolao Teriolo
pbro Marco Antonio Laczena
pbro Antonio de Portella
pbro Antonio de Ponti
pbro Nicolao Jo. Hominello
diacono Jo. Paulo Capicchiano
diacono Gasparo Telesio
clerico Luca Antonio Caracolle
clerico Vito Faralda
clerico Marco Antonio Comestabile
clerico Jo. Dominico Durante
- 1668 -
Dignità, Canonici, parroci e preti
Homobono Leone decano
Gio. Francesco Gerace cantore
Gio. Giacomo Syllano tesoriere
Gio. Battista Venturi arciprete
Nicola Francesco Triolo canonico
Gio. Giacomo Basuino canonico
Dionisio Thelesio canonico
Gennaro Pelusio canonico
Gio. Paulo Valente canonico
Camillo Venturi canonico
Lelio Manfredi canonico
Luca And. Manfredi canonico
Isidoro Pelusio canonico
Dionisio Rizzuti canonico
Francesco Facente canonico
Francesco Longobucco canonico
Francesco d’Oppido
Carlo Scarnera canonico
Scipione Scarnera canonico
Gio. Domenico Longobucco
Gio. Thomaso Basuino
Gio. Paulo Siciliano
Gio. Battista Negro
Gio. Giacomo Venneri
Domenico Caivano
Dionisio Pelusio
Gioseppe Cropalati
Gio. Pugtlise
Leonardo Vellavega
Guglielmo Bernardi parroco
Carlo Bonelli parroco
Scarnera
Di Franco
Gio. Thomaso Asturi
11 dicembre 1699 –
Dignità
Didaco Dominico Leone arcidiacono
Giovanni Battista Sisca decano
Didaco Berlingerio cantore
Giovanni Francesco Duarte tesoriere
Gennaro Pelusio arciprete e penitenziere
Geronimo Facente primicerio
Canonici
Carlo Cesare Scarnera (SS. Annunciazione)
Francesco Oppido (S. Giuseppe senza prebenda)
Antonio Galasso (S. Maria de’ Scala)
Giovanni Battista Petrolillo ( S. Basilio Magno con unione di S.
Gregorio)
Petro Silva (S. Antonio da Padova senza prebenda)
Carlo Presterà (S. Silvestro)
Domenico Caivano (S. Sofia)
Domenico Antenori (S. Paolo)
Fabio Junta (S. Cataldo)
Domenico Suriano di Domenico (S. Carlo senza prebenda)
Paolo Pietro Albano ( SS. Apostoli Filippo e Giacomo)
Leonardo Cirrelli (SS. Rustico e Eleuterio)
Giovanni Andrea Cavarretta (SS. Vincenzo e Anastasio)
Giovanni Battista Papasodaro (S. Blasio)
Domenico Geronimo Suriano di Fabritio (S. Carlo secondo)
Petro Paolo Venturi (S. Nicola)
Giuseppe Favara (S. Giovanni Battista senza prebenda)
Andrea Quercia (S. Francesco d’Assisi con unione delle Cinque
Piaghe)
15 luglio 1720
1 - Pietro Paolo Venturi arcidiacono
2 - Giovanni Battista Sisca decano
3 - Felice Suriano cantore
4 - Giovanni Francesco Duarte tesoriere
5 - Antonio Puglise arciprete
6 - Domenico Geronimo Suriano primicerio
7 - Domenico Suriano canonico (SS. Annunciazione)
8 - Andrea Quercia canonico (S. Francesco d’Assisi e Cinque Piaghe)
9 - Pietro Silva canonico ( S. Paolo)
10 - Isidoro Jannice canonico ( S. Basilio Magno)
11 - Matteo Pipino canonico ( S. Silvestro)
12 - Giuseppe Rizzuto canonico ( SS. Vincenzo e Anastasio)
13 - Domenico Ursano canonico ( S. Carlo o S. Marco)
14 - Vincenzo Foggia canonico ( SS. Rustico e Eleuterio)
15 – Ignazio Foggia canonico ( S. Giovanni Battista senza prebenda)
16 - Giovanni Domenico Zurlo canonico ( S. Maria della Scala)
17 - Dionisio Papallo canonico (S. Nicola)
18 - Raimondo Tauromina canonico ( S. Blasio)
19 - Giovanni Tommaso Venera ( S. Giuseppe senza prebenda)
20 - Francesco Ricciolillo canonico ( S. Antonio da Padova senza
prebenda)
21 - Ignazio Caranza canonico ( S. Cataldo)
22 - Annibale Pipino canonico (SS. Filippo e Giacomo )
23 - Domenico Messina canonico ( S. Sofia)
24 - Giovanni Silva canonico ( S. Carlo senza prebenda)
- 1743 –
Ecclesiastici cittadini secolari
Domenico Geronimo Suriano arcidiacono
Filippo Suriano decano
Vincenzo Amalfitano cantore
Gio. Domenico Zurlo tesoriere
Donato Oliverio arciprete
Raimondo Torromino primicerio
Girolamo Venturi (S. Filippo e Giacomo)
Antonio Foggia (S. Silvestro)
Muzio del Castillo( S. Basilio Magno)
Antonino Cirrelli (SS. Annunciata)
Matteo Arrighi ( S. Nicola)
Gio. Francesco de Silva ( S. Carlo o della Pietà)
Giuseppe Suriano ( S. Rustico e Eleuterio)
Domenico Rinaldi ( S. Cataldo)
Giuseppe Messina ( S. Francesco d’Asssisi e le Cinque Piaghe)
Giuseppe Rizzuto ( S. Vincenzo e Anastasio)
Alfonso del Castillo ( S. Paolo)
Gio. Francesco Albani ( S. Basilio)
Tomaso Capocchiano ( S. Sofia)
Domenico Avarelli ( S. Maria della Scala)
Giuseppe de Sanda ( S. Gio. Evangelista senza prebenda)
Pietro del Castillo ( S. Giuseppe senza prebenda)
vacante ( S. Antonio senza prebenda)
Antonino Asturello parroco
Diego Ramirez sacerdote
Domenico Terranova sacerdote
Domenico Coccari sacerdote
Francesco Antonio Renzo sacerdote
Felice Messina sacerdote
Francesco Torrone sacerdote
Francesco Riccio sacerdote
Francesco Tirioli sacerdote
Filippo Manfreda sacerdote
Giovanni Truncè sacerdote
Gio. Andrea de Sanda sacerdote
Giacinto Messina sacerdote
Gio. Domenico Fanele sacerdote
Gio. Battista Schipano sacerdote
Gregorio Puglise sacerdote
Gio. Domenico Tramonte sacerdote
Isidoro Venturo sacerdote
Michele Villaroja sacerdote
Michele Tesoriere sacerdote
Michele Messina diacono
Paolo Bruno sacerdote
Pietro Paolo de Laurentis sacerdote
Paolo Fonte sacerdote
Seiano Camposano sacerdote
Salvatore Cannoniero sacerdote
-1754-
Gio. Domenico Zurlo decano
Vincenzo Amalfitano cantore
Raimondo Torromino tesoriere
Domenico Avarelli arciprete
Alfonso del Castillo primicerio
Tomaso Capocchiano canonico
Giuseppe Suriano canonico
Alessandro Albani canonico
Dionisio Azeri canonico
Francesco Torrone canonico
Pietro del Castillo canonico
Paolo Bruno canonico
Felice Asturello canonico
Gio. Giacomo Messina canonico
Domenico Soda canonico
Giuseppe Messina canonico
Felice Messina canonico
Giuseppe Sanda Canonico
Diego Ramirez canonico
Gerolamo Ventura Canonico
Dignità, Canonici e parroci (1777)
Diego Zurlo arcidiacono
Bernardino Lamannis cantore
Michele Messina arciprete
Raffaele Astorelli canonico
Vincenzo Smerz canonico
Prospero Gallucci canonico
Domenico Terranova canonico
Francesco Astorelli canonico
Antonino Morelli canonico
Raffaele Vatrella canonico
Gio. Francesco Albani canonico
Cristofaro Giaquinta canonico
Paolo Varano canonico
Vincenzo Greco parroco ( S: Maria Protospatariis)
Giuseppe Vajanelli parroco ( SS. Pietro e Paolo)
Michele Labonia parroco (SS. Salvatore)
Gabriele Messina parroco ( SS. Veneranda e Anastasia)
Leonardo Antonio Giaquinta parroco ( S. Margherita)
-1793-
Michele Messina arcidiacono
Michele Capocchiani decano
Bernardino Lamannis cantore
Michele Labonia tesoriere
Antonino Morelli arciprete
Francesco Riccio primicerio
Domenico Rizzuto ( S. Filippo e Giacomo)
Giuseppe Avarelli ( S. Marco Evangelista)
Carlo Gallucci ( S. Basilio)
Vincenzo Montefusco ( S. Maria della Scala)
Paolo Varano ( S. Basilio Magno)
Cristofalo Giaquinta ( S. Silvestro)
Vincenzo Siniscalco ( La Annunciata)
Giuseppe Giaquinta ( S. Nicolò)
Vincenzo de Vennera ( S. Carlo e la SS. Pietà)
Vacante (?) (SS. Rustico ed Eutero)
Francesco Lapiccola ( s. Cataldo)
Felice Maccarrone ( S. Francesco di Assisi e Le Cinque Piaghe)
Rafaele Asturelli ( S. Vincenzo e Anastasio)
Francesco Montefusco ( S. Paolo)
Bartolo Oliverio ( S. Giovanni Battista senza prebenda)
Felice Maccarrone ( S. Giuseppe senza Prebenda)
Giuseppe di Luna ( S. Antonio senza prebenda)
-1809-
Vincenzo Siniscalco arcidiacono
Michele Capocchiano decano
Tommaso Bruno arciprete
Paolo Varano canonico
Filippo Cavaliere canonico
Raimondo Astorelli canonico
Antonino Rizzuto canonico
Bruno Sacco canonico
Felice Maccarone canonico
Giuseppe Maria Sculco canonico
Domenico Scicchitano canonico
Giuseppe Giaquinta canonico
Vincenzo Maria Talamo canonico
Michele Caruso canonico
Nicola Suriano canonico
Domenico Rizzuto canonico
- 1896 –
Hieronymus Caloiro archidiaconus
Beniamin de Mayda decanus
Paschalis Juzzolini Cantor
Gabriel Rizzuto thesaurarius
Archipresbyteratum (vacat)
Aloysius Covelli primicerius
Aloysius Cantafora canonicus
Franciscus Lapiccola canonicus
Franciscus Squillace canonicus poenitentiarius
Franciscus Greco canonicus
Dominicus Ant. Bartone canonicus theologus
Michael Labonia canonicus

