[Il devoto mercante Benedetto Milioti]
di Andrea PESAVENTO
(pubblicato su La Provincia KR nr. 48-39/2004)
Nel coro della cattedrale di Crotone è appesa una
tela che reca in basso questa dedica: “BENEDETTO MILIOTI PER/ SUA
DEVOZIONE F. F./ 1767”. L’opera nell’Inventario degli Oggetti
d’arte, a cura del Ministero della P.I., è così descritta: “ Quadro
del Lapiccola: Rappresenta Gesù di ritorno dalla visita dei Dottori.
E’ dipinto su tela m. 3X2, attribuito al noto pittore crotonese
Nicola Lapiccola (1767) per devozione di Benedetto Milioti”.
Benedetto Milioti
Negli ultimi anni del Seicento e nei primi decenni del
Settecento incrementò a Crotone l’esportazione granaria verso Napoli
e Roma. Numerosi mercanti, procuratori dei grandi speculatori
napoletani e romani, si accasarono nella città ionica per seguire le
fasi di reperimento, immagazzinamento ed estrazione dei cereali.
Le prime notizie sulla presenza dei Milioti a Crotone risalgono ai
primi decenni del Settecento. In un atto d’annullamento di capitoli
matrimoniali, rogato a Crotone dal notaio Stefano Lipari nel
novembre 1722, tra i testi troviamo PetroAntonio Milioti (ANC. 613,
1722, 154v). In un altro del notaio Pelio Tiriolo del 24 aprile
1724, riguardante la consegna di campane per il castello, che il
patrone Andrea Cafiero aveva imbarcate per conto della Regia Corte a
Napoli, tra i testi troviamo Carlo Milioti (ANC. 662, 1724, 60).
Sappiamo che Benedetto Milioti nacque all’inizio del Settecento da
una famiglia di massari e di mercanti di grano. Lo troviamo
ventitreenne in un atto notarile rogato a Crotone il 13 ottobre
1733. In quel giorno per atto del notaio Pelio Tirioli di Crotone
sono stipulati i capitoli matrimoniali tra Caterina di Fatio, figlia
di Silvestro di Fatio, “casato” e residente in Crotone ma originario
di “Mandato Rizzo pertinenza di Cosenza”, e Benedetto Milioti di
Crotone (ANC. 664, 1733, 173v- 174).
Di questo matrimonio non rimarrà traccia, anzi pochi anni dopo si
sposerà con Lucretia Cavalieri, di dieci anni d’età più vecchia ed
appartenente ad una famiglia di massari e mastri, ben introdotta
nell’ambito ecclesiastico locale ed imparentata con importanti
famiglie crotonesi, quali gli Avarelli, i Di Perri, i Raimondo, i
Fallacca , i Cimino. La moglie gli porterà in dote una casa in
parrocchia di Santa Veneranda e Anastasia, parrocchia in cui c’è la
casa palaziata della casata dei Cavaliere. Il Milioti è presente nel
catasto onciario di Crotone del 1743. Il documento fiscale ci
fornisce alcuni importanti elementi per descrivere la sua attività.
E’ censito come “cittadino negoziante d’anni 33, sposato con
Lucrezia Cavalieri di anni 42 e abitante in casa propria dotale,
situata in parrocchia di Santa Veneranda, con le figlie Anna di sei
anni e Carmena di quattro e con il fratello minore Leonardo Milioti
di 28 anni, “applicato in industria di Campagna”. Sempre dallo
stesso documento si ricava che il Milioti possiede un magazzino al
Fosso e dei capitali impiegati in attività speculative (f. 28).
Dedito al commercio granario ed al prestito di denaro e di semi,
nello stesso anno egli risulta tra i maggiori mercanti della città.
Nell’estate di quell’anno il conte Mahoni, vicario generale delle
due province di Calabria, incaricava il regio uditore di Calabria
Ultra Giovanni d’Alessandro ed il governatore di Crotone Nicola de
Vena d’Aragona di requisire ed acquisire 10.000 tomoli di grano, da
pagarsi al prezzo della voce, per rifornire l’annona di Reggio. A
tale scopo furono censiti i mercanti che possedevano nei magazzini
più di 300 tomoli di grano. Dal censimento risultò che in Crotone vi
erano 33010 tomoli di grano, che furono sottoposti al rattizzo.
Benedetto Milioti in società con Mimmo Suriano ne possedeva tomoli
400 e dovette fornire tomoli 121 di grano (ANC. 793, 1743, 2-10).
L’attività mercantile nel biennio 1743/1744 permise ampi guadagni.
Sfruttando il mercato nero ed eludendo le requisizioni ed i divieti
d’esportazione, riuscì a reperire i mezzi finanziari, per potere
accedere all’acquisto di fondi rustici. A tale scopo utilizzò come
prestanome il cognato, il sacerdote Felice Cavaliere, ed acquistò un
podere del marchese indebitato Francesco Berlingieri.
Il 21 aprile 1750 Il parroco Felice Cavaliere in presenza di
Benedetto Milioti dichiarava infatti che il 27 maggio 1745 aveva
acquistato un “Giardino seu podere con vigna, alberi fruttiferi,
terre vacue ed ortalizie, sena, pozzo, pila con aquidotte seu
canalette, torre, chiusura ed il suo vignale”, confinante con la
marina in località Esaro. Il podere che apparteneva al marchese
Francesco Berlingieri era stato venduto al canonico ( Russo F.,
Regesto, 60609) Felice Cavaliere, cognato del Milioti, per ducati
1200. Il canonico e poi parroco Cavaliere, che aveva esercitato
varie cariche amministrative importanti, tra le quali quelle di
procuratore del Capitolo della cattedrale (1743 /1747) e di primo
consultore ed amministratore delle rendite del pio Monte dei Morti
dell’Operai pii, dichiarerà in seguito che “nell’aspressata compra
non vi ebbe altro che il puro e nudo nome”, in quanto il denaro era
del Milioti e così anche la proprietà era da ritenersi dello stesso.
( ANC. 1063, 1750, 19 – 20).
Il Milioti a Roma
Pochi giorni dopo il Milioti si recava nuovamente dal notaio per
fare testamento.
Il 25 aprile 1750 presso il notaio Michele Antico di Crotone
Benedetto Milioti, dovendo intraprendere il viaggio per Roma a
visitare i luoghi santi in occasione del Santo Giubileo “per esserci
cosa più certa della morte, ed incerta l’ora di questa”, prima di
lasciare Crotone, decide di fare testamento. ( ANC. 1063, 1750, 21).
Questo legame con la città di Roma è confermato dalla tela
conservata nella cattedrale di Crotone, che è attribuita al noto
crotonese Nicola La Piccola, figlio di Leonardo, “applicato alla
professione di pittore” e residente fin da adolescente a Roma.( Così
è descritta la famiglia del La Piccola nel Catasto del 1743:
Giuseppe La Piccola, lavorante sartore d’anni 28; Antonio La
Piccola, fratello lavorante calzolaio d’anni 18; Nicola La Piccola,
fratello assente applicato alla professione di pittore d’anni 15;
Genuefra La Piccola sorella virg. di anni 20; Lucrezia Piscitello,
madre d’anni 46. Abita in casa locanda in parrocchia di Santa Maria
, ne possiede cosa alcuna (f. 110). La tela reca ben visibile in
basso il nome del committente: “BENEDETTO MILIOTI PER/ SUA DEVOZIONE
F. F./ 1767”. Il dipinto, quasi certamente, proviene dalla chiesa di
Gesù e Maria del convento dei Paolotti. La chiesa era situata al
“Fosso”, dove c’erano i magazzini granari, tra i quali anche quello
del Milioti. Con la rinascita dei primi decenni del Settecento erano
stati costruiti numerosi magazzini fuori le mura della città nelle
vicinanze del convento dei minimi. Approfittando della maggiore
richiesta di affitto di magazzini, nel biennio 1742/ 1743 i frati
avevano modificato il convento e la chiesa. “Trovandosi la chiesa
edificata da circa tre secoli malamente disposta nell’architettura”
per renderla “più perfetta all’uso moderno”, i frati decisero di
“ridurla e perfezzionarla”, riducendola alla sola navata e
ripartendo nella medesima sei cappelle, tre per lato all’uso romano,
che saranno abbellite con stucchi. Pochi anni dopo troveremo una di
queste cappelle, quella dedicata alla Beata Vergine del Rinfresco,
appartenente al laico Benedetto Milioti. Molti elementi del dipinto
indicano questa provenienza. Lo stesso titolo “La Beata Vergine del
Rinfresco” rimanda alla protezione del grano dal calore eccessivo,
uno degli agenti più deleteri per la conservazione; caldo che
d’estate a Crotone è frequente. Nel dipinto è raffigurato Gesù
Bambino che indica la Madre, alla quale è dedicato l’altare. Nella
parte bassa risalta il nome del patrono della cappella ( Nota delle
Chiese e Luoghi Pii ecclesiastici e secolari , Cotrone 18 febbraro
1777). Il convento dei minimi fu soppresso al tempo della Cassa
Sacra e fu molto probabilmente allora che il dipinto, seguendo la
sorte di molti altri oggetti appartenenti ai soppressi conventi,
lasciò quella chiesa per la cattedrale.
Il secondo ceto
La grave carestia del 1764 facilitò a Crotone la speculazione
sul mercato del grano. Il cereale raggiunse prezzi impensabili. Di
tale situazione ne trassero profitto i mercanti, che attuarono su
larga scala l’imboscamento ed il contrabbando. Nonostante che nel
febbraio del 1767 era morto il cognato Felice Cavaliere, parroco
della chiesa di SS. Veneranda ed Anastasia e socio in molti affari,
( Russo F., Regesto, n. 65960) l’ascesa sociale del Milioti non
cesserà. Segno di questo avanzamento sociale è lo sposalizio della
figlia Anna col magnifico Josepho Micilotto, nobile vivente e figlio
del mercante di panni e di altri generi di merci Antonio Micilotto,
originario di Catanzaro ma “casato” ed abitante a Crotone . Meta
fondamentale da raggiungere per un riconosciuto stato sociale ed
economico è l’ingresso nella chiesa della Congregazione laica
dell’Immacolata Concezione, il vero e proprio centro di potere del
secondo ceto.
Il primo agosto 1771, per atto del notaio Antonio Asturi, Benedetto
Milioti imprestava ducati 1600 al 5% al patrizio crotonese Dionisio
Ventura, ipotecandogli l’affitto delle quattro gabelle di “La
Comunità”, “Tilese”, “la Lenza” e “Casazzone”. ( ANC. 917, 1771, 61;
1130, 1774, 62 -64)
Due anni dopo, nel marzo 1773, acquistava una delle due nuove
cappelle costruite nella chiesa dell’Immacolata. La cappella, “con
altare fornita di stucco senza quadro.. dove non si celebrano le
messe e quindi quasi inutile per la chiesa", è ceduta a Benedetto
Milioti, che la compera per ducati sessanta.
Il Milioti si impegna "per sua devozione farci scolpire un quadro
con l'effigie del SS.mo Crocifisso, e ne i lati la Beatissima
Vergine Addolorata e S. Giovanni Evangelista, e sopra d.o altare
l'Effigie del P. Eterno. Inoltre per sua mera devozione far scolpire
altri Santi nelli due Medaglioni vacui dell'orchesto, ove sta
situato l'organo". E’ presente all'atto tra gli altri il pittore
Vitaliano Alfì
L’atto d’acquisto
“Anno Domini millesimo septingentesimo septuangesimo tertio,
Regnante/ die vero decima quinta Mensis martii, Inditione sexta, in
hac Civitate Crotonis. Nos
Costituti pers.te nella nostra presenza il Sig.r D. Federico
Letterio Superiore Sig.r Dom.co Curcio primo Assistente il massaro
Antonio Manfreda secondo Assistente, tutti e tre Offiziali
mag.ri,seu di catedra, ed il Sig.r Giacinto Gabriele Cassiere della
V.nble Congreg.ne sotto il titolo dell’Immacolata Cong.ne e l’Anime
del Purg.rio mera laicale di questa Città di Cotrone, li quali in
nome e parte di d.a V.ble Congregazione e dell’altri Sig.ri Off.li
pro tempore futuri, aggono, ed intervengono alle cose infratte d’una
parte.
Ed il mag.co Benedetto Milioti della Città sud.a ; il quale pure
agge, ed interviene alle cose infratte per se stesso, suoi eredi e
succ.ri in perpetuum, dall’altra.
Sponte, non vi/ asserirono cong.te nella nostra presenza, e di d.o
mag.co Benedetto Milioti pre.nte, ed audiente, essi Sig.ri Officiali
della Catedra dell’espressata V.nble Congregaz.ne come entro la
med.ma vi è una Cappella con Altare fornita di stucco, senza Quadro
da più anni, e fu da q.l tempo si ridusse nella forma, che si
attrova la Venerabile Congreg.ne sud.a in maniera che non si vede
che in d.a Cappella si celebrino le Sante Messe, e come tal’è quasi
inutile per la Chiesa. Essi attuali Sig.ri Off.li conoscendo con
evidenza, che la testè nomata V.ble Congreg.ne attrovasi sfornita di
utensili, ed arredi di Sacrestia, ed altro, anno stimato vendere,
cedere, ed alienare d.o stucco inutile, e col prezzo del med.mo
supplire in parte alli bisogni di d.o utensile, ed altro necess.rio
che non si è pensato ciò farsi dall’altri Sig.ri Officiali prò
tempore.
Tal sana deliberazione venuta alla notizia del riferito mag.co
Benedetto Milioti presente fattosi avanti, si è offerto pronto
comprarsi il stucco sud.o in forma di Cappella, con pagarlo docati
sessanta e per sua devozione farci scolpire un Quadro coll’Effigie
del SS.mo Crocefisso, e nei lati la Beatiss.ma Vergine Addolorata e
S. Gio. Evangelista, e s.a d.o Altare l’Effigie del P. Eterno;
inoltre per sua mera devozione far scolpire altri Santi nelli due
Medaglioni vacui dell’Orchesto, ove sta situato l’Organo. Una tal
offerta conosciutasi molto utile, e vantaggiosa a d.a Vble Laicale
Congreg.ne e senza che altra persona l’avesse potuto avanzare, si
stimò da d.i Sig.ri Officiali della Catedra proponersi more solito
alla mag.r parte sana de Sig.ri F.lli, coll’intervento, e
personal’assistenza delli attuali Sig.ri Consultori in maniera che
consideratasi giusta, e di molti vantaggio e per supplirsi alle
necessità dell’Arredi, ed Utensili, se non in tutto, almeno in
parte, fu da essi Sig.ri Fratelli unanimiter, pari voto et nemine
discrepante, conchiuso, e determinato, che con effetto si avesse
proceduto alla vendita di d.o Stucco, per uso di Cappella,a favore
di esso mag.co Milioti, giusta l’offerta ut s.a da esso lui
fattasene, e che ne sia di q.lla il vero, reale, ed effettivo
Padrone, come ciò apparisce dall’atto, seu conclusione fattasene
copia della quale è del tenor che siegue, et in fine inseratur.
Attente dunque le cose di sopra asserite, li prenominati Sig.ri
Officiali della Catedra F.lli Federico Letterio Super.re, Dom.o
Curcio primo Assistente, e massaro Antonio Manfreda secondo
Assistente, in nome di D.a V.ble Congreg.ne volendo adempire alla
convenz.ne sud.a col prenomato mag.o Benedetto Milioti, per
l’evidente utilità e necessità della Congreg.ne sud.a ; e perchè a
loro stessi in d.i nomi così piace oggi soprad.o giorno sponte non
vi omni meliori via ex nunc per esecuz.ne del sopranomato atto di
Congregaz.ne, senza verun patto di ricompra anno venduto, alienato,
come a titolo di vendita e di d.a alienaz.ne per jussi seu quasi
jure proprio, ed in perpetuum vendono, cedono, e rinunciano a d.o
mag.o Benedetto Milioti presente d.o stucco in forma di Cappella,
franco, e libero di ogni peso e con tutti li jussi, azzioni, e
ragioni, integro, et totale statu.
E questo per l’offerto, e convenuto ut s.a prezzo ad Corpus, et non
ad appretium, per non essersi ritrovata altra mag.re offerta di D.
sessanta, quali esso mag.o Benedetto Milioti di suo proprio danaro,
ut dixit, paga, numera e consegna a d.o Sig.r F.lo Giacinto Gabriele
Cassiere, di moneta cor.te usuale in questo Regno nella nostra
presenza numerati che promette tenerli presso di lui, per pagarli
all’ordine di d.i Sig.ri Officiali e Sig.ri Officiali Consultori
precedentino loro mandati in scriptis, per comprarsine utensili di
Sacrestia, ed altro bisognevole.
Di qual prezzo di docati sessanta, essi Sig.ri Officiali si ne sono
chiamati ben contenti e sodisfatti, che sodisfattis.mi: in
manierachè valendo più di d.o prezzo il stucco sud.o, del dippiù gli
ne fatto donaz.ne.
In manierachè d’adesso, ed in avvenire il sud.o luogo di Cappella
col stucco ut s.a venduto con tutte le raggioni in vigor
dell’espressato atto di Congregazione, e secondo l’offerta da esso
mag.o di Milioti fattasene, passi , e sia in pieno dominio, e
posesso del medemo, ed ad averla, tenerla, e possederla, cedente
omne jus ponente et constituente quonia nullum
Promettendo ed obligandosi d.o mag.o Milioti, come promette e
cong.to si obliga far scolpire a sue pp.e spese li espressati
quadri, tanto in d.a Cappella, che nelli Medaglioni dell’Orchesto,
seu luogo dell’organo di d.a Congregaz.ne senza far sentire alla
medema menomo incommodo e interesse, quia sic de pacto et non
aliter.
E promes.ro e si convennero essi Sig.ri Off.li persolenne
stipulaz.ne a d.o mag,co Benedetto Milioti p.nte d.a vendita,
donaz.ne e cessione che rinuncia et omnia praedicta semper habere
per rata e contro non fare per quals.a causa.
E finalm.te la sud.a cessione di stucco per uso di Cappella, essi
sud.i Sig.ri Officiali cum omnibus juribus promettono evincere e
difendere ut de jure. Inseratur Actus Congregationis
Presentibus Mag.co Fidele Partale Reg. ad Contr. Judice, Sacerd. D.
Giacinto Messina, Andrea Giardino, Mag.co Vitaliano Alfì, Giusep.e
Torchia ed Ant.no Torromino di Cotrone
Meque VID Not. Nicolao Rotella Cive Crotonen Stipul.
Ottavio Lajno Scrivano Eletto”
(ANC. 1130, 1773, 2-4)
Il monte di Maritaggi
Sempre il Milioti il 10 ottobre 1774 con atto del notaio Nicola
Rotella di Crotone disponeva che alla sua morte rimanessero alla sua
cappella del SS.mo Crocifisso, eretta e fondata dentro la chiesa
della congregazione laicale dell’Immacolata Concezione e L’Anime del
Purgatorio, i quattrocento ducati al 5% sopra tutti i suoi beni, che
donava in vita. Inoltre fonda ed istituisce un “Monte di Maritaggi”
a favore di donzelle nubili povere di Crotone, dotandolo di un
capitale di ducati 1600, che al 5% dà l’annuo censo di ducati 80,
per prestito fatto al possidente e patrizio Dionisio Ventura.
Egli inoltre stabilisce che il 13 settembre, festa della Croce, si
riuniranno presso la cappella 10 donzelle, scelte dai cinque parroci
della città, due per parrocchia: “che siano nate da leg.mo
matrimonio, e di Genitori onesti, e che siano preferite quelle
donzelle fosse parenti in qualsivoglia grado di esso fondatore e le
propinque fossero preferite alle remote, purchè siano povere, ed
oneste, e nate da Genitori onesti e dopo le med.e quelle donzelle
nubili povere nate da leg.mo matrimonio da Maestri di piazza e
massari poveri e onorati, e figli dell'arte, e non di quelli
maestri, e massari nati vilmente, de quali molti se ne ritrovano in
questa sud.a città, o dopo quelle indi loro mancanza dell’altro
infimo ceto povero ed onesto”.
Dopo aver cantato il Veni Creator Spiritus e la messa si procederà
ad estrarre a sorte due ragazze; a ciascuna delle quali maritandosi
saranno regalati 40 ducati.
Il Milioti affida l'amministrazione del monte di maritaggi da
fondarsi ai sindaci ed eletti del secondo ceto o del popolo, i quali
avranno in consegna anche la cassa a tre chiavi (ANC. 1130, 1774,
62-64)
In seguito, ritornando nel suo proposito, il 16 gennaio 1778
modifica i capitoli del monte di maritaggi sotto il titolo di Monte
della Misericordia e riconfermando gran parte di ciò che aveva
disposto nel legato, l‘”amministrazione del quale la diede e
sottopose alli sindaci ed eletti del secondo ceto della città di
Crotone pro tempore futuri e nel tempo stesso diede la
sopraintendenza del medesimo ad una persona ecclesiastica, cioè
all’arcidiacono il quale aveva la facoltà di tenere in sua casa la
cassa di tre chiavi”. Così nel 1777 è descritta la chiesa sotto il
titolo dell’Immacolata Concezione. Vi “è è eretta una confraternita
laicale ci sono due altari: uno del SS.mo Crocifisso, la Madonna
Addolorata e San Giovanni Evangelista spettante e curato da
Benedetto Milioti e l'altro dedicato ai santi Cosma e Damiano dei
mastri barbieri. I confrati, che eleggono annualmente i loro
amministratori, sono retti per lo spirituale da un prete o canonico
approvato dal vescovo e scelto tra i componenti del capitolo
cattedrale. Questo ogni domenica e nelle feste solenni istruisce i
confrati con sermoni e catechesi, riceve la loro confessione e
amministra l'eucarestia. Celebra le messe cantate e le altre
funzioni ecclesiastiche”.(Nota delle Chiese e Luoghi pii
ecclesiastici e secolari , Cotrone 18 ,2, 1777
L’otto gennaio 1783 per ottenere il beneplacito regio alla
fondazione del monte sostituisce la persona ecclesiastica col
sindaco del secondo ceto, che diviene capo amministratore del monte
e terrà la cassa con tre chiavi ( una la tiene il sindaco, una il
primo eletto e l’altra il secondo eletto del secondo ceto). La
persona ecclesiastica rimane solo per deputato nei conti da darsi
dai passati sindaci ed eletti (ANC. 1666, 1783, 2-3).
Il ricordo
Le ultime notizie su Benedetto Milioti si ricavano dal catasto
di Crotone del 1793. A quel tempo egli era già morto. Il magazzino
al Fosso era passato in proprietà al massaro Giuseppe Coccari (f.
81), mentre la “vedova del q.m Benedetto Milioti” abitava in un
quarto del palazzo degli eredi di Gregorio Avarelli, situato “dentro
il vaglio di detto Palazzo Ereditario, e p.o quello un tempo fu
abitato dai capitani del Porto” (f. 40v). Il convento e la chiesa di
Gesù e Maria erano già in abbandono.

