[I Torrieri]
di Andrea PESAVENTO
(pubblicato su Il Paese nr. 01-02/1993)
Nella seconda metà del Cinquecento la
nomina del caporale di una torre avveniva con lettera del Vicerè in
vigore della quale il torriere era immesso nella custodia per la
durata di un anno, incominciando dal giorno di presa di possesso, e
godeva di uno stipendio o salario di ducati 4 al mese con
prerogative, immunità, lucri, gaggi ed emolumenti soliti a darsi per
questo tipo di servizio.
A volte eccezionalmente la nomina veniva fatta dal Governatore delle
Calabrie, in tal caso il caporale rimaneva in servizio fino ad
eventuale altro ordine del Vicerè.
Alla custodia di ogni torre vi era anche un socio o milite che
percepiva un salario di ducati 2 tari 2 e grana 10 al mese ed era
alle dipendenze del caporale.
I militi erano gente del luogo designati a questo incarico dalle
università sul cui territorio era stata edificata la torre.
La durata e la qualità del servizio svolto dal caporale e dal milite
erano attestate dagli eletti o governanti della terra o città nel
cui territorio ricadeva la torre.
Essi facevano fede che la custodia e la vigilanza erano state svolte
ininterrottamente, giorno e notte, e con ogni diligenza, assicurando
così ai due il pagamento dello stipendio da parte del tesoriere.
Compito dei caporali e dei militi era quello di vigilare la marina e
segnalare immediatamente le navi nemiche o corsare con fuochi e
sparo di grossi mortaretti detti maschi dando così alle popolazioni
il tempo per difendersi da invasioni o assalti improvvisi.
Essi dovevano contrastare il contrabbando, segnalare i naufragi ai
mastri portolani, non intrattenere rapporti di affari con i
naviganti o usare la torre come magazzino, accogliere e proteggere
gratuitamente coloro che vi si rifugiavano.
La torre di solito era munita di cannone petriero e rifornita di
polvere da sparo e di palle, previo ordine dei governatori
provinciali, dalle università sul cui territorio si trovava la
torre.
I caporali ed i militi avevano diritto alla paga che la Regia Corte
tramite il tesoriere o i suoi luogotenenti doveva versare mese per
mese.
La carica di caporale che nella seconda metà del Cinquecento era
affidata a Spagnoli o a nobili italiani, pratici nelle armi, nel
Seicento fu messa in vendita e pubblicamente aggiudicata al miglior
offerente.
Dell'ufficio se ne appropriarono i proprietari delle terre, sulle
quali la torre era costruita, che oltre a percepire lo stipendio,
poterono godere privilegi ed esenzioni.
Postovi nella torre un loro guardiano fidato, poterono praticare il
contrabbando senza alcun pericolo.
A metà Settecento la vigilanza in ogni torre era affidata a un
soldato invalido e ad un aggiunto o sentinella.
Il soldato era pagato dal tesoriere, l'aggiunto con un salario
mensile di carlini trenta dai sindaci dell'università sul cui
territorio era edificata la torre.
Sull'università gravavano anche le spese per le riparazioni ed il
funzionamento delle torri che si trovavano sul suo territorio "così
di legname, fabriche, scopette, maschi ed altro" secondo gli ordini
che ogni anno venivano dai reveditori di torri che ispezionavano le
marine.
Lettera della Regia Camera della Sommaria al tesoriere di Calabria
Ultra che conferma Marc'Antonio Franco della città di Bianco come
soprastante della torre da costruirsi nella marina in località "a
pigliano" con un salario di ducati tre al mese.
A M.co Viro R.nti off.m Regii The.rii Prov.e Calabrie Ultra sive
eius locum.ti
Mag. Vir como sapeti per ordine del Ill.mo q. D.o Gio. de Zunica
olim Prencipe de pietra persica et Vicere in q.sto regno se
incomenciorno ad fabricare alcune turre di guardia in diverse marine
di d.o regno le quale accio si fossero fabricate con quella
diligenza et prestezza che conveniva parse al m.co et circumspetto
R.te Ribera all'hora luocot.e di q.sta regia Cam.a fare ponere in
ciasc.a torre una persona per sopra stante et lo trattò con detto
Ill.mo Sig.r per lo quale fu comandato che tali sopra stanti si
fossero deputati con lo soldo di docati quattro il mese li q.li
havessero servuto mentre decta torre si fabricano come soprastante
t.m et q.m poi fossero state in defensa li percep.ri seu th.ri
provinciali fossero stati obligati advisare la Ecc.a del Regno accio
l'havesse possuto provedere de caporale et che cossi si fosse
observato dal'hora avante et per che in la marina o terr.o del
Bianco di q.sta Provintia si have edificare per ordine di S.E. una
nova torre e p.prio dove si dice a pigliano la q.le da primo e stata
data a partito per la Regia Provintiale Audentia ex delegatione di
q.sta istessa camera a Gio. Cesanti delle midesima t.ra conveni per
osservanza del detto Regio ordine che se deputi de sopra stanti
dello q.le sopra stante ci ha parso investirne Marc'Antonio Franco
della sudetta terra del Bianco per concorrerno in esso li requisiti
necessarii per q.nto ne hanno fatto ampla fede Gioseppe Cesanti per
sind.co Ger.mo Policzi et Lutio Ierbo eletti de quella ad 24 del
passato cossi como per la p.nte ne l'havemo investito per cio vi
dicemo et ord.mo che delli denari del impositione delle fabriche
debiate pagare a detto Marc'Antonio Franco R.o soprastante ut s.a
docati tre il mese per suo salario in che e stato generalmente
moderato decorrendo dal di che incomenciera ad assistere
personalm.te all'opera della p.tta torre et che in q.lla si lavorera
sino a tanto che sara del tutto finita et esso li servira come
soprastante purche non ecceda il termine fra lo q.le il detto
partitario si obligara di finire d.a torre del quale servitio
faciendo per esso soprastante ne starrete a fede del cap.o et homeni
del Regim.to che pro tempore saranno dell'istessa t.ra del Biancho
alli q.li V.na Ill.a con il detto partitario et suoi operaii con la
p.nte anco ordinamo che trattino et reputino detto Marc'Ant.o per
soprastante della p.tta Reg.a torre et che li siano fatte fede del
servitio suo in scriptis et senza pagam.to atteso se li sonno
consignate le solite instrutione a tale sappia come regolarsi in
detto carrico et cosi exequereti che recoperandone le debite cautele
si faranno bone a v.ro conto non fando il contrario per q.to amate
la gratia regia et sotto pena di onzi 25 la pr.nte resti al p.ntante
datum Neap. ex Reg.to Cam.a die 27 Xbris 1598.
Tesorieri e Percettori Fs. 550, f114, ASN.
Didascalia tabella. Nella tabella vengono riportati il nome della
torre, il territorio sul quale era edificata, il nome del caporale
designato alla custodia, la data di nomina, di entrata in possesso e
del giorno in cui risulta ancora in servizio.

