[Il Palazzo dei Suriano nel luogo detto “Il Cutetto”]
di Andrea PESAVENTO
(pubblicato su La Proivincia KR nr. 2/2000)
Insegna dei Suriano: “Un campo verde con fascia
torchina, sopra la quale sono due pali d’argento posti per dritto, e
sotto due sbarre d’argento”.
L’abbate Giovanni Pietro Suriano.
Gio. Pietro Suriano sposò il 29 aprile 1626 Vittoria Lucifero,
figlia di Adriana Berlingieri e di Fabrizio Lucifero. Dalla loro
unione nacquero Livia (24.12.1634), che sposò Gioseppe Lucifero, il
cui figlio Fabrizio diverrà marchese di Apriglianello1, Orazio
(28.3.1637), Mutio, arcidiacono di Crotone e poi arcivescovo di
Santa Severina, Luccia, che sposò nel 1656 il vedovo Ottavio Cesare
Berlingieri2, e Antonio, luogotenente del regio secreto e mastro
portolano. Egli abitava in parrocchia di Santa Maria
Prothospatariis3 al limite con la parrocchia di San Pietro. Dopo la
morte della moglie, avvenuta il 22 gennaio 16384, il chierico Gio.
Pietro ebbe nel 1646 in commenda, acquistandola dal concittadino
abbate Giacomo Vezza5, l’abbazia di S. Giovanni Calabita in diocesi
di Rossano, che tenne fino alla sua morte avvenuta nell’ottobre
16596. Fece parte della confraternita del Rosario, eretta nel
convento domenicano di Santa Maria delle Grazie di Crotone7 e fu
rettore del beneficio semplice di S. Maria delle Grazie di
iuspatronato dei Lucifero in cattedrale8. Per proteggere il
patrimonio da possibili smembramenti e vendite da parte degli eredi,
prima di morire istituì un perpetuo fedecommesso sui suoi beni9. I
figli ed universali e particolari eredi per testamento,
l’arcidiacono Mutio Suriano ed il fratello Antonio, abitarono nelle
case al limite della parrocchia di San Pietro, che confinava con le
case di Luca Facente, di Marco Antonio e Gio. Francesco Petrolillo10
e di Alfonso d’Alessandro11.
Risale al tempo in cui la casa, o palazzo, fu abitata da Antonio
Suriano che, su richiesta del chierico Antonio Petrolillo, nei primi
giorni del maggio 1670 fu effettuata una perizia da alcuni mastri
fabbricatori su una abitazione appartenente al monastero di Gesù
Maria dei minimi di San Francesco di Paola. La casa, che era situata
nel luogo detto “il Cutetto” e confinava con le case del Petrolillo
e di Antonio Suriano, minacciava di rovinare e di danneggiare le
vicine abitazioni. Essa inoltre rappresentava un grave ed evidente
pericolo per l’incolumità dei vicini12.
Tra i figli di Antonio Suriano13, ricordiamo Giuseppe, che sposò
Geronima Sculco, figlia del barone di Montespinello Bernardo Sculco,
Elisabetta, Giovanni e Pietro.
Morto nel 1672 Antonio Suriano, il 27 dicembre dello stesso anno il
figlio Giuseppe chiese che si facesse l’inventario dei beni lasciati
dal padre. A tal fine il notaio Nicola Sacco si portò nelle case dei
Suriano, che confinavano con quelle degli eredi di Luca Facente, ed
in presenza dei nobili e vicini proprietari, Giacinto Aragona e
Bernardo Barracco, procedette a compilare la lista dei beni14.
Da Pietro a Francesco Antonio Suriano
Pietro sposò Maria o Maruzza del Castillo, figlia di Vittoria
Lucifero e Diego del Castillo e sorella di Antonio del Castillo15,
che tra l’altro gli portò in dote 10 salmate di terre in località
“l’Olivella” ed altre 20 a “Maccuditi e Majorana”16. Essi ebbero
cinque figli, due maschi e tre femmine. Tra questi Ippolita, che
sposò nell’ottobre 1717 il vedovo marchese di Apriglianello Fabrizio
Lucifero17, Giuseppe, che divenne canonico della cattedrale,
Francesco Antonio e Teresa. Quest’ultima nel 1723 iniziò il
noviziato nel monastero di Santa Chiara e, divenuta clarissa col
nome di Maria Teresa18, fu anche più volte badessa (1747, 1763) e
vicaria19.
Pietro Suriano ricoprì numerose cariche pubbliche tra le quali
quella di sindaco dei nobili (1691/1692). Oltre alle proprietà
paterne ereditò anche i vincoli ed i pesi che le gravavano. Tutti i
suoi beni erano vincolati da un legato per la celebrazione di
numerose messe in suffragio degli antenati nell’altare della
famiglia dei Suriano, di cui aveva il iuspatronato; altare che era
situato in cattedrale sotto il titolo dell’Immacolata Concezione20.
I beni ereditari inoltre erano vincolati dal fedecommesso fondato
dall’avo, l’abbate Gio. Pietro Suriano, per mantenere intatto nel
tempo il decoro e quindi il potere dei Suriano.
Pietro Suriano abitava in parrocchia di Santa Maria Prothospatariis,
al limite con quella di S. Pietro, e le sue case confinavano con le
case del primicerio Geronimo Facente21, con due case “dirute del
beneficio della famiglia Petrolillo di Santa Maria de Jesu e con le
case di Antonio Petrolillo22. Proprietario di molto bestiame e di
vaste terre morì nell’agosto 1708 lasciando eredi universali e
particolari per testamento i figli: il chierico Francesco Antonio e
Giuseppe. Essendo essi minori fu nominato tutore Annibale
Berlingieri. L’eredità pur gravata da molti debiti era più che
sostanziosa e comprendeva tra l’altro il palazzo in parrocchia di
Santa Maria Prothospatariis, confinante con le case dell’arcidiacono
Geronimo Facente e di Antonio Petrolillo, un giardino con sua torre
e vigne, terreni per un totale di 180 salmate tra cui un Vignale,
l’Olivella, Maccuditi e Majorana, Scarano, Passo Vecchio, Catizzone,
Patrimoni, Vezza, Magliarello, una bottega in piazza sotto le case
di Marino Bernale, numeroso bestiame (vacche, vitelli. vitellacci,
scrofe, tori, buoi, pecore ecc.) ed uno schiavo bianco trentenne di
nome Giachino23.
Pochi anni dopo il palazzo con i casaleni degli eredi di Pietro
Suriano confinava con le case portate in dote da Antonia Barracco ad
Antonio Suriano; case che erano state di Felice Barracco ed ora
erano di Giuseppe Riccio presso le mura delle Fontanelle24, con due
casette del beneficio dei Petrolillo25 e con il palazzo formato da
due quarti degli eredi di Antonio Petrolillo, uno abitato dai
coniugi Bruno Carvello e Prudenza Petrolillo e l’altro dai coniugi
Pietro Greco e Lucrezia Petrolillo26.
Avendo ereditato oltre ai beni anche i debiti degli antenati, cioè
dell’avo Antonio e del padre Pietro, i fratelli Giuseppe e Francesco
Antonio si trovarono ben presto alle prese con i creditori. Tra gli
altri vi era un debito di ducati 1000 al 6% con Antonio, Felice,
Filippo e Bernardino Suriano. Raggiunto un accordo con i creditori
ed avuto uno sconto di 200 ducati, i fratelli dovettero vendere 8
salme di terra a ducati 50 la salma nelle località Passo Vecchio e
Catizzone al marchese Fabrizio Lucifero ed al figlio di costui
Francesco. Non riuscendo tuttavia a racimolare tutta la somma da
restituire, nel gennaio 1718 riuscirono ad avere altri 200 ducati in
prestito da Francesco Lucifero con la condizione di restituirli
entro 4 anni a ducati 50 l’anno, ma qualora ciò non fosse avvenuto,
passato il termine, avrebbero dovuto pagare un tasso annuo del 5 per
cento, cosa che avvenne27.
Il 6 marzo 1722 con atto del notaio Pelio Tirioli i due fratelli
“bonariamente e fraternamente, senza strepito,” decisero di dividere
l’eredità paterna. Furono tolti i pesi e le parti spettanti alle tre
sorelle, una delle quali era già sposata con il marchese Fabrizio
Lucifero, mentre le altre due andarono a carico di Francesco
Antonio. Fatta la divisione a Giuseppe spettò 85 salme di terre a Li
Patrimonii, a Scarano ed a Vezza; a Francesco Antonio 50 salme di
terra nella gabella Magliarello, il giardino con vigne, terre vacue,
torre et ortalizii, la bottega in piazza sotto il palazzo dei Tronca
ed il palazzo di famiglia confinante con le case di Gregorio Arrighi
e le case che erano state di Gio. Battista Petrolillo28. Il palazzo
divenne quindi la dimora della famiglia di Francesco Antonio che,
ottenuta il primo gennaio 1719 la dispensa papale sull’impedimento
di consanguineità, aveva sposato Faustina Berlingieri29, figlia di
Annibale, fratello di Carlo arcivescovo di Santa Severina, e di Anna
Suriano. Francesco Antonio Suriano fu più volte sindaco dei nobili
(1724/1725, 1741/1742). Dal Catasto Onciario di Cotrone del 1743
risulta che la sua famiglia è composta dalla moglie coetanea
quarantaquattrenne Faustina Berlingieri, dai figli Pietro di sette
anni, Luccia di 20 anni e Maria di 10 e dal fratello il canonico
Giuseppe Antonio Suriano di 40 anni. Nel suo palazzo patrimoniale,
sotto del quale vi è un mulino centimolo e del quale affitta un
basso, abitano anche tre servi: Giuseppe e Rosaria Votti e Barbera
Mantelli. Egli risulta intestatario anche dei beni del fratello e
cioà di una chiusa e dei territori di Magliarello, Li Patrimonii,
Vezza e parte di Scarano. E’ anche proprietario di una bottega in
piazza sotto il palazzo di Diego Tronca che affitta30.
Il palazzo risulta confinante con quello della signora Petrolillo,
sotto del quale abitano in una camera superiore con il suo basso i
coniugi Beatrice Greco e Dionisio de Silva31, via mediante con
quello degli Sculco32, vicino ai luoghi detti il Cutetto33 ed il
Fosso34. Il 17 giugno 1755 il papa Benedetto XIV, accogliendo la
supplica, concedeva ai due coniugi l’indulto di un oratorio privato
nel loro palazzo35.
Il palazzo tra il Sette e l’Ottocento
Da Francesco Antonio Suriano e Faustina Berlingieri nacquero
Nicola, che intraprese la carriera ecclesiastica, Luccia, Maria, che
sposò Gasparro Ramires, figlio dello spagnolo Giuseppe Antonio e di
Mariangela Ramires Arellano, e Pietro. Quest’ultimo, morto il padre,
divenne proprietario del palazzo. Esso allora confinava dalla parte
delle mura della città con il palazzo degli Arrigo, che da Gregorio
era passato al nipote Salvatore Arrigo36, mentre nelle vicinanze
c’erano i palazzi di Girolamo Cariati, venduto in precedenza dai
Riccio a Leonardo di Cola, e di Tommaso Sculco37. Pietro Suriano
allargò la sua proprietà acquistando nel maggio 1785 dalla Cassa
Sacra una casa locanda, situata sotto il suo palazzo, che era stata
di proprietà della chiesa di San Giuseppe38.
Morto Pietro Suriano, nel catasto onciario del 1793 risulta che gli
eredi possiedono terre a Magliarello, Li Patrimoni, Vezza, Vignale
Madamma Adriana, una chiusa, Scavone e Spina e conservano ancora la
bottega in piazza39.
Ereditò il figlio Giuseppe (1790, C.S., 29) il quale in seguito
risulta abitare con il figlio Pietro in contrada il Fosso (1812).
Note
1. Malevitana, seu Crotonen., Mainardi 1729, pp. 47-48.
2. Ottaviano Cesare Berlingieri circa l’anno 1656 passò alle seconde
nozze con Luccia Suriano, figlia dell’Abbate Gio. Pietro Suriano, il
quale promise in dote ducati 1800, di cui 300 in beni mobili ed il
resto in denaro contante, ANC. 335, 1685, 50.
3. Libro dei battezzati, Parrocchia di S. Maria, AVC.
4. Adi 22 de jan. 1638 morse la S.ra Vittoria Lucifera et si sepelli
nella cattedrale, Liber Mort. Ab anno 1601 usque ad ann. 1698, AVC.
20
5. Nola Molise G.B., cit., p.78.
6. Russo F., Regesto, VII, 38896.
7. ANC. 229, 1651, 43r.
8. Alla sua morte il beneficio passerà al figlio, l’arcidiacono
Mutio Suriano, Russo F., Regesto, VIII, 39081.
9. ANC. 660, 1718, 8-20.
10. ANC. 229, 1661, 48.
11. Le case che erano state di Alfonso d’Alessandro erano situate in
parrocchia di S. Pietro e confinavano via mediante con le case
dell’abbate Gio. Pietro Suriano. Esse furono comprate dal capitano
Fulvio Leone e poi cedute al chierico Fabrizio Spina, ANC. 312,
1666, 56-57.
12. La perizia fu fatta il 5 maggio 1670 dai mastri fabbricatori
Gio. Andrea di Messina e da Giulio Lucifero, ANC. 334, 1679, 20.
13. Morto Antonio, ereditarono i figli Giuseppe, Giovanni e Pietro,
Russo F., Regesto, VIII, 43320.
14. “Nella saletta vi sono quadri grandi e piccoli n.° ventiotto,
seggi usati et vecchi n.° diciotto, un boffettino con dui tiraturi
vecchio, uno orologio di camera, uno lamperi di cristallo, dentro
laltra camara appresso la saletta Una trabacca con sua capizzera
tutta adorata usata con sua cortina di filondenti con pizzillo
attorno con zagarella gialla e rossa nova, dui scrittori con li soi
pedi usati, dui specchi di dui palmi e mezo, sei casci di studio con
li suoi pedi con libri grandi et piccoli n.° centoventinove, quadri
di diversi santi, fra grandi e piccoli n.° ventisei, due seggi
piccoli di corio usati, uno bauglio usato dentro del quale vi
sono….”, ANC. 333, 1672, 46.
15. ANC. 336, 1692, 138.
16. ANC. 497, 1708, 46-52.
17. Ippolita Suriano portò in dote a Fabrizio Lucifero ducati 2000,
che a 50 ducati la salma equivalgono a 40 salmate di terra nelle
località Maccuditi e Majorano, Olivella e Passo Vecchio, ANC.659,
1717, 193-196.
18. Nel 1723, prima di iniziare il noviziato, Teresa Suriano fa atto
di rinuncia in favore dei fratelli, i quali a loro volta assegnano
al monastero la dote spirituale di ducati 300 al 4% infissi sulla
loro gabella Li Patrimoni, tramutati in seguito in 5 salmate di
terre a Scarano, ANC. 854, 1742, 37-42.
19. Suor Maria Teresa Suriano morì in Santa Chiara il 23 luglio
1787, Liber Mortuo. Ab an. 1756 usque ad annum 1790, AVC.
20. Nell’altare della Concezione in cattedrale dovevano essere
celebrate messe settimanali per Lucrezia Suriano, Elena Suriano,
Mutio Suriano, Elisabetta Presterà, Joseph Suriano, Oratio Suriano,
Hieronyma Sculco, Abbate Jo. Petro Suriano, Antonio Suriano e
Lucrezia Lucifero. Inoltre un’altra messa settimanale in suffragio
di Victoria Lucifero doveva essere celebrata nell’altare di Santa
Maria delle Grazie dei Lucifero, Acta cit., 57v-58.
21. Acta cit., 117v.
22. Acta cit., f.148v.
23. ANC. 497, 1708, 46-52.
24. ANC. 611, 1712, 72; 612, 1715, 191.
25. Nel 1720 il beneficio di S. Maria de Jesu senza altare e
cappella di iuspatronato della famiglia Petrolillo possedeva due
case in parrocchia di S. Maria Prot. Confinanti con il palazzo di
Lucrezia Petrolillo e li casaleni di D. Francesco Antonio Suriano,
Anselmus cit., f.42.
26. Il primo quarto, abitato dai coniugi Greco, consisteva in più
membri,”cioè metà della sala con due bassamenti, Ante camera con due
bassamenti, il camerino sopra il portone, casa di Rosa hoggi per
cucina del medesimo, con due bassamenti, casa dove habita hoggi Rosa
con uno bassamento, casa del Cutetto con uno bassamento, casa
d’Annicella con uno bassamento; l’altro quarto, abitato dai coniugi
Carvello, consisteva in “metà della sala con due bassamenti, uno
habitato da Flaminia, l’altro da S. Francesco D’Assise, la cucina
con due bassamenti, camera con gisterna con due bassamenti, dispensa
hoggi habitata da Giovanne Coronella con uno bassamento, camerino
con uno bassamento, casa di Cropalati con uno bassamento”, ANC. 611,
1711, 42-43.
27. Il debito con Francesco Lucifero fu saldato nel 1732, quando i
due fratelli sborsarono al marchese ducati 306 e grana 4, ANC. 664,
1732, 222v- 225.
28. ANC. 661, 1722, 36-37.
29. Russo F., Regesto, X, 53709.
30. Catasto Onciario Cotrone 1743, f.77.
31. ANC. 912, 1748, 88.
32. ANC. 857, 1754, 443.
33. I coniugi Dionisio de Silva e Beatrice Greco possiedono “una
continenza di case locande seu quarto inferiore del palazzo
ereditario della q.m Lucretia Petrolillo, fu madre d’essa Beatrice,
con alcuni membri e casette al medesimo attaccate, che in tutto
consistono in dieci stanze seu camere e sei bassamenti ed esclusione
del quarto superiore di d.o palazzo che si appartiene al signor
Francesco e sorella di Capuano”, situato davanti la chiesa di S.
Maria Prothospatariis e confinante dalla parte di dietro detto il
Cutetto al palazzo di Giuseppe e Francesco Antonio Suriano, ANC.
860, 1760, 107v.
34. ANC. 668, 1749, 173v.
35. Russo F., Regesto, XII, 63635.
36. Salvatore Arrigo come erede dello zio Gregorio possedeva una
casa palaziata, composta da portone, cortile, scala di cantoni, sei
camere superiori, cucina e bassi, che confinava da una parte col
palazzo di Pietro Suriano e dall’altra con le mura della città ,
ANC. 917, 1769, 102-104.
37. ANC.1345, 1781, 19.
38. Lista di carico cit., f. 58.
39. Gli eredi avevano l’obbligo di far celebrare 18 messe
settimanali in suffragio di Lucrezia Suriano, Elena Suriano, Gio.
Suriano, Mutio Suriano, Elisabetta Suriano, Presterà Seniore,
Giuseppe Suriano Seniore, Vittoria Lucifero,, Gerolima Sculco,
Lucrezia Suriano Seniore e Orazio Suriano, Catasto Onciario Cotrone,
1793, ff. 47v-48r.

