Crucoli all’inizio del Seicento (1613-1616)

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Crucoli (KR).

Toponomastica dell’abitato
La Portella. La Portella confine le mura della Terra
La Tropia
Scaccieri, La Costa di Scaccieri, Scaccieri confine le mura della Terra, Lo capo di Scaccieri
Gugliermotta
Forterizzi
Sotto lo Ponte, Sotto lo ponte del Castello
La Motta
Castello, Sotto lo spontone del Castello, Sotto lo castello, sotto lo ponte del castello, la torre del castello
Lo Spontone di Santo Elia confine le mura della terra
Santo Elia, Lo Capo di Santo Elia
Butulli, Lo Capo di Vutulli
La Piazza
Santo Eunofrio seu Butulli
La Stalla, Lo Capo della Stalla
La Porta dello Fosso
In Pizzo le Timpe
Sotto la Cappella
Sotto lo spontone dello ponte
Altare del SS.mo Rosario
Altare di Santa Monaca
Altare di Santo Agostino
La Madalena
Loco ditto lo guzzo nel capo di S. ta Maria confine le mura della t.ra

Nobili, ecclesiatici, possidenti
Carlo Mascambrone sindaco di Cruculi (ottobre 1613)
Gio. Battista de Natale “publicus ad contractus iudex”.
Alfonso Garetto “publ. Reg.a aut.e not.s”
Francesco Carlino U.J.D.
Joanne Vincentio de Gratia contatore societatis gravis armaturae d.ni Principis de Conca.
Il 30 luglio 1618. Il contatore Gio. Vincenzo de Grazia afferma che “ritrovandosi d.o contatore Gio. Vincentio nel stato di Milano con la sua compagnia illà si morse il q.m Gio. Andrea de Gratia homo d’arme di d.a compagnia et lasciò in poter suo dui cavalli et arme che havessi venduti et il prezzo di quelli havessi consignato alli heredi (4582).
Camillo Ferimondo Rationale del Principe di Castiglione.
Quintio Galterio capitano della Terra di Cruculi (1612)
Gregorio de Aiello Capitano della Terra di Cruculi (ottobre 1613)
Marco Tullio Ferimondo capitano della terra di Crucoli (1614) (4395, 4431).
Joanne Maruca capitano della terra di Cruculi (Dic. 1615) (4665).
Fabio Milito luogotenente della terra di Cruculi (1612)
Ioanne Durante de t.ra Cruculi Reg.o ad contractus iudice

L’abitato
La terra di Crucoli è tassata nel 1521 per fuochi 119, per 236 fuochi nel 1595 e nel 1669 per 146. L’abitato circondato da mura e sottoposto al castello è costituito, da rari palazzetti, da alcune case palaziate, composte quasi sempre da un alto e basso o da un catoio e alto, o da un’entrata ed un alto o da due bassi e due alti e da molte case terranee, costituite da una sola stanza. Ci sono anche numerosi casaleni, alcuni catoia e delle grotte. Attorno alla piazza ci sono alcune botteghe. Rari sono i magazzini.

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Crucoli (KR).

 

Le chiese
Crucoli aveva due chiese parrocchiali: Santa Maria e Santo Pietro. La chiesa matrice era dedicata a Santa Maria ed era situata presso lo Capo di Santa Maria, che confinava con le mura della Terra. Arciprete e curato della chiesa di Santa Maria era il reverendo Cesare La Via. La chiesa di Santo Pietro aveva vicino la Piazza e lo Capo di Santo Pietro che confinava con le mura della terra. Il reverendo Francesco Grasso era il curato della matrice (?) e parrocchiale chiesa di Santo Pietro e vicario foraneo della terra di Crucoli (4416). Nella chiesa vi era la cappella del SS. mo Sacramento con la confraternita omonima. Nel 1614 era il procuratore della cappella del SS.mo Sacramento Troiano Bruno (4415). In questi anni vi è fondato dai De Amico un oratorio con cappella dedicato a Santo Andrea (4534).

Le Botteghe
Le botteghe sono quasi tutte situate nel luogo detto “la Piazza”. I proprietari sono : Iulio de Amico, Iacobo Vitetta, Fabio Petrone, Francesco Caracciolo, i fratelli Montisano e Flaminio Salvato. (Minico de Natale Fabio Petrone possiede nel luogo detto la piazza una casa che confina da una parte con la bottega di Iulio de Amico e dall’altra con la bottega di Iacobo Vitetta (4353). Sempre nella piazza vi è una continenza di case che confinano con la bottega di Minico de Natale, tali case erano appartenute ad Anna Caracciolo che le ha vendute a Gio . Gregorio e Gio. Carmignano (4430), i coniugi Francesco Caracciolo e Laura Fiorentina vi possiedono una “potega terrana et un altro airo di botega,”che confinano con la “potega” di Fabio Petrone (4439), ed i fratelli Montisano una “apoteca”confinante con la casa di Joanne Durante e la casa della curia principale che vendono per ducati 40 ad Aniballe Nasca (4730). Altre botteghe erano situate in altri luoghi dell’abitato. Una, valutata del valore di 25 ducati, era “in loco detto lo spontone de Santo Elia” e confinava con le mura e con una stalla appartenente alla cappella del SS.mo Rosario (4312) ed un’altra appartenente a Flaminio Salvato era situata nel luogo detto “lo Capo di Santa Maria”(4318).

I palazzetti
Rari sono i palazzi. Si sa dell’esistenza di un “palazzetto”situato nel luogo detto “la Porta dentro la detta terra di Crucoli”, che fa parte delle doti di Innocenza Grasso, promessa sposa di Gio. Laurentio de Simino ( 4245) ed uno dei Sanmarco in località La Portella (4411).
Nel maggio 1614 i fratelli Lupo Antonio e Iacobo Sanmarco dividono l’eredità paterna. Nella divisione dei fabbricati a Lup’Antonio spetta “La casa cioè l’aire di s.a dove al p.nte habita Lup’Antonio loco ditto la Portella una con l’aire del palazzetto conticuo a detta casa confine le mura della terra et la stalla di fora la terra con conditione che habii di dare à detto Iacono d.ti sette cioè car.ni trentacinque in questo agosto , et car.ni trenta cinque ad agosto 1615”. A Iacobo “Li catoye seu bassi di dette case una con il gallinaro di sotto la scala et il mezanile et airo sopra la stalla di fora la Terra” (4411).

La Turricciola
La turrricciola fa parte delle mura che circondano l’abitato vicino al luogo detto lo capo di Santa Maria. Un luogo dove ci sono numerosi orti.
Nell’aprile 1613 Dianella Scigliano ed il figlio Jacobo Salvato promettono a Lucretia Salvato, figlia di Dianella, promessa sposa di Renzo Rao, “l’annata delli Celsi et horto del loco detto la turricciola” (4241).
Nel settembre 1614 Joanna de Leo col consenso del padre Benedetto e del figlio Joanne Francesco vende per ducati venti a Joanne Lauretio Nasca un “hortale” situato nel territorio della terra di Crucoli. L’”hortale”, nel luogo detto “lo Guzzo seu Turricciola”, confina con l’ hortale di Scipione Salvato “horreum heredum q.dam Arcangeli de Leone viam pub.cam quae itur ad divae Mariae dello Spirone viam pub.cam della turriciola”. Prima della vendita la De Leo ottiene l’assenso alla vendita da parte del feudatario dove è scritto che “possa vendere uno suo orto de loco ditto lo guzzo nel capo si S.ta Maria confine le mura della terra che have pagato lo che spetta alla Corte per le galline” (4425).
Nell’agosto 1616 Andrea de Leone vende per carlini 20 un “hortale” situato nel luogo detto sotto la turricciola e confinante con l’orto di Gio. Laurentio Nasca a quest’ultimo (4745).

Le case palaziate

In località “Lo Capo di Santa Maria”
Nei capitoli matrimoniali stipulati nel settembre 1613 tra Iacovella figlia di Salustia de Leo e Vincenzo Parise troviamo che la De Leo promette una casa palatiata in località Lo Capo di Santa Maria confinante con la casa di Francesco di Apprezzo e la casa dotale di Colella di Cropani (4309).

Nel marzo 1615 Petro Vincenzo d’Amico vende per ducati 45 a Gio. Carmignano una sua casa palaziata in località lo Capo di Santa Maria confinante con la casa di Parise Liotta e di Giulio de Amico e con un casaleno dello stesso D’Amico (4607).

In località “La stalla”
Nel febbraio 1614 Federico Guzzo possiede una casa palaziata in località La Stalla confinante con la casa di Virginia La Via (4365).

In località Scaccieri
Nell’ottobre 1616 tra i beni promessi in dote da Giulio de Amico alla figlia Lucretia che va in sposa a Stefano Trovato vi è una casa palaziata in località Scaccieri che confina con la casa di Crispino Cozza (4750).

In località Forterizzi
12 aprile 1615 I due fratelli Pratrice si dividono una casa palaziata situata in località Forterizzi e confinante con la casa di Petro Florio e la casa di Petro Filippello. Ad uno va lo catoyo con l’entrata, all’altro l’airo della casa e l’airo del catoyo (4632).

In località Santo Pietro
Nel marzo 1612 tra i beni dotali promessi dai coniugi Francesco Caracciolo e Laura Fiorentina alla figlia Anna che sposa Gio. de Giovanne della terra di di Savoia ( “piemontese del contato de Nizza del stato di Savoya”) vi sono alcune case palaziate in località Santo Pietro “ con li casaleni à torno confine la casa dell’heredi del q.m Cola Coco” del valore di ducati 200 (4439).

Novembre 1614 tra i beni promessi in dote dai coniugi Francesco Caracciolo e Laura Fiorentina alla figlia Anna promessa sposa al milite Luca Futuro vi è una casa palaziata e casaleni in località la piazza di Santo Pietro del valore di ducati 200 (4475).

Luglio 1616 i fratelli Nasca possiedono una casa palaziata nel luogo detto “dietro Santo Petro” (4742).

In località “sotto lo castello”
Novembre 1614 tra i beni promessi in dote dai coniugi Francesco Caracciolo e Laura Fiorentina alla figlia Anna promessa sposa al milite Luca Futuro vi è “una casa palazziata et casaleno loco detto sotto lo castello di valore d.ti 40” (4475).

In località La Portella
Giugno 1614 tra i beni dotali di Dominica Nasca che sposa Ottavio Vasoino vi sono “due airi seu alti di casa in loco ditto la Portella iusta la casa dell’heredi di Ciombo de Simino et la casa dell’heredi di Gio. Pietro Sanmarco li catoy seu bassi di detti airi dell’heredi di Petro Antonio Strafaci “ (4414).

Nell’ottobre 1616 tra le doti promesse dalla vedova Iacobella de Simino a Nicolao Filippello vi è una casa palazziata in località la Portella confinante con la casa dei Filippello (4754).

Nell’ottobre 1616 tra i beni portati in dote dalla vedova Lucretia Longobucco che sposa Gironimo Nicoletta vi è una casa palazziata in località la Portella confinante con una casa appartenente alla cappella del SS.mo Sacramento.

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Crucoli (KR).

 

Le case terranee

In località Scaccieri
Nell’aprile 1613 Vito de Turzo e la sorella Gilorma, madre del q.m Colella Funaro, possiedono una casa terrana in luogo detto scaccieri “confine la casa dotale di Francesco Longo dell’una parte et la casa di Soda Carone dall’altra parte. La casa fu donata dalla q.dam Gesimunda Migliazza al detto Colella suo nipote et essa gilorma successe come herede” (4247).

Nel febbraio 1615 nei capitoli matrimoniali di Francesca Nasca, figlia di Lucretia de Falcone, vedova di Placido Nasca, e Ottavio de Garotto tra le doti vi è una casa terrana in loco scaccieri iusta la casa di Beatrice di Sarro e la casa di Minico Siciliano (4600).

In località Lo Capo di Scaccieri

Nel settembre 1614 Margarita Pignola, vedova di Agatio Pelegrino, vende per ducati 25 a Cola Francesco Curto la sua casa terranea posta nel Capo di Scaccieri e confinante con le case di Minico Meleni e Nutio di Togge (4428).

In località la Stalla
31 gennaio 1614. Isabella Fiscaldo possiede una metà di casa loco dove si dice la stalla “iusta la metà di d.a casa dell’heredi di Andrea de Amico quella verso la torre del castello et altri fini” (4711).

In località Butulli

Nell’ottobre 1613 tra i capitoli matrimoniali tra Ieronima Nasca e Gio. Paulo Rizzo nella dote vi è una casa terranea loco ditto Butulli confine la casa di Petro la Via (4325).

Nel maggio 1614 nei capitoli matrimoniali tra Francisca Bruno e Gio. Dominico Scavello vi è una casa terranea in loco ditto Butulli confine la casa di Gori Trovato e la casa di Gio. Batt.a Longobucco (4409).

In località lo spontone del ponte

Novembre 1614 Tra i capitoli matrimoniali di Madalena Risolca che sposa Ieronimo Delbi vi è una casa terrana loco detto sotto lo spontone dello ponte confine la casa di Lutio Lucifero (4468).

In località La Tropia

Marzo 1615 tra i beni dotali di Antonella Nasca che sposa Agostino Longobucco vi è una casa terrana in luogo detto La Tropia iusta la casa di D. Laurentio Nasca (4606).

Cappella del SS. mo Sacramento

Nell’agosto 1614 Troiano Bruno, procuratore della cappella del SS.mo Sacramento concede in enfiteusi una casa terranea situata nel luogo detto “sotto la cappella” confinante con la casa di Gio. Andrea de Gratia (4415)
29 luglio 1615 Antonio Galasso cede a Bongio de Amico una casa terranea “dove si dice sotto la Cappella iusta le mura di d.a cappella” (4631).

Santo Pietro

Tra le doti promesse da Dominica Polito alla figlia Dianora che sposa Petro de Florio vi è una casa terranea situata a Santo Petro confinante con la casa di Marcantonio Nasca e la casa degli eredi di Hettore de Leone (4723).

Lo Capo di Santa Maria

Nel luglio 1615 Antonio Galasso e Bon Gio de Amico raggiungono un accordo per porre fine ad una lite riguardante l’eredità di Giulio Cesare Fosso. I beni riguardavano le case palatiate e terranee poste dove si dice lo Capo di Santa Maria e confinanti con la casa del fu Gio. Vincentio Petrone, la casa terranea confinante con la casa di Francesco Rito ed un casaleno situato sempre nel luogo detto Lo Capo di Santa Maria e confinante con la casa degli erdi di Giulio de Gratia (4633).

Casaleni

Giugno 1613 Gio. Vincentio de Gratia vende a Tiberio Caiazza una casa con un casaleno nel luogo detto la costa di Scaccieri confinante con la casa di Gio. Bisanti e la casa di Gio. Ieronimo Nigro (4272).
Febbraio 1614. Il Dottore U.J.D. Francesco Carleno della terra di Crucoli dona a Gio. Vincentio de Gratia, contatore della compagnia di gente d’arme del sig.r Principe di Conca, una “continentia di casaleni” situati dentro la terra di Cruculi nel luogo detto Santo Eunofrio seu Butulli e confinanti con le case che furono del fu notaio Horatio de Tuglia e la casa di Stilla de Simino. La donazione avviene in quanto il Carleno “si ritrova debitore al detto Sig.r contatore di molti notabili ricevuti beneficii ad esso et a tutti di sua casa prestiti et parimente per l’affetione et obligo che li porta come suo nepote non sapendo quella sodisfare in parte cossi come è obligo e desiderio” (4361).
Iulio Longo e la moglie Placidea possiedono un “locum molendini” lo scambiano con i frati del monastero dell’Annunziata che possiedono una parte di casaleno nel luogo detto “La porta dello fosso” e confina con la casa di Gio. Tomaso Salvati e l’altra parte del casaleno di Gio. Petro Simino (4384).
Marzo 1614. Nei capitoli matrimoniali tra Lucretia de Fera e Gio. Leonardo Mancuso “de rure Celici” vi è una metà di casaleno posto dentro la terra di Cruculi loco Scaccieri confinante con la casa di Gasparro Lamanno le mura della Terra et altri confini (4390).
Settembre 1614. Anna Caracciolo possiede una casa et casaleno poste in loco ditto sotto lo castello con una grotta in mezo l’itrata confine l’heredi di Gio. Filippello la casa di Vergilio Migali et altri fini di valore d.ti 40 ( 4439)
Ottobre 1614. Verginia La Via possedeva uno casaleno alla piazza confine la casa di Andrea Nasca e lo basso di Gio. Pietro Nasca (4464).
2 febbraio 1615. I fratelli Montisano possiedono un casaleno 2cum gisterna” in località Forterizzi confinante con la casa di Laura Rito, la casa di Orazio Iacobo Patrice e la casa di Iulio Pignola (4597).
Marzo 1615. Nei capitoli matrimoniali tra Stefana de Gratia e Renzo Puleri vi è un casalino in luogo Scaccieri confinante con la casa degli eredi di Arcangelo de Gratia (4604).
3 gennaio 1616. Salustio Flascina dota la figlia Elisabetta che sposa Andrea Filippello. Tra i capitoli matrimoniali vi è “uno casalino posto dentro d.a terra in lo capo di S.ta Maria iusta la casa di d.o Salustio et altri fini et lo detto Salustio l’habbia di fabricare di modo che si possa habitare et lo detto And.a lo habbia d’agiutare con la sua persona” (4700).

I Catoia
Nel febbraio 1613 Tiberio Caiazza vende a Prospero Perticone per ducati 20 “dua catoya intus terram Cruculi loco ubi dicitur la portella iusta domum Lupi Antonii Sanmarco, domum Fra.ci Perticone, domum heredum q.dam Iero.mi de Simino”(4233).

Nell’agosto 1613 sono stipulati i capitoli matrimoniali tra Ieronima figlia di Dianella Scigliano ed Arcangelo Montello. Tra i beni dotali vi è “uno catoyo seu basso della casa dove al presente habitano iusta la casa di Gio. Pietro Cimino, la casa di Antonello Scigliano et altri fini loco ditto sotto lo ponte (4284).

Maggio 1614. Nei capitoli matrimoniali tra Micuzza Scavello, figlia di Caterina Pilusa, ed Alfonso Bruno. Nella dote vi è una metà di catoyo dove al presente habitano loco ditto lo capo di vutulli confine la casa di Cesare Frascina e la casa di Bartulo Leto. (4407).

Le grotte

Vicino all’abitato ci sono alcune grotte. Soprattutto “fora la Portella seu sopra la Fischia” (4754). Altre sono dentro l’abitato : “ una metà di grutta .. pp.o sotto la casa di Mico Guzzo” (4463).

I Magazzini
Oltre al magazzino appartenente al feudatario, ci sono altri pochi magazzini per la conservazione del grano.
L’otto novembre 1615 Bono Joannes de Amico fa testamento e dichiara di aver fatto un oratorio dedicato a Santo Andrea nella chiesa di Santo Pietro . Egli ne ha lo iuspatronato vuole adempiere la promessa fatta di dotarlo. Consegna a Gio. Simone, prete e cappellano della cappella e altare, un magazzino che aveva comprato da Antonio Galasso.(4534).
13 febbraio 1616. Salvatore Previtera consegna a Gio. Andrea Boniti una sua casa in loco detto Santo Pietro confinante con la casa dotale di Gio. Battista Auda, “lo magazeno della Corte et altri fini” (4720).

Gli Orti

Molti orti erano all’interno dell’abitato, altri erano situati appena fuori le mura.
Nel febbraio 1613 Nutio Toge, dopo aver ottenuto il permesso dal feudatario, il principe di Castiglione Carlo d’Aquino, vende per ducati venti un orto a Tiberio Caiazza. L’ orto è così descritto:“hortale cum sicomis filubus et aliis arboribus in terr(itori)o p.ttae T.rae loco ubi dicitur Scaccieri seu sotto le timpe iusta poss(ession)em heredum q.dam Iacobi Salvati viam publicam..” (4230).
Nell’agosto 1613 Fabio Pulzeri vende a Quintio Galteri un orto che così è descritto: “ortale cum sicomis positum intus terr.m t.rae Cruculi loco ubi d.tur sotto la Portella iusta hortale Marii de Leone” (4292).
Nell’aprile 1614 Jacobo Salvato per adempiere alla dote della sorella andata in sposa ad Arcangelo de Montello dona a quest’ultimo un orto del valore di dieci ducati. L’orto è così descritto: “Hortale positum intus t.ram Cruculi loco ubi dicitur in pizzo le timpe iusta hortale J.nis Ier.mi Ferrari” (4393).
Nel febbraio 1614 i fratelli Petro Vincenzo e Giulio de Amico si dividono i beni che hanno in comune. Tra questi vi sono due case in località “lo Capo di Santa Maria”. “lo detto Giulio in una parte si piglia la casa confine la vinella che viene dalla casa di Gio. de Gratia una con lo catoyo e lo detto Petro Vinc.o si piglia la casa confine le case di Parise Liotta et altri fini declarando che con detta parte di casa intocca a Petro Vinc.o si ci intende l’horto della piazza confine l’horto dell’herede di Lelio Abate et altri fini q.li pure resta al detto Petro Vinc.o si bene al detto Giulio resta lo yus di possirci andare a detto horto durante sua vita et lo casaleno che è inanzi detta casa resta incomune et indiviso” (4372).
Nel maggio 1614 i fratelli Lupo Antonio e Iacobo Sanmarco dividono l’eredità paterna. Tra i beni vi sono due orti. “Iacono si ha pigliato quello dell’airicella et quello della Portella Lup’Ant.o et perche l’orto che ha pigliato Iacono in parte sua è di magior valore di quello di Lup’Ant.o in ricompensa del de piu detto Iacono cese a detto Lup’Ant.o la parte sua li compesia s.a la sumarra”(4411).
Agosto 1614. Teodora de Falcone possiede un ortale cum olivis loco ubi dicitur lo cozzo di pignataro iusta ortale cum olivis Julii longo dotale (4420).
26 febbraio 1615. L’erede di Berardino Nasca possiede sei pedi di celsi loco d.o la porta dello fosso una con l’ortale iusta l’horto di Carlo Mascambrone (1600).
Ottobre 1615 I frati del convento agostiniano Zumpano della SS.ma Annunziata, (Priore fra Gilermo di Cruculi, fra Angelo di Cruculi e Fra Philipo di Cruculi), ottenuto il permesso del vicario generale Fra Cesare de Zumpano e “consegnato ciò che spetta alla Corte” permutano un “hortale” con piante di “olive et altri arbori” situato in località lo canalicchio con un pezzo di terra in località lo piro appartenente al Dottor Francesco Carlino (4651).
23 ottobre 1615 .E messo all’asta un “hortale arborato” di Nicola la Via situato in località “lo giardinello”. Lo acquista Carolo Mascambrone (4655).
Nel gennaio 1616 Federico Guzzo vende a Gio. Petro Crispo un suo orto situato fuori le mura della Terra in loco detto Gugliermotta e confinante con l’orto di D. Gio. Linardo Butulli, currituro d’acque e vie pubbliche (4706).
Nel febbraio 1616 Nutio de Toggi fa testamento e lascia l’orto situato in località Scaccieri a Domenica Palegrina ed alle sue nipoti “che tra loro se lo dividano” (4543).
Nel marzo 1617 Beatrice Patrice fa testamento e lascia a Francesco Grasso “tre piedi di celsi siti et posti dentro il territorio di detta Terra di loco detto la porta dello fosso una con uno terreno vacuo confine l’hortale dell’herede di Placito Vesconto” ( 4796).
“Horto di celsi in loco detto S.to Sabestiano che fu di francesco e Gio. battista Montisano (4673).

Il monastero della SS.ma Annunziata
Nel monastero dell’ordine di Santo Augustino della SS.ma Annunciata, vi era il refettorio e la camera della cucina. Nella chiesa dell’Annunziata vi aveva sede la confraternita omonima e vi erano molti altari e cappelle tra i quali: la cappella della SS.ma Annunciata, l’altare della Consolatione, la cappella dei Caraccioli Fiorentino sotto il titolo di Santa Maria del Carmine e l’altare di S.Francesco di Paula.
Nel 1614 è priore Frate Possidonio Rizzo della terra di Crucoli (4383), segue l’anno dopo Frate Gilermo di Cruculi (4651). Sono presenti nel monastero i frati Zumpano di Crucoli, Angelo di Crucoli e Pissidonio di Crucoli (4653).
“Cappella delli Caraccioli Fiorentini et del q.dam Gio. Pietro Fiorentino posta dentro la SS.ma Annunciata del monasterio delli frati heremitani di S.to Agostino di d.ta t.ra eretta per essi sub titulo di S.ta Maria dello Carmino” (4440).
Il 16 settembre 1614 Colella Palazzo afferma che per sua devozione e per intervento dei superiori fu fatto oblato della SS.ma Annunziata, come appare per bolle spedite dalla città di Roma. Egli per elemosina di detta chiesa promise di donare al monastero un pezzo di terra in territorio di Crucoli in località Frassia (4450).
Nel monastero il 10 gennaio 1615 fa testamento Horatio Broni “de rure Abrigliani dello vico”. Il Broni ferito a morte da Marsilio Letteri prima di morire lo perdona (4524).

L’ospedale
L’ ospedale era situato vicino alla porta di S. Elia. Nel 1615 era procuratore dell’ospedale Prospero Perticone.
Il 6 dicembre 1615 l’arciprete Cesare La Via afferma di possedere metà oliveto nel luogo detto sella rota, confinante con la possessione di Petro La Via e l’altra metà dell’oliveto che è stata acquistata dall’ospedale. Vende la sua metà al procuratore dell’ospedale Prospero Perticone per ducati 70 (4665).

Il territorio
Il territorio è composto da vigne, vignali, terre aratorie, possessioni, continentie de terreno e terre.

Le vigne
4 maggio 1613 Isabella de Nasca possiede una “possessionem vitatam arboribus et vitis in loco la Frassia iusta possessionem haredum q.dam marcionis de Tuglia t.ras aratorias Franciscae Carisae” (4253).

I Sanmarco possiedono una pezza di vignia alla marina confine la possessione di Hier.o Montisano e la possessione dei Sanmarco (4256).

Il 3 agosto 1613 Iacova de Natale dà in dote alla figlia Ribecca Durante che sposa Jo. Antonio Montisano “una possessione loco ditto Sirviti iusta la possessione de Giorgino Piluso e la possessione dell’herede di Benignio de Leone via pu.ca et altri fini arborata con molti arberi patto che Ant(oni)o figlio di d.a Iacova vi possa piantare una vigna dentro detta possessione cioè alla volta confine la detta poss.e di Giorg. no Piluso et le terre della Corte et habia d’havere la trasuta che possa andare a detta poss.e (4279).

Nel contratto matrimoniale tra Virgilia de Simino, figlia di Mario de Simino e Portia de Tuglia, con Angelo Cesare de Serrara “ruris Burrelli”, i genitori di Virgilia promettono in dote “uno vignale loco Ciadà confine la possessione di Antonio Filippello via pub.ca de due TT.e incirca nello quale esso Angelo Cesare sia obligato piantarci vignie et magnificarlo et fratanto che non frutteranno le vignie che ci pianterà habia d’agiutare ad accomodare lavignia di esso Mario promissore “ (4459).

Vigne della Finia (4534)
Vigna loco lo colfo confine le vigne di Carlo Mascambrone, le vigne di Berardo Lucifero (4602).

2settembre 1616. Fanella Trovato possiede una “vineam cum aliis arboribus loco Santa Caterina iusta vineam Jo. Vincentii de Leone”.

I vignali
24 agosto 1613. Gio. Francesco de Tuglia possiede un vineale in loco Santo Petro lo Bosco iusta vineale Antonii Filippelli iusta defensa loco ditto la Serra universale (4288).
6 ottobre 1613. Il Reverendo Francesco Grasso possiede un vineale loco lo piro iusta vineale Jo.nis Peregrini vineale fran.ci la Scalea (4314).
Vineale loco lo colfo (4445).
27 novembre 1614. I coniugi Laura Fiorentina e Francesco Caracciolo possiedono tre vignali arborati con olive, fico, pera et terre vacue loco detto la marina di valore d.ti ottanta (4472).
Vignale in loco d.o Santa Caterina confine la possessione di Fabio Leone. Altro vignale in loco d.o la colla della Carrara confine l’istesso Fabio de Leone (4604).
27 giugno 1615. Silvestro Trovato possiede un vineale in loco lo Poro iusta hortum lo piro, possessionem Joannis Iacobi de Parise (4630).

Le terre aratorie

16 marzo 1614. Angela de Amico possiede un pezzo di terre aratorie in loco Diviti (4429).
27 novembre 1614. I coniugi Laura Fiorentina e Francesco Caracciolo possiedono un pezzo di terre aratorie di tt. e ventidue in circa posto in loco detto la palumbara di valore d.ti 44, confine le terre del monasterio, li beni della corte et altri fini (4439, 4472).
29 luglio 1615. Petro Niger possiede terre aratorie in loco detto Patrice (4631).

Possessioni

4 maggio 1613. Isabella Terretta possiede una possessione vitata arboribus et vitis loco frassia iusta possessionem haredum q.dam Marchionis de Tuglia t.ras aratorias Franciscae Catusae (4254).
24 febbraio 1614. Lite tra Julia Britti e Petro Nasca riguardante la possessione detta Santo Leo confinante con la possessione dotale di Julia de Gratia e la possessione dell’erede di Antonino de Gratia (4369).
16 febbraio 1614. Petro Vinc.o ed il fratello Julio si dividono i beni dell’eredità paterna.
I beni consistono nelle terre di yemmo, lamacchia di migliardo e la possessione di migliulo confine la possessione di Gio. Francesco di Tuglia, le terre in località Patrice e quelle di Tilarmaco (4373).
Possessione con vigna loco federico confine lo vallone di Sirviti la Carrara della via pu.ca possessione dela Corte (4457).
27 novembre 1614. I coniugi Laura Fiorentina e Francesco Caracciolo possiedono Una possessione loco detto li nuci con olive vigne fico pera et altri arbori fruttiferi et terre vacue à torno di valore d.ti 40. Una possessione loco stornace con vigne, celsi, fico pera et altri arbori con terre vacue a torno di valore d.ti 20, confine la possessione del monastero dell’Annunciata e del clerico Julio Coco. Una possessikone loco stornaci con vigna celsi fico pera et altri arbori et terre vacue attorno. Una possessione loco ditto la Fiorentina et la Zafarana arborata con vigne fico pera olive et altri diversi alberi fruttiferi e terre aratorie a torno di valore d.ti 300, confine da levante l’hortale de manopuglia di D. Cesare la Via via intermedia da scirocco la possessione di Scipione Grispo di D. Francesco Nasca et Gio. Laur.o Cantangrone da ponente la via pub.ca et da tramontana l’olive furno del q.dam Marco Gratiano (4439, 4472).
26 febbraio 1615. Carlino erede di Berardino Nasca possiede una possessione con fico et vigne et altri arbori in loco d.o Solviti iusta la possessione di Gio. Paulo de Montello dotale, la possessione di Gio. Flatetio. (4600).
8 aprile 1615. Caterina Salvato possiede metà possessione arborata variis arboribus in località Curonà (4620).

Continentia di terreno
27 novembre 1614. I coniugi Laura Fiorentina e Francesco Caracciolo possiedono un pezzo di terre di loco detto lo varco la mortilla di tt.e dieci di valore d.ti 20, confine il vallone di ielo. Uno pezzo di terre di tt.e undici loco ditto lo prato dello taglio di paparroneci di valore d.ti 50, confine lo vallone di soscianici, le terre della Corte et altri fini. Un pezzo di terre loco detto le mandre arborato con olive, celsi , pera et trovame di valore d.ti venti (4439, 4472).
26 febbraio 1615. L’erede di Berardino Nasca possiede una continentia di terreno con molti piedi di olive iusta la possessione di loco d.o lo salice iusta la possessione di Gio. Andrea de Gratia, la possessione di Virgilio Migali. La metà delle terre de loco d.o S. Stefano confine la via pub.ca. Un Pezzo di terre de loco d.o le fosse di S.to Stefano iusta le terre di Carolo Mascambrone (4600).

La Carrara
Nella descrizione dei confini della possessione di Salustio de Leo in loco detto Sirviti si trova ” … per dritto alla carrara pub.ca” (4306).
Possessione con vigna loco federico confine lo vallone di Sirviti, la Carrara della via pu.ca, possessione dela Corte (4457).
Vignale in loco d.o la colla della Carrara confine l’istesso Fabio de Leone (4604).
“ uno pezzo sopra Castelluzzo confine le terre del Clerico Giulio Coco, le terre della Corte, la Carrara a bascio et altri fini” (4648).

I Mulini
Fuori dell’abitato ci sono alcuni mulini nei torrenti. Uno è situato sul luogo “la Rittusa seu Calamitti” ( 4383), un altro in località detta “la macchia dello molino” (4660). Il 7 marzo 1614 Julio Longo e la moglie Placidea possiedono un luogo detto la rittusa dove ci sono dei “molendina” lo scambiano con un casaleno dei frati del monastero agostiniano (4384).

Santa Maria di Manopuglia
La chiesa dedicata a Santa Maria in località Manopuglia (“hortale de Manopuglia di D. Cesare La Via”, 4439) ebbe in questi anni molti piccoli lasciti per messe in suffragio. Dai documenti risulta che nel 1616 la chiesa fu restaurata. Il Reverendo Francesco Nasca era rettore di Santa Maria de Manopuglia (4235). La chiesa possedeva alcuni terreni.
Il 3 marzo 1613 Marco Antonio Pinnetta vende per ducati sette al R.do Francesco Nasca, rettore di Santa Maria di Manopuglia, un “vineale” situato in località Ciadò confinante con la possessione di Petro Francesco Puglise e la possessione di Antonio Fiscaldo (4235).
Oltre al vignale in località Ciadò la chiesa possedeva delle terre in località “lo prato” (4464).
I lasciti: 1613. Francesco de Rossano lascia a Santa Maria di manopuglia carlini cinque per una messa cantata ( 4344); Cornelia Formaro lascia “una gonnella di domasco a rosa secca che si ne facci uno avanti altare a ditta chiesa per Dio et l’anima di essa testatrice”(4488); 22 marzo 1614 Thomas Guerra lascia dui ciarcelle l’una dell’anno passato, l’altra di quest’anno (4498); Antonella Durante un carlino per una messa (4501); 8 giugno 1614 Aurelia de Leone un carlino per una messa (4504); Minico de Natale carlini dui (4515); 10 gennaio 1615 Horatio Broni carlini cinque per tante messe (4524); gennaio 1615 Dianora Siciliana lascia a Santa Maria di Manopuglia un carlino per una messa (4526); 24 marzo 1616 Lucretia de Simino lascia a Santa Maria di Manopuglia uno filondente lavorato a torno et uno avanti uno per Dio, et l’anima sua et lo filondente era di sua madre (4549).; 3 aprile 1616. Ottavio Garetto lascia a Santa Maria di Manopuglia car.ni diece in benefi.o della frabica che si fa per una vice tantum (4555); 6 ottobre 1616. Aurelia Bruno lascia a Santa Maria di manopuglia car. no uno per reparatione alla frabica per una vice tantum (4568); 9 dicembre 1616 Lucretia Cariale d’Artesa lascia a Santa Maria di Manopuglia uno paro di .. di velluto seu inbroccato, quali si habbino di vendere per reparatione di detta chiesa (4589); Luciana Lamanno lascia un carlino per reparatione (4790); Arcangelo de Montello carlini tre “quali havea fatto voto dare” (4781); Cassandra de Leone carlini due “per reparatione per una vice tantum”(4768).

Le galline del principe
All’inizio del Seicento, al tempo in cui la terra di Cruculi era soggetta al principe di Castiglione Carlo d’Aquino, prima di ogni vendita, di case, di botteghe, di terreni ecc., il venditore doveva avere l’assenso del feudatario, al quale era obbligato portare delle galline.

“Concedemo licentia a Tiberio Caiazza che possa vendere li soi catoya a Prospero Perticone, et che possa far cambio con sua moglie per esser robbe dotale havendo pagato lo che spetta alla Corte data in Crucoli die 20 mensis Maji 1607” (4233).
“Concedemo licentia a Gioseppe di Gio(vanne) che possa vendere una sua casa et potegha posta nella t.ra di Cruculi confine a Giulio d’Amico a Gio. batt.a Natale havendo consig.to le galline spettano alla Corte in Cruculi lo p.o di luglio 1613. Camillo Ferimundi R.le” (4295).
“Don Carlo d’aq. no P.e di Castig.ne concedemo licentia a Margarita Pignola vidua del q.dam Agatio Pelegrino che possa vendere una sua casa posta dentro la t.ra di Cruculi dove si dice lo Capo di Scaccieri iusta la casa di minico Meleni, Nutio Togge e via pub.ca et altri fini à Cola fran.co Curto et perche ha consignato q.llo spetta alla Corte potra ciaschiuno not.o fare la stipola di detta vendita in Cruculi il di ultimo di magio 1614 Camillo Ferimundi R.le” (4428)
“Concedemo licentia a D. Gio. Fran.co de Gratia che possa vendere uno suo orto de loco ditto lo guzzo nel capo di S. ta Maria confine le mura della t.ra che have pagato loche spetta alla Corte per le galline in Cruculi il di 24 di giugno 1614. Camillo Ferimundi R.le” (4426).
“Concedemo licentia à Cola fran.co dele Castella che possa vendere una sua possessione con vigna de loco ditto federico terr.o di Cruculi confine lo vallone di sirviti la carrara della via pub.ca possessioni della Corte et altri fini, per che ha portato le galline che spettano alla Corte et la possa vendere à Gio. Trovato in Cruculi li 29 di giugno 1614. Camillo Ferimundo R.le (4457).
“Concedemo licentia al sop.to D.r fran.co carlino che possa permutare con il detto monasterio le sop.tte terre del piro confine le t.re della Corte con l’hortale di d.o monasterio loco detto lo canalicchio che hanno pagato lo che spetta alla Corte in Cruculi 3 di luglio 1615. Camillo Ferimundo R.le. (4654).
I fratelli Montisono vendono una bottega situata in Piazza ad Aniballe Nasca. Prima però devono ottenere il permesso dal feudatario: “Concedemo la supp.ca licenza al supp.te havendo pagato lo che spetta a n.ra Corte in Necastro a di 4 9bre 1612. Il Principe di Castiglione.

Interventi del Principe
La Curia della terra di Crucoli esigeva ogni anno un censo di carlini 18 per capitale di ducati venti infisso sui vignali di Rossella Lucifero in località “lo pluppo” con la possibilità di affrancare il capitale. Francesco d’Aprezzo il 28 maggio 1613 affranca il capitale consegnando il denaro all’erario della curia Fabio de Melito. In precedenza il feudatario aveva concesso il permesso: “Carlo d’aquino Prencipe di Castiglione restano contenti che il sop.tto censo si affranchi in poter del n.ro er.o che tale è n.ro volere in necastro li 10 di 7bre 1612 il Prencipe di Castiglione Carlo de Assisa per secretario”(4266).

I cavallari
Il 29 ottobre 1613 il sindaco Carlo Mascambrone, a nome dell’università, paga i due cavallari Gio. Battista Auda e Antonio Bonello. Essi hanno fatto la guardia giorno e notte alla marina dal primo maggio al 15 ottobre. Per tale servizio i cavallari hanno avuto per ciascuno ducati 5 al mese, secondo l’ordine spedito il 13 aprile 1613 dal regio governatore di Calabria Citra Ber. no de Cardona, il quale aveva ordinato che “alla p(rim)a di magio dell’istesso anno fossero posti li cavallari seu sentinelle nella marina della d.a t.ra di Cruculi per guardia e custodia dell’infedeli”(4326).

I contatori
Il 14 dicembre 1614 Cola Russo Ferriero della compagnia del Principe di Caserta afferma che col contatore della compagnia e con altri 15 soldati ha alloggiato e dimorato in Crucoli dal 22 luglio fino ad oggi 14 dicembre e dichiara di aver ricevuto dall’università carlini 4 al giorno per ogni soldato e carlini 16 per il contatore. Dichiara inoltre che è stato soddisfatto “tanto esso come detti soldati “ di ogn’altra cosa che l’havesse spettato a detti soldati e contadore. Perciò “libera quieta et absolve” la detta università da ogni obbligo (4480).

Uccisioni nelle campagne
Il 10 gennaio 1614 Horatio Brogo “de rure Abrigliani” nella camera della cucina del monastero agostiniano fa testamento: “Item vole esso testatore che a Marsilio Letteri il quale l’have dato dette ferite non li si dia fastidio per la sua morte porche lo penti et esculpa che vole morire christianamente” (4524).
Il 21 aprile 1614 nelle case della Curia situate nel luogo detto “sotto il ponte” in presenza di U.J.D. Marco Tullio Ferimundo, capitano della terra, Cesare e Dianora Barba ritirano la denuncia contro Joseph de Gratia per l’uccisione del fratello Antonio Barba avvenuta nell’aprile 1613 in territorio di Crucoli nel luogo detto “li stritti della serra” (4395).

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