Descrizione della citta’ di Crotone tra il Seicento ed il Settecento

Pianta Crotone Giovine E.

“Pianta della Città di Cotrone situata nella Provincia di Calabria Ultra” di Emanuele Giovine, ASN, Carte Montemar, vol. 73,16 (da T. Colletta, Piazzeforti di Napoli e Sicilia: Le Carte Montemar, Napoli 1981, tav. 48; in Carmelo G. Severino, Le città nella storia d’Italia: Crotone, 1988). 1. Baluardo D. Pietro detto il Cavaliero; 2. Baluardo Toledo detto Santa Margarita; 3. Baluardo Marchese detto S. Francesco; 4. Baluardo Villafranca detto Brina; 5. Baluardo la Peschiera detto S. Filippo; 6. Baluardo il Fosso detto S.ta Barbara; 7. Conigliera; 8. Magazeno; 9. Santo Leonardo; 10. Santa Maria a Mare; 11. S. Giacomo; 12. S. Maria; 13. Torrione detto il Tenente; 14. Torrione detto il Castellano; 15. Torrione detto il Marchesano; 16. Cavalier di Rito.

Attraversato il ponte levatoio, si passa la porta principale dove c’e’ “lo corpo de la guardia”(1) e la chiesetta di San Giovanni Battista (2) che sta dirimpetto avanti la casa della regia corte (3) e la regia dogana (4).
A destra vicino alle mura ci sono le botteghe delle forge (5) e di fronte le case o palazzo del piccolo proprietario terriero Diego Tronca che confinano con una casa palatiata del canonicato di San Francesco d’Assisi ed il “convento de Bonfratelli”(6) con le sue botteghe “delli barberi”(7) e forge.
A fianco dell’ospedale c’e’ la casa di Francesco Cannoniero con accanto la casa palaziata, consistente in due membri superiori e due inferiori, di Giacinto Arabia (8) “attaccata alla regia monitione della legname dell’artiglieria” dietro “la lamnia dove e’l’orologio universale” della citta’ (9).
Li’ vicino c’e’ il baluardo Toledo o Santa Margarita e presso “le chianche” e dietro “li molini”(10) la nuova chiesa o “oratorio della concetione” sede della confraternita della Immacolata Concezione e delle Anime del Purgatorio (11).
Sulla pubblica piazza principale o “cortile del palazzo vescovale” si aprono nove botteghe “su la facciata accanto al portone del palazzo”(12) del vescovo.
In una c’e’ l’archivio della citta’ e due sono ad uso di “spetieria di medicamenti con tutti li stigli, vasi, mortari, ed altre cose necessarie per manipulare medicamenti”(13) e ci sono due camere usate dapprima come casa dell’universita’ che stanno sopra le carceri vescovili (14).
A fronte della cattedrale, verso la porta della citta’, si innalza la casa del seggio o sedile simbolo del potere aristocratico e la casa dell’universita’ o della corte composta da due camere (15) contigue al sedile.
Vicino dalla parte opposta alla residenza del vescovo, si affacciano il palazzo di Diego Tronca, che fa angolo, con le sue botteghe per ” uso di mercadanti” (16), le case che furono dei Giuliani (17) ed il palazzo di Mutio e poi di Marino Bernale, con sotto le botteghe di Pietro Suriano e dell’ospedale (18), affittate a I. Cirillo, D. Mirielli e D. Papallo (19); quest’ultimo palazzo e’ vicino all’entrata della chiesa cattedrale (20).
Il palazzo dei Bernale confina con il basso e alto di Francesco Antonio di Perri e Emanuela Petronilla Terrones che e’ presso le case di Antonio Avarelli alias Furretta (21) e del massaro Antonio Manco alias Cardellino (22).
Dietro l’entrata della cattedrale a destra la strada dei Scarpari e piu’ addietro la cappella del pio monte dei morti o dei Pii Operai volgarmente detto “L’Anime del Purgatorio” confinante con la casa di Antonio Sicilia(23). Nei pressi c’e’ la chiesa parrocchiale di Santa Margarita (24).
Lungo la strada delli Scarpari o de Calzolari si aprono le case matte ed i bassi usati come bottega.
Presso l’abitazione di Giuseppe di Sanda (25) il seminario affitta due case e sopra due botteghe; a fianco di una casa palaziata, abita il canonico Giovanni Silva ed i coniugi Vittoria Montalto e Giuseppe Longo (26).
Le quattro casette con quattro membri superiori e tre botteghe al piano terra di Antonio Avarelli sono accanto alla casetta con bottega del monastero di Santa Chiara, dirimpetto alla “Catapania” di Gio. Pietro poi di Cesare e Gregorio Prestera’, che si affaccia in piazza Lorda (27).
Dalla parte opposta esse guardano verso la chiesa di Santa Margherita (28).
Accanto c’e’ una bottega del beneficio di San Tommaso confinante con due del beneficio dell’Assunzione (29).
Di frontre a quest’ultime sempre nella piazza il basso che serve per macello del beneficio della Trinita’ con sopra le due camere della confraternita della Concezione, confinanti la casa di Antonio Lo Mare.
Da una parte del macello , ad angolo tra la strada delli Scarpari e la piazza Lorda, c’e’ la botteghella, era del sacerdote Felice Mazzulla ora e’ “in solidum” dell’ arciconfraternita del SS. Sacramento e della cappella della Madonna del Capo, dall’altra parte la bottega del beneficio della Nativita’ (30).
Su un lato della piazza in fila la bottega di Mutio Manfredi, che fu del fisico Antonio Magliari (31), la bottega del primiceriato con ” appartamento ” sopra e un’altra bottega del beneficio della Nativita’ (32).
Sempre a fila sulla piazza la bottega della chiesa parrocchiale di Santa Veneranda, quella del canonicato dei SS. Rustico e Eleuterio e quella di Orazio Zurlo (33).
Nelle vicinanze c’e’ il luogo detto San Giorgio (34) e vicino il monastero di Santa Chiara con davanti alla porta le case di Domenico Miriella (35), quelle del beneficio della Trinita’ e quelle degli eredi di Gio. Pietro Puglise (36), parte di queste abitazioni sono state vendute ad Annibale Berlingieri e demolite per fare posto al suo palazzo.
C’e’ inoltre il palazzo del sacerdote Gio. Domenico Trimboli che confina con la casa ed il magazzino del fu Giuseppe Tiriolo che sono attaccati alla sacristia del monastero di Santa Chiara (37).
La casa di Giovanni Bertuccia (38) e’ dirimpetto al parlatorio delle clarisse con le due case, una contigua all’altra, del monte del Purgatorio ed il casalino della cappella della Resurrezione (39).
Confinante “via mediante il monastero” sorge il palazzo del proprietario terriero Antonio Gallucci e della moglie Antonia Cariglio con i sette figli; il palazzo e’ stato costruito sulle case ereditate dal padre Gio. Galluzzo, originario di Santa Severina e venuto ad abitare a Crotone alla meta’ del Seicento (40).
Proseguendo verso la timpa della Capperrina si giunge al luogo detto il Cavaliero o Cavaliere dove vicino alle muraglie e’ stata costruita la nuova chiesa (41) di San Giuseppe (42), posta sotto il cavaliero essa riguarda, via mediante, l’angolo del magazeno e vaglio de SS.ri Gallucci (43).
Nei pressi c’e’ un magazzino del seminario, che prima “era la chiesa de’ PP. Domenicani ” (44), che confina con le quattro case a filo dello stesso (45).
Qui c’e’ la casa del massaro Felice Ragna (46) e l’alto e basso di Gio. Quenqua o Conca che confina muro comune con la casa del mastro Domenico Schipano, vicino alle “calere” di Caterina Messina (47), il palazzo “con piu’ e diversi membri inferiori e superiori” e con la loggetta da cui si gode il prospetto del mare di Gio. Aloisio Soda (48) e la casa palaziata detta la Torretta, portata in dote da Dianora Schipano a Fabrizio di Perri (49).
Costeggiando le vecchie mura si passa sopra lo spontone de Miranda (50).
“Dirimpetto la muraglia” ci sono le “due case matte unite assieme” del convento di San Francesco d’Assisi (51) con accanto le case del canonico Giuseppe Rizzuto e quelle di Leonardo Messina di Domenico.
Di fronte alla porta, dove c’e’il “corpo di guardia maggiore del castello” (52), si apre il “largo” o “piano” del castello.
Esso e’ attorniato da case palaziate: la casa di Antonio Grasso (53), la casa seu camera di Giuseppe Riccio (54), la casa o palazzo del tesoriere Francesco Duarte (55), posta tra quella del “sostituto cassiero del regio fundaco e dohana” di Crotone, Lonardo Messina, e del fratello Gio. Pietro (56) e la casa del beneficio della Concezione (57), la casa della confraternita della SS. Annunciazione (58), le case degli Scoleri (59) e le case dette di Nola (60), che confinano via mediante con la chiesa del Salvatore.
Sempre nelle vicinanze del largo e nella stessa parrocchia vi e’ il luogo detto la “Chianca” dove e’ situata una casa del canonicato di S. Paolo che confina con una camera del beneficio della Concezione della famiglia Suriano (61), ed il “largo di San Nicola” dove vi sono due case basse della chiesa parrocchiale presso la casa di Giuseppa Sillano detta la Galla (62).
La stessa parrocchiale (63) confina muro e stretto mediante con il luogo detto il Fosso, con la casa palaziata, in piu’ camere e bassi, con scala di pietra e vignano, che fu di Giando Marino, ora di Fabio Giunta e del parroco Carlo Bonelli (64) che ha sotto un mulino macinante “con le sue pietre e legname” (65), separata strada mediante dal palazzo dello stesso parroco venduto al chierico Santo Duarte (66).
Quest’ultimo (67) e’ vicino alle case ora di Onofrio Puglise, gia’ del chierico Gio. Catalano, alias Castagnino (68), che sono accanto alle case vendute nel 1717 dal canonico Raimondo Torromino all’arciprete Antonio Puglise (69).
Le case dell’arciprete sono presso il palazzo dei Prestera’ (70).
Il palazzo in piu’ e diversi membri superiori e inferiori con cisterna di Cesare e Gregorio Presterà (71), figli del feudatario Gio. Pietro (72), in parrocchia del Salvatore, confina con la casa di Maruzza Messina (73) e con quella del canonico Isidoro Iannice (74). Quest’ultima e’ nei pressi di una casa della confraternita della Pieta’ (75).
Ritornando alla piazza e lasciato il palazzo vescovile, che apre verso la porta due botteghe (76) , e proseguendo lungo le mura sulla strada pubblica di S.to Francesco de Assisi, di fronte al baluardo Marchese o S. Francesco e confinante con il palazzo vescovile, sorge il monastero dei minori conventuali di S. Francesco di Assisi con alcune botteghe ,magazzini e bassi con giardino e chiesa omonima su “lo largo de S.to Francesco de Assisi” (77).
Qui presso il convento vi e’ il luogo detto “li Rivellini” dove e’ stata trasferita la fiera di Gesu’ Maria (78).
Lasciato il convento, al cui interno ha sede la confraternita dei nobili sotto il titolo della Beatissima Vergine dei Sette Dolori (79), costeggiando le mura del largo o piazza San Francesco, si giunge al baluardo detto Villafranca o di Brianda dove sotto le mura nel luogo detto “le sarchi” ci sono “cinque calcinari o vero luoghi dove s’acconciano pelli”(80) di proprieta’ della cappella del SS.mo Sacramento e dati in fitto a mastri conciatori ad un carlino all’anno ciascuno (81).
Isolata,vicino alle mura ,e proprio della guardiola seu garitta detta di Brianda c’e’ la casa palaziata, nuovamente fabricata, che anticamente apparteneva all’arcidiacono Vezza poi dal primicerio Hieronymo Facente venduta al seminario (82).
A destra dalla parte della marina ci sono le mura con terrapieno (83) ed il luogo detto la Piscaria con la porta omonima, detta anche del Soccorso (84), che ha l’uscita sulla parte interna del baluardo una volta detto Petro Nigro ora la Piscaria o S. Filippo.
Accanto alle mura c’e’ una casa del beneficio della Concezione (85) vicina a quella che fu dei Lombardo ed ora di Scipione di Venere nel luogo detto Li Rivellini (86).
Querst’ultima confina con una casa del Primiceriato che ha accanto l’abitazione del colono Tommaso Guerra (87) e la casa degli eredi di Mutio Trunce.
Sempre qui ,attaccata al terrapieno della citta’, a riga della porta della Pescheria, vi e’ la casa che fu di Margarita Bruno e ora e’ dotale di Ignazio Scavello che confina con il magazzino, ora casa palatiata detta della Calandra, dei coloni Dionisio e Isidoro Giaquinta (88) con accanto quella di Antonio Paglia (89), la casa con vaglio e pozzo dello speziale Alfonso Letterio e quella di Cecilia Petrolillo (90).
Davanti alla porta della Pescheria c’e’ la casa di Rosalia La Nocita,casa che fu del mastro sartore Omobono Sacco (91), ed il casaleno e le case dei Syllano (92) vicino al palazzo con orticello “composto in piu’ e diversi membri” di Gio. Batt.a Pagano, figlio del regio credenziero Francesco (93) al largo di Sant’Angelo (94).
Nei pressi ci sono le case di Caterina Macri, furono di Gio. Pietro Macri’, quelle di Aurelia La Nocita (95), di Domenico Valente (96) e, “facci fronte alle mura” la casa palatiata in cinque membri inferiori et superiori” “nuovamente fabbricate” del piccolo proprietario Bernardo Venturi (97).
Le case dei Venturi confinano con la casa che fu di Giulia La Bella (98), poi di Gerolima Massari e quindi dotale della sorella Teresa (99).
Sempre in Pescheria c’e’ la casa palaziata del beneficio di S. Maria di Costantinopoli che confina con la casa di Domenico Rinaldo e Caterina Cassana, casa che fu di Beba Morano (100) ed il palazzo del proprietario terriero Cataldo Raymondo (101) vicino alla casa di Laura Syllano (102) e alle case del qm. Gio. Duarte (103) e di Anna Lucifero (104).
La chiesa-abazia di S. Maria Prothospatariis(105) confina “il palazzo di Domenico Suriano di Fabritio, le case che furono del cantore Diego Leone, strada mediante avanti la porta maggiore e la piccola di detta cappella”.
Nei pressi c’e’ la casa di Berardino di Fonte, le case di Gio. Batt.a Villaroja, le case dell’Ospedale, stretto mediante (106) e la casa di Gregorio Cropalati e Carmina Perez (107) che e’ presso le proprieta’ di Antonio Castiglia (108).
Comprata nel 1679 da Gio. Batt.a Barricellis una casa palatiata “in due membri alto e basso”, vicino al magazzino di Anna Suriano e attaccata al suo casaleno (109), il capitano Domenico Barricellis costruisce il suo palazzotto (110).
All’inizio del Settecento,sposata Anna Barricellis, figlia primogenita di Gio. Batt.a (111) diventa proprietario il regio secreto e mastro portolano Antonio del Castillo o Castiglia (112) il quale ereditato anche il vicino casalino (113) costruisce il suo palazzo davanti al palazzo di Annibale e poi di Antonio e Anna Suriano (114) con basso attaccato e giardinello e a fianco della casa palaziata del sacerdote Carlo Sillani (115) .
Nei pressi ci sono le case di Carmina Perez, di Gio. Batt.a Ciambrone detta La Palma e una casa “con due membri” del Capitolo (116) per lascito di Elisabetta Garofalo (117).
Vicino al palazzo di Antonio Castiglia sorge isolato anche un palazzo “consistente in piu’ e diversi membri superiori,mezzani et inferiori con cortile e scala di pietra ” venduto da Marco Antonio Benincasa al vescovo Rama (118).
“In frontespitio delle mura grandi sopra la piscaria” c’e’ il luogo detto “le grotte dell’archidiacono Vezza” e “sopra le grotte” abitano i Tiriolo accanto alla casa di Baldassarre di Sole e vicino alle case “in piu’ membri inferiori e superiori cum puteo et cortile discoperto” del notaio Silvestro Cirrelli (119) sulla “strada delle mura” presso l’abitazione del decano Gio. Batt.a Sisca (120).
Nel luogo detto “li Rivellini”, sempre in parrocchia di S. Maria, c’e’ la casa del chierico Antonio Quercia con accanto quelle del “magazziniere sue conservatore di grani” Antonio D’Amico e Beatrice Gerace,la casa palatiata con alto e basso di Maria Scavello, erede di Marc’antonio Basoino (121), le case dette la Torretta (122) e quella del canonicato dei SS. Vincenzo e Anastasio dei Pantisano (123) nel luogo detto “il cutetto” (124).
Sempre nel luogo detto “li ribellini” pero’ in parrocchia dei SS.Pietro e Paolo ci sono i palazzi dei Barricellis (125).
Nei pressi abita Peppe Pasqua (126) e vi e’ il palazzo di Antonio poi di Lucrezia Petrolillo, vedova di Pietro Greco (127), con accanto due case da poco ricostruite del benficio di S. Maria de Jesu dei Petrolillo, presso il palazzo e i casaleni che furono di Antonio, poi di Pietro Suriano, ora degli eredi, confinante con l’abitazione dell’arcidiacono Girolamo Facente (128).
Tra le parrocchie di S. Maria Prot. e di S. Pietro ,poco distante dalla cattedrale, c’e’ il luogo detto “la Judeca” o “strata dela Judeca” (129)
Ritornando al palazzo vescovile, esso apre altre tre botteghe verso piazza S. Francesco “dalla parte di dietro che rimira il palazzo de’ Montalcini” (130) in parrocchia di S.Pietro e Paolo.
Il palazzo dei Montalcini con i suoi nuovi magazzini (131) che serviranno come quartiere per le truppe tedesche (132) e botteghe e’ dirimpetto al seminario (133) che e’ nei pressi del vaglio della chiesa cattedrale.
La “domus pii seminarii cum officinis, cameris, scholis, et dormitoriis” (134) ha davanti al suo “portone grande” una casa con dietro una piu’ piccola del medesimo (135) e accanto una casa del beneficio di S.Lorenzo dei Montalcini, contigua a mastro Felice Antico (136).
Quest’ultimo confina via mediante il palazzo del regio secreto e mastro portolano Decio Suriano (137) che e’ presso la casa degli Urso e dei Cavaretta a fianco della abitazione dell’arcidiacono Venturi (138),le case che furono del qm. Francesco Vezza (139) ed il palazzo di Mirtillo Barricellis (140).
“All’incontro” e “vicino la porta grande” della chiesa parrocchiale dei SS.Pietro e Paolo abitano il sacerdote Antonio Fuda (141) e il misuratore e palliatore di grano Diego Varano alias Parisi (142).
Nel largo accanto ci sono le due case dirute,ormai solo suolo, dell’arcidiaconato ed il palazzo o continenza di case di Caterina Palmieri (143) che e’ tra le case del primicerio Carlo Prestera’ e quelle del qm. notaio Antonino Varano (144) e di Giuseppe la Piccola (145).
Nei pressi dietro la cappella della Beata Vergine del Capo e la tribuna maggiore della cattedrale ci sono un casalino diruto della cappella dell’Epifania (146) e le case patrimoniali del canonico Antonio Galasso (147) che confinano stretto mediante le case del notaio Antonino Varano.
Attaccata con la cattedrale e confinante con, le case del primicerio Carlo Prestera’ c’e’ la casa del feudatario Cristoforo Pallone (148) poi di Cesare Berlingieri (149).
Il palazzo grande che fu di Diego Barricellis, feudatario di Monte Spinello, e’ abitato dalla vedova Petrucza Sculco e dai figli Mirtillo, Seiano e Luigi (150).
Esso e’ posto in parrocchia di S. Pietro e Paolo nel luogo detto Li Rivellini e confina con i suoi magazzini (151) ed e’ unito al palazzo dell’aristocratico Gio. Battista Barricellis (152); quest’ultimo e’ stato costruito sulle case vendute da Cianci La Nocita e da Mutio Scavello (153).
Sempre in parrocchia SS.Pietro e Paolo il palazzo dei Suriano Ralles poi di Teodora Suriano,confinante con il vescovato (154) e consistente “in tre appartamenti,et ogni appartamento in sette camere, e bassi e magazzeni e con due camere scoverte, cortiglio coverto e scoverto, e scala di pietra”. Esso confina muro mediante con la casa palaziata del sacerdote Giuseppe de Massaris (155) e con le case di Gio. Domenico Greco (156) e la casetta palaziata,con alto e basso di Francesca Leto, moglie di Silvestro Caposacchi (157).
Vicino, sempre nella stessa parrocchia, c e’ il palazzo del canonico Francesco Lucifero, figlio del marchese Fabritio, costruito nel 1705 sulle case di Giacomella Giglio e di Gio. Batt.a Papasodaro (158), la casa detta di “pittagora” ora di Elisabetta Simurra (159) e il palazzo dei Pipino poi di Giuseppe Antonio Ramires di Piombino (160) che e’ al confine con la parrocchia del Salvatore in frontespoizio al palazzo dei coniugi Antonia e Dionisio Pipino, nell’entrata del quale ci sono i due magazzini “uno detto la Malilla ,l’altro a’ mandretta” (161).
Sempre in parrocchia di S. Pietro e Paolo ci sono le case dotali di Giulio Cesare Modio di Santa Severina, figlio di Carlo (162).
Vicino alla casa dei Venturi c’e’ la casa di Ludovico Albanese,fu di Francesco Trunce (163) e poi dei Curcio (164), la quale confina con l’orticello delle case dotali di Horatio Zurlo (165), furono di Ottavio Pitera’, e le case del “sorbo”(166).
Accanto al palazzo del latifondista e mastro portolano Tommaso Sculco, che fu del qm.Joseph Squillace, c’e’ una casetta dello stesso acquistata dal beneficio dell’Annunciazione (167) , e a fronte il palazzo del chierico Domenico de Labrutis, poi del sacerdote Marco Antonio Benincasa (168), sito dietro Santa Naina (169) e consistente in nove stanze con i loro bassi (170).
Il palazzo del Benincasa si affaccia alle case del fisico Antonio Magliari (171), proprietario di una spetieria in piazza lorda.
Il palazzo dello Sculco confina via mediante con la casa dotale di Antonio Suriano (172) che e’ vicina, sempre via mediante, al palazzo dell’aristocratico e grande possidente Giacinto de Ayerbis de Aragona (173), dirimpetto all’abitazione di Caterina Richella (174).
Il palazzo degli Ayerbis Aragona (175), affacciante alle mura della citta’ dette delle Fontanelle (176), e’ presso il baluardo del Fosso del castello o di Santa Barbara.Il palazzo confina con la casa palaziata dei Riccio (177) che e’ vicina alla casa dei Bertuccia in parrocchia del Salvatore (178) e al palazzo di Domenico Capicchiano (179).
In parrocchia di Santa Margarita c’e’ il palazzo di Annibale Albani, figlio ed erede di Alessandro e di Lucretia Berlingieri, quest’ultima figlia di Annibale (180).
Il palazzo costruito dal padre sulle case dotali (181) ed altre vicine (182), tra le quali quelle che furono di Gio. Batt.a Pagano, portatigli in dote da Paula Negro, vedova di Michele Marzano (183), e’ contiguo alla casa del beneficio di San Tommaso e dirimpetto a quella di Tomaso La Nocita (184) e confina, via pubblica mediante, con l’abitazione del capitano Muzio Manfredi (185) che ha “l’uscita avanti la porta piccola della chiesa cattedrale”.
Vicino alle case di Gio Batt.a Pagano (186) ci sono le case paterne di Oratio Zurlo poi palazzo con cortile del figlio, il chierico Diego (187).
Sempre in parrocchia di Santa Margarita nel luogo anticamente detto il Quartiere (188) c’e’ il palazzo di Gio. Batt.a Caivano, corrispondente e procuratore dei mercanti di grano napoletani (189), vicino alla casa del mastro muratore Antonio Sicilia e alle case di Paolino Manfreda (190).
Quest’ultime sono acquistate dall’eredi Caivano per allargare la proprietà (191).
Sempre in parrocchia del SS. Salvatore ci sono due palazzi contigui, con una continenza di case attaccata, dei Pipino (192).
Essi confinano via pubblica mediante verso la parrocchia di Santa Veneranda con le case di mastro Stefano Carranza e di Mutio Messina (193).
Il palazzo dell’aristocratico Dionisio Pipino e fratelli (194), figli ed eredi di Gio. Paulo e di Dianora Suriano (195), e’ situato in parrocchia del SS. Salvatore ai confini con quella di Santa Veneranda.
Esso apre al pianoterra numerosi magazzini, alcuni dei quali danno nel cortile del palazzo (196), altri si affacciano verso le case del sacerdote Onofrio Messina (197) che confinano col magazzino di Isidoro Scarnera (198) e le case di Gaetano Scaramuzza (199).
Attaccata al palazzo e dentro il cortile c’e’ la casa del beneficio della famiglia Pipino mentre un quarto del palazzo e’ abitato da Giovanni Tramonte.
In parrocchia di Santa Veneranda c’e’ il palazzo lasciato in legato dal chierico Oratio Catizzone (200) alla confraternita della Concezione ed Anime del Purgatorio; il palazzo confina con le case del parroco di Santa Veneranda Teofilo Varano (201) vicino alle case del canonico Giuseppe Favara (202).
Sempre nella stessa parrocchia ci sono le case del canonico Francesco Ricciullo, case che furono di Antonio Boffa di Catanzaro, console francese nella citta’ e mercante di grano (203), che confinano con le case di Dionisio Simina (204) che sono accanto alla casa palaziata del tesorerato e a quella di Francesco Fanele.
Sulle case che furono di Maruzza Scavello, moglie di Carlo Scarnera (205), e di Ippolita Basoino Domenico De Laurentis, originario di Verzino e corrispondente dei mercanti di grano napoletani, costruisce il suo palazzo che confina con le case di Pasquale Macri’.
Sia il palazzo che le case di Macri’ sono presso le due casette, una attaccata all’altra, della cappella dell’Epifania (206) sempre nella stessa parrocchia.
Il palazzo di Valerio Antonio Montalcini (207) sorge in parrocchia del SS. Salvatore via mediante il palazzo del sostituto guardiano del porto Domenico Capicchiano e via mediante il palazzo del feudatario di Apriglianello, il marchese Fabritio Lucifero. Il palazzo di quest’ultimo, costruito nel 1670 (208) dal padre Gioseppe, luogotenente del regio secreto e mastro portolano della provincia di Calabria Ultra, confina con le case che furono di Mutio de Vito (209).
In parrocchia di Santa Veneranda c’e’ la casa poi palazzo di Annibale Berlingieri, attaccato da un lato al palazzo di Nicola Gerace e per l’altre tre strade isolato.Esso sorge presso la “domuncula palatiata” dei coniugi Hieronimo de Carcea e Catharina Guerra (210), la “domuncula” dei coniugi Didacus de Monte e Isabella Perez (211) e la casa fu di Gaetano Venturi (212).
Sempre stritto mediante il palazzo confina con le casette, composte da un alto e basso, del seminario, del napoletano Filippo Faranda, quelle nuovamente fabbricate del chierico Giuseppe Rizzuto e con una casa dello stesso Berlingieri fatta in parte demolire per far risaltare il suo palazzo (213).
Dalla parte del monastero di S. Chiara il palazzo dei Berlingieri confina strada mediante con la casa poi palazzo dei Rodrigues (214).
In parrocchia di S. Veneranda Diego de Bona compera la casa detta la Torretta di madama Perna e la ricostruisce (215).

 

Note

1) ANC. 229,1651,11; ANC. 334, 1677, 4.
2) Acta 17v
3) ANC.664, 1733, 173.
4) “La porta di questa Regia Dohana di Cotrone frontespitio la porta maggiore di questa citta’”, ANC.663,1729,104v.
5) C. Solino, carrozziero, protesta contro il diacono selvatico Honofrio di Sanda perche’ mentre “era vicino le botteghe delle forgie e propriamente seduto sopra un cantone della forgia di m.o Dionisio d’Oppido con la faccia voltata all’ospedale”, il de Sanda lo aveva bastonato, Cotrone 21.3.1734, AVC.
6) Anselmus 51.
7) Anselmus 92; ANC. 612,1715,87v.
8) ANC.497,1710,123; Anselmus 69,87.
9) Anselmus 14v,26; Casa di A. Cavaretta, vedova di G. T. Tirioli, in par. S. Margarita confine la lamia dove vi e’ l’orologio, ANC.611,714,186.
10) Proprietari di mulini sono Maria Suriano, Annibale Albano, Esito di spese per robbe a benef. del Ven. Mon. di S. Chiara dalli 9 8bre 1706, f.7, AVC., Pietro Suriano possiede “un molino macinante con sua mula”, ANC.497,1708,50v.
11) Anselmus 70.
12) Acta 72v.
13) ANC. 497,1707,24.
14) Acta 70; ANC. 611,1710,24.
15) Platea Mensa Vescovile 1780, f.26.
16) Anselmus 51.
17) Acta 127, ANC.229,1657,108.
18) ANC. 490,1708,51.
19) ANC.612,1717,52v.
20) La spetieria di Arrigo Salvatore “sta di rimpetto al portone della scala della chiesa vescovile in piazza”, ANC.336,1692,38.
21) ANC. 497,1702,25.
22) Acta 147; Platea S.Chiara 1702-1704,f.6.
23) La casa di Antonio Sicilia confina con la casa di Crispino Manco e la chiesa dell’Anime del Purgatorio, ANC.663,1729,110.
24) Nel 1727 il vescovo Costa, essendo la chiesa parrocchiale in un luogo umido e malsano, ne trasferisce la cura in quella vicina del Purgatorio, Rel. Lim. Crotonen.,1727.
25) La casa era stata di Gio. Batt.a e poi di Honofrio Oppido, Acta 130, Platea S. Chiara 1702-1704, f.12; Anselmus 30.
26) Anselmus 13,75.
27) Acta 111v,127v; Anselmus 13,26.
28) Pervenuta all’Avarelli per vendita fatta da D. Berardi, erede della sorella uterina B. Berlingeri, ANC. 497,1708,44:
29) Anselmus 71,72.
30) Anselmus 31,88,91,98.
31) Prima era stata la spezieria di Pizzuto, Acta138; ANC.336,1690,44.
32) Anselmus 49,72.
33) Anselmus 54,62.
34) Casa palatiata in par. S. Margarita iuxta le case del clerico Giuseppe Gerace e il monastero di S. ta Chiara stritto mediante nel loco detto S. Giorgio, ANC. 334,1675,26-30; La chiesa parrocchiale di S. Giorgio fu soppressa al tempo del vescovo Lopez alla fine del Cinquecento.
35) Acta 151; Casa fu di Nicola Gerace oggi di Domenico Miriella innanzi al monastreo di S. Chiara, Anselmus 84.
36) Il beneficio della Trinita’ possiede una casa innanzi il parlatorio di S. Chiara conf. le case furono di Diego Morea oggi dell’eredi di Gio. Pietro Puglise, Acta 120v; Anselmus 88.
37) Il palazzo posto in S. Margarita era stato donato al Trimboli da Giuseppe Gerace, ANC. 497,1706,16-17.
38) Casa di Cesare e poi di Giovanni Bertuccia vicino a S. Chiara fu di Maddalena Rocca, confina con la casa di Silvestro e poi di Francesco Roccioletto, Acta
121, Anselmus 12v,31.
39) Acta 107v; Anselmus 103.
40) ANC. 334,1672,33; Acta 132; ANC. 497,27.8.1711:, Palazzo di Francesco Gallucci in par. S. Margarita, isolato per tutte le quattro strade, ANC.664,1733,54v-55.
41) AD DIVO JOSEPHO 1719 / CURA HONUPHRII DE SANDA TEMPLUM PIORUM AELEMOSINIS ERECT.
42) La chiesa era stata costruita dai mastri d’ascia Onofrio di Sanda, Gio. Batt.a Villaroya, Mattia Asturi, Sebastiano Foggia, Gio. Batt.a di Sanda, Tomaso Franco, Antonio Russo, Domenico Strina, Sabatello Macri’ e Nicodemo Puglise con il concorso di altre persone devote, ANC.660,1719,101-102.
43) “HEC ICO PONITUR ANNO 1719/ ET PRIMO FUNDATS PROPRIE ECCLIES S./JOSEF PROCURATORE HONUPHRIO DE SANDA”
44) Anselmus 30.
45) Acta 129v,130.
46) Platea Capitolo, 1691-1692,f.11v,C.121 AVC.
47) Acta 132v, ANC.333,1674,60; ANC.497,21.4.1712.
48) Palazzo di G.A. Soda in par. S. Veneranda conf. le case degli Schipano e le case di F. di Perri, ANC.612,1716,70; Le case di G.A. Soda erano state di Salvatore Arrighi, ANC.614,1725,59; ANC. 659,1714,64.
49) ANC. 614,1725,59.
50) ANC. 108,1613,92.
51) Le due casette in par. S. Veneranda furono vendute nel 1724 a Gio. Rizzuto, figlio ed erede di Domenico per 100 ducati, Cotrone 26.1.1724, C.111,AVC.
52) ANC.611,1711,37.
53) Case di Antonio Grasso furono di Susanna Rosa, di Michel Gio. Rosa e quindi di Ciccia Capicchiano in par. S. Veneranda al largo o piano del castello, Anselmus 62, Acta 117v.
54) G. Riccio possedeva una casa in par. S. Veneranda dirimpetto al regio castello comprata dal padre Francesco nel 1696 da A. Tesoriero, ANC.611,1714,186.
55) Vittoria Berlingieri aveva portato in dote a Cristofaro Pallone una continenza di case palaziate, poste in par. S. Salvatore, confinanti la casa di Gio. Francesco Messina e facci fronte la porta del regio castello, che furono vendute nel 1671 al tenente del castello Joanne Duarte de Madrid. Le case passarono in eredita’ ai fratelli Francesco e Pietro e quindi rimasero al tesoriere Francesco Duarte, ANC.253,1671,18-19; Acta 162; Anselmus 49,76,96.
56) Gioseppe Francesco Messina, mastro fabricatore, aveva comprato la casa da Gio. Batt.a Palmieri. Essa passo’ in eredita’ a Giacinto Messina e quindi ai suoi figli Lonardo e Gio. Pietro. La casa oltre che con quella dei Duarte confinava con quella di Laura Antonia Fernandes e dei figli Aurelio e Mattia Asturi, ANC. 253,1671,18-19; Acta 110v,121v,162; Anselmus 49,71, Il palazzo dei Messina confinava col palazzo di Francesco poi di Giovanni Duarte vicino al largo del castello. Esso era composto da cinque camere superiori, cortile, scala di pietra, cisterna e bassamenti per grani, ANC. 1063,1743,43-46.
57) La casa dell ‘Immacolata Concezione della famiglia Suriano oltre che con quella dei Duarte confinava con quella del canonicato di S. Paolo, sita nel luogo detto “la chianca”, Anselmus 52,76.
58) La confraternita della SS. Annunciazione possedeva due case “innanzi il castello”, una confinante la casa di Domenico Sculeri e una le case di Duarte, Anselmus 95,96.
59) F. Jannice, vedova di G. D. Torchia, possiede una meta’ di casa comune ed indivisa con un’altra meta’ di I. Benincasa, moglie di D. Scoleri, in par. S. Salvatore dirimpetto al regio castello, conf. le case della SS.ma Annunziata e le case di L. Scoleri, ANC. 612,1718,47.
60) Hieronimo de Nola possedeva una casa palaziata in par. S. Salvatore iuxta le case di Isabella Mangione, moglie di Scipione Berlingerio da una parte e le case terranee di Jo. Batt.a de Nola Molise dall’altra. Le case di Gio. Batt.a di Nola, confratello della confraternita del Rosario,passarono al monastero di S. Chiara per dote spirituale di Lucretia de Nola, ANC.117,1622,31; ANC.119,1641,24; ANC.119,1643,69-70; Acta 127v,137v.
61) Anselmus 52.
62) Anselnus 60.
63) La chiesa e’ isolata da tutti i lati, confina a mezzogiorno ove tiene la porta maggiore alla strada dirimpetto la casa di Giuseppe Gerace, a oriente, ove tiene altra porta, strada dirimpetto il palazzo di Farina, a occidente via convicinale e a tramontana via pubblica, Spogli degli apprezzi de’ fondi di luoghi pii di Cotrone, 1790.
64) Acta 138; Anselmus 49; La casa del Bonelli fu comprata nel 1716 dal Cirrelli, ANC. 613,1720,145.
65) G. Duarte vende a suor A. Garetta un mulino macinante posto sotto la casa del parroco C. Bonelli, ANC.612,1716,91.
66) C. Bonelli dona alla “monaca vezoca” A. Garetta una casa palaziata confinante strada mediante un suo palazzo venduto a G. Duarte in par. S. Salvatore, ANC.659,1714,65.
67) Anselmus 60.
68) Prima del Catalano le case erano possedute dalla qm.Lucretia Venturi e Giuseppe Gulli, Acta 92,116; Anselmus 129.
69) La casa in precedenza era stata del canonico Fabio Iunta e poi di Lucretia Guerra e Gregorio Puglise, Anselmus 49, Acta 132.
70) Anselmus 17,31,82; Acta 156v; Il palazzo dei Prestera’ in par S. Salvatore confinava con le case dell’arciprete Antonio Puglise e quelle delle qm. Meza’, ANC.611,1714,2; 661,1721,24-25.
71) Casa di Giuliano Rizon de la Cerda poi di Geronimo Sillano oggi di Cesare e Gregorio Prestera’ di Gio. Pietro, Acta 145; Anselmus 52; Nelle vicinanze il beneficio di S. Antonio aveva alcune case iuxta palatium Ottavii Syllani, in presenti vero Jois Petri Prestera’ che a causa di negligenza e per la loro vecchiaia rovinarono ed al presente c’e’ il suolo,Acta 35.
72) Figlio di Cesare e di Gesimunda Susanna di Ciro’ vende nel 1687 a Didaco Zito di Tarsia, feudatario di Ciro’, il feudo rustico di Puzzello con torre antichissima, ANC.333,1687,24-30.
73) Casa del qm. Gio. Batt.a Palmieri conf. la casa di Gio. Pietro Prestera’, oggi venduta a Giuseppe Messina e posseduta dall’eredi, Acta 110v.
74) Acta 104.
75) Anselmus 94.
76) Acta 72v.
77) Davanti la chiesa di S. Francesco d’Assisi c’e’ la regia monitione di guerra della citta’, ANC.664,1734,76v; C.97, AVC.; Platea Mensa Vescovile 1710,f.28.
78) Nel 1711 la fiera di Gesu’ Maria che si teneva presso il convento omonimo viene trasferita dentro citta’: “fera di Giesu’ Maria al presente nella chiesa di S. Francesco d’Assisi”, ANC.611,1713,50, 611,1711,37-38.
79) Rel.Lim. Crotonen.1722.
80) Acta 86v.
81) Tale attivita’ cesso’ nella seconda meta’ del Settecento, D. Aragona Reg. 27v.82) ANC.497,1702,49,51; Passata di proprieta’ agli Arrighi venne costruito il “palazzo nuovo””con piu’ e diverse camere portone di cantoni, scala di cantoni, loggetta, pozzo, tre magazenelli uno con la porta di dentro detto cortiglio e l’altri due colla porta di fuori alla strada” che nel 1728 e’ venduto da G. Arrrighi a L. Tronce, ANC.662,1728,73.
83) Acta 91v,141.
84) ANC.334,1679,43-44.
85) Anselmus 76.
86) La casa di A. Lombardo, consistente in due camere, due bassi con pozzo e scala di pietra ,in par.S. Maria P. e’ messa all’asta per debiti e comprata per duc.285 da S. di Vennera, ANC.659,1715,50.
87) Acta 50v,87v; Anselmus 49.
88) Acta 97v,91v;140; Anselmus 54,129; P. Giaquinta possiede una casa palatiata in par. S. Maria P. confine le case di Pelio Petrolillo e quelle di Carlo Sillani. La casa era stata di Isabella Berlingieri, ANC.497,1701,11;ANC.611,1714,129.
89) Anselmus 116.
90) ANC.497,16.4.1711; ANC.613,1721,27.
91) Erano di Giacomo Martino, Acta 118; ANC.336,1692,151; Anselmus 62.
92) Sillano Geronimo compra da Gio. Batt.a Pagano un casaleno confine la casa che fu di Giacomo Martino e quella di Pietro Giovanni Macri’, ANC.336,1690,46.
93) Atti del beneficio di S. Maria degli Angeli, 1702, AVC.; ANC.253,1674,33.
94) Syllano Gio. Giacomo possiede due camare e suoi bassi e alti l’una fabricata da esso stesso quale e’ propria da dove s’entra fronte spitio le case del qm. Gioseppe Suriano che si va al largo di S. Angelo con suo basso che si serra per cortiglio con la sua scala di pietra, e l’altra camara contigua con il cellaro di sotto e con suo vignano lungo discoperto, et un casalino similmente discoperto contiguo di camara nova et contigua un’altra camara d’esso Syllano dentro il quale vi e’ il puzzo pergola et pila et un casaleno diruto iuxta le case furno delli qm. Gio. et Gio. Paulo Fiascone in S. Maria Prot.,ANC. 253,1667,16; Il palazzo del qm. Jois Batt.a Pagano posto in S.Maria presso il palazzo di Antonio del Castillo diventa proprieta’ di Marco Antonio Casanova, ANC.497,1702,40v.
95) Casa di La Nocita Aurelia confina le case di Caterina Macri’, era stata di Antonino Valente, Acta 111v, Anselmus 69.
96) Casa di Antonino Valente conf. la casa di Pietro Giovanni Macri’ e la casa detta di Romano, Acta 111v,151v; Casa di Domenico Valente confina la casa del qm. Antonio Limari, Anselmus 54.
97) Venturi Bernardo aveva comprato dai di Taranto delle case dirute e le aveva rifabbricate, Acta 72,113v,141; Egli aveva ereditato il casaleno comprato da Horatio Venturi da Francesco Longobucchi posto in S. Maria “facci fronte alle mura e confinante con il casaleno diruto che fu di Donato di Taranto, ANC.253,1671,107; La casa palatiata del Venturi confinava con le case di Leonardo Giaquinta e di Antonia Rinaldi, ANC.497,1705,25;
Morto Bernardo Venturi gli eredi vendono ad I. Giaquinta due camere della casa una con l’uscita avanti le mura e l’altra con l’uscita avanti il portone delle case del qm. B. Arrighi, ANC.659,1717,189.
98) Acta 118.
99) Casa dotale di Teresa Massari fu della sorella Gerolima in par. S. Maria conf. le case di Bernardo Venturi, Anselmus 31,62.
100) Acta 102v,Anselmus 76.
101) Era stata di Francischella La Portella, Acta 162; Anselmus 80,96.
102) Era stata di Francischella Cirrello, Acta 164,Anselmus 94.
103) Acta 132.
104) Duarte e Anna Lucifero acquistarono la casa di Papallo Diego, misuratore e palliatore di grano, Acta 164,Anselmus 17, ANC.337,1693,52.
105) ANC.659,1713,8v.
106) Anselmus 77,ANC.497,28.2.1711.
107) Acta 153v,Anselmus 82.
108) Acta 102.
109) ANC.334,1679,310.
110) ANC.336,1689,60
111)ANC.660,1720,96-97.
112) Antonio del Castillo, figlio ed erede della qm. Vittoria Lucifero, figlia ed erede del qm.Mutio Lucifero, possedeva tra l’altro il giardino la Potighella, ANC.338,1698,94;336,1692,136.
113) Acta 71v,132.
114) Il palazzo di Anna Suriano, figlia di Annibale, confinava con la casa del beneficio della famiglia Risitano che era stata data a censo perpetuo al canonico mercante Domenico Suriano di Domenico, Anselmus 69, Anna figlia del qm. Annibale porto’ in dote nel 1719 a Berardino Suriano di Antonio il palazzo dove abitava nel luogo detto li rivellini ed un altro palazzo all’incontro del primo palazzo che il padre averva acquistato da Girolamo Syllani, ANC.731,1719,1; Mastro Pietro Giacomo Cimino possiede una ” casa palatiata con piu’ e diversi membri seu camere alte, soprane , e bassamenti con magazzino e puzzo sorgente” in par. S. Maria Prot. confine le case dette di Sillano “hoggi della signora Anna Suriano, le case del parroco Ant.no Asturello, le case di Vittoria Cimino e stricto med.e le case del D. Ant.o del Castillo”, ANC.614,1724,109.
115) Acta 71,133; Anselmus 37; La casa dei Sillani era composta in cinque membri e tre appartamenti cioe’ superiore, mezzano e basso, cortile, scala di pietra e pozzo ed un casaleno dentro detto cortile, ANC.497,1711,1.
116) Anselmus 69,82,98.
117) La casa di Elisabetta Garofalo confinava con la casa che fu di Camilla Modio oggi degli eredi e con le case della qm. Ippolita Suriano, Acta 101v,Platea Capitolo,1691,8.
118) Il palazzo apparteneva a Francesco e poi a Jo. Batt.a Pagano e passato al Benincasa come erede di Domenico de Labrutis, ANC.497,1706,8.
119) ANC.229,1651,107v; Luccia Lucifero, vedova di A. Beltrano come erede del qm. arcidiacono Vezza possiede una casa palaziata in par. S. Maria vicino le mura nel luogo detto “le grotte dell’archidiacono Vezza”, ANC.310,1664,29-30.;Acta 118; ANC.229,1657,38; Anselmus 62.
120) ANC.497,1704,41.

121) La casa palaziata della Scavello confinava d’una parte con le case di Dom. D’Amico stricto mediante e le case dotali di Giulio Macri’ stricto mediante. ANC.611,1710,25.
122) La casa di A. d’Amico in par. S. Maria confinava con Antonio Quercia, Cecilia d’Allegro e le case dette la Torretta, ANC.611,1714,205; Beatrice Gerace possiede una casa consistente in basso, mezzano et alto, con scala di cantoni, vignanello di fabrica, pozzo e pila confine le case furono del qm. Antonio Quercia, oggi di Giuseppe Coccari e la casa detta la Torretta di detta Beatrice, ANC.663,1731,246;Andrea Quercia, erede di Antonio, vende a Giuseppe Coccari una casa palaziata nel largo delli rivellini in par. S. Maria Prot. attaccata alle case di Laura Tronce e di Beatrice D’Allegro dalla parte di detti Rivellini con cortile di cantoni e scala di cantoni e dalla parte di dentro Cotrone con scala di pietra attaccata alla casa della signora Calabrese et alla camera grande che fu del qm. Fabritio d’Oppido,ANC.663,1731,92-94.
123) Anselmus 71,75.
124) Actas 142v, Anselmus 53, Il monastero di S. Francesco di paola possedeva una casa in par. S. Maria loco Cutetto confinante con la casa di Antonio Suriano, ANC.334,1679,20.
125) Aloisio Barricellis cede al fratello Mirtillo “le portioni che tiene sopra due palazzi, uno confina il palazzo di Gio. Batt.a Barricellis e l’altro il palazzo di Domenico Barricellis”, ANC.497,1705,44r-45r.
126) La casa era stata di Gio. Pietro Gentile poi di Pelio Oppido e quindi dei Petrolillo, Acta 154,Anselmus 116.
127) Acta 148v, Anselmus 79,126; ANC.334,1679,20.
128) Acta 117v; Anselmus 62; Pietro Suriano era sposato con Maria del Castillo, ANC.336,1692,138;ANC.497,1708,50v.
129) F. Lucifero possiede una grande casa in “strata nuncupata della judeca parum distante ab eccl.a mayore”,ANC.336,1690,99; D. Suriano compro’ da G. Mangione delle case in par. S. Maria nel loco detto la judeca, ANC.312,1666,148v; L. Lucifero ha una casa in loco dicto la judeca in par. S. Petro, ANC. 49,1610,104; F. Lucifero ha delle case in par. S. Maria Prot. conf. le case degli eredi del qm. Syllano e del qm. Indurcato “simul domibus positis loco dicto la judeca”, ANC.49,1610,42.
130) Acta 72v;Anselmus 117.
131) Platea Mensa Vescovile 1711,f.5.
132) G. Montalcini fa riparare il magazzino vicino alla chiesa cattedrale e attaccato al suo palazzo dove abitano di quartiere le truppe tedesche, ANC.661,1722,193;Il palazzo di G. Montalcini e’ situato dirimpetto al seminario e vicino alla cattedrale, ANC.1063,1744,27-29: Il palazzo dei Montalcini era stato del qm. Antonio Pelusio, ANC.664,1733,2. Vicino al vescovato ci sono tre botteghe del convento di S. Maria del Soccorso dell’Osservanza, “una sta dietro il vescovado e due dall’altra parte del medemo vicino la cantonera”, ANC.497,1710,59.
133) Il seminario era stato ricostruito dal vescovo Rama, Rel.lim.Crotonen.1706.
134) Acta 17.
135) Acta 130;Anselmus 30.
136) Acta 152v.
137) Morto Decio Suriano nel 1719 eredita la figlia Violante che porta in dote il palazzo a Cesare Berlingieri, Anselmus 37,96; ANC.612,1719,50-51.
138) Acta 150;Anselmus 80; ANC.497,1710,21.
139) ANC.335,1688,5.
140) Il palazzo di Violante Suriano in par. S. Pietro confinava con quello di Mirtillo Barricellis, le case degli eredi di Bernardo Venturi e quelle di Dianora ed Elisabetta Cavarretta, ANC. 612,1719,50-51.
141) Casa del qm. Matteo e Giuseppe Perretta, hoggi del sacerdote Ant.o Fuda e Diego Varano vicino la porta grande della parrocchia dei SS. Pietro e Paolo, Acta 91v; Casa dell’heredi di Ant.o Fuda e Tomaso Varano all’incontro la chiesa di S. Pietro e Paolo, Anselmus 129.
142) Casa di Francesca Aprigliano oggi di Diego Varano alias Parisi, Acta 133v; ANC. 336,1690,66.
143) Il palazzo passo’ da Antonio Motta Villegas alla sorella Lucia e da questa alla figlia Isabella Duarte, sposata con Gio. Dom.co Palmieri e quindi a Caterina Palmieri, ANC.497,1710,104; Acta 133v; Anselmus 37; ANC.253,1663,15v.
144) Il palazzo di Caterina Palmieri passo’ nel 1729 ai di Antico, Beni e remndite incorporate al seminario nel 1769, AVC.
145) ANC. 611,1710,71.
146) Acta 112v.
147) Acta 138,146v; Case di Giuseppe Galasso hoggi patrimoniali di Antonio Galasso in par. S. Pietro, Acta 72; Dietro la cattedrale, ANC. 611,1714,177v; Palazzo di Dionisio Galasso attaccato alla Cattedrale, ANC. 1063,1750,24.
148) Pallone Cristofaro, feudatario di Valle Pirrotta, sposato con Vittoria Berlingieri, ed il figlio Francesco abitano in par. S. Pietro e Paolo in una casa attaccata con la cattedrale e dall’altra con le case del canonico Carlo Prestera’, ANC.496,1701,31. Case di Francesco Pallone confinanti con la cattedrale, ANC.611,1711,17.
149) Anselmus 26.
150) ANC.496,1704,9; Diego Barricellis era figlio di Francesco Antonio, ufficiale della regia scrivania di ratione della citta’ di Crotone, castello e presidio, ANC.229,1655,94 e feudatario di Monte Spinello.
151) Anselmus 55.
152) ANC. 336,1689,60; ANC.612,1719,65v; Il palazzo passo’ alle figlie Anna e Francesca Barricellis e confinava con quello di Mirtillo Barricellis, ANC. 660,1720,96v.
153) Acta 72,110.
154) ANC.253,1670,87.
155) La casa palaziata di G. Masssari confinava muro mediante da un lato con la casa dei Venturi e dall’altro con il palazzo fu del qm. Scipione Suriano ora di Domenico Rodrigues, ANC.613,1721,165.
156) Il palazzo e’ venduto da Cinzia Maria de Bona, vedova di Didaco Suriano Ralles, a Teodora Suriano, figlia di Isabella Suriano e moglie del castellano Almirante Domenico Rodrigues, ANC.337,1697,6.
157) ANC. 497,1702,42v.
158) Acta 71; Platea Mensa Vescovile 1780,f.28 e 1806,f.30,AVC.
159) Acta 72; La casa passo’ poi a Giuseppe Cristella, Platea Mensa vescovile 1780,f.31.
160) Il palazzo era stato venduto al Ramirez da Sigismonda Pipino, moglie di Mirtillo Barricellis e figlia del qm. Fabio, per 1400 ducati, ANC.635,1710,68; 635,13.10.1713; ANC.659,1714,97-99.
161) A. Aragona compra per duc.150 due magazzini in par. S. Salvatore sotto il suo palazzo da L. Pipino, rettore del beneficio dell’Assunta, ANC.659,1716,88/1; Antonia Aragona sposa Dionisio Pipino e porta in dote il territorio la Mortilla e un palazzo. Vende il territorio e compra un altro palazzo attaccato al suo primo palazzo in par. San Salvatore luogo detto l’incutata. Il palazzo e’ composto da ” uno cortile con suo portone di cantoni, uno magazzeno a man destra nell’entrata contiguo al quale vi e’ la gisterna et appresso una stalla a man sinistra un’altro magazeno, et il basso unito, una scala di pietra con vignano, una sala, due camere a man destra et altre due a man sinistra nell’entrata a d.a sala et sopra quella et le dette due camere a man dritta altri due membri superiori dalla parte di fuori un magazeno con l’arco di cantoni in mezo che sta sotto le due camere di man sinistra nell’entrata della sala con l’uscita alla strada publica dirimpetto al palazzo dei SS.ri Albani,ANC.659,1716,88/1-4; e viene poi venduto a Dionisio e Cristofolo Giaquinta per duc.750.
162) Le case erano state di Gio. Fran.co Piluso e Berenice Albani e poi di Alessandro Albani, Acta 37,150; Anselmus 133.
163) Trunce Francesco possiede una casa con casaleno in par. S. Pietro conf. le case di Titta Mezacroce ed il muro di Luccio Pitera’, che da’ in dote alla figlia Joannella, che sposa Nicola Curcio di Papanice, vedova di Paolo Mele, ANC.229,1655,85.
164)
165)
166)
167) Anselmus 75; Acta 105v.
168) Case che furono del chierico Domenico de Labrutis oggi di Marc’Antonio Benincasa, sacerdote di Mesoraca, rettore della chiesa di S. Leonardo e S. Maria del Mare, Anselmus 16, 52, 104; Pervenuta in eredita’ a G. Schifano che ne vende due casaleni a F. Lucifero attaccati alla sua casa e quella del Lucifero e strada mediante il palazzo del marchese e quello dei Montalcini, ANC.663,1731,46-47.
169) ANC.497,1701,77-79; La chiesa di S. Naina possedeva nel 1597 un censo perpetuo annuo di 5 carlini sul vignale Maccuditi. Venuta meno la chiesa il censo passo’ alla chiesa parrocchiale di S. Pietro e Paolo, ANC.611,1713,77-78;La vecchia parrocchiale di S. Nayina o Nargina o Narghina venne soppressa alla fine del Cinquecento dal vescovo Lopez.
170) Casa eredi qm. Gio. Paulo Labruto seniore hoggi di Domenico de Labrutis conf. le case del qm. Squillace hoggi di Tomaso Sculco, Acta 135v; ANC. 496,1702,56-59.
171) Acta 71,158; Anselmus 83.
172) Casa dotale di Antonio Suriano in par. S. Pietro e Paolo fu della famiglia Barraca qm. Felice iuxta la casa della famiglia Aragona Hyacinto via mediante e di Tomaso Sculco olim qm. Joseph Squillace via mediante, Acta 49v; Palazzo di Antonio Suriano, sposato con Antonia Barraco, in par. S. Pietro e Paolo confina il palazzo di Giacinto Aragona ,quello di Tomaso Sculco e quello dell’eredi del qm. Pietro Soriano, ANC.611,1712,72.
173) Case furono di Giulia Pitera’ poi di Gio. Batt.a o Titta Ajerbis d’Aragona oggi del figlio Giacinto Aragona, Acta 149v.
174) Anselmus 82.
175) Gio. Batt.a Ayerbis de Aragona possiede una continenza di case consistenti in piu’ e diversi membri inferiori e superiori et cortiglio coperto et casaleno con la loggetta sito in par. S. Petro confine li muri di questa citta’, ANC.108,1647,81.
176) La casa dei Riccio “isolata con piu’ e diversi membri inferiori e superiori” in par . S. Pietro confinava via p.ca mediante il palazzo di Giacinto Aragona, di Tomaso Sculco e dell’heredi di Pietro Suriano et affacciante nelle mura delle fontanelle, ANC.612,1715,191.
177) ANC. 611,1712,11; G. Ayerbis d’Aragona costruisce un camerino attaccato alle sue case e a quelle di Capocchiano dalla parte delle mura, ANC.612,1719,93.
178) Anselmus 126.
179) Acta 87v; Bertuccia Cesare compera da Josepho Mandello una casa terranea in par. S. Salvatore conf. quella di Josepho Thesoriero. La casa era appartenuta a Fernandes, ANC.253,1668,91; Francesco Lucifero, figlio del marchese Fabrizio, compera da Maria Sacco due casette in par. S. Pietro e Paolo confine le case che furono delli qm. Labrutis, hoggi del rev. Marc’Antonio Benincasa, vicino le case di Francesco Torromino olim Castelliti stricto mediante e vicino le case del m.co Domenico Capocchiano via p.ca mediante, ANC. 497,1705,50-52.
180) Le case portate in dote da Lucretia Berlingieri erano state in precedenza del capitano Mendicino, Acta 57v,145.
181) Suriano Felice possiede un palazzo in par. S. Margarita conf. la casa dell’eredi di Pietro Abate ed il vescovato e facci fronte un altro palazzo fu del qm. Anibale Berlingieri che al presente sta fabricando Alessandro Albano, ANC.153,1672,30; ANC. 253,1670,87.
182) Casa di Quinto Caparra hoggi dell’Albani incorporata al palazzo dell’heredi della qm. Lucretia Berlingieri moglie di Alessandro Albani in par. S. Margarita,Acta 88v; Anselmus 91.
183) Anselmus 82,Acta 153; ANC. 336,1689,34.
184) Acta 57v; Anselmus 52.
185) Case di Vittoria Ralles in par. SS. Pietro e Paolo furno di Scipione Suriano hoggi di Mutio Manfredi, Acta 137v; Marco Manfreda possiede un palazzo ereditario con l’uscita avanti la porta piccola della chiesa cattedrale, Catasto Cotrone 1743; Il Palazzo di Muzio Manfredi poi dei figli (Filippo,Carlo e Marco) vicino alla cattedrale confinava stricto mediante col palazzo de Sig.ri Albani, ANC. 1063,1750,24.
186) Acta 31; Anselmus 130v.
187) ANC. 496,1704,12.
188) ANC.497,1703,59-60.
189) Acta 91v.
190) Anselmus 99.
191) Case del qm. Leonardo Basoino poi di Maria Evia Leon e Antonio Carpentiere e quindi comprate dall’eredi di Caivano da Paolino Manfreda, Anselmus 27,130; Acta 91v; Gio. Batt.a Caivano compera un palazzo vicino ” consistente in una sala grande e quattro camere ed altrettanti membri inferiori, cortiglio, scala di pietra, cisterna e due casaleni , sito e posto in loco anticamente detto il quartiere nella par. S. Margarita confine il palazzo di detto Caivano, case di Giuseppe di Falco, case di Ciriaco Tesoriero. Il palazzo era stato della qm. Maria d’Evia e passato in eredita’ alla qm. Veronica Longobucco e da questa venduto a Giuseppe Caruso di Catanzaro che l’aveva rivenduta al Caivano, ANC.497,1703,59-60.
192) I fratelli Dionisio e Lorenzo Pipino possiedono ” un palazzo consistente in piu’ e diversi membri superiori ed inferiori con cortile e scala dove al presente habitano; un altro palazzo attaccato al p.tto consistente parimenti in piu’ membri superiori e inferiori con cortile e scala al presente locato da piu’ anni a Gio. Dom.co Tramonte ed altri; ed un’altra continenza di case attaccate dall’altra parte al d.o primo palazzo sopra il cortile del med.mo quali al presente si locano a Giacinto Campoliti”, ANC.497,1702,39.
193) La casa passo’ poi ad Ignatio Carranza, Anselmus 78.
194) Anselmus 72.
195) Gio. Paulo Pipino, aristocratico ricopri’ molte cariche. Fu sindaco dei nobili e mastro giurato. Nel 1668 sposo’ Dianora Suriano, ANC.335,1680,15;333,1674,59.
196) Acta 106;Anselmus 72.
197) Case del mastro fabricatore Gioseppe Messina hoggi patrimoniali del sacerdote Onofrio Messina, Acta 147; ANC.335,1682,39.
198) Isidoro Scarnera, agente del duca di S. Severina, era figlio di Nicolo’ Francesco, confratello della confraternita del Rosario e sindaco del popolo. Come il padre ricopri’ numerosi incarichi pubblici. Fu sostituto guardiano del ponte della citta’ ed eletto del popolo, ANC.335,1684,46;ANC.335,1683,45; ANC.334,1679,24; Casa di Gio. Franc.o di Franco poi di Gio. Fran.co Scarnera oggi di Isidoro in par. S. Veneranda, Acta 147.
199) Acta 161v.
200) Figlio di Scipione e di Hippolita Barricellis e sposato con Vittoria Suriano, ANC.334,1679,256; Acta 125.
201) Casa di Lucrezia Iuzzolino poi del sacerdote Gio. Varano , quindi del parroco Teofilo Varano, Acta 100,101v; Anselmus 17, 70, 98.
202) Acta 100v.
203) Le case erano state prima parte del qm. Gio. Batt.a Suriano Ralles e parte dell’arciprete Syllano e portate da Francesca Suriano in dote a Bernardo Mirante di Sellia che le aveva vendute al Boffa, Acta 88v, 143.
204) Erano state di Gio. Vincenzo Triolo e poi di Gio. Pietro Simina, Acta 135v, Anselmusw 56.
205) Acta 111,112.
206) Anselmus 69,75.
207) Le case del qm. Carlo Montalcini oggi di Valerio, Acta 138; Anselmus 49.
208) A. Granello, A. Sans e B. Granato protestano innanzi il cortiglio di G. Lucifero perche’ questi ha fatto cavare sotto li pedamenti delle loro case dotali poste in par. S. Salvatore vicino alle case dell’eredi del qm. Horatio Gulli, ANC.253,1670,50; A. Granello vende la casa a G. Lucifero, ANC.333,1673,14.
209) Casa della famiglia Gulli ora degli eredi del qm. Mutio de Vito,Acta 55; La casa del qm. H. Gulli passo’ a Lucretia Ventura , moglie di Giuseppe Gulli e poi al chierico Gio. Catalano alias Castagnino, ANC.333,1673,16; Acta 92.
210) La casa palaziata di H. Carcea confinava inoltre con le case di Tomaso Capocchiano, ANC. 497,1701,1.
211) La domuncula confinava inoltre con le case poi palazzo di Fausto Beltrano e del qm Domenico Zetera. Quest’ultima passo’ a Marco Zetera e quindi a Filippo Faranda ed Anna Magno, ANC. 497,1701,58v; ANC.497,1708,7; La casa da Diego di Monte fu venduta ad Antonio Avarelli, il quale il 12.7.1714 la rivendette al reverendo Antonio Gatto di Rossano, ANC.611,1714,133.
212) ANC. 660,1719,23.
213) ANC. 497,1706,67v.
214) ANC. 663,1730,56v.
215) La casa confinava con le case dell’heredi del qm. Gio. Fran.co Morello e le case dell’heredi del qm. Antonio Rugeri ed era posseduta dalla qm. Madama Perna che per essere piu’ alta delle case convicine si chiamava la torretta di Madama Perna, ANC.611,1714,118.

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