L’abitato di Cropani dagli atti di un notaio della seconda metà del Cinquecento

Cropani (CZ).

Alla fine del Seicento Giovanni Fiore descrivendo l’origine di Cropani così si esprime: “Convien addunque altronde trarre l’origine di quella Terra, e perciò si vuol sapere, che dove oggidì stà ella piantata, né secoli più in là, s’intralciava un foltissimo bosco, esposto à molti pericoli, non tanto di fiere, quanto d’Uomini dati à i ladronecci, à gl’omicidii, e somiglianti misfatti: ed essendo per altro, il luogo necessariissimo à frequentarsi per la vicendevole communicazione di Belcastro, di S. Severina, di Cotrone, e d’altre Città di là, con l’altre di qua, Trischine, Squillaci, Ippone, Locri, ed altre, vi fu piantata una Torre, che pur ancora si vede, e per la qualità del sito pericolante, detta del mal passo, ordinandosi, che abitata fosse da gente destinata alla guardia di quel tratto.[i]

 

La decadenza

Cropani dopo un aumento della popolazione nella prima metà del Cinquecento andò incontro alla decadenza e allo spopolamento, che si accentuarono negli ultimi anni del secolo.[ii] Cause principali furono oltre alla forte tassazione baronale e regia, il succedersi di annate scarse e calamitose e le micidiali epidemie, delle quali troviamo ampia testimonianza nelle pagine del Fiore e del notaio locale Pietro Giovine.[iii] Concorsero alla decadenza anche il saccheggio dei Turchi e dei banditi.

Nel Cinquecento Cropani fu feudo dei D’Avalos (Costanza e Alfonso), degli Aragona (Ferdinando, Antonio, Pietro, Antonio), dei Ferrari (Pietrantonio e Fabrizio) ed infine dei Sersale (Antonino).[iv] Da un “Relevio” veniamo a conoscenza che nel 1544 le entrate baronali alla morte di Antonio de Aragona Duca di Montalto erano costituite dal “Tenimento de Santo Joanne”, dalla “Baglia”, dal “molino dela Corte”, dalla “Mastrodattia” e dal feudo di “Borda” (che si trovava in territorio di Zagarise); vi erano poi i censi quasi tutti in grano, ma essi erano stati donati dalla principessa di Francavilla Costanza d’Avalos (1460-1541) al suo cappellano.[v]

Sigillo dell’università di Cropani.

 

Una supplica dell’università di Cropani al vicerè

Le cause del progressivo peggioramento della situazione economica di Cropani nella seconda metà del Cinquecento sono evidenziate da una supplica dell’università al vicerè, nella quale chiede di essere esentata dalla fornitura di due carri. Nel 1578 Cropani, come altre università vicine, risulta tra le terre che devono fornire carri per il “compimento della fabrica del belguardo del castello et della cortina dela Citta de Cutrone”. Essendo tassata per 403 fuochi deve fornire due carri.[vi]

Alcuni anni dopo l’università si rivolge alla Regia Camera della Sommaria per essere esentata da tale “angaria”. L’otto novembre 1585 fa presente le numerose spese che deve sostenere ed inoltre deve riparare le mura “per li continui assalti di turchi et fuorasciti”.

“Molto Ill.re S.r luoc.te da parte della uni.ta et homini della T.ra di Cropane della prov.a di Calab.a ultra s’fa intendere a v.s.m. Ill.e come ogni giorno sono travagliati dall com.rio della fabrica di Cotrone ad portare la frasca per la fab.a p.tta non havenno riguardo alla sua gran povertà che per d.a fabrica sono falliti e stanno con la comp.a di spagnoli sop.a le spalle et loro hanno grandissimo bisogno reparare le mura de d.a t.ra per li continui assalti di turchi et fuorasciti et sta alla marina T.ra di passo che ogni giorno sono travagliati dal passar delli Carrugi et delli soldati a piedi et a cavallo che sono tutti rovinati a fatto suplicano a v.s.m. resti ser.ta provedere che non sia angariata per la d.a causa tanto pio che adesso se fanno le semente et li poveri bovi non ponno suplire all’ bisogno delle p.tte semente, et havera ad gra. Di s.m.”[vii]

Per avere un’idea delle tasse che l’università doveva versare si riportano quelle dell’annata 1564/1565. In quell’annata Cropani, già in forte debito con il fisco, risulta tassata per 403 fuochi per un importo dei 608 ducati tari 2 e grana 13. Oltre a questi denari doveva per ogni fuoco versare grana 48 per la paga della fanteria spagnola, altre 78 grana e mezzo per un donativo per il Re, grana 13 e 1/12 per la paga del Barricello di campagna, ed altri grana 8 e 5/12 per il donativo al principe di Spagna e duca di Calabria.[viii]

Sigillo della Collegiata di Santa Maria di Cropani.

 

L’abitato nella seconda metà del Cinquecento

L’abitato di Cropani alla metà del Cinquecento era composto dalla “Terra” e dal “Burgo”. Due realtà economicamente e socialmente nettamente ben distinte e con datazioni diverse. Il nucleo antico si sviluppò attorno all’antica torre e alla chiesa di Santa Maria Assunta. In seguito con l’aumento della popolazione nei primi decenni del Cinquecento prese forma un abitato fuori mura detto borgo. “Così addunque abitandosi, si di dentro, si di fuori, vi furono all’intorno piantate molte case, le quali col tempo cresciute in mediocre abitazione, per più difesa venne cinta di mura; e niente meno coll’andar degli anni, correndovi à gara la gente, trattavi dalla fertilita del terreno, si allargò di fuori, oltre dal recinto delle mura.”[ix]

Santa Maria di Cropani (CZ).

 

La chiesa collegiata di Santa Maria

La chiesa arcipretale di Cropani fin dal Medioevo fece parte della diocesi di Catanzaro.[x] In una supplica del novembre 1444 al re Alfonso d’Aragona sceso in Calabria per reprimere la ribellione del marchese di Crotone Antonio Centelles, l’università di Cropani chiedeva che “la Ecc.a sancta maria de cropani et tucto lo clero dela dicta Ecc.a et ca la dicta Ecc.a non have rendite nullo adtale che la gloriosa vergine maria ve sia sempre favoribili concedere et dotare la decta Ecc.a de salmate vinte de grano et lo terreno de la mai.ta vostra quale e a cunnino”.[xi]

Nei primi anni del Cinquecento, essendo feudataria di Cropani la contessa di Belcastro Costanza D’Avalos, la sua “Maggiore” chiesa, intitolata a Santa Maria Assunta, è collegiata,[xii] arcipretale ed unica parrocchiale ed è di ius patronato del feudatario,[xiii] il quale presenta in caso di mancanza tutte le dignità ed i canonici al vescovo che li approva e li insedia. Componevano il capitolo della collegiata le tre dignità, cioè l’arciprete, che era la dignità principale,[xiv] il cantore[xv] ed il tesoriere,[xvi] ed i nove canonici.[xvii]

All’interno del tempio vi erano numerose cappelle oltre a quella del SS.mo Sacramento[xviii] vi erano quelle di ius patronato delle famiglie, tra le quali la cappella con altare di San Giovanni Evangelista della famiglia “de actino”,[xix] quella di Santo Stefano delle famiglie Liotta e Galzarano,[xx] quella di Santo Bartolomeo della famiglia “de ficibus”[xxi] e quella della Natività.[xxii]

Accanto alla chiesa vi era il campanile. Il “Campanaro” il 18 gennaio 1570 subì gravi danni a causa di un fulmine, “che fattolo in pezzi, lo fè volare in molte parte distanti”.[xxiii] Nelle vicinanze “in pede lo campanaro” e davanti la chiesa, vi erano la casetta di Marco Antonio Voldino e Cesare Codispoti, la casa di Antonia Talarico,[xxiv] la casa di Gio. Bartolo Scordillo “con catoyo e tapeto”,[xxv] la casa di Francesco de Duardo, la casa degli eredi di di Alfonso Galario[xxvi] e le case palaziate della famiglia nobile dei Cosentino.[xxvii]

Lavori alla collegiata sono segnalati nella parete esterna dell’abside dove è incisa la data 1582 e nella iscrizione sulla torre divenuta campanile, forse la data della consacrazione dopo grandi lavori di ampliamento.

Cropani (CZ), chiesa di Santa Maria. Particolare della data “1582” incisa su una parete esterna.

 

La Torre

La torre di Cropani, uno degli elementi più importanti del primitivo nucleo abitativo, è presente già alla metà del Quattrocento. Luogo di difesa e di rifugio nella via che collega la città di Crotone e la città di Catanzaro è anche prigione, come evidenziano le richieste dell’università al re Alfonso.[xxviii]

Durante la seconda metà del Cinquecento nelle sue vicinanze vi erano alcune case (di Lucrezia delo Monaco e di Antonina de Tiberi)[xxix] e le case palaziate del feudatario Fabrizio Ferrari, del nobile Petro Valentino e dell’ecclesiastico Robilio Casizoni.[xxx]

Le due iscrizioni sull’esterno della torre possono fornirci alcune ipotesi sulle sue vicende recenti. L’ iscrizione “1700” è da riferirsi ad alcuni interventi dopo i due terremoti: quello del 1688, che rovinò la vicina Belcastro, e quello seguente del 1691, l’altra “DIE IX MENSIS IUNII MDCCVIII” segna il passaggio da torre a campanile della collegiata. Alla fine del Seicento la torre era ancora isolata dalla collegiata, come testimonia il Fiore “vi fu piantata una Torre, che pur ancora si vede”.

Santa Maria di Cropani (CZ).

 

Rivellino di “Spilungune”

Una cerchia di mura isolava la Terra dal Borgo. Dentro la Terra e presso le mura vi erano le case palaziate dei nobili e degli ecclesiastici, tra le quali quella del nobile Gaspare Cappellino, del m.co Stefano Gualillo, di Francesco de Artore,[xxxi] di Paolo e Marcello Cosentino, del medico Ottavio Gambino, di Tommaso Bruno,[xxxii] dei Marasco, di Giovanni Scordillo[xxxiii] e del m.co Troyano Octino.[xxxiv] La difesa delle mura era potenziata dal “Rebellino de Spilungune”[xxxv] e da fossati.[xxxvi] Una porta grande ed una piccola[xxxvii] collegavano la “Terra” con il “Borgo” e con il territorio. All’esterno e presso le mura nella località detta “la Puchia” vi erano degli orti.[xxxviii]

Tratti delle mura di Cropani inglobati da alcuni edifici.

 

La Terra

Gli edifici che costituivano la Terra erano soprattutto case palaziate, case terranee, “domuncule”, casaleni, “magazeni”, “tapeti”, ecc. Tra le case palaziate sono citate quella dei Modio,[xxxix] dei Bilotta,[xl] degli Ambrosio,[xli] dei Politi,[xlii] dei Nicotera,[xliii] dei Grano,[xliv] dei Gaulillo,[xlv] dei Cosentino,[xlvi] dei De Paula.[xlvii] Abitavano dentro la “Terra” anche le famiglie Sergio,[xlviii] Pettinaro, Abate, Strangi,[xlix] Carroczio, Bell’homo, Valentini,[l] Gambino,[li] Bruno,[lii] Crystella,[liii] De Duardo, Gallario, Greco e Scordillo. Questi ultimi possedevano una casa consistente in due membri seu camere con catoyo e tapeto “olivarum”.[liv] All’interno delle mura c’erano due luoghi particolari: uno detto “culanna”[lv] e l’altro “La Sala”.[lvi] Quest’ultimo, come in altre realtà simili è da identificarsi come il luogo dove era situata la Giudecca.

Cropani (CZ), la Terra murata (A), il Borgo (B) e la viabilità principale nella seconda metà del Cinquecento.

 

Il Borgo

Saccheggiato e bruciato il 12 agosto 1562 da Turchi e l’anno dopo dai forasciti di Re Marcone, il 13 luglio 1586 “ebbe di nuovo addosso i Turchi col sacco di tutto il Borgo, singolarmente del Palaggio di Fabrizio Ferrari Barone”.[lvii] L’abitato del Borgo, non murato, si sviluppò a cavallo e lungo l’importante via che dal Crotonese collegava la Città di Catanzaro e gli abitati del golfo di Squillace. Lungo questo asse viario sorsero nel Cinquecento le chiese delle tre confraternite di San Giovanni Battista, di Santa Maria di Gesù e di Santa Caterina ed i due monasteri francescani di San Francesco dell’Osservanza e quello di San Salvatore.

Cropani (CZ), chiesa di Santa Caterina.

 

La Piazza

La piazza era situata davanti alla porta principale, dove arrivava e si dipartiva la via principale, che arrivava alla porta principale della “Terra” ed attraversava il “Borgo”. Nella Piazza c’erano le “putiche”, i magazzini e le case palaziate dei nobili Cappellano[lviii] e le case dei Nicotera.[lix]

Cropani (CZ), Porta di Terra.

 

La chiesa di San Giovanni Battista

La chiesa della confraternita intitolata a San Giovanni Battista con ospedale per accogliere i pellegrini era situata nella parte superiore del Borgo nella località che dalla chiesa prese il nome di “Santo Ioanne”. Nelle vicinanze della chiesa vi erano numerose case tra le quali quelle del notaio Rafaele Placido, la casa del mastro Federico Delaro, la casa di Antonia de Pulella.[lx] Nella località vi erano numerosi vigneti e qualche orto.[lxi]

Cropani (CZ), chiesa di S. Giovanni Battista.

 

Il convento di San Salvatore

Il convento di San Salvatore dei frati del terzo ordine di San Francesco con cappella di Santa Lucia[lxii] era situato nella parte bassa del Borgo.[lxiii]

Cropani (CZ), chiesa di Santa Lucia.

 

Il convento di Santa Maria del Soccorso

Il convento francescano di Santa Maria del Soccorso detto anche S. Francesco dell’Osservanza con chiesa di S. Rocco fu fondato l’anno 1531,[lxiv] “e l’occasione fu che, travagliando il Regno una fierissima peste, questo publico per tenersene lontano fè voto al santo di fabricargli una chiesa, se lo campasse. Fè il voto, il quale ascoltato, fu fabricata la chiesa, e per suo servizio maggiore, con facolta di papa Clemente VII, vi furono portati questi religiosi.”[lxv] Nelle vicinanze c’era la casa palaziata del nobile Giovanni Alfonso Cosentino, la casa dei Politi,[lxvi] la casa terranea di Gio. Tommaso Gallo e quella Gio. Maria D’Autilla.[lxvii]

Cropani (CZ), arme dei Cosentino sul portale d’ingresso della chiesa di Santa Lucia (in basso) e murata all’esterno delle case di famiglia.

 

Le abitazioni del Borgo

Il Borgo era costituito quasi completamente da case terranee, da poche case palaziate e dal palazzo del feudatario Fabrizio Ferrari.[lxviii] Tra le case palaziate sono citate quella di Iacopa de Politi,[lxix] di Aurelia de Artore,[lxx] dei Nicotera,[lxxi] dei Riczotto,[lxxii] dei Modio,[lxxiii] dei Della Valle,[lxxiv] dei Biamonte;[lxxv] tra le case terranee e “domuncule” quelle dei Pulello,[lxxvi] dei Fabiani.[lxxvii] Vi erano anche le case ed i magazzini dei Binda[lxxviii] e i trappeti di Francesco Jordano e dei Nicotera.[lxxix] Fanno parte del Borgo anche i luoghi “Piano di Maria”,[lxxx] “Pignie”,[lxxxi] Soverello,[lxxxii] detto anche “santo leonardo o vero alli timponi bianchi”,[lxxxiii] e “serrone seu santo joanne”.[lxxxiv] Orti e “viridarii” erano situati vicino alle mura e nel borgo.

Cropani (CZ), il campanile della chiesa di Santa Maria visto attraverso l’arco della Porta di Terra.

 

Il territorio

Percorso dal fiume “Crochia” e dal torrente “Calamo”, detto anche delle “due fiomare”, il territorio di Cropani è attraversato da importanti vie pubbliche tra le quali “la piubica”. Oltre a quella “per quam itur Catanzarum”, vi sono le vie “per quam descenditur ante Ecc.am Santi Leonardi ad marinam”, “per quam discenditur alle fossie et olivitello”, “viam vulgariter dittam de la serra de l’oliva”, quella “per quam itur ad zagmadina”, quella “dittam lo piano de la fico”, la via “che se va ad la basilicata”, quella detta “li critaczi”, la via “deli greci”, “dele molina”, “lo stritto de f.re petro”.

Il territorio è parte piano e parte collinare con piccole pianure (Piano de la Fico, Vado Piano), timponi (Timponi Bianchi), creste e critazi e rari edifici (i Bruno hanno una possessione “cum domibus et cisterna in loco dicto cuda”).

Luoghi recintati (Clausure), “possessioni”, “viridarii” e “vineali” alberati e con alberi da frutto sono presenti in località “Le Fossie”, “Maradia”, “Soberito”, “Cuda”, “Calanna”, “Drialo” “Calanna”, “Zammadina”, “Umbro”, “Pettinato”, “Santo Angelo”, “Pisano”, “Tubulaci” e “Piano de la Fico”.

Tra le coltivazioni spicca quella dell’olivo, che oltre a dare il toponimo a “Serra de l’Oliva”, “Olivito Grande”, “Olivatello di Santa Dominica” e “Olivatello” è presente anche in molte altre località tra le quali “Fossie”, “Santo Nicola”, “Cuda”, “Pignie” seu “Santo Sodaro” e “Drialo”.

Altra coltivazione importante è rappresentata dal vigneto. Le vigne, tranne che nelle località dove si estende l’oliveto, il seminativo ed il bosco, sono presenti su tutto il territorio.

Il querceto domina nelle località Santo Fili, Fallucca, lungo le sponde del Crochia, Pisano e le Fossie; mentre alberi di gelso sono segnalati a Fallucca, le Fossie, Crochia, Abatina e Soberito.

Le terre a semina e pascolo si estendono soprattutto nelle località “Caudara”, “Maradia”, “Soberito”, “Herba Reda”; mentre l’incolto ed il bosco coprono ampie parti delle località Fallucca, “Le Fossie”, le rive del Crocchio e “Soberito”.

Tra gli alberi da frutto predomina il fico che oltre ad essere presente come toponimo (Piano de la Fico), assieme al mandorlo ed al pero si trova nelle località “fallucca”, “la Fontana”, “Abatina”, “Le due Chiese”, Santo Laurentio”, “Gadaro”, Calamo”, “Melina”, ecc..

Tra i prodotti sono da segnalare oltre all’olio, il vino, il grano, le fave, la “ciarchia”, la “linusa”, l’orzo, la bambace, la seta.

Sono presenti alcuni luoghi religiosi: la chiesa di Santa Maria della Misericordia, la chiesa di San Leonardo e l’abbazia di San Lorenzo. Una “grutta” si trova in località Fallucca; vi è una sorgente (la Fontana seu rinecchio”) ed un guado del Crocchia a “Vado Piano” in località Fallucca.

I contratti hanno scadenze in “in foro Santi Fantini”, “in foro mulera”, in “fera de Santo Fazino (Bonifacio), in “foro S.ti Nicolai in die sesto augusti” ed in “foro Santi Laurentii”.

Cropani (CZ), panorama della costa.

 

Luoghi e proprietari

 

Santo Fili

27.3.1584. I m.ci Francesco e Iacopo Braczello possiedono delle terre poste “in loco ditto Santo Fili justa terris p.bteri Julii Jannini, terris Ortentii trusciae et eius fratrum viam pu.cam vulgariter dittam de la serra de l’oliva viam pu.cam per quam itur Catanzarum”.[lxxxv]

30.8.1591.Il chierico Antonio de Nicotera possiede una possessione arboratam arboribus sicomorum cum vinea et aliis arboribus in loco ditto zammadina iusta terras io.s Antonii puliti iusta terras io.is pauli faragho de civitate tabernae”. Un’altra continenza di terre “in loco ditto la petra intronata seu berbareda iusta terras mayoris Ecc.ae dittae terrae terras habatiae santi laurentii”. Un’altra continenza di terre “in loco ditto Santo fili arboratum arboribus sicomorum et cerquetorum iusta terras Cl.i Io.is Iacobi trusciae terras m.ci marci aurelii trusciae”. Un’altra “clausuram cum cerquis amidalis et olivis in loco ditto le fossie”. Un olivito in loco ditto santo nicola iusta olivitum heredis q.dam m.ci gesuini cosentini olivetum francisci iordani”.[lxxxvi]

 

Canale

17.4.1584.Il chierico Laurenzio de Nicotera possiede “vinea et terris … loco ditto lo canale justa vineam her.m q.dam sir bap.tae valentini m.ci q.dam pauli grani”.[lxxxvii]

4.10.1589. I de Nicotera possiedono “continentiam terrarum in loco ditto sopra lo canale iusta vineam iacobi antonii strangi terras v.li cappellae santae mariae de misericordia de demo de timpune cuisdam petii terreni santi timponi vineam alonzi de mauro politi”.[lxxxviii]

 

Fallucca

9.1.1585. I coniugi Paolo Scordillo e Cornelia Cappellino possiedono le “vineas terras et clausuras in loco ditto fallucca iusta clausuras dittas de maradia terras santae mariae mayoris Ecc.ae praedittae vineam parvae filiae q.dam thomae de iordano terrenum de plano donnae aureliae scordillae”.[lxxxix]

2.3.1588.Bartolo Scordillo possiede una continenza di terre “arboratam de diversis arboribus in loco fallucca confine la vinea de l’herede del q.dam horentio gallo le terre dela magior ecclesia de detta terra nominate de maradia”.[xc]

10.3.1588. Bartolo Scordillo possiede la “vineam vitatam et arboratam arboribus sicomorum et aliis arboribus et cum quamdam continentiam nemorosa dicta alli pendenti di crochia acqua fundenti verso vado piano loco fallucca iusta terras et costas innocentii prothopapa vineam et terras ipsius scordilli flumen crochiae”, così confinata: “una mendola grande d’alto et va a ferire ad una cersa”.

28.3.1588. Bartolo Scordillo possiede la “vineam arboratam cum terreno contiguo nemoroso et cum la grutta in loco dicto fallucca iusta aliam vineam fran.ci zagariae”.[xci]

19.2.1591.Gio. Bartolo Scordillo possiede “partem terreni cum arboribus sicomorum ficuum et aliorum arborum in loco ditto fallucca iusta vineam et pastinum fran.ci vivacquae clausuras de maradia clausuras et terras ipsius io.is bartoli vineam iois thomae gualilli”.[xcii]

19.2.1591. Gio. Bartolo Scordillo possiede “partem vineae cum costis nemorosis in loco de fallucca iusta aliam partem petri iois de nardo et alias vineas et costas ditti iois bartoli flumen crochiae limitatam lorento petro ioes de nardo de uno celso che e al termino et va ad ferire ad una cersa et de detta cersa va ad ferire ad un’altra cersa ch’e che e allo vido et da la detta cersa va a ferire alla petra de la machia del fiume allo lavaturo et confine esso io bartulo principia per mezo una fico nigra et va a ferire ad una cersa et de la cersa deritto lo vallone vallone va ad ferire allo fiume di crochia”.[xciii]

19.2.1591. Gio. Bartolo Scordillo possiede “continentiam terrarum cum vineam et cum grutta et cum costis nemorosis in loco ditto fallucca … la parte con la grutta incomenzando de la vignia di d’ant.o garcea confine esso gio. bartolo limitata d’uno celso et va ad ferire ad una cerza e di detta cersa va ad ferire ad un’altra cersa che e allo vido et de detta cersa va a ferire ad una petra grande ch’e alla machia de lo fiume”.[xciv]

 

Le Fossie

7.6.1586. Il m.co d.no Hieronimo Carrafo utile domino del feudo “de la leporina santi nicolai”, posto in territorio di zagarise possiede un piccolo terreno in territorio di Cropani “capax duorum tumolorum tritici in circa in loco dicto la fontana cum tribus arboribus olivarum iusta Ecc.am de donno de timpono sub vocabulo santa maria de la misericordia viam pu.cam per quam discenditur alle fossie et olivitello et aliam viam pu.cam per quam descenditur ante Ecc.am Santi Leonardi ad marinam incultum sassosum et infertilem”.[xcv]

7.11.1590.I fratelli Riczotto possiedono “una vignia arborata e vitata de diversi viti e arbori in loco ditto pisano confine le vignie de donno cola pagano la vigna di silvestro corvaro le chiuse de maradia; una salmata di terre aratorie in loco ditto caudara confine le terre del m.co petro de cosenza; uno vignale arborato di celzi in loco ditto crochia; uno vignale arborato di celzi in loco soberito; un vignale in loco ditto le fossie arborato cesine le terre di rodorico de biamonte; uno pede di fico in loco ditto tovolaci”.[xcvi]

30.8.1591.Il chierico Antonio de Nicotera possiede una “possessione arboratam arboribus sicomorum cum vinea et aliis arboribus in loco ditto zammadina iusta terras io.s Antonii puliti iusta terrasio.is pauli faragho de civitate tabernae”. Un’altra continenza di terre “in loco ditto la petra intronata seu berbareda iusta terras mayoris Ecc.ae dittae terrae terras habatiae santi laurentii”. Un’altra continenza di terre “in loco ditto Santo fili arboratum arboribus sicomorum et cerquetorum iusta terras Cl.i Io.is Iacobi trusciae terras m.ci marci aurelii trusciae”. Un’altra “clausuram cum cerquis amidalis et olivis in loco ditto le fossie”. Un olivito in loco ditto santo nicola iusta olivitum heredis q.dam m.ci gesuini cosentini olivetum francisci iordani”.[xcvii]

15.6.1585. Tommaso Valentino possiede una “clausuram arboratam arboribus domitis et indomitis et nemorosam sitam et positam in loco ditto le fossie iusta terras m.ci Roderici de Biamonte terras m.ci octavii grani dittas dela valle de neri”.[xcviii]

Panorama della campagna presso Cropani (CZ).

 

Umbro

27.8.1585. Il nobile Alfonso de Liotta possiede “vineis et terris positis in loco dicto umbro iusta vineam et terras m.ci thomae faragho terras m.ci alfontii scordanti terras m.cae fran.cae garaffe … alia vinea arborata loco dicto lo suberito iusta terras m.cae fran.cae garaffae terras m.ci marcelli cosentini terras R.di petri dela valle Ar.”.[xcix]

8.2.1586. Portia de Optino vedova del m.co Tommaso Faragho possiede “terras cum arboribus sicomorum et aliorum arborum in loco dicto umbro iiusta terras m.ci alfonsii scordantis vineas et terras alfonsii liottae terras santi timponis terras ven.lis cappellae sir petri de la valle Arc. viam p.cam per quam itur ad zagmadina”.[c]

28.1.1589. I fratelli marasco possiedono delle possessioni “in loco dicto umbro et suberito”.[ci]

 

Pantana

18.9.1585. Gio. petro de cosentia possiede le “terras dictas le pantana seu crochia”.[cii]

 

Crochia

18.9.1585. Gio. petro de cosentia possiede terras dictas le pantana seu crochia”.[ciii]

4.10.1585. il m.co Vincenzo Maczaccaro possiede “continentiam terrarum arboratam arboribus sicomorum in loco ubi dicitur crochia seu serravalle vel cipulla iusta terras ven.lis cappellae siri Petri de la Valle terras Abadiae S.ti Laurentii dictae terrae flumen Crochiae viam pu.cam”.[civ]

13.8.1586.Gesoino Cosentino possiede certas terrarum continentias cum arboribus sicomorum in loco dicto cipula iusta terras ve.lis cappellae de li gargani terras abatiae santi laurentii dictae terrae flumen crochiae viam pu.cam”.[cv]

10.3.1588. Bartolo Scordillo possiede “vineam vitatam et arboratam arboribus sicomorum et aliis arboribus et cum quamdam continentiam nemorosa dicta alli pendenti di crochia acqua fundenti verso vado piano loco fallucca iusta terras et costas innocentii prothopapa vineam et terras ipsius scordilli flumen crochiae” così confinata: “una mendola grande d’alto et va a ferire ad una cersa grande et ad una pirayina et tira diritto ad una cersetta abascio et tira la cresta de la cesina verso vado piano”.[cvi]

7.11.1590.I fratelli Riczotto possiedono “una vignia arborata e vitata de diversi viti e arbori in loco ditto pisano confine le vignie de donno cola pagano la vigna di silvestro corvaro le chiuse de maradia; una salmata di terre aratorie in loco ditto caudara confine le terre del m.co petro de cosenza; uno vignale arborato di celzi in loco ditto crochia; uno vignale arborato di celzi in loco soberito; un vignale in loco ditto le fossie arborato cesine le terre di rodorico de biamonte; uno pede di fico in loco ditto tovolaci”.[cvii]

19.2.1591. Gio. Bartolo Scordillo possiede “portionem vinae arboratam arboribus sicomorum ficuum aliorum arborum et cum costis nemorosis contiguis iusta vineam et costas iois thomae gualilli alias clausuras seu costas et terrenum ipsius iois bartuli iusta flumen (crochiae) la crista crista acqua fundente verso vado piano dove se dice la cesina”.[cviii]

19.2.1591. Gio. Bartolo Scordillo possiede “partem vineae cum costis nemorosis in loco de fallucca iusta aliam partem petri iois de nardo et alias vineas et costas ditti iois bartoli flumen crochiae limitatam lorento petro ioe de nardo de uno celso che e al termino et va ad ferire ad una cersa et de detta cersa va ad ferire ad un’altra cersa ch’e che e allo vido et da la detta cersa va a ferire alla petra de la machia del fiume allo lavaturo et confine esso io bartulo principia per mezo una fico nigra et va a ferire ad una cersa et de la cersa deritto lo vallone vallone va ad ferire allo fiume di crochia”.[cix]

 

Fornella

24.2.1586. Nicola Antonio de Ambrosio possiede “vineam vitatam arboratam arboribus sicomorum aliorum arborum in comuni et indiviso cum leone de ambrosio sitam et positam in loco dicto le fornella iusta vineam heredum q.dam jois ferdinandi maczaccari vineam m.ci roberti maczaccari via vicinali mediante possessionem m.ci troyli cappellini viam pu.cam”.[cx]

16.11.1588. Petro de Cosentia possiede “quoddam vineale arboratum varis arboribus domitis et indomitis in loco dicto alle fornella seu drialo iusta la vignia de l’heredi q.dam iois ferdinandi maczaccari vineam m.ci fran.ci maczaccari vineam m.ci rodorici de biamonte”. Rogerio Truntio possiede “vineale arboratum arboribus mororum ficuum aliisq. Arboribus in loco dicto le strichie iusta vineale m.ci pauli cosentini vineale iois pauli de biamonte”.[cxi]

 

Lo Salvatore

17.3.1586. Ioannes de Mayo possiede “vineale positum in loco dicto lo salvatore seu mammisso iusta vineam ioannes michaele de la rocca iusta vineam ioannis thae soldani”.[cxii]

25.9.1589. Il m.co d.no Diomede Cappellino UJD possiede il “vineale cum arboribus in loco ditto Santo sodaro iusta vineale R.di Iois maczaccari”, ed un altro “vineale in loco dicto lo salvatore seu mammisso”.[cxiii]

10.12.1591.Thomas Soldano possiede una “vinea in loco ditto lo salvatore seu mammisso iusta vineam sir. Ottavio verio terrenum camillae pulello”.[cxiv]

14.2.1591. Rogerio Trunzo possiede “vineam arboratam variis arboribus et vitatam in loco ditto lo salvatore iusta vineam io.is batt.ae scordilli vineam felicis de ambrosio … redititiam v.li monasterio sant.mi salvatoris”.[cxv]

 

Serra de l’Oliva

27.3.1584. m.ci Francesco e Iacopo Braczello possiedono delle terre poste “in loco ditto Santo Fili justa terris p.bteri Julii Jannini, terris Ortentii trusciae et eius fratrum viam pu.cam vulgariter dittam de la serra de l’oliva viam pu.cam per quam itur Catanzarum”.[cxvi]

22.4.1586. Ioannes Laurentio de Modio possiede “terris suis et vinealibus de la serra de l’oliva iusta terras et vinealia her.m q.dam not.ii ioannis Pauli cappellini terras et vineam nardi de modio”.[cxvii]

31.10.1586. Il m.co Gio. Bartolo Cappellino possiede una possessione “arboratam arboribus sicomorum aliorumque arborum in loco pettinato seu fuscuno iusta vineam thomae scordantis vineam d. alfonsii cacciafore vineam jois fran.ci maczaccari via vicinali clausuras m.ci alfonsii scordantis viam pu.cam per quam itur alla serra de l’oliva”.[cxviii]

 

Lo Piano de la fico

11.5.1586. I de Grano possedevano terre poste “in loco lo piano dela fico seu nzoyeria iusta viridarium heredum q.dam ioannis alfonsi carusii terras santissimi sacramenti dictae terrae viam pu.cam dittam lo piano de la fico”.[cxix]

 

La Fontana

7.6.1586. Il m.co d.no Hieronimo Carrafo utile domino del feudo “de la leporina santi nicolai” posto in territorio di zagarise, possiede un piccolo terreno in territorio di Cropani “capax duorum tumolorum tritici in circa in loco dicto la fontana cum tribus arboribus olivarum iusta Ecc.am de donno de timpono sub vocabulo santa maria de la misericordia viam pu.cam per quam discenditur alle fossie et olivitello et aliam viam pu.cam per quam descenditur ante Ecc.am Santi Leonardi ad marinam incultum sassosum et infertilem”.[cxx]

17.4.1590. Il m.co Ottavio grano possiede “petium terreni cum arboribus sicomorum ficuum in loco ditto la fontana seu lu rinechio iusta terreni pulibii bruno vineam presbyteri iacubi piculi”.[cxxi]

 

Santo Angelo

11.8.1586. Marco Antonio Voldino possiedono una “vinea in loco dicto santo angelo confine la vigna de alfonso liotta la vigna di colella luzante la vigna di ioanne alfonso lu russo”.[cxxii]

28.1.1589. Alfonso Liotta possiede una possessione nominata “santo angelo vitata et arborata diversis arboribus iusta possessionem r.di marci antonii valdini possessionem r.di marci antonii cappellini vineam q.dam cesaris de ambrosio vineam alfonsii de modio”.[cxxiii] La possessione di santo angelo era gravata di un censo di grana 10 all’abbazia di San Lorenzo e grana 16 alla chiesa maggiore.

29.8.1591.Io. Alfonso de lo Russo possiede “Vineam in loco ditto Santo Angelo seu le tracara (?) iusta vineam presbiteri Marci antonii valdini vineam berlingerii greci”.[cxxiv]

 

Lo Incaro

2.9.1586. La m.ca Lucretia Russetto vedova del m.co Francesco Cappellino possiede un “vineale arboratum arboribus sicomorum aliisque arboribus positum in loco dicto lo incaro”.[cxxv]

 

Abatina

7.9.1586. Donna Iacopa de Politi vedova di di Ioanne Andrea Politi, possiede “vinealem arboratum in loco dicto abatina”.[cxxvi]

1.10.1586. Beatrice de Barbaro possiede un “vineale cum arboribus ficuum sicomerum pirorum in loco dicto godaro iusta vineam et terrenum iulii pisani difensam dicta de abatina”.[cxxvii]

3.7.1588. I fratelli politi possiedono “un pezzo di terreno arborato di celsi et altri arbori in loco ditto abatina confine lo fiume de le due fiomare”.[cxxviii]

18.8.1590. I fratelli Iuvine possiedono il “vineale arboratum arboribus sicomorum pirorum ficuum cesararum et aliis arboribus in loco ditto abatina iusta bona prosperi scaglioni iusta possessionem pauli cristellae”.[cxxix]

 

Pisano

25.9.1586. Paolo de Crestella possiede una possessione posta “in loco dicto pisano iusta vineam m. patritii maraschi vinealia m.ci fran.ci galzerani”.[cxxx]

2.3.1590. Paolo de Cristella possiede la “possessionem arboratam arboribus sicomorum cerquarum aliorum arborum domitis et indomitoris in loco ditto pisano iusta vineam m.ci patritii maraschi vinealia et costas m.ci fran.ci galzarani vineam federici de iac.o de civitate tabernae et abascio iusta vineam heredum q.dam nicolai de yimigliano alias de cramagliera”.[cxxxi]

7.11.1590.I fratelli Riczotto possiedono “una vignia arborata e vitata de diversi viti e arbori in loco ditto pisano confine le vignie de donno cola pagano la vigna di silvestro corvaro le chiuse de maradia; una salmata di terre aratorie in loco ditto caudara confine le terre del m.co petro de cosenza; uno vignale arborato di celzi in loco ditto crochia; uno vignale arborato di celzi in loco soberito; un vignale in loco ditto le fossie arborato cesine le terre di rodorico de biamonte; uno pede di fico in loco ditto tovolaci”.[cxxxii]

1.7.1591. Il nobile Io. Francesco Maczaccaro possiede la possessione detta pisano che fu di paulo cristella.[cxxxiii]

29.12.1590. Io. Thoma e Hieronimo Valentino possiedono il “vineale vacuum in loco ditto pisano seu li timponi bianchi iusta vineam horatii cappellini vineam heredum q.dam iulii sergi possessionem iois fran.ci maczaccaro”.[cxxxiv]

 

Ciorleo

11.10.1586. Il giudice Pietro Pinello possiede la “vineam arboratam arboribus de mendole fico pira aliis arboribus vitatam in loco dicto ciorleo iusta vineam ioannis laurentii de abate vineam her. q.dam m.ci roberti maczaccari”.[cxxxv]

9.8.1591. Io. Petro Pinelli possiede la “vineam in loco ditto ciorleo (ciurleo)”.[cxxxvi]

 

Le due Chiese

19.5.1588. Gio. Alfonso de lo Russo possiede la “vineam cum terreno vacuo contiguo vitatam et arboratam arboribus sicomorum ficuum aliorum arborum in loco dicto alle due Ecc.ae iusta possessionem presbyteri marci antonii veldini vineam nicolai de lo zente vineam mag.ri berlingeri greci caruli carroczi”.[cxxxvii]

1.7.1591. Il clerico ferdinando sinatora possiede “petium terreni cum pastino noviter pastinato et cum nonnullis arboribus in loco ditto le due Ecc.ae iusta terras mayioris Ecc.ae dictae terrae ex duobus lateribus viam pu.cam”.[cxxxviii]

28.2.1591.Iulia de Catalano possiede “pertionem terreni aratorii circiter unius tumulatae posita ubi dicitur le due Ecc.ae seu maradia iusta aliam partem terreni francisci delo moyo et laudonia de catalano eius sororis et cognati aliam partem ger.mi pinelli et laurae de catalano patem alteram minicae de catalano eius sororis et terrenum gabrielis carusi”.[cxxxix]

 

Santo Nicola

2.6.1588. Virgilio de lo Preite possiede “quoddam petiolum terreni serrato de scirarmaco con una troppa de olive dentro et con agliastri in loco dicto sotto santo nicola iusta olivitum hieronimi figlini olivas santissimi sacramenti dittae terrae”.[cxl]

30.8.1591.Il chierico Antonio de Nicotera possiede una “possessione arboratam arboribus sicomorum cum vinea et aliis arboribus in loco ditto zammadina iusta terras io.s Antonii puliti iusta terrasio.is pauli faragho de civitate tabernae”. Un’altra continenza di terre “in loco ditto la petra intronata seu berbareda iusta terras mayoris Ecc.ae dittae terrae terras habatiae santi laurentii”. Un’altra continenza di terre “in loco ditto Santo fili arboratum arboribus sicomorum et cerquetorum iusta terras Cl.i Io.is Iacobi trusciae terras m.ci marci aurelii trusciae”. Un’altra “clausuram cum cerquis amidalis et olivis in loco ditto le fossie”. Un olivito in loco ditto santo nicola iusta olivitum heredis q.dam m.ci gesuini cosentini olivetum francisci iordani”.[cxli]

 

Santo Laurenzo

16.3.1588. Ioanna de Artore possiede “vineale cum arboribus ficuum pirorum aliorum arborum in loco dicto santo laurentio iusta vineam fran.ci buchetto vineale jois mathei fabiani”.[cxlii]

15.7.1588. Donna Prudentia Cocina possiede la “vineam in loco dicto ad santo laurenzo iusta vineam massimiani nigali”.[cxliii]

 

Soberito

7.11.1590.I fratelli Riczotto possiedono “una vignia arborata e vitata de diversi viti e arbori in loco ditto pisano confine le vignie de donno cola pagano la vigna di silvestro corvaro le chiuse de maradia; una salmata di terre aratorie in loco ditto caudara confine le terre del m.co petro de cosenza; uno vignale arborato di celzi in loco ditto crochia; uno vignale arborato di celzi in loco soberito; un vignale in loco ditto le fossie arborato cesine le terre di rodorico de biamonte; uno pede di fico in loco ditto tovolaci”.[cxliv]

27.8.1585. Il nobile Alfonso de Liotta possiede “vineis et terris positis in loco dicto umbro iusta vineam et terras m.ci thomae faragho terras m.ci alfontii scordanti terras m.cae fran.cae garaffe … alia vinea arborata loco dicto lo suberito iusta terras m.cae fran.cae garaffae terras m.ci marcelli cosentini terras R.di petri dela valle Ar.”.[cxlv]

13.11.1587.Ioanne Aucello possiede la “clausuram nemorosam variis diversis arboribus arboratam in loco dicto suberito iusta clausuram hieronimi de la valle iusta vineam pauli bruni m.te viam vicinalem”.[cxlvi]

24.9.1588. La famiglia dei Carusio possiede un continenza di terre “cum arboribus domitis et indomitis partim arataroriam et partim nemorosam in loco suberiti iusta terras mag.ri petri carusii terras m.corum heredum q.dam antonii faragho vineas arfonsii l’abate pauli de ruma viam pu.cam qua itur catanzarium flumen calami”.[cxlvii]

28.1. 1589. I fratelli marasco possiedono delle possessioni “in loco dicto umbro et suberito”.[cxlviii]

 

Cuda

1.10.1585. Lucretia de Liotta possiede la “vineam in loco cuda iusta vineam Jois Seredilli poss.nem her.dis q.dam nardi seldani … vitatam et arboratam arboribus sicomerum”.[cxlix]

19.11.1588. Lucrezia ed il figlio de Ambrosio possiedono la “vineam cum vitibus aliisque arboribus arboratam et cum terreno seu costis boscusis in loco dicto ad cuda iusta vineam iusta vineas iois scordilli possessionem Troyani d’atino”.[cl]

26.9.1591. I coniugi Paolo Bruno e Lucrezia Fucichia possiedono la “possessionem cum vinea arboratam variis arboribus olivarum sicomorum ficuum et aliorum arborum et cum domibus et cisterna in loco dicto cuda iusta vineam m.ci nicolai de cosentia iusta clausuram monasterii de observantia”.[cli]

 

Olivito Grande

21.4.1586. Il nobile Paolo Scordillo possiede le “olivas suas sitas et positas in loco dicto l’olivito grande iusta olivas donni baptistae maczaccari olivas jonnis hier.mi olivas baronis et olivas her.um q.dam felici scordilli”.[clii]

 

Pettinato

25.10.1586. Il m.co Ioanne bartolo Cappellino possiede “lo terreno con arbori nominato de pettinato (cioè) quello di sopra via confine lo terreno de cl. Io. Vincenso greco lo terreno di gio micheli la rocca del m.co gio. gregorio gentile la via pu.ca che se va ad catanzaro et un’altra che se va ad la basilicata”.[cliii]

31.10.1586.Il m.co Gio. Bartolo Cappellino possiede una possessione “arboratam arboribus sicomorum aliorumque arborum in loco pettinato seu fuscuno iusta vineam thomae scordantis vineam d. alfonsii cacciafore vineam jois fran.ci maczaccari via vicinali clausuras m.ci alfonsii scordantis viam pu.cam per quam itur alla serra de l’oliva”.[cliv]

18.4.1590. Petro Pinello possiede il “vineale arboratum cum uno arbore ficuum et uno piro in loco ditto pettinato”.[clv]

 

Olivatello di Santa Dominica

7.1.1587. Il Mag.r Durante Galazio possiede “certe olive in loco dicto l’olivatello de santa dominica iusta l’olivitello del m.co octavio grano l’olivi del m.co renaldo de net.o and.a l’olive de m.o aniballi ricca”.[clvi]

 

Mammisso

17.3.1586. Ioannes de Mayo possiede il “vineale positum in loco dicto lo salvatore seu mammisso iusta vineam ioannes michaele de la rocca iusta vineam ioannis thae soldani”.[clvii]

17.1.1587. I coniugi Carolo Carozio e Veneziana de Vaglio possiedono un “vineale cum terreno contiguo arboratum arboribus sicomorum ficuum aliorumque arborum domitorum et indomitorum in loco dicto mammiso iusta vineam et terrenum m.ci vicarii (maczaccaro Vincenzo)”.

25.9.1589. Il m.co d.no Diomede Cappellino UJD, possiede il “vineale cum arboribus in loco ditto Santo sodaro iusta vineale R.di Iois maczaccari” ed un altro “vineale in loco dicto lo salvatore seu mammisso”.[clviii]

10.12.1591.Thomas Soldano possiede una “vinea in loco ditto lo salvatore seu mammisso iusta vineam sir. Ottavio verio terrenum camillae pulello”.[clix]

 

Olivitello

7.6.1586. Il m.co d.no Hieronimo Carrafo utile domino del feudo “de la leporina santi nicolai” posto in territorio di Zagarise, possiede un piccolo terreno in territorio di Cropani “capax duorum tumolorum tritici in circa in loco dicto la fontana cum tribus arboribus olivarum iusta Ecc.am de donno de timpono sub vocabulo santa maria de la misericordia viam pu.cam per quam discenditur alle fossie et olivitello et aliam viam pu.cam per quam descenditur ante Ecc.am Santi Leonardi ad marinam incultum sassosum et infertilem”.[clx]

7.1.1587. Il Mag.r Durante Galazio possiede “certe olive in loco dicto l’olivatello de santa dominica iusta l’olivitello del m.co octavio grano l’olivi del m.co renaldo de net.o and.a l’olive de m.o aniballi ricca”.[clxi]

2.9.1587. Ottavio Grano possiede una “continentiam terrarum arboratam arboribus olivarum aliorumque arborum in loco l’olivitello iusta terras m.ci roderici de biamonte clausuram iudicis petri pinelli clausuram ant.ni de nicotera viam pu.cam dictam li critaczi et aliam continentiam terrarum arboratam arboribus sicomorum aliorumque arborum in loco dicto l’albano iusta terras m.ci iulii marrae de terra zagarisi terras mag.corum horatii et colantoni blaschi de civitate tabernae viam pu.cam dictam la piubica”.[clxii]

 

Pigne

9.9.1587. Cesare Cassano possiede “vinee arboratae arboribus sicomorum olivarum aliorum arborum dicta dele pigne o ad santo sodaro iusta vineam ipsius Caesaris vinellam discendentem ad santo sodaro terrenum m.ci fran.ci galzerani”.[clxiii]

 

Carbonara

28.9.1587. Francesco Fraczello possiede un “vineale arboratum arboribus mororum in loco dicto carbonara iusta vinealia m.ci marcelli carrosae de taberna da tutti li lati vallone dicto de trongale”.[clxiv]

11.10.1591.Fabio Gulario possiede “duo vinealia divisa cum arboribus pirorum in loco ditto carbonara iusta terras m.ci marcelli bulotae als de la petra vallonem dittum de la petra”.[clxv]

 

Salica

27.9.1588. La m.ca Tiberia Pulita possiede una continenza di terre “cum arboribus sicomorum et cum edifitio positam in loco dicto salica iusta terras m.ci rodorici de biamonte terras jois dominici pagani terras heredum q.dam m.ci thomae faragho viam pu.cam dictam deli greci”.[clxvi]

26.10.1588. La famiglia Grano possiede “una continenza di terre in loco dicto galello seu castelliti”.[clxvii]

 

Marino

1.11.1588. Nicola di Cosenza possiede una “continenza di terre in loco dicto marino iusta terras habatiae santi laurentii terras m.ci horatii cappellini iusta terras camilli bilottae viam pu.cam dettam de li greci”.[clxviii]

 

Calanna

16.11.1588.La famiglia Sodano possiede una possessione “seu clausuras cum quibusdam costis nemorosis in loco a calanna iusta possessionem Troyano d’atino vineam q.dam arcangeli barbuti possessionem et costas q.dam iois laurentii de ambrosio viam pu.cam dele molina”.[clxix]

 

Galaro

Francesca Galari possiede il “vineale arboratum arboribus ficuum sicomorum et pirorum aliorum arborum in loco dicto galaro iusta terras santi laurentii terras her. q.dam iiois andreae puliti”.[clxx]

 

Calabrisi

22.7.1589. I barbuto possiedono le terre dette “de calabrisi”.[clxxi]

 

Copello

23.7.1589.Innocenzo Protopapa possiede la “continentiam terrarum cum arboribus sicomorum in territorio terrae Cropani et terrae Zagarisi loco dicto lu copello seu borda”.[clxxii]

 

Santo Sodaro

9.9.1587. Cesare Cassano possiede “vinee arboratae arboribus sicomorum olivarum aliorum arborum dicta dele pigne o ad santo sodaro iusta vineam ipsius Caesaris vinellam discendentem ad santo sodaro terrenum m.ci fran.ci galzerani”.[clxxiii]

23.8.1591. Io. Terzigna possiede “vineale arboratum arboribus olivarum amidararum et aliorum arborum in loco ditto santo sodaro iusta vineam io.is baptistae ii viam pu.cam dittam lo stritto de f.re petro”.[clxxiv]

25.9.1589. Il m.co d.no Diomede Cappellino UJD possiede il “vineale cum arboribus in loco ditto Santo sodaro iusta vineale R.di Iois maczaccari” ed un altro “vineale in loco dicto lo salvatore seu mammisso”.[clxxv]

 

Gadaro

10.10.1589. Thoma de Franco possiede il “vineale arboratum cum arboribus ficuum et aliorum arborum in loco ditto ad godaro iusta vineam m.ci cesaris Cassani”.[clxxvi]

1.10.1586. Beatrice de Barbaro possiede un “vineale cum arboribus ficuum sicomerum pirorum in loco dicto godaro iusta vineam et terrenum iulii pisani difensam dicta de abatina”.[clxxvii]

 

Gartello

5.2.1590. I de Grano vendettero al m.co Marcello Caraffa la “continentia terrarum loco ditto ad gartello seu castelliti iusta iusta terras Marcelli Caraffae terras m.ci horatii cappellini viam pu.cam ditta deli greci”.[clxxviii]

 

Calamo

14.4.1590. Francesca Gentile possiede il “petium terreni arboratum arboribus sicomorum ficuum pirorum et aliis arboribus domitis et indomitis in loco ditto calamo seu le due fiomare iusta vineam m.ri nicolai valdoni bona heredum dorisii casizonis flumen p.tum de calamo seu dictum le due fiomare”.[clxxix]

24.9.1588. La famiglia dei Carusio possiede un continenza di terre “cum arboribus domitis et indomitis partim arataroriam et partim nemorosam in loco suberiti iusta terras mag.ri petri carusii terras m.corum heredum q.dam antonii faragho vineas arfonsii l’abate pauli de ruma viam pu.cam qua itur catanzarium flumen calami”.[clxxx]

 

Herba Reda

18.8.1590. Iacobo Antonio Strangi possiede la “continentiam terrarum aratoriarum in loco ditto herba reda seu lu russellu iusta terras m.ci iois alfonsii cosentini seu eius cappellae terras dittas de lu russellu”.[clxxxi]

 

Melina

15.10.1591. Io. Maria fabiano possiede la “vineam vitatam et arboratam arboribus sicomorum ficuum aliorum arborum in loco dicto melina iusta bona iacobi de valle ex duobus lateribus sed in uno latere mediante via vicinali bona fra.ci de miceli”, gravata di grana dieci all’abbazia di San Lorenzo.[clxxxii]

 

Drialo

3.10.1591. I De Paula possiedono una possessione “arboratam diversis arboribus sicomorum olivarum annidalarum et aliorum arborum in loco dicto drialo iusta vineam Anibalis ricchae vineam ottavii valdini clausuras et terrenum thomae valentini vineam francisci politi als de mauro”.[clxxxiii]

16.11.1588. Petro de Cosentia possiede “quoddam vineale arboratum varis arboribus domitis et indomitis in loco dicto alle fornella seu drialo iusta la vignia de l’heredi q.dam iois ferdinandi maczaccari vineam m.ci fran.ci maczaccari vineam m.ci rodorici de biamonte”. Rogerio Truntio possiede il “vineale arboratum arboribus mororum ficuum aliisq. arboribus in loco dicto le strichie iusta vineale m.ci pauli cosentini vineale iois pauli de biamonte”.[clxxxiv]

 

Vallone de Valentia

14.9.1591. Nicola della Blunda possiede un “vineale cum arboribus sicomorum in loco dicto lo vallone de valentia seu lo giovaro iusta vineale cum zicomis m.ci horatii cappellini vineam vincentii de durante als demone vineam iulii pinelli”.[clxxxv]

 

Zammadina

30.8.1591.Il chierico Antonio de Nicotera possiede una “possessione arboratam arboribus sicomorum cum vinea et aliis arboribus in loco ditto zammadina iusta terras io.s Antonii puliti iusta terrasio.is pauli faragho de civitate tabernae”. Un’altra continenza di terre “in loco ditto la petra intronata seu berbareda iusta terras mayoris Ecc.ae dittae terrae terras habatiae santi laurentii”. Un’altra continenza di terre “in loco ditto Santo fili arboratum arboribus sicomorum et cerquetorum iusta terras Cl.i Io.is Iacobi trusciae terras m.ci marci aurelii trusciae”. Un’altra “clausuram cum cerquis amidalis et olivisin loco ditto le fossie”. Un olivito in loco ditto santo nicola iusta olivitum heredis q.dam m.ci gesuini cosentini olivetum francisci iordani”.[clxxxvi]

 

Vado Piano

10.3.1588. Bartolo Scordillo possiede la “vineam vitatam et arboratam arboribus sicomorum et aliis arboribus et cum quamdam continentiam nemorosa dicta alli pendenti di crochia acqua fundenti verso vado piano loco fallucca iusta terras et costas innocentii prothopapa vineam et terras ipsius scordilli flumen crochiae” così confinata: “una mendola grande d’alto et va a ferire ad una cersa grande et ad una pirayina et tira diritto ad una cersetta abascio et tira la cresta de la cesina verso vado piano”.[clxxxvii]

19.2.1591. Gio. Bartolo Scordillo possiede la “portionem vinae arboratam arboribus sicomorum ficuum aliorum arborum et cum costis nemorosis contiguis iusta vineam et costas iois thomae gualilli alias clausuras seu costas et terrenum ipsius iois bartuli iusta flumen (crochiae) la crista crista acqua fundente verso vado piano dove se dice la cisina”.[clxxxviii]

15.1.1591. Cicco Sferra possiede la “vineam arboratam arboribus sicomorum amidalarum pumorum aliorque arborum in loco ditto vado piano iusta vineam heredum iudicis nicolai de costabile vineam iois batt.ae pinelli vineam aprilis de perri”.[clxxxix]

 

Tubulaci

20.11.1590. Aurelio Biamonte vendette al d.no Fabritio Ferraro “possessionem cum arboribus in loco ditto tubulaci iusta viridarium d.ni fabritii Ferrari”.[cxc]

 

Petra Intronata

30.8.1591.Il chierico Antonio de Nicotera possiede una “possessione arboratam arboribus sicomorum cum vinea et aliis arboribus in loco ditto zammadina iusta terras io.s Antonii puliti iusta terrasio.is pauli faragho de civitate tabernae”. Un’altra continenza di terre “in loco ditto la petra intronata seu berbareda iusta terras mayoris Ecc.ae dittae terrae terras habatiae santi laurentii”. Un’altra continenza di terre “in loco ditto Santo fili arboratum arboribus sicomorum et cerquetorum iusta terras Cl.i Io.is Iacobi trusciae terras m.ci marci aurelii trusciae”. Un’altra “clausuram cum cerquis amidalis et olivisin loco ditto le fossie”. Un olivito in loco ditto santo nicola iusta olivitum heredis q.dam m.ci gesuini cosentini olivetum francisci iordani”.[cxci]

 

Petra de la Machia

19.2.1591. Gio. Bartolo Scordillo possiede “partem vineae cum costis nemorosis in loco de fallucca iusta aliam partem petri iois de nardo et alias vineas et costas ditti iois bartoli flumen crochiae limitatam lorento  petro ioes de nardo de uno celso che e al termino et va ad ferire ad una cersa et de detta cersa va ad ferire ad un’altra cersa ch’e che e allo vido et da la detta cersa va a ferire alla petra de la machia del fiume allo lavaturo et confine esso io bartulo principia per mezo una fico nigra et va a ferire ad una cersa et de la cersa deritto lo vallone vallone va ad ferire allo fiume di crochia”.[cxcii]

19.2.1591. Gio. Bartolo Scordillo possiede la “continentiam terrarum cum vineam et cum grutta et cum costis nemorosis in loco ditto fallucca … la parte con la grutta incomenzando de la vignia di d’ant.o garcea confine esso gio. bartolo limitata d’uno celso et va ad ferire ad una cerza e di detta cersa va ad ferire ad un’altra cersa che e allo vido et de detta cersa va a ferire ad una petra grande ch’e alla machia de lo fiume”.[cxciii]

 

Caudara

7.11.1590.I fratelli Riczotto possiedono “una vignia arborata e vitata de diversi viti e arbori in loco ditto pisano confine le vignie de donno cola pagano la vigna di silvestro corvaro le chiuse de maradia; una salmata di terre aratorie in loco ditto caudara confine le terre del m.co petro de cosenza; uno vignale arborato di celzi in loco ditto crochia; uno vignale arborato di celzi in loco soberito; un vignale in loco ditto le fossie arborato cesine le terre di rodorico de biamonte; uno pede di fico in loco ditto tovolaci”.[cxciv]

 

Cipulla

4.10.1585. il m.co Vincenzo Maczaccaro possiede la “continentiam terrarum arboratam arboribus sicomorum in loco ubi dicitur crochia seu serravalle vel cipulla iusta terras ven.lis cappellae siri Petri de la Valle terras Abadiae S.ti Laurentii dictae terrae flumen Crochiae viam pu.cam”.[cxcv]

3.8.1586.Gesoino Cosentino possiede “certas terrarum continentias cum arboribus sicomorum in loco dicto cipula iusta terras ve.lis cappellae de li gargani terras abatiae santi laurentii dictae terrae flumen crochiae viam pu.cam”.[cxcvi]

 

Tovolaci

7.11.1590.I fratelli riczotto possiedono “una vignia arborata e vitata de diversi viti e arbori in loco ditto pisano confine le vignie de donno cola pagano la vigna di silvestro corvaro le chiuse de maradia; una salmata di terre aratorie in loco ditto caudara confine le terre del m.co petro de cosenza; uno vignale arborato di celzi in loco ditto crochia; uno vignale arborato di celzi in loco soberito; un vignale in loco ditto le fossie arborato cesine le terre di rodorico de biamonte; uno pede di fico in loco ditto tovolaci”.[cxcvii]

 

Valle de Neri

15.6.1585. Tommaso Valentino possiede una “clausuram arboratam arboribus domitis et indomitis et nemorosam sitam et positam in loco ditto le fossie iusta terras m.ci Roderici de Biamonte terras m.ci octavii grani dittas dela valle de neri”.[cxcviii]

 

Cesina

19.2.1591. Gio. Bartolo Scordillo possiede la “portionem vinae arboratam arboribus sicomorum ficuum aliorum arborum et cum costis nemorosis contiguis iusta vineam et costas iois thomae gualilli alias clausuras seu costas et terrenum ipsius iois bartuli iusta flumen (crochiae) la crista crista acqua fundente verso vado piano dove se dice la cesina”.[cxcix]

10.3.1588. Bartolo Scordillo possiede la “vineam vitatam et arboratam arboribus sicomorum et aliis arboribus et cum quamdam continentiam nemorosa dicta alli pendenti di crochia acqua fundenti verso vado piano loco fallucca iusta terras et costas innocentii prothopapa vineam et terras ipsius scordilli flumen crochiae”, così confinata: “una mendola grande d’alto et va a ferire ad una cersa grande et ad una pirayina et tira diritto ad una cersetta abascio et tira la cresta de la cesina verso vado piano”.[cc]

 

Lavaturo

19.2.1591. Gio. Bartolo Scordillo possiede la “partem vineae cum costis nemorosis in loco de fallucca iusta aliam partem petri iois de nardo et alias vineas et costas ditti iois bartoli flumen crochiae limitatam lorento  petro ioe de nardo de uno celso che e al termino et va ad ferire ad una cersa et de detta cersa va ad ferire ad un’altra cersa ch’e che e allo vido et da la detta cersa va a ferire alla petra de la machia  del fiume allo lavaturo et confine esso io bartulo principia per mezo una fico nigra et va a ferire ad una cersa et de la cersa deritto lo vallone vallone va ad ferire allo fiume di crochia”.[cci]

 

Strichie

16.11.1588. Petro de Cosentia possiede “quoddam vineale arboratum varis arboribus domitis et indomitis in loco dicto alle fornella seu drialo iusta la vignia de l’heredi q.dam iois ferdinandi maczaccari vineam m.ci fran.ci maczaccari vineam m.ci rodorici de biamonte”. Rogerio Truntio possiede il “vineale arboratum arboribus mororum ficuum aliisq. arboribus in loco dicto le strichie iusta vineale m.ci pauli cosentini vineale iois pauli de biamonte”.[ccii]

 

Le due fiomare

3.7.1588. I fratelli Politi possiedono “un pezzo di terreno arborato di celsi et altri arbori in loco ditto abatina confine lo fiume de le due fiomare”.[cciii]

14.4.1590. Francesca Gentile possiede il “petium terreni arboratum arboribus sicomorum ficuum pirorum et aliis arboribus domitis et indomitis in loco ditto calamo seu le due fiomare iusta vineam m.ri nicolai valdoni bona heredum dorisii casizonis flumen p.tum de calamo seu dictum le due fiomare”.[cciv]

 

Trongole

28.9.1587. Francesco Fraczello possiede un “vineale arboratum arboribus mororum in loco dicto carbonara iusta vinealia m.ci marcelli carrosae de taberna da tutti li lati vallone dicto de trongale”.[ccv]

 

Petra

11.10.1591. Fabio Gulario possiede “duo vinealia divisa cum arboribus pirorum in loco ditto carbonara iusta terras m.ci marcelli bulotae als de la petra vallonem dittum de la petra”.[ccvi]

 

Galello

26.10.1588. La famiglia Grano possiede una continenza di terre “in loco dicto galello seu castelliti”.[ccvii]

Cropani e le località vicine. Particolare della carta austriaca del Regno di Napoli, Sez. 12 – Col. IX (1822-1825).

 

Vie pubbliche

27.3.1584. m.ci Francesco e Iacopo Braczello possiedono delle terre poste “in loco ditto Santo Fili justa terris p.bteri Julii Jannini, terris Ortentii trusciae et eius fratrum viam pu.cam vulgariter dittam de la serra de l’oliva viam pu.cam per quam itur Catanzarum”.[ccviii]

7.6.1586. Il m.co d.no Hieronimo Carrafo utile domino del feudo “de la leporina santi nicolai” posto in territorio di Zagarise possiede un piccolo terreno in territorio di Cropani “capax duorum tumolorum tritici in circa in loco dicto la fontana cum tribus arboribus olivarum iusta Ecc.am de donno de timpono sub vocabulo santa maria de la misericordia viam pu.cam per quam discenditur alle fossie et olivitello et aliam viam pu.cam per quam descenditur ante Ecc.am Santi Leonardi ad marinam incultum sassosum et infertilem”.[ccix]

8.2.1586. Portia de Optino vedova del m.co Tommaso Faragho possiede “terras cum arboribus sicomorum et aliorum arborum in loco dicto umbro iiusta terras m.ci alfonsii scordantis vineas et terras alfonsii liottae terras santi timponis terras ven.lis cappellae sir petri de la valle Arc. viam p.cam per quam itur ad zagmadina”.[ccx]

11.5.1586. I de Grano possedevano terre poste “in loco lo piano dela fico seu nzoyeria iusta viridarium heredum q.dam ioannis alfonsi carusii terras santissimi sacramenti dictae terrae viam pu.cam dittam lo piano de la fico”.[ccxi]

24.9.1588. La famiglia dei Carusio possiede un continenza di terre “cum arboribus domitis et indomitis partim arataroriam et partim nemorosam in loco suberiti iusta terras mag.ri petri carusii terras m.corum heredum q.dam antonii faragho vineas arfonsii l’abate pauli de ruma viam pu.cam qua itur catanzarium flumen calami”.[ccxii]

25.10.1586. Il m.co Ioanne bartolo Cappellino possiede “lo terreno con arbori nominato de pettinato (cioè) quello di sopra via confine lo terreno de cl. Io. Vincenso greco lo terreno di gio micheli la rocca del m.co gio. gregorio gentile la via pu.ca che se va ad catanzaro et un’altra che se va ad la basilicata”.[ccxiii]

2.9.1587. Ottavio Grano possiede una “continentiam terrarum arboratam arboribus olivarum aliorumque arborum in loco l’olivitello iusta terras m.ci roderici de biamonte clausuram iudicis petri pinelli clausuram ant.ni de nicotera viam pu.cam dictam li critaczi et aliam continentiam terrarum arboratam arboribus sicomorum aliorumque arborum in loco dicto l’albano iusta terras m.ci iulii marrae de terra zagarisi terras mag.corum horatii et colantoni blaschi de civitate tabernae viam pu.cam dictam la piubica”.[ccxiv]

27.9.1588. La m.ca Tiberia Pulita possiede una continenza di terre “cum arboribus sicomorum et cum edifitio positam in loco dicto salica iusta terras m.ci rodorici de biamonte terras jois dominici pagani terras heredum q.dam m.ci thomae faragho viam pu.cam dictam deli greci”.[ccxv]

16.11.1588.La famiglia Sodano possiede una possessione “seu clausuras cum quibusdam costis nemorosis in loco a calanna iusta possessionem Troyano d’atino vineam q.dam arcangeli barbuti possessionem et costas q.dam iois laurentii de ambrosio viam pu.cam dele molina”.[ccxvi]

23.8.1591. Io. Terzigna possiede “vineale arboratum arboribus olivarum amidararum et aliorum arborum in loco ditto santo sodaro iusta vineam io.is baptistae ii viam pu.cam dittam lo stritto de f.re petro”.[ccxvii]

La via che collegava Crotone a Catanzaro passando per Cropani. Particolare della “Carta degl’Itinerarj Militari da Bologna a tutto il Regno di Napoli ordinata da S.M. Giuseppe Napoleone I” (1808)

 

Note

 

[i] Fiore G., Della Calabria Illustrata, I, p. 212.

[ii] Nella numerazione del 1521 la tassa dei fuochi fu di 407, nel 1532 di 558, nel 1545 per 737, nel 1561 per 803, nel 1595 per 458. Pedio T., Un foculario del Regno di Napoli del 1521 cit, Studi Meridionali 3/1991, p. 264; Giustiniani L., Dizionario, IV, 181.

[iii] Fiore G., Della Calabria I, p. 288. Cropani 26.9.1591: “in presenti mala annata et in tanta penuria et caristia”. ASCz. Not. Giovine P., B. 43, f. 181v.

[iv] Pellicano Castagna M., Storia dei feudi, II, pp. 195-196.

[v] “In d.ta t.ra nce sonno li censuali q.li non sonno exatti per c.a che se possedeno per lo cappellano dela q.m Ill. p.ssa de franc.villa per concessione ad lui facta per d.a S.ra”. ASN, Relevi Vol. 348, ff. 5, 16v.

[vi] “Terre taxate a dare carra per portare la frasca dalli boschi alle carcare et per basciare la pietra da far la calze dalli moli alla marina et far altri servitio per la ditta calze. Cropani fuochi 403 carri 2. ASN, Torri e castelli Vol. 35, f. 20.

[vii] ASN. Fondo Torri e Castelli Vol. 35, ff. 122 e sgg.

[viii] ASN. Tesorieri e Percettori Vol. 4087 (1564 -1565), ff. 13 sgg. Il governo dell’università era composto dal sindaco, dal mastrogiurato e da due eletti. Nell’annata 1587/ 1588 era sindaco il m.co Gregorio Cusentino, mastro giurato il m.co Petro de Consa ed eletto il m.co Antonio de Nicotera. ASCz, Not. Giovine P., B. 43, f. 66v.

[ix] Fiore G., Della Calabria Illustrata, I, p. 212.

[x] 24.9.1476. B. Maria de Symbero e B. Maria de Cropano, chiese arcipretali. Russo F., Regesto, 12378.

[xi] Capitoli della “Terre Cropani” dati “in Castris n(ostr)is felicibus prope Civitatem bellicastri” il 21 novembre 1444, VIII indizione. ACA, Cancillería, Reg. 2903, f. 175v.

[xii] 26.11.1523. Iulio Caesare Accursio, clerico napoletano, è immesso nel possesso del canonicato della maggiore chiesa di Santa Maria di Cropani reso vacante per morte di Gio. Antonio Polito. Russo F., Regesto, 16351.

[xiii] 7 marzo 1545. Su ordine del papa Paolo III, il chierico napoletano Antonio Strati è immesso nel possesso del canonicato e prebenda della chiesa di Santa Maria di Cropani “de iurepatronatus N. V. Petri de Aragonia, domini in temporalibus dictae terrae, vac. per ob. Santi de Nicotera”. Russo F., Regesto, 18930.

[xiv] 14.11.1565. “Patritio de Marasco, clerico, providetur de archipresbyteratu saecularis et collegiatae ecclesiae S. Maria de Cropano, qui inibi est dignitas principalis, vac per resignatione Antonii de Valle.” Russo F., Regesto, 21378, 21471.

[xv] 23.12.1561. “Nicolao Faraoni providetur de cantoria ecclesiae S. Mariae terrae Cropen., de iurepatronatus ducis Montisalti, vac. Per resignationem Io. Mariae de Alexandris, clerici Urbinaten., cui per resignationem Antonii Mariae Tertii collata fuit.” Russo F., Regesto, 21020. Cropani 13.9.1588. R.do Joanne Maczaccaro Cantore e vicario della maggiore chiesa. ASCz, Not. Giovine, B. 43 f. 90.

[xvi] 29.12.1541. “Antonio de Valle providetur de thesauraria collegiatae B. Mariae, terrae Cropani, Cathacen. Dioc., vac. Per ob. Alexandri Politi.” Russo F., Regesto, 18477.

[xvii] Nel marzo del 1585 il capitolo della collegiata era composto dall’arciprete e vicario capitolare Petro de la Valle, dal Cantore e Vicario Iulio Cappellino, dal tesoriere Marco Antonio Cappellino e dai personati e canonici Ioannes Maczaccaro, Innocentio Cacciafore, Gratiano Artore, Hieronimo Cebaro, Francesco de la Porta, Anselmo Carvello, Iulio de Ambrosio, Damiano Bruno. ASCz, Not. Giovine P., B. 43, f. 7.

[xviii] Cropani 9.8.1585. Petruczia de lo Castellano vedova di Felice Sergio, dona a Diomede Sergio “domum terraneam positam intus dittae terrae Cropani iusta domum Corporis Christi (Santissimi Sacramenti) dittae terrae, casalenum her.m q.dam Ioannis Iacobi Iuvenis casalenum her.m Ioannis Vasilii.” ASCz, Not. Giovine P., B. 43, f. 10.

[xix] Cropani 15.10.1584. “Cappella et altare de familia de actino sub vocabulo s.ti Joannis Evangelistae positae intus mayorem Ecc.am dittae terrae”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43, f. 3v.

[xx] Cropani 27.9.1586. Alfonso Liotta e donna Hieronima de Galzarano, vedova di Bartolo Liotta e madre di detto Alfonso, possiedono per eredità materna di detta Hieronima lo ius patronato, o ius di presentare, i cappellani della cappella di Santo Stefano posta dentro la chiesa maggiore di Cropani. ASCz, Not. Giovine P., B. 43, f. 38.

[xxi] ASCz, Not. Giovine P., B. 43, f. 131.

[xxii] Cropani 4.2.1591. Il mag.co Jo. Francesco Cosentino possiede una casa palaziata “separatam in duas partes cum tabulis” sita e posta dentro la terra “iusta domum d. beatricis dela valle domum cappelle della nativita domum m.ci cesaris cassani mediante vinella viam p.cam”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 160v.

[xxiii] Fiore G., Della Calabria Illustrata, I, p. 288.

[xxiv] Cropani 11.8.1586. Marco Antonio Voldino e Cesare Codispoti “locano allo p.tto nobile Paolo Scordillo una loro casetta sita et posta dentro la terra di Cropani loco dicto in pede lo campanaro confine l’altra loro casa la casa di Antonia de Talarico”. Il Voldino ed il Codispoti promettono “fare la scala incasciata et conzare lo tavolato de detta casa et fare li purtelli alla porta de suzo et allargare la porta de lo catoyo che ci possa trasire una vuticella de sette para et casciare ancora per l’advenire detta casa per ogni cosa ce sara necessaria a spese loro.” ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 30.

[xxv] Cropani 9.1.1585. Paolo Scordillo libera dalla sua patria potestà il figlio Gio. Batolo e gli dona un suo “tapetum olivarum cum omnibus suis necessariis positum intus catoggium domorum positarum ante mayorem ecclesiam dittae terrae iusta fossatos dittae terrae à parte exteriori domum fran.ci de duardo.” ASCZ, Not. Giovine P., B. 43 f. 5v.

[xxvi] Cropani 9.8.1588. Francesca de Greco vendette a Io. Bartolo Scordillo una casa posta dentro la terra di Cropani “in loco dicto in pede lo campanaro iusta domum fran.ci de duardo domum heredum q.dam alfonsii galarii fossatos terrae praedittae et alios fines consistente in due membri seu camere con catoyo e tapeto”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 81v.

[xxvii] Cropani 25.10.1589. Il M.co Gesuino Cosentino acquista per duc. 300 dalla m.ca Portia Cosentina vedova del M.co Tomaso Faragho (dai Farago) “quasdam domos palatiatas consistentes in tribus membris seu tribus cameris cum duobus apotecis quia alia justa cortilium Ven.lis cappelle santi bartolimei de familia de ficibus cum quodam casaleno partim discoperto et partim coperto et cum cortilio sitas et positas intus dictam terram in frontispitio mayoris ecc.ae dictae terrae iusta domum m.ci alfonsii arturis domum m.ci et R.di jois maczacari cantoris et eius fratris domum m.ci julii marrae de terra zagarisi domum heredum mag.ri julii sergi vinella mediante viam p.cam”. ASCz, Not. Giovine P, B. 43 f. 131.

[xxviii] “Item li ho(min)i dela dicta universita reverenter supplicamo alla mai.ta v(ost)ra ve dignate de g(rac)ia concedere loro nullo h(omin)o per nullo t(em)po per nullo delicto conmisisse sia mandato presone intro la torre”, ACA, Cancillería, Reg. 2903, ff. 175r-176r.

[xxix] Cropani 14.3.1587. Lucrezia delo Monaco possiede “una certa casuccia posta dentro la terra di Cropani et proprio sotto la torre confine la casa di Antonina de Tiberi”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 46v.

[xxx] Cropani 3.1.1591. Il d.nus Fabritio Ferraro della città di Cosenza possiede “domum palatiatam, consistentem in duobus membris et cum apotecis seu catogis positam intus dictam terram loco ubi dicitur in pede la torre iusta domum ipsius m.ci petri Valentini domum v.e robilii casizonis vias p.cas.” La vende al m.cus Petro Valentino. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 158v.

[xxxi] Cropani 3.11.1586. I coniugi Ioannalla de Scordante ed il M.co Gaspare Cappellino possiedono “domum palatiatam positam intus dictam terram iusta domum her. Stefani gualilli domum fra.ci de artore menia dictae terrae”. ASCz, Not. Giovine P. B. 43 f. 43.

[xxxii] Cropani 20.5.1588. Paolo e Marcello Cosentino possiedono un casaleno dentro la terra “iusta menia dictae terrae camerum ipsorum de Cosentino domum m.ci octavii gambini” e la m.ca Antonina de Gualillo possiede una domuncula dentro la terra “iusta ipsorum m.corum de Cusentino domum her. Thomae bruni menia dictae terrae”. Cropani 20.5.1588. La m.ca Antonina de Gualilla possiede un casaleno posto dentro la terra “iusta domum AMD Octavii Gambini domum m.corum pauli et marcelli cosentini menia dictae terrae”. La vende al medico Octavio Gambino. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 ff. 71v, 72.

[xxxiii] Cropani 16.9.1588. I fratelli Francesco e de Paolo de Marasco possiedono “domum palatiatam cum camera positam intus dictam terra iusta menia ditte terre domum heredum q.dam tomae cusentini domum jois scordilli”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 92.

[xxxiv] Cropani 20.12.1591 Troyano Octino possiede “domum positam intus dictam terram iusta domum ipsius m.ci troyani menia dictae terrae”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 195v.

[xxxv] Cropani 22.3.1588.  L’università di Cropani rappresentata dal m.co Gregorio Cusentino sindaco, Petro de Consa mastro giurato e Antonio de Nicotera eletto cede per ducati 17 a Ioanne de Ambrosio un “casalenum seu schisam vel revellinum dictum de spilingune positum intus dictam terram iusta domum heredum q.dam nicolai de prando domum batt.ae d’arture menia dittae terrae”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 66v.

[xxxvi] Cropani 9.1. 1585. Paolo Scordillo libera dalla sua patria potestà il figlio Gio. Batolo e gli dona un suo “tapetum olivarum cum omnibus suis necessariis positum intus catoggium domorum positarum ante mayorem ecclesiam dittae terrae iusta fossatos dittae terrae à parte exteriori domum fran.ci de duardo”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 5v. Cropani 9.8.1588. Francesca de Greco vendette a Io. Bartolo Scordillo una casa posta dentro la terra di Cropani “in loco dicto in pede lo campanaro iusta … fossatos terrae praedittae”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 81v.

[xxxvii] Cropani 14.10.1591. Palumba Cacciafore vedova di Jois Thomae de Nicotera possiede “domunculam sitam et positam intus dittam terram in convicinio dela porta piccola iusta domum francisci d’artore domum m.ci patritii maraschi menia dictae terrae viam p.cam”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 185v.

[xxxviii] Cropani 16.9.1588. I fratelli Francesco e de Paolo de Marasco possiedono “ortum cum arboribus sicomeri situm et positum in territorio dittae terrae in loco ditto la puchia prope muros dittae terrae iusta terreno m.ci …gani d’attino vallonem p.ttum dela puchia”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 92.

[xxxix] Cropani 22.4.1586. Joannes Laurentio de Modio possiede una casa palaziata posta dentro detta Terra “iusta domum mag.ci troyili cappellini domum nitae de giardino”. La vende a Carolo Madia. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 26v.

[xl] Cropani 8.6.1588. D.nus Camillo Bilotta di Catanzaro possiede una casa palaziata dentro detta terra “in convicinio dicto de culanna iusta domum Iulii de Ambrosio domum Thomae scordantis”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 74.

[xli] Cropani 8.6.1588. Iulio de Ambrosio possiede una casa palaziata “cum casaleno contiguo seu orticello sitam et positam intus dictae terrae”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 74. Cropani 19.11.1588. Donna Lucretia de Liotta, vedova di Io. Laurentio de Ambrosio possiede una casa palaziata con camera posta dentro la terra “iusta domum m.ci Callimaci Ferrari”. ASCz, Not. Giovine P, B. 43 f. 111v.

[xlii] Cropani 3.7.1588. I fratelli Ottavio. Gio. Battista e Gio. Geronimo Politi possiedono “una casa palaziata consistente in due membri con cortiglio et cisterna con catoyi seu magazeni disotto et con l’airo di sopra dicte le case nuove dentro la detta terra de cropani confine ex tribus lateribus viam publicam et un’altra casa palatiata contigua allo cortiglio dela p.tta casa detta la casa vecchia consistente in uno membro con catoyo et airo di sopra confine la casa de l’heredi del q.dam fran.co trunzo la casa de l’heredi del q.dam aurelio valentino”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 75.

[xliii] Cropani 30.8.1591. Mag.cus Antonino de Nicotera possiede una casa palaziata “consistentem in duobus membris positam intus dittam terram iusta domum heredum q.dam thomae de durante”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 175v.

[xliv] Cropani 17.4.1590. Octavio Grano possiede una casa palaziata “iusta domum heredum q.dam Caruli de Paula viam p.cam”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 143v.

[xlv] Cropani 24.11.1590. Antonina de gaulello possiede una casa palaziata “intus dictam terram iusta domum presbiteri julii iannini domum rogerii trunzi viam p.cam”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 156v.

[xlvi] Cropani 4.2.1591. Il mag.co Jo. Francesco Cosentino possiede una casa palaziata “separatam in duas partes cum tabulis” sita e posta dentro la terra “iusta domum d. beatricis dela valle domum cappelle della nativita domum m.ci cesaris cassani mediante vinella viam p.cam”. La vende a Tomaso de Mauro Politi. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 160v.

[xlvii] Cropani 3.10.1591. I fratelli Jo. Theseo e Petro de Paula possiedono una casa palaziata posta dentro la terra confine “la casa de l’heredi de cesare d’Ambrosio lo casalino de prospero sferra”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 183.

[xlviii] Cropani 9.8.1585. Petruczia de lo Castellano vedova di Felice Sergio dona a Diomede Sergio la “domum terraneam positam intus dittae terrae Cropani iusta domum Corporis Christi (Santissimi Sacramenti) dittae terrae, casalenum her.m q.dam Ioannis Iacobi Iuvenis casalenum her.m Ioannis Vasilii ”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 10.

[xlix] Cropani 28.5.1586. Francesco Pettinaro possiede un casaleno posto dentro detta terra “iusta domum ipsius iacobi Antoni Strangi domum ipsius Francesci Pettinari domum Jois larenzi de abate”, lo vende a Iacobo Antonio Strangi. ASCz.Not. Giovine P., B. 43 f. 28.

[l] Cropani 26.8.1586. Petro Ioanne Carroczio eredita dalla Antonina Carroczio una casa terrana posta dentro la terra “iusta domum nob. Batt.a bell’homo domum nob. Antonini Valentini”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 31v.

[li] Cropani 22.9.1589. Il M.co d.no ottavio gambino Ae.m.d. acquista da Gualillo un casaleno dentro la terra confinante con la sua casa. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 126v.

[lii] Cropani 20.5.1588. Paolo e Marcello Cosentino possiedono un casaleno dentro la terra “iusta menia dictae terrae camerum ipsorum de Cosentino domum m.ci octavii gambini” e la m.ca Antonina de Gualillo possiede una domuncula dentro la terra “iusta ipsorum m.corum de Cusentino domum her. Thomae bruni menia dictae terrae”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 71v.

[liii] Cropani. Lucretia e Linarda de Crystella possiedono una casa terranea dentro la terra “iusta domum m.ci petri valentini domum batt.ae bell’homi”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 170v.

[liv] Cropani 9.1. 1585. Paolo Scordillo libera dalla sua patria potestà il figlio Gio. Batolo e gli dona un suo “tapetum olivarum cum omnibus suis necessariis positum intus catoggium domorum positarum ante mayorem ecclesiam dittae terrae iusta fossatos dittae terrae à parte exteriori domum fran.ci de duardo”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 5v. Cropani 9.8.1588. Francesca de Greco vendette a Io. Bartolo Scordillo una casa posta dentro la terra di Cropani “in loco dicto in pede lo campanaro iusta domum fran.ci de duardo domum heredum q.dam alfonsii galarii fossatos terrae praedittae et alios fines”, consistente in due membri seu camere con catoyo e tapeto. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 81v.

[lv] Cropani 8.6.1588. D.nus Camillo Bilotta di Catanzaro possiede una casa palaziata dentro detta terra “in convicinio dicto de culanna iusta domum Iulii de Ambrosio domum Thomae scordantis”. Iulio de Ambrosio possiede una casa palaziata “cum casaleno contiguo seu orticello sitam et positam intus dictae terrae in eadem convicinio iusta praefatam domum”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 74.

[lvi] Cropani 29.1.1590. Il nobile Battista Bell’homo possiede una “domunculam palatiatam sitam et positam intus dictam terram loco dicto alla Sala iusta domum m.ci Antonini Valentini domum petri jois carroczi viam p.cam”. La vende per duc. 20 ad Antonino Valentino. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 137.

[lvii] Fiore G., Della Calabria Illustrata, I, p. 215.

[lviii] Cropani 6.2.1584. Geronimo ed il figlio Scipione de Ricco “fecero fare exequtione sopra certe putiche d’esso m.co gio bartulo cappellino poste alla piacza”. ASCz, Not. Giovine P. B. 43, f. 2. Cropani 23.9.1586. Il magnifico Ioanne Bartolo Cappellano possiede Domum palatiatam seu magazenum positum in burgo dittae terrae in loco ditto la piacza iusta domum ipsius mag.co Ioannis Bartoli et domum heredum q.dam cesaris capp.i”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 34v.

[lix] Cropani 17.4.1584. Il clerico Laurentio de Nicotera vende a Vincenzo Maczaccaro un censo di ducati cinque sopra le sue case “sitis et positis in burgo dittae terrae iusta domum her.m Cesaris Capp.ni vias p.cas ex duobus lateribus dittas la piacza”. ASCz, Not. Giovine P. B. 43, f. 3.

[lx] Cropani 8 .1.1584. Il notaio Rafaele Placido di Cropani e la moglie donna Leandra Galari vendono a Tomaso Valentino le “domibus sitis et positis in burgo dittae terrae in loco ditto Santo Ioanne iusta domum mag.ri federici delaro va domum attoriae de pulella viam publicam”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 6.

[lxi] Cropani 25.9.1586. Il mag.co Ioanne Alfonso Cosentino possiede “vinea … prope burgum loco ditto Santo Ioanne iusta vineam thomae pinelli”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 35. Cropani 4.8.1587. Francesco Jordano e Filippo de Biamonte possiedono una “vineam vitatam arboratam arboribus sicomorum posita in burgo dictae terrae loco dicto allo serrone seu ad santo Io(ann)e prope burgum dictae terrae a parte superiori iusta vineam m.ci jois hieronimi bruni vineam.m.ci cesaris cassani terrenum seu hortum jois alfonsi de lo russo”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 48v.

[lxii] 12.1.1562. (Paolo IV) “Monitorium Flavii Ursini, episcopi Muran., Auditoris causarum Camerae Aplcae, quo, ad petitionem Fratrum conventus S. Salvatoris, Tertii Ord. S. Franc., terrae Cropani, mandatur eosdem Fratres in pacifica possessione corporis P. Pauli de Ambrosiis, de dicta terra et eiusdem Ord., in quodam tabernaculo reconditi et in cappella S. Luciae, in praefata ecclesia S. Salvatoris, non molestari quovis praetextu.” Russo F., Regesto, 21033.

[lxiii] Cropani 2.11.1588. Joanne e Nicola de la Binda possiedono alcune case e magazzini nel borgo: “domos ubi ad p.sens habitat ipse joannes cum omnibus cameris duos magazenos et cortile et aliam domum contiguam iusta domum S.ti Salvatoris vias p.cas ex omnibus lateribus”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 106.

[lxiv] Clemente VII. 6 aprile 1531. “Datur licentia fabricandi domum cum ecclesia, pro Fratribus Or.Min. Obs., in terra Cropani, sub invocatione B. Mariae de Succursu”. Russo F., Regesto, 16982.

[lxv] Fiore G., Della Calabria Illustrata, II, p. 628.

[lxvi] Cropani 26.7.1591. il m.co ioanne alfonso cosentino dona al figlio il R.do clerico hieronimo cosentino una casa palaziata nel burgo “iusta alias domos ipsius m.ci jois alfonsii domum her. q.dam thomae politi introitum dittae domus de puliti cum introito et exito deverso l’observantia”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 170.

[lxvii] Cropani 9.10.1591. Io. Tomaso Gallo possiede una casa terranea nel borgo “in convicinio observantiae iusta domum alfonsii de mauro politi domum jois mariae d’autilla”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 184.

[lxviii] Cropani 3.8.1588. Io. Maria Fabiani possiede una casa terranea “iusta domum heredum q.dam Iacobi Antonini domum mag.r Joa.nis Batt.ae Fabiani sui patris domum Aureliae de Artore domum d.ni Frabitti Ferrari mediante vinella”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f.81.

[lxix] Cropani 2.9.1586. Iacopa de Politi, vedova di Ioanne Andrea Puliti, possiede una casa palaziata nel borgo “iusta domum Io.is Micheli la rocca et domum ipsius Iac.ae”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 32v.

[lxx] Cropani 3.8.1588. Aurelia de Artore possiede una casa palaziata nel borgo iusta domum Io. Mariae Fabiani domum d.ni Frabitti Ferrari mediante vinella”. ASCz, Giovine P., B. 43 f. 81.

[lxxi] Cropani 13.9.1588. Il clerico Laurentio de Nicotera dona al figlio Ferdinando una casa palaziata sita nel burgo “iusta domus quae fuerit q.dam donni ferdinandi capp.ni aliam domus ipsius cl.ci Laurentii”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 90. Cropani 9.9.1591. Laurentio e Ferdinando de Nicotera possiedono una casa palaziata “noviter constructa sitam et positam in burgo ditte terre iusta domum nob. Lattantii capellini domum m.ci jois bartoli cappellini et aliam domum p.tti lattantii”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 177.

[lxxii] Cropani 7.11.1590. I fratelli il notaio Ioanne Dominico Riczotto e paolo, figli ed eredi del Mag.ri Battista Riczotto, si dividono i beni. “una casa palaziata posta al burgo confine la casa de m.s cicco sferra lo cortiglio de l’heredi del q.dam thesi puliti via p.ca.” “casa terranea posta nel burgo confine l’altra casa de detto m.s cicco sferra”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 154.

[lxxiii] Cropani 29.8.1588. Io. Tomaso Francesco e mimino de Modio come eredi del padre Antonio de lo Moyo vendono una casa palaziata ereditata posta nel borgo in convicinio de lo suverello confine da un lato con la casa di minnico de moio. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 85v.

[lxxiv] Cropani 31.10. 1588. Nicola de la Valle possiede metà di una casa palaziata nel burgo “iusta aliam medietate domus nob. Lattantii Cappellini domus m.ci jois bartuli”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 104.

[lxxv] Cropani 20.11.1590. Il Nob. Aurelio Biamonte acquista dal clerico Laurentio de Nicotera una casa palaziata nel burgo “iusta domum ipsius N. Aurelii domum heredum q.dam Antonii gambini domum heredum Jois donisii gullarini”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 155v.

[lxxvi] Cropani 8.8.1586. Donna visipata de pulello, vedova di Fabio Polinzi, possiede una casa terranea posta nel borgo “iusta domum v.lis cappellae Jo.is thomae rulli sub vocabulo de la annuntiata”, la vende a Jonne Thoma de la Porta. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 29.

[lxxvii] Cropani 3.8.1588. Io. Maria Fabiani possiede una casa terranea “iusta domum heredum q.dam Iacobi Antonini domum mag.r Joa.nis Batt.ae Fabiani sui patris domum Aureliae de Artore domum d.ni Frabitti Ferrari mediante vinella“. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 81.

[lxxviii] Cropani 2.11.1588. Joanne e Nicola de la Binda possiedono alcune case e magazzini nel borgo: “domos ubi ad p.sens habitat ipse joannes cum omnibus cameris duos magazenos et cortile et aliam domum contiguam iusta domum S.ti Salvatoris vias p.cas ex omnibus lateribus”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f.106.

[lxxix] Cropani 30.8.1591. Il M.cus Antonino de Nicotera possiede “quandam medietatem tapeti olivarum positum in burgo dittae terrae iusta domum jois pucelli domum d. iacobi piccoli duas domum unam terraneam et aliam palatiatam positas in burgo dittae terre iusta domum frabitii ferrari vinella mediante domum joe de cascia”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 175v.

[lxxx] Cropani 9.10.1591. Io. Tomaso Gallo possiede una casa terranea nel borgo “in convicinio de lo piano de maria iusta domum innocentii cacciafore domum hieronimi de vabate”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 184.

[lxxxi] Cropani 24.11.1590. Tomaso de Prando possiede una casa terranea “sita e posta in territorio dictae terrae loco dicto alle pignie iusta domum jois dominici de pulello domum jois maria de vadulato”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 156v. Cropani 14.2.1591. Il clerico Antonino lo Moyo ed il padre Gio. Tomaso lo Moyo, possiedono una “casa posta nello burgo de detta terra dove se dice le pignie iusta la via pu.ca la casa de sansune de sicilia et l’orto che fo del q.dam donno aniballi cacciafore et al presente d’essi di modio”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 161v.

[lxxxii] Cropani 28.9.1590. Casa che fu di Alfonsina Braczella e da essa venduta a Luca Custantino “posita in burgo loco dicto lo soverello iusta domum m.ci petri bruni viam p.cam”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 151. Cropani 29.8.1588. Io. Tomaso Francesco e Mimino de Modio come eredi del padre Antonio de lo Moyo, vendono una casa palaziata ereditata posta nel borgo in convicinio de lo suverello confine da un lato con la casa di Minnico de Moio. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 85v.

[lxxxiii] Cropani 4.8.1587. Francesco Jordano possiede “hortum cum domo et tabato olivarum arboratum arboribus sicomorum aliorum arboris situm et positum in territorio dittae terrae loco dicto allo sovarello seu santo leonardo o vero alli timponi bianchi prope burgum dictae terrae a parte inferiori iusta hortum m.ci hoctavi gambini hortum v.e Jois caroli bruni terrenum dela porcaria”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 48.

[lxxxiv] Francesco Jordano e Filippo de Biamonte possiedono la “vineam vitatam arboratam arboribus sicomorum posita in burgo dictae terrae loco dicto allo serrone seu ad santo jo.e prope burgum dictae terrae a parte superiori iusta vineam m.ci jois hieronimi bruni vineam.m.ci cesaris cassani terrenum seu hortum jois alfonsi de lo russo”. ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 48v.

[lxxxv] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 2.

[lxxxvi] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 179v.

[lxxxvii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 3.

[lxxxviii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 133.

[lxxxix] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 10v.

[xc] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 68.

[xci] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 74.

[xcii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 168v.

[xciii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 167v.

[xciv] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 166v.

[xcv] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 33v.

[xcvi] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 158.

[xcvii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 179v.

[xcviii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 13.

[xcix] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 17.

[c] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 23.

[ci] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 120.

[cii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 19.

[ciii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 19.

[civ] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 20.

[cv] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 35.

[cvi] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 72.

[cvii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 158.

[cviii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 168.

[cix] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 167v.

[cx] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 25v.

[cxi] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 114.

[cxii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 29v.

[cxiii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 133.

[cxiv] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 194.

[cxv] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 166.

[cxvi] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 2.

[cxvii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 32.

[cxviii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 47v.

[cxix] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 32v.

[cxx] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 33v.

[cxxi] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 147v.

[cxxii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 34v.

[cxxiii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 119.

[cxxiv] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 179.

[cxxv] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 37.

[cxxvi] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 37v.

[cxxvii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 44v.

[cxxviii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 82.

[cxxix] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 152.

[cxxx] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 41v.

[cxxxi] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 143.

[cxxxii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 158.

[cxxxiii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 172.

[cxxxiv] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 161v.

[cxxxv] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 45.

[cxxxvi] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 176.

[cxxxvii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 77v.

[cxxxviii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 173.

[cxxxix] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 169v.

[cxl] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 80v.

[cxli] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 179v.

[cxlii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 72v.

[cxliii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 86v.

[cxliv] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 158.

[cxlv] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 17.

[cxlvi] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 63v.

[cxlvii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 103.

[cxlviii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 120.

[cxlix] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 19v.

[cl] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 115v.

[cli] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 84v.

[clii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 29v.

[cliii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 47.

[cliv] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 47v.

[clv] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 148.

[clvi] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 50v.

[clvii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 29v.

[clviii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 133.

[clix] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 194.

[clx] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 33v.

[clxi] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 50v.

[clxii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 58v.

[clxiii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 60.

[clxiv] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 62v.

[clxv] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 189.

[clxvi] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 104.

[clxvii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 109.

[clxviii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 110v.

[clxix] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 113v.

[clxx] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 122.

[clxxi] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 129.

[clxxii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 131v.

[clxxiii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 60.

[clxxiv] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 178v.

[clxxv] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 133.

[clxxvi] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 134v.

[clxxvii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 44v.

[clxxviii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 141v.

[clxxix] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 146v.

[clxxx] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 103.

[clxxxi] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 151v.

[clxxxii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 190v.

[clxxxiii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 86v.

[clxxxiv] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 114.

[clxxxv] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 184.

[clxxxvi] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 179v.

[clxxxvii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 72.

[clxxxviii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 168.

[clxxxix] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 163v.

[cxc] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 159.

[cxci] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 179v.

[cxcii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 167v.

[cxciii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 166v.

[cxciv] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 158.

[cxcv] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 20.

[cxcvi] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 35.

[cxcvii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 158.

[cxcviii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 13.

[cxcix] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 168.

[cc] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 72.

[cci] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 167v.

[ccii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 114.

[cciii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 82.

[cciv] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 146v.

[ccv] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 62v.

[ccvi] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 189.

[ccvii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 109.

[ccviii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 2.

[ccix] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 33v.

[ccx] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 23.

[ccxi] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 32v.

[ccxii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 103.

[ccxiii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 47.

[ccxiv] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 58v.

[ccxv] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 104.

[ccxvi] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 113v.

[ccxvii] ASCz, Not. Giovine P., B. 43 f. 178v.

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