Relazioni riguardanti alcuni conventi calabresi (1650)

In evidenza il convento dell’Osservanza nella stampa di Crotone contenuta in Voyage Pittoresque di Jean Claude Richard Abbé de Saint-Non, Parigi 1783.

Le relazioni riguardano i seguenti conventi: convento dei Minori Osservanti con chiesa di Santa Maria del Soccorso di Crotone, convento agostiniano con chiesa dell’Annunziata di Melissa, convento domenicano di Pietrafitta con chiesa di Santa Maria delle Grazie, convento domenicano di Celico con chiesa di Santa Maria della Grazia, convento domenicano di Maierà con chiesa di Santa Maria delle Grazie, convento domenicano di Mendicino con chiesa dell’Annunziata, convento domenicano di Cassano con chiesa di San Domenico.

Il convento dell’Osservanza nella carta intitolata “SCENOGRAFIA della Scogliera del Porto di Cotrone, fatta per tutta la Campagna del 1756”, conservata all’Archivio di Stato di Napoli (foto di Bruno Mussari).

“Relatione del Convento della Città di Cutrone

Il Convento di min.ri oss.ti della Città di Cutrone nella Provincia di Calabria Citra fù fondato l’anno 1520 conforme appare per la Cronica del P.re Consaga perchi altra scrittura non si trova per esser stato brugiato da turchi l’anno 1639. Detto Convento stà nella Riva del mare distante dalle mura di d.a Città canne 50 in circa.

Ha la chiesa sotto titolo di S.ta Maria del Soccorso, esso è in forma quadra serrato da tutte le parti. Tiene un dormitorio doppio con 17 celle, un altro finito di fabrica cioè le mura maggiori, ove vengono 6 altre celle. È stato quasi sempre habitato da diece, e dodici frati, ma al presente per la penuria che ne tiene la Provincia non vi habitano più che sette frati professi, un terziario, e tre famigli, i nomi de’ quali sono l’infrascritti cioè

P. fra Gioseppe dal Cedraro Sac.te e Guard.no/ P. fra Gioseppe da Ferolito Sac.te/ P. fra Bonav.ra da Policastro Sac.te/ P. fra Gioseppe da Policastro Sac.te/ Frat’Antonio dal Cirò laico/ Fra Paulo da Morano laico/ Fra Domenico da Casabona laico/ Domenico da Casabona terziario.

Detto Convento tiene di Legati perpetui da docati cento trenta sette l’anno con peso di celebrare ogn’anno mille duecento novanta quattro messe lette, dalle quali docati cento trenta sette alcuni si sono persi li fondi ove era fundato d(ett)o censo, e parte sono inesigibili siche d.o Convento non riscuote altro che annui docati cento otto 108

Legati senza peso

Item da un altro Legato perpetuo senza peso sopra una Bottegha 4

Item tiene dui pezzi di territorio quali ascendono ambo duo à tummulate 55 ne riceve il Convento senza peso alcuno ogn’anno l’un per l’altro 18

Item la Contessa di San Severino assegnò sopra la d(ett)a Città di Cutrone annui docati trenta per li vestimenti de’ frati, e la Città assegnò al Convento la Portulania del Molo, dalla quale il Convento non ne riceve più che docati venti 20

Item d.o Convento tiene nel Molo un magazeno dal quale ni riceve ogni anno l’un per l’altro docati quaranta, dalli quali si ne sono da levare docati venti che sono per la celebratione di 4 messe la settimana, e sono posti nel numero delli docati cento et otto, che però qui si pongono solo li docati venti quali sono senza peso 20

Item dentro del Convento vi sono alcune stanze grandi al basso quali à molti anni si sono dati à mercadanti di grano, dalli quali ogn’anno se ne sono ricevuti 90

Item d.o Convento tiene un horto con alcune arbori fruttiferi, ma pochissime murato d’una tummulata in circa, ed altra tummulata aperta quali servono per hortalitio per i frati 20

Item d.o Convento hà seminato di orgio, fave, lino, e grano per la fabrica tummula diecenove 30

Item d.o Convento tiene sei bovi, e due vacche pervenute d’elemosine per applicarsi alla fabrica 100

Item tiene un sumarro, ed una giumenta schiavotta quali servono à portar legna, ed acqua, e per altre necessità del Convento.

Elemosine incerte

Dalla Sacristia se ne cava ogn’anno per litanie, responsorii di S.to Ant(oni)o messe, mortaggi, ed altre elemosine l’un per l’altro 28

Dalla cerca del grano un anno per l’altro tumula

Dalla cerca del musto un anno per l’altro salme 17. 17

Dalla cerca dell’oglio un anno per l’altro 3

Dalla cerca del caso un anno per l’altro 2

Dalla cerca del pane un anno per l’altro 50

Dalla Regia Corte ogn’anno di sale 7

Dalla cerca delli legumi tummulo 1. 0 – 4

Esito

Per li vestimenti de’ frati ogn’anno 30

Per le necessità solite de’ frati la Pascha 12

Per grano per vitto di tutto l’anno l’un per l’altro bastano le cerche ch’ascendono alla somma di 60

Per musto un anno per l’altro 30

Per oglio un anno per l’altro 15

Per caso un anno per l’altro 10

Per pietanza tanto di grasso quanto di macro e carne salata 50

Per suppellettili alla sacristia, dormitorio, cannava e stigli di cocina 10

Per orgio tummula 20 per l’animali e per ferri bardella, funi ed altre cose necessarie alli detti 14

Per cera alla sacristia ogn’anno per l’altro 10

Per sale per tutto l’anno basta quello della Regia Corte 6

Per funi per le campane, cisterne, fenestre della chiesa 1

Per ferri ed altri stigli per la fabrica un anno per l’altro 2

Per sussidio de’ Capitoli, Congregationi gen.li e Provinciali, passaggi de’ Visitatori e Provinciali un anno per l’altro 5

Per maccarroni, vermicelli, riso, mendoli e spetie 3

Per salario di tre famegli 34

Per verdume 2

Per medici, medicine, e barbiero un anno per l’altro 8

Per reparatione, e resarcimento della fabrica un anno per l’altro 5

Legati delli quali il Convento non ha cosa alcuna

Per lascito dalla q.dm Sig.ra Mariana di Bavaro annui docati tre per capitale di docati trenta quali stà in lite 3

Per lascito fatto di docati duicento per una volta tantum al d.o Convento dalla q.dm Sig.ra donna Giacoma Caposacca, le quali scritture sono nel Tribunale della fabrica di Napoli 200

Per lascito fatto da fra Scipione Mambone, al nostro Monasterio quali spettano docati cento vincendosi una lite che così lasciò il testatore dico 100

Lucia Strambone docati 50 per una volta tantum trasferendosi il suo corpo al nostro Monasterio lascia 50

Li sopradetti lasciti, seu legati non hanno ancora havuto effetto.

Si dichiara che questo Convento non tiene altri stabili, ne altri censi, ne altri animali, ne altra cosa che non sia posta in questa relatione.

Item si dichiara che d.o Convento non tiene altro peso di messe ne perpetue ne temporali, ne altra cosa che non sia posta ed espressa in questa per quanto ha possuto arrivare la nostra diligenza.

Item per potersi finire d.o Convento vi bisognerebbono docati ottocento in circa quali si possono pigliare dal prezzo dell’animali e seminati ed altre elemosine che correranno.

Noi infrascritti col mezzo del n.ro giuram.to, attestiamo d’haver fatto diligente inquisit.e dello stato del monasterio sudetto, e che tutte le cose espresse di sopra e ciascuna di esse essere vere, e reali, e che non habbiamo tralasciato di esprimere alcuna entrata ò uscita, ò peso del medesimo Convento, che sia pervenuto alla n.ra notitia. Et in fede habbiamo sottoscritto la presente di n.ra propria mano, e segnata col nostro solito sigillo questo dì 25 di Marzo anno 1650.

Io fra Gioseppe del Cetraro Guard.no confirmo quanto di sopra.

Io fr. Buonav. Di Rigliano Gra. M.n.o et deputato.

Io fra Lorenzo da Policastro già Min.o conf. quanto di sop.a

Io fra fran.co da Pietramala Conf. q.to di sopra.”

ASV, Congr. Stato Regolari I, Relationes 37, ff. 42-44.

Crotone, via Osservanza (foto di Nicola Fulvi).

“Melissa

Re.lo si fa per il P. fra Thomasi di Paola hodierno Priore del Conv.to del SS.mo Salvatore del Or. Er. Di S. Agostino sito nella Terra di Melissa del Regno di Napoli della Prov.a di Calabria Citra della Diocese d’Umb.co di d.a Prov.a, il qual Conv.to e sotto le muraglia di d.a Terra, al p.te benche rituvamo la fundatione di d.o Conv.to essere fatta l’anno 1546 al ult.o di Ag.to di d.o Anno, e fu eretto un miglio in circa dalla Terra pred.a dentro montagne, e selve, e riconoscendo li Cittadini di d.a Terra il puoco benef.o ricevevano per la distantia del luogo supplicorno al Sig.r P(ri)n(ci)pe di Strongoli, et Conte di d.a Terra che havesse impetrato dal m. R. P. Pro.le di d.o Ordine, che si fosse compiaciuto translatare d.o Conv.to dal loco era a questo che si trova hoggi, e vedendo d.o Pro.le la giusta domanda, et li esclami si sentivano da insulti facevano gl huomini di malavita con esserci occorse morte d’huomini dentro la propria Chiesa, dove per molto tempo non si officio insino che non fu dalli Sup. E.i redotta ad pristinum e del tutto se ne dono parte à monsig.r Ant.o Ricciullo allhora Vescovo d’ Umb.co, il qual Prelato acclamò detta petitione e ci donò il suo consenso, et assenso, e questo fu l’anno 1637 al pr. di marzo, et la Chiesa, dove hoggi e d.o Conv.to è sotto il vocabulo della SS.ma Annuntiata, Chiesa antica, dove hoggi vi sono una Cantina et conserva di vini capace per d.o Conv.to, et più nove stanze tra bassi et alti, si attende ad ampliar le fabriche di d.o Conv.to si trova hoggi aperto convicino la strada pub.ca distante come si è detto di s.a un tiro di pietra, La Chiesa è lunga sessanta palmi, e larga palmi trenta, et altri trenta palmi di altezza e si spera con la gr.a di Dio farsi piu grande la Chiesa e farsi piu stanze. La qualità della fabrica è di calce e pietra. Le mura sono di palmi tre quelli di fuora, e quelli di dentro doi palmi. Il num.o de’ Religiosi sono in d.o Conv.to è Il P. fra Thomase Presta da Paola. Il P. fra fran.co La Cava di Monteleone sotto Priore. Il P. fra fabio Pignataro di Melissa. Il P. fra Ant.o Primerano di Bellforte.

Servienti

Fra Giovanni di Sinè di Calopizzati. Gios.e Juzzulino di Melissa. Giovanni Caito di Sagnano garzone. L’anno passato vi sono state cinque Sacerdoti e doi altri clerici.

Nota dell’Entrate

Im p.s possiede d.o Conv.to una continentia di terre lavoratorii di tum. Venti in circa, et altre dieci in circa di boschi quali annui se ne percipe ducati diecidotto l’anno in circa empe s’affitta in denari.

E più possiede al territorio di Strongoli da tum. Venti in circa, dalle quali nonsi ne è perceputo nessunu fruttu per non haversi ritrovato di affittare da sei anni in qua et piu altre tum. Dieci in circa in un altro luogo detto Lo Ru territ.o di Melissa da sei anni in qua ni ha ricevuto in questa pross.ma passata raccolta tum. cinque, et un quarto di grano, hoggi vale à carlini nove il tum sono ducati quattro carlini sette e grana doi e mezzo mon.ta di Regno.

Et più in d.o territ.o possiede altre tum. dodeci in circa loco detto La Mela del che non si sono in libro essersene ricevuta cosa nessuna da sei anni in qua.

Et più possiede certe altre terre parte lavoratorii e parte boscosi, quali sono convicini al Convento vecchio da quindeci tum. incirca, e se vendono in denari ducati otto l’anno e dove erano le vigne in d.o luogo si è seminato un anno solo da sei in qua, e si ne è ricevuto un tumulo e mezzo di grano che sono carlini tredeci e mezzo di Regno.

E più un’altra possessionetta si vende ad herbaggie carlini dieci l’anno di Regno.

E più altre tum. tre di terra incirca quando si vende ad herbaggio se ne riceve l’anno carlini dieci, e quando si fa a massaria si ne riceve la decima d’ogni dieci uno, e questo anno passato solamente si e fatto à massaria da sei anni in qua e dalla decima se ne percepì tum. tre e mezzo di fave sono carlini trent’uno e mezzo di Regno.

E più possiede una continentia di celsi si vendono ducati in circa l’anno otto conf.e l’ho venduto io, e lo ritrovo nelli libri.

E più possiede una quantita d’olive in diverse parti in d.o territ.o di Melissa se ne percipe l’anno cento ottanta cannate in circa d’oglio, e sempre quasi si vende a carlini doi la cannata da fertile ad infertile che fanno la somma di ducati trentasei di Regno.

E più possiede varie case, delle quali vi ni è una nella Città di Strongoli e di tutte se ne percepe ducati vent’otto l’anno di moneta di Regno.

Item possiede annui ducati dieci l’anno dalla Universita di Melissa pattizzati e donati a tempo si edificò il Convento.

E più si chiarisce come attempo della scugna si suole fare l’elemosina per l’aie e si suol fare tum. venti in circa l’anno da fertile ad infertile, li quali à carlini otto il tum. in circa che fanno la somma ducati sedici di Regno.

E più s’ammetteno altri tum. in circa di pane percipiendi dalla bertula, seu sacca, che per doi dì la settimana sogliono detti Patri per la Terra andando questuando, il che ne puo percipere d.o Convento da fertile ad infertile m.ta da questo Regno alla stessa rag.e ut s.a ducati nove e tari doi.

E più si può percipere annui ducati dieci per elemosine in dies di funerali e messe et offerte l’anno in circa.

E più possiede una pezza di vigna della quale ne percipe annui barili n.o ventiquattro in circa, li quali da fertile ad infertile grana quindeci il barile, che uniti insieme fanno la somma di carlini trentasei l’anno in circa m.ta di questo Regno.

Tutte le soprad.e robbe unitam.e con altri carlini venti uno paga anno quolibet il R. D. Leonardo d’ Arcuri sopra tutte le sue robbe per un pezzo di terra censuatoli con licentia de Sup.i d.i, et altri carlini venti pagabili per Claudio di Giovanni sopra tutte le sue robbe per altre terre censuatoli come di s.a, et altri carlini tre paga Minico di Ancona per censo s.a una sua casa, et altri carlini quindeci si pagano per l’heredi del q.mAndrea Samà per certi casalini tenne à d.o Convento, et li sopra d.i carlini quindeci si sono pagati per un anno t(antu)m che prima non era offettuito d.o censo ma infuturum si pagheranno, che uniti insieme fanno la somma da ducati cinque tari quattro e grana diece e piu per qualsiv.a messa si per defonti, come anco per devotione non si dona più di un carlino d’elemosina per ciasched.a messa.

E più per lasciti fatti dalli Sig.ri Baroni di questa Terra passati ducati quindeci annui pagabili dalli erarii di questa Terra conf.e n’appare Instro.o per tre egdommade si celebrano la settimana per d.i Sig.ri.

E più possiede ducati venti annui sopra certe olive, celsi, terre, canne, case et grotte rilasciati anticam.e dal q.m mon.r Agostino de Sessa con peso di celebrare una messa il dì, benche prima d.i stabili ascendevano a somma mag.re da tredici anni in qua son diminuite, et diminuiranno d.e entrate, ma le messe stanno in suo robbore.

E più nella sud.a Chiesa della SS.ma Annunciata vi erano anticam.e per esservi ivi una confra.tà si celebravano messe quattro la settimana da tre anni in qua in poi per augum.to di devotione dalli soprad.i confrati vi si è aggiunte tre altre messe la settimana, che in tutto sono una messa il dì, che per qualsivoglia egdommoda si dona d’elemosina ducati cinque che in tutto l’anno la somma di ducati trentacinque l’anno restando sempre in suo robbore la confrat.tà che in d.a Chiesa vi era.

E più tiene di peso di messe due la settimana ivi lasciate anticamente per qm D. Damiano meno sopra li sopra nominati beni patrimoniali di d.o Convento et in specie sopra l’erbaggi, olive e celsi del convento vecchio.

E più possiede un pezzo di puoche olive, quali molt’anni sono, si sono affittati per carlini venti cinque l’anno con peso di una messa la settimana con giausto interesse fu dal convento rilasciato dal qm Gio Leonardo La Scala.

E più ducati cinque s.a le robbe del qm fran.co Criteri per una messa la settimana.

E più infra annum quaranta messe se ne percepe ducati ducati quattro l’anno sopra un saccale e grotte della fameglia di Stefano Mano.

E più ducati dieci della famiglia per due messe la settimana si celebrano per li sud.i.

E più ducati quattro della famiglia dei Cannati sopra i loro beni per quaranta messe infra annum.

E più ducati sette e mezzo per una messa la settimana et bis in mense per la fameglia di Castiglione.

E più carlini venti otto sopra li beni del qm Arcipete D. fran.co Riccio per venti otto messe annui per l’anima del qm Gio Paolo Salimbene.

E più oglio cannate cinque sopra l’oliveto di D. fran.co Italiano per dodeci messe l’anno si celebrano per l’anima del qm Marco Cannata.

E più tiene peso d.o convento di celebrare bis in mense per l’anima della qm Donna Mutesta per beni relasciati, quali possiede d.o convento, e censuati al retroscritto D. Leonardo d’Arcuri; tutte le soprad.e nominate messe si principiano il servitio dal p.mo di 7bre di quals.a anno, e si maturano al ultimo di Agosto del seguente anno, et in tal tempo si sodisfano le elemosine e tutte queste somme di moneta sono per ogni dieci carlini un ducato di moneta di Regno.

Si chiarifica non esservi peso di messe di sodisfare, ma tutti i pesi integram.e sodisfatti.

Resta di più a chiarirsi come nel convento vecchio vi e una Imagine della B. Vergine e la odierna M.a Principessa di Strongoli, e Contessa di Melissa per sua devotione attempus di quatt’anni in qua ha fatto celebrare una messa la settimana et ha donato d’elemosina duc.ti cinque l’anno.

Esito

Imp.s carlini nove e grana doi per censi annui alla Comital Corte e grana dodeci al Paroco di S. Maria di d.a Terra, carlini quattro al Cappellano del SS.mo Salvatore, essendo p.ma Beneficio semplice, e grana venti doi al Paroco di S. Jacomo di d.a Terra per renditi sopra li soprad.i nominati stabili, et un altro carlino al cappellano di S. Pietro, che tutti uniti insieme fanno la somma di carlini diecisette e grana quattro di Regno.

E più ducati per queste due annate del mio Priorato sessantatre per Collette ordinarie e per reparate della Provincia e per la cavalcatura nel Capitolo carlini venti.

E più per il vestiario de frati per il p.mo anno 1647 e 1648 vi furno sacerdoti cinque e doi clerici si pagorno per il vestiario del Priore ducati dodeci al Proc.re altri dodeci et per l’altri tre sacerdoti ducati diece per uno, et alli clerici ducati sei per uno, et al garzone vestiti, scarpe, e salario ducati settantasei, et per questo anno 1649 e 1650 per il soprad.o vestiario ducati cinquantaquattro.

E più per vitto di pane per sette persone ordinarie et estra ordinarie, che succedono al convento grano tum. cinque il mese, che ascendono alla somma di tum. sessanta l’anno in circa, che alla somma di carlini otto il tum. sono ducati quarant’otto l’anno.

E più per pietanza ord.a et straordinaria carlini venti il mese per li soprad.i frati, che in tutto sono ducati ventiquattro l’anno.

E più per spesa si fa ord.a per la venuta del P. Prov.le nella visita ducati quattro per mangiare, et al socio per consuetudo della Prov.a carlini dieci et in tutto fanno d.ti cinque di Regno.

E più si fa esito di ducati dodeci per sessanta cannate d’oglio per uso de frati, e la lampada che sta accesa innanti al SS.mo l’anno à rag.e di carlini dieci in circa la cannata da fertile ad infertile.

E più per uso de frati da fertile ad infertile ducati quindeci l’anno di vino.

E più ducati cinque per un porco l’anno per uso de frati.

E più per formaggio per uso de frati ducati dodeci l’anno in circa.

E più per orgio per uso di d.o convento tum. sedeci l’anno in circa da fertile ad infertile carlini sei il tum., importano ducati nove e carlini sei di m.ta di Regno.

E più à monsig.r Ill.mo di Umb.co carlini otto annui per la visita della cappella del qm not.r Agostino di Sessa come per antico costume.

E più per uso di frati pepe, zafarano, et altre speziarie ducati tre annui.

Item per cipolle, cucuzze, et altre cose comestibili carlini dieci l’anno.

E più per uso del refettorio, e cucina per vasi tanto da bevere quanto di cucina, piatti, pignate, et acconci di rame, et altri necessarie simili carlini quindeci l’anno di m.ta di Regno.

E più sacchi per uso di condurre grano carlini otto l’anno di moneta di Regno.

E più per doi para di barili per uso di acqua, e musti carlini otto l’anno di m.ta di Regno.

E più carlini trenta di Regno per uso d’animale serve a d.o convento come funi, ferri, et imbasti.

E più ducati cinque l’anno per riparo di pannamenti di letti di m.ta di Regno.

E più al musico per suo salario venticinque carlini l’anno, al barbiero carlini diecidotto l’anno, per medicine da fertile ad infertile ducati quindeci annui, alla lavandara carlini dodeci l’anno, che in tutto sono ducati venti e carlini cinque di Regno.

E più per accomci e riparat.e di case tiene in appiggione d.o convento ducati tre l’anno da fertile ad infertile di moneta di Regno.

E più si porta in esito ducati trent’otto spesi per calce, pietre, arena, acqua et condutture di d.e cose e mastria per una camera complita in questa due mie annate quale viene numerate con le stantie nominate ut retio di m.ta di Regno oltre il presente edificio e bisogno tiene d.o convento che in atto agumentandosi per mettere in clausura d.o convento quando si finirà d.a fabrica perche non si può giudicare non posso determinar cosa nessuna.

E più riparate di messali, corporali, e purificaturi, ampullini, lampade, carlini cinque l’anno di m.ta di Regno.

E più per cera per servitio di messe, et altri officii libre tre il mese, che tutte sono libre trentasei l’anno à carlini doi la libra, che importano d.ti sette e carlini doi di m.ta di Regno, et altri carlini tre di censo l’anno.

E più per cera bianca per la festività, e per la sett.na S.ta libre diece l’anno sono ducati quattro di m.ta di Regno.

Noi infrascritti col mezzo del n.ro giuram.to, attestiamo d’haver fatto diligente inquisit.e dello stato del monasterio sudetto, e che tutte le cose espresse di sopra e ciascuna di esse essere vere, e reali, e che non habbiamo tralasciato di esprimere alcuna entrata ò uscita, ò peso del medesimo Convento, che sia pervenuto alla n.ra notitia. Et in fede habbiamo sottoscritto la presente di n.ra propria mano, e segnata col nostro solito sigillo Melissa li 22 di febraro 1650.

Io fra Thomaso di Paola Priore.

Io fra Giulio di Ben.to Dep.to.

Io fra Fabio di Melissa Dep.to

Loco + Signi

Relatione”

Roma, Arch. Gen. Agostiniani, J. I, 3, Relazioni, 1650, ff. 93-96v.

Melissa, KR (foto di Antonio Cosentino).

(N. 65) “Relatione del Monas.o de Pietrafitta hoggi 18 de febraro 1650.

Nella Provincia di Calabria Citra.

Il Monasterio della Relig.e di S. Dom.o dell’Ord.e di Pred.ri situato nel Casale de Pietra fitta Diocese de Cosenza fuora di detto Casale, in luogo aperto, et instrada Publ.ca lontano da lo luogo abitato passi 50 in circa quale prima fù fondato da li Padri de S. Fran.co de Assisi et essendo demorati per spatio d’un Anno lo rinunciorno et se ne partiruno et mediante detta rinunza L’Università de Pietra fitta posero in possesso la detta Relig.e di S. Dom.co qual’ fù L’anno del Sig.re 1591 col L’Autorità de Monsig.r Arcives.o Cardinal Fran.co Gonzaga et per sostento et fabrica l’assegnorno et s’ogligorno con patti infr.tti annui d.ti 50 per anni diece, et gli concessero tutta quella immunità che à gli detti P.P. haveano concesso sin come appare per instrum.o stipulato da Notar Guerriero Mancuso de detta Petra fitta come stà conser.to nel n.ro Deposito. La Chiesa sotto titulo de S.ta Maria delle gratie. Il detto Monast.o tiene uno Dormit.o con Celle num.8 sotto del quale vi sono tutte l’officine necess.e et d’una parte vi stà la chiesa col Coro, et sacris.a da laltra parte sè dato principio ad edificarse un altro Dormit.o nel quale vè fatto un muro lungo passi 22 et d’altezza Pal. 9 et de presente ci habitano de famiglia doi sacerdoti et un Laico Professo fra Girolamo Miniardo da Rogliano Vicario, fra Raimondo Gioviano da Montalto, fra Fran.co Turco da Mendicino Laico Professo.

In primis detto Monas.o possede una Difesa nella quale non vi sono altro che herbe, et per affitto d’essa rende ogn’anno scudi 68.

Item possede una Vig.a arborata d’olive che rende ogn’anno some 4 barili de vino num. 16 rende scudi 6.

Item possede uno Molino de grano che per la mancanza dell’Acqua macina solum l’Inverno, che per affitto di esso rende ogn’anno scudi 12 Pauli 2. 12 – 2 –

Item riceve d’entrata di Cenzi esigibili ogn’anno scudi 132

Item riceve ogn’anno per elemos.e incerte ma consuete scudi 8

Item possede castagneti di tu.la de castagne num. 83 che per affitto d’essi se ne riceve d’entrata scudi 40

Item possede alcune Possess.ni arbotati di celsi, che per affitto d’essi se ne riceve d’entrata ogn’anno scudi 10 P. 6. 10. 6

Item possede un horto che se ne riceve d’entrata de foglie ogn’anno scudi 7

Che tutte queste entrate sommano scudi 153 P. 8.

All’incontro il detto Monastero tiene peso de Messe perpetue ogni giorno num. Doi 2 le quali per esser antiche sono di tenuissima elemosina 732

Item ogni anno paga de cenzo perpetuo all’Abbadia di S. Giovanne in fiore Casale di Cosenza scudi 12

Item per peso di fabrica di nuova struttura, et risarcimento per causa delli terrimoti cossi della chiesa come del Convento ogn’anno scudi 40

Et rispettù alla nuova struttura, et complimento de fabrica se ricerca anni 20.

Item per reparat.ni et cose necess.e della sacris.a ogn’anno scudi 8

Item tiene di spesa ordn.a de vitto per li frati tanto di grano, vino, et altre cose necess.e commistibili à rag.ne di scudi 22 per ciaschedun frate in tutto scudi 66

Item per vestimento di detti frati, et servienti à scudi diece per ciascheduno Religioso, et scudi diece per ciascheduno serviente in tutto scudi 30

Item per Medici, Medicine, et Barbieri ogn’anno scudi 10

Item per bisogni de viatici del Convento ogn’anno 5

Item per salario, et vitto et altre cose necessarie per il garzone scudi 30

Item per spese et altre cose necessarie per la mula ogn’anno scudi 25

Item per alloggi et hospitationi cossi de Religiosi come de foras.ri ogn’anno 5

Item per le spese straordin.re come biancherie, letti, et altri mobili de casa, vasi robbe de tavola et cocina ogn’anno scudi 7

Item per spesa vittuale et Procurat.ni innovat.ni de visite de Superiori, Capituli Generali et Provinciali ogn’anno scudi 10

Che tutto questo esito somma scudi 248

Noi infrascritti col mezzo del n.ro giuram.to, attestiamo d’haver fatto diligente inquisit.e dello stato del monasterio sudetto, e che tutte le cose espresse di sopra e ciascuna di esse essere vere, e reali, e che non habbiamo tralasciato di esprimere alcuna entrata ò uscita, ò peso del medesimo Convento, che sia pervenuto alla n.ra notitia. Et in fede habbiamo sottoscritto la presente di n.ra propria mano, e segnata col nostro solito sigillo hoggi li 18 de febraro 1650.

Io fra girolamo maniardo di Rogliano Vic.o dico con giuramento

Io fra Raimondo Gioviano Deputato affirmo quanto di sopra.”

ASV, Congr. Stat. Reg. I, Relationes, 25, ff. 492-495.

Pietrafitta, CS (da senocrito.it).

(N. 30) “Relatione dello Stato del Con.to di Celico dell’ord.ne de Pred.ri del Regno di Napoli Provincia della Calabria Citra in conformità della Bolla di Nostro Sig.re Innocenzo Decimo sotto la data dello 22 di Xbre 1649.

Il detto Monastero è situato nel Casale di Celico, Diocese di Cosenza, fuori dell’habitato non murato e discosto da passi cinquanta, luogo aperto in strada publica. Ha la sua chiesa belliss.ma ornata di vagliss.me cappelle sotto il titulo di Santa Maria della Gratia, con sacrestia et ogni cosa necessaria. Il Convento ha dui dormitorii finiti et un altro con li fondamenti pieni di struttura quadra e dentro il Convento vi sono ventiquattro stanze. Fu fondato et eretto l’anno 1545 et il fondatore fu Notar Moscetto Terzo e Donna Cammetta coniugi e con l’intervento dell’Università di detto Casale con l’autorità e consenso di Francesco Tadeo Gaudio fiorentino arcivescovo di Cosenza con obligo che gli Padri di detto Convento dovessero ogni mattina cantare la messa conventuale nell’Altare Maggiore per l’Anime d’essi fondatori e nell’istesso altare ogni giorno vi sia una messa letta in benefitio dell’Università e l’havesse da tenere un lettore publico e pred.re con l’assignamento di docati cento cinquanta annui fondati sopra il territorio nella Sila di Cosenza e case dentro l’habitato di Celico le quali al presente sono dirute dalli terremoti.

Nella fondatione non vi fu prefisso nem.ro di Religiosi però al presente tra sacerdoti novitii conversi terziarii et oblati vi dimorano dodeci di famiglia de i quali cinque son sacerdoti, cioè Il P. fra Giacinto Guiscardo della Saracena lettore e Pred.re Gen.le adesso Priore del Conv.to, il P.re fra Dom.co petto di Celico sotto Priore, il P.re Fra Pietro Bevacqua di Spezzano Grande, il P.re fra Gioseppo Biondi di Celico lettore, il P.re fra Tomaso Rubino di Mendicino lettore del Convento. Dui Novitii cioè fra Blasio Celio della Saracena e fra Lodovico del Gaudio di Mendicino undeci studenti philosophi, un converso cioè fra Vincenzo Caputo di Paula, un terziario cioè fra Gio. Dom.co Dunnati di Bisignano e tre oblati claustrati cioè fra Salvatore Bonifatio di Celico, fra Flaminio di Spezzano Grande e fra Dom.co Greco di Celico.

Il detto Conv.to esige ogn’anno così dalle terre sopra dette assignate dall’Università, come da altre terre assignate poi dal Con.v.to tumula cento di Germano, li quali valutati l’un anno per l’altro, havuto riscriva a sei anni addietro importano scudi settanta 70 – 0 – 0

Item possiede in detta Sila in diversi luoghi terre aratorie altre tumulate cento, ch’un anno per l’altro possono importare cinquanta due tumula di grano germano quale computato a ragione di carlini sette il tumulo si calculano scudi trentasei e carlini quattro            36 – 2 – 0

Item possiede vigne dalle quali ne percipe un anno per l’altro da trenta salme in circa di vino, che valutato a carlini dodeci la salma dedotte le spese importano quolibet anno scudi venticinque 25 – 0 – 0

Item possiede un’altra possessione contigua al Convento alborata di vigne, celsi, fichi et altr’alberi, dalla quale il Convento ne percipe ogn’anno scudi trentatre d’affitto 33 – 0 – 0

Item possiede altre vigne piccole in più partite dall’affitto de quali ne percipe ogn’anno scudi quindici 15 – 0 – 0

Item possied’un Castagneto dall’affitto del quale ne riceve un anno per l’altro scudi quindici 15 – 0 – 0

Item possiede altri castagneti in diverse e più partite dalli quali n’ha il Convento scudi undici l’anno 11 – 0 – 0

Item possiede un giardino con celsi e vigne dall’affitto del quale ne riceve il convento quattro scudi ogn’anno 4 – 0 – 0

Item possiede celsi in più e diverse partite dall’affitto delli quali n’ha il convento scudi ventiquattro l’anno 24 – 0 – 0

Item possiede un’herbaggio il quale un anno per l’altro vendesi scudi quaranta 40 – 0 – 0

Item possiede altre herbe, dall’herba delle quali n’ha per ogn’anno scudi cinque 5 – 0 – 0

Item possiede di censi perpetui scudi cento e tredici, li quali sono esigibili 113 – 0 – 0

Item possiede pecore num.ro quattrocento dall’affitto delle quali il Convento n’ha ogni anno scudi trentadui 32 – 0 – 0

Item riceve dal Regio fundaco della salina, un Cantaro di sale qual vale scudi sette 7 – 0 – 0

Item per elempsina di Pane ogn’anno scudi dodeci 12 – 0 – 0

Item riceve per affitto di tre bovi ogn’anno scudi venti uno 21 – 0 – 0

Item riceve d’oblationi pie come processioni, messe, et altre opere pie scudi quaranta un anno per l’altro 40 – 0 – 0

All’Incontro

Il detto Convento ha l’obligo messe inclusi l’oblighi assignati nella fondazione di tre messe lette la settimana e quattro le feste di precetto et una messa cantata ogni giorno e per ciascheduna messa si suol dare un carlino.

Item paga un altro alli Padri di S. Fran.co di Paula scudi quattro e mezzo 4 – 2 – 10

Item paga altri carlini sette a S.ta Levia 0 – 3 – 10

Item paga venticinque penna alla chiesa parrocchiale 0 – 1 – 5

Item paga ogni anno per la colletta del P. Rev.mo Procuratore Prov.le e compagni scudi quattro e mezzo 4 – 2 – 10

Item paga ogni due anni per il Capitolo Provinciale quattro scudi 4 – 0 – 0

Item per il Capitolo Generale ogni tre anni paga scudi tre e mezzo o più secondo la distanza del luogo ove si celebra 3 – 2 – 10

Item per il vitto de frati compensando ogni cosa necessaria a ragione di venticinque scudi per bocca spende trecento scudi 300 – 0 – 0

Item per vestiario de frati et oblati servienti scudi 90 – 0 – 0

Item per medici, medicine e barbiere un anno per l’altro scudi 10 – 0 – 0

Item per viatici del P. Priore e compagno quando si va al Capitolo 4 – 0 – 0

Item per spese vittuali del p.Prov.le, visitatore, o hospiti scudi 7 – 0 – 0

Item per biancherie, letti, vasi et altri bisogni del Convento scudi 10 – 0 – 0

Item per salario del garzone scudi quindici 15 – 0 – 0

Noi infrascritti col mezzo del n.ro giuram.to, attestiamo d’haver fatto diligente inquisit.e dello stato del monasterio sudetto, e che tutte le cose espresse di sopra e ciascuna di esse essere vere, e reali, e che non habbiamo tralasciato di esprimere alcuna entrata ò uscita, ò peso del medesimo Convento, che sia pervenuto alla n.ra notitia. Et in fede habbiamo sottoscritto la presente di n.ra propria mano, e segnata col nostro solito sigillo, questo di delli 3 di febraro 1650.

Io fra Giacinto Rinaldi della Saracena Priore dico come di s.pra

Io fra Pietro di Bevelacqua di Spezzano deputato dico come experto

Io fra Dom.co Perfetto di Celico deputato aff.mo ut supra.”

ASV, Congr. Stat. Reg. I, Relationes, 25, ff. 488-489.

Celico (CS), ruderi di San Domenico (da comunedicelico.it)

(N. 31) “Noi infrascritti Vicario e frati locali et servienti nel Venerabile Monasterio di S. Dom.co della Terra di Mahera provincia di Calabria Citra e diocesa di S. Marco facemo relatione con intervento delli infrascritti deputati in vertu delli ordini di Sua Santità seu volonta, per relatione delli intrati et esito di detto Convento.

In p.s il monasterio di S.to Dom.co di essa Terra di Mahera delli ordini di predicatori nomine S.ta Maria Gratiarum Diocesis di S.to Marco ut sup.a fuora della Terra di Mahera distante meno uno tiro di scoppetta nella strada publica, et una altra strada vicinale di sopra q.le convento è murato di intorno et non è in bosco, né in selva ma in strada publica, et è visto dalla Terra.

I. detto monasterio, ut sup.a fu fondato nel mese di Giugnio nel anno 1572 con il consenso, et autorità di Monsignor Vicario Generale e Capitulare di detta Diocese di S.to Marco, nomine Vingenso Frassia della Città di S. Marco, à richiesta del Sig.r Alfonso di Loria allora padrone, et oggi Padrone e Sig.re di detta Terra Don Fabritio Carrafa Conte di Policastro è Sig.re di detta Terra di Mahera et anco à richiesta di essa Università, conforme appare nella bolla conservata nella Cascia di Deposito.

Quale Convento seu Chiesa di S.to Dom.co ut supra sta intitolata Santa Maria della Gratia con grandiss.ma divotione di Cittadini e forastieri, e detta chiesa è di longhezza palmi novanta otto e di larghezza cinquanta, e per materia della fabrica circuita di intorno fra chiesa e convento è canni cento.

Vi sono anco Dui dormitorii; nel vecchio vi sono camere cinque dove habitano li patri e frati assignati et è di longhezza palmi settanta e di larghezza palmi dieci. Nel altro nuovo dormitorio vi è una camera grande di longhezza palmi sessanta. Cioè detto dormitorio à tempo si piglio detto convento ci stavano dui sacerdoti assignati, e tre altri servienti, oggi ancora vi stanno dui sacerdoti, uno terziario, dui oblati et un famulo, che in tutto sono sei di famiglia: Il Padre Vicario fra Marco di Suriano, lettore e Predicatore Generale e figlio di detto Convento, Il Padre e Sacerdote fra Jacinto di Suriano; Il Terzino fra Marco Ant.o di Mahera; oblati frate Arturo di mahera e fra Tomase di Mahera; il famulo Daniele Russo di Mahera.

Item detto Convento possiede tre vignie con molti arbori ma di poco frutto, dalli quali vigni da sei anni in qua si sono perceputi anno quolibet numero alla misura napolitana salmi vinti, che sempre è andato à carlini sei e setti la salma pero detto musto non si è venduto né si vende ma si è imbottato e si imbotta à detto convento che serve per libenda di detti padri e frati assignati e per li operari che coltivano detti vignie possessioni del convento, che pero non si fa introito né esito 13 . 30

Item possiede da cinquanta tumulate di terre bascio li quali non si seminano essendo in questa Terra pochi agricolturi li quali si seminano li loro luochi, nulla di meno da sei anni in qua con la carita di questi genti sempre si va seminando anno quolibet dui tumula di grano un tumulo di fave, uno tumulo di ciciri, uno stuppetto di fasoli dalli quali sempre si ni perciputo ogni anno da tumula quindici in circa quolibet anno quali non si sono venduti ma si sono tenuti per vitto della famiglia del convento, il quale prezzo per detti anni sei in qua alcuni anni è andato à carlini dieci e quando più.

Item possiede in dette possessione certi frutti, cioè fichi quali vi si fanno tumula dieci l’anno che di sei anni in qua è sempre nel mese di ottobre in questi parti si soleno vennere à carlini sei il tumulo però detti fichi non si vendino ma si restino per li patri stanno in detto Convento, et altri occorentie che solino occorrere è per li operarii vanno à coltivare dette vignie.

Item possiede censi universali è particulari anno quolibet in diversi partiti per servimento di cappella et altri censi descondenti nella somma D. 46 – 1 – 0

Di più questo presente anno 1650 è pervenuto al convento predetto una possessione vinta per lite, la quale fra vino, fichi secchi et altri frutti che o0gni anno si ponno vendere anno quolibet in beneficio di detto convento il musto à carlini sei la salma, e li fico à carlini sei ol tumulo conforme si hanno soluto vendere da sei anni in qua che in tutto computatis computandis li puo pervenire anno quolibet D. 25 – 1 – 16

Di più per cerca di musti si percipe perceputo da se anni in qua salmi cinque l’anno che anco si riserba à renchiude in detto convento per vivenda di la famiglia e per cilebrare messe et operarii.

Item possede alcune piedi di Pampano per nostricare il sirico che quando si vende si ni receve l’anno ducati quattro e mezo D. 4 – 2 – 10

Di più per cerca di grano, et altre legume si è recevuto e receve da sei anni in qua in tutto per tutto fra l’uno anno e l’altro quando tre tt.a e quando tre e mezo di grano, che anco si è renchiuso per vitto della famiglia far ostii e per li operarii.

Item fra fertile et infertile fra sei anni in qua riceve anno quolibet litre dieci di oglio alla misura di questo parti diclarando ogni litra esser rotula quattro à la napolitana, che serve per vitto di la famiglia e lampe di la chiesa.

Item per messe di devotione solino soccedere seu pervenire da sei anni in qua quattro messe il mese ad altires à ragione de g.na setti e mezo la messa, che vengono ogni anno carlini trenta sei, pero certi et incerti D. 3 – 3 – 0

Item possiede e tiene uno bove solo, con una bestia somara con la quale il famulo ni carria legni et acqua per servitio del convento.

Item si sole fare la cerca una volta la settimana del pane et altre cose la quale cerca basta per li medesimi di di la famiglia per vitto.

Item detti patri hanno per obligo per servimento di cappelle in detta chiesa tre messe la settimana quali sono in perpetuo fundate da benefattori 153.

Esito

Item a tempo della buona memoria della Beatitudine di Urbano Ottavo per anni dieci detto Convento à pagato anno quolibet per la decima papale D. 1 – 2 – 10

Item per la Colletta del padre R.ss.mo Procuratore del Ord.ne e provinciale e compagni e prigo e moderatori anno quolibet 3 – 2 – 10

E di più quando si fa il capitulo generale ogni dui anni per spese si fanno in detto capitulo 3 – 0 – 0

Item quando si fa il capitulo del Padre Re.verendissimo Generale per spese 3 – 0 – 0

E di più vi sonno altri spese che solino occorrere alla religione extra ordinarie si per corrieri come ospitani andate di vicarii allo capitulo provinciale et altre occorentie sempre soglie d.ti quattro 4 – 0 – 0

Item anno quolibet detto convento paga alla comital corte di Mahera per li renditi delle possessioni di grano tt. 3 e mezo che à carlini dieci il tumulo almeno vene l’anno 3 – 2 – 10

Item paga à detta Comital Corte per censi minuti per detti possessioni di danaro 0 – 4 – 0

Nella Baronal Corte di G.lia per li censi minuti annui 0 – 1 – 10

Item per vestiario del Padre Vicario calzetti pianelli e scarpe ogni anno d.ti dieci 10 – 0 – 0

Item per vestiario del Pdre Sacerdote ut sup.a calzetti pianelli e scarpe 10 – 0 – 0

Item per vestiario e scarte del terzino 6 – 0 – 0

Item per vestimento e scarpi di dui oblati 6 – 0 – 0

Item per il famolo per suo salario scarpi e magniare 8 – 0 – 0

Item per piatanse ogni mese carlini quattro che ascende l’anno 4 – 4 – 0

Item per coltivare le possessione e vignie di detto convento di tutti conci 10 – 0 – 0

Item per piatti canneti pigniati langelli et altri vasi pipi zafarani canella et altre cose necessarii per detta famiglia 0 – 4 – 10

Item per lo barbiero medici e medicini e sapone per li frati e carta per lo convento e frati 3 – 1 – 0

Item per il complimento del vitto di grano per detta famiglia à ragione di mezo tt.o di grano per ciascheduna persona il mese che ascendono alla somma di tt.a trenta sei li quali ne comprano quolibet anno per il complimento ut supra tt.a dudici calcolati à ragione di carlini dieci il tumulo 12 – 0 – 0

In detto monasterio anco vi è la sacrestia con tutti comodita necessarii calici vestimenti et ogni altri ornamenti di detta chiesa necessarii come anco in detta chiesa ben ornata,

vi è anco la cantina con tutti comodita la cocina in ordine et refittorio et attorno il convento vi sono li ortalitii ordinarii per comodita del convento et la stalla ordinaria.

Noi infrascritti col mezzo del n.ro giuram.to, attestiamo d’haver fatto diligente inquisit.e dello stato del monasterio sudetto, e che tutte le cose espresse di sopra e ciascuna di esse essere vere, e reali, e che non habbiamo tralasciato di esprimere alcuna entrata ò uscita, ò peso del medesimo Convento, che sia pervenuto alla n.ra notitia. Et in fede habbiamo sottoscritto la presente di n.ra propria mano, e segnata col nostro solito sigillo di detto convento e croce signiata di chi non sa scrivere Mahera li 25 di Marzo 1650.

Fra marco da Soriano lettore, Predicatore Generale et vicario et figlio di detto Convento di Mayerà ut supra.

Fra Jacinto di Soriano Sacerdote.

Fra Marco Antonio di Mayerà Terzino.

+ segno di croce di frate Arturi di Maherà oblato.

+ segno di croce di fra Tomase di Maherà oblato.

+ segno di croce di Daniele Russo di maherà famulo.

Gio. Magurno di Mayerà deputato ut supra

Jo. Fran.co di Luca di Maherà deputato ut supra.”

ASV, Congr. Stat. Reg. I, Relationes, 25, ff. 497-503.

Maierà, CS (da calabriastraordinaria.it).

“4) Jesus Maria Dominicus

Relatione del Conv.to di Mendicino dell’ordine de Predicatori

Il Convento della SS.ma Nuntiata della Terra di Mendicino dell’ordine de Pred.ri è posto e situato nella d.a Terra Diocesi di Cosenza Calabria Citra, la qual terra è grossa, et opulenta senza muri d’intorno. Il Convento stà fabricato in strada publica in una bella pianura con bell.me fontane intorno. Distante dall’habitato da passi venti incirca, che perciò viene frequentato quasi da tutta la d.a Terra.

L’autentica della fundatione di d.o convento non si ritrova adesso per evatione, ch’essendo tutto rovinato à tempo del terremoto dodici anni sono ogni cosa volto consumata e persa però dal millesimo che si ritrova in una reliquia del quadro dell’altare maggiore, che fu fatto l’anno mille quattrocento novanta, si può giudicare della sua fondatione, et antichità. Il padre, ch’introdusse la Relig.ne in d.a Terra per quelche si legge in d.a reliquia del d.o quadro, si chiamava il qm fra Epifanio Cozza da Mendicino; altro non si ha possuto ritrovare al presente della sua fundatione.

Il convento sta formato in quadro, la chiesa è finita di fabriche, solo vi manca il coro di legname, e stà sotto titolo della SS.ma Nuntiata.

Il convento è tutto serrato di fabrica, et adesso stanno finiti due dormitorii, solo vi mancano l’intempiati. In uno dormitorio vi sono sette celle finite di tutto punto, nell’altro ve ne sono quattro celle, ma rustiche. Un altro dormitorio è incominciato, e vi vengono cinque altre celle. Quali reparationi durando da otto anni in circa, si veneria à tutto perfetione, essendovisi per l’adietro atteso à fabricare, e reparare le rovine del terremoto.

Li nostri superiori havendo mira alle d.e rovine e reparationi di fabriche ci hanno posto pochi frati per potersi complire, al presente vi stanno sette persone: Il P. frà Gio. Filippelli lettore da Mendicino priore in d.o convento. Il p. lettore frat’Antonio Giovino da Montalto, et il P. frà Matteo Spinelli d’Altomonte, sacerdote semplice. Converso frà Dom.co Tasone da Mendicino, e l’altro converso, che vi suol stare, essendo pochi giorni sono, ancora non è stato et rivisto. L’oblato si chiama Sigismondo Corchio da Mendicino, et il famulo laico si chiama Carlo Cesare da Mendicino.

Introito del convento di moneta Romana, scudi 490 – 2 – 6

In convento possiede molte entrade: un horto seu giardino, il quale un anno per l’altro rende scudi quaranta 40

In diverse partite di fronda … un anno per l’altro, scudi venti cinque 25

Censi annuali cum potestate affrancandi in diverse partite ogn’anno scudi cento novanta 190

Una vigna un anno per l’altro, scudi 15

Allogheri di case un anno per l’altro, scudi diciotto 18

Rendito amphiteoteci, perpetui di case ogn’anno scudi otto 8

Herbaggi, e ghiande d’un bosco un anno per l’altro, scudi tre 3

Renditi perpetui di cappelle ogn’anno scudi quaranta e car.ni sei 40 – 3

Capre fatte d’elemosina num.o quindici, un anno per l’altro scudi tre 3

In diverse partite di castagne, un anno per l’altro, scudi quaranta 40

Elemosine certe, come di pane, grano, carne, et altre cose comestibili, un anno per l’altro scudi quaranta 40

Elemosine incerte di chiesa, come messe alla giornata, funerali, cerche di cuculli, cerche di castagne, et altre un anno per l’altro scudi trenta cinque 35

Da diverse pezze di territorii un anno per l’altro t.la diece della n.ra misura, quali un anno per l’altro vagliono scudi quindici 15

Renditi emphiteotici perpetui sopra robbe di particolari un anno per l’altro scudi nove, car.ni otto, e grana sei 9 – 4 – 6

Di più una possessione loco d.o la Malitia, ch’un anno per l’altro s’affitta scudi otto 8. 23. 0.6

490 – 2 – 6

Di più il convento tiene da D. Pompeo Capitella una donatione inrevocabiliter dopo sua morte di scudi diece annui 10

Item un’altra donatione d’una donna d’uno castagnito, et una vigna. Che un anno per l’altro comportano scudi diece in circa 10

Item un’altra donatione d’una possessione, ch’importa scudi cinque l’anno 5

Quali robbe provengono al convento dopo la morte delli donanti 25 – 0 – 0

Il convento ogn’anno tiene obligo di messe perpetue, oltre ogni giorno all’altare maggiore, come per la tabella messe trecento novanta una 391

Di più tiene obligo di quattro messe cantate l’anno per l’anniversario delli confrati del SS.mo Rosario ad libitum. (4)

A ogni festa si celebra nella congregag.ne delli fratelli dentro la n.ra chiesa ad libitum eor. (100) Per le messe, ch’occorrono in dies si dona per elemosina un carlino, e per le messe cantate in dies, carlini dui.

Il convento paga à diverse chiese per renditi perpetui sopra alcune n.re possessioni ogn’anno 2 – 1 – 8

Paga un anno per l’altro per contributioni di spese per la prov.cia, per collette di provinciali per contributioni al P. D.m, p. procurator dell’ord.e per cap.i e collette di cap.li generali scudi dodici 12

Per la reparatione della sacrestia (cof.e l’occorrenze) per candele et torcie, oglio per le lampe, vino et ostie per le messe, tovaglie di mano, et altre cose necessarie, un anno per l’altro, scudi trenta 30

Per la famiglia, che vi stà al presente à raggione di t.la sei di grano per bocca, à eaggione di carlini dodici lo t,lo un anno per l’altro t.la trentasei, ch’importano scudi quaranta tre, e carlini dui 43 – 1 – 0

Per menestra di foglie per la fameglia un anno per l’altro scudi diece 10

Per pitanza un anno per l’altro scudi venti 20

Per legumi un anno per l’altro scudi quattro 4

Per vino un anno per l’altro salme vinti due à raggione di car.ni diece la salma un anno per l’altro scudi venti due 22

Per vino, pane, et altre cose necessarie per tutto l’anno, e spese di paga per l’operari che industriano l’horto et altre possessioni, un anno per l’altro scudi diece 10

Per vestiario della fameglia ch’è stata dal terremoto in qua à raggione di scudi sette per uno, scudi trenta cinque 35

Per calzetti e pianelli, scudi cinque 5

Per scarpe un anno per l’altro, scudi diece 10

Per il garzone, un anno per l’altro scudi quindici 15

Per paglia, fieno, ferri, barda, et orgio per l’animale del convento, un anno per l’altro scudi tre l’anno 3

Per medicine un anno per l’altro scudi sei 6

Per oglio, caso, salato e strutto, un anno per l’altro scudi venti 20

Per viatici di cap.li provinciali, un anno per l’altro scudi quattro 4

Per spese estraordinarie quando arriva in visita il P. Prov.le un anno per l’altro scudi dui 2

Per reparatione di letti, tovaglie di tavola e qualche cosa appartenente alla cocina per serv.o della d.a un anno per l’altro scudi vinti 20

Per ospiti, spesa di grano, vino et altre cose necessarie un anno per l’altro, scudi quindici 15

Notando, che in q.o n.ro paese per esser abondante, molte cose non si comprano, e le robbe vanno di vil prezzo.

Il restante delli scudi quattrocento novanta si spende per la fabrica, già ch’in poch’anni, s’è quasi ristorato il convento, et in otto, ò diece anni in circa sarà finito di tutto punto, oltre, che molti anni si è speso più, ma molte cose date da devoti non sono state poste in libro per spesa per la fabrica 187

248

Die 21 mensis februarii 1650 in Mendicino.

Noi infrascritti padri facciamo con giuramento piena, et indubitata fede a chi la presente spetterà vedere, d’haver fatto diligente inquisit.e dello stato del monasterio sudetto, e che tutte le cose espresse di sopra e ciascuna di esse essere vere, e reali, e che non habbiamo tralasciato di esprimere alcuna entrata ò uscita, ò peso del medesimo Convento, che sia pervenuto alla n.ra notitia. Et in fede habbiamo sottoscritto la presente, e firmata di n.re proprie mani, e sigillata co n il sigillo del priore di d.o monastero, hoggi il giorno et anno come di sopra

Io fra Gio. Filippelli da Mendicino lettore e priore aff.mo quanto di sopra.

Io fra Antonio Giovino lett.re di Montalto affirmo quanto di sopra.

Io fra Matteo Spinelli de Altomonte affirmo ut s.a

ASV, Congr. Stat. Reg. I, Relationes, 25, ff. 351-353.

Mendicino (CS).

“N. 5) Relatione fatta del Monastero di S.to Dom.co nella Città di Cassano di Calabria Citra

Il Conv.to di S.to Dom.co dell’ord.e de pred.ri situato nella Città di Cassano q.le è circondata di mura, stà nella ripa di d.a Città fuora d’un quartiero detto Pallice via publica, frequentatiss.ma da tutti.

Fu fondato et eretto l’anno 1576 procurato da un padre M.ro fran.co di Riolo che predicò in d.a Città, essendo Generale il P.re M.ro Beccaria, col consenso del vescovo di Cassano D. Tiberio Carrafa, et assenso del Prencipe di Bisignano Nicolò Berardino padrone di d.a Città, et assenso di tutta l’Università.

Ha la Chiesa sotto il titolo di S.to Dom.co, di larghezza palmi 60, di larghezza 25, d’altezza 30, dentro la quale vi sono cappelle sotto nome di diversi santi, tra le quale vi è la cappella dell’Altare Maggiore con la custodia indorata dove stà di continuo il SS.o Sacr.to con la lampa accesa di notte e di giorno, et anco la cappella del SS.mo Prot.re ornatis.ma, et anco la cappella del SS.o Nome di Giesù e sette altre cappelle di diversi santi ornatis.mi.

La Chiesa stà anco con l’intempiato, e coro dove si recitano li diversi offitii, nella quale fondat.ne non essendo nessuno particolare fondatore non vi è peso alcuno.

Nell’anno 1627 in virtù del Decreto della Sac. Con. fu dal P.re M.ro fra Gio. Dom.co Suppa di Napoli all’hora Pro.le con li suoi assistenti dopo fatta la perquisitione dell’entrate di ciascheduno Convento fu prefisso il numero di detto Conv.to di tre Sacerdoti, dui Conversi professi laici et uno famulo per portar legni, acqua, et altre cose necessarie a d.ti Padri et frati, che in tutto sono di numero sei, et così sono presenti: Il P.re fra Tomaso da Cassano Lett.re, predicator. Generale e Vicario. Il P.re fra Giuseppe Imperatore da Cassano Sacerdote. Il P.re fra Fran.co Marsico da Cassano Sacerdote. Fra Gio. Paolo da Cassano fratello Converso. Fra Francesco da Morano fratello Converso. Gioseppe da Cassano famolo.

Il Convento tiene una sacrestia ornata con belliss.mi param.ti di diversi colori, cioè avanti altari, tovagli, coscini, vestimenti di sacerdoti, e dui calaci consecrati et altri abellim.ti di altare.

Il convento è quadrato con quattro chiostri, unito con la d.a Chiesa, tiene tre dormitorii, uno finito con sei camere e l’altri dui stanno in fabrica, tiene officine necessarie, cioè per grano, vino, cannava, cocina, refett. e stalla.

Vicino a d.o convento vi è una possessione confinata con li mura dove vi sono albori fruttiferi, cioè fichi, peri, amendole, oliva e per l’inverno vi si fa orto di foglie necessarie per vitto de frati, dal quale da sei anni in qua si sono perceputi docati dieci di moneta di regno che vengono annui car.ni sidici e grana sei e cavalli otto 1 – 3 – 6.

Il d.to convento possiede diversi terri aratorii, cioè uno pezzo di terre intorno al d.to convento di tumulate tre, delli quali si sono donati à cenzo tumulate due e ne percipe il conv.to annui stuppelli novi di grano, et l’altra terra sta sterile per il convento, et il d.to grano redotto in danari sommano carl.i undici et una di cinque 1 – 0 – 12

Item possiede d.o conv.to un’altra tumulata di terra aratoria con una grotte, et un piede di celso per fare sirico, confine l’ortale del convento et dall’altra parte via publica, che data ad affitto questo primo anno n’have il convento carlini sei 0 – 3 – 0

Item d.o convento possiede un pezzo di terre aratorie nel luogo detto lo monte di tumulate tridici confine Bernardo Carbone e Gioanna Sarda, quale terre per la scarsezza de lavoratori alcuni anni si coltivano la metà et alcuni anni restano sterile et fatto il cumulo da sei anni in qua il convento ne have annui tumula tre di grano che redotti in danari alla raggione di carlini dieci il tt.o, carl.ni trenta 3 – 0 – 0

Item un altro pezzo di terre di tumulate quattro nel luogo d.to lo fiego, confine Paolo Latella, et strada pubblica con cerze, delle quali il convento ne possiede annui di censo grano tt. uno per terraggio, che redotto in danari sommano carl.ni dudici 1 – 0 – 0

Item possiede il convento altre tumulate tre di terre loco d.o La Silva confine à Sacrepante, alborato con olive, e peri et dentro d.te terre vi è anco una vigna alborata con diversi frutti, dalli quali ni ha il convento d’affitto carl.i setti 0 – 3 – 10

Item il d.o convento possiede una vigna nel luogo detto La Costa della Castagna alborata con diversi albori fruttiferi, cioè pera, olive, e fiche confine fran.co di Nola e Gio. Antonio Caface della quale fatto il cummulo da anni sei in qua ni percipe il convento annui salmi dui di musto, che redotti in danari sommano carl.ni venti quattro 2 – 2 – 0

Item possiede d.to convento un’altra vigna nel luogo detto Lo Monte quale è dentro le terre de d.to convento confine Bernardo Carbone e Gioanna Sarda, alborata con peri, mela, fiche e cerze della quale il convento ni percipe annui musto salmi dui, che in danari sommano carlini venti quattro 2 – 2 – 0

Item possiede il d.o convento un’altra vigna nel loco d.o Chimento confine fran.co Patarino e Giulio Galliffo alborata con peri, fichi e cerzi della quale il convento ne percipe annui d’affitto 3 – 0 – 0

Item possiede un’altra vigna nel luogo d.o La Christa del Monte, con fiche, e persiche confine Pietro Antonio Mannise e fran.co Scorza della quale annui ni have il convento salmi dui di musto che in danari fanno carl.i vinti quattro 2 – 2 – 0

Item possiede d.o convento un’altra vigna nel luogo d.to Lo Chiano del Monte senz’albori confine fran.co Cosinella e Gio. Dom.co Tidio, che il convento n’have annui una salma di musto che in danari sono carl.i dudici 1 – 1 – 0

Item possiede d.o convento una tumulata di terre per orto sotto d.o convento via pubblica sopra e di sotto, alborato con olive, fiche, e celsi, del quale il convento ni have annui di censo carl.i trenta 3 – 0 – 0

Item il convento possiede certe piedi d’olive nel luogo detto La Rena confine Berardino Cordasco, et altri fini dalli quali il convento fatto il cumulo d’anni sei in qua computato un anno per l’altro ni have annui pignate dieci d’oglio, che redotti in danari sommano 3 – 0 – 0

Item possiede il convento una casa terrana nel luogo detto La Strada confine M.ro Marco Aorelio romano, che per affitto annuatim ne riceve il convento carl.i dieci 1 – 0 – 0.

Item possiede un altro fundico loco d.to La Strada confine D. Simeone di Lidio, e di sopra delia livonati che per affitto n’ha il convento annui carlini otto 0 – 4 – 0

Item possiede un altro fundico nell’istesso luogo e n’ha il convento annui d’affitto carlini tridici 1 – 1 – 10

Item possiede una casa nel luogo d.to L’Oliva confine m.ro tomaso pezzente e via pubblica et il convento ne have annui carlini trenta 3 – 0 – 0

Item possiede dui altri fundichi nel luogo d.to Lo Rotondo confine di sopra D. Diego Candido delli quali il convento n’have carlini trenta annui 3 – 0 – 0

Item possiede uno fundico nel luo d.to L’Oliva confine di sopra D. Gio. Batt. Salvadio del quale il convento n’have annui carlini trenta 3 – 0 – 0

Item possiede un altro mezo fundico nel luogo d.to La Strada confine delia livonati del quale il convento n’ha d’affitto annui carlini dudici e mezo 1 – ½ – 0

Item possiede una casa nel luogo d.to Pallice confine Franco Tufarello e Ciomo Cardida et il convento n’ha d’affitto annui carl.i vinti cinque 2 – 2 – 0

Item possiede una potega nella piazza confine jacono de santis et il capitolo che il convento n’ha d’affitto annui carl.i vinti cinque 2 – 2 – 0

Item il convento possiede anco le seguenti censi:

Aniballi Monse per capitale di docati cento annui censo docati otto 8 – 0 – 0

Pietro lo Caso docati otto 8 – 0 – 0

C.co Lelio Basile per cento docati dudici 12 – 0 – 0

Her.di di Giulio di Siena        10 – 0 – 0

Soprana Latella per cento docati cinque 5 – 0 – 0

D. Troiano Roggiero per censo carlini vinti 2 – 0 – 0

Perna d’Oppido carl. Trenta uno 3 – 0 – 10

Her.di di M.ro Fabio Caracciolo 6 – 0 – 0

Her.di de Jacovo de Santis docati cinque 5 – 0 – 0

Marcello di Lignea carl. Trenta sei 3 – 3 – 0

Ton.o Bisignano per censo docati quattro e mezo 4 – 2 – 10

Da diverse altre persone perche con somma piccola non si sono poste per estensum have il convento di censi altri docati quindici carl. Tre e grana tre 15 – 1 – 13

Item il convento di d.ta città caminando hostiatim per la città fra pane, vino, caso, carne, oglio et ova da sei anni in qua da fertile et infertile reducono ogni cosa alla somma di docati cinquanta annui 50 – 0 – 0

Item d.o convento fa dicerche di grano per le massarie di devoti di d.a città et altri convicini e putando da sei anni in qua un anno per l’altro tt.a venti di grano annui, che redotti in danari fanno la somma di docati vinti 20 – 0 – 0

Item il convento per la cerca della seta edrrando hostiatim da sei anni in qua computando un anno per l’altro fa libri tre di seta che redotti in dabari sono docati tre 3 – 0 – 0

Item l’università dona al d.to convento elemosinal.r annui carne r.la dudici e mezo che in danari sono carl. dudici e mezo 1 – 1 – 5

Item il d.o convento tiene annui dalla reg.a salina elemosinal.r sale tt.a sei che levate le spesi fatte e redotte in danari resta per il convento docati cinque annui 5 – 0 – 0

Item il convento fra cerche tanto delle massarie quanto della città, fra fave, ciceri, cicerchi e orgio da anni sei in qua fanno il cumulo di docati novi annui 9 – 0 – 0

Item il d.to convento riceve ogni prima dom.ca del mese l’elemosina della messa del SS.o Prot.re per mano del Proc.re di d.a Cappella un giulio per ciascheduna volta che in tutto l’anno fanno la somma di carl. Dudici 1 – 1 – 0

Item il convento riceve tanto per la cerca della chiesa nelle messe delli giorno festivi, quanto li giorni di sabato per la città cercando hostiatim con la cassetta annui docati 6 – 0 – 0

Item d.to convento riceve infra annum messe manuali una quantità grande, che fatto il cumulo d’anni sei in qua il convento ne riceve annui in danari docati quaranta 40 – 0 – 0

Item riceve di processioni di morti da anni sei in qua computando l’uno per l’altro docati otto 8 – 0 – 0

Item tutte le soprad.te partite del’introito fanno la somma di docati duicento sessanta nove, tari quattro e grana dieci e novi 269 – 4 – 19

Il d.o Convento tiene aspettativa di diverse persone devote, che secuta loro morte il convento elemosinal.r ne riceve docati cinquecento 500 – 0 – 0

Pesi che tiene il d.to Convento

All’incontro il detto convento ha di peso di messe perpetue sei la settimana et uno anniversario annui al SS.mo Rosario 306

Item deve alla Principal Corte di d.ta Città di Cassano di censo perpetuo tumula cinque di grano annui, che in danari sono docati cinque 5 – 0 – 0

Item deve d.to convento al Rev.do Capitolo di d.ta Città annui censo docati dieci et carlini setti 10 – 3 – 10

Item per li contributioni per la medesima Relig.ne come propena del P.re Rev.mo Generale, Procur.e del Ordine; Piego di Napoli; vestiario del P.M. R. Provinciale e Compagni, e per le Collette delli Capitoli G.li e Prov.li et altre cose che occorrono nella Provincia annui docati otto 8 – 0 – 0

Item per la fabrica del conv.to, risarcimento così della chiesa, come di d.to convento si spendono annui docati dieci 10 – 0 – 0

Item per la sacrestia e sacri suppellettili, e cere, oltre di quello che si ricevono da devote particolari, il convento spende annui docati venti cinque 25 – 0 – 0

Item per spesa ordinaria di vitto alli frati comprendendo il vino, grano, et altre cose raccolte dalli beni del convento à scudi venti per ciascheduna bocca di sei per esser il paese fertile et abbondante d’ogni cosa necessaria, e s’hanno le cose di prezzo vile, e si spende in tutto l’anno computando un anno per l’altro da anni sei in qua fanno la somma di docati cento venti 120 – 0 – 0

Item per lo vestiario di Religiosi a docati dieci per ciascheduno frate comprendendo li pianelli, calzetti, scarpe, sapone, carta e vestiario fanno la somma di docati cinquanta annui 50 – 0 – 0

Item per li medici e barbiero computando da sei anni in qua se li dona annui docati cinque 5 – 0 – 0

Item per le medicine per li frati computando un anno per l’altro fanno la somma di docati cinque 5 – 0 – 0

Item per lo viatico non si spende cosa alcuna, ma serve di quella del conv.to per esser li conventi vicini

Item per spesa dell’animale per orgio, e ferri annui docati otto 8 – 0 – 0

Item per spesa vittovale delli superiori quando vengono alla Visita si spende carlini dieci 10 – 0 – 0

Item per alloggio et ospitio così di religiosi, come di forastieri si spende annui carlini quattordici 14 – 0 – 0

Item per salario al garzone, che mena la giomenta di detto convento, che porta legne, et altri servitii del conv.to seli dona per salario un anno per l’altro docati dudeci tarì quattro, e grana dieci comprendendo li scarpe e panno 12 – 4 – 10

Item per spesa di biancherie per uso del conv.to tanto di tavola, quanto per bisogno di camera di frate, oltre delli pannamenti che donano alcune devote perticolari, et vasi di cocina un anno per l’altro si spende docati otto annui 8 – 0 – 0

Tutte le soprad.te partite d’esito fanno la somma di docati duicento settanta dico 270 – 0 – 0

Noi infrascritti frati col mezzo del n.ro giuram.to, attestiamo d’haver fatto diligente inquisit.e dello stato del monasterio sudetto, e che tutte le cose espresse di sopra e ciascuna di esse essere vere, e reali, e che non habbiamo tralasciato di esprimere alcuna entrata ò uscita, ò peso del medesimo Convento, che sia pervenuto alla n.ra notitia. Et in fede habbiamo sottoscritto la presente di n.ra propria mano, e segnata col nostro solito sigillo, questo di li 10 di marzo 1650.

Io fra Thomaso da Cassano Lett.e Pred.re gen.le et Vic.o di detto Conv.to affermo come di sopra.

Io fra Giuseppe Imperatore da Cassano Sacerdote affirmo quanto di sopra.

Il fra Fran.co da Cass.o Sacerdote aff.mo quanto di sopra.

+ Segno di Croce di fra Gio. Paolo fratello converso Idiota

+ Segno di Croce di fra fran.co da Morano fratello converso Idiota.

ASV, Congr. Stat. Reg. I, Relationes, 25, ff. 355-360.


Creato il 30 Marzo 2026. Ultima modifica: 30 Marzo 2026.

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