I luoghi pii di Belcastro, Cropani e Zagarise, attraverso gli atti della Cassa Sacra dell’Archivio di Stato di Catanzaro

Panorama di Cropani (CZ).

Ripartimento di Zagarise 1784

Belcastro

Copia dell’atti dell’aboliz.ne e sigil.ne de libri ed altre carte, annotazione e consegna degli Argenti, e vasi sacri, mobili, sacre supelletili ed altro come dentro.

Convento dei Domenicani

A dì Ventisette Maggio millesettecento ottanta quattro. Belcastro.

Certifico con giuramento io qui sott.o Cancell.re di questa Uni.tà di Belcastro, qualmente q.a mattina convocati il mag.co Gov.e e Giud.e D. Gregorio Torchia, D. Saverio Arcip.te Cavarretta persona Ecclesiastica di maggior dignità dep.ta da Mons.r Vic.rio Capitolare, il mag.co Pasquale Totino Sind.co di q.a Città, D. Dom.co Galati de Diano persona onesta, probba, e facoltosa, io inffr.tto Cancell.re Salvadore Totino, ed uffiziale destinato in q.o Diparto per la ricorrente incombenza dello ritiro dei religiosi, coll’assistenza di D. Rafaele Manzi cadetto, anche a tal scopo destinato, si è fatto accesso nel Convento dei PP. Domenicani di q.o luogo, e convocati i monaci di d.o convento consistente nel numero di tre.

P. Fra Domenico Poerio da Taverna Priore e Proc.re di d.o Convento.

P. Fra Dom.co Gallo da Cenadi.

Fra Tomaso Prodoti Laico professo.

A quali da d.o Sig.r Uffiziale destinato letti i reali ordini circa al pred.o ritiro dei religiosi, ha prevenito d.o Priore, che faccia munire di tutto ciò ch’è loro necessario per lo viaggio, avertendolo di essersi permesso di portarsi ogni genere di di loro immediato uso, come il letto, i bagalli colle vesti, biancherie, libri, e carte proprie, ma non della comunità, e che stessero allestiti ad ogni ord.e per la partenza pred.a, colla prevenzione che esso Priore, e Proc.re dovrà rimanervi sino a tanto che ne darà il conto di d.o Convento, e se ne faranno le debbite consegne delli averi di esso, tutto a norma delle gnli istruzzioni sull’assunto approvate da S.M.

In seguela il sud.o D. Saverio Arcip.te Cavarretta persona Ecclesiastica di maggior dignità, in presenza di tutte le persone convocate e del Priore e Superiore di d.o Convento, presente ad ogni atto si è esplorata la volontà di d.o laico professo Fra Tomaso Prodoti, se mai voleva secolarizzarsi, il medesimo ha risposto di nò, e voler continuare nella religione, esser pronto per la partenza cogli altri.

Doppo di ciò si è imposto all’espressati monaci di esibire la Platea delle Possessioni, i Libri Maestri d’introito, ed esito, il Registro, il Giornale e tutte le rimanenti scritture riguardanti gli Averi, li obblighi e i Privileggi del Monastero, e dal pred.o Priore e Superiore si sono esibiti li seguenti Libri e Carte

Un Libro delle Congreghe e Consiglo di d.o Convento in Carte scritte, ed abbacate n.o cinquantasei

Un manuale delli anni 1780 e 1781 in Carte scritte ed abbacate num.o settantauna.

Il Libro maestrale d’introito di carte scritte ed abbacate num.o settantaquattro dico 174.

Il Libro maestrale di esito in carte scritte ed abbacate num.o cinquantanove.

Il manuale dell’anno 1782 e 1783 in carte scritte ed abbacate num.o quarantaquattro.

Il Manuale ossia giornale delle messe in carte scritte ed abbacate num.o ventisette.

Il Libro delli obblighi delle messe perpetue in fogli scritti ed abbacati num.o ventitre.

Due Platee di d.o Convento, l’una che porta l’epoca dell’anno 1701 in carte scritte ed abbacate num.o ventuna.

L’altra che porta l’epoca del 1617 in carte scritte ed abbacate num.o sedici.

Più altra Plateola senza epoca di tempo, in carte scritte ed abbacate num.o trentuno.

Altri manuali vecchi num.o quarantacinque.

Carte pergamene continenti diverse scritture num.o cinquantaotto.

Quattro mazzetti di diverse scritture in carta bambacina.

Più un altro mazzetto di simili scritture.

Più un altro mazzetto di processuoli.

Quali Libri e Carte tutte numerate, chiuse e suggellate entro un fangotto di tela, a tenore delle istruzzioni generali, si sono consegnati al mag.co D. Dom.co Galati de Diano, uomo facoltoso, onesto e probbo di q.a Città per esibirli ad ogni ord.e di d.i uffiziali comm.ti.

Indi si sono fatti esibire tutte le argenterie di d.o Convento, consistenti in una Pisside col piede di ottone dorato, un calice con sola coppa d’argento, e piede di ottone dorato, altra coppa di argento senza piede perché di essa se ne servivano i Monaci del piede dell’ospensorio, due patene d’argento dorate, un ostensorio, osia sfera coll’intiero piede d’argento, che consiste in due pezzi, vasi sacri, quali pesati in presenza delle sopradette persone convocate, e del Superiore del Convento, il quale è presente ad ogni atto, si sono trovati del peso, de detto l’ottone di libbre quattro, colla spiega, che in detto peso vanno inclusi i tre cristalli incrastati nelli ostensori, quali vasi sacri a tenore delle reali istruzzioni, si sono consegnati al R.do Arciprete e Parroco D. Saverio Cavarretta persona ecclesiastica di maggior didnità destinata da monsignor Vicario Capitolare per tenerli a disposizione di S. M.

Più l’altre argenterie di d.o Convento, consistenti in una Croce d’argento, osia colla sola piastra di argento, e l’anima di ferro coll’istrizzione = J.H.R.j = di ottone, pomo e manico di rame dorata e due buttini di argento incrastati in d.o pomo.

Uno incensiere con sua navetta e cocchiavino di argento, colla spiega che porzione delle catiniglie di d.o incensiero sono di ferro filato. L’incensiero ha l’iscrizzione = Civitatis Bellicastri Anno D.ni 1659=.

Una Corona e Coroncina della SS.ma Vergine del Rosario anche d’argento, con poche pietre false contorniate, che pesati d.i argenti, una col ferro della Croce, iscrizzione di essa di ottone, pomo e manico di rame dorato, e porzione di catiniglie di ferro delli incensieri, si sono trovate del peso di libre undici, che restano oltre li vasi sacri, come sopra consegnati in potere dell’infr.tto Uff.le Comm.to Sott.te D. Giuseppe M.a Gaudiosi per rimetterle in Cotrone alla persona ivi da S. M. destinata.

E come coll’intervento di d.e persone convocate a tal uopo, e di d.o Superiore e Priore del Convento, diligenziatosi l’officina del med.o, non si sono ritrovato generi, mobili, o derrate di qualunque genere di pertinenza di esso Monistero, né libri, ma solamente pochi libri logorati dal tempo situati nel lo stiglio della camera, ove solea essere la spezeria, ed altri libri usati, di cui n’è piena una cassa di poggio dentro d.a camera, de quali domandato il Superiore pred.o, se vi era indice, o inventario, rispose non esservi, a tenore delle reali istruzzioni e serrata con chiave d.a camera, e da me infr.tto Cancell.re si è suggellata la porta di essa, coll’intervento di tutti i convocati, la di cui chiave si è consegnata al pred.to D. Dom.co Galati uomo onesto, probbo e facoltoso.

E solamente ancora da circa un tt.o grano dentro un cistone, e da circa rotola sei oglio, che si sono lasciati per equità per comodo di d.i monaci fino alla di loro partenza e da quattro, o cinque barili di vino che anche si sono lasciati per la stessa causa.

Perciò si è susseguentemente proceduto anche coll’espressata legalità nell’annotazione delli utensili e comodi.

Si sono trovati pezze nove rame, consistenti in una caldara, un caldarone, due stagnati grandi ad uso di conchetta, un de quali è perforato per uso di percolare, uno stagnato piccolo col manico lungo di ferro, una cassarola col coperchio, una tijella senza coperchio e un trombone di rame, che pesati insieme col ferro delli loro respettivi manichi ascendono a libri sessanta uno.

Più nella camera della Procura giarrotte piccole vacue per uso di stipe di olio della caputa di otto litre l’una num.o quattro.

Una Cassa di castagna con tre mascature vacua.

Tre botti per uso di vino della caputa, l’una di trenta barili, l’altra di barili ventisette, la quale è rotta in una doga, e l’altra della caputa di barili venticinque, tutte vacue, a riserba di una di esse, in cui vi è quel poco di vino annotato di sopra, più un altro barilazzo vacuo della caputa di tre barili.

Nella Chiesa si sono ritrovati li seguenti utensili.

Una Pianeta con corrispondente stola, e manipolo color bronzo, guarnita con galloncino di oro, a riserba della stola, e manipolo che anno il collo pizzetto d’oro.

Un’altra di drappo in seta di diversi colori, campo bianco, attorniata di gallone di seta giallo.

Un’altra di molla undata nera guarnita di gallone falso nero.

Un’altra di diversi colori con gallone falso in oro.

Un’altra anche di seta di diversi colori, con gallone di seta color bruno e rosso.

Un’altra anche di seta color verde, e blò guarnita di gallone e frangette di seta color arangino, e blò.

Un’altra di damasco color blò, con frangia e galloncino di seta color mischio.

Un’altra di damasco in seta bianca, con frangetta e gallone in seta gialla.

Un’altra di velluto nero, parte della quale è spilata del pelo con gallone e frangietta in seta diversi colori.

Un’altra assai vecchia con più pezze di lama in argento con pizzilletto in oro e con porzione falso.

Due tonicelle di drappo in seta di diversi colori, campo color rossa, con frangietta di seta gialla, e galloni falsi.

Due tonicelle di damasco in seta color bruno con frangietta, e galloni in seta diversi colori.

Un’altra pianeta di velluto nero assai vecchia.

Una Cappa osia Pluviale di drappo di diversi colori col campo bianco lamato in argento con gallone falso nero.

Due tonicelle di damasco bianco con gallone e francietta in seta gialla.

Un umerale di damasco bianco con francia e gallone in seta gialla.

Un pallio vecchio di drappo in seta color celeste con bandoniere anche di drappo in seta di diversi colori.

Una tovaglia di seta anche vecchia.

Veli di Calici di diversi colori num.o sette.

Borse di Corporali in seta di diversi colori num.o sette, in sei dei quali vi sono i corporali quali utensili sono tutti vecchi ed altri usati.

Un apparato nuovo di drappo in seta color rosa pallada con gallone in seta gialla foderato di tela rogana color rosa, e consiste in una pianeta con stola e manopole, due tonicelle con solo manipolo.

Due camici di tela usati con rispettivi cingoli ed amitti.

Due cotte anche di tela usate.

Due veli di croce di seta di diversi colori in uno dei quali vi è l’effiggie del Patriarca S. Domenico.

E perché l’ora fu tarda s’è sospeso l’ulteriore inventario.

Quali sud.e robbe, come sopra annotate si sono consegnate a riserba delli argenti e di quei pochi viveri lasciati per comodo di detti monaci al mag.co Domenico Galati , uomo probo onesto e facoltoso per tenerli presso di se ed esibirli ad ogni ordine come appresso più diffusamente si spiegherà.

Saverio Arcip.te Cavarretta fui presente e ho ricevuto come sopra.

Gregorio Torchia Gov.re e Giud.ce fui presente.

Fra Dom.co Poerio P.re e Superiore fui presente.

Pasquale Totino Sindaco fui presente.

Dom.co Galati de Diano fui presente e ho ricevuto come s.a.

Salvad.re Folino Cancelliere fui presente.

Raffaele Manzi

Giuseppe M.a Gaudiosi. Sott.e Com.to.

Nel dì medesimo, il giorno continuandosi lanzidetta annotazione dell’espressato Conventino Domenicani, colla legalità di tutte l’espressate persone, Priore e Proc.re di esso. In oltre nella Chiesa del med.o si sono ritrovate le seguenti robbe.

Un Salmista legato in pergamena.

Un antifonario di Canto Gregoriano.

Un Breviario di Coro del di loro ordine.

Tre Messali grandi, e due Messaletti di Requie.

Un altro Breviario in foglio del di loro ord.e

Il Martirologgio del di loro ordine.

Un organetto col suo orchesto.

L’Altare Maggiore con due tovaglie, Carta Gloria, Lavabo ed in Principio con cornici di legno indorato con dodeci candelieri di legno inverniciati anche in oro e quattro di legno dipinti, con quattordici frasche di carta, due cocini assai logorati di felba cremes e d.o altare è di stucco.

L’Altare del Rosario anche di stucco, coll’immagine dipinta in oglio, e mesteri della Passione a lato, con velo di mezzo carangà, cinque fiori di carta, e sei di agrobello, e carta, sei candelieri di legno inverniciati verdi, carta Gloria, Inprincipio, e Lavabo di legno dello stesso colore, due coscini vecchi di drappo di seta, ed una tovaglia, con ferro che sostiene d.o velo.

L’Altare di S(an) Dom(eni)co anche di stucco coll’Imagine dello stesso dipinto in oglio, velo di seta color pronzo, con fodera di tela rogana e corrispondente ferro, che lo sostiene, frasche di calco num.o sei, sei candelieri, carta di Gloria, In principio, e Lavabo di legno, Crocefisso di carta pesta, con croce di legno, una tovaglia e due coscini di seta logorati.

La Cappella di San Gio.e Batt.a col semplice quadro.

La Cappella della Madonna del Carmine anche di stucco con quadro dipinto in oglio, velo di calamo e seta, , vecchio color celeste, corrispondente ferro, che lo sostiene, quattro candelieri di legno vecchio, una tovaglia con due coscini vecchi.

L’Altare di S. Rosa con quadro dipinto in oglio velo di tabbiello in seta giallo.

L’Altare di S. Vincenzo Ferreri anche di stucco con quadro dipinto in oglio, cornice indorata, con velo di seta verde, coll’armi della famiglia Diano, e l’iscrizze sopra che dimostra essere stato eretto da D. Carlo de Diano, e D. Felice Anania congnati, sei candelieri di legno inverniciati in oro, ed argento, una tovaglia, due coscini di lana durante con tre pezzi di marmo verde di Gimigliano per gradino.

La Cappella di S. Tomaso anche di stucco col quadro di esso Santo dipinto in oglio,sei candelieri vecchi di legno, e una tovaglia di tela.

L’Altare del Bambino Gesù, con quadro in oglio lacero, con velo di mezzo carangà, e ferro che lo sostiene, una tovaglia di tela vecchia.

Un’acquasantaro di marmo con cerchio, e bastonello di ferro che lo sostengono.

Un lampierino di rame giallo.

Un Pulpito ed una catredetta di legno.

Un sicchietto di piombo.

Un Campanello di bronzo per uso di sacristia

Un altro Campanello di bronzo per uso di sacristia.

Un altro anche di bronzo per uso di sacristia.

La Chiesa con intempiata di tavole abbete.

Due Campane, che non si sono possute scendere, l’una senza iscrizze ed epoca, perché logorata, e non si può leggere, l’altra con la seguente iscrizze = IHS MCCCCLXXVI; con respettivi battagli di ferro.

Un Stipe grande di abbete, con ivi dentro l’imagine della Beatis.a Vergine del Rosario, con vestito di drappo francia usato, con ricamo in oro ed argento.

Il Convento di fabrica in più membri, e dormitori, con orto in esso attaccato della capacità di due tt.e circa, con celzi mori, ed altri alberi fruttiferi.

Due barracche, cioè una nella terra di Sanmarco, fondo di esso Convento, che si deve descrivere nell’Inventario Generale, e l’altra dentro d.o orto.

Quali sopr.tti Beni si sono similmente consegnati al mag.co D. Dom.co Galati de Diano persona probba e facoltosa , a cui si è incaricato a nome di S.M. di usare la massima attenzione possibile, nella conservazione di tutto ciò alla di lui cura si è affidato, e di esibirlo come si è obbligato ad ogni ordine della m.S. all’amministratori della Cassa Sacra, onde a fede del vero e della legalità a tenore delle regali istruzzioni sull’assunto, ne ho formato io qui sott.o Cancelliere il presente solenne atto.

Saverio Arcip.te Cavarretta fui presente.

D. Dom.co Poerio P.re Superiore fui presente.

Greg.o Torchia Gov.e e Giud.e fui presente.

Pasquale Totino Sindaco fui presente.

Dom.co Galati de Diano fui presente e ho ricevuto come sopra.

Salvadore Tolino Cancell.e fui presente ed ho form.to il presente atto.

Rafaele Manzi Ass.te Com.to. Gius.e M.a Gaudiosi Sott.e Com.to.

Adest Sigillum.

Insegna dell’università di Belcastro.

Belcastro 16 giugno 1784

(…) annotazione e sequestro de’ beni e mobili esistentino nelle stanze del fu Priore Padre Fra Domenico Poerio e del P.re Fra Domenico M.a Gallo, religiosi sacerdoti e del laico fra Tomaso Prodoti e nella stanza del sud.to fu Padre Priore furono ritrovati li seguenti mobili cioè un letto consistente in un pagliaccio lettiera e piedistalli di legno, un boffettino con due tiraturi usati, un picciol scannetto di tavole di abbete, tre sedie di paglia usate, un sigillo con manico di legno coll’impressa in rame quella che figura l’immagine della Vergine del SS. Rosario, un breviario con una figura nel suo frontespizio ed in esso lepigrafo dictante breviur.e sacri ordinis pudicatorum. Quali mobili sono stati suggellati, cioè il sud.o fattone col suggello (…)

 

Ripartimento di Zagarise 1784

Atto della descrizione numero e peso delle campane.

BELCASTRO

A di diecennove Novembre 178 quattro nella Città di Belcastro.

Convento dei Domenicani

Abbolito conventino Domenicani – Certifico col mio giuramento io qui sotto Cancelliere della Città di Belcastro, qualmente da D. ottavio Gentile Fiscale di questo Stato, per incombenza avuta dal Sig.r Ufficiale del Ripartimento D. Giuseppe M.a Gaudiosi, oggi med.o dopo aver convocate le infr.tte Persone, si è proceduto coll’assistenza, ed intervento di esse e di me infr.tto Cancell.re alla numerazione, peso e descrizzione di tutte le campane aboliti Luoghi Pii, e Conventino di questa Città, e ciò a tenore delle recenti disposizioni di S. E. il S.r Vicario G.nle D. Francesco Pignatelli, ed in primo luogo conferiteni nell’abolito conventino Domenicani di q.a Città, e fattesi scendere le due campane, una grande, ed una piccola, ch’esistevano nel Campanile di esso abolito Conventino; la grande si è ritrovata, che da una parte tiene effiggiato il S. Nome di Gesù, dall’altyra una Croce, ed ha l’Epoca dell’anno 1476, che pesato al trentatre, si è trovata del peso rotola cinquantacinque – 55.

La piccola sotto la Corona della medesima tiene l’Iscrizzione colle seguenti lettere =

Del peso al trentatre rotola trentacinque – 35

L’iscrizione della campana di Cropani riportata dal documento.

Chiesa della Pietà

Pietà – Successivamente ci siamo conferiti nella abolita Chiesa della Pietà, e fatta scendere la Campana, che esisteva nel Campanarino di essa, si è trovata che tiene la presente iscrizzione = S. Maria mater Pietatis ora pro nobis Anno D.ni 1749; e del peso al trenta tre rotola cinquanta sette – 57.

Chiesa dell’Annunziata

Annunciata – Indi ci semo conferiti nell’abolita Chiesa e Confraternita sotto il titolo dell’Annunciata, e fatte scendere dal Campanile di essa le tre Campane, che in esso esistevano cioè una grande, una mezzana ed una piccola. La grande si è trovata con la seguente iscizzione “Sub Postulatu Ill.mi Re.mi D. Ioannis Emblavita E.pi Bellicastren Anno D.ni 1710 + tempore Pr. V. I.J. D. Lucae Pisani, et mag.co Thomae Buccia= vi è l’effiggie che rapp.ta l’Annunciata A.G.P. = Gio. Ant.o Almieri F: il di cui bronzo al peso del trentatre, si è trovato di rotola duecento – 200.

La mezzana si è trovata coll’Epoca del 1614, che ha una effiggie dell’Im.ta, il peso di quella al trentatre si è trovato di rotola ottanta – 80.

La piccola , colla seguente iscrizz.e Tempore Prioratus mag.ci Thomae Mazzei, et Procu Paschalis Totino= S.A.N.L.L. coll’effiggie della Vergine e Bambino, con quattro Puttini a torno, e coll’Epoca del 1780, il di cui bronzo è del peso, rotola quaranta – 40.

Chiesa della Sanità

Sanità – E finalmente ci siamo conferiti nell’abolita chiesa della Sanità e fattasi scendere l’unica Campana, che nel Campanaretto di essa esisteva, si è trovata coll’impressa di un fioretto, e coll’Epoca del 1695, il di cui bronzo pesato al trentatre, si è osservato che sia di rotola novantasei – 96.

Quali campane, come sopra descritte, pesate e numerate rimasero individualmente consegnate a D. Dom.o Galati de Diano di questa Città uomo probbo e facoltoso, coll’incarico in n(om)e di S. M. di usare la massima diligenza nella conservazione di esse, e di esibirle nel med.o peso, num.o e qualità ad ogni ordine di S. M., o del Sig.r Vicar.o Gen.le D. Fran.co Pignatelli.

Che però da me qui sott.o Cancell.re si è formato il presente atto solenne, che va sott.o da tutte le persone, che v’intervennero, robborato di mia firma, ed autorizzato col suggello un.le di questa Città.

Dom. Galati de Diano ho ricevuto e mi obligo.

Saverio Arcip.te Cavarretta intervenni.

Vincenzo Nicoletta sind.co intervenni.

Pietro Pollinzi Gov.e e Giud.e intervenni.

Ottavio M.a Gentile Tiscale intervenni.

Giovanni Laudari Cancell.o intervenni e certifico come sopra.

 

Ripartimento di Zagarise

Copia dell’Atto, descrizzione, misura e suggelam.to de’ Quadri dei Luoghi Pii di Cropani, Belcastro e Zagarise.

CROPANI

Cropani il di Venti Giugno Mille Settecento Ottanta Quattro.

Certifico col mio giuram.to Io qui sott.o Canc.re di questa Uni.ta di Cropane, come l’Ill.mo Sig.r D.r Gius.e M.a Gaudiosi col suo Cadetto Assistente D. Rafaele Manzi, conferitesi qui oggi sopr.tto giorno e convocati l’infr.tte persone ha proceduto alla dimens.e e suggellam.to e descriz.e di tutti li Quadri esistenti nelle chiese dell’aboliti e soppressi Luoghi pii di questa Terra altra volta inventariata ed annotati e su tale assunto an fatto ed operato ciò che siegue.

Sigillo dell’università di Cropani.

 

Chiesa del sospeso Convento Cappuccini

In primo luogo ci semo conferiti nella Chiesa del sospeso Convento Cappuccini e nell’Altare Maggiore di essa si è trovato esistente un Quadro sulla tela dipinto in oglio che rappresenta l’effiggie della Madonna degli Angeli, che misurato si è trovato della larghezza palmi sette meno un’oncia e mezza, dell’altezza o sia lunghezza palmi undeci oncie due, senza iscrizzione.

Nel primo altare a man dritta nell’entrarvi a d.a Chiesa vi è la Cappella del Crocefisso, il quale è di legno con due quadri vecchi a fianchi, che rappresentano dipinti sulle tele in oglio l’effiggie di S. Gio. e l’altro quello di Maria SS.ma e sono egualm.te dell’altezza o sia Lunghezza palmi sette e mezzo l’uno e larghi palmi tre meno un quarto, l’uno e l’altro senza iscrizzione.

Nel secondo altare a man dritta vi è il Quadro similmente dipinto sulla tela in oglio rappresentante l’Effiggie di S. Antonio de Padova, che si è trovato dell’altezza, o sia lunghezza palmi sette meno tre oncie e della Larghezza palmi quattro e mezza oncia, coll’Iscrizz.e= Cristopharus S. Anna pinxit 1762=.

Il primo altare a man sinistra nell’entrare a detta Chiesa vi è l’altare della Sanità con un quadro dipinto sulla tela in oglio rappresentante l’Effiggie della Madonna sotto lo stesso titolo, che misurato si è riconosciuto dell’altezza o sia lunghezza palmi sette onc. una largo palmi cinque oncie tre e mezza colla seg.te iscrizz.e = D. P. Politi pinxit=.

Nel secondo Altare a man sinistra vi è un Quadro similm.te sulla tela in oglio che rappresenta l’Effiggie della Madonna e di S. Francesco Assisi, lungo palmi sette largo palmi cinque oncie due e mezza in calce del quale vi è la seg.te iscrizz.e = C. Romei F.=.

Nel terzo e ultimo Altare a man sinistra vi è il Quadro anche dipinto sulla tela in oglio rappresentante l’effiggie della R.ma Vergine Immacolata e misuratosi si è trovato alto o sia lungo palmi sei oncie due e mezza, e largo palmi quattro oncie due senza iscrizz.e.

Nel Sunto Lateram di d.a Chiesa ai muri dello stesso ai si sono trovati appesi Quadri vecchi dipinti sulle tele in oglio e con respettive cornici di legno in rustico num.o otto, il primo rappresentante l’effiggie della Beata Lucrezia dei Duchi di Ferrara, il secondo la Beata Blanca dei Re di Castiglia, il terzo di S. Ludovico Vescovo,, il quarto il quale è senza iscrizzione nella cornice, una S. Monaca, il quinto l’effiggie d’un’altra monaca, perché senza iscrizzione nella cornice, il sesto S. Nicola Martire, il settimo S. Samuele Martire, e l’ottavo S. Daniele, tutti otto della respettiva lunghezza palmi tre e mezzo e larghezza palmi due e mezzo l’uno.

Più altro quadretto senza cornice coll’Effiggie di un monaco dipinto in tela in oglio, lungo palmi tre meno tre oncie, largo palmi due onc. tre senza iscrizz.e.

Altro quadretto con cornice di legno rappresentante l’Effiggie di un altro monaco, dipinto in tela in oglio lungo palmi due onc. una e dell’istessa larghezza situato a man destra dell’altare maggiore ma senza iscrizzione.

Altro Quadretto a man sinistra di d.o Altare con cornice di legno, che rappresenta l’effiggie di altro monaco, dipinto in tela in oglio, ma senza iscrizzione, lungo palmi due e mezzo, largho palmi due ed un quarto.

Altro Quadretto a man sinistra, senza cornice, in cui vi è dipinta in tela in oglio l’effiggie di Maria SS.ma, lungho palmi due ed un quarto e largho palmi uno e due terzi, senza iscrizzione.

Altro Quadretto con cornice di legno dipinta, anche in tela in oglio rappresentante similm.te l’effiggie di Maria SS.ma lungo palmi due meno due oncie, largo palmi uno e oncie quattro senza iscrizzione.

Nei muri laterali del Vaso di d.a Chiesa vi sono appesi li seguenti quadri.

Un Quadro dipinto sulla tela in oglio rappresentante S. Antonio de Padova lungho palmi sei oncie tre largho palmi quattro onc. Mezza, senza iscrizzione.

Altro Quadro similm.te dipinto in oglio rappr.te l’effiggie del Purgatorio dell’altezza o sia lunghezza palmi sei oncie tre, largo palmi quattro e mezzo meno un oncia, senza iscrizzione e senza cornice.

In d.i muri laterali altri sedici quadri appesi della lunghezza respettiv.te palmi tre e mezzo e larghezza palmi due e mezzo l’uno, tutti con cornicie di legno vecchi e laceri e senza iscrizzione del Autore rappresentanti l’effiggie dipinte sulla tela in oglio, l’uno S. Golino,, il secondo la B. Isabella dei Re di Francia, il terzo a B. Giovanna dei re di Navarra, il quarto la B. Elena dei Re di Castiglia, il quinto la B. Costanza dei Re di Aragona, il sesto la B. Beatrice dei Re di Navarra, il settimo la B. Sangia dei Re di Napoli, l’ottavo S. Pietro Martire, il nono la B. Borromea dei Re di Polonia, il decimo il B. Berardino Martire, l’undecimo S. Apulfio Martire, il duodecimo S. Cantone Martire, il decimo terzo S. Adiceto Martire, il decimo quarto S. Elisabetta, il decimo quinto S. Angelo Martire, il decimo sesto S. Bonaventura e tutti senza iscrizzione del Autore.

Cropani (CZ), chiesa e convento dei Cappuccini.

Quadri nel Coro della Chiesa.

L’Effiggie dipinta in oglio sulla tela di S. Michele arcangelo lungo palmi cinque ed oncie quattro e mezza, larga palmi tre e mezzo ed una oncia, quadro vecchio senza iscrizzione.

Altro Quadro vecchio rappr.te l’effiggie di S. Anna, dipinto similmente in tela in oglio, della larghezza palmi quattro oncie cinque e della lunghezza palmi sei meno oncie tre e mezza, senza iscrizzione.

Altro Quadretto similm.te dipinto in oglio sulla tela rappresentante l’effiggie di S. Francesco di Assisi, lungo palmi due onc.quattro e largo palmi uno e due terzi, senza iscrizzione.

Altro Quadretto nel scendere della scala coll’effiggie del SS.mo Eccehomo dipinta pure sulla tela in oglio, lungo palmi due e mezzo meno un oncia e largo palmi due, senza iscrizzione.

Che furono tutti l’uno dopo l’altro suggellati in cera Spagna.

Cropani, chiesa dei Cappuccini (foto Gal Valle del Crocchio).

Chiesa de Minori Osservanti

Nel primo Altare a man dritta, entrandovi alla porta di d.a Chiesa, vi è un quadro vecchio dipinto sulla tela in oglio, che dimostra la morte del Serafico S. Francesco, della lunghezza o sia altezza palmi otto ed un terzo, e della larghezza palmi sei meno un terzo con due iscrizzioni l’una distante = V.J.D.r Gregorius Gentile pro se haeredibus suis, de familia Cosentino= L’altra dimostra di essere stato l’autore Francesco Carbone.

Nel secondo Altare a man dritta vi è anche un dipinto sulla tela in oglio un quadro che dimostra l’effiggie di S. Diego, che misurato si è trovato dell’altezza, o sia lunghezza palmi sei meno un oncia e della larghezza palmi quattro e mezzo, senza iscrizzione alcuna.

Nel terzo Altare a man dritta vi è il Quadro di S. Pasquale dipinto similmente sulla tela in oglio, dell’altezza palmi sei e mezzo ed oncia una e della larghezza palmi quattro oncie quattro e mezza senza iscrizione.

Primo Altare a man sinistra nell’entrarvi come sopra vi è similm.e dipinto sulla tela in oglio un Quadro vecchio che dimostra Lo Spirito S. nel Cenacolo e Maria SS.ma cogli Ap.li, lungo palmi otto e mezzo e largo palmi sei senza iscrizzione.

Nel Secondo ed ultimo Altare a man sinistra vi è il Quadro di S. Antonio di Padova dipinto pure sulla tela in oglio, lungo o sia alto palmi sette meno onc. Due e largo palmi cinque meno un oncia, senza iscrizzione.

Nell’Altare maggiore di essa Chiesa, oltre di esservi nella nicchia l’Immagine di Maria Immacolata di marmo bianco ai lati di essa vi sono due quadri dipinti similmente sulle tele in oglio, l’uno rappresentante S. Rocco, e l’altro S. Francesco, che misurati si sono trovati ogn’uno di essi della lunghezza osia altezza palmi sei e mezzo, meno un oncia e mezza, e della larghezza palmi due e mezzo ed un oncia, coll’iscrizzione solamente in quello di S. Rocco dittante = R.dus P.re Joanuarius Migliarina vesatis diste fecit pro sua divozione Anno Domini 1755=.

Che tutti sono stati similmente suggellati.

Sigillo della collegiata di Santa Maria Assunta di Cropani.

Chiesa di S. Giovanni Battista

Nell’altare Maggiore vi è un Speciosissimo Quadro dipinto sulla tela in oglio rappresentante l’effiggie di S. Gio. Battista nel fiume giordano pennellato da Ecc.ma mano, lungo palmi duodeci meno un terzo, e largo palmi otto, ed oncie sette colla iscrizzione nel q.le essere rotta la pittura, solo si legge bene = Politi.

Primo Altare a man destra col quadro che dimostra l’effiggie di S. Vincenzo Ferreri dipinto sulla tela in oglio, lungo o sia alto palmi sette e mezzo e largo palmi cinque meno oncie due, senza iscrizzione.

Secondo Altare a man destra col Quadro che dimostra l’Addolorata dipinta sulla tela in oglio dell’istessa lunghezza e larghezza senza iscrizzione.

Terzo Altare a man destra dipinto sulle tele in oglio esiste in esso il Quadro di S. Paolo dell’istessa lunghezza e larghezza senza iscrizzione.

Nel primo Altare a man sinistra il Quadro dipinto in oglio sulla tela, che dimostra la Decollazione di San Giovanni Battista dell’istessa lunghezza e larghezza senza iscrizzione.

Nel secondo Altare a man sinistra, vi è il Quadro dipinto similm.te sulla tela in oglio che dimostra che dimostra l’effiggie della SS.ma Vergine Im.ta dell’istessa lunghezza e larghezza senza iscrizzione.

Terzo ed ultimo Altare a man sinistra in esso vi è il quadro anche dipinto sulla tela in oglio, che dimostra La Madonna del Carmine dell’istessa lunghezza e larghezza, senza iscizzione.

Che tutti l’un dopo l’altro coll’istesso suggello furono suggellati

Cropani (CZ), tela della chiesa di San Giovanni Battista (foto Gal Valle del Crocchio).

Confraternita di S. Giovanni Battista

Nell’Oratorio di questa Confraternita vi è una Cappella nella quale, o sia nella nicchia di essa, vi esiste anche dipinto in tela in oglio rappresentante Maria Addolorata ò sia La Pietà, che sostiene Cristo morto tra le braccia un quadro della lunghezza palmi sette oncie due e della larghezza palmi quattro e oncie tre e mezza, senza iscrizzione, similmente suggellato.

Cropani (CZ), chiesa di San Giovanni Battista (foto Gal Valle del Crocchio).

Chiesa di Santa Caterina

Nella prima Cappella a man dritta vi è il Quadro dipinto sulla tela in oglio, dimostrante l’Effiggie di S. Gennaro, lungo palmi otto meno un quarto, e largo palmi sei meno un quarto, colla iscrizzione = C. Romei=.

Nel secondo Altare a man dritta esiste il Quadro dipinto sulla tela in oglio rappresentante San Michele Arcangelo dell’istessa lunghezza e larghezza senza iscizzione.

Nel terzo Altare a man dritta vi è il quadro di S. Francesco di Paola similmente dipinto sulla tela in oglio, dell’istessa lunghezza e larghezza senza iscrizzione.

Nel primo Altare a man sinistra il Quadro di S. Agostino dipinto sulla tela in oglio dell’istessa lunghezza e larghezza senza iscrizzione.

Nel secondo Altare a man sinistra vi esiste la nicchia ma senza Quadro.

Nel terzo Altare a man sinistra esiste il Quadro di Maria SS.ma sotto il titolo della Sanità dipinto anche in tela in oglio, dell’istessa lunghezza e larghezza senza iscrizzione.

Appeso al muro sinistro dell’Altare Maggiore vi è il quadro dipinto in tela in oglio, rappresentante l’effiggie dell’Immacolata Concezzione, lungo palmi sei e un quarto, e largo palmi cinque senza iscrizzione.

Nella Sacristia di detta Chiesa vi esistono otto quadri dipinti anche sulla tela in oglio sebbene vecchi, l’uno che rappresenta Lo Sposalizio di S. Caterina lungo cinque palmi e quarti tre, largo palmi quattro e mezzo colla cornicie verniciata in oro senza iscrizzione.

L’altro il Quadro dell’Immacolata con cornicie verniciata in oro, lungo palmi due meno un oncia e mezza.

L’altri con cornice di legno dipinta rappresentanti l’uno S. Giacinto, l’altro S. Giuseppe, l’altro Cristo resuscitato, l’altro la Madonna del Carmine, l’altro S. Michele Arcangelo e l’altro S. Barbara, tutti dell’uguale altezza palmi quattro meno oncie due e mezza e della larghezza palmi tre meno un oncia e mezza senza iscrizzione.

E si sono tutti l’uno dopo l’altro immediatamente sugellati.

Quali Quadri di sopra descritti ed annotati misurati e suggellati tutti in cera Spagna a tenore dell’ultimi ordini di S. E. il Sig.r Vicario Generale D. Fran.co Pignatelli e senza innovarsi cosa alcuna repporto alla consegna di essi, come dall’aoi delle ….. ragioni, altra volta fatta respettivamente al benestante D. Saverio Uccello ed alli P.ri respettivi della Chiesa di S. Giovanni Can.co D. Gio. Batt.a Colucci e del Convento Cappuccini e Convento Minori Osservanti D. Saverio Uccello pred.o e della Chiesa di S. Caterina D. Leonardo Cantore Nicotera

Giambat.a Tes.re Corabi Vic.rio for. Deleg. Fui presente.

Francesco Colucci Sind.co fui presente.

Saverio Uccello intervenni.

D.r Vincenzo Monizio log.te intervenni.

Rafaele Manzi Assistente

Giuseppe M.a Gaudiosi sotto Ten.e Com.rio

Fran.co Durile Cancell.re intervenni e certifico come sopra.

Cropani (CZ), chiesa di Santa Caterina (Foto Gal Valle del Crocchio).

BELCASTRO

Adi trenta Giugno Mille Settecento Ottanta Quattro nella Città di Belcastro.

Certifico col mio giuram.to il qui sott.tto Cancelliere di questa Città qualmente oggi sopradetto giorno fattosi acceso qui dal Sig.r D. Rafaele Manzi Cadetto del Battaglione Real Ferdinando ed assistente all’Ill.mo Sig.re D. Giuseppe M.a Gaudiosi Uff.le principalmente Comm.o in questo paraggio per l’abbolizione e sospenzione de Luoghi Pii coll’intervento di me infr.tto Cancelliere e dell’altre infr.tte persone convocate ha proceduto alla misura e suggelam.to dell’infr.tti Quadri esistenti nell’infr.tti Luoghi pii di questa Città.

Chiesa de Domenicani

Nell’Altare del Rosario vi è dipinto in tela in oglio il Quadro sotto l’istesso titolo che misurato col passetto Napolitano, oltre le cornici, si è trovato dell’altezza, o sia lunghezza, pal. Otto, oncie tre, largo pal. Sette oncie tre senza veruna iscrizzione.

Nell’Altare di S. Domenico il Quadro anche dipinto in tela in oglio dell’istesso Santo è dell’altezza o sia lunghezza pal. Cinque e mezzo largo pal. Tre oncia una e mezza senza iscrizzione.

Nell’Altare di S. Gio. Battista il Quadro similm.te dipinto in tela in oglio rappresentante l’istesso Santo si è trovato dell’altezza o sia lunghezza palmi sette e mezzo largo palmi cinque e mezzo e tiene in piedi del med.o la seguente iscrizzione = Xaverius S. Croce ping. anno Domini 1748=.

Nell’Altare del Carmine vi è il Quadro anche dipinto in oglio in tela, rappresentante la Beatissima Vergine sotto lo stesso titolo, che si è trovato dell’altezza, o sia lunghezza, pal. Dieci onc. Tre e della larghezza pal. N otto oncie nove coll’iscizzione in calce di esso = Xaverius S. Croce ping. A.D. 1748=.

Nell’Altare di S. Rosa in cui vi è il Quadro dipinto anche in tela in oglio dell’Effiggie di essa Santa lungo pal. Diece onc. Tre e largo pal. Otto meno oncie tre senza iscrizzione.

Nell’Altare di S. Vincenzo Ferreri il quadro rappresenta l’effiggie di d.o Santo dell’altezza o sia lunghezza pal. Nove meno oncie tre e della larghezza palmi sette e mezzo senza iscrizzione in esso Quadro ma colla seguente iscrizzione in d.o Altare = Dicatum sub invocatione Divi Vincentii Ferrerià D. Carlo de Diano et Felicia Anania coniugibus propriis sumptibus de accepta filia erectum pari divotione in elegantiorem sane forma derigendum curarunt Joseph Spadea ping. A.D. 1772=.

Nell’Altare di S. Tomaso vi è anche dipinta in tela in oglio in un Quadro l’effiggie di questo Santo, il quadro predetto è della lunghezza, o sia altezza, palmi nove oncia una e mezza, e della larghezza palmi otto e mezzo, colla seguente iscrizzione = Xaverius S. Croce ping. A. D. 1748=.

Nell’Altare finalmente del nome di Giesù, vi è anche un quadro rappresentante l’effiggie di Giesù Bambino, dipinto in tela in oglio, vecchio e semi lacero dell’altezza, o sia lunghezza pal. Sette e larghezza pal. Cinque , senza iscrizzione.

Che furono di propria mano dall’espressato Sig.r Cadetto Manzi, li quadri predetti immediatamente suggellati in cera Spagna.

Chiesa della Pietà

Nell’Altare del Carmine vi è il quadro dipinto sulla tela in oglio, rappresentante l’effiggie della sud.a Madonna, che si è trovato dell’altezza, o sia lunghezza, pal. Otto e mezzo e della larghezza pal. Cinque oncie nove, il quadro predetto è vecchio in pie del quale vi è la seguente iscrizzione = Sacellum Per R. dum D. Franciscum Casiggoae Cant. J.V.D. editum A. 1659=.

Nell’Altare del Purgatorio vi è il quadro corrispondente è dipinto sulla tela in oglio, lungo palmi nove onc. Una e mezza, largo pal. Sei onc. Quattro e mezza in pie di esso vi è la seguente iscrizzione= Franciscus Ciminus ping.=.

Nell’Altare in legname senza Cappella vi è il quadro di S. Pietro dipinto in oglio sulla tela attaccato al muro della lunghezza o sia altezza pal. Sei e mezzo e della larghezza pal. Quattro onc. Tre senza iscrizzione.

Vi è ancora in detta chiesa dipinto sulla tela in oglio un Quadro dell’Immacolata, dell’altezza o sia altezza pal. Nove e della larghezza pal. Sette meno oncie tre senza iscrizzione.

Che furono similmente li quadri pred.i sugellati; in detta chiesa non vi sono altri quadri dipinti in oglio sulla tela, ma vi è inoltre dentro la nicchia dell’altare maggiore dipinta à sguazzo al muro di d.a nicchia l’Effiggie della Pietà, che per essere pittata troppo rozza e rustica, non si è stimato misurarla.

Chiesa dell’Annunciata

Indi ci semo conferiiti nella Chiesa dell’Annunciata nella quale si sono ritrovati li seguenti Quadri.

Nell’Altare Maggiore vi è dipinto in oglio sulla tavola l’effiggie della SS.ma Annunciata, la quale è della larghezza palmi sei meno un oncia e mezza e della lunghezza palmi otto oncie tre senza iscrizzione.

Nell’Altare della Nascita di Giesù Bambino vi è il Quadro rappresentante d.a nascita, dipinto sulla tela in oglio dell’altezza o sia lunghezza pèal. Sette e mezzo e della larghezza pal. Cinque onc. Tre senza iscrizzione in d.o quadro.

Nell’Altare del Carmine vi è il Quadro dipinto anche sulla tela in oglio rappresentante l’effiggie della B.ma Vergine sotto lo stesso titolo, ed è della lunghezza o sia altezza pal. Nove meno onc.tre, e della larghezza pal. Cinque oncie tre senza iscrizzione.

Nell’Altare della Visitazione vi è il quadro similmente dipinto sulla tela in oglio della lunghezza pal. Otto onc. Tre, larghezza pal. Sei meno un oncia e mezza in pie di questo quadro vi è la seguente iscrizzione = Sacellum de Jure Patronatus Familiae de Tacina Pr. D. Jo. Vincentium Tacina Cantorem editam A.D. 1630 Ad presensio D. Franciscus Antonius Marescalco S. Mauri, qui propriis expensis hanc Iconem construere fecit A,D. 1646=.

Nella cappella o sia Altare di S. Anna vi è il Quadro della medesima dipinto altresi sulla tela in oglio lungo palmi sei, largo pal. Quattro senza iscrizzione.

Nella Cappella della Beata Vergine di Trapani vi è il quadro rappresentante l’istessa madonna dipinto sulla tela in oglio, che misurato si è trovato della lunghezza o sia altezza pal. Sette onc. Tre e della larghezza pal. Quattro onc. Tre senza iscrizzione.

E li quadri anzi detti si sono similm.e sugellati.

Chiesa della Sanità

E finalmente ci semo conferiti nella Chiesa della Sanità nella quale in una sola Cappella, ,che in essa si trova, vi è dipinta in rustico, ed a sguasso, l’effiggie della Madonna sotto lo stesso titolo al muro della nicchia di essa cappella che non si è stimato misurare per essere pittura troppo vile e rustica.

In un Altare diruto dentro d.a Chiesa che si disse era sotto il titolo di S. Michele arcangelo non si è trovato quadro, ma si è trovato appeso in altra parte dentro essa chiesa in dipinto lo quadro di S. Michele Arcangelo pred.o similm.te sulla tela in oglio ed essendosi in seguito misurato si è trovato della lunghezza pal. Sei e della larghezza pal. Quattro senza iscrizzione.

ZAGARISE

Adi die nove Giugno mille settecento ottanta quattro nella Terra di Zagarise.

Certifico col mio giuram.to io qui sottoscritto Canc.re di q.a Terra qualm.e conferitosi qui oggi D. Rafaele Manzi Cadetto del Battaglione Real Ferdinando, ed assistente à D. Giuseppe M.a Gaudiosi Uff.le, principalmente commissionato in questo paraggio per l’abolizione e soppressione de Luoghi Pii, e nell’abbolito Conventino Domenicano e specialmente nella chiesa di esso ha proceduto alla misura e suggilamento dei Quadri in esso esistenti.

Nel primo altare à man dritta sotto il titolo del SS.mo Rosario, in quadro dipinto in oglio in tela, rappresentante la Madonna SS.ma sotto lo stesso titolo, si è trovato dell’altezza palmi dodeci e mezzo, e della larghezza pal. Otto, ed un terzo, coll’Iscrizzione= Michelangelus Napparus ping. 1601. Nel Secondo vi è il quadro della Circoncisione di Giesù Cristo, dell’altezza pal. Dodeci e mezzo, larghezza pal. Otto, ed un terzo, dipinto, anche in tela in oglio senza iscrizzione. Nel Terzo il quadro similmente dipinto in tela rappresentante la figura della Madonna dell’Angioli, altezza palmi dodeci, e mezzo e palmi otto ed un terzo di larghezza senza iscrizzione. Nel Quarto a man sinistra il quadro di S. Domenico di altezza palmi dodeci meno un terzo e larghezza palmi otto, senza iscrizzione, consimilmente dipinto in oglio sopra la tela. Nel Quinto il Quadro della SS.ma Vergine del Carmine consimilm.te dipinto, in cui vi è l’Iscrizzione seg.te Joanne de Simone pingente= e si è trovato dell’altezza palmi nove e larghezza palm. Sette ed un terzo. Nel Sesto vi è il Quadro di S. Pietro martire dell’altezza pal. Diece meno un terzo, e della larghezza pal. Sette e mezzo, consimil.te dipinto sopra tela in oglio, ed in piè è la seguente iscrizzione = Beatrix Politi F.F. P. sua divozione 1652. Sopra il Coro appeso a un muro vi è il quadro di S. Tomaso di Aquino dipinto consimil.te sopra tela in oglio dell’altezza palmi nove ed un terzo e larghezza pal. Sei e mezzo e due oncie senza iscrizzione. Quali Quadri dopo essersino stati misurati col passetto Napolitano, l’uno dopo l’altro dal sud.o Cadetto assistente, sono stati sugellati, con impronto in cera spagna, e se bene in d.a Chiesa vi siano ancora appesi ne respettivi muri di essa altri piccoli quadri nel num.o di nove, rappresentanti diverse figure, per essere vecchi e di puoco momento, non si è stimato descriverli minutam.te, misurarli e suggelarli. E tutti li quadri di sopra numerati ed annotati, inclusi anche d.i nove quadretti senza innovarsi cosa alcuna, rapporto alla consegna di essi altra volta fatta al Benestante Giuseppe Faragò, rimasero similn.te consegnati allo stesso. Quindi in fede del vero ne ho formato il presente sotto la mia propria mano e per maggior legalità autorizato col solito universal sugello di questo luogo ed a fede.

Pasquale Arcip.te Podia fui presente

Antonio Schipano Luog.te fui presente

Giuseppe Franco Sindaco fui presente

Giuseppe Faragò fui presente

Raffaele Manzi Assistente

Pietro Faragò canc.re certifico come sopra

(ASCz. Fondo Cassa Sacra. Ripartimento di Zagarise. Copia dell’atto, descrizione, misura e suggellamento de’ quadri de luoghi pii di Cropani, Belcastro e Zagarise. Vol. XXI, ff. 8v-9.)

Sigillo dell’università di Zagarise.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*