I Basoino tra chiesa, nobiltà e popolo

Quadro Madonna di Capocolonna Basoino

La vera effigie di Santa Maria di Capo Colonne dipinta da San Luca Evangelista e conservata nella cattedrale di Crotone, che si trova riprodotta nella stampa del manoscritto di Jo. Nicola Basoino.

 

La presenza della famiglia Basuynus a Santa Severina è documentata fin dall’inizio del Cinquecento.

 

Macthias Basuynus pubblico e regio notaio

Il primo febbraio 1518 nella città di Santa Severina, il giudice “ad contractus” Francesco Scolerio della città di Crotone ed il regio e pubblico notaio Macthias Basuynus della città di Santa Severina, autenticano una copia del privilegio concesso alla città di Santa Severina dal re Alfonso il 20 novembre 1444, al tempo della resa della città durante la ribellione del Centelles.[i] Il 16 agosto dell’anno dopo (1519), il notaio Macthias Basuynus roga un atto pubblico riguardante una convenzione tra l’università di Policastro ed il feudatario Joannes Baptista de Campitellis, riguardante il feudo di Rivioti.[ii] L’undici gennaio 1532, il pubblico e regio notaio Matthias Basuynus di Santa Severina, interviene su richiesta del decano Francesco de Martino, in una vertenza che si svolge nel palazzo arcivescovile “in loco dicto lo Campo”, riguardante la concessione avvenuta l’anno precedente da parte dell’arcivescovo Matteo Sertorio, di un terreno per la costruzione di mulini in favore di Fabritio de Modio e Francesco Palermo, i quali si erano obbligati al pagamento di un annuo censo in grano alla mensa arcivescovile.[iii]

Firma autografa del regio notaio Matthias Basuynus.

I Basoino di Santa Severina ed i vincoli parentali che li uniscono alla nobiltà crotonese, sono testimoniati da una lettera che il vescovo Minturno scrive il 27 febbraio 1569 al cardinale Guglielmo Sirleto, per far presente che i nobili della città di Crotone, hanno chiesto di allontanare dal monastero delle clarisse una certa Salomea Basoina di Santa Severina. La Basoina era entrata nel monastero di Santa Chiara senza il consenso delle monache per decreto penale della Vicaria. La donna è concubina di un “clerico come ella medesima il confessa e femina di mala fama e disonesta”, ha una figlia e non osserva la clausura. Anche il visitatore generale “ordinò che uscisse fuori insieme con la figlia”, ma contro il volere delle monache, del cappellano e del vescovo, si oppone il potente cardinale Alessandrini.[iv]

Ritroveremo pochi anni dopo la m.ca Solomea Basoina, vedova del nobile Prospero Susanna. La Basoina abita in Santa Severina “in loco la piaza” in parrocchia di Santo Nicola dei Greci, nella sua casa grande, consistente in più membri superiori e inferiori, con una casetta contigua e una “poteca scoverta” verso la piazza. Essa il 18 ottobre 1574 in Santa Severina dota la figlia Isabella Susanna, che va sposa al U.J.D. Tirentio Pyrrone. La dote che essa promette alla figlia è “secondo l’uso et costume deli nobili di S.ta Sev.na” di bel tremila ducati in beni stabili, bestiame, denaro e mobili, parte dei quali devono dare i due fratelli Carlo e Diomede Susanna di Crotone. Di questi ducati, 1400 sono in denaro contante, 1000 in beni stabili, 500 in beni mobili e 100 in bestiame vacchino.[v] Sempre a Santa Severina troviamo i questi anni altri componenti della famiglia Basoino.[vi] Marco Antonio Vasoino, Santoro,[vii] Marina Basoina, figlia di Nicola Francesco, sposa Minico Ranvise,[viii] Alex. Basoino e Nardo Basoino.[ix]

 

I Basoino a Crotone

All’inizio del Seicento i Basoino fanno parte delle famiglie del popolo o degli Honorati. Per tutto il Seicento i componenti della famiglia assumono spesso cariche pubbliche importanti come sindaci ed eletti. Gio. Paulo Basoino fu sindaco del Popolo nel 1622; Leonardo Basoino è uno degli eletti del popolo nell’annata 1673/1674;[x] Gioseppe Basoino ricoprì la carica di eletto nel 1679[xi] e di sindaco del popolo nel 1684/1685;[xii] Gio. Paulo Basoino fu eletto nel 1691/1692;[xiii] Marco Antonio Basoino fu eletto nel 1720.[xiv]

Famiglie del Popolo di Crotone nel 1685 erano Basoino, de Vite, Galatio, Manfredi, Petrolillo, Scarnera, Varano e Ventura.[xv]

Oltre a partecipare alle cariche pubbliche, numerosi componenti della famiglia coprirono importanti cariche religiose. Oltre al sacerdote Marco Antonio, ricordiamo il primicerio Gio. Tomaso, il parroco Gio. Nicola e il canonico Gio. Giacomo.

 

Le case dei Basoino

Un ramo della famiglia Basoino abitava in parrocchia di Santa Maria e propriamente nel quartiere della Pescheria. Il Seminario possiede una casa “nella Pischeria incontro le case di Basoino”.[xvi] Un altro ramo abitò in parrocchia di San Giorgio, poi parrocchia di Santa Margherita, ed un altro in parrocchia di Santa Vennere.

 

Il beneficio della famiglia Basoino

Nella cattedrale era eretto il beneficio delle famiglie Basoino Zurlo q.m Joanne Cesare, senza altare e cappella sotto il titolo di S. Tomaso Apostolo.[xvii] Il beneficio possedeva una casa in parrocchia di S. Maria Proth., confinante con le case di Basoino e via mediante le case di D. Geronimo Facente.[xviii]

 

Nardo Basoino

La prima presenza dei Basoino a Crotone risale alla metà del Cinquecento. Nardo Basoino possedeva delle vigne ed abitava in parrocchia di San Giorgio: “Sopra le vigne de nardo Vasoyno fo de longovucco salma 1 e ½”.[xix]

Il 5 luglio1578 Donna Marina Pilero de Sancto Petro in Galatina, vedova di Pandolfo Godino, abitante nella città di Crotone, dona a Paulo de Maida, priore del monastero di Santa Maria de Carmino, una casa palaziata in parrocchia di San Giorgio “jux.a her. q.o nardi basuini jux.a domum fabii zangalis jux.a domum petri milioti vinella mediante”.[xx]

 

Il sacerdote Marco Antonio Basoino

Sempre nella seconda metà del Cinquecento troviamo un componente ecclesiastico della famiglia Basoino, il sacerdote Marco Antonio, il quale possiede un beneficio nella cattedrale di Crotone.[xxi] Marco Antonio abitava in una casa palaziata nel quartiere della Pescheria, casa che fu poi ereditata da Maria Scavello.

21 ottobre 1579. “Istrumento di assegnazione per N.r Gio. Gregorio Caparra della città di Cotrone con cui Elena Berlingerio per ciocchè andava dovendo al mag.co Quinto Caparra di d.a città di Cotrone in docati 233:17.6 in solutum et soluti nomine” gli assegnò una continenza di case con casaleni, sita dentro l’abitato di d.a città di Cotrone, e propriamente “nella par.a di S. Margherita confine la casa del beneficio posseduto dal sacerdote Marcantonio Basoino, vie pu(bli)che ed altri fini”, ed un casaleno sito nella stessa parrocchia “onnossio in annui carlini quindeci alla cappella del Sagramento, ed in altri carlini quindeci allo spedale della sud.a città, ed in altri carlini dodeci al monistero di Gesù e Maria dell’ordine de Paolotti”.

Il 23 luglio 1583 il reverendo Marco Antonio Basoino interviene in un atto notarile in rappresentanza del capitolo ed il primo novembre dello stesso anno, come vicario del monastero di Santa Chiara, è presente all’atto di consegna della dote di Lucretia Mandile.[xxii] Le case dotali di Giulio Macrì in parrocchia di Santa Maria, confinavano stritto mediante, con la casa palaziata con alto e basso di Maria Scavello. La Scavello aveva ereditato la casa, che era situata nella Pescheria, da Marco Antonio Basoino; essa confinava stritto mediante, con le case di Domenico d’Amico.[xxiii]

 

Gio. Dionisio Basoino

Il 9 ottobre 1594 D.na Musessa Pipino, vedova di Gio. Battista Bernale, essendo morto il figlio ed erede Jo. Battista cadendo da cavallo, chiede che sia fatto l’inventario dei beni. Tra i Presenti all’atto c’è il nobile Jo.e Dionisio Basoino.[xxiv]

Gio. Dionisio Basoino, fratello di Gio. Cola Basoino, sposò Vittoria Scavello. Tra i figli sono ricordati: Lucretia, Elina, Gio. Battista e Marc’Antonio.[xxv]

Gio. Dionisio abitava in parrocchia di Santa Vennera. La casa di Francesco Gaitano era situata in parrocchia di S. Vennera jux.a le case di Innocentia Jacomino e la casa di Jo. Dionisio Basoino.[xxvi]

“Adi 9 di 7bre 1659 morse Elina Basoina e si sepellì nella cattedrale gratis”.[xxvii]

 

Il “mastro sartore” Jacopo Basoino

La bottega del mastro era situata in piazza pubblica sotto il palazzo vescovile.[xxviii] Per l’affitto della bottega il Basoino pagava alla mensa vescovile ogni anno sei ducati (“poteca locata a Jacovo basoyno sartore per d.ti 6”). Jacopo Basoino morì il primo febbraio 1601: “Adi p.o febrarii 1601 morsi mastro jacono basoino e si sepellio al viscovato gratis”.[xxix]

 

Il parroco Joanne Nicola Basoino

Il 27 maggio 1578 tra i presenti in un atto riguardante una questione di dote tra Tiberia Susanna, vedova di Joanne Matteo Pipino e Isabella Syllana, vedova di Joanne Cesare Pipino, compare per la prima volta il “Cler.o Jo.e Cola Basoino.[xxx] Troviamo che alcuni anni dopo Nicolaus Joannes Basoino, designato come professore di sacri canoni, già canonico della cattedrale, nell’ottobre 1598 è parroco della chiesa di San Salvatore. In quell’anno egli inizia a comporre il manoscritto, che raccoglie i miracoli della Madonna del Capo. In qualità di notaio apostolico nel 1602, certifica un atto riguardante il monastero di Santa Chiara della città.

Sigillo del notaio apostolico Jo. Nicola Basoino -

Sigillo del notaio apostolico Jo. Nicola Basoino.

La sua attività come parroco di San Salvatore è documentata per tutti i primi decenni del Seicento. Il 22 gennaio 1612 il parroco Nicola Basoino unisce in matrimonio Vittoria Mixianza e Francesco Ricca.[xxxi] Il 15 luglio 1612 sono parroci della città di Crotone D. Gioseppe Jazzolino, D. Francesco de Vite, D. Gio. Cola Basoino e D. Geronimo Facente.[xxxii] Nell’agosto 1614 è eletto e deputato dal Capitolo a concedere un prestito di ducati 300 all’8% in favore di Isabella Catizzone, vedova di Dionisio Pipino.[xxxiii] Nell’ottobre 1614 donno Jo.e Nicolao Basoino è testimone dell’inventario dei beni lasciati per la morte di Gio. Francesco Calegiurio alla moglie Laura Basoina.[xxxiv] Il 23 settembre 1616 il parroco Joanne Basoino battezza Joanne Fabritio figlio di Oratio Lucifero e di Beatrice Piterà. Il 24 dicembre 1622 interviene nella stesura dei capitoli matrimoniali tra Lucretia Basoino, figlia di Vittoria Scarcello e di Gio. Dionisio, e Vincentio de Garetto. Nell’occasione Gio. Nicola Basoino, parroco di S. Salvatore e zio paterno di Lucretia, promette alla nipote ducati 200. Di questi, metà in contanti e gli altri ducati 100 in grano al prezzo che comunemente si vende a Crotone. Il grano che è conservato dentro la fossa di Gio. Pietro Sculco in Papanicefora, non deve essere venduto prima del primo marzo 1623. Con la condizione che valendo meno di quello che vale al presente, il parroco promette di aggiungere denaro fino alla somma promessa, se più di quello che vale oggi, il di più va in beneficio del parroco.[xxxv]

L’attività del Basoino proseguirà con altri atti riguardanti la sfera ecclesiastica. Da un atto dell’aprile del 1629 risulta che egli è anche rettore e cappellano dello juspatronato sotto il titolo di San Luca della famiglia Adamo (28.5.1629). Gio. Cola Basoino rettore e cappellano del juspatronato di S.to Luca della famiglia degli Adami, posto “dentro la cattedrale di V.S. Ill.ma con supp. Fa intendere come essendo stato unito al d.o juspatronato in piena visita da mons. Fra Gio.e Lopez pred.re di V.S. Ill.ma uno casalino posto dentro la d.a Città nella parocchia di S.to Stefano ma al presente di S.ta Vennera iusta le case di Horatio Catizone e altri confini come per decreto sotto il di 21 del mese d’otto.e 1596”.[xxxvi]

Il 10 marzo 1631 Il vescovo di Crotone Niceforo Melisseno Commeno, essendo ammalato, nomina suo procuratore il cantore Gio. Francesco Mangione. Il cantore dovrà recarsi nella Curia romana per presentare la relazione ad limina. L’infermità del vescovo è certificata da una fede fatta in presenza del notaio apostolico Jo.es Nic.s Basoinus, dai dottori fisici Cesare Cropalati e Gio Fran.co Thelesio.

Egli è ancora vivo il primo marzo 1634, quando attesta una dichiarazione di Gio. Matteo Junta, priore della confraternita dell’Annunziata, riguardante un lascito fatto da Diana Calegiurio.[xxxvii] In questi anni egli non risulta più parroco di San Salvatore, infatti da un atto del 16 ottobre 1636 sappiamo che la carica è ricoperta dal reverendo Fabritio Bonelli, al quale succederà il reverendo Gio. Battista Venturi come da un atto del 1643.

Il manoscritto attribuito al Basoino termina nel 1645.

Jo. Nicola basoino677 - Copia

Firma e sigillo del notaio apostolico Jo. Nicola Basoino.

Il manoscritto “Miracoli di Maria SS. Del Capo”

Nel mese di Giugno del 1598 il canonico Giovanni Nicola Basoino raccolse in un manoscritto i primi miracoli attribuiti alla Vergine del Capo delle Colonne.

Il manoscritto, andato perduto, fu “copiato” dall’originale, nel gennaio 1741 dal primicerio Raimondo Torromino. La “copia” sarà in seguito messa a stampa nel 1824 a spese del Decano Giuseppe Maria Sculco. Il Torromino così descrive il manoscritto del Basoino: “Il menzionato manoscritto è molto patito per l’antichità del tempo, così nel carattere, come nelle pagine lacerate in molti luoghi, si noterà qui quanto coll’aiuto di Maria sempre Vergine si potrà ricavare anche con sensi imperfetti e coll’istesso idioma dell’antico D. Basoino”.

Da quanto possiamo osservare l’opera manoscritta del Basoino è distinta in tre parti. La prima descrive 16 miracoli accaduti tra il 1519 ed il 1598, la seconda comprende 8 miracoli avvenuti tra il 1605 ed il 1628 e la terza, che va dal 1629 al 1645, raccoglie 25 miracoli. Mentre per le due prime parti esiste una approvazione apostolica, la prima in data 17 ottobre 1598 da parte del decano e vicario generale Joanne Jacobo Epitropo e la seconda dall’arcidiacono e vicario generale Joanne Martino Vezza in data 14 agosto 1628, per la terza parte manca.

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Stampa del manoscritto di Jo. Nicola Basoino (2.a edizione, 1882).

Basoino Paolo (Gio. Paulo)

Gio Paolo Basoino, piccolo proprietario e mercante di grano, fu particolarmente attivo nel prestito del denaro e nella gestione ed appalti di cariche pubbliche. Ricoprì anche importanti uffici nel governo cittadino.

L’undici ottobre 1594 in una vendita di un terreno fatta da Julio Cesare Leone compare come testimone il nob. Jo.e Paulo Basoino.[xxxviii]

Il 29 marzo 1612. Essendo in debito di ducati 30 verso Gio. Paulo Basoino, con una lettera di cambio Gio. Paulo Scurò si obbliga con Gio. Giacomo Pignanello, il quale dovrebbe anticipare il denaro, che lo Scurò deve a Gio. Paulo Basoino.[xxxix] Joanne Paulo Basoino nel 1614, compra all’asta dall’università di Crotone la bonatenenza per la durata di quattro anni a partire da Pasqua 1614 per ducati 2200, ma non avendo che quattrocento ducati, associa altri tre speculatori.[xl]

11.6.1620. Fabio La Nocita vende a Jo. Paulo Basoino una casa palatiata e un’altra terrana contigua in par. S. Margarita “iusta domos Penolepeae Selvagiae et Dianorae Ceraso et domum Jo.is Dom.ci de Squillace muro intermedio”.[xli]

9.2.1622. Gio. Paulo Basoino afferma che nel 1620 comprò da Elisabetta de Massaris, figlia ed erede di Antonello de Massaris, un vignale in località “lo ciaramidio” ed un horreo. Vende l’horreo a Gio. Domenico Villirillo.[xlii]

Nel 1622 è sindaco del popolo.[xliii]

Nel 1630 ricopre l’importante incarico di luogotenente nel Marchesato di Crotone del Regio Secreto e mastro portolano di questa provincia di Calabria Ultra, a nome e parte del mercante napoletano UJD Antonio Coppula, regio secreto e mastro portolano della provincia di Calabria Ultra, come da lettera a lui spedita il 20 dicembre 1629.[xliv]

Gio. Paulo Basoino lascia ducati sessantadue e mezzo per la fondazione di una messa la settimana nell’altare della cappella della Madonna del Capo con atto del notaio Giuseppe Lauretta del 25 luglio 1662.[xlv]

 

Il canonico Gio. Giacomo Basoino

Nel novembre 1640, essendo morto il canonico Paolo Petrolillo, succede nella carica Gio. Giacomo Basoino.[xlvi] Nel 1642 troviamo il R.do Can.co Jo. Jacobo Basoino.[xlvii] Il primo gennaio 1648 il canonico Gio. Giacomo Basoino è presente in un atto riguardante il prestito di ducati 50 all’8% fatto dal capitolo sulle case e vigne di Prospero Venturi.[xlviii] Nel 1674 è rettore del beneficio di San Tommaso.[xlix]

 

Ippolita Basoino

Palazzo oggi di Domenico de Laurentis confine le sue case che furono d’Ippolita Basoino in parrocchia di S. Veneranda.[l]

 

Leonardo Basoino

Il magnifico Gio. Leonardo Basoino ricoprì la carica di erario[li] e di eletto del popolo.[lii]

Josephus Basoino figlio del “magnificus” Gio Leonardo Basoino, ottiene dal padre all’atto di emancipazione ducati 1000 costituiti tra l’altro, da “un vignale fuori le mura in località “ciaramidio”, una sala con due camere del valore di 500 ducati, con ducati 150 “di miglioramenti che si sono fatti dopò in d.e case quali vadano in suo benef.o gratis et amore con che d.o Gioseppe non possi levare l’acqua dalle ciaramidata della sala, che va alla cisterna, con patto pure che se d.o Gio. Lonardo volesse serrarli le porte che escono in lo cortiglio di esso gio. lonardo, stia à suo libero arbitrio, però ci habbi da fare in d.e case assignate, un’altra esciuta d’altra parte à sue spese”, un altro palazzotto con una casa terrana del valore di ducati 150, ecc.[liii]

La cappella di S. Maria di Capo delle Colonne esige un annuo censo di carlini venti “sopra la Casa del q.m Leonardo Basoino hoggi di D. Maria Evia e Leon in parrocchia S. Margarita confine le case di Gio. Battista Caivano”.[liv]

Il Seminario esige un annuo censo di carlini venti sopra “la casa del q.m Leonardo Basoino fu del q.m Antonio Carpentiero hoggi di Maria d’Evia e Leon nella parrocchia di s. margarita conf.e le case di Gio. Batt.a Caivano”.[lv]

 

Gioseppe Basoino

Gioseppe Basoino , figlio di Gio. Leonardo, sposò Elisabetta Petrolillo[lvi] ed abitò in parrocchia di Santa Margherita vicino alla casa di Tadea Caparra.[lvii] Nel 1679 ricoprì la carica di eletto del popolo[lviii] e nel 1685 quella di sindaco del popolo.

 

Gio. Tomaso Basoino

Gio. Tomaso Basoino nel settembre 1611, ricoprì la dignità di primicerio della cattedrale di Crotone, rimasta vacante per morte di Gio. Matteo Pipino.[lix] Prima possedeva un semplice beneficio nell’altare della Circoncisione nella cattedrale.[lx] Fu procuratore del vescovo Carolus Catalanus (1610-1622). In tale veste fu deputato dal vescovo, in quanto impedito dalla malattia, a recarsi a Roma “ad visitanda eius nomine limina Principis Apostolorum” nel 1614.

Il 28 novembre 1612 il reverendo Jo.e Thoma Basoino, primicerio della cattedrale, afferma che il primiceriato possiede una casa che fu del q.m Gio. Giacomo Cadea che è del tutto diruta e collassata posta in parrocchia del S.mo Salvatore vicino a detta chiesa del Salvatore e confinante con la casa del q.m Jo.e Bapt.a Calabrese e via pubbliche. Tale casa che ormai è ridotta a casaleno è venduta all’asta a Gio. Domenico Marino.[lxi]

Il primicerio Gio. Tomaso Basoino morì nell’Agosto 1616.

Gio Tomaso basoino680

Firma del primicerio Jo. Thomas Basoino.

 

Note

 

[i] AASS, Perg. 008 ,1518.

[ii] ASN, Fondo Pignatelli Ferrara Perg. 87.

[iii] AASS, Perg. 005, 1532.

[iv] BAV, Cod. Vat. Lat. 6190, ff. 31-32.

[v] AASS, Not. M. Santoro, Vol. X, ff. 52-56.

[vi] AASS, Not. M. Santoro 20.2.1570.

[vii] AASS, Not. M. Santoro Vol. I, f. 37.

[viii] AASS, Not. M. Santoro Vol. I, f. 32.

[ix] AASS, Not. M. Santoro Vol. I, f. 111.

[x] ASCz, Not. N. F. Sacco B. 333, fasc.1674, f. 59.

[xi] ASCz, Not. A. Varano B. 334, fasc. 1679, f. 24.

[xii] ASN, Prov. Caut. Cal. Ultra 258, ff. 138-146.

[xiii] ASN, Prov. Caut. Cal. Ultra 273, f. 263.

[xiv] ASN, Prov. Caut. Cal. Ultra 354, f. 255.

[xv] ASN Prov. Caut. Cal. Ultra 258, ff. 138-146.

[xvi] AVC, Anselmus de la Pena ordini S Beneditti … Epus Crotonen, 1720, f. 16v.

[xvii] AVC, Anselmus cit., f. 82.

[xviii] AVC, Acta Sanctae Visitationis ab IIl.mo ac R.mo D.no Episcopo D. Marco Rama A.D. 1699, 1699, f. 153.

[xix] ASN, Cam. Som. 315/9, Censi de Musti del R.o Vescovato di Cotrone, 1570, f. 64.

[xx] ASCz, Not. Ignoto B.15, fasc. 1578, f. 259.

[xxi] ASCz, Not. Ignoto B. 15, fasc. 1578, f. 361.

[xxii] ASCz, Not. Ignoto B. 15, fasc. 1583, ff. 210, 363.

[xxiii] ASCz, Not. S. Lipari B.611, fasc. 1710, f. 25.

[xxiv] ASCz, Not. G. F. Rigitano B.49, fasc. 1594, f. 268.

[xxv] ASCz, Not. J. A. Protentino B. 117, fasc. 1622, ff. 132–140r; fasc. 1623, ff. 16r–18r.

[xxvi] ASCz, Not. J.A. Protentino B. 117, fasc. 1623, f. 103.

[xxvii] AVC, Libro dei Morti.

[xxviii] ASN, Cam. Som. 315/9, Conto del m.co Julio de Leone deputato sopra le entrate del vescovato de Cutrone, 1570–1571, f. 45.

[xxix] AVC, Libro dei Morti.

[xxx] ASCz, Not. Ignoto B. 15, fasc. 1578, f. 147.

[xxxi] ASCz, Not. G. F. Rigitano B. 49, fasc. 1612, f. 39.

[xxxii] ASCz, Not. G. F. Rigitano B. 49, fasc. 1612, ff. 78v-79r.

[xxxiii] ASCz, Not. G. Palmieri B. 113, fasc.1614, ff. 44v-45r.

[xxxiv] ASCz, Not. G. Palmieri B. 113, fasc. 1614, f. 73v.

[xxxv] ASCz, Not. J. A. Protentino B. 117, fasc. 1622, ff. 132–140r.

[xxxvi] ASCz, Not. J. A. Protentino B. 117, fasc. 1622, ff. 132–140r.

[xxxvii] ASCz, Not. D. Spetiale B. 108, fasc.1634, f. 50.

[xxxviii] ASCz, Not. G. F. Rigitano B. 49, fasc. 1594, f. 276.

[xxxix] ASCz, Not. G. F. Rigitano B. 49, fasc. 1612, f. 118.

[xl] ASCz, Not. G. Palmieri B. 113, fasc. 1614, ff. 74-75.

[xli] ASCz, Not. J. A. Protentino B. 117, fasc. 1620, f. 30.

[xlii] ASCz, Not. J. A. Protentino B. 117, fasc. 1622, f. 23.

[xliii] ASCz, Not. J. A. Protentino B. 117, fasc. 1622, f. 59.

[xliv] ASCz, Not. J. A. Protentino B. 118, fasc. 1630, ff. 16, 48.

[xlv] ASCz Not. G. Salviati B. 313, fasc. 1667, f. 87.

[xlvi] Russo F., Regesto VII, 33694.

[xlvii] AVC, Cart. 119 nn.

[xlviii] AVC, Perg. n.c.

[xlix] ASCz, Not.N. F. Sacco B. 333, fasc. 1674, ff. 50-51.

[l] AVC, Anselmus cit., f. 69.

[li] ASCz, G. F. Protentino B. 229, fasc. 1657, f. 47.

[lii] ASCz, Not. A. Varano B. 334, fasc. 1674, f. 59.

[liii] ASCz, Not. G. F. Protentino B. 229, fasc. 1654, f. 33.

[liv] AVC, Acta cit., ff. 91v, 99.

[lv] AVC, Acta cit., ff. 130v.

[lvi] ASCz, Not. G. F. Protentino B. 229, fasc. 1654, f. 33v.

[lvii] ASCz, Not. A. Varano B. 334, fasc. 1675, f. 36.

[lviii] ASCz, Not. A. Varano B. 334, fasc. 1679, f. 24.

[lix] Russo F., Regesto V, 26970.

[lx] Russo F., Regesto V, 27017.

[lxi] ASCz, Not. G. F. Rigitano B. 49, fasc. 1612, ff. 73-77.

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