Il devoto mercante Benedetto Milioti

Dipinto di Nicola Lapiccola Gesù di ritorno dai dottori

Cattedrale di Crotone, dipinto di Nicola Lapiccola che raffigura Gesù di ritorno dai dottori.

Nel coro della cattedrale di Crotone è appesa una tela che reca in basso questa dedica: “BENEDETTO MILIOTI PER/ SUA DEVOZIONE F. F./ 1767”. L’opera nell’Inventario degli Oggetti d’arte, a cura del Ministero della P.I., è così descritta: “ Quadro del Lapiccola: Rappresenta Gesù di ritorno dalla visita dei Dottori. E’ dipinto su tela m. 3X2, attribuito al noto pittore crotonese Nicola Lapiccola (1767) per devozione di Benedetto Milioti”.

Benedetto Milioti
Negli ultimi anni del Seicento e nei primi decenni del Settecento incrementò a Crotone l’esportazione granaria verso Napoli e Roma. Numerosi mercanti, procuratori dei grandi speculatori napoletani e romani, si accasarono nella città ionica per seguire le fasi di reperimento, immagazzinamento ed estrazione dei cereali.
Le prime notizie sulla presenza dei Milioti a Crotone risalgono ai primi decenni del Settecento. In un atto d’annullamento di capitoli matrimoniali, rogato a Crotone dal notaio Stefano Lipari nel novembre 1722, tra i testi troviamo PetroAntonio Milioti (ANC. 613, 1722, 154v). In un altro del notaio Pelio Tiriolo del 24 aprile 1724, riguardante la consegna di campane per il castello, che il patrone Andrea Cafiero aveva imbarcate per conto della Regia Corte a Napoli, tra i testi troviamo Carlo Milioti (ANC. 662, 1724, 60). Sappiamo che Benedetto Milioti nacque all’inizio del Settecento da una famiglia di massari e di mercanti di grano. Lo troviamo ventitreenne in un atto notarile rogato a Crotone il 13 ottobre 1733. In quel giorno per atto del notaio Pelio Tirioli di Crotone sono stipulati i capitoli matrimoniali tra Caterina di Fatio, figlia di Silvestro di Fatio, “casato” e residente in Crotone ma originario di “Mandato Rizzo pertinenza di Cosenza”, e Benedetto Milioti di Crotone (ANC. 664, 1733, 173v- 174).
Di questo matrimonio non rimarrà traccia, anzi pochi anni dopo si sposerà con Lucretia Cavalieri, di dieci anni d’età più vecchia ed appartenente ad una famiglia di massari e mastri, ben introdotta nell’ambito ecclesiastico locale ed imparentata con importanti famiglie crotonesi, quali gli Avarelli, i Di Perri, i Raimondo, i Fallacca , i Cimino. La moglie gli porterà in dote una casa in parrocchia di Santa Veneranda e Anastasia, parrocchia in cui c’è la casa palaziata della casata dei Cavaliere. Il Milioti è presente nel catasto onciario di Crotone del 1743. Il documento fiscale ci fornisce alcuni importanti elementi per descrivere la sua attività. E’ censito come “cittadino negoziante d’anni 33, sposato con Lucrezia Cavalieri di anni 42 e abitante in casa propria dotale, situata in parrocchia di Santa Veneranda, con le figlie Anna di sei anni e Carmena di quattro e con il fratello minore Leonardo Milioti di 28 anni, “applicato in industria di Campagna”. Sempre dallo stesso documento si ricava che il Milioti possiede un magazzino al Fosso e dei capitali impiegati in attività speculative (f. 28). Dedito al commercio granario ed al prestito di denaro e di semi, nello stesso anno egli risulta tra i maggiori mercanti della città. Nell’estate di quell’anno il conte Mahoni, vicario generale delle due province di Calabria, incaricava il regio uditore di Calabria Ultra Giovanni d’Alessandro ed il governatore di Crotone Nicola de Vena d’Aragona di requisire ed acquisire 10.000 tomoli di grano, da pagarsi al prezzo della voce, per rifornire l’annona di Reggio. A tale scopo furono censiti i mercanti che possedevano nei magazzini più di 300 tomoli di grano. Dal censimento risultò che in Crotone vi erano 33010 tomoli di grano, che furono sottoposti al rattizzo. Benedetto Milioti in società con Mimmo Suriano ne possedeva tomoli 400 e dovette fornire tomoli 121 di grano (ANC. 793, 1743, 2-10). L’attività mercantile nel biennio 1743/1744 permise ampi guadagni. Sfruttando il mercato nero ed eludendo le requisizioni ed i divieti d’esportazione, riuscì a reperire i mezzi finanziari, per potere accedere all’acquisto di fondi rustici. A tale scopo utilizzò come prestanome il cognato, il sacerdote Felice Cavaliere, ed acquistò un podere del marchese indebitato Francesco Berlingieri.
Il 21 aprile 1750 Il parroco Felice Cavaliere in presenza di Benedetto Milioti dichiarava infatti che il 27 maggio 1745 aveva acquistato un “Giardino seu podere con vigna, alberi fruttiferi, terre vacue ed ortalizie, sena, pozzo, pila con aquidotte seu canalette, torre, chiusura ed il suo vignale”, confinante con la marina in località Esaro. Il podere che apparteneva al marchese Francesco Berlingieri era stato venduto al canonico ( Russo F., Regesto, 60609) Felice Cavaliere, cognato del Milioti, per ducati 1200. Il canonico e poi parroco Cavaliere, che aveva esercitato varie cariche amministrative importanti, tra le quali quelle di procuratore del Capitolo della cattedrale (1743 /1747) e di primo consultore ed amministratore delle rendite del pio Monte dei Morti dell’Operai pii, dichiarerà in seguito che “nell’aspressata compra non vi ebbe altro che il puro e nudo nome”, in quanto il denaro era del Milioti e così anche la proprietà era da ritenersi dello stesso (ANC. 1063, 1750, 19 – 20).

Il Milioti a Roma
Pochi giorni dopo il Milioti si recava nuovamente dal notaio per fare testamento.
Il 25 aprile 1750 presso il notaio Michele Antico di Crotone Benedetto Milioti, dovendo intraprendere il viaggio per Roma a visitare i luoghi santi in occasione del Santo Giubileo “per esserci cosa più certa della morte, ed incerta l’ora di questa”, prima di lasciare Crotone, decide di fare testamento. ( ANC. 1063, 1750, 21).
Questo legame con la città di Roma è confermato dalla tela conservata nella cattedrale di Crotone, che è attribuita al noto crotonese Nicola La Piccola, figlio di Leonardo, “applicato alla professione di pittore” e residente fin da adolescente a Roma.( Così è descritta la famiglia del La Piccola nel Catasto del 1743: Giuseppe La Piccola, lavorante sartore d’anni 28; Antonio La Piccola, fratello lavorante calzolaio d’anni 18; Nicola La Piccola, fratello assente applicato alla professione di pittore d’anni 15; Genuefra La Piccola sorella virg. di anni 20; Lucrezia Piscitello, madre d’anni 46. Abita in casa locanda in parrocchia di Santa Maria , ne possiede cosa alcuna (f. 110). La tela reca ben visibile in basso il nome del committente: “BENEDETTO MILIOTI PER/ SUA DEVOZIONE F. F./ 1767”. Il dipinto, quasi certamente, proviene dalla chiesa di Gesù e Maria del convento dei Paolotti. La chiesa era situata al “Fosso”, dove c’erano i magazzini granari, tra i quali anche quello del Milioti. Con la rinascita dei primi decenni del Settecento erano stati costruiti numerosi magazzini fuori le mura della città nelle vicinanze del convento dei minimi. Approfittando della maggiore richiesta di affitto di magazzini, nel biennio 1742/ 1743 i frati avevano modificato il convento e la chiesa. “Trovandosi la chiesa edificata da circa tre secoli malamente disposta nell’architettura” per renderla “più perfetta all’uso moderno”, i frati decisero di “ridurla e perfezzionarla”, riducendola alla sola navata e ripartendo nella medesima sei cappelle, tre per lato all’uso romano, che saranno abbellite con stucchi. Pochi anni dopo troveremo una di queste cappelle, quella dedicata alla Beata Vergine del Rinfresco, appartenente al laico Benedetto Milioti. Molti elementi del dipinto indicano questa provenienza. Lo stesso titolo “La Beata Vergine del Rinfresco” rimanda alla protezione del grano dal calore eccessivo, uno degli agenti più deleteri per la conservazione; caldo che d’estate a Crotone è frequente. Nel dipinto è raffigurato Gesù Bambino che indica la Madre, alla quale è dedicato l’altare. Nella parte bassa risalta il nome del patrono della cappella ( Nota delle Chiese e Luoghi Pii ecclesiastici e secolari , Cotrone 18 febbraro 1777). Il convento dei minimi fu soppresso al tempo della Cassa Sacra e fu molto probabilmente allora che il dipinto, seguendo la sorte di molti altri oggetti appartenenti ai soppressi conventi, lasciò quella chiesa per la cattedrale.

Il secondo ceto
La grave carestia del 1764 facilitò a Crotone la speculazione sul mercato del grano. Il cereale raggiunse prezzi impensabili. Di tale situazione ne trassero profitto i mercanti, che attuarono su larga scala l’imboscamento ed il contrabbando. Nonostante che nel febbraio del 1767 era morto il cognato Felice Cavaliere, parroco della chiesa di SS. Veneranda ed Anastasia e socio in molti affari, ( Russo F., Regesto, n. 65960) l’ascesa sociale del Milioti non cesserà. Segno di questo avanzamento sociale è lo sposalizio della figlia Anna col magnifico Josepho Micilotto, nobile vivente e figlio del mercante di panni e di altri generi di merci Antonio Micilotto, originario di Catanzaro ma “casato” ed abitante a Crotone . Meta fondamentale da raggiungere per un riconosciuto stato sociale ed economico è l’ingresso nella chiesa della Congregazione laica dell’Immacolata Concezione, il vero e proprio centro di potere del secondo ceto.
Il primo agosto 1771, per atto del notaio Antonio Asturi, Benedetto Milioti imprestava ducati 1600 al 5% al patrizio crotonese Dionisio Ventura, ipotecandogli l’affitto delle quattro gabelle di “La Comunità”, “Tilese”, “la Lenza” e “Casazzone”. ( ANC. 917, 1771, 61; 1130, 1774, 62 -64)
Due anni dopo, nel marzo 1773, acquistava una delle due nuove cappelle costruite nella chiesa dell’Immacolata. La cappella, “con altare fornita di stucco senza quadro.. dove non si celebrano le messe e quindi quasi inutile per la chiesa”, è ceduta a Benedetto Milioti, che la compera per ducati sessanta.
Il Milioti si impegna “per sua devozione farci scolpire un quadro con l’effigie del SS.mo Crocifisso, e ne i lati la Beatissima Vergine Addolorata e S. Giovanni Evangelista, e sopra d.o altare l’Effigie del P. Eterno. Inoltre per sua mera devozione far scolpire altri Santi nelli due Medaglioni vacui dell’orchesto, ove sta situato l’organo”. E’ presente all’atto tra gli altri il pittore Vitaliano Alfì

L’atto d’acquisto
“Anno Domini millesimo septingentesimo septuangesimo tertio, Regnante/ die vero decima quinta Mensis martii, Inditione sexta, in hac Civitate Crotonis. Nos
Costituti pers.te nella nostra presenza il Sig.r D. Federico Letterio Superiore Sig.r Dom.co Curcio primo Assistente il massaro Antonio Manfreda secondo Assistente, tutti e tre Offiziali mag.ri,seu di catedra, ed il Sig.r Giacinto Gabriele Cassiere della V.nble Congreg.ne sotto il titolo dell’Immacolata Cong.ne e l’Anime del Purg.rio mera laicale di questa Città di Cotrone, li quali in nome e parte di d.a V.ble Congregazione e dell’altri Sig.ri Off.li pro tempore futuri, aggono, ed intervengono alle cose infratte d’una parte.
Ed il mag.co Benedetto Milioti della Città sud.a ; il quale pure agge, ed interviene alle cose infratte per se stesso, suoi eredi e succ.ri in perpetuum, dall’altra.
Sponte, non vi/ asserirono cong.te nella nostra presenza, e di d.o mag.co Benedetto Milioti pre.nte, ed audiente, essi Sig.ri Officiali della Catedra dell’espressata V.nble Congregaz.ne come entro la med.ma vi è una Cappella con Altare fornita di stucco, senza Quadro da più anni, e fu da q.l tempo si ridusse nella forma, che si attrova la Venerabile Congreg.ne sud.a in maniera che non si vede che in d.a Cappella si celebrino le Sante Messe, e come tal’è quasi inutile per la Chiesa. Essi attuali Sig.ri Off.li conoscendo con evidenza, che la testè nomata V.ble Congreg.ne attrovasi sfornita di utensili, ed arredi di Sacrestia, ed altro, anno stimato vendere, cedere, ed alienare d.o stucco inutile, e col prezzo del med.mo supplire in parte alli bisogni di d.o utensile, ed altro necess.rio che non si è pensato ciò farsi dall’altri Sig.ri Officiali prò tempore.
Tal sana deliberazione venuta alla notizia del riferito mag.co Benedetto Milioti presente fattosi avanti, si è offerto pronto comprarsi il stucco sud.o in forma di Cappella, con pagarlo docati sessanta e per sua devozione farci scolpire un Quadro coll’Effigie del SS.mo Crocefisso, e nei lati la Beatiss.ma Vergine Addolorata e S. Gio. Evangelista, e s.a d.o Altare l’Effigie del P. Eterno; inoltre per sua mera devozione far scolpire altri Santi nelli due Medaglioni vacui dell’Orchesto, ove sta situato l’Organo. Una tal offerta conosciutasi molto utile, e vantaggiosa a d.a Vble Laicale Congreg.ne e senza che altra persona l’avesse potuto avanzare, si stimò da d.i Sig.ri Officiali della Catedra proponersi more solito alla mag.r parte sana de Sig.ri F.lli, coll’intervento, e personal’assistenza delli attuali Sig.ri Consultori in maniera che consideratasi giusta, e di molti vantaggio e per supplirsi alle necessità dell’Arredi, ed Utensili, se non in tutto, almeno in parte, fu da essi Sig.ri Fratelli unanimiter, pari voto et nemine discrepante, conchiuso, e determinato, che con effetto si avesse proceduto alla vendita di d.o Stucco, per uso di Cappella,a favore di esso mag.co Milioti, giusta l’offerta ut s.a da esso lui fattasene, e che ne sia di q.lla il vero, reale, ed effettivo Padrone, come ciò apparisce dall’atto, seu conclusione fattasene copia della quale è del tenor che siegue, et in fine inseratur.
Attente dunque le cose di sopra asserite, li prenominati Sig.ri Officiali della Catedra F.lli Federico Letterio Super.re, Dom.o Curcio primo Assistente, e massaro Antonio Manfreda secondo Assistente, in nome di D.a V.ble Congreg.ne volendo adempire alla convenz.ne sud.a col prenomato mag.o Benedetto Milioti, per l’evidente utilità e necessità della Congreg.ne sud.a ; e perchè a loro stessi in d.i nomi così piace oggi soprad.o giorno sponte non vi omni meliori via ex nunc per esecuz.ne del sopranomato atto di Congregaz.ne, senza verun patto di ricompra anno venduto, alienato, come a titolo di vendita e di d.a alienaz.ne per jussi seu quasi jure proprio, ed in perpetuum vendono, cedono, e rinunciano a d.o mag.o Benedetto Milioti presente d.o stucco in forma di Cappella, franco, e libero di ogni peso e con tutti li jussi, azzioni, e ragioni, integro, et totale statu.
E questo per l’offerto, e convenuto ut s.a prezzo ad Corpus, et non ad appretium, per non essersi ritrovata altra mag.re offerta di D. sessanta, quali esso mag.o Benedetto Milioti di suo proprio danaro, ut dixit, paga, numera e consegna a d.o Sig.r F.lo Giacinto Gabriele Cassiere, di moneta cor.te usuale in questo Regno nella nostra presenza numerati che promette tenerli presso di lui, per pagarli all’ordine di d.i Sig.ri Officiali e Sig.ri Officiali Consultori precedentino loro mandati in scriptis, per comprarsine utensili di Sacrestia, ed altro bisognevole.
Di qual prezzo di docati sessanta, essi Sig.ri Officiali si ne sono chiamati ben contenti e sodisfatti, che sodisfattis.mi: in manierachè valendo più di d.o prezzo il stucco sud.o, del dippiù gli ne fatto donaz.ne.
In manierachè d’adesso, ed in avvenire il sud.o luogo di Cappella col stucco ut s.a venduto con tutte le raggioni in vigor dell’espressato atto di Congregazione, e secondo l’offerta da esso mag.o di Milioti fattasene, passi , e sia in pieno dominio, e posesso del medemo, ed ad averla, tenerla, e possederla, cedente omne jus ponente et constituente quonia nullum
Promettendo ed obligandosi d.o mag.o Milioti, come promette e cong.to si obliga far scolpire a sue pp.e spese li espressati quadri, tanto in d.a Cappella, che nelli Medaglioni dell’Orchesto, seu luogo dell’organo di d.a Congregaz.ne senza far sentire alla medema menomo incommodo e interesse, quia sic de pacto et non aliter.
E promes.ro e si convennero essi Sig.ri Off.li persolenne stipulaz.ne a d.o mag,co Benedetto Milioti p.nte d.a vendita, donaz.ne e cessione che rinuncia et omnia praedicta semper habere per rata e contro non fare per quals.a causa.
E finalm.te la sud.a cessione di stucco per uso di Cappella, essi sud.i Sig.ri Officiali cum omnibus juribus promettono evincere e difendere ut de jure. Inseratur Actus Congregationis

Presentibus Mag.co Fidele Partale Reg. ad Contr. Judice, Sacerd. D. Giacinto Messina, Andrea Giardino, Mag.co Vitaliano Alfì, Giusep.e Torchia ed Ant.no Torromino di Cotrone
Meque VID Not. Nicolao Rotella Cive Crotonen Stipul.
Ottavio Lajno Scrivano Eletto”
(ANC. 1130, 1773, 2-4)

Il monte di Maritaggi
Sempre il Milioti il 10 ottobre 1774 con atto del notaio Nicola Rotella di Crotone disponeva che alla sua morte rimanessero alla sua cappella del SS.mo Crocifisso, eretta e fondata dentro la chiesa della congregazione laicale dell’Immacolata Concezione e L’Anime del Purgatorio, i quattrocento ducati al 5% sopra tutti i suoi beni, che donava in vita. Inoltre fonda ed istituisce un “Monte di Maritaggi” a favore di donzelle nubili povere di Crotone, dotandolo di un capitale di ducati 1600, che al 5% dà l’annuo censo di ducati 80, per prestito fatto al possidente e patrizio Dionisio Ventura.
Egli inoltre stabilisce che il 13 settembre, festa della Croce, si riuniranno presso la cappella 10 donzelle, scelte dai cinque parroci della città, due per parrocchia: “che siano nate da leg.mo matrimonio, e di Genitori onesti, e che siano preferite quelle donzelle fosse parenti in qualsivoglia grado di esso fondatore e le propinque fossero preferite alle remote, purchè siano povere, ed oneste, e nate da Genitori onesti e dopo le med.e quelle donzelle nubili povere nate da leg.mo matrimonio da Maestri di piazza e massari poveri e onorati, e figli dell’arte, e non di quelli maestri, e massari nati vilmente, de quali molti se ne ritrovano in questa sud.a città, o dopo quelle indi loro mancanza dell’altro infimo ceto povero ed onesto”.
Dopo aver cantato il Veni Creator Spiritus e la messa si procederà ad estrarre a sorte due ragazze; a ciascuna delle quali maritandosi saranno regalati 40 ducati.
Il Milioti affida l’amministrazione del monte di maritaggi da fondarsi ai sindaci ed eletti del secondo ceto o del popolo, i quali avranno in consegna anche la cassa a tre chiavi (ANC. 1130, 1774, 62-64)
In seguito, ritornando nel suo proposito, il 16 gennaio 1778 modifica i capitoli del monte di maritaggi sotto il titolo di Monte della Misericordia e riconfermando gran parte di ciò che aveva disposto nel legato, l‘”amministrazione del quale la diede e sottopose alli sindaci ed eletti del secondo ceto della città di Crotone pro tempore futuri e nel tempo stesso diede la sopraintendenza del medesimo ad una persona ecclesiastica, cioè all’arcidiacono il quale aveva la facoltà di tenere in sua casa la cassa di tre chiavi”. Così nel 1777 è descritta la chiesa sotto il titolo dell’Immacolata Concezione. Vi “è è eretta una confraternita laicale ci sono due altari: uno del SS.mo Crocifisso, la Madonna Addolorata e San Giovanni Evangelista spettante e curato da Benedetto Milioti e l’altro dedicato ai santi Cosma e Damiano dei mastri barbieri. I confrati, che eleggono annualmente i loro amministratori, sono retti per lo spirituale da un prete o canonico approvato dal vescovo e scelto tra i componenti del capitolo cattedrale. Questo ogni domenica e nelle feste solenni istruisce i confrati con sermoni e catechesi, riceve la loro confessione e amministra l’eucarestia. Celebra le messe cantate e le altre funzioni ecclesiastiche”.(Nota delle Chiese e Luoghi pii ecclesiastici e secolari , Cotrone 18 ,2, 1777
L’otto gennaio 1783 per ottenere il beneplacito regio alla fondazione del monte sostituisce la persona ecclesiastica col sindaco del secondo ceto, che diviene capo amministratore del monte e terrà la cassa con tre chiavi ( una la tiene il sindaco, una il primo eletto e l’altra il secondo eletto del secondo ceto). La persona ecclesiastica rimane solo per deputato nei conti da darsi dai passati sindaci ed eletti (ANC. 1666, 1783, 2-3).

Il ricordo
Le ultime notizie su Benedetto Milioti si ricavano dal catasto di Crotone del 1793. A quel tempo egli era già morto. Il magazzino al Fosso era passato in proprietà al massaro Giuseppe Coccari (f. 81), mentre la “vedova del q.m Benedetto Milioti” abitava in un quarto del palazzo degli eredi di Gregorio Avarelli, situato “dentro il vaglio di detto Palazzo Ereditario, e p.o quello un tempo fu abitato dai capitani del Porto” (f. 40v). Il convento e la chiesa di Gesù e Maria erano già in abbandono.

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