Vicende della famiglia nobiliare dei Syllano, o Scigliano di Crotone

Crotone, in evidenza le case dei Sillano (foto di Antonello Scerra).

La famiglia Syllano faceva parte del sedile di San Dionigi e possedeva due benefici nella cattedrale di Crotone. Un beneficio di jurispatronato della famiglia Syllano sotto il titolo della Circoncisione Domini, con altare e cappella era eretto nella parte sinistra, tra l’altare e la cappella della famiglia dei Nola Molise di Santa Maria di Monte Carmelo e l’altare e la cappella della famiglia Orifici di Santa Maria della Mortilla.[i] L’altro beneficio della famiglia Syllano del fu Ottavio, detta anche del vescovo, più recente del precedente, era senza altare e cappella.[ii] Sepolcri dei Sillani erano nella chiesa di San Francesco d’Assisi e nella cattedrale.

Le vicende dei componenti della casata nobile dei Syllano si svolgono tra la metà del Cinquecento e la fine del Seicento. Durante questo periodo, essi ricoprirono varie posizioni nell’ambito del potere cittadino e nell’attività economica e finanziaria crotonese. Dopo una fase florida, determinata dal flusso di denaro utilizzato per la costruzione delle fortificazioni, seguì un lungo periodo di crisi con l’emarginazione sempre più crescente della città. Alla pestilenza della fine del Cinquecento, che fece estinguere numerose famiglie, tra le quali anche alcune dei Syllani, seguirono numerose annate scarse, che determinarono ripetute carestie e diminuzione del commercio granario, insidiato anche dal pericolo turchesco.

Al terremoto del 1638, che causò seri danni alla città, seguì alla metà del Seicento la grande peste e poi numerose annate rovinate dalle cavallette e dai bruchi. Alla grandissima mortalità del biennio 1672/1673, seguì un lungo periodo di siccità con annate sterili. Solamente negli ultimi anni del Seicento si riattiva il commercio marittimo del grano e del formaggio e le attività economiche verso Napoli e le altre città della Calabria.

Arme della famiglia Sillano: “Campo torchino con due fascie rosse, una colomba d’argento con l’ale aperte volando con li piedi appoggiati sopra la fascia superiore, e sotto la fascia inferiore tre rose rosse.” Nola Molise G. B., Cronica dell’antichissima e nobilissima città di Crotone, Napoli 1649.

Il notaio Francesco Syllano o Scigliano

Il notaio Francesco Syllano, o Scigliano, compare in alcuni atti notarili della metà del Cinquecento, riguardanti delle vertenze tra il commissario della Regia Camera della Somaria e gli eredi del crotonese Geronimo Piccolo, erede di Perucchio Piccolo, per il pagamento di alcuni “residui dela fabrica de Cotroni”. Tra i documenti è riportato il testamento di Geronimo Piccolo, dove sono nominati i notai Francesco Sillano di Crotone e Gio. Bernardino Sciglano da Russano.[iii] Da un altro atto notarile sappiamo che il notaio abitava “in vico Santae Vennerae” e che morì nel marzo del 1555.[iv]

Il notaio Antonino Syllano

Il notaio Antonino Sillano abitava in parrocchia di Sant’Angelo. La sua casa confinava con quelle di Marco de Simone e del fu Thomaso Inconocchiatore. Nel 1566 la sua casa era già passata agli eredi.[v]

I tre fratelli: l’arciprete Donno Francesco, il mercante Marco Antonio e Filippo Syllano

Il sacerdote Francesco Syllano è presente in un atto del 1569. Egli ha il compito di esigere il ius mortuorum per il capitolo della cattedrale.[vi] Dapprima penitenziere[vii] e poi nell’agosto del 1577 ottiene l’arcipretato, quinta dignità della cattedrale di Crotone, alla quale era unita la prebenda penitenziaria.[viii] Dignità che conserverà fino al 1602, anno della morte.[ix] L’arciprete abitava in parrocchia di Santa Veneranda.[x]

Marco Antonio Sillano svolse l’attività di mercante. Si dedicò al commercio del grano ed al prestito di denaro.[xi] Tra i figli sono ricordati: Isabella. Francesco e Filippo. Marco Antonio, il Rev.do Francesco e Filippo, sono richiamati, assieme a Isabella, figlia ed erede di Marco Antonio, sposata con Annibale Suriano, in un atto notarile della fine del Cinquecento.[xii]

Isabella Syllano

Figlia di Marco Antonio Syllano sposò dapprima Julio Cesare Pipino.[xiii] Rimasta vedova si risposò con Annibale Suriano. Tra i figli del secondo matrimonio sono ricordati: Gio. Paulo, il diacono Gio. Battista ed il clerico Claudio Suriano. Come beni dotali ebbe terre e vigne in località “Maccodite” ed una continenza di case in parrocchia di Santa Vennere.[xiv]

Crotone, in evidenza le case dei Sillano.

Gio. Battista e Cola Scigliano

Gio. Battista abitò in parrocchia Santa Vennera, mentre Cola Scigliano in quella di Santa Domenica.[xv]

Il Reverendo Gio Alfonso Syllano e Jo.e Thoma Syllano

Il sacerdote Gio. Alfonso morì il 18 agosto 1607.[xvi] Gio. Tommaso è presente in un atto notarile del 12 novembre 1569.[xvii] All’inizio del Seicento abitava in parrocchia di Santa Margarita e la sua casa confinava con una casa appartenente al monastero di Santa Chiara.[xviii]

Il primicerio Gio. Theseo Sillano

Acquisì il primiceriato, sesta dignità della cattedrale di Crotone, nell’agosto del 1619.[xix] Il 2 gennaio 1627, su licenza del vicario generale, congiunse in matrimonio Vittoria Rigitana e Gio. Cesare Zurlo.[xx] Morì nel gennaio 1636.[xxi]

I fratelli Grandonio e Gio. Theseo Syllano

Il tesoriere Grandonio, fratello di Theseo,[xxii] intraprese la carriera ecclesiastica e dapprima, acquisì un canonicato e poi il tesorerato, quarta dignità della cattedrale di Crotone.[xxiii] In quanto tale prende in affitto all’asta i terreni della mensa vescovile, come risulta dalle entrate del vescovato di Crotone della annata 1572/1573: “Donno grandonio sciglliano deve D.ti trenta per affitto dela gabella delo Caro vend(ut)a a candela acesa per il presente anno p.ae ind.s sin come appare per obligatione per mano de not. Marco Antonio Basoino. Solvit per mano de ditto Donno grandonio sciglliano d.ti 30.”[xxiv] Una volta presi in fitto i terreni, egli li subaffitta ai coloni ed ai pecorai, facendosi pagare alla raccolta in grano, in denaro e caso. Abitava in parrocchia di Santa Domenica e la sua casa confinava con quella della famiglia Ormazza.[xxv] Nel maggio 1594 interviene in un atto di esecuzione di un decreto della Regia Curia della città.[xxvi] Morì il 19 marzo 1605.[xxvii] Nominò eredi i figli del fratello Gio. Theseo Syllano e al suo figlio naturale Giulio Cesare Syllano, lasciò che gli eredi dovessero pagare 24 ducati annui.[xxviii]

Crotone, le case dei Sillano.

Il figlio naturale Julio Cesare

Figlio naturale del reverendo Grandonio, il quale per testamento impose ai suoi eredi di versargli 24 ducati annui.[xxix] Possedeva dentro il convento di San Francesco d’Assisi “una cappella lavorata di pietra con altare e sepultura alla parte destra, quando si entra dalla porta piccola della chiesa, quale ancora non è stata benedetta per non esserci la statua del Gloriosissimo S. Antonio di Padua che in quella deve collocarsi, secondo il disegno che appare, quale cappella esso Giulio ha costrutto l’anni passato dentro detta chiesa, per haverli li patri di quel tempo concesso il loco”. Il 31 dicembre 1654 la vende col consenso del padre generale dei francescani Jo.e Fran.co Pisciotta, per ducati settanta a Josepho Presterà.[xxx] Era sposato con Vittoria Capicchiano.[xxxi] Morì il 20 settembre 1663.[xxxii]

Lo scrivano de razione Gio. Theseo Syllano

Gio. Teseo Syllano, fratello di Grandonio, ebbe quattro figli: Augustino, Josefo Maria, Francesco Antonio e Vittoria.[xxxiii] Da alcuni documenti riguardanti la mensa vescovile di Crotone, sappiamo che, dapprima, egli abitò in parrocchia di Santa Domenica, ai confini con la parrocchia di Santo Stefano,[xxxiv] vicino alla casa del fratello,[xxxv] e che possedeva dei terreni.[xxxvi] In seguito andò ad abitare in parrocchia di Sant’Angelo, vicino alla casa palaziata degli Adamo.[xxxvii] Svolse attività creditizia, impegnando i beni dei debitori.[xxxviii] Nel 1578 durante i lavori alle fortificazioni della città e castello di Crotone, esercita l’ufficio di ufficiale del regio ufficio di scrivania de razione.[xxxix] Continuò ad abitare in parrocchia di Sant’Angelo vicino alle case degli Adamo e dei Lucifero.[xl] In seguito la sua casa passò agli eredi e con la soppressione della parrocchia di Sant’Angelo, andò a far parte della parrocchia di Santa Maria de Prothospatariis.[xli]

Crotone, le case dei Sillano.

Il sindaco Iosepho Maria Syllano

Figlio di Gio. Teseo Syllano, contrasse matrimonio con Laura Pelusio, figlia di Gio. Andrea Pelusio e di Lucrezia Prato.[xlii] Grande proprietario di armenti e di terre è dedito al commercio del grano.[xliii] Fu procuratore dei figli ed eredi del fratello Francesco Antonio Syllano[xliv] e, assieme ai fratelli, erede del fratello del padre Grandonio Syllano.[xlv] Ebbe un figlio Gio. Andrea Sillano.[xlvi] Fu tutore testamentario dei figli del fratello Francesco Antonio (seniore), Octavio e Francesco Antonio (juniore).[xlvii] Nel maggio 1620 fu eletto assieme ad Orazio Gulli, come mastro e procuratore dell’ospedale dei poveri della città[xlviii] e poi, il 4 agosto dello stesso anno, è uno degli eletti dei nobili.[xlix] Nel 1623 è sindaco dei nobili.[l] Svolse oltre all’attività mercantile, una intensa attività creditizia con prestiti e deposito di denaro.[li]

Il canonico Gio. Andrea Syllano

Gio. Andrea Syllano, figlio ed erede di Josefo Maria Syllano, assieme al padre acquista un “vineale” in località “Ficazzani” dai de Amato.[lii] Ottiene un canonicato della cattedrale, che poi cede in compenso di una annua rendita sulle rendite dello stesso.[liii] Morì il 5 luglio 1645.[liv]

Victoria Syllano

Victoria Syllano, figlia di Gio. Teseo Syllano, sposò dapprima Horatio Meza, rimasta vedova si risposò con Tiberio Piscicelli.[lv] Morì il 27 settembre 1609 e fu seppellita in cattedrale.[lvi]

Crotone, le case dei Sillano.

Il Dottore Gio. Augustino Syllano

Figlio di Gio. Teseo, sposò Luccia (Livia) Milelli.[lvii] Sono ricordati i figli Didaco, Fabio, Gio. Giacomo, Dianora, Paulo, Elena e Faustina. Abitò in parrocchia di Santa Maria de Prothospatariis, accanto alle case di Annibale, Ottavio e Josefo Sillano.[lviii] Assieme ai fratelli fu erede di Grandonio Sillano.[lix] Dottore nelle due leggi (UJD), svolse numerose cariche politiche e amministrative. Il 13 aprile 1612, come eletto dei nobili, approva la venuta dei Cappuccini a Crotone.[lx] Nel gennaio 1628, come procuratore dei priori e confrati della chiesa di Santa Caterina, sostenne una lunga lite con gli eredi di Gio. Gregorio Coco, riguardante dei diritti sulla gabella di “Carpentieri”.[lxi]

Proprietario di terre e grande mercante di grano, possedeva metà della gabella di Santo Elia, una vigna con torre in località Lamposa, la gabella detta La Destra di Cipolla e “unam continentiam domorum in Parocchia Sanctae Mariae Prothospataris jux. domum R. D. Anibalis et Octavii Syllani et Josephi etiam Syllani et alios fines”.[lxii] Donò parte dei suoi beni ai figli Didaco, Fabio e Gio. Giacomo, per facilitarli ad ascendere agli ordini sacri. Morì prima del giugno del 1657.[lxiii]

Il console Francesco Antonio Syllano (seniore)

Francesco Antonio Syllano, figlio di Theseo, dapprima contrasse un primo matrimonio dal quale nacque Annibale,[lxiv] poi sposò Anna Catizzone. Da questo secondo matrimonio nacquero Octavio, Francesco Antonio (iuniore) e Victoria.[lxv] Compare tra i presenti nei contratti riguardanti il commercio del grano e a volte, per il suo stato nobiliare ed economico, è nominato come garante dai patroni delle barche, che imbarcano il cereale per gli altri porti della Calabria e per Napoli. Così è descritto in un atto di estrazione di grano da Le Castella a Bagnara: “Francesco Antonio Sillano, persona ad modo facultosa et cognita di detta citta, consule delli bagnaroti personalmente fatto consule dalla università di Bagnara”.[lxvi] Oltre ai figli sopracitati ebbe anche un’altra figlia di nome Ippolita. Morì prima del febbraio 1626.[lxvii]

Crotone, le case dei Sillano.

Il vescovo Annibale Syllano

Annibale Syllano, figlio di Francesco Antonio (seniore), il 24 luglio 1620, come chierico, compera alcune vacche dallo zio Josepho Maria Syllano.[lxviii] Il 22 settembre 1625 diventa protonotario apostolico.[lxix] Nel giugno 1626 acquista un vascello all’asta pubblica per conto del fratello Ottavio.[lxx] Nell’ottobre del 1626 ottiene un canonicato nella chiesa di Crotone.[lxxi] Quindi, come canonico sotto il titolo di San Basilio si sposta a Napoli.[lxxii]

Nel febbraio del 1636 ottiene il beneficio semplice della Beata Maria di Loreto e San Nicola della famiglia Perretta, vacante per morte di Iosepho Sillano, avvenuta a gennaio.[lxxiii] Dottore nei due diritti, nell’novembre del 1643 ottiene una cappellania nella chiesa di Roggiano e poi l’abbazia di S. Maria di Costantinopoli in diocesi di San Marco.[lxxiv] Nell’ottobre dell’anno dopo ha il tesorerato della cattedrale di Crotone, vacante per morte di Francesco Pipino.[lxxv] Con l’appoggio del vescovo di San Marco Defendente Brusato, nonostante la contrarietà del principe di Bisignano Luigi Sanseverino, ottiene il 23 marzo 1646 il vicariato della diocesi di Bisignano, che frutta una entrata di 200 scudi annui, oltre ad altri emolumenti.[lxxvi]

Sempre in quell’anno, oltre ad essere tesoriere e protonotario apostolico, è rettore della cappella della Natività del Signore, di iurepatronato della famiglia Pelusio, nella cattedrale di Crotone. In tale veste raggiunge un accordo con gli eredi di Fabio Pelusio, riguardante un legato fatto alla cappella da Isabella Prati.[lxxvii] Nel settembre 1652 col titolo di abbate, è vicario generale del vescovo di Gerace, tesoriere della cattedrale di Crotone e rettore del semplice beneficio della Natività di iuspatronato della famiglia Pelusio.[lxxviii]

In seguito lascia la dignità di tesoriere della cattedrale di Crotone e il 6 ottobre 1653 è promosso vescovo di Castro.[lxxix] Tre mesi dopo vende le sue case di Crotone, consistenti in più membri superiori e inferiori, situate in parrocchia di San Salvatore,[lxxx] ma trattiene le case in parrocchia di Santa Maria Protospatariis, accanto a quelle del tesoriere Gio. Giacomo Syllano.[lxxxi] Malfermo di salute chiede invano più volte, di essere trasferito ad una sede vescovile vicina a Crotone; dapprima a Squillace,[lxxxii] poi a Cariati.[lxxxiii] Morirà il 14 febbraio 1666.[lxxxiv]

Crotone, le case dei Sillano.

Il credenziere Octavio Syllano

Octavio Syllano, figlio di Francesco Antonio (seniore) e di Anna Catizzone, fratello di Francesco Antonio (iuniore) e fratello consanguineo di Annibale, contrasse matrimonio con Popa Bernale, figlia di Isabella Berlingeri. Tra i figli sono ricordati Geronimo, Auria, Chiara[lxxxv] e Vittoria. Abitò in parrocchia di Santa Maria de Protospatariis, accanto alle case dello zio Gio. Augustino Syllano.[lxxxvi] Esercitò per conto della suocera Isabella Berlingeri, l’ufficio di regio credenziere del fondaco e dogana della città di Crotone.[lxxxvii] Nel 1626 comprò un vascello per uso di pesca da Don Pietro de Strada, attività che intraprese con poco successo.[lxxxviii] Possedeva le gabelle Antinoro e Mendolicchia, l’orto Piscitello ed una continenza di case in parrocchia di Santa Maria de Prothospatariis, confinante le case del tesoriere il Rev. D. Gio. Giacobo Syllano.[lxxxix]

Prende in prestito denaro e si indebita col castellano di Crotone Martin Colas de Alagon.[xc] Il 5 giugno 1657 dota la figlia Vittoria, che contrae matrimonio con Felice Benedetto Berlingeri, figlio di Scipione Berlingeri. Tra i beni dotali, stabiliti in ducati 1700, vi sono la gabella la Mendolicchia e “una casa palatiata, consistente in più membri con magazeno et una casetta innanti, posta dentro la Città, nella Parocchia di S. M.a Prothospataro, confine le case di Gio. Paulo Syllano et dell’heredi del q.m D.r Gio. Augustino Syllano”, ducati 700 e tre anni di tavola franca.[xci] Il 18 agosto 1657 acquista per ducati cento dal tenente del castello Jo.e Duarte, una casa palaziata “cum vineano et pergulis”, situata in parrocchia del SS.mo Salvatore, che confina con le sue case.[xcii]

Dopo la morte della moglie Anna Catizzone si risposò più volte, come risulta dal testamento del 3 gennaio 1667, rogato per mano del notaio Giuseppe Lauretta, nel quale nomina erede universale e particolare il figlio Gerolamo, e se questo morirà senza figli, devono succedere i figli della figlia Vittoria seu Tota Syllano, sorella di Gerolamo. Dispone, che le sue case, comprate assieme al fu suo fratello Monsignor Ill.mo Annibale Syllano, vescovo di Castro, da Giuliano Rizon della Cerda, non si possano mai vendere anche per qualsiasi causa e necessità. A questi denari comuni serviti per l’acquisto delle case, Ottavio aggiunse altri ducati mille per i loro miglioramenti. Ordina anche che la gabella detta l’Antinora, la vigna e l’orto, che fu di Piscitello, non debbano mai essere venduti.

Ha anche due figli naturali: Carlo e Antonio entrambi ora chierici, “fatti con persona libera tenuta in mia casa come moglie”. A loro lascia ducati 300 affinché ascendano al sacerdozio. Dispone, inoltre, che ai due figli naturali siano dati ogni anno dodici salme di mosto e la casa con tutti i membri di sopra, consistente “in camberone et d’abasso consistentino in due cambarelle et dui catoi”.

Dopo la sua morte la sua schiava di nome Caterina sia libera e le si dia la casicella senza la stalla e le si diano ducati trenta. Alla morte di Caterina succeda il figlio Innocentio Gioanne Syllano e anche lui sia libero. “Item ordino e comando li siano dati a detti miei figli naturali tutti i miei mobili, cioè mattarazzi, travacce, quadri, seggiole, boffette; stante che detto mio herede hebbe i suoi mobili quali a disfatto con altre robbe per suoi crapicci et di più li furno da me a detto mio herede donati quando si accaso Docati cento cinquanta di perle da me comprate in Rossano”.

“L’anni passati fu da me contratto matrimonio con la Sig.ra Gelsimina Britti di Rossano et mi furno promesse le doti conforme li capitoli, delle quali doti io non ne ho hauto cosa veruna ma speso per sepellimento et mortezzo (…). Ordino e comando a detto mio herede che si faccia dare conto della tutela delli heredi di Giuseppe Maria Syllano, et quelli si perciperanno voglio se ne habbia da fondare due messe la settimana nel Beneficio di nostra casa et l’habbiano da presentare detto mio herede e detti miei figli naturali (…) declaro dovere al Sig.r Felice Berlingerio mio figlio Docati Cento qual il detto me limprestò, voglio seguita la mia morte se li debiano di pagare da detto mio erede per discarico di mia coscienza (…). Item ordino et comando che se al Sig.r Oratio Meza mio fratello ò a sue figlie li fosse dato fastidio dalli heredi del q.m Gioseppe Maria Syllano per quel deve al detto il detto Oratio Meza, cioè docati cinquanta di capitale (…) vuole che se li facciano buoni dal detto mio herede (…). Declaro e comando che da quello si percipera dalla tutela sene habbia detta meta fundare due messe la settimana secondo la mia intentione et l’altra meta se ne habiano da cacciare i censi al detto beneficio si habia da agiongere nel nostro benefico, che al presente tiene il Clerico Filippo Lombardi et dette due messe la settimana si habbiano da dire in beneficio della Sig.ra Rena Mazziotta B. M. mia moglie”. Vuole essere seppellito nella sua Cappella della Circoncisione vestito nudo da cappuccino.[xciii]

Crotone, le case dei Sillano.

Il presbitero Carlo

Carlo Syllano, figlio naturale di Octavio, prima chierico e poi sacerdote, abitava in parrocchia di Santa Maria de Prothospatariis. La sua casa palaziata consistente in cinque membri e tre appartamenti, cioè superiore, mezzano e basso, cortile, scala di pietra e pozzo, con un casaleno dentro detto cortile, confinava col palazzo di Antonio del Castillo e le case di Pietro Cimino, frontespizio al palazzo di Annibale Suriano.[xciv] Fu zio e procuratore di Isabella Berlingeri[xcv] e rettore del beneficio di iuspatronato della famiglia Syllano fu Ottavio, senza altare e cappella intitolato a San Giuseppe.[xcvi]

Possedeva la gabella detta Sionne e Guerra in comune ed indivisa con la cappella di Santa Maria di Costantinopoli, ottenuta per donazione da parte dei Mezza.[xcvii] S’interessa al commercio del grano, che prende in consegna e conserva nei magazzini e fa imbarcare per Reggio e altre città.[xcviii] Poi si sposta e va ad abitare a Roma.

Il 24 agosto 1712 fa testamento “stipolato per Notar Angelo Perrelli della sud.a città di Roma, con cui istituì erede universale, e particolare sopra tutti i suoi beni il monistero di donne monache sotto il titolo di S.ta Chiara della sud.a città di Cotrone, con patto però, e condizione espressa, che il denaro si ricaverà anno per anno dall’affitto del territorio nomato Sionne debbasi precisamente impiegare per sovvenimento e miglior governo delle religiose inferme e convalescenti, e quando tali non vi fossero tenersi il denaro esatto in deposito affin di erogarsi per la sud.a causa in unione dell’annuo cenzo di D. 4 infisso sopra il giardino detto di Piscitelli, e l’altro di annui D. 7 dovuto da D. Annibale Suriano per capitale di D. 70 si debba impiegare per fondo di una messa la settimana da celebrarsi nella chiesa del sud.o monistero. Del pari d’impiegarsi il denaro, che si dovrà introiettare da’ suoi esecutori testamentari in Roma per la celebrazione di tante messe. Dispose diversi legati, come da d.o testamento al quale”. Morì in Roma lasciando ducati 50 al monastero di Santa Chiara.[xcix]

L’alfiere Francesco Antonio (iuniore)

Figlio di Francesco Antonio Syllano (seniore) e di Anna Catizzone, e fratello di Annibale e Ottavio, si unì con Francischella Cerrello.[c] L’alfiere abitava in parrocchia di San Pietro, vicino alla casa di Ottavio Ciza[ci] e morì il 30 giugno 1655.[cii]

Crotone, le case dei Sillano.

Vittoria

Figlia di Ottavio e di Popa Bernale, contrasse matrimonio con Felice Benedetto Berlingeri, figlio di Scipione Berlingeri. Tra le sue doti stabilite in ducati 1700, vi erano la gabella la Mendolicchia e “una casa palatiata consistente in più membri con magazeno et una casetta innanti, posta dentro la Città, nella Parocchia di S. M.a Prothospataro confine le case di Gio. Paulo Syllano et dell’heredi del q.m D.r Gio. Augustino Syllano”, ducati 700 e tre anni di tavola franca.[ciii] Morì il 28 agosto 1664 e fu seppellita nella chiesa di San Francesco d’Assisi.[civ] Tra i figli sono ricordati Giuseppe, Scipione, Francesco, Domenico e Isabella (Felice Berlingeri, sposato con Vittoria Syllano, con testamento del 24 settembre 1682, istituì suoi eredi di figli Gioseppe, Scipione, Francesco, Domenico e Isabella).

Il figlio spendaccione Geronimo

Geronimo, figlio ed erede di Ottavio e di Popa Bernale, sposò Giulia Mangione.[cv] La sua condotta dispendiosa non fu particolarmente gradita dal padre, come si evidenzia dal testamento, che pur nominandolo unico erede, così si esprime: “stante che detto mio herede hebbe i suoi mobili quali a disfatto con altre robbe per suoi crapicci et di più li furno da me a detto mio herede donati quando si accaso Docati cento cinquanta di perle da me comprate in Rossano”. Sono ricordati i figli, il chierico Annibale, Clarice e Ippolita. Le due figlie presero il velo nel monastero di Santa Chiara.[cvi] Possedeva l’orto detto Piscitello che si trovava davanti la porta della città.[cvii] Abitava in parrocchia del SS.mo Salvatore e oltre alla sua casa grande, possedeva anche una continenza di case consistenti in più e diversi membri superiori et bassi, confinante con la sua casa grande, pervenuta per compra fatta da suo padre Ottavio Sillano dall’alfiere Gio. Duarte. Essendo in debito con Gio. Gallucci di Santa Severina, abitante a Crotone, gli cede questa continenza per ducati 120.[cviii]

Più volte eletto dei nobili.[cix] Il 3 ottobre 1674, il notaio Antonio Varano, su richiesta di Geronimo Syllano, si reca nella pubblica piazza dove il Syllano fa testamento. Nomina erede il figlio Annibale, nato dal matrimonio con la fu Giulia Mangione. Dispone che qualora Annibale morisse prima dei ventiquattro anni, succedano nell’eredità le sue sorelle Clarice e Ippolita. Vuole essere seppellito nella sepoltura della sua famiglia.[cx]

Tuttavia, Gerolimo non muore, ed il 29 settembre 1685, il “magnifico Hyerolimo Sillani” ed il figlio clerico Hannibale, stipulano un atto notarile. Geronimo dichiara, che ricevette in dote dalla sua prima moglie, la fu donna Giulia Mangione, madre di Annibale, ducati 260 in contante, oltre i beni mobili e stabili. Tali denari li dona ora al chierico Aniballe, stante che l’altre due figlie si sono “ammonacate” nel monastero di Santa Chiara. A Gerolimo non è rimasto ormai alcuna proprietà, che la sua casa, sulla quale gravano i censi dovuti al capitolo, e un orto fuori la porta in località Piscitello col suo pozzo e sena. Dà l’orto al figlio Annibale, come porzione della dote della madre la fu Giulia Mangione. Questo anche per rispettare il testamento fatto in favore del figlio negli anni precedenti, “quanto per il testamento fattali nell’anno mille sei cento settanta due”.[cxi] Il 26 marzo 1701, come procuratore di Isabella Berlingeri, educanda nel monastero di Santa Chiara, interviene nel contratto di matrimonio tra la Berlingeri ed Francesco Antonio de Polito di Nicastro.[cxii]

Crotone, le case dei Sillano.

Il tesoriere Gio. Giacomo

Gio. Giacomo, figlio di Gio. Augustino e di Luccia (Livia) Milelli.[cxiii] Ascese al sacerdozio al tempo del vescovo Diego Cavezza de Vacca (1623-1626), nel giugno 1630 ottenne un canonicato.[cxiv] Il 18 giugno 1651 il canonico è nel monastero dei domenicani di Santa Maria della Grazia, situato fuori della città; come confrate della confraternita del Rosario egli partecipa alla elezione dei due nuovi priori.[cxv] Nell’ottobre 1653 ottiene la dignità del tesorerato, succedendo ad Annibale Syllano, promosso vescovo di Castro.[cxvi] Nel maggio 1654 prende in prestito del denaro da Lucretia Pipino, impegnando le sue vigne in località Lamposa.[cxvii] Nel settembre 1654 è nominato cappellano e rettore del beneficio della SS.ma Concezione, Sant’Antonio da Padova e San Bruno, fondato da Lucretia Pipino.[cxviii]

Il 30 gennaio 1657 fa presente al capitolo, che è stato affrancato nel 1647 da Fabio Pipino, un censo di ducati 40 e che questo denaro ora si trova in suo possesso, in quanto procuratore del capitolo, per essere reinvestito al 10 per cento. Poiché non si è trovato nessuno, che prenda in prestito questo denaro al tasso del 10%, chiede ed ottiene di tenerlo per sé all’otto per cento, obbligando i suoi beni, che sono: la sua “continentia vinearum cum jardino et turri … loco l’ampusa … et continentia domorum consistente in pluribus membris posita in parochia S.ae M.ae de Protospatariis juxta domos Ill.mi et R.mi D. Anibalis Sillani”.[cxix]

Il 31 maggio 1667, afferma che la madre Livia Milelli, per testamento, lasciò eredi i suoi figli, cioè esso tesoriere, Dianora Musessa e il clerico Fabio. Musessa si maritò ed ebbe più della sua parte, mentre il clerico Fabio morì e per testamento lasciò erede esso tesoriere. La fu Faustina lasciò erede il tesoriere e Dianora. Poiché ora Dianora vuole la parte, che le spetta, è incaricato l’altro fratello Carlo a fare le divisioni. A Dianora sono assegnate le vigne con pozzo e torre in località Lamposa, al tesoriere la gabella la Destra di Cippolla, mentre la casa palaziata di più e diversi membri, in parrocchia di Santa Maria di Protospataro, rimane indivisa.[cxx]

Il 23 settembre 1667, in una supplica al vicario generale, il tesoriere affermava che, per potere ascendere al sacerdozio, i suoi genitori, il fu dottor Gio. Agostino Syllano e la fu Livia Milelli, con atto pubblico, gli donarono la gabella detta la destra di Cipolla. Così egli fu promosso agli ordini sacri dal vescovo di Crotone Dieco Cavezza de Bacca (1623-1626) e poi ottenne da Roma il tesorerato, quarta dignità della cattedrale. Ora poiché deve far fronte ad alcuni debiti, supplica e ottiene di vendere la gabella.[cxxi]

Sempre per difficoltà economiche, il 24 giugno 1668 cede ai fratelli e alle sorelle Petrolillo “due camere con suoi bassi et alti l’una fabricata da esso istesso D. Gio. Jacobo, qual è la sua propria da dove s’entra fronte spitio le case del q.m Gioseppe Suriano che si va al largo d(ett)o S.to Angelo con suo basso che si serra per cortiglio con sua scala di pietra, et altra camara contigua dell’istessa con il cellaro di sotto et con suo vignano lungo discoperto et un casaleno similmente discoperto contiguo d(ett)a camera nova et contiguo un’altra camera d’esso D.Gio. Jacovo dentro il quale vi è il puzzo, pergola et pila et un casaleno diruto junte le case furno delli q.m Gio.e Paulo fiascone e vicino la detta camera nova via mediante in parocchia S. Maria Prothospatariis”.[cxxii]

Poi si trattiene il capitale di ducati 50 affrancato da Stefano de Labrutis, che è di pertinenza del tesorerato, obbligando le sue case ed i diritti, che vanta sulle case vendute ai Petrolillo.[cxxiii] L’otto agosto 1670, il notaio Pelio Tiriolo si reca nella casa del tesoriere “juxta domum dotale di Felice Berlingieri e la casa di Peleo Petrolillo”. Gio. Giacomo, prima di morire, fa testamento e nomina eredi i suoi nipoti: Gio. Berardino, Antonio, Luca Francesco e Gio. Theseo de Martino, figli del fu Diego de Martino e di Francesca Antonia Petrolillo. Nell’atto sono nominate anche le sue sorelle Elena e Mosessa Syllano. Elena prima si maritò con Francesco Antonio Petrolillo e poi con Gio. d’Orlando, dal quale ebbe due figlie: Portia e Livia.[cxxiv] Alla fine del Seicento le case del tesoriere erano passate, gravate con i loro censi dovuti al tesorerato, in possesso dei figli di Francesco Antonio Lettera.[cxxv]

I coniugi Gio. Giacobo Syllano e Mosessa Dianora Syllano

Dianora Mossessa Syllano, figlia di Gio. Augustino e Livia Milelli, sorella del tesoriere Gio. Giacomo, si sposò due volte e tutte le due volte rimase vedova ed erede: col cognato Gio. Giacobo Syllano[cxxvi] e con Hieronimo de Vono.[cxxvii] Morì il 28 novembre 1667 e fu seppellita nella chiesa di San Francesco d’Assisi.[cxxviii]

Crotone, le case dei Sillano.

Elena

Figlia di Agostino e di Livia Mililli, e sorella del tesoriere Gio. Giacomo, prima si maritò con Francesco Antonio Petrolillo[cxxix] e poi con Gio. d’Orlando, dal quale ebbe due figlie: Portia e Livia.[cxxx]

Laura

Laura Syllana, figlia di Lucrezia Bernale, abitava in parrocchia di Santa Maria de Prothospatariis nel luogo detto la Piscaria. La sua casa confinava con quelle del fu Gio. Duarte e con le case di Cataldo Raimondo e di Diego Papallo. Sulla sua casa gravava un censo di un tomolo di grano annuo dovuto alla confraternita della Pietà.[cxxxi]

Il monizionere Fabritio

Fabritio fu “Monitionero del Regio Castello” e “negotiante”.[cxxxii] Il 25 settembre 1619 compera una casa palaziata in parrocchia del SS.mo Salvatore, dove va ad abitare.[cxxxiii] La sua casa confinava con quelle dell’arciprete Fabritio Bonello, e con quelle vendute dal vescovo Annibale Syllano a Josepho Suriano.[cxxxiv] Morì il 12 ottobre 1667.[cxxxv]

Ippolita

Ippolita, figlia di Francesco Antonio (senior) e sorella di Ottavio e del vescovo Annibale, si unì con il capitano Gio. Giacobo Mendicino. Rimasta vedova, assieme ai fratelli Ottavio ed Annibale, il 31 luglio 1655 contrasse un debito con Cesare Presterà.[cxxxvi] Il 30 agosto 1657, assieme ai fratelli Ottavio e Annibale, consegna parte della dote ai coniugi Felice Benedetto Berlingeri e Vittoria Syllano.[cxxxvii] Il 13 settembre dello stesso anno fa una donazione al monastero di San Francesco dìAssisi.[cxxxviii] Morì il 4 settembre 1662.[cxxxix]

Crotone, in evidenza le case dei Sillano.

Le case dei Syllano nella Pescheria

Già nella seconda metà del Cinquecento il notaio Antonino Syllano[cxl] ed il nobile Gio. Teseo Syllano[cxli] abitavano in parrocchia di Sant’Angelo. In seguito, all’inizio del Seicento, le case dove aveva abitato Gio. Teseo Syllano passarono agli eredi e, dopo la soppressione della parrocchia di Sant’Angelo, sotto la cura della parrocchia di Santa Maria de Prothospatariis.[cxlii]

Le case del chierico Annibale Syllani confinavano allora con quelle di Gio. Agostino e di Josepho Syllani.[cxliii] Alla metà del Seicento il tesoriere Gio. Giacomo Syllano, figlio di Agostino, possiede una “continentia domorum consistente in pluribus membris posita in parochia S.ae M.ae de Protospatariis juxta domos Ill.mi et R.mi D. Anibalis Sillani”.[cxliv] Lo stesso tesoriere cede ai Petrolillo “due camere con suoi bassi et alti l’una fabricata da esso istesso D. Gio. Jacobo, qual è la sua propria da dove s’entra fronte spitio le case del q.m Gioseppe Suriano che si va al largo d.o S.to Angelo con suo basso che si serra per cortiglio con sua scala di pietra, et altra camara contigua dell’istessa con il cellaro di sotto et con suo vignano lungo discoperto et un casaleno similmente discoperto contiguo d.a camera nova et contiguo un’altra camera d’esso D.Gio. Jacovo dentro il quale viè il puzzo, pergola et pila et un casaleno diruto junte le case furno delli q.m gio.e Paulo fiascone e vicino la detta camera nova via mediante in parocchia S. Maria Prothospatariis”.[cxlv]

La casa del tesoriere, che confinava con la casa dotale di Felice Berlingeri, sposato con Vittoria Syllano, la casa di Peleo Petrolillo e la casa di Ottavio Syllani, alla sua morte passò ai nipoti: Gio. Berardino, Antonio, Lucafrancesco e Gio. Theseo de Martino, figli del fu Diego de Martino e Francesca Antonia Petrolillo.[cxlvi] Alla fine del Seicento le case del tesoriere, gravate con i loro censi dovuti al tesorerato, erano passate in possesso di Alfonso e Federico Letterio, figli di Francesco Antonio Letterio.[cxlvii] La casa palaziata dei Sillano consisteva in cinque membri e tre appartamenti, cioè superiore, mezzano e basso, cortile, scala di pietra e pozzo, con un casaleno dentro detto cortile”, confinava con il palazzo di Antonio del Castillo e le case di Pietro Gio. Cimino, in frontespizio al palazzo di Annibale Suriano.[cxlviii] La casa palaziata passò poi ad Alfonso Letterio che l’abitava alla alla metà del Settecento.[cxlix]

Note


[i] “La cappella della famiglia di Nola Molisi, sita nella nova ala del Vescovado della Città di Crotone, eretta nel muro dalla parte sinistra in mezzo le due Cappelle l’una della Famiglia Piloso, et l’altra Sillano, quale Cappella è tutta di pietra marmorea bianca lavorata con colonne sopra Leoni, con suo cornicione, Altare, e quatro della Madre di Dio del Carmine con l’arme di questa Famiglia”. AVC, Beneficio della famiglia Nola Molise. “Beneficio jurisp. Fam. Syllano tit. Circumcitionis D.ni Nostri Jesu Christi cum altari et cappella.” AVC, Acta Sanctae Visitationis ab Ill.mo ac R.mo D.no Episcopo D. Marco Rama Ordinis Eremit.rum S.ti Augustini A. D. 1699 Confectae, f. 29.

[ii] “Benef. Jurisp. Fam Syllano q.m Ottavii tit. S. Joseph (q.m episcopi Syllani), sine altare, et cappella.” AVC, Acta Sanctae Visitationis ab Ill.mo ac R.mo D.no Episcopo D. Marco Rama Ordinis Eremit.rum S.ti Augustini A. D. 1699 Confectae,, ff. 35, 154.

[iii] 16 marzo 1554. Nel testamento di Hieronimo Piccolo sono nominati il Notaio Francesco Sillano e il notaio Gio. Bernardino Sciglano da Russano. ASN, Dip. Som. ins. Fs. 199, Cedule di spesa, f. 19v-20.

[iv] Cotrone, 10 marzo 1555. Il regio giudice a contratto Stefano Fiascone ed il notaio Joe Bernadino de Nola si recano “ante domos vetustas quae fuerunt q.dam notarii fran.ci sillani intus dictam Civitatem Crotonis situatas in vico Sante vennere ante domos bar.li de balsamo et alios fines”. ASN, Dip. Som. ins. Fs. 199, Cedule di spesa, f. 29.

[v] Fra i censi che la mensa vescovile di Crotone esigeva in parrocchia di Santo Angelo troviamo: “Sopra la casa de marco de simone confine la casa dele her. de not.o Ant(oni)no Sillano carlini tre.” ASN, Dip. Som. 315/9, Conto del m.co Giulio Cesare de Leone, deputato sopre l’intrate del Vescovato de Cutrone = 1570 et 1571. Mensa vescovile di Cotrone, 1566, f. 16. “Sopra la Casa che fò de Thomasio Inconocchiatore confine la casa dele heredi del not.o Ant.o Xcigliano 0 – 0 – 15”. ASN. Dip. Som. 315/9, Conto del m.co Giulio Cesare de Leone, deputato sopre l’intrate del Vescovato de Cutrone = 1570 et 1571, f. 60.

[vi] “Dinari exacti per me donno fran.co syllano del jus mortuorum incomenciando dali 7 de novembre 1569.” ASN, Dip. Som. 315/9, Conto del m.co Giulio Cesare de Leone, deputato sopre l’intrate del Vescovato de Cutrone = 1570 et 1571, f. 65.

[vii] Cotrone, 12 novembre 1569. Si riunisce il capitolo della cattedrale, sono presenti: R.do Laurentio Calabrese tesoriere e olim vicario, Leo de Labrutis arciprete, Thomas Gatto primicerio, Francesco Syllano penitenziere ed i canonici Cataldo de Adamo, Antonello de Parturo, Hieronimo Baglonio, Notio de Messina, Antonino Oliverio de Palma, Nicolao Crepisto, Antonino Oliverio, Jacobo Cardea, Grandonio Syllano. ASN, Dip. Som. 315/9, Conto del m.co Giulio Cesare de Leone, deputato sopre l’intrate del Vescovato de Cutrone = 1570 et 1571, f. 77.

[viii] Agosto 1577. “De archipresbyteratu ecclesiae Cotronen. vac. per ob. Leonardi Labruti, de mense Iulii def., providetur Francisco Sillano, pbr Cotronen.” Russo F., Regesto, V, 22885. 23 giugno 1583. “R.do D.no Francesco Syllano Archipresbitero”. ASCZ, Not. Ignoto, Busta 15, f. 56.

[ix] “Adi 22 de 8bre (1602) morse donno Francesco Syllano Arciprete di detta chiesa si sepellio nel monastero di Jesu Maria dell’ordine di S.to Fran.co di Paula.” AVC, Libro dei Morti, ad annuum.

[x] La cappella del SS.mo Sacramento esigeva un censo annuo di carlini dodici da “Bernardo Mirante della Sellia e Francesca Suriano coniugi sopra le case del q.m Arcip.e Sillano site nella Parocchia di S. Veneranda dotali di d.o Bernardo hoggi venduti ad Ant.o Buffa”. AVC, Acta Sanctae Visitationis ab Ill.mo ac R.mo D.no Episcopo D. Marco Rama Ordinis Eremit.rum S.ti Augustini A. D. 1699 Confectae, f. 88v.

[xi] 1551. Luca Antonio Suriano acquista con atto del notaio Anibale Salustio da Marco Antonio Sillano ducati 200 al 10%. ASCZ, Not. G. F. Rigitano, Busta 49, ff. 72-76.

[xii] Cotrone, 29 aprile 1594. Davanti al notaio compaiono: Julio Suriano erede universale del fratello il qm Luca Antonio Suriano UJD, sposato con la qm Francesca Sanfelice, ed il R.do Francesco Syllano arciprete della cattedrale di Crotone. Isabella Syllano, figlia ed erede di Marco Antonio Syllani, e Annibale Suriano UJD marito di Isabella. Isabella nipote ex fratre di Francesco Syllano. Il q.m Philippi Syllano, fratello di Francesco. ASCz. Not. G. F. Rigitano, Busta 49, f. 72.

[xiii] 14 maggio 1578. Isabella Syllano, o Scigliana, vedova di Julio Cesare Pipino, abita in parrocchia di Santa Vennere. È presente il Rev.do donno Francesco Syllano. 20 maggio 1578. Isabella Syllano, vedova di Iulio Cesare Pipino e il Rev.do Francesco Syllano, “archipresbytero sui patrui” (fratello del padre, zio). ASCZ, Not. Ignoto, Busta 15, ff. 189, 209.

[xiv] Cotrone, 26 settembre 1610. Tiberia Susanna vedova e Isabella Syllano, vedova e madre di Gio. Paulo, il clerico Gio. Battista e il clerico Claudio Suriano. La Syllano possiede come bene dotale, terre e vigne in località “Maccodite” e una continenza di case in parrocchia di Santa Vennere “cum gisterna et cortilio”. ASCZ, Not. Rigitano G. F., Busta 49, f. 120.

[xv] La mensa vescovile di Crotone esige un censo “In la parrocchia di s.ta vennera sop.a la casa del q.o Gio. ba.tta Scigliano confine la casa de marchione barbamayore”; “In la parrocchia di Santa Domenica sop.a la casa de marco antonio verisano confine la casa de cola scigliano et de gio. ber.no longobucco”. ASN, Dip. Som. 315/9, Conto del m.co Giulio Cesare de Leone, deputato sopre l’intrate del Vescovato de Cutrone = 1570 et 1571, ff. 58, 58v.

[xvi] “Adi 18 di Agosto (1607) morsi lo Rev.do Donno Gio. Alfonso Scyllano et si sepellio al vescovato.” AVC, Libro dei Morti, ad anuum.

[xvii] ASN, Dip. Som. 315/9, Conto del m.co Giulio Cesare de Leone, deputato sopre l’intrate del Vescovato de Cutrone = 1570 et 1571, f. 77v.

[xviii] Crotone, 11 settembre 1602. Il monastero di Santa Chiara possedeva la “domus palatiata sita et posita intus p.tam civitatem in parrocchia tunc S.ti Georgii et in praesentiarum S.tae Margaritae jux.a domum inpraesentiarum Massi Syllani Jux.a domum dotalem Julii Mezacroce, vinella mediante”. AVC, Not. G. F. Rigitano, 1602, ff. 304v-305.

[xix] “Io Theseo Sillano providetur de Primiceriatu ecclesiae Cotronen. qui inibi est dignitas, non tamen pontificalem maior, cuius fructus XIIII duc.” Russo F., Regesto, VI, 28193.

[xx] ASCZ, Not. Protentino G. A., Busta 117, f. 2.

[xxi] Russo F., Regesto, VI, 32034.

[xxii] 30 agosto 1583. Compaiono Manilio de Resta da una parte, e dall’altra D. Joes Theseo Syllano. Il R.do presbytero Grandonio suo fratello. ASCZ, Not. Ignoto, Busta 15, f. 28.

[xxiii] ASN, Dip. Som. 315/9, Conto del m.co Giulio Cesare de Leone, deputato sopre l’intrate del Vescovato de Cutrone = 1570 et 1571, f. 77.

[xxiv] ASN, Dip. Som. 315/9, Conto del m.co Giulio Cesare de Leone, deputato sopre l’intrate del Vescovato de Cutrone = 1570 et 1571.

[xxv] Cotrone, 3 agosto1578. Marco Antonio de Ormatia possiede una casa palaziata “in parrocchia Sanctae Domi.cae iux.a domum Rev. di Presbiteri Grandonii Syllani, iux.a domum Jo.is Thesei Syllani jux.a domum Jo.is Pauli Varani jux.a Domum Antonelli Turchi”. La vende a Jacobo de Vito. ASCZ, Not. Ignoto, Busta 15, anno 1578, f. 280.

[xxvi] 10 maggio 1594. Il pubblico e ordinario banditore e incantatore della Regia Curia di Crotone Petro Marzano, esegue un decreto della Regia Curia emanato su richiesta di Donna Lucretia Bonello, rappresentata dal Rev.do D. Grandonio Syllano, che è creditrice di Jacobo Antonio Beltrano di Napoli. ASCZ, Not. Rigitano G. F., Busta 49, f. 80.

[xxvii] “Adi 19 del mese di marzo 1605 Cotrone. Passò da à miglior vita il S.or don Grand.o Syllano thesorero della Cathedral Chiesa di detta Città, et fu sepellito dentro l’istessa Cathedrale.” AVC, Libro dei Morti, ad annuum.

[xxviii] 27 febbraio 1626. UJD Gio. Augustino Syllano, come erede del fratello del padre D. Grandonio Syllano, da una parte, e dall’altra Julio Cesare Syllano. Don Grandonio nel suo testamento lasciò erede Gio. Augustino ed i suoi fratelli Giuseppe Maria Syllano (mercante di grano) e il q.m Francesco Antonio. A Julio Cesare Syllano, figlio naturale di Grandonio, lasciò che gli eredi dovessero pagare 24 ducati annui. ASCZ, Not. Protentino G. A., Busta 117, ff. 19-20.

[xxix] ASCZ, Not. Protentino G. A., Busta 117, ff. 19-20.

[xxx] ASCZ, Not. F. G. Protentino, Busta 229, f. 174v.

[xxxi] ASCZ, Not. G. T. Salviati, Busta 313, anno 1667, f. 87.

[xxxii] “Adi 20 di 7bre 1663 morse Giulio Syllano e si sepelli nel monasterio di S. Francesco d’Assisa gratis.” AVC, Libro dei Morti, ad anuum.

[xxxiii] 22 novembre 1622. Compaiono Horatio Meza figlio legittimo della q.m Vittoria Syllano, da una parte, e UJD Gio Augustino Syllano dall’altra. Il qm Jo Theseo Syllano padre di Vittoria Syllano. Gio. Augustino, qm. Francesco Antonio e Giuseppe Syllani fratelli. ASCZ, Not. Prontentino G. A., Busta 117, ff. 130-132.

[xxxiv] La Mensa Vescovile esige in Santa Domenica un censo “Sop.a la casa del her. De marco antonio varisano jux. la casa de Jo. Teseo Siglano tari quattro”. ASN, Dip. Som. 315/9, Conto del m.co Giulio Cesare de Leone, deputato sopre l’intrate del Vescovato de Cutrone = 1570 et 1571. Mensa vescovile di Cotrone, 1566, f. 15.

[xxxv] I Prato possiedono una casa palaziata dentro la città di Crotone “in parrocchia S.ti Stephani jux. Domum ipsius m.ci Jois Thesei (Syllano) jux. Domum R.di monasterii Jesus Mariae viam p.cam et alios fines”. La vendono al Syllano per 50 ducati. ASCZ, Not. Ignoto, Busta 15, anno 1578, f. 120. 3.8.1578. Marco Antonio de Ormatia possiede una casa palaziata “in parrocchia Sanctae Domi.cae iux.a domum Grandonii Syllani, iux.a domum Jo.is Thesei Syllani jux.a domum Jo.is Pauli Varani juxa. domum Antonelli Turchi.” La vende a Jacobo de Vito. ASCZ, Not. Ignoto, Busta 15, anno 1578, f. 280.

[xxxvi] “Sopra un pezzo de terra fu de jac.o de miglio al presente de gio. teseo scigliano 0 – 1 – 0.” ASN, Dip. Som. 315/9, Conto del m.co Giulio Cesare de Leone, deputato sopre l’intrate del Vescovato de Cutrone = 1570 et 1571, f. 61.

[xxxvii] 17 febbraio 1578. Compaiono Donna Selviana Calmiti, moglie di Minichello de Adamo e Donna Antonella Scarnera, vedova di Antonino de Adamo. La “domus palatiata in par. S.ti Angeli iux. domos m.ci Jo.is Thesei Sillani jux.a domum no. Vinc. La Piccola jux. domum terraneam Petrolillo”. ASCZ, Notaio Ignoto, Busta 15, anno 1578, f. 75.

[xxxviii] Crotone, 5 marzo 1578. Compaiono Fabius Pratus ed fratello Pietro Paolo della città di Isola, da una parte, e il nobile Joanne Theseus Syllano della città di Crotone dall’altra. I Prato possiedono una casa palaziata dentro la città di Crotone “in parrocchia S.ti Stephani jux. Domum ipsius m.ci Jois Thesei (Syllano) jux. Domum R.di monasterii Jesus Mariae viam p.cam et alios fines”. La vendono al Syllano per 50 ducati. ASCZ, Not. Ignoto, Busta 15, anno 1578, f. 120. 5.5.1578. Il Reverendo Fabio Prato ed il fratello il notaio Petro Paolo Prato, entrambi di Isola, possiedono una casa palaziata “in parrocchia S.ti Stefani jux.a domum Jo.is Thesei Syllani jux.a domum monasterii Jesu Mariae”. ASCZ, Not. Ignoto, Busta 15, anno 1578, f. 171.

[xxxix] Lo scrivano de razione, Jo. Theseo Syllano, anche a nome del commissario della fabbrica, fa presente a Scipione Rotella, luogotenente del tesoriere di Calabria Ultra, che per far fronte alle spese occorrono almeno 2000 ducati al mese, con i quali si dovrebbero pagare senza contrattempi le “cartelle” e le “certificatorie” che saranno presentate, in quanto basta che per una volta si ritardi il pagamento a quelli che giornalmente forniscono il materiale, che subito “se vene ad alzar mano de dicta fabrica”. ASCZ, Not. Ignoto, Busta 15, anno 1578, f. 358.

[xl] Bartolo de Adamo abitava in parrrocchia di Sant’Angelo, confinante con gli eredi del mag.co Pompeo Lucifero, vinella mediante, le case di Ioanne Francesco Lucifero e di Gio. Teseo Syllano. ASCZ, Not. Ignoto, Busta 15, anno 1583, f. 184.

[xli] 6 settembre 1610. Fabritio Lucifero dona al figlio Jo. Francesco una “continentiam domorum in parrocchia S.tae Mariae Prothospataro jux.a domos heredum q.m Jo.is Thesei Syllani ex uno latere et ex alio jux.a domos heredum q.m Lucae Indulcato, simul cum domibus positi loco dicto la Judeca emptis per ipsum Fabritium a Donna Julia Piterà Civitatis Catanzarii”, riservandosi l’abitazione per se stesso e la moglie. Al figlio Mario dona “Item aliam continentiam domorum cum viridarium et cum domibus terraneis quae fuerunt q.m Pompei Luciferi olim patris ipsius fabritii undique insulatas ex parte tamem praedicti viridarii jux.a domos heredum q.m Jo. Dominici Pagani”. ASCZ, Not. Rigitano G. F., Busta 49, anno 1610, f. 41.

[xlii] 27 giugno 1610. Compaiono Lucretia Prato vedova di Gio. Andrea Pelusio ed i coniugi Josepho Maria Syllano e Laura Pelusio. Per il loro matrimonio ebbero in dote 1300 ducati: in beni mobili trecento e in pecunia numerata 1000. ASCZ, Not. Rigitano G. F., Busta 49, f. 22.

[xliii] 4 ottobre 1621. Il clerico Anibale Syllano erede di Francesco Antonio (seniore), comprò il 24 luglio 1620 dallo zio Giuseppe Maria Syllano, certa quantità di vacche. ASCZ, Not. Protentino G. A., Busta 117, f. 36.

[xliv] 4 ottobre 1621. Compare Josepho Maria Syllano, a nome suo e come procuratore dei figli ed eredi del fratello il q.m Francesco Antonio Syllano. ASCZ, Not. Protentino G. A., Busta 117, f. 37.

[xlv] 27 febbraio 1626. Compaiono UJD Gio. Augustino Syllano, come erede del fratello del padre D. Grandonio Syllano, da una parte, e dall’altra Julio Cesare Syllano. Don Grandonio nel suo testamento lasciò erede Gio. Augustino ed i suoi fratelli Giuseppe Maria Syllano e il q.m Francesco Antonio. A Julio Cesare Syllano, figlio naturale di Grandonio, lasciò che gli eredi dovessero pagare 24 ducati annui. ASCZ, Not. Protentino G. A., Busta 117, ff.19-20.

[xlvi] 9 ottobre 1622. Josepho Maria Syllano interviene in un contratto di vendita come padre e legittimo amministratore del chierico Gio. Andrea Syllano. ASCZ, Not. Protentino G. A., Busta 117, f. 101.

[xlvii] 15 novembre 1619. Compaiono: Tiberio Piscicello di Aprigliano, procuratore e per parte di Josepho Maria Syllano, tutore testamentario dei minori Octavio e di Francesco Antonio, assieme a Vincenzo de Amato, tutore curatore di Anibale Syllano, dall’altra parte Anna Catizzone, vedova di Francesco Antonio Syllano seniore. Per testamento Francesco Antonio seniore lasciò eredi i figli maschi e a Victoria, figlia di Francesco Antonio Seniore e di Anna Catizzone, lasciò ducati duecento da esigersi sui beni paterni. Victoria dopo due anni dalla morte del padre morì, ora Anna Catizzone assieme al figlio Francesco Antonio, fratello di Victoria, chiede i duecento ducati come erede della figlia defunta Victoria. I fratelli Octavio e Annibale sono consanguinei congiunti dalla parte del padre. Per non procedere nella lite vengono dati ad Anna Catizzone ducati cinquanta. ASCZ, Not. Protentino G. A., Busta 117, ff. 87v-89.

[xlviii] 23 maggio 1620. Giuseppe Maria Syllano e Oratio Gullì sono eletti “mastri e procuratori de’ poveri dell’ospedale”. ASCZ, Not. Protentino G. A., Busta 117, f. 23.

[xlix] Josepho Maria Sillano e Horatio Gulli eletti il 4 agosto del presente anno. ASCZ, Not. Rigitano G. F., Busta 49, f. 32.

[l] Josepho M.a Syllano e Julio Cesare Petrolillo sindaci, Cosmo dell’Epitropo e Jo. Fran.co Pelusio eletti. ASCZ, Not. Protentino G. A., Busta 117, anno 1623, f. 107.

[li] 10 settembre 1620. Compaiono Jo.e Domenico Labruto e Josepho Maria Syllano. Prestito di denaro. ASCZ, Not. Rigitano G. F., Busta 49, f. 43. 21 gennaio 1630. A Josepho Maria Sillano è consegnato del denaro in deposito. ASCZ, Not. Rigitano G. F., Busta 49, f. 2.

[lii] 9 ottobre 1622. Da una parte il canonico Vincentio de Amato con il fratello Martino e dall’altra Josepho Maria Syllano, come padre e legittimo amministratore del suo erede il chierico Gio. Andrea Syllano. Gli Amato vendono per 120 ducati ai Syllani un “vineale terrarum capacitatis tumularum octo” in località “ficazzani”. ASCZ, Not. Protentino G. A., Busta 117, f. 101.

[liii] 1632. “Io. Andreae Sillano, clerico Cotronen., reservatur annua pensio super fructibus canonicatus ecclesiae Cotronen., quem rasegnavit”. Russo F., Regesto VI, 31081.

[liv] “Adi 5 luglio 1645 morse il clerico Gio. And.a Syllano Can.o gratis.” AVC, Libro dei Morti, ad annuum.

[lv] 22 novembre 1622. Horatio e Galerana Meza, figli legittimi della q.m Vittoria Syllano e di Horatio Meza (seniore). Il qm Jo Theseo Syllano, padre della q.m Victoria Syllano, promise in dote alla figlia, quando sposò Horatio Meza, cinquecento ducati. Successivamente Vittoria sposò Tiberio Piscitello. Per testamento fatto il 17 di settembre 1609, Vittoria lasciò un legato per due messe da celebrarsi nella cappella di iuspatronato dei Sillani, sotto il titolo della Circoncisione dentro la cattedrale. ASCZ, Not. Prontentino G. A., Busta 117, ff. 130-132.

[lvi] “Adi 27 di Settembre 1609 8.a Ind. Dominica di morse la S.ra Vittoria Syllana moglie del S.r Tiberio Piscicello et si sepellio al Vescovato et pago.” AVC, Libro dei Morti, ad annuum.

[lvii] ASCZ, Not. Gio. Tomaso Salviati, Busta 313, anno 1668, f. 121.

[lviii] 10 ottobre 1620. Compaiono il clerico Annibale Syllano e Achille de Vona de Aprigliano, erede di Tiberio Piscitelli (marito di Vittoria Syllano). “domos Annibalis Syllani sitas et positas intus dittam Civitatem in parrocchia S.ae M.ae Prothospariis jux.a domos Jois Augustini et Josephi Syllani vias pp.cas”. ASCZ, Not. Protentino G. A., Busta 17, f. 62.

[lix] ASCZ, Not. Protentino G. A., Busta 117, ff.19-20.

[lx] Crotone 13 aprile 1612. Don Aloisio de Ribera y Acuna regio capitano, Paleo Pipino e Antonio la Porta sindaci, Hier.o Berlingeri Mastro Giurato, Gio. Fran.co Giuliano, Gio. Augustino Syllano, Gio. Fran.co Barricellis, Gio. Francesco Galatio, Gio. Michele Calegiurio et Petro Antonio Aprigliano eletti. Richiesta di fare venire i Cappuccini. ASCZ, Not. Rigitano G. F., Busta 49, f. 32.

[lxi] 24 gennaio 1628. Il dottore Gio. Agostino Syllano UJD, procuratore speciale deputato dalli procuratori priori e confrati della Chiesa di Santa Caterina, in una lite contro gli eredi di Gio. Gregorio Coco, riguardante la gabella di Carpentieri. ASCZ, Not. Protentino G. A., Busta 118, ff. 11-17v.

[lxii] ASCZ, Not. Dionisio Speziale, Busta 108, f. 4.

[lxiii] ASCZ, Not. H. F. Protentino, Busta 229, ff. 75-78.

[lxiv] 24 luglio 1620. Compaiono Josepho Maria Syllano ed il Clerico Anibale Syllano del q.m Francesco Antonio. Josepho Maria ha una quantità di vacche che vende ad Anibale per ducati 1108. ASCZ, Not. Protentino G. A., Busta 117, ff. 26v-27.

[lxv] 15 novembre 1619. Compaiono: Tiberio Piscicello di Aprigliano, procuratore e per parte di Josepho Maria Syllano, tutore testamentario dei minori Octavio e Francesco Antonio, assieme a Vincenzo de Amato, tutore curatore di Anibale Syllano, dall’altra parte cpmpare Anna Catizzone, vedova di Francesco Antonio Syllano seniore. Per testamento, Francesco Antonio seniore lasciò eredi i figli maschi e alla figlia Victoria, figlia di Francesco Antonio Seniore e di Anna Catizzone, lasciò ducati duecento da esigersi sui beni paterni. Victoria dopo due anni dalla morte del padre morì, ora Anna Catizzone, assieme al figlio Francesco Antonio, fratello di Vittoria, chiede i duecento ducati come erede della figlia defunta Victoria. I fratelli Octavio e Annibale sono consanguinei congiunti dalla parte del padre. Per non procedere nella lite sono dati ad Anna Catizzone ducati cinquanta. ASCZ, Not. Protentino G. A., Busta 117, ff. 87v-89.

[lxvi] ASCZ, Not. Rigitano G. F., Busta 49, anno1612, ff. 41-42.

[lxvii] 27 febbraio 1626. UJD Gio. Augustino Syllano come erede del fratello del padre D. Grandonio Syllano da una parte e dall’altra Julio Cesare Syllano. Don Grandonio nel suo testamento lasciò erede Gio. Augustino ed i suoi fratelli Giuseppe Maria Syllano (mercante di grano) e il q.m Francesco Antonio. A Julio Cesare Syllano, figlio naturale di Grandonio, lasciò che gli eredi dovessero pagare 24 ducati annui. ASCZ, Not. Protentino G. A., Busta 117, ff. 19-20.

[lxviii] ASCZ, Not. Protentino G. A., Busta 117, ff. 26v-27.

[lxix] 22 settembre 1625. “Hannibal Sillani, pbr Cotronen., IUD, fit Prothonotarium Ap.licus, cum omnibus iuribus, gratiis et privilegiis”. Russo F., Regesto, VI, 29362.

[lxx] Crotone 2 giugno 1620. Compaiono Don Piedro de Strada, olim governatore e capitano a guerra di Crotone e del Marchesato di Crotone, ed il reverendo Aniballe Syllano U.J.D, in nome e parte di suo fratello Ottavio Syllano. Il De Strada dichiara di possedere “uno bucco di vascello con alcune robbe conforme appare per inventario fatto per m.o di Not.r Gio. Domenico Spetiale di questa Città a tempo che como Cap.no a guerra esso don Piedro pigliò nello Capo delle Colonne”. Posto all’incanti in piazza pubblica fu aggiudicato per quaranta ducati al Reverendo Aniballe Syllano che poi ne pagò trenta. ASCZ, Not. Protentino Gio. Antonio, Busta 117, f. 47v.

[lxxi] Russo F., Regesto, VI, 29667.

[lxxii] 4 settembre 1629. Compaiono il signifero Jo. Jacobo Mendicino ed il Rev. Canonico Marco Antonio Barricellis, come procuratore del rev. canonico UJD Anibale Syllani degente a Napoli sotto il titolo di San Basilio. ASCZ, Not. Protentino G. A., Busta 117, ff. 65-67. Il 22 febbraio 1630 in Crotone, Gio. Battista de Nola Molise, come procuratore di Gio. Sana di Napoli, prende in consegna un prestito di ducati 54, che il Sana aveva concesso in Napoli al canonico crotonese Anibale Syllano ed allo spagnolo e signifero Francesco Hendia. ASCZ, Not. Protentino G. A., Busta 118, anno 1630, f. 37v.

[lxxiii] Russo F., Regesto, VI, 32060.

[lxxiv] Russo F., Regesto, VII, 34365, 36071.

[lxxv] Russo, F. Regesto, VII, 34538.

[lxxvi] 30 agosto 1645. Il principe di Bisignano al Card. Panfili. “Il vescovo di Bisignano ha proposto di conferire il vicariato della diocesi ad Annibale Sillano, che è già vicario e creatura del vescovo di S. Marco. Poiché è persona non gradita, per i suoi precedenti nei suoi riguardi, la sua nomina potrebbe dare occasione a disordini…”. Russo F., Regesto, VII, 34731; 34873.

[lxxvii] 30 ottobre 1646. “Ad futuram rei memoriam. Pro Hannibali Sillano, Rectore cappellae Nativitatis DNIC de iurepatronato familiae Peluso, in ecclesia Cotronen., et heredibus quondam Fabii Pelusii, confirmatio concordiae inter eos initae, occasione cuiusdam legati duc. 400, facti dictae cappellae ab Isabella Prati, vidua Fabii Pelusii de Cotrone, in duc. 1600, exquo spatio 40 annorum, etiam litigando, nihil percipi potuit”. Russo F., Regesto, VII, 35074.

[lxxviii] Russo F., Regesto, VII, 36830.

[lxxix] Russo F., Regesto, VII,37128.

[lxxx] 4 gennaio 1654. Anibale Syllano Ep.o Castren. Possiede una continenza di case consistente i più membri superiori e inferiori in parrocchia San Salvatore, confinante con le case di Fabritio Syllano. Le vende per ducati cento a Josepho Suriano. ASCZ, Not. Protentino H. F., B. 229, ff. 3v-4.

[lxxxi] ASCZ, Not. Protentino H. F. Busta 229, ff. 25v-28.

[lxxxii] Russo F., Regesto, VII, 37774.

[lxxxiii] Russo F., Regesto, VII, 38302.

[lxxxiv] “Annibal Syllanus, nobilis Cotronensis, Prothonotarius Apostolicus de numero non participantium, thesaurarius canonicus, et vicarius generalis ecclesiae Cotronensis praeficitur huic ovili 6 Octob. 1633. Obiit 1666. 14.Februarii”. Ughelli F., Italia Sacra, IX, 97.

[lxxxv] “Adi 18 aprile 1655 morse Chiara Syllana figlia minore di Ottavio et si sepelli nella Catedrale gratis.” AVC, Libro dei Morti, ad annuum.

[lxxxvi] 10 gennaio 1636. UJD Gio Augustino Syllano possiede “unam continentiam domorum in Parocchia Sanctae Mariae Protospataris jux. domum R. D. Anibalis et Octavii Syllani et Josephi etiam Syllani et alios fines”. ASCZ, Not. Dionisio Speziale, Busta 108, f. 4.

[lxxxvii] 14 aprile 1629. La vedova Isabella Berlingeri e Ottavio Syllano. La Berlingeri possiede la metà dell’officio di regio credenziere del fundaco e dogana della città di crotone, non potendo esercitarlo di persona essendo donna, lo fa esercitare dal suo genero Ottavio Syllano. ASCZ, Not. Protentino G. A., Busta 118, f. 16.

[lxxxviii] 2 giugno 1626. Don Pietro de Strada, olim governatore e capitano a guerra della città di Crotone e del Marchesato da una parte, e dall’altra il R. Subdiacono Anibale Syllano UJD per sé e per parte del fratello Ottavio Syllano.Vendita di un bucco di vascello. ASCZ, Not. Protentino Gio. Antonio, Busta 117, f. 47v.

[lxxxix] 31 luglio 1655, Ottavio Syllano e Hippolita Syllano, vedova del capitano Gio. Jacobo Mendicino, prendono in prestito da UJD Cesare Presterà ducati 100. ASCZ, Not. H. F. Protentino, Busta 229, anno 1655, f. 122.

[xc] Crotone, 10 febbraio 1655. Essendo morto il castellano si fa l’inventario dei suoi beni. Nella lista dei suoi debitori compare Ottavio Syllano, che gli deve 195 ducati, mentre Fabritio Syllano gliene deve 40. ASCZ, Busta 229, Not. H. F. Protentino, anno 1655, ff. 27-29.

[xci] ASCZ, Not. H. F. Protentino, Busta 229, anno 1657, ff.75-78.

[xcii] ASCZ, Not. H. F. Protentino, Busta 229, anno 1657, ff. 109v-110.

[xciii] ASCZ, Not. Pelio Tiriolo, Busta 253, anno 1670, ff. 207v-214.

[xciv] Giugno 1701. Prospero Giaquinta possiede una casa palaziata in par. Santa Maria Prothospatariis, confine la casa del m.co Pelio Petrolillo d’un lato e la casa del rev.do Carlo Syllani dall’altro, la medesima che per Isabella Berlingeri fu venduta al rev.do can.co Domenico Suriano del qm Fabrizio istr. Not. Leonardo Avarelli del 19 nov. 1697. ASCZ, Not. L. Avarelli, Busta 497, anno 1701, ff. 9-14; Busta 497, anno 1711, f. 1.

[xcv] ASCZ, Not. L. Avarelli, Busta 497, 1701, f. 11.

[xcvi] AVC, Acta Sanctae Visitationis ab Ill.mo ac R.mo D.no Episcopo D. Marco Rama Ordinis Eremit.rum S.ti Augustini A. D. 1699 Confectae, f. 37v.

[xcvii] 20 luglio 1689. “Istrumento di ratifica per Notar Antonio Varano di Cotrone, con cui Laura Maria, ed altri di Mezza della sud.a città ratificarono la donazione, che nel mese di dicembre dell’anno 1686 avean fatto un beneficio di D. Carlo Sillani di alcune azioni, e cagioni, che rappresentavano sopra alcune terre dette Sione e Guerra site in tenimento della sud.a città di Cotrone, confine le terre della Marina del Comune, quelle di Margherita terrana di Pelusio ed altri.” AVC, Acta Sanctae Visitationis ab Ill.mo ac R.mo D.no Episcopo D. Marco Rama Ordinis Eremit.rum S.ti Augustini A. D. 1699 Confectae, f. 102.

[xcviii] ASCZ, Not. A. Varano, Busta 337, anno 1693, f. 157.

[xcix] ASCZ, Busta 635, anno 1713, f. 14.

[c] Crotone 8 febbraio 1657. Francischella Cerrello, figlia di Joes Leonardo Cerrello, vedova di Francesco Syllano, possiede alcune vacche che dona al fratello, il clerico Antonino Cerrello, per poter ascendere agli ordini sacri. ASCZ, Not. H. F. Protentino, Busta 229, f. 39v.

[ci] 30 ottobre 1629. I coniugi Ottavio Ciza e Vittoria Paritaria abitavano in parrocchia di Santo Pietro e la loro Casa con magazzino, confinava con la casa di Ottaviano Suriano, di Guglielmo de Sanda, dell’alfiere Francesco Syllano e vie pubbliche. ASCZ, Not. Protentino G. A., Busta 118, ff. 110v-111.

[cii] “Adi 30 giugno 1655 morse Gio. Francesco Syllano et si sepelli nella Cattedrale gratis.” AVC, Libro dei Morti, ad annuum.

[ciii] ASCZ, Not. H. F. Protentino, Busta 229, anno 1657, ff. 75-78, 123v.

[civ] “Adi 28 agosto 1664 morse Vittoria Syllana e si sepelli in S. Francesco di Assisi gratis.” AVC, Libro dei Morti, ad annuum.

[cv] ASCZ, Not. A. Varano, Busta 334, anno 1675, f. 97.

[cvi] 9 giugno 1674. Compaiono: da una parte, Geronimo Sillano, padre, tutore, curatore e legittimo amministratore di Aniballe, Clarice e Ippolita Sillano, dall’altra la badessa Ippolita Berlingeri e le clarisse. Trovandosi le figlie clarisse nel monastero, dove il padre le vuole monacare, dona al monastero la sua gabella in località la Ferrara, che ebbe in cambio con la sua casa dal rev. canonico D. Isidoro Pelusio. Resta a beneficio del figlio Aniballe l’orto Piscitello. ASCZ, Not. Nicola Francesco Sacco, Busta 333, ff. 40-41.

[cvii] AVC, Acta Sanctae Visitationis ab Ill.mo ac R.mo D.no Episcopo D. Marco Rama Ordinis Eremit.rum S.ti Augustini A. D. 1699 Confectae, f. 143.

[cviii] ASCZ, Not. A. Varano, Busta 334, anno 1672, ff. 33-34.

[cix] L’otto agosto 1674, il sindaco dei nobili Fabritio Suriano, il notaio Antonio Varano, sindaco del popolo, Gio. Paulo Pipino, mastro giurato, Gerolimo Syllano e Carlo Barlingeri, eletti dei nobili, e Leonardo Basoino eletto del popolo, testimoniano per il ripristino della chiesa di Santa Maria del Carmine. ASCZ, Not. Nicola Francesco Sacco, Busta 333, anno 1674, f. 59. 8 febbraio 1685, Horatio Presterà, sindaco dei nobili, Ignatio Venturo, sindaco delli onorati, Carlo Berlingeri, Gerolimo Syllano eletti dei nobili, Carlo Scarnera e Gregorio de Vite, eletti del popolo. ASCZ, Not. A. Varano, Busta 335, anno 1685, f. 49.

[cx] ASCZ, Not. A. Varano, Busta 334, anno 1675, ff. 96v-97.

[cxi] ASCZ, Not. Nicola Francesco Sacco, Busta 333, anno 1685, ff. 25v-26.

[cxii] Contratto di matrimonio tra Isabella Berlingeri, che si trova come educanda nel monastero di Santa Chiara, rappresentata dal suo procuratore Geronimo Sillani, e Francesco Antonio de Polito di Nicastro. Isabella Berlingeri sposò Antonio de Polito da Nicastro portando in dote ducati 800 in contanti, 300 per la gabella la Mendolicchia e ducati 160 di capitale, sopra le case di Prospero Giaquinta, confinanti con la casa di Geronimo Sillano. ASCZ, Not. Annibale Varano, Busta 496, anno 1701, ff. nn.

[cxiii] Livia Milello morì nel 1648 e fu seppellita nel monastero di San Francesco di Assisi. ASCZ, Busta 313, anno 1668, f. 121.

[cxiv] “De Canonicatu et praebenda ecclesiae Cotronen., vac. per ob. Io. Francisci Petrolilli, providetur Io. Iacobo Sillano, pbr oriundo.” Russo F., Regesto, VI, 30717.

[cxv] ASCZ, Busta 229, anno 1651, f. 43.

[cxvi] Ottobre 1653. “De thesauraria ecclesiae Cotronen., vac. per promotionem Hannibalis Sillani ad ecclesiam Castren., providetur Io. Iacobo Sillano, canonico dictae ecclesiae, nobili, IUD, cum decreto dimittendi canonicatum.” Russo F., Regesto, VII, 37151.

[cxvii] Maggio 1654. “Istrumento cenzuale per notar Felice Protentino di Cotrone, con cui il tesoriere D. Giacomo Sillano della sud.a città di Cotrone, con i patti rescissori vendè a Lucrezia Pipina un annuo cenzo bullale di D. 7 per capitale di D. 87 e grana 50 sopra una continenza di vigne sita in d.o tenimento nel luogo nomato l’Ampusa, confine le vigne del Rev.do D. Gio. Domenico Venturi, ed altri. Benintesa, che la sud.a Lucrezia Pipina in adempimento del legato di Vittoria Suriano monica professa del monistero di S.ta Chiara de sud.i annui D. 7 ne assegnò D. 5 per la celebrazione di una messa la settimana nell’altare della Annunziata ed altri carlini 20 per la celebrazione di 20 messe ne’ giorni in d.o istrumento destinati al quale.” ASCZ, Cassa Sacra, Busta 383, fasc.li 1, 14, 16, 19, 20, e 22.

[cxviii] ASCZ, Not. Protentino H. F., Busta 229, f. 95.

[cxix] ASCZ, Not. Protentino H. F., Busta 229, ff. 25v-28.

[cxx] ASCZ, Not. Pelio Tiriolo, Busta 253, anno 1667, ff. 15v-18.

[cxxi] ASCZ, Not. G. T. Salviati, Busta 313, anno 1668, f. 121.

[cxxii] ASCZ, Not. Pelio Tiriolo, Busta 253, anno 1668, f. 19v.

[cxxiii] 28 gennaio 1670. Stefano de Labrutis essendo in debito con il tesorerato, consegna 50 ducati al tesoriere Gio. Giacomo Sillano, il quale se li tiene per alcune sue occorrenze, obbligando i suoi beni, tra i quali la sua continenza di case ed i diritti che ha sulle case vendute a Pelio Petrolillo, quali case confinano le case di Felice Berlingieri e le case di Pelio Petrolillo. ASCZ, Not. Pelio Tirioli, Busta 253, ff. 11-12.

[cxxiv] ASCZ, Not. Pelio Tiriolo, Busta 253, ff. 77-78. Settembre 1670. “De Thesaurariatu ecclesiae Cotronen. vac per ob Iacobi Sillani, de mense Augusti def., providetur Io Iacobo Valente.” Russo F., Regesto, VIII, 42091.

[cxxv] Il tesorerato esige un annuo censo di carlini ventiquattro per capitale di ducati trenta, “sopra la casa di Pelio Petrolillo nella parocchia di Santa Maria prothospataro, confine le case del tesorero Syllani hoggi delli figli di Fran.co Ant.o Lettera; Sopra le case delli figli di Franc.o Ant.o Lettera furno del tesoriere Syllano nella prenominata parrocchia annui carlini sidici per capitale di doc. vinti”. AVC, Acta Sanctae Visitationis ab Ill.mo ac R.mo D.no Episcopo D. Marco Rama Ordinis Eremit.rum S.ti Augustini A. D. 1699 Confectae, f. 136. Alfonso e Federico Lettera possiedono una casa palaziata loco la Piscaria, confine la casa del q.m Prospero Giaquinta e la casa della m.ca Cecilia Petrolillo. ASCZ, Busta 497, 16.4. 1711.

[cxxvi] Crotone 5 settembre 1657. D. Gio. Giacobo Syllano fa testamento. Vuole essere sepellito nel sepolcro dei Syllani dentro la chiesa di San Francesco d’Assisi. Nomina erede sua moglie (Dianora) Mosessa Syllana. Dichiara che dei duecento ducati delle doti promesse dal Rev.do D. Gio. Jacovo che è suo cognato ne ha ricevuti solo ducati 64. Egli deve riscuotere molto denaro per vendita di caso, di grano, da prestiti e da obligazioni. Nel magazzino possiede 1250 pezze di caso e ducati trenta. ASCZ, Not. Protentino H. F., Busta 229, ff. 117v-118.

[cxxvii] 17 settembre 1657. La vedova Mosessa Syllano, moglie, nonché universale e particolare erede di Hieronimo de Vono, assieme al notaio si reca nella casa dove abita il Rev.do Joes Jacobo Syllano, “in parocchia S.a Maria Prot. Jux.a domos dotales Cl.o Felice Berlingeri e domum Heredum dela Picciola”, per fare l’inventario dei beni lasciati dal marito. Essa deve riscuotere denaro per obbligazioni e prestiti, inoltre possiede 1230 pezze di caso nel magazzino di Vito Caparra e tomoli 15 di grano nel magazzino del tesoriere Syllano. ASCZ, Not. Protentino H. F., Busta 229, f. 126v.

[cxxviii] “Adi 28 novembre 1667 passo da questa vita la S.ra Dianora Syllano e si sepelli in chiesa di Assisa gratis.” AVC, Libro dei Morti, ad annuum.

[cxxix] Crotone, 31 luglio 1636. Il R.D. Pelio Petrolillo, curatore testamentario di Francesca Antonia Petrolillo, figlia ed erede di Francesco Antonio, ed Helena Syllano, vedova di Francesco Antonio Petrolillo. ASCZ, Not. D. Speziale, Busta 108, f. 37.

[cxxx] 24 ottobre 1655. Portia e Livia de Orlando, figlie ed eredi di Elena Syllano, olim moglie di Gio. de Orlando, e Francesca Antonia Petrolillo, sposata con Didaco de Martino, ugualmente erede di detta Elena, in quanto figlia dell’altro marito di Elena, il q.m Francesco Antonio Petrolillo. ASCZ, Not. H. F. Protentino, Busta 229, f. 180.

[cxxxi] Crotone, 11 luglio 1664. Laura Syllano e Maria Suriano sorelle uterine, figlie di Lucretia Bernale, sono nel monastero di Santa Chiara. Il clerico Domenico Suriano è loro fratello e la fu Isabella Berlingeri la loro ava. ASCZ, Not. Giuseppe Lauretta, Busta 311, f. 83. Il seminario esige un censo di carlini quattro perpetui sopra le case del q.m d. gio. duarte nella par.a di S. Maria Prot. loco detto la piscaria conf.e le case di Laura Syllano. AVC, Acta Sanctae Visitationis ab Ill.mo ac R.mo D.no Episcopo D. Marco Rama Ordinis Eremit.rum S.ti Augustini A. D. 1699 Confectae, f. 131. La confraternita della SS.ma Annunciazione esige un censo di ducati 8 sopra le case di Cataldo Raimondo, nella parrocchia di S. Maria, confine le case di Laura Sillano. AVC, Anselmus de la Pena Ordinis S. Benedicti, Visita 1720, f. 49. La confraternita della Pietà esige un tomolo di grano annuo sopra la casa di Laura Sillano, nella parrocchia di Santa Maria, confine le case di Diego Papallo. AVC, Anselmus de la Pena Ordinis S. Benedicti, Visita 1720, f. 48.

[cxxxii] ASCZ, Not. H. F. Protentino, Busta 229, anno 1651, f. 100v.

[cxxxiii] 25 settembre 1619. Compaiono Jo. Francesco Caitano e Fabritio Syllano. Il Caitano possiede una casa palaziata in parrocchia di S. Salvatore, confinante con la casa di Horatio Nigro e con gli eredi di Cesare Severino. La vende al Syllano per ducati cento, dovendo dotare Lucretia Caitano che sposa Gio. Francesco Catalano. ASCZ, Not. Protentino G. A., Busta 117, f. 69.

[cxxxiv] ASCZ, Not. Protentino H. F., Busta 229, anno 1651, f. 28. Ibidem, anno 1654, ff. 3v-4.

[cxxxv] “Adi 12 ottobre 1667 passo da questa vita fabritio Syllano e si sepelli nella Catedrale gratis.” AVC, Libro dei Morti, ad annuum.

[cxxxvi] 31 luglio 1655. Ottavio Syllano e Hippolita Syllano, vedova del capitano Jo.e Jacobo Mendicino, in solido, e per parte del fratello il vescovo di Castro Anibale Syllano, da una parte, e dall’altra UJD Cesare Presterà. I Syllano possiedono la gabella detta di Antinoro nel territorio detto “la Sala”, la gabella La Mendolicchia in località Crepacore, una vigna con sei stagliate, una salma di terreni vacui, una continenza di case in parrocchia di Santa Maria de Prothospatariis, “juxta domos R.di D. Johannis Jacobi Syllano thesaurerii”, e un orto in località Piscitello fuori le mura. Per le loro necessità, prendono in prestito ducati 100 al 9 per cento, obbligando i loro beni. ASCZ, Not. H. G. Protentino, Busta 229, f. 122.

[cxxxvii] 30 agosto 1657. Compaiono la vedova Ippolita Syllano e i coniugi Felice Benedetto Berlingeri e Victoria Syllano. I coniugi dichiarano che, al tempo che contrassero matrimonio, da Ottavio e Annibale, vescovo di Castro, padre e zio di Vittoria, fra gli altri beni, furono promessi ducati 700 in contanti. Di questi ducati 700, ducati 400 li tiene Ioppolita, la quale li consegna ad Ottavio, perché trovi il modo di investirli. ASCZ, Not. Protentino H. F., Busta 229, f. 123v.

[cxxxviii] 13 settembre 1657. La vedova Ippolita Syllano dona al monastero di San Francesco d’Assisi, ducati quattro di censo, per un capitale di ducati 50, che essa possiede sulle case di Nicola Maria de Vite. ASCZ, Not. Protentino H. F., Busta 229, f. 131v.

[cxxxix] “Adi 4 di Settembre 1662 morse Ippolita Syllana figlia del q. Francisco e si sepelli nella cattedrale gratis.” AVC, Libro dei Morti, ad annuum.

[cxl] Tra i censi che esigeva la mensa vescovile di Crotone in parrocchia di Santo Angelo: “Sopra la casa de marco de simone confine la casa dele her. de not.o Ant(oni)no Sillano carlini tre.” ASN, Dip. Som., Conto del m.co Giulio Cesare de Leone, deputato sopre l’intrate del Vescovato de Cutrone = 1570 et 1571; Mensa vescovale di Cotrone, 1566, f. 16.

[cxli] 17 febbraio 1578. Compaiono Donna Selviana Calmiti, moglie di Minichello de Adamo e Donna Antonella Scarnera, vedova di Antonino de Adamo.“domus palatiata in par. S.ti Angeli iux.a domos m.ci Jo.is Thesei Sillani jux.a domum no. Vinc. la Piccola jux.a domum terraneam Petrolillo”. ASCZ, Notaio Ignoto, Busta 15, anno 1578, f. 75. Bartolo de Adamo abitava in parrocchia di Sant’Angelo, confinante con gli eredi del mag.co Pompeo Lucifero, vinella mediante, le case di Ioanne Francesco Lucifero e di Gio. Teseo Syllano. ASCZ, Not. Ignoto, Busta 15, anno 1583, f. 184.

[cxlii] 6 settembre 1610. Fabritio Lucifero dona al figlio Jo. Francesco, una “continentiam domorum in parrocchia S.tae Mariae Prothospataro jux.a domos heredum q.m Jo.is Thesei Syllani ex uno latere et ex alio jux.a domos heredum q.m Lucae Indulcato”. ASCZ, Not. Rigitano G. F., Busta 49, anno 1610, f. 41.

[cxliii] 10 ottobre 1620. Il clerico Annibale Syllano e Achille de Vona de Aprigliano, “nepotum ex soribus et heredum ex testamento q.m Tiberii Piscitelli” (marito di Vittoria Syllano), si recano alle “domos Annibalis Syllani sitas et positas intus dittam Civitatem in parrocchia S.ae M.ae Prothospariis jux.a domos Jo.is Augustini et Josephi Syllani vias pp.cas”. ASCZ, Not. Protentino G. A., Busta 117, f. 62.

[cxliv] ASCZ, Not. Protentino H. F., Busta 229, ff. 25v-28.

[cxlv] ASCZ, Not. Pelio Tiriolo, Busta 253, anno 1668, f. 19v.

[cxlvi] ASCZ, Not. Pelio Tiriolo, Busta 253, ff. 77-78. Crotone, 21 luglio 1664. Il mag.co Diego de Martino di Santa Severina, sposato con Ciccia Petrolillo, figlia di Elena Syllano, abitante a Crotone, fa testamento nella casa del Rev.do D. Gio. Jacono Syllano “e proprio in una camera dove habita sita e posta nella parocchia di Santa Maria Prothospatariis juxta le case di Ottavio Syllano e altri confini”. Nomina eredi i figli Bartolomeo, Gio. Berardino, Francesco Antonio, Cola Francesco e Gio. Teseo Martini. ASCZ, Not. Giuseppe Lauretta, Busta 311, ff. 83v-84.

[cxlvii] Il tesorerato esige un annuo censo di carlini ventiquattro per capitale di ducati trenta, sopra la casa di Pelio Petrolillo, nella parocchia di Santa Maria Prothospatariis, “Con.e le case del tesorero Syllani hoggi delli figli di fran.co Ant. Lettera; Sopra le case delli figli di Franc.o Ant.o Lettera furno del tesoriere Syllano nella prenominata parrocchia annui carlini sidici per capitale di doc. vinti.” AVC, Acta Sanctae Visitationis ab Ill.mo ac R.mo D.no Episcopo D. Marco Rama Ordinis Eremit.rum S.ti Augustini A. D. 1699 Confectae, f. 136.

[cxlviii] ASCZ, Busta 497, 16.4.1711.

[cxlix] Alfonso Letterio cittadino nobile vivente e dottore fisico di anni 60. Desiderata Giaquinta moglie d’anni 52. Dionisio figlio speziale di medicina d’anni 25. Francesco Antonio chierico d’anni 23. Nicola figlio d’anni 19. Federico figlio d’anni 12. Teresa figlia d’anni 27. Francesca figlia vergine d’anni 16. Isabella figlia vergine d’anni 14. Nicola Scigliano servitore d’anni 12. Ippolita Ganguzza serva d’anni 12. Abita in casa propria nella parocchia di S. Maria, “gravata d’annui ducati 15 per capitale di ducati 300 dovuto al Pio Monte dell’Immacolata Concezione di questa Città, colli quali n’ha affrancati altri pesi contenuti in rivela d’esso Alfonso.” Possiede ducati trecento applicati all’industria di detta spezieria di medicina, d’annua rendita in stima ducati 18. ASN, Cam. Som. Catasto Onciario dell’Università di Cotrone del 1743, Vol. 6955, f. 21.


Creato il 9 Giugno 2024. Ultima modifica: 9 Giugno 2024.

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