Schede relative alla costruzione delle torri all’inizio del Seicento

Torre di Crocchio
Il tesoriere Camillo Romano assegna al mastro Dante Cafaro, partitario della torre, ducati 800 per procedere nella costruzione. Dopo la consegna dei primi ducati 400 il rimanente e’ versato dal luogotenente del tesoriere, Carlo Nicotera, il 28.1.1606 in Cutro a Pompeo Cito di Cropani, cassiere della torre, eletto dall’universita’ di Cropani, sul cui territorio sorge l’opera (1) (ANC.59,1606,11).
Con il procedere dei lavori seguono altri versamenti. Il 2.5.1606 il luogotenente versa al cassiere duc. 382 ed altri soldi vengono consegnati all’inizio del 1607 (ANC. 59, 1606, 48; 59, 1607, 1-2).

1) “Cropano, il quale essendo alla falda della montagna, soprasta’
a bellissimi territorii che si stendono fino al mare, dov’e’ una
bellissima torre della Regia Corte per defensione di quelle marine
e terre convicine” (Nola Molise G.B., cit., p. 84).

Torre di Tacina
La costruzione della torre di Tacina era stata aggiudicata nel 1598 al mastro napoletano Andrea Jannello che aveva associato come suo procuratore il mastro Adante Cafaro. L’undici marzo 1599 in
presenza del soprastante della torre, Paolo Cristella di Cropani, i due mastri stipulano un contratto con alcuni lavoratori di Cropani per la fornitura di 32 canne e mezzo di pietra a carlini 32 e mezzo la canna cupa. I lavoratori ricevono dal cassiere della torre, Andrea Foresta di Cutro, 50 ducati di anticipo e altri 50 li avranno dopo 15 giorni. La pietra e’ portata sul luogo di costruzione e depositata a 40 palmi dalla spiaggia, mentre i mastri hanno gia’ scavato le fondamenta e si apprestano a costruire (ANC. 69, 1599, 11v-12).
Interrottisi i lavori, nell’autunno del 1600 la torre fu nuovamente appaltata, a carlini 29 e mezzo la canna con alcuni patti e convenzioni, al mastro Ascanio Faylla, architetto e ingegnere pubblico di Bisignano (1), il quale associo’ come fideiussore o cassiere il dottor Gio. Francesco de Bona di Cutro. (ANC. 58, 1602, 474v – 476r).
Infatti su ordine della Regia Audienza di Calabria Ultra del 2.12.1600 e del regio luogotenente del tesoriere spedito da Monteleone il 7.12.1600, il 10.12.1600 l’universita’ di Cutro elegge e deputa Joannes Francesco de Bona a cassiero della torre di Tacina (ANC. 61, 1601, 49).
Per maggior sicurezza e per far fronte alle spese di costruzione si associo’ anche Scipione Azzariti. Cosi’ i soci Ascanio Faylla, il dottor Gio. Francesco de Bona e Scipione Azzariti stipularono tra loro un albarano il 5.2.1601 presso il notaio Gio Francesco Campanaro in cui era previsto che del guadagno o perdita, derivante dall’opera, se ne facesse tre parti. (ANC. 58, 1602, 474v-476r).
Frattanto cominciano i preparativi ed i finanziamenti. Il 14.2.1601 il cassiere de Bona afferma che ebbe dal sindaco di Cutro, Jo. Matteo Oliverio, ducati 300 da conservarsi separatamente perche’ li impiegasse per la costruzione della torre di Tacina, da edificarsi nuovamente dal partitario e mastro
Ascanio Faylla. (ANC. 61, 1601, 49).
Dovendosi incominciare a costruire, alla nuova societa’ si aggrego’ anche il mastro Geronimo La Macchia ma poi abbandono’ perche’ si trovava “implicato in molti intrichi per i quali non puo’ cosi’ sbrigatamente attendere al servitio di detta torre”; subentro’ allora il mastro napoletano Andrea Jannello, che gia’ aveva avuto in precedenza l’appalto dell’opera.
Il 10.9.1602 in Cutro presso il notaio Francesco Terranova i quattro soci si impegnano a dividere il guadagno o perdita in quattro parti. Il nuovo socio Jannello promette di lavorare di persona per tutto il tempo della durata dell’opera con la condizione che se manchera’ dovra’ pagare 8 carlini al giorno e non tirera’ parte del guadagno mentre quando lavorera’ avra’ un salario di tre carlini al giorno. Egli inoltre mette a disposizione la pietra che aveva portato sul luogo (ANC. 58, 1602, 474v-476r).
I lavori proseguono a rilento ed il mastro Ascanio Faylla cerca nuovi operai. Il 26 agosto 1603 Francesco Surdano, abitante in Mesoraca, “loca la sua persona” accordandosi a servire fedelmente il partitario della nuova regia torre di Tacina per un anno a cominciare dal primo settembre 1603. Il Faylla si impegna a versargli ducati 44 in rate mensili e di seminargli con i suoi buoi e col suo grano due tomolate di terra in Mesoraca. (ANC. 61, 1603, 53-54).

1) Ascanio Faylla di Bisignano, architetto e ingegnere, lavoro’ alla fine del Cinquecento per il duca di Nocera riparando e fortificando i mulini della Canosa sul Tacina. (ANC. 58, 1600, 6v).

Torre di Posteriore
Fatto l’incanto delle torri nel 1598, un ordine della Regia Udienza di Calabria Ultra, comanda a Fulvio Antonio Leone, luogotenente del tesoriere di Calabria Ultra nella citta’ di Crotone, di versare ai sindaci ed eletti di Cutro ducati 500 per il partito della torre di Posteriore fatto col mastro Jo. Battista Fico di Cutro (1).
Il primo luglio 1598 i sindaci Marco Fera e Jo. Matteo Oliverio e gli eletti di Cutro, non potendo andare di persona a Crotone a ricevere il denaro, delegano Lutio Oliverio, che si rechera’ per loro conto da Fulvio Antonio Leone (ANC. 58, 1598, 582v).
Dopo gli ordini della Regia Camera della Sommaria del 23.3.1600 e del 31.8.1600 diretti a Sancio de Miranda, auditore di Calabria Ultra e commissario delle nuove torri che la regia corte fa edificare dal fiume Tacina al Neto, quest’ultimo procede all’incanto dei lavori “con li patti, capitoli e conventioni apposti nell’ultimo incanto fatto per le medesime torri nell’anno 1598”.
Il 12.11.1600 in Catanzaro vince l’appalto della torre di Posteriore, offrendo carlini 23 e mezzo per ogni canna di fabbrica e con alcune condizioni e capitoli il mastro Gio. Battista Fico di Cutro. Il Fico, al quale all’atto della stipula del contratto di costruzione e’ consegnato il disegno della torre firmato dall’ingegnere militare Vincentio de Rosa, si impegna tra l’altroa nominare per sicurezza della regia curia un fideiussore, approvato dall’universita’ di Cutro, e di iniziare i lavori non appena gli saranno consegnati ducati 100 di acconto.
Nominato come proprio fideiussore Gio. Battista Oliverio e questo approvato dall’universita’ di Cutro il 5.12.1600 (ANC. 61, 1601, 17-25), Gio Battista Fico fa istanza all’auditore di Calabria Ultra per ricevere l’acconto.
Il 9.12.1600 l’auditore Sancio de Miranda da Catanzaro comanda Camillo Romano, tesoriere di Calabria Ultra, di versare i ducati 100 di anticipo al mastro prendendoli dalle imposizioni sulle torri.
Prendendo atto di cio’ il 9.1.1601 in Cutro, Serafino Cavarretta di Policastro, per parte di Ioanne Alfonso Cerasaro, luogotenente di Camillo Romano, consegna al Fico i ducati 100 (ANC. 61, 1601, 25v-26).
Non passano molti giorni che nello stesso mese di gennaio un nuovo ordine del Miranda al tesoriere gli chiede di versare altri ducati 300 al mastro perche’ i duc.100 versatigli non sono sufficienti per dare inizio alla torre.
Cosi’ altri ducati 200 sono consegnati dal luogotenente di Camillo Romano, Io. Alfonso Cerasaro, al sindaco di Cutro, Io. Matteo Oliverio, da spendersi per il servizio della fabrica della regia torre (ANC. 61, 1601, 38 – 39r).
I pagamenti proseguono a rilento. In aprile 1601 il mastro protesta perche’ non puo’ pagare i fornitori di calce e pietra per iniziare le fondamenta della torre ed essendo gli scavi sotto una rupe facilmente i Turchi potrebbero riempirla. Il primo maggio vengono versati al cassiere della torre duc. 100 a complemento dei ducati 300 che il mastro doveva avere (ANC. 69, 1601, 85 – 86).
Protraendosi i tempi di costruzione per il ritardo dei pagamenti, il mastro ottiene l’aumento di un carlino per canna di costruito.
Il 18.1.1604 Pietro Iacomino fa la prima misurazione della torre che risulta canne 112 e mezza di scavo da pagarsi a ducati 4 la canna cuba e canne 434 di fabbrica a carlini 24 e mezzo la canna per un totale di ducati 1063, tari 1 e grana 10.
Al partitario, che aveva avuto di acconto duc. 950, il luogotenente del tesoriere il 9.2.1604 versa in Cutro ducati 513, tari 1 e grana 10 (ANC. 59, 1604, 14-15).

1) All’inizio di ottobre 1604 i mastri Jo. Battista Fico e Hieronimo la Macchia di Cutro fanno la stima delle spese occorrenti per finire il convento dei Riformati del SS. Salvatore dichiarando che per completare la nave della chiesa ed i due dormitori, appena iniziati, abbisognavano piu’ di 1000 ducati (ANC. 62, 1604, 118v-119r).

torre posteriore

Resti della torre di Posteriore in territorio di Cutro.

 

Torre di Jacopio
Come da ordini spediti da Catanzaro il 12.7.1600 dall’auditore Miranda, commissario destinato per la regia camera della sommaria per la fabbrica delle regie torri e dagli ordini inviati dal tesoriere di Calabria Ultra, Camillo Romano da Monteleone il 16.8.1600 ed il 7.9.1600, l’universita’ di Cutro il 23.9.1600 elegge Andrea Foresta di Cutro a svolgere la funzione di cassiere della torre di Jacopio di cui e’ partitario il mastro Marino de Syo della citta’ di Cava.
Ad Andrea Foresta il sindaco di Cutro, Matteo Oliverio, il 28.9.1600 anticipa con soldi dell’universita’ ducati 200 affinche’ li conservasse, come da ordini, e li spendesse per la costruzione
della torre, per i lavoratori e gli operai che vi lavorano a ogni
ordine e volonta’ del mastro de Syo.
Il 5 aprile 1601 un ordine del tesoriere Camillo Romano diretto all’universita’ di Cutro, comunica che la regia audienza ha ordinato che si paghi a Marino de Syo, partitario della torre, ducati 200.
L’universita’ deve consegnare al cassiero Andrea Foresta per il terzo di Pasqua ducati 100, affinche’ il cassiere possa spenderli per la torre.
Il pagamento avviene il 15.5.1601 quando il sindaco Marcello di Bona consegna al cassiere i 100 ducati per spenderli per la fabbrica della torre di Jacopio e per gli operai e lavoratori e a ogni ordine del mastro de Syo (ANC. 61, 1600, 80v-82; 61, 1601, 166v-167r).
Il 5.5.1603 Antonio dela Motta Villegas, castellano di Crotone e sopraintendente alla fortificazione della citta’ e castello di Crotone e delle 14 torri che si edificano nelle marine del Marchesato, su richiesta di Marino de Syo, il quale fa presente di avere gia’ speso per la torre i ducati 100, concessigli in passato, e di avere fatto molti altri lavori per i quali ha da avere una grossa somma di denaro ed inoltre ha pronto i materiali per procedere, ordina a Camillo Romano, tesoriere di Calabria Ultra, che dei 1500 ducati, che ultimamente sono stati messi a disposizione dalla regia camera della sommaria, ne paghi al mastro de Syo duc.50 come anticipo e altri 150 li versi al cassiere, scelto dalla universita’ di Cutro, perche’ li spenda in beneficio della torre.
Cornelio Sanguinetto, luogotenente di Camillo Romano, da
Monteleone il 7.5.1603 ordina a Jo. Battista Oliverio, luogotenente del tesoriere nel Marchesato, di pagare al cassiere della torre i 150 ducati e di darne altri 50 al mastro de Syo.
Il 18.5.1603 in Cutro Jo. Battista Oliverio consegna i ducati 150 al cassiere della torre Joanne Matteo Oliverio ed i ducati 50 al de Syo (ANC.61, 1603, 20-21).
Su certificazione e richiesta del castellano di Crotone, Antonio dela Motta Villegas, inviate in Monteleone al tesoriere, quest’ultimo ordina il 23.10.1603 al suo luogotenente nel Marchesato, Gio. Battista Oliverio, di consegnare al mastro Marino de Syo, partitario della torre di Jacopio, ducati 175 tari 1 e grana 1 e 1/3 a complemento dei ducati 1472 tari 2 e grana 5 e mezzo che competono al mastro per la fabbrica della torre. Il pagamento avviene in Cutro il 5.11.1603 (ANC. 61,1603, 81-82). Dopo una misurazione della fabbrica della torre fatta il 1.3.1605, il 22.11.1605 l’ingegnere Vincenzo de Rosa comunica al capitano Baltasar Calderon che ha rifatto lo scandaglio della torre, certificando che nel frattempo si erano costruite altre 37 canne di fabbrica.
Il 14.1.1606 il partitario Marino de Syo riceve da Carlo Nicotera, luogotenente del tesoriere G. B. Bonfanti, ducati 70 tari 3 e grana 5 (ANC. 69, 1606, 2).
Il 26.3.1611 vengono consegnati a Marino de Syo della citta’ di Cava altri ducati 150 di acconto “per essere il camino lungo et accio’ la fabrica p.tta camini avanti” (ANC. 69, 1611, 1).

torre iacopio 3

Ruderi della torre di Jacopio in territorio di Cutro.

 

Torre de Porcello
Su richiesta di Mastro Carolo Greco, partitario della torre de Porcello, la regia udienza il 16.5.1598 comanda ai sindaci di Cutro, Marco Fera e Jo. Matteo Oliverio, di comprare tre paia di buoi e tre carri affinche’ il partitario possa usarli per la costruzione della torre.
I sindaci comprano il 14.6.1598 dal prete Jo. Francesco Florillo e da Andrea Foresta due paia di buoi e due carri ferrati al prezzo di ducati 50 il paio i buoi e di duc.6 e carlini 6 il carro.
La somma di duc.113 e tari uno e’ versata da Jo. Battista Oliverio di Cutro, cassiere del denaro regio della torre, ai venditori che consegnano i buoi ed i carri al mastro (ANC. 58, 1598, 583).

Torre di Civiti
Marcantonio Sbarra alias de Gasparro di Catanzaro vince l’appalto della torre di Civiti in territorio di isola offrendo carlini 22 la canna ma non trovando fideiussori deve accordarsi con i potenti Julio e Joanne Antonio Pallone, stipulando con loro speciali patti e condizioni (82,1607, 36v-37r).
Eletto e convalidato dall’universita’ di Isola per cassiere della torre Prospero Marino, comincia lo scavo e poi il gettito dellefondamenta della torre.
Il 7 aprile 1604 la torre e’ in costruzione e l’ingegnere Vincenzo de Rosa prende le misure che risultano rispettivamente canne piccole 250 di cavamento a ducati uno e canne 117 e 1/3 di “fabrica delli pedamenti” a carlini 22; il tutto importa ducati 514 tari 3 e grana 15.
Il 13.5.1604 il luogotenente del tesoriere Gio. Battista Oliverio di Cutro consegna al cassiere della torre ducati 150 (69, 1604, 12-13); un successivo versamento di altri 100 ducati avviene l’undici ottobre (69, 1604, 21).
Frattanto trovandosi nell’impossibilita’ di portare a termine l’opera lo Sbarra cede ai Pallone l’appalto di costruzione della torre con la condizione che vengano sostituiti i mastri costruttori e si liberino lui ed i fideiussori da ogni pendenza con la regia corte.
Per cautelarsi lo Sbarra si fa versare dai Pallone 40 ducati che egli deposita presso il mercante Francesco Sacerdote.
Ai primi di agosto 1607 i Pallone nominano come nuovi mastri fabricatori della torre di Civiti Ippolito Jordano della citta’ di e Joanne Andrea Mannella di Monteleone e rientrano cosi’ in possesso dei loro 40 ducati dati in pegno (ANC. 82, 1607, 36v-37r, 40-41).

Torre di Zirigotti
Marcantonio Sbarra vince l’appalto della torre di Zirigotti. Essendo il luogo dove deve sorgere la torre nel territorio di Isola in localita’ Domine Maria nelle proprieta’ dei Pallone (1), egli e’ costretto a costituire con questi una societa’ (ANC. 82, 1607, 36v-37r). Successivamente lo Sbarra cede l’appalto della torre ai Pallone.

1) Il territorio di Domine Maria confinava con il feudo rustico di Le Valli di Pirrotta ,pervenuto ai Pallone per vendita fatta da Jo. Batt.a Passalacqua a Tiberio Pallone come da contratto del 21.12.1567. (ANC. 497, 1703, 31-33, 44-45).

Torre di capo Pellegrino
Il 15 agosto 1602 il capitano Antonio dela Motta Villegas, castellano di Crotone e sopraintendente alla fortificazione della citta’ e castello e delle nuove torri che si stanno costruendo nel Marchesato, fa presente al tesoriere di Calabria Ultra, Camillo Romano, residente in Monteleone, che il partitario della torre di capo Pelegrino (o Pellegrino) in territorio di Crotone, Gio. Bernardino Desena di Catanzaro, ha chiesto ducati 50 anticipati come pattuito per poter iniziare la costruzione della torre “poiche’ tiene alcuni materiali in ordine et atti a fabricare” e vuole che vengano versati altri ducati 100 in potere di una persona scelta dall’universita’ di Crotone come cassiere della torre per piu’ comodita’ del partitario e per facilitare la costruzione della torre.
I ducati dovevano essere presi dall’entrate della imposizione della fabbrica delle torri e mancando questi da quelli della guardia.
Il 24 agosto il tesoriere Camillo Romano ordina al suo luogotenente Gio. Battista Oliverio di pagare duc. 50 di anticipo al Desena e di consegnare altri ducati 100 al cassiere, da scegliersi dall’universita’ di Crotone, perche’ siano spesi per la costruzione della torre.
Il 6 settembre in Cutro il De Sena riceve dal luogotenente Oliverio i ducati 50 che deve avere di anticipo (ANC. 58, 1602, 472v).
Il 23 dello stesso mese il governo dell’universita’ di Crotone (sindaco dei nobili Aniballe Montalcino, del popolo Cola Jo. Jacomino, eletti Gio. Andrea Pelusio, Mario Lucifero, Aniballe Pipino, Giulio Pignataro e Gio. Francesco Rigitano) elegge come erario e cassiere della torre di capo Pellegrino il notaio Gio. Francesco Rigitano al quale, nello stesso giorno presso il notaio Joanne Galatio di Crotone, Lutio Oliverio di Cutro, come rappresentante di Jo. Batt.a Oliverio, luogotenente di Camillo Romano, consegna i 100 ducati (AN.J. Galatio, Cotrone 23.9.1602, Fs.1602, ff. 330-332).

Torre del Marrello
L’otto novembre 1600 presso il notaio Annibale Juzzolino in Catanzaro Minico de Messina di Crotone stipula un contratto con la Regia Corte per l’appalto dei lavori di costruzione della torre del Marrello in localita’ Nao in territorio di Crotone.
Il contratto prevede la costruzione della torre a ragione di carlini 27 la canna di fabbrica e di ducati quattro la canna di cavamento piu’ altre clausole e condizioni.
Ritrovandosi impedito ,sia per infermita’ che per altri motivi, di eseguire l’opera come e nei modi pattuiti, il 10 ottobre 1602 il Messina cede l’appalto della torre allo spagnolo Alonso Corrales, abitante in Crotone e persona esperta e facoltosa, e al mastro fabricatore Renso Pecoro di Crotone.
Questi ultimi si impegnano a costruire la torre con gli stessi patti e condizioni sottoscritti dal Messina.
Il Messina all’atto di cessione si assicura che tutta l’opera fatta sia di cavamenti che di fabbrica come anche di materiali che si trovano nella torre fino al nuovo contratto vadano a suo beneficio.
Inoltre poiche’ il Messina al tempo che ebbe l’appalto “fece molte spese di scripture, perdita di tempo, et altri interessi”, si conviene che i nuovi conduttori Alonso Corrales e Renso Pecoro debbano versargli ducati 50 dai primi denari che perverranno per la torre e tuttavia nel caso che la Regia Corte non accetti la cessione dell’appalto, il Messina rimane obbligato ad assistere di persona alla fabbrica mentre il Corrales ed il Pecoro si obbligano a pagargli le giornate a ragione di carlini tre e mezzo il giorno, finche’ non finira’ l’opera (AN. J. Galatio Fs.1602, ff. 350-352).

torre mariello

Crotone, la torre del Mariello a capo Colonna.

 

Torre di Neto
L’auditore Sancio de Miranda alla fine del 1601 emana alcuni ordini diretti ai partitari affinche’ si faccino pagare l’anticipo spettante, come previsto dalla capitolazione da essi fatta con la Regia Corte che prevede anche la consegna di altro denaro ad alcuni cassieri, scelti dalle universita’ sul cui territorio si edificheranno le torri.
All’inizio di agosto 1602 alcuni di questi ordini avevano gia’ avuto il loro effetto. Il mastro Petruczo de Franco, partitario della torre di Neto in territorio di Crotone, presenta al castellano Antonio dela Motta Villegas un ordine emanato dall’auditore Miranda il 29 ottobre 1601 che gli permette di incassare i ducati 100 di anticipo ed il Villegas ordina che altri ducati 150 si dovessero consegnare al cassiere della torre di Neto,da scegliersi dall’universita’ di Crotone, per essere spesi ad ogni ordine del mastro per il servizio della torre di cui ha l’appalto.
Avendo gia’ incassati i ducati 100 di anticipo ora il mastro vuole utilizzare gli altri ducati 150. Avendo gia’ pronti i materiali nel luogo dove deve essere costruita la torre e’ sua intenzione iniziarne quanto prima i lavori, essendo il tempo favorevole per la costruzione delle fondamenta che devono essere scavate dentro il letto del fiume, conforme al disegno consegnatogli dal regio ingegnere.
Il castellano Don Antonio dela Motta Villegas, sopraintendente delle torri che si costruiscono nel Marchesato, il 9 agosto 1602 scrive percio’ al tesoriere Camillo Romano, ordinandogli di consegnare ad Alonso Corrales, pregio di Petruczo de Franco e deputato cassiere della torre di Neto, i ducati 150 da prendersi o dai pagamenti delle imposizioni per la fabbrica delle torri o, mancando questi, da quelli della guardia.
Il tesoriere il 14 agosto 1602 da Monteleone ordina al suo luogotenente nel Marchesato di Crotone, Gio. Battista Oliverio, di pagare ad Alonso Corrales i ducati 150.
Il 23 settembre 1602 Lutio Liveri a nome di Jo. Battista Oliverio consegna in Crotone i ducati 150 ad Alonso Corrales, spagnolo abitante in Crotone e deputato cassiere, perche’ possa spenderli ad ogni ordine del mastro Petruczo de Franco per il servizio della torre di Neto (AN. J. Galatio, Cotrone 23.9. 1602, Fs. 1602, ff. 328-329).
Ai primi di aprile 1604 l’ingegnere Vincenzo De Rosa con il tesoriere Camillo Romano ed il soprastante della torre, Vincenzo Scigliano, si reca a misurare la torre:
(…) “neli cavamenti per il pedamento si son fatti canni piccoli n. 487 et meza, cioe’ canni
298 e palmi 54 per lo cavamento del pedamento e canni 188 e palmi
42 che de mio ordine d.o m.o ha cavato atorno atorno detta torre
piu’ del cavamento ordinato… per non fare spesa d’impelliciata
che forno palmi 4 larghi atorno atorno. Et piu’ ha fatto de
fabrica in detti pedamenti canni 195 e palmi 46″ maturando un
totale di ducati 1054, tari 4 e grana 13” (…) (ANC. 69, 1604, 10-11).
Il mastro chiede che gli si aumenti il prezzo della canna di fabbrica da 29 carlini a 39 e l’ottiene. Il 24.2.1605 il De Rosa fa un’altra misurazione ed il 13.3.1605 il mastro ottiene dal tesoriere il saldo di ducati 334 e grana 19 (ANC. 69, 1605, 47-48).
Vincenzo De Rosa il 19.11.1605 rifa’ le misurazioni e certifica che nel frattempo il mastro aveva costruito canne 84 e 1/4 di fabrica, aveva scavato un pozzo all’interno della torre per 10 canne piccole e fatto un terrapieno nella torre di canne 174, maturando ducati 478 e grana 10. Essendo il mastro debitore verso la tesoreria di ducati 47 e tari 4 per l’interesse del 10 per cento su un anticipo di ducati 200, il luogotenente Carlo Nicotera di Nicastro lo salda in Cutro il 17.1.1606, versandogli ducati 430 e carlini 3 (ANC. 57, 1606, 7v-8).
I lavori proseguono e nel maggio dello stesso anno su ordine di Baltasar Calderon il mastro riceve dal luogotenente del tesoriere un altro acconto di ducati 200 per procedere nella costruzione (ANC. 69, 1606, 7v).

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